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Auto, Confindustria: crollo settore mette a rischio crescita

Auto, Confindustria: crollo settore mette a rischio crescitaRoma, 22 ott. (askanews) – Il crollo del settore dell’auto, tornato circa al livello di produzione di inizio 2013, data la sua rilevanza, mette a rischio la crescita italiana sia di breve che di medio-lungo periodo: -26,1% la produzione a luglio 2024 rispetto a lu – glio 2023 contro il -3,8% della produzione industriale totale; nel comparto auto – veicoli propriamente detti il calo è ancora più profondo (-34,7%). A lanciare l’allarme è il Centro Studi di Confindustria nel rapporto con le previsioni d’autunno sottolineando che “la crisi dell’auto italiana costituisce un importante rischio al ribasso nello scenario di previsione del Pil italiano per il 2025”.


Il fenomeno, seppur legato alla debolezza della domanda, non è solo congiunturale. Secondo gli economisti di viale dell’Astronomia, “c’è anche qualche cambiamento nelle abitudini che riduce la domanda: tra i giovani sarebbe più basso il desiderio di utilizzare un’automobile rispetto alle precedenti generazioni; è in forte crescita il vehicle-sharing”. Ma incide sicuramente anche il costo: in Europa nel 2023 l’automobile elettrica più economica sul mercato era del 92% più costosa del corrispettivo più economico a combustione interna, a causa delle batterie, che incidono circa per il 40% sul totale dei costi; le differenze di prezzo aumentano man mano che si riduce la dimensione del veicolo. Prendendo a riferimento due motorizzazioni alternative di una stessa automobile di piccola taglia, su un arco di tempo di 10 anni, includendo tutti i costi, passare all’auto elettrica comporta un aggravio di spesa per un automobilista italiano pari a circa 5.700 euro, il 15% in più. Inoltre, i tempi di ricarica sono più elevati, l’autonomia di percorrenza notevolmente ridotta, la disponibilità delle infrastrutture per la ricarica ancora limitata e la performance della batteria si riduce progressivamente. L’associazione tra le trasformazioni in corso e il crollo della produzione nel settore dell’auto non sembra essere casuale. Ma il settore è troppo rilevante per l’economia italiana ed europea: solo il settore “core” rappresenta il 13% del fatturato manifatturiero europeo, il 6,3% della produzione manifatturiera italiana, un valore aggiunto di 15 miliardi e 170mila occupati in Italia. E senza contare tutto l’indotto domestico generato (con il quale il settore pesa il 5,6% del valore aggiunto complessivo secondo Anfia), che coinvolge soprattutto l’industria dei prodotti in metallo ma anche la gomma-plastica, le attività metallurgiche, la fabbricazione di macchinari e le apparecchiature elettriche.

Confindustria abbassa le stime del Pil: +0,8% nel 2024, +0,9% nel 2025

Confindustria abbassa le stime del Pil: +0,8% nel 2024, +0,9% nel 2025Roma, 22 ott. (askanews) – Crescita più bassa del previsto per l’Italia. Le previsioni del Centro Studi di Confindustria per l’economia italiana sono riviste al ribasso, rispettivamente di 1 e 2 decimi di punto all’anno, rispetto a quelle incluse nel rapporto dello scorso aprile: il Pil è previsto crescere del +0,8% nel 2024 e del +0,9% nel 2025. Stime più pessimiste, dunque, di quelle del governo che, nel Documento programmatico di bilancio, vede una crescita dell’1% per quest’anno e dell’1,2% per il prossimo.


Non sono da escludersi poi, secondo Confindustria, rischi al ribasso legati ad un eventuale slittamento nei tempi di realizzazione del Pnrr, all’eventuale allargamento del conflitto in Medio Oriente all’Iran o al crollo del settore auto che “mette a rischio la crescita italiana sia di breve che di medio-lungo periodo”. Il ritmo di crescita comunque, – fanno notare gli economisti di viale dell’Astronomia nel rapporto sulle previsioni d’autunno – è più alto di quello registrato dall’Italia, in media, nei decenni pre-pandemia. Le recenti revisioni dell’Istat implicano un’eredità statistica del 2023 sul Pil 2024 più bassa di 0,2 punti, interamente dovuta alla peggiore dinamica nel 2023, mentre quella nella prima metà del 2024 è rimasta invariata.


La dinamica del Pil nella media del 2024 sarà sostenuta prevalentemente dalle esportazioni nette, con un contributo di +1,2% risultante da un +0,2% delle maggiori esportazioni e un +1,0% dovuto al calo delle importazioni, e in misura minore dagli investimenti fissi lordi (+0,1%). Contribuiranno negativamente, invece, i consumi delle famiglie (-0,1%) e la variazione delle scorte (-0,4%), mentre sarà nullo l’apporto dei consumi collettivi. Nel 2025, invece, l’elemento trainante sarà costituito dai consumi delle famiglie (contributo di +0,5%), cui si aggiungeranno la crescita dei consumi collettivi (contributo di +0,2%), delle esportazioni nette (+0,1%, di cui +0,7% le esportazioni e -0,6% dovuto al miglioramento delle importazioni) e della variazione delle scorte (+0,4%), mentre sarà negativo l’apporto degli investimenti (-0,3%).


Nell’attuale contesto, lo scenario previsivo presenta alcuni rischi al ribasso, collegati tra loro. Secondo gli economisti di Confindustria, in primis, la piena efficacia del Pnrr è condizionata al rispetto dei tempi previsti. Il grande ammontare di risorse Pnrr programmate per il 2024-2025 “rende molto sfidante l’obiettivo di una piena attuazione e genera rischi al ribasso”. Altro fattore di rischio sono le guerre in Ucraina e in Medio Oriente che “si stanno protraendo nel tempo e la seconda si sta ampliando sempre più”. Si esclude nello scenario un allargamento all’Iran. Ma “se questo dovesse avvenire – avverte Confindustria – ne deriverebbero ulteriori effetti negativi sul commercio internazionale, sui prezzi di alcune commodity, segnatamente il petrolio e il gas, sui costi dei trasporti, sull’incertezza economica e finanziaria e quindi sulla fiducia di famiglie e imprese”.


Altro nodo è quello delòa dinamica dei prezzi al consumo che in Italia e in Europa ha intrapreso un percorso di graduale normalizzazione, ma con velocità molto eterogenee tra paesi: è molto più lento nella media dell’Eurozona. Il processo in essere “potrebbe richiedere un tempo maggiore del previsto, spingendo la Bce a ritardare il taglio atteso dei tassi di interesse, posticipando così gli effetti positivi per l’economia che deriverebbero dall’allentamento della politica monetaria”. Secondo il Csc il reddito disponibile è in crescita ma i consumi sono frenati dall’elevato tasso di risparmio. Nel biennio, tuttavia, scenderà grazie anche al taglio dei tassi, e questa dinamica favorirà la ripresa dei consumi. Prosegue il recupero delle retribuzioni reali soprattutto nel settore privato, con l’industria che vede il recupero più ampio e avanzato. Il meccanismo di adeguamento dei minimi tabellari ha favorito un recupero dell’inflazione più veloce rispetto agli altri paesi europei. Calano le ore lavorate pro capite e recupera in misura modesta la produttività soprattutto nell’industria. Il numero di occupati continua a crescere in linea con il Pil. Allarme sul fronte degli investimenti che si fermano quest’anno, tornano ai livelli del 2008 e sono solo parzialmente compensati da quelli previsti dal Pnrr. La discesa prosegue anche nel 2025, soprattutto per quelli relativi alle abitazioni. Transizione 5.0 è, secondo Confindustria, da semplificare perché sia efficace. Il declino demografico accrescerà la carenza di lavoratori che già oggi è un problema: tra cinque anni la domanda supererà l’offerta di lavoro di ulteriori 1,3 milioni di unità. È cruciale intervenire per coprire questo fabbisogno. Inoltre i costi degli alloggi troppo elevati frenano la mobilità dei lavoratori ed esasperano le carenze di personale a livello territoriale. Il crollo del settore dell’auto, che quest’anno è tornato al livello di produzione di inizio 2013, è la conseguenza dei costi elevati delle auto elettriche. Data la rilevanza di questo comparto nell’economia, rappresenta “un rischio per la crescita italiana ed europea, sia a breve che a medio-lungo periodo”. Con il sistema Ets sempre più stringente e il Cbam operativo, le imprese europee continuano a perdere competitività. E anzi, crescono i rischi che alcune di queste – che rappresentano il 9% del valore aggiunto manifatturiero in Italia come in Ue – chiudano o vengano trasferite fuori dall’Ue. Riguardo all’inflazione, in media, quest’anno si attesterà al +1,1% da +5,7% nel 2023. E’ la stima del Centro Studi di Confindustria che, nell’ultimo rapporto di previsione, spiega che si tratta di una revisione al ribasso di -0,6 punti rispetto allo scenario di aprile. “Sono ormai lontani i record di inflazione toccati a fine 2022 (+11,8% annuo a ottobre), anche se – spiegano gli economisti di viale dell’Astronomia – in termini di livello dei prezzi non c’è mai stata una discesa, bensì una stabilizzazione su valori più alti in modo permanente (+15,5% rispetto a settembre 2022)”. Nel 2025, l’inflazione è attesa risalire in parte in corso d’anno, ma restando sotto la soglia Bce, arrivando al +1,8% in media. Tale scenario incorpora, anzitutto, un prezzo del gas più caro e viceversa un petrolio in calo. Nei mesi finali del 2024, come già nella prima parte, l’inflazione totale tende a aumentare man mano che la variazione sui 12 mesi dei prezzi energetici al consumo risale da valori molto negativi verso lo zero, coerente con la stabilizzazione (in media) delle quotazioni internazionali. Secondo fattore rilevante dello scenario di previsione è la sostanziale stabilizzazione dell’euro sul dollaro: ciò evita impatti addizionali in Italia sull’inflazione “importata”, tramite le materie prime che sono quotate in dollari. Ciò continuerà fino al 2025 a favorire il rallentamento dei prezzi al consumo.

Confindustria abbassa stime Pil: +0,8% nel 2024, +0,9% nel 2025

Confindustria abbassa stime Pil: +0,8% nel 2024, +0,9% nel 2025Roma, 22 ott. (askanews) – Crescita più bassa del previsto per l’Italia. Le previsioni del Centro Studi di Confindustria per l’economia italiana sono riviste al ribasso, rispettivamente di 1 e 2 decimi di punto all’anno, rispetto a quelle incluse nel rapporto dello scorso aprile: il Pil è previsto crescere del +0,8% nel 2024 e del +0,9% nel 2025. Stime più pessimiste, dunque, di quelle del governo che, nel Documento programmatico di bilancio, vede una crescita dell’1% per quest’anno e dell’1,2% per il prossimo. Non sono da escludersi poi, secondo Confindustria, rischi al ribasso legati ad un eventuale slittamento nei tempi di realizzazione del Pnrr, all’eventuale allargamento del conflitto in Medio Oriente all’Iran o al crollo del settore auto che “mette a rischio la crescita italiana sia di breve che di medio-lungo periodo”. Il ritmo di crescita comunque, – fanno notare gli economisti di viale dell’Astronomia nel rapporto sulle previsioni d’autunno – è più alto di quello registrato dall’Italia, in media, nei decenni pre-pandemia. Le recenti revisioni dell’Istat implicano un’eredità statistica del 2023 sul Pil 2024 più bassa di 0,2 punti, interamente dovuta alla peggiore dinamica nel 2023, mentre quella nella prima metà del 2024 è rimasta invariata. La dinamica del Pil nella media del 2024 sarà sostenuta prevalentemente dalle esportazioni nette, con un contributo di +1,2% risultante da un +0,2% delle maggiori esportazioni e un +1,0% dovuto al calo delle importazioni, e in misura minore dagli investimenti fissi lordi (+0,1%). Contribuiranno negativamente, invece, i consumi delle famiglie (-0,1%) e la variazione delle scorte (-0,4%), mentre sarà nullo l’apporto dei consumi collettivi. Nel 2025, invece, l’elemento trainante sarà costituito dai consumi delle famiglie (contributo di +0,5%), cui si aggiungeranno la crescita dei consumi collettivi (contributo di +0,2%), delle esportazioni nette (+0,1%, di cui +0,7% le esportazioni e -0,6% dovuto al miglioramento delle importazioni) e della variazione delle scorte (+0,4%), mentre sarà negativo l’apporto degli investimenti (-0,3%).

Casa, idealista: solo 5% immobili venduto in meno di una settimana

Casa, idealista: solo 5% immobili venduto in meno di una settimanaRoma, 22 ott. (askanews) – Il mercato immobiliare italiano mostra segnali di rallentamento nelle vendite rapide. Nel terzo quarter del 2024, solo il 5% degli immobili presenti su idealista, il portale immobiliare leader nello sviluppo tecnologico in Italia, è stato venduto in meno di una settimana. Questo dato rappresenta un calo del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando le vendite “express” rappresentavano l’8% del totale. La tendenza è stabile rispetto al secondo trimestre del 2024, in cui la quota di vendite rapide era identica. Secondo l’analisi, la maggior parte delle abitazioni, pari al 41%, è stata venduta entro un periodo compreso tra 90 giorni e un anno. Il 30% degli immobili è stato venduto tra uno e tre mesi, mentre l’11% è stato acquistato entro un mese dalla pubblicazione. Infine, il 13% delle vendite ha richiesto oltre 12 mesi. Brescia (17%) e Bologna (16%) si distinguono come i mercati più veloci per le vendite immobiliari in meno di una settimana, seguite da Milano con il 13%. Subito dopo, Verona, Palermo e Roma si attestano al 12%. Complessivamente, 32 capoluoghi superano la media nazionale del 5% nelle vendite rapide, tra cui spiccano Firenze e Napoli (10%), Genova (9%), Torino (8%) e Venezia (7%). Salerno, Pesaro, Macerata, Trapani, Como, Campobasso, Latina, Ancona, Vicenza, Siena e Messina registrano percentuali in linea con la media del 5%, mentre altri 45 capoluoghi si posizionano al di sotto di questa soglia. Nessuna vendita “express” è stata rilevata nel terzo trimestre a Massa, Frosinone, Oristano, Rieti, Foggia e Isernia. Il 60% dei capoluoghi monitorati ha visto una diminuzione delle vendite in meno di una settimana rispetto all’anno scorso. Le città che hanno registrato i cali più significativi includono Trieste (-26%), Isernia (-24%) e Fermo (-21%). Le città metropolitane non sono state immuni da questo fenomeno, con Palermo (-8%), Firenze (-5%) e Milano e Roma (entrambe -4%) in calo. Solo Torino ha mantenuto la stabilità. Al contrario, alcune città hanno registrato un incremento delle vendite “lampo”, con Brescia che guida con un aumento del 14%, davanti. Vendite express nelle province: Triveneto al top Trieste (15%), Venezia (11%) e Padova (10%) sono le province più veloci nelle vendite immobiliari in meno di una settimana. Le province di Milano e Roma, con il 5%, sono in linea con la media nazionale. Delle 106 province monitorate, 63 hanno visto una riduzione delle vendite rapide rispetto allo scorso anno, con Parma (-19%), Roma (-18%) e Firenze (-15%) che hanno subito le flessioni più marcate. Tra le province con aumenti, spiccano Pordenone (7%), Rieti (6%) e Varese (5%).

Festa Roma, oggi il ricordo di Mario Merola con “Il Re di Napoli”

Festa Roma, oggi il ricordo di Mario Merola con “Il Re di Napoli”Roma, 22 ott. (askanews) – Presentato oggi alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Freestyle, “Il Re di Napoli. Storia e leggenda di Mario Merola”, con testimonianze, archivi e racconti di chi gli era più vicino e di chi lo ricorda, tra cui Gigi D’Alessio, Nino D’Angelo, Marisa Laurito, Maurizio De Giovanni e i figli Francesco, Roberto, Loredana Merola.


Icona di un genere tradizionale reso popolare grazie ai numerosi film interpretati negli anni ’70 e ’80, Mario Merola è un figlio del popolo che, grazie al suo talento e la sua peculiare personalità, è diventato simbolo della città di Napoli portando la canzone e la cultura napoletana in tutto il mondo. Il film, diretto da Massimo Ferrari, è scritto dallo stesso regista con Luciano Stella ed è liberamente ispirato all’opera letteraria “Napoli solo andata… Il mio lungo viaggio” di Mario Merola con Geo Nocchetti, edito da Sperling and Kupfer e Rai Eri. “Mario Merola è stato un grande artista e un grande personaggio, tale che per raccontarlo bisogna innanzitutto entrare nel suo mondo, in ciò che ha rappresentato e rappresenta per un intero popolo, che ha il suo cuore a Napoli ma che è disseminato in molte parti del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia. È il re della sceneggiata, colui che ha fatto rinascere un genere nato nei primi anni del Novecento e lo ha portato a vette di popolarità impensabili – ha spiegato Ferrari – il cuore del documentario viaggia tra archivi ed interviste, racconti memorabili e video inediti, insieme alle riprese dei luoghi della città di Napoli che più possono raccontarci la biografia di Merola e dunque la sua formazione: il porto, la zona delle ‘Case Nuove’, Piazza Mercato, la casa di Portici, la sua famosa cucina in cui ancora figli e nipoti preparano ‘gli spaghetti alla Merola’”.

Governo, Meloni: soddisfatta per traguardi raggiunti in due anni

Governo, Meloni: soddisfatta per traguardi raggiunti in due anniRoma, 22 ott. (askanews) – “Il 22 ottobre 2022, esattamente due anni fa, prestavo giuramento come presidente del Consiglio dei ministri. Oggi, a due anni di distanza, se mi guardo indietro, penso soprattutto che non mi sono mai risparmiata ma penso anche che sono soddisfatta dei risultati e dei traguardi che in questi due anni abbiamo raggiunto per l’Italia e sono anche consapevole di quanto lavoro ci sia ancora da fare”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato su X.


“In questi due anni – prosegue la premier – il nostro governo ha lavorato instancabilmente per attuare il programma con il quale ci eravamo presentati di fronte agli italiani e sul quale avevamo ottenuto la fiducia di molti di loro alle elezioni del 25 settembre 2022. Abbiamo in questi anni restituito all’Italia una nuova centralità sulla scena internazionale. Abbiamo rilanciato la crescita economica e l’occupazione, abbiamo raggiunto diversi record storici, mai così tanti posti di lavoro, mai così tanti posti di lavoro stabile, mai così tanti contratti a tempo indeterminato, mai così tante donne che lavorano. Abbiamo protetto il nostro tessuto produttivo industriale dagli effetti della crisi energetica e dalle sfide geopolitiche abbiamo avviato riforme che erano attese da decenni in questa nazione, abbiamo messo in sicurezza i conti dello Stato, difeso il potere d’acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle che avevano figli e ai gruppi più vulnerabili della nostra società e abbiamo destinato alla sanità un livello di risorse che mai nessun governo aveva destinato in precedenza”. “Nei prossimi anni – assicura Meloni – continueremo a lavorare con determinazione, con impegno per consolidare questi risultati e per rispettare integralmente il patto che abbiamo sottoscritto con i cittadini italiani. Siamo consapevoli delle sfide che ci attendono, ma siamo anche consapevoli del fatto che insieme possiamo costruire un’Italia più forte e più sicura, più prospera per tutti”.

Calcio, il Monza espugna Verona 3-0, primo squillo per Nesta

Calcio, il Monza espugna Verona 3-0, primo squillo per NestaRoma, 21 ott. (askanews) – Prima vittoria in campionato per il Monza di Alessandro Nesta, che espugna il Bentegodi di Verona con un netto 3-0. I biancorossi partono forte e al 9′ sbloccano il risultato con un gran gol di Mota. Al 74′ della ripresa, nel miglior momento dei padroni di casa, arriva la doppietta dell’attaccante portoghese. Cinque minuti più tardi, al 79′, Bianco firma il primo gol in Serie A. Monza che esce dalla zona retrocessione e sale a 7 punti, il Verona resta fermo a 9

Il Governo Meloni compie due anni, è settimo per durata: superato Prodi bis

Il Governo Meloni compie due anni, è settimo per durata: superato Prodi bisRoma, 21 ott. (askanews) – “In un orizzonte di legislatura, il Governo continuerà a lavorare per consolidare i risultati raggiunti e per rispettare integralmente il patto programmatico sottoscritto con i cittadini”. E’ l’impegno di Palazzo Chigi alla vigilia del secondo anniversario, domani, del giuramento del Governo Meloni.


“Il 22 ottobre 2022 – sottolinea palazzo Chigi riassumendo sul sito della Presidenza del Consiglio in un dossier l’attività di questi 24 mesi- il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i Vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini e i Ministri del Governo hanno prestato giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.Il 22 ottobre 2024, il Governo Meloni, il primo nella storia d’Italia ad essere guidato da una donna, compie due anni ed è diventato il settimo Esecutivo più longevo della Repubblica”, avendo superato da pochi giorni per durata il secondo Governo Prodi. “Questo documento – sottolinea – elenca in modo sintetico i numeri più importanti e i provvedimenti più significativi approvati e avviati dall’insediamento ad oggi, frutto del lavoro corale del Governo con il prezioso sostegno della macchina amministrativa dello Stato”. E “stella polare dell’azione di governo è il rispetto e l’attuazione puntuale del programma comune, con il quale la coalizione di centrodestra si è presentata al cospetto del popolo italiano e ha ricevuto la sua fiducia con le elezioni politiche del 25 settembre 2022”.


“È un percorso – afferma palazzo Chigi- che ha consentito all’Italia di acquisire una nuova centralità e un rinnovato protagonismo a livello internazionale, di rilanciare la crescita economica e l’occupazione, di avviare riforme attese da molto tempo, di proteggere il tessuto produttivo e industriale dall’impatto del caro energia e dalle conseguenze delle crisi geopolitiche in atto, di mettere in sicurezza i conti dello Stato e difendere il potere d’acquisto delle famiglie, in particolare quelle con figli e più fragili”. cittadini.

M.O., Mattarella: urgente trovare soluzione politica bene ruolo Qatar

M.O., Mattarella: urgente trovare soluzione politica bene ruolo QatarMilano, 21 ott. (askanews) – “Si avverte, con ancora maggiore urgenza, l’esigenza di trovare soluzione politica ai nodi irrisolti che, dopo gli orrori del 7 ottobre 2023, oggi si traducono in immani sofferenze per la popolazione civile di Gaza e una estensione del conflitto al Libano e all’Iran”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel brindisi in occasione del pranzo di Stato in onore di Sua Altezza l’Emiro dello Stato del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani.


Mattarella ha sottolineato le relazioni tra Italia e Qatar, osservando che “il nostro partenariato è ancora più essenziale in un contesto messo a dura prova dalle perduranti crisi che colpiscono l’Europa, il Medio Oriente, così come altri territori del globo. L’anno scorso, nel corso del nostro incontro qui al Quirinale, avevamo rilevato come, purtroppo, il Levante presentasse i segnali di un drammatico peggioramento, con tensioni annose, sul punto di esplodere. Oggi ci troviamo dinnanzi a uno scenario che, confermando quelle considerazioni, si presenta alle estreme conseguenze. Si avverte, con ancora maggiore urgenza, l’esigenza di trovare soluzione politica ai nodi irrisolti che, dopo gli orrori del 7 ottobre 2023, oggi si traducono in immani sofferenze per la popolazione civile di Gaza e una estensione del conflitto al Libano e all’Iran”. Il Capo dello Stato ha poi sottolineato “il ruolo positivo svolto dal Qatar a sostegno della mediazione e quale promotore di soluzioni negoziali alternative al brutale – e purtroppo crescente – ricorso alla forza, merita grande apprezzamento. È un’azione che ci vede uniti nel tentativo di sostituire all’odio e alla paura la speranza di un futuro migliore, fondato su quei principi di convivenza fra i popoli e di rispetto del diritto internazionale, che sono e debbono essere argine alle spinte verso una destrutturazione, mai così grave come oggi, delle regole della vita internazionale, nella fallace convinzione da parte di alcuni Stati che possano sorgerne di più favorevoli ai propri interessi”.


Inoltre “ci unisce anche il comune impegno umanitario, volto ad alleviare le sofferenze delle popolazioni coinvolte nel conflitto. So che questi sentimenti – ha aggiunto rivolto all’Emiro – hanno animato la sua azione e continuano ad ispirarla in questo tempo drammatico”.

Migranti, il Cdm approva un decreto legge sui Paesi sicuri per i trasferimenti in Albania

Migranti, il Cdm approva un decreto legge sui Paesi sicuri per i trasferimenti in AlbaniaRoma, 21 ott. (askanews) – Il Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, ha approvato un decreto legge volto a superare l’impasse creata dalla decisione del Tribunale di Roma di non convalidare il trattenimento di alcuni migranti nel centro di Gjader in Albania, in quanto provenienti da Paesi non sicuri. Il decreto, a quanto si apprende, renderebbe norma primaria l’indicazione dei Paesi sicuri per il rimpatrio, e non più secondaria, come è attualmente quella stilata dal Ministero degli Esteri.


Dal 1 gennaio 2024 a oggi, 21 ottobre, gli sbarchi di immigrati clandestini sono diminuiti del 61%
rispetto allo stesso periodo del 2023 e del 30% rispetto allo stesso periodo del 2022. I rimpatri, sempre dal 1 gennaio 2024 a oggi, 21 ottobre, sono aumentati del 16% rispetto allo stesso periodo del 2023 e del 34% rispetto allo stesso periodo del 2022. Sono i numeri del contrasto all`immigrazione clandestina contenuto in un documento che elenca, in modo sintetico, i numeri
più importanti i provvedimenti più significativi approvati e avviati dall`insediamento del governo Meloni, avvenuto il 22 ottobre 2022, e diffuso oggi in occasione del compimento dei due
anni del primo esecutivo italiano guidato da una donna, il settimo, finora, più longevo della Repubblica. “Il governo continuerà a lavorare per consolidare i risultati raggiunti e per rispettare integralmente il patto programmatico sottoscritto con i cittadini”, si legge nell`introduzione del
documento, lungo 59 pagine, in gran parte di slides.