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Giornata di caos sui treni, guasto a Roma paralizza circolazione

Giornata di caos sui treni, guasto a Roma paralizza circolazioneRoma, 2 ott. (askanews) – Giornata di caos quella di oggi nella circolazione ferroviaria. Stamattina, mentre i pendolari si apprestavano a recarsi in stazione per prendere i treni, un guasto tecnico ha causato la disconnessione degli impianti di Roma Termini e Tiburtina, tagliando in due l’Italia. Numerose le cancellazioni. Intorno alle 8:30 è iniziata la garaduale ripresa della circolazione ma con forti ritardi già accumulati sia per i treni regionali, che per gli inetrcity e l’Alta velocità, con punte durante la giornata fino a 4 ore.


A metà mattinata, è poi intervenuto l’amministratore delegato di Rfi, società del gruppo Fs che ha in carico l’infrastruttura ferroviaria, Gianpiero Strisciuglio, che ad un evento di Trenitalia sul trasporto regionale al quale sarebbero dovuti intervenire anche l’ad del Gruppo Fs, Stefano Donnarumma e il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, entrambi assenti, ha spiegato cosa è successo. “E’ avvenuto un guasto raro – ha detto – che ha colpito la cabina elettrica che alimenta gli impianti circolazioni nei nodi di Roma. I nostri operai sono intervenuti prontamente e alle 8:30 è stata ripristinata la circolazione ma con ritardi importanti. Sono in corso di accertamenti – ha concluso Strisciuglio -. Andremo a fondo nella verifica, perché siamo una grande azienda e non accettiamo questo tipo di guasti”. Donnarumma, che intanto si era recato alla sala operativa del gruppo per verificare gli strumenti e le risorse dispiegate in situazioni come quella di oggi, in un post sui social ha aggiunto che il personale du Rfi e Trenitalia si è attivato tempestivamente per affrontare le criticità e gli impatti sul traffico ferroviario. “Il Gruppo FS è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale nel campo dei trasporti – ha scritto il manager -. È per questo motivo che tutti noi ferrovieri dobbiamo continuare a dare il massimo per migliorare sempre più con efficienza ed efficacia, per garantire livelli di servizio ottimale ma anche saper gestire imprevisti come questi con lucidità e professionalità”.


Di chiodo piantato per errore su un cavo da parte di un’impresa privata addetta alla manutenzione, ha parlato poi il ministro Salvini: “il tempo di reazione di fronte a questo errore, e conto che il privato ne risponderà, non è stato all’altezza di quello che la seconda potenza industriale d’Europa deve avere”. “Ho chiesto che emergano le responsabilità e chi ha sulla coscienza i disagi creati oggi a migliaia di persone ne dovrà rispondere”, ha aggiunto il vicepremier specificando di aver chiesto una verifica su tutte le centraline di alimentazione in tutta Italia”.


In serata infine è intervenuta di nuovo Rfi che ha annunciato l’intenzione di prendere provvedimenti “anche di tipo contrattuale – nei confronti di tutti i soggetti che hanno commesso errori o non sono stati all’altezza della situazione”. Nel frattempo sono esplose le polemiche. L’associazione dei consumatori Codici chiede che vengano rimborsati i biglietti in maniera integrale. “Si è registrata l’ennesima giornata da incubo per chi si sposta in treno – ha detto Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – e questa volta quanto accaduto non può essere sanato applicando solamente il regolamento europeo. Alla luce dei pesanti ritardi che si sono registrati sulla rete ferroviaria e delle conseguenze per chi, ad esempio, doveva recarsi al lavoro e non l’ha potuto fare, è doveroso riconoscere il rimborso totale del costo del biglietto”.


Sul fronte sindacale, invece, la Fit-Cisl chiede a Rfi di far rientrare le attività di manutenzione a suo tempo esternalizzate. “Noi riteniamo – afferma il sindacato – che la soluzione per migliorare il servizio ferroviario non sia la privatizzazione poiché essa non produrrebbe nessun vantaggio per la collettività e neppure per il sistema ferroviario. La chiave del successo di Ferrovie dello Stato è il modello di gruppo integrato, come è stato fino ad oggi, e non una parcellizzazione in altri modelli organizzativi che in passato e in altri paesi non hanno prodotto i risultati attesi di miglioramento del servizio. Oggi più che mai è necessaria una internalizzazione delle attività manutentive svolte nell’ambito di impianti strategici”.

Il Governo cerca risorse, Meloni e Giorgetti chiedono tagli ai Ministeri

Il Governo cerca risorse, Meloni e Giorgetti chiedono tagli ai MinisteriRoma, 2 ott. (askanews) – Mentre domani iniziano le audizioni parlamentari sul Piano strutturale di bilancio, il governo è a caccia di risorse in vista della redazione della manovra. E uno ‘sforzo’ è richiesto ai Ministeri, perchè taglino le spese “inutili”. Il richiamo è stato fatto oggi in Consiglio dei ministri dal titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, supportato dalla premier Giorgia Meloni.


Giorgetti, secondo quanto riferito, l’ha detto con tono leggero, ma il contenuto non ammette scherzi: “Preferite fare la spending review ai Ministeri o alzare le tasse?”, sarebbe stato l’ammonimento venuto dal ministro, secondo cui c’è margine per reperire risorse anche senza incidere nella ‘carne viva’ dei servizi erogati. Sulla stessa linea anche Meloni, intervenuta dopo Giorgetti: per lei – viene riferito – ulteriori risparmi sono “possibili”. La premier si sarebbe allora rivolta, con accento scherzoso, in particolare al neo ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Alessa, vedi che devi fa…’”. Dunque tutti i ministri se ne sono andati con i ‘compiti a casa’, con l’avvertimento che nelle prossime settimane sarà fatta una “verifica”. Il Consiglio oggi ha dato anche via libera al decreto flussi, per l’ingresso regolare di migranti in Italia, con cui il governo, ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intende “semplificare il più possibile, avere tempi più celeri e dare regole certe aggirabili con maggiore difficoltà”. Tra le novità, più click day differenziati per categoria lavorativa che garantirà “una gestione meno caotica”; l’accesso alle sim dei cellulari, ma “solo per l’identificazione”; uno speciale permesso di soggiorno per le vittime di sfruttamento lavorativo.

Bce, Schnabel: ritorno inflazione a target diventa più probabile

Bce, Schnabel: ritorno inflazione a target diventa più probabileRoma, 2 ott. (askanews) – Nuovi segnali di apertura a un possibile taglio dei tassi di interesse a ottobre da parte di un esponente della Bce. “Non possiamo ignorare i venti contrari alla crescita. Con segni di attenuazione della domanda di lavoro e ulteriori progressi nella disinflazione, un rientro sostenibile dell’inflazione al nostro obiettivo del 2% in maniera tempestiva sta diventando più probabile, a dispetto della dinamica ancora elevata dei prezzi nei servizi e della solida crescita delle retribuzioni”. Lo ha affermato Isabel Schnabel, la componente tedesca del comitato esecutivo della Bce durante un intervento a una cerimonia commemorativa a Friburgo. (fonte immagine: ECB 2024).

Formula 1 e LVMH annunciano storica partnership globale di 10 anni

Formula 1 e LVMH annunciano storica partnership globale di 10 anniMilano, 2 ott. (askanews) – Mentre la Formula 1 si prepara a celebrare il suo 75° anniversario nel 2025, è stato annunciato oggi che LVMH diventerà un Global Partner dal 2025 in un nuovo accordo decennale. Come parte dell’accordo, diverse maison iconiche di LVMH saranno coinvolte nella partnership, tra cui Louis Vuitton, Moët Hennessy e TAG Heuer. Lo riporta un comunicato congiunto. “L’accordo senza precedenti tra il leader mondiale del lusso e l’apice del motorsport verrà lanciato all’inizio della prossima stagione in un momento di incredibile popolarità continua, rilevanza culturale ed entusiasmo generale per la Formula 1 come ponte tra sport e intrattenimento globali”, si legge nel comunicato.


“All’incrocio dei valori di creatività ed eccellenza del Gruppo LVMH con l’innovazione e le alte prestazioni della Formula 1, la partnership riunirà il meglio di questi due mondi e offrirà esperienze senza pari che combinano sport emozionante ed elegante art-de-vivre, corse ruota a ruota e artigianalità collaudata nel tempo, per appassionati, fan e clienti”. LVMH e i suoi team “condivideranno il loro eccezionale savoir-faire e spirito imprenditoriale con il mondo della Formula 1 attraverso ospitalità, attivazioni su misura, edizioni limitate e contenuti eccezionali”. Dalla nascita della Formula 1 nel 1950 fino ai giorni nostri, LVMH e le sue Maison hanno fatto parte di questo sport. Con questa nuova partnership, “sia la Formula 1 che LVMH sono entusiaste di scrivere nuovi capitoli di questa incredibile storia, con ciascuna Maison coinvolta che porterà la sua competenza, tradizione ed energia uniche per rafforzare la collaborazione”, conclude il comunicato. Ulteriori dettagli sulla partnership saranno annunciati all’inizio del 2025.

Sabino De Nichilo. Rivelazioni, mostra al Museo Archeologico Brindisi

Sabino De Nichilo. Rivelazioni, mostra al Museo Archeologico BrindisiRoma, 2 ott. (askanews) – Gettando un ponte tra passato e futuro, la ceramica è un materiale che sfida il tempo e dimostra tutta la sua contemporaneità nelle sculture di Sabino de Nichilo, protagoniste della mostra intitolata Rivelazioni. La personale – visitabile fino al 17 novembre – si inaugura il 4 ottobre alle ore 18 nelle sale del Museo Archeologico “Francesco Ribezzo” di Brindisi, in piazza Duomo 7, alla presenza di Emilia Mannozzi, Direttore del Polo BiblioMuseale di Brindisi, della curatrice Ilaria Caravaglio e dell’artista, ed è realizzata con il supporto di Inner Wheel Club Mesagne “Appia Antica”.


Sabino de Nichilo presenta al pubblico un progetto ideato per lo spazio museale brindisino e volto a mettere in dialogo i cicli più recenti della sua ricerca scultorea – intitolati Organi da asporto, Esperimenti di estinzione e Rivelazioni – e alcuni dipinti su carta con i reperti custoditi all’interno del “Ribezzo”. Oltre a collocare le sue opere nella sala adibita alle esposizioni temporanee, l’artista dissemina lungo il percorso espositivo del museo cinque interventi site specific, pensati con l’intento di attualizzare e rileggere criticamente alcune delle figure mitologiche e delle forme espressive della cultura classica che i visitatori possono incontrare all’interno della collezione archeologica permanente. Non è solo un andirivieni tra epoche storiche e culture diverse. Si tratta – secondo la curatrice Ilaria Caravaglio – di “un percorso più articolato, che vede alcune delle ceramiche accomodarsi, con un dialogo rispettoso, tra i millenari reperti che riempiono le sale dell’edificio museale”. A delinearsi in questo modo nelle sculture di Sabino de Nichilo è quella che Caravaglio definisce “un’archeologia del futuro”, che vede la rivelazione a cui fa riferimento il titolo della mostra costruirsi a partire da una relazione, “intesa come dialogo tra la produzione dell’artista ed i pregiatissimi pezzi della collezione del museo”.


Spiega la curatrice: “Al centro della ricerca di de Nichilo c’è il corpo, declinato nelle sue infinite possibilità e trasformazioni. Le sue sculture, come frammenti di un puzzle cosmico, ci presentano un corpo che si frantuma, si ricompone, si evolve, sfidando le leggi della natura e della morfologia tradizionale. Queste forme organiche, spesso ibride e mutanti ci ricordano, appunto, i reperti archeologici, frammenti di un passato che cerchiamo di ricostruire ma, al tempo stesso, cellule staminali, capaci di generare ogni tipo di tessuto”. “Le opere di de Nichilo – prosegue Caravaglio – propongono una doverosa riflessione sul futuro, un futuro in cui la tecnologia e la scienza permetteranno di manipolare la materia vivente, creando nuove forme di vita e di interazione con l’ambiente, ma anche un futuro in cui la natura, con la sua forza inarrestabile, continuerà a plasmare il mondo, ricordando a noi esseri umani la nostra fragilità e la nostra dipendenza dall’ecosistema”.


La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18:45; il lunedì (fino al 4 novembre) dalle ore 16 alle 19.

Festival Spirito del Tempo, il 6 ottobre al via la terza edizione

Festival Spirito del Tempo, il 6 ottobre al via la terza edizioneRoma, 2 ott. (askanews) – Giunge alla terza edizione Spirito del Tempo – Teatri del suono d’oggi, inedito Festival dedicato all’intersezione creativa tra musica contemporanea, elettronica, danza, performance e teatro musicale/strumentale, ideato dalla flautista Laura Faoro, da sempre attratta dalle nuove frontiere di dialogo sinestetico fra le arti sulle orme dei grandi innovatori del Novecento, a partire da Stockhausen.


Quest’anno i quattro appuntamenti diffusi in città dal 6 al 22 ottobre, propongono un originale viaggio dedicato all’arte in rapporto con il suo medium, dalla radio fino alla televisione, passando per cinema, teatro e forma concerto. Il festival intitolato “Suoni e Parole: da Beckett a Bussotti – In Media Stat virtus” ed impreziosito da prime assolute, riscoperte e vere rarità dimenticate, partirà infatti dal lavoro ispirante di Samuel Beckett e Sylvano Bussotti, sperimentatori visionari, moderni, surreali che nella loro apertura creativa a tutti i mezzi espressivi dell’oggi e della cultura di massa hanno aperto le vie della contemporaneità.


Il primo appuntamento dedicato al teatro “Camera d’Aria – Beckett & Kagel & Magritte … riti d’arte per onironauti contemporanei” è in realtà un testo originale di Laura Faoro, per la prima volta in veste di drammaturga, regista e co-protagonista, pensato per far dialogare i mondi visivi e sonori di Beckett – tramite un’originale rilettura del breve dramma televisivo Nacht und Traume e del suo più celebre Giorni Felici – di Mauricio Kagel, compositore contemporaneo argentino noto per la forte inclinazione teatrale delle sue composizioni – qui presente con il raro Atem (Respiro) per strumentista a fiato – e infine di Magritte, in un’unione inedita tra teatro dell’assurdo, teatro strumentale, Tanz Theater e pittura surrealista. Sul palco con Faoro la danzatrice e coreografa Laura Guidetti, mentre il tessuto musicale è del compositore, direttore d’orchestra e pianista allievo di Corghi e Sciarrino, Lorenzo Pagliei, da sempre attento al rapporto tra musica e arti visuali. Con il recital “WHAT IS THE WORD. Mirlitonnades (Filastroccate)” si entra invece nel modus o meglio medium ‘concerto’ seppur in una sua formula allargata che include l’uso del video. Il programma creerà infatti un ponte sonoro tra Beckett e Bussotti, partendo da Schubert, autore amatissimo dal drammaturgo irlandese, proseguendo dunque con il Cage di The Wonderful Widow of Eighteen Springs, brano ispirato ad un passaggio del Finnegans Wake di James Joyce, l’amato-odiato maestro di Beckett, per giungere poi all’Italia di Luciano Berio con un’inedita riproposizione con video della Sequenza III per voce sola. A chiudere infine la parte dedicata a Bussotti, con la prima assoluta di due pezzi inediti per piano, i rarissimi “4 Lieder da De Pisis”, “Lachrimae” per voce sola in un altrettanto inedita versione con elettronica, e infine con la proiezione dell’incatalogabile film muto “Rara”, creato da Bussotti tra il 1967 e il 1969 e pensato solo per la sonorizzazione dal vivo, qui in una nuova sonorizzazione per pianoforte ed elettronica.


Terzo appuntamento dedicato al mezzo radiofonico nella declinazione del radiodramma con “A Cruda Voce” nel quale si proporranno tre registrazioni quasi ormai dimenticate e totalmente sconosciute ai più: il nastro di Beckett “Ceneri”, vincitore del Prix Italia direttamente dalle Teche Rai e due radiodrammi di rarissimo ascolto con le musiche di Bussotti e i testi di Edoardo Sanguineti in “Protocolli” e Aldo Braibanti in “Le stanze di Azoth”. La serata verrà completata con una nuova produzione del collettivo creativo milanese AGON affidata al compositore siciliano Francesco Maria Paradiso che sfruttando la dimensione comunicativa peculiare del mezzo radiofonico, dà vita ad una nuova versione in musica di “Ceneri” di Beckett. Il tutto si svolgerà nel cuore storico della vita radiofonica milanese, l’Auditorium Demetrio Stratos, e diventerà essa stessa una trasmissione di Radio Popolare. La quarta ed ultima serata è infine dedicata al cinema, in particolare a quello di Sylvano Bussotti o da lui ispirato, ed ovviamente è ospitata da una delle storiche sale d’essai di Milano, il Cinemino. Lo spettacolo “Inedita… Rarità – Retrospettiva su Sylvano Bussotti Musicista e Artista Cinematografico” riporta infatti in città una retrospettiva originale su Bussotti musicista e artista cinematografico, proponendo la visione di sue pellicole rare o inedite. Il progetto nasce in coproduzione con NoMus, che ha recentemente acquisito il Fondo Bussotti (legalmente tutelato e riconosciuto dal Ministero della Cultura di importanza storica nazionale con DL del 2021), e che ha messo a disposizione alcune pellicole dal suo catalogo e altre tratte dalle teche RAI, fra cui iCinegiornali di Bussotti, interviste in chiave musicale che ne mostrano l’estro registico alle prese con personaggi glamour dell’epoca quali Maurizio Costanzo, Patty Pravo, Moira Orfei, Moana Pozzi. Ma anche alcuni estratti de La Maestà, monumentale opera in cui Bussotti si cimenta come pianista e direttore d’orchestra con protagonista Patty Pravo, o il filmato di Derek Jarman che fungeva da preambolo alla regia da lui curata dell’opera di Bussotti “L’Ispirazione” per il Maggio Musicale Fiorentino, con una giovanissima Tilda Swinton.


Completa l’evento la proiezione – in prima milanese presso una vera sede cinematografica – di Sypario, lungometraggio del 2022 dedicato a Bussotti a cura di Fabio Selvafiorita.

Confindustria, Orsini: rivedere sistema Ue quote emissioni CO2

Confindustria, Orsini: rivedere sistema Ue quote emissioni CO2Bruxelles, 2 ott. (askanews) – Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles ha chiesto che sia anticipata al più presto non solo la revisione del regolamento Ue sulle emissioni di CO2 dalle auto, compreso l’obiettivo di veicoli nuovi a zero emissioni nel mercato europeo entro il 2030, ma anche la revisione, prevista anche in questo casi al 2026, della normativa sulla “borsa dei permessi di emissioni” (sistema Ets, “Emission Trade System”). Il sistema Ets è stato da poco riformato per essere coerente con il nuovo l’obiettivo generale di ridurre del 55% le emissioni climalteranti nell’Ue entro il 2030.


“Uno dei temi” da rivedere del Green Deal, ha sottolineato Orsini, “è sicuramente la rivisitazione della norma sull’Ets, perché sta impattando tantissimo sulle nostre industrie. Penso ad esempio all’industria della ceramica, che ha in questo momento enormi problemi di competitività; e oggi i nostri grandi produttori non stanno pensando di incrementare le produzioni in Italia perché sappiamo benissimo che questa norma” con l’obiettivo del 2030 “impatterà tantissimo. E questo impatto genera il fatto che comunque siano fuori mercato, in confronto a paesi come l’India che invece sta inondando l’Europa con prodotti a un prezzo bassissimo che ovviamente non hanno queste regolamentazioni”. Il presidente di Confindustria ha precisato poi, sempre riguardo al tema dell’Ets, che “la ceramica indiana in Italia viene venduta a tre euro e mezzo; quella spagnola a 8,50 euro, grazie all’energia meno cara, la ceramica italiana a 12-13 euro. È un dato di questo lunedì o martedì, quando ho incontrato tutti i più grandi produttori di ceramica italiana. Nessuno di loro – ha riferito Orsini – sta pensando a un ulteriore investimento nel Paese e in Europa. Per andare al 2030 (cioè agli obiettivi Ue di riduzione delle emissioni previsti per quella data, ndr) sappiamo benissimo che si andrà ad assorbire il 5% del reddito di impresa” per pagare i permessi di emissione dell’Ets, ciò che “equivale agli investimenti totali del settore della ceramica”.


“La verità – ha detto ancora su questo tema il presidente di Confindustria – è che noi abbiamo settori come quello della ceramica che sono centralizzati in una regione, e lì si creerà il deserto, per una scelta fatta dall’Ue nel passato che danneggia un industria che dà un saldo positivo all’Europa di 30 miliardi”. “Secondo un dato di Terna del 30 di luglio – ha rilevato ancora Orsini -, il 19% dell’energia utilizzata dal Paese su 100 nei primi sette mesi dell’anno viene dalle fonti rinnovabili, solare ed eolico, è solo il 19%, poi c’è il 16% dall’idroelettrico, il 40% dal gas, il 20% dall’acquisto da altri paesi, compresa il nucleare francese di vecchia generazione, e poi abbiamo l’1% di carbone e il 7% di varie. Ma come facciamo – ha chiesto – a sostituire il 40% di gas, con tutto quello che abbiamo fatto, con gli obiettivi che ci aspettano per il 2030?”.


“Chiediamo – ha insistito il presidente di Confindustria – di fare subito la revisione” della nuova regolamentazione del sistema Ets, “perché sennò è un tema di competitività, di concorrenza. Qui nessuno più sta investendo. Abbiamo mappato gli investimenti: gli investimenti negli Stati Uniti sono stabili e in Cina stanno crescendo, ma gli investimenti dagli altri paesi verso l’Europa stanno crollando. Ma perché crollano? Crollano – ha lamentato – perché c’è la regolamentazione europea, i vincoli europei sono troppo alti in confronto alle richieste geopolitiche di altri paesi. “E una delle richieste, con la revisione – ha aggiunto a questo punto Antonio Gozzi, special adviser di Confindustria per l’autonomia strategica europea, presente alla conferenza stampa – potrebbe essere quella di riportare il sistema Ets a quello che era all’inizio: riservato esclusivamente all’industria e alle utilities, e non terreno di speculazione finanziaria dei fondi di investimento internazionali. Si può chiedere questo, o è una bestemmia? Ma dobbiamo per forza trasformare anche l’ambiente in una speculazione finanziaria?” ha chiesto Gozzi, precisando poi che il costo per le imprese delle quote di emissione del sistema Ets, oggi pari a 72 euro per tonnellata do CO2, “secondo le previsioni più ottimistiche aumenterà a 100-120 euro al 2030”.


Il sistema Ets, insomma, ha concluso Orsini, “ha generato una speculazione finanziaria per pochi”.

M.O., Meloni presiede G7: forte preoccupazione, soluzione diplomatica

M.O., Meloni presiede G7: forte preoccupazione, soluzione diplomaticaRoma, 2 ott. (askanews) – A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza e presieduto questo pomeriggio una conferenza telefonica dei leader del G7.


Nel corso della conversazione, riferisce Palazzo Chigi, “è stata reiterata la ferma condanna all’attacco iraniano contro Israele”. “In uno scenario in costante evoluzione – prosegue la nota – è stato convenuto di lavorare congiuntamente per favorire una riduzione delle tensioni a livello regionale, a partire dall’applicazione della Risoluzione 2735 a Gaza e della Risoluzione 1701 per la stabilizzazione del confine israelo-libanese”.


“Nell’esprimere forte preoccupazione per l’escalation di queste ultime ore” i leader del G7 riuniti oggi in video conferenza ribadiscono che “un conflitto su scala regionale non è nell’interesse di nessuno e che una soluzione diplomatica risulta ancora possibile”. “I leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto”.

Meloni presiede il G7: ferma condanna per l’attacco dell’Iran

Meloni presiede il G7: ferma condanna per l’attacco dell’IranRoma, 2 ott. (askanews) – A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza e presieduto questo pomeriggio una conferenza telefonica dei leader del G7.


Nel corso della conversazione, riferisce Palazzo Chigi, “è stata reiterata la ferma condanna all’attacco iraniano contro Israele”.“In uno scenario in costante evoluzione – prosegue la nota – è stato convenuto di lavorare congiuntamente per favorire una riduzione delle tensioni a livello regionale, a partire dall’applicazione della Risoluzione 2735 a Gaza e della Risoluzione 1701 per la stabilizzazione del confine israelo-libanese”.


“Nell`esprimere forte preoccupazione per l`escalation di queste ultime ore” i leader del G7 riuniti oggi in video conferenza ribadiscono che “un conflitto su scala regionale non è nell`interesse di nessuno e che una soluzione diplomatica risulta ancora possibile”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, in cui si spiega che “i leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto”. 

Il Papa: la composizione del Sinodo è coerente con la Tradizione della Chiesa

Il Papa: la composizione del Sinodo è coerente con la Tradizione della ChiesaCittà del Vaticano, 2 ott. (askanews) – La composizione della XVI Assemblea sinodale i cui lavori sono stati aperti oggi in Vaticano “è più che un fatto contingente. Essa esprime una modalità di esercizio del ministero episcopale coerente con la Tradizione viva della Chiesa e con l’insegnamento del Concilio Vaticano II: mai il Vescovo, come ogni altro cristiano, può pensarsi ‘senza l’altro. Come nessuno si salva da solo, l’annuncio della salvezza ha bisogno di tutti, e che tutti siano ascoltati”. A spiegarlo è stato Papa Francesco nel suo discorso pronunciato questo pomeriggio nell’Aula Paolo VI, all’apertura dei lavori della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.


“La presenza all’Assemblea del Sinodo dei Vescovi di membri che non sono Vescovi non fa venir meno la dimensione ‘episcopale’ dell’Assemblea. – ha poi sottolineato – Meno ancora pone qualche limite o deroga all’autorità propria del singolo Vescovo e del Collegio Episcopale. Essa piuttosto segnala la forma che è chiamato ad assumere l’esercizio dell’autorità episcopale in una Chiesa consapevole di essere costitutivamente relazionale e per questo sinodale”. Francesco ha, infine, concluso che comunque “si dovranno individuare, in tempi adeguati, diverse forme di esercizio ‘collegiale’ e ‘sinodale’ del ministero episcopale (nelle Chiese particolari, nei raggruppamenti di Chiese, nella Chiesa tutta), sempre rispettando il deposito della fede e la Tradizione viva, sempre rispondendo a quello che lo Spirito chiede alle Chiese in questo tempo particolare e nei diversi contesti in cui esse vivono”.