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Teatro, pop, rock, lirica e balletto nella stagione di Dubai Opera

Teatro, pop, rock, lirica e balletto nella stagione di Dubai OperaRoma, 13 set. (askanews) – Al via la nuova stagione di Dubai Opera che conferma la propria vocazione di primo hub culturale nel Medio Oriente, piattaforma di dialogo artistico dal pop all’opera lirica, dal balletto classico ai ritmi più contemporanei, dal jazz e musical alla sinfonica, passando per i grandi eventi rock e il folk internazionale, e ancora circo contemporaneo, le rassegne di musica da film e da camera: crocevia di suoni, lingue e culture. Racconterà in oltre 50 produzioni internazionali il mondo senza confini delle arti.


Dopo una stagione che ha superato tutte le precedenti in termine di affluenza del pubblico e ampiezza della proposta artistica, Dubai Opera presenta la stagione 2024-25 con oltre cinquanta appuntamenti internazionali e trasversali d ogni genere, oltre dieci compagnie al loro debutto in UAE, più di mille artisti coinvolti provenienti da tutto il mondo e rassegne uniche nel Middle East, come quella dedicata alla musica da camera grazie anche alla collaborazione con Steinway e quella dedicata alla musica da film. La nuova stagione è stata presentata in occasione della settimana d’apertura, dal 13 al 21 settembre, animata da tre importanti produzioni provenienti dall’Opera e Balletto Nazionale di Varsavia, le cui maestranze artistiche vantano una lunga e solida tradizione sia in campo operistico, sia soprattutto nel balletto e nella musica sinfonica: Aida, composta da Verdi per festeggiare l’apertura del Canale di Suez, il balletto Giselle di Adam, caposaldo del Romanticismo in danza, e la Nona Sinfonia di Beethoven con il suo possente organico sinfonico e vocale, tutte guidate dal direttore francese Patrick Fournillier. La produzione di Aida sarà quella storica del regista e scenografo italiano Roberto Laganà Manoli, scomparso nel 2020 ed anche quella di Giselle riporta in vita la storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot che debuttò nel 1841 all’Opera di Parigi. Inoltre, ogni serata d’apertura del singolo titolo in questa settimana si configurerà proprio come un Grand Gala per celebrare in festa la ripartenza.


Alla settimana delle grandi aperture seguirà poi una prima capsule pop-melodica tra Italia e Francia, con l’ex top model ed ex premiere dame Carla Bruni impegnata nel suo repertorio di canzoniere francese, sua seconda lingua madre, quindi con le hits mondiali dell’italiano Umberto Tozzi, autore e primo interprete di alcune delle canzoni più eseguite al mondo come “Gloria”. Questa trama melodica riaffiorerà poi in stagione ad ottobre con il trio italiano Il Volo e in chiave più dance con la cantautrice e modella britannica Sophie Ellis-Bextor. Il pluripremiato compositore e polistrumentista argentino Gustavo Santaolalla, già doppio Oscar, doppio Grammy, 19 Latin Grammies, doppio BAFTA e Golden Globe, aprirà invece il filone della grande musica di matrice cinematografica, jazz e folk, seguito subito dopo dal celebre ensemble cubano Buena Vista Social Club, quindi dal grande pianista jazz Brad Meldau e dall’omaggio alla vera divina del Medio Oriente Umm Kulthum, affidato alla voce di Lubana al-Quntar, cantante siriana nata in una famiglia di celebri musicisti e oggi comunemente ritenuta anche in Occidente, la miglior interprete della tradizione araba fino alla lirica. Il jazz vedrà il suo apice nella Giornata Mondiale del Jazz il 30 aprile con la All Star Big Band targata Blue Note, mentre la musica da film vedrà un’intera settimana ad essa dedicata con l’Orchestra Sinfonica di Stato armena impegnata sulle partiture di Colazione da Tiffany, Back to the Future, Star Wars e Casablanca.


Questa continua alternanza di generi pensata per un pubblico giovane, dinamico, curioso e internazionale, sarà la vera cifra stilistica di questa seconda stagione disegnata dal 39enne ceo italiano Paolo Petrocelli, che vedrà già il 17 ottobre il ritorno del grande balletto con il Romeo e Giulietta di Prokofiev nella celebrata produzione disegnata da Benjamin Millepied. Il corpo di ballo sarà il prestigioso L.A. Dance Project e l’importante produzione verrà presentata quest’anno solo a Sydney e Dubai. Sempre nel solco del grande balletto in reinterpretazione contemporanea, a maggio arriverà la celebrata produzione del famoso coreografo Edward Clug per il Lubiana Festival del capolavoro Carmina Burana di Orff, mentre la danza in veste più classica tornerà poi con The Nutcracker del Teatro di Astana in dicembre per festeggiare le festività natalizie insieme al grande Gospel di The Kingdom Choir e alla brillante serata di fine anno con il deejay superstar Parov Stelar. Il ciclo della grande danza contemporanea ripartirà già il 15 gennaio con il celebrato balletto Modanse della star russa Natalia Zakharova, etoile del Bolshoi e creatrice di questo celeberrimo progetto dedicato alla vita e all’intramontabile cifra stilistica di Coco Chanel. Comprenderà poi anche lo spettacolo Tango After Dark prodotto a Broadway da grandi campioni di tango argentino su musiche di Astor Piazzolla ad aprile e lo spettacolo dell’ensemble britannico STOMP con il loro travolgente ritmo urban tribale a maggio, al loro debutto in UAE.


Il 19 ottobre si inaugurerà poi un’altra delle trame sottese alla stagione, quella del grande rock storico con Glenn Hughes, bassista e voce dei Deep Purple, a celebrare in nuova formazione i 50 anni del caposaldo Burn, album indimenticabile della band che ha fatto la storia del rock e non solo. Questo filone proseguirà poi a gennaio con tre date dedicate al grande rock in versione sinfonica grazie alle produzioni anglosassoni con l’orchestra sinfonica di Stato armena dedicate a Led Zeppelin, Nirvana e Michael Jackson e subito seguite dalla Dire Straits Legagy, autentica leggenda del Brits pop formata da Alan Clark, Phil Palmer, Danny Cummings, Mel Collins, Jack Sonny, Trevor Horn, Primiano di Biase e Marco Caviglia, vere icone del rock con e oltre Dire Straits. Tra fine ottobre e inizio novembre partirà invece il filone musical con la prima delle due produzioni di quest’anno: lo storico Singin’ in the Rain prodotto dal celebrato regista del West End di Londra Jonathan Church, con la coreografia di Andrew Wright e la scenografia di Simon Higlett; poi a febbraio ’25 il thriller musical Sweeney Todd di Stephen Sondheim firmato da Victorian Opera e New Zeeland Opera, entrambi al loro debutto nell’area emiratina. Tra il 14 e il 21 febbraio 2025, grazie alla residenza artistica del Teatro Nazionale di Brno, erede contemporaneo del più antico teatro dell’Europa centrale e del patrimonio musicale dell’impero asburgico, si tornerà in area classica con il balletto La Bayadere, simbolo della celebre scuola russa di Petipa, il Requiem di Mozart per il grande sinfonismo e l’Eugene Onegin per l’opera russa per eccellenza. La trama cameristica e sinfonica, che nella sua forma festivaliera in collaborazione con Steinway avrà luogo dal 6 al 25 aprile, partirà già il primo novembre con Vivaldi, The Four Seasons Recomposed by Max Richter, il pluripremiato compositore anglo-tedesco che ha reso una versione post-minimalista e contemporanea del capolavoro settecentesco, ancora oggi il brano di musica classica più ascoltato al mondo. La versione di Richter, che verrà interpretata a Dubai dai Virtuosi di Kyiv con il violino solista dell’eccellente Anastasya Petryshak, collaboratrice stabile di Andrea Bocelli, è stata usata con grande successo anche nella colonna sonora della serie HBO L’Amica Geniale. Richter stesso giungerà poi eccezionalmente a debuttare sul palco di Dubai e nel Medio Oriente con il suo nuovo progetto elettro-acustico In a Landscape, la cui versione discografica uscirà per DECCA ad inizio settembre. Punta di spicco di questo filone sarà anche il doppio concerto il 4 e 5 gennaio Global Waltzing – from Strauss to Hans Zimmer che, oltre alla partecipazione straordinaria di Zimmer stesso, vedrà il famoso ensemble fondato dal violinista, compositore, direttore, regista e comico russo Alexej Igudesman misurarsi con la grande tradizione del valzer viennese fino alla musica cinematografica di Zimmer. Fondamentale e vera esclusiva culturale di Opera Dubai è poi il lungo ed intenso percorso dedicato ai grandi interpreti della tradizione musicale araba contemporanea: oltre al dovuto omaggio all’età d’oro del genere e alla sua prima divina Umm Kulthum ad ottobre, si proseguirà con la cantautrice algerina di origine berbera Souad Massi, il crossover sinfonico dell’emiratino Ihab Darwish, il jazz di Ibrahim Maalouf, la fusione arabo-greca di Guy Manoukian, la R&B del duo Majid Jordan, il nomade tuareg nigeriano e star assoluta Bombino ed infine il trio transgenerazionale della famiglia di Marcel Khalife, vera icona della poesia araba e del nuovo dialogo musicale tra Medio Oriente ed Occidente. Paolo Petrocelli, Sovrintendente della Dubai Opera, ha dichiarato: “Siamo lieti di tornare con una stagione davvero inclusiva, con un’offerta che copre l’intero spettro delle arti performative, dall’opera, il balletto, la sinfonica, al musical, la musica pop, rock, jazz e folk. Dubai Opera si conferma, dunque, una delle organizzazioni culturali più vibranti dell’intero Medio Oriente”.

Lazza pubblica Zeri in più (Locura) feat. Laura Pausini

Lazza pubblica Zeri in più (Locura) feat. Laura PausiniMilano, 13 set. (askanews) – L’hanno annunciato in condivisione sui social, e un primissimo assaggio sonoro è arrivato dall’installazione in Piazza XXV Aprile a Milano: a una settimana esatta dall’uscita di Locura, Lazza pubblica oggi per Island Records Zeri in più (Locura) feat. Laura Pausini.


Apripista dell’album, il brano spariglia tutti i pronostici per portare l’asticella ancora più in alto nella scala della sperimentazione: non il classico pezzo pop, ma un banger dalle batterie essenzialmente trap, che arriva dritto come un treno, e dove la voce della regina della musica italiana nel mondo si svela in una veste totalmente inedita, per spingersi in un territorio introspettivo profondo e complesso. Se è vero che eri in più (Locura) è nato da un’idea non convenzionale di Lazza, che per questo brano ha pensato all’artista più italiana possibile, un nome gigante nel nostro panorama musicale e internazionale, nonché sincera amica, altrettanto vero è che Laura Pausini ha accettato la sfida con entusiasmo e con la voglia di mettersi in gioco, prendendo parte a un campionato tradizionalmente non suo. Il risultato è un brano crudo e viscerale, che apre il disco e ne sintetizza immediatamente il concept: zeri in più, problemi in più, la mia locura.


Di tinte dark si tinge anche il video di eri in più (Locura) , fuori ora per la regia di Late Milk. Trasposizione in immagini della narrativa del brano, frame dopo frame emerge tutto il senso di isolamento, solitudine e tormento interiore che i due artisti da record, al centro della scena, cantano.

Mariangela Gualtieri: imparare a memoria e ascoltare il silenzio

Mariangela Gualtieri: imparare a memoria e ascoltare il silenzioMilano, 12 set. (askanews) – “Suggerirei di frequentare i poeti, sia classici che contemporanei, e soprattutto di trovare i propri poeti, quelle voci che per qualche strano motivo ci vengono più vicine e che sembrano scritte per noi e a volte anche sembrano scritte da noi”. Lo ha detto ad askanews Mariangela Gualtieri, una delle più importanti voci della scena poetica italiana e fondatrice del Teatro Valdoca, parlando del valore oggi della parola poetica e del modo nel quale possiamo tenerla viva, pur nel frastuono della società contemporanea. “La differenza sta per me fra la parola della lingua corrente, che è sempre deludente e che non basta mai, e la parola della poesia. Nella poesia la parola si rigenera, si riavvicina al proprio calco d’origine, riprende i propri poteri e non delude”, ha aggiunto.


“Trovare dunque i propri poeti e impararli a memoria – suggerisce Gualtieri -. So che questo può sembrare antiquato, scolastico e pesante. No, è tutt’altro. È un piacere grande avere delle parole decisive a memoria e poterle recitare, condividerle quando se ne presenta l’occasione, e vale il piccolo sacrificio dello studio a memoria”. Ma la parola vive ed esiste, è, in senso filosofico, anche in relazione a ciò che parola non è, e con cui si genera uno scambio. “Credo che anche il silenzio sia un ambito straordinario per preservare la parola – dice ancora la scrittrice -. Il guaio del presente forse non è tanto il sovraccarico, ma proprio la mancanza di silenzio. Il silenzio è per me un pezzo di natura, un pezzo importante nel quale accadono prodigi”. Prodigi che spesso il lettore associa anche ai versi e alle performance di Mariangela Gualtieri, capace di essere parola e corpo, letteratura e vita nello stesso momento, nella stessa fenomenologia della vita. E che, per esempio nella sua recente partecipazione a Festivaletteratura a Mantova, aprono nuove finestre di significato all’idea del rito e del rituale, come del resto possiamo considerare un rituale anche l’imparare a memoria le poesie. “Penso al rito come a una sorta di manovra geometrica, un disegno, acustico nel mio caso, che vorrebbe caricare i simboli. Qui i simboli sono le parole. In questo senso potremmo forse pensare tutta la poesia come rito, perché la poesia rifonda la lingua, ridà potenza alla parola. Vi sono variabili in questa manovra: la parola, appunto, il silenzio, il luogo, chi lo abita, la voce, la strumentazione tecnologica, ecc. Tutto deve essere al meglio affinché accada, al presente, qualcosa, cioè affinché il rito abbia efficacia. Io chiamo questo accadimento ‘incanto fonico’ – una espressione presa da Amelia Rosselli, quasi a dire che attraverso l’udito, i presenti possono abitare uno stato di contemplazione di se stessi e del mondo, in una esperienza che è ad un tempo singolare e comunitaria”.


La poesia di Gualtieri abita il presente, il nostro presente. Eppure sembra impossibile che lo faccia, con quella fragilità che la contraddistingue, che pure è fortissima. E la domanda che mi pongo è proprio su come riesca la parola poetica ad abitare l’oggi. “Ciò che la poesia cambia – risponde la poetessa – è nell’ordine della sottigliezza. Ma la bellezza è questione di sottigliezza, così come lo è la salute o la malattia. Credo che allo stesso modo le persone sensibili della nostra specie siano certamente una minoranza, ma che possano avere una forza positiva di contagio. Per cambiare qualcosa credo sia importante che questi/queste sensibili siano consapevoli dell’importanza del loro fare e che si preparino adeguatamente”. (Leonardo Merlini) Foto di Melina Mulas

Draghi: chi paga meno le donne sa che va contro la Costituzione?

Draghi: chi paga meno le donne sa che va contro la Costituzione?Milano, 12 set. (askanews) – “La gente che paga meno le donne sa che sta andando contro la Costituzione italiana?”. Così l’ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenuto a Milano a Il tempo delle donne, a proposito del gender pay gap ancora in essere nel nostro Paese.


Draghi ha riconosciuto un fatto, che “i governi hanno fatto tante cose, io ho ringraziato pubblicamente la ministra Bonetti ma bisognerà continuare e insistere. La parità non si fa per decreto ma bisogna costruire un ambiente per favorirla”.

Draghi: l’Europa sia padrona del proprio destino

Draghi: l’Europa sia padrona del proprio destinoMilano, 12 set. (askanews) – “Sono consapevole che ci vorrà tempo” per dare seguito al Rapporto sulla competitività e che “guardando la situazione dei vari governi in Europa è abbastanza scoraggiante perché sono tutti molto deboli quindi prendere grandi decisioni diventa difficile. Ma la risposta non deve arrivare in una settimana. L’importante è avere una visione a comune”. Così l’ex presidente della Bce, Mario Draghi, a pochi giorni dalla presentazione a Bruxelles del suo rapporto interviene sulla sua effettiva applicabilità e sui tempi.


Intervenendo a Il tempo delle donne, iniziativa del Corriere della Sera a Milano, intervistato dal direttore Luciano Fontana, Draghi ha detto: “Si vuol essere padroni del proprio destino o no? Affrontare i problemi dell’espansionismo cinese, l’aggressione russa, quel che succederà negli Usa in una situazione di autonomia, indipendenza e sovranità o di dipendenza, forse anche di servitù a un certo punto? Il rapporto vuole dare una risposta su cosa fare per essere indipendenti. Per esserlo bisogna avere un’unità di vedute, in politica estera, sulla difesa”. “A 27?” si chiede Draghi che poi argomenta: “Se si riesce bene, altrimenti si lavora a gruppi di Paesi, si fanno accordi intergovernativi”. L’importante è “Raggiungere la consapevolezza che si vuole essere indipendenti nell’affrontare le sfide del momento”.


Mlo

M5S, da Grillo ombre sulla “costituente” ma Conte evita polemiche

M5S, da Grillo ombre sulla “costituente” ma Conte evita polemicheRoma, 12 set. (askanews) – Dalle parole ai fatti, Beppe Grillo non si ferma e dopo l’avviso inviato a Giuseppe Conte via social network sulla sua intenzione di “esercitare i diritti che lo Statuto mi riconosce in qualità di Garante” prende carta e penna e passa ai fatti. In una lettera inviata a Giuseppe Conte e al Comitato dei garanti del Movimento 5 stelle (composto dall’ex presidente della Camera Roberto Fico, dall’ex parlamentare Laura Bottici e dall’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, fedelissima del fondatore) Grillo mette sotto la lente d’ingrandimento praticamente tutti i passaggi previsti dal processo para-congressuale avviato dal leader del M5S Conte e che dovrebbe concludersi nell’assemblea costituente. Evento per ora in calendario per il 19 e 20 ottobre, anche se la grande mole di proposte ricevuta da attivisti, realtà organizzate del Movimento e anche esterne, richiederà un lavoro tale per l’organizzazione delle fasi intermedie del dibattito da consigliare probabilmente un rinvio. In serata poi Grillo sceglie di pubblicare la lettera sul suo blog.


Grillo quindi, dopo la diffida pubblica, si concentra su temi chiave, a partire dalla platea degli iscritti che potranno convalidare col voto le decisioni del processo costituente, sottoposta in questo periodo a una revisione: più larga la platea, più ampio il quorum necessario per superare eventuali obiezioni del Garante, che a norma di Statuto può fare ripetere le votazioni non gradite. Gli attivisti “inattivi” hanno recentemente ricevuto una mail nella quale si chiedeva loro di confermare l’iscrizione, almeno con un login all’area riservata della piattaforma online. “Un modo per allargare il coinvolgimento in questa fase di partecipazione, non per ridurre la platea o per buttare fuori qualcuno”, rivendicano al quartier generale di Campo Marzio. C’è chi giura, peraltro, che la scadenza di 5 giorni indicata nella missiva sia considerata “recuperabile”: chi dovesse chiedere di essere riattivato, anche successivamente, non troverebbe porte chiuse. Ma Grillo nella missiva chiede chiarimenti (detto in altro modo: getta ombre) anche sul funzionamento materiale del processo costituente: ad esempio su come e da chi saranno estratti a sorte i 300 attivisti chiamati nella fase intermedia della costituente a discutere le sintesi delle 22mila proposte. E su chi e in che modo determinerà la selezione dei temi che poi andranno effettivamente in discussione. E soprattutto, al punto 3, chiede “quali esponenti del movimento hanno accesso all’anagrafica degli iscritti e quali di questi hanno il diritto di inviare loro comunicazioni e proposte. In proposito, ti anticipo che ritengo che fra questi debbano in ogni caso rientrare i principali organi dell’associazione, a cominciare dal sottoscritto”. Cioè Grillo di fatto intende fare la sua campagna contro Conte rivolgendosi direttamente agli iscritti anche prima dell’assemblea costituente.


Dagli ambienti vicini all’ex premier fanno sapere di non essere intenzionati ad “abboccare” all’esca delle polemiche e continuano a sbandierare il successo delle 22 mila proposte ricevute, e la necessità di coltivare una discussione “esclusivamente sui temi”, compresi naturalmente quelli interni sui quali il Garante ha cercato di porre il veto: nome, simbolo e limite dei due mandati elettivi in Parlamento e nelle amministrazioni locali. Niente numeri sugli iscritti, non c’è per ora l’intenzione di rispondere a Grillo né di rendere noti gli esiti di questa revisione: i dati saranno certificati come sempre, spiegano, quando le votazioni si faranno. Finora, a parte Raggi, l’ex ministro Danilo Toninelli, forse il più veemente nel suo sostegno pubblico a favore di Grillo, e – con posizioni più defilate – l’ex assessora laziale Roberta Lombardi, storica capogruppo alla Camera degli esordi del M5S e la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, che ha criticato il “verticismo” del Movimento, Grillo ha raccolto pochi consensi pubblici. “Sostenitori interni e di peso ne ha pochi, se non nessuno”, giura un parlamentare di lungo corso e di sicura fede contiana.


Nonostante il fantasma della scissione sia dietro l’angolo, nelle riflessioni in corso nel M5S sulle azioni di Grillo si inserisce anche un altro elemento, quello delle intese legali e dei rapporti contrattuali che il Garante ha conservato con il Movimento. Non solo la consulenza “da 300mila euro” ricordata da molti dei suoi critici, ma anche la garanzia di una “manleva” legale sulle cause civili nei suoi confronti. “Beppe – fa notare un esponente del gruppo dirigente a 5 stelle – rischia di perdere tutto, si sta infilando in un vicolo cieco. Sarebbe interessante capire se qualcuno lo ha spinto, o addirittura gli ha garantito protezione verso eventuali residui rischi legali per le vecchie storie delle espulsioni e delle mancate candidature di qualche attivista”. Grillo si è sempre vantato di essere “genovese”, anche ironizzando sulla vulgata che lo indica come particolarmente sensibile alle questioni finanziarie, “ma in realtà – racconta un’altra fonte interna – la gran parte delle cause, da quando c’è Conte, sono state chiuse. Forse Grillo potrebbe avere ancora in piedi la richiesta di un milione che gli fece Matteo Renzi. E magari non ha più paura. Oppure, al contrario, pensa di avere davvero ancora in mano l’uso del simbolo in esclusiva. Fissare questo punto in modo indelebile, che il simbolo è suo e che lo non si possa cambiare, gli garantirebbe di poter contrattare con Conte e chiunque altro per mantenere ‘manleva’ e consulenza a spese del Movimento”.

Sogin, assemblea approva bilancio 2023.Gruppo torna in utile a 3,6 mln

Sogin, assemblea approva bilancio 2023.Gruppo torna in utile a 3,6 mlnRoma, 12 set. (askanews) – Si chiude con un utile pari a 1,2 milioni di euro il bilancio di Sogin (società che gestisce lo smatellamento degli impianti nucleari e i rifiuti radioattivi) al 31 dicembre 2023 (era di 0,9 milioni nel 2022). L’Assemblea degli Azionisti il 5 settembre scorso ha approvato il Bilancio di Gruppo. Si tratta, spiega un comunicato, del primo bilancio del Consiglio di Amministrazione che si è insediato il 3 Agosto 2023, guidato dal Presidente, Carlo Massagli e dall’Amministratore Delegato, Gian Luca Artizzu.


I risultati aziendali complessivi del Gruppo Sogin mostrano il ritorno all’utile di esercizio, pari a 3,6 milioni di euro contro la perdita di 0,926 milioni di euro dell’esercizio precedente. Il valore della produzione di Sogin si attesta a circa 212,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai circa 276,9 milioni di euro realizzato nel 2022 che, tuttavia, presentava un dato eccezionale e non ricorrente dovuto alle attività legate alla gestione del Ciclo del Combustibile. L’EBITDA si attesta circa su 19,1 mln di euro (nel 2022 pari a 21,8 mln di euro).


Nucleco, la società controllata del Gruppo, chiude con un utile pari a 2,4 milioni di euro (-0,51 milioni nel 2022) ed il valore della produzione è pari a circa 39,8 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno precedente (30,5 milioni nel 2022). Nel 2023 Sogin ha realizzato un volume di attività di decommissioning nucleare (costi di avanzamento) pari a circa 104,5 milioni di euro in aumento rispetto al 2022 di circa il 18%, mentre l’avanzamento fisico cumulato al 31 dicembre 2023 del programma di decommissioning nucleare passa al 43,36 %, avanzando di 3,98 punti percentuali rispetto al 2022.


Il 2023 è stato un anno di particolare complessità, per un insieme di fatti relativi al settore, da un lato, e, dall’altro, interni all’Azienda che ha vissuto un cambiamento di governance ed una conseguente revisione organizzativa. Per quanto riguarda il settore in cui opera Sogin, si registra una ripresa importante dell’interesse pubblico sul nucleare civile, per effetto degli scenari energetici dettati dall’agenda energetica internazionale e grazie ad una serie di iniziative politiche alle quali si sono aggiunte iniziative da parte di associazioni private di sostenitori e cultori del tema, alle quali Sogin contribuisce per rappresentare il valore delle competenze tecniche che può essere naturalmente messo a servizio di questo rinnovato interesse verso il settore.


Per quanto riguarda le attività legate al Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e al Parco Tecnologico (DNPT), dopo la consegna al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a luglio 2023, della proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee alla localizzazione del DNPT è seguita, a dicembre 2023, la pubblicazione dell’elenco delle Aree Idonee con conseguente pubblicazione, a febbraio 2024, del decreto che introduceva la possibilità delle autocandidature. Il decreto-legge n.181/2023, inoltre, ha previsto che fosse Sogin a predisporre un programma di incentivazione diretto a beneficio delle collettività ospitanti il DNPT.

Bce taglia costo danaro di 25 pb e resta cauta su mosse future

Bce taglia costo danaro di 25 pb e resta cauta su mosse futureRoma, 12 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha tagliato come da attese il tasso di riferimento nell’area euro di 25 punti base. Parallelamente l’istituzione monetaria ha ritoccato al ribasso le sue previsioni di crescita economica, a riflesso del recente indebolimento dell’economia. Fattore, quest’ultimo, che sta creando crescenti aspettative sul fatto che, andando avanti, la Bce potrebbe ritrovarsi nella necessità di accelerare la manovra di rimozione del freno monetario.


Per ora la presidente Christine Lagarde resiste a queste pressioni, limitandosi a riconoscere che alla luce degli ultimi dati “era opportuno compiere un ulteriore passo nella moderazione del grado di restrizione monetaria”. Non ha aggiunto molto altro sulle mosse future, ribadendo la formula del Consiglio che “decide volta per volta in base all’evolversi dei dati” e della Bce che “non si vincola a un percorso predeterminato di tagli”, salvo concordare sul fatto che la traiettoria del costo del danaro è chiaramente verso il basso. Ha aggiungendo una battuta: “que serà, serà”. La decisione di oggi è stata unanime ma dalle dichiarazioni giunte nelle ultime settimane è abbastanza chiaro che all’interno del Consiglio persistono resistenze da parte delle componenti più rigorose, rispetto a una sterzata più accomodante della linea, temendo che in futuro l’inflazione possa riservare sorprese negative. Del resto la stessa Bce si attende che nei prossimi mesi possano esserci risalite dell’indice generale, dovute a effetti paragone statistici, anche se poi stima che l’inflazione rientri al livello obiettivo (2%) nella seconda metà del prossimo anno (l’ultimo dato, relativo a luglio ha mostrato una attenuazione al 2,2%).


La Bce ha più volte sottolineato che in questa fase imposta la linea monetaria utilizzando il tasso sui depositi, con cui vengono retribuite le banche commerciali che parcheggiano fondi presso la stessa istituzione. E’ stato ridotto di 25 punti base al 3,50%. Questo è dovuto al fatto che dato il contesto di persistenti liquidità in eccesso i tassi di mercato tendono a convergere verso questo valore, che viene utilizzato anche per le operazioni di rifinanziamento straordinarie a lungo termine alle banche. Lo scorso marzo la Bce aveva poi deciso di rivedere il suo quadro operativo (operational framework). Aveva allora stabilito che a decorrere da mercoledì prossimo, 18 settembre, i differenziali tra i vari tassi chiave sarebbero stati ridotti. In particolare quello tra tasso sui depositi e il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento (Mro) dagli attuali 50 punti base a 15 punti base. Per aggiustare il secondo tasso al nuovo regime dal 18 ottobre di fatto sarà operato un taglio di 60 punti base, dall’attuale 4,25% al 3,65%. 60 punti base saranno anche rimossi dal tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali, portandolo al 3,90%.


Queste tecnicalità hanno scarsi effetti concreti al momento, perché appunto il tasso maggiormente seguito resta quello sui depositi. La portata dell’ultimo taglio, che era ampiamente prevista dagli analisti, ha lasciato insoddisfatti tutti coloro che nel panorama politico o tra le parti sociali speravano in una manovra di accomodamento più energica. Ad ogni modo archiviata come da programma la decisione ora la palla passa la Federal Reserve. Martedì e mercoledì prossimo si riunirà il direttorio della Banca centrale Usa, il Fomc, e dopo i recenti dati sull’inflazione l’ipotesi rimasta in piedi è anche qui quella di un taglio dei tassi sul dollaro da 25 punti base.


Intanto la Bce ha aggiornato le sue previsioni, ritoccando al ribasso le attese di crescita e mantenendo invece inalterate quelle sull’inflazione. Ora per il Pil dell’area indica un più 0,8% quest’anno, 1,3% il prossimo e 1,5% nel 2026. Tre mesi fa i tecnici dell’istituzione indicavano 0,9% di crescita quest’anno, 1,4% il prossimo è 1,6% sul 2026. Sull’inflazione è invece confermata l’attesa di 2,5% quest’anno, il 2,2% nel prossimo e 1,9% nel 2026. Lagarde è stata interpellata anche su altri temi, tra cui il recente rapporto presentato dal suo predecessore, Mario Draghi. Una analisi che ha definito “formidabile”: fornisce una diagnosi grave ma che secondo noi è accurata. E formula proposte concrete di riforme strutturali che sarebbero molto utili per l’Europa”, ha affermato. “E anche per noi – ha aggiunto – per ottenere migliori risultati nella politica monetaria”. Lagarde ha citato tra le altre cose la necessità di completare l’Unione dei mercati dei capitali. Diverse domande le sono state rivolte anche sul “Risiko” bancario Ue rilanciato dal caso UniCredit-Commerzbank. Posto che le valutazioni sulla possibile aggregazione spettano al ramo di Vigilanza bancaria della Bce (il Ssm) e non a quello responsabile della politica monetaria, secondo Lagarde le due banche “sanno perfettamente quali siano i loro requisiti regolamentari” per procedere. E in generale “sarà molto interessante vedere questo processo dipanarsi”. Nella Ue “penso che ci siano alcune banche paneuropee. Quello di cui parlate qui è più una fusione transfrontaliera tra due grandi istituzioni, che sarà analizzata dal punto di vista regolamentare. Certamente – ha osservato Lagarde – darà soddisfazione a molti di quelli che avevano aspettative sul prodursi di fusioni transfrontaliere con l’Unione bancaria”.

Borse europee chiudono positive con Bce, a Milano (+0,84%) corre Tim

Borse europee chiudono positive con Bce, a Milano (+0,84%) corre TimMilano, 12 set. (askanews) – Chiusura positiva per Piazza Affari e le Borse europee nel giorno della Bce che, come ampiamente atteso, ha deciso all’unanimità di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, al 3,50%. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,84% a 33.453 punti, a Parigi il Cac40 lo 0,52%, a Francoforte il Dax l’1,07%. Gli indici europei avevano rallentato nel pomeriggio dopo la diffusione di una serie di dati macro Usa, con l’indice dei prezzi alla produzione in aumento dello 0,2% ad agosto, e l’apertura contrastata di Wall Street.


La Bce, che ha ritoccato al ribasso le previsioni di crescita economica dell’eurozona, ha ribadito di non essersi vincolata ad alcun percorso predeterminato sulle riduzioni dei tassi. “Non ci stiamo impegnando preventivamente su un particolare percorso dei tassi”, ha affermato la presidente Christine Lagarde. Gli analisti si aspettano il prossimo taglio dei tassi a dicembre. “Con i pochi dati economici attesi per il meeting di ottobre, non prevediamo un altro taglio prima di dicembre”, ha affermato Goldman Sachs. Sul fronte dei nostri titoli di Stato, lo spread ha chiuso in calo a 139 punti, ma con il rendimento del Btp decennale in lieve aumento al 3,55%. A Piazza Affari, tra i titoli principali, seduta sugli scudi per Tim (+6,75% a 0,24 euro) spinta dal report di Bofa che ha alzato il target price sul titolo a 0,34 euro. Acquisti anche sul settore bancario dopo la mossa di Unicredit (+2,88% a 37,195 euro) che ieri ha annunciato di aver acquisito una quota del 9% in Commerzbank (+2,2% a 15,01 euro). Maglia rosa a Banco Bpm (+2,94%), bene anche Bper (+2,18%). Un’acquisizione completa di Commerzbank è tra le opzioni che Unicredit sta considerando, ha detto il Ceo Andrea Orcel. Sulle prossime mosse “vogliamo flessibilità, perchè come investitore privato al momento potremmo salire, potremmo scendere e potremmo unirci”, ha spiegato a Bloomberg tv.

Tennis, Davis, Arnaldi non al 100%, dentro Cobolli con il Belgio

Tennis, Davis, Arnaldi non al 100%, dentro Cobolli con il BelgioRoma, 12 set. (askanews) – Fuori Arnaldi, dentro Cobolli. È il cambio in vista per l’Italia in Coppa Davis nella sfida contro il Belgio, in programma venerdì alle 15. Il tennista ligure, infatti, non è al massimo della forma dopo l’infortunio alla caviglia destra accusato nel match contro Thiago Monteiro. Gli esami hanno escluso lesioni, ma si tratta di una leggera distorsione con un piccolo versamento. Arrivato all’Unipol Arena con la caviglia fasciata per un test (svolto a porte chiuse), Arnaldi non è al 100%. Per questo motivo sta per scoccare l’ora di Flavio Cobolli.