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Danza, Alessandra Ferri Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres

Danza, Alessandra Ferri Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres

Roma, 19 feb. (askanews) – Alessandra Ferri, direttrice del Wiener Staatsballett e prima ballerina assoluta, è stata insignita oggi dalla Repubblica Francese del titolo di Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres, uno dei più alti gradi della massima onorificenza culturale francese.

Nel messaggio ufficiale che accompagna la distinzione, la ministra della Cultura Rachida Dati ha sottolineato che il prestigioso premio è destinato a personalità che si siano distinte per creatività e per il sostegno alla valorizzazione del patrimonio culturale francese. Attraverso questa nomina, la Francia rende omaggio al contributo di Alessandra Ferri alla diffusione delle arti e delle opere in Francia e nel mondo.

Un riconoscimento che celebra non solo la sua carriera di artista celebrata in tutto il mondo, anche il suo impegno per l’arte della danza e la sua promozione. Il conferimento giunge a pochi giorni dal grande successo del suo primo Vienna Opera Ball, uno degli appuntamenti mondani più osservati del calendario europeo, durante il quale sedici coppie di ballerini del Wiener Staatsballett si sono esibite indossando costumi firmati da Giorgio Armani, in uno degli ultimi progetti curati dallo stilista e nato proprio dal legame con l’étoile.

Nel suo discorso di ringraziamento, Alessandra Ferri ha accolto l’onorificenza “con profonda gratitudine ed emozione”, ricordando come la Francia abbia rappresentato una dimensione fondativa del suo percorso. Ha ricordato il lungo e profondo rapporto artistico con Roland Petit e il Ballet de Marseille, le collaborazioni con Pierre Lacotte e il Ballet de Nancy e le esibizioni sul palco dell’Opéra de Paris, che hanno contribuito in modo determinante alla sua formazione artistica. Dalle origini del balletto classico alla corte francese fino alla vitalità delle sue istituzioni odierne, la cultura francese ha influenzato profondamente il linguaggio attraverso cui si è espressa per tutta la vita.

“L’arte non appartiene ai confini. Circola, si trasforma, connette”, ha dichiarato, sottolineando come ogni traguardo sia il risultato di un percorso condiviso con maestri, coreografi, partner, musicisti e pubblico. Ferri ha inoltre ribadito il proprio impegno a sostenere le nuove generazioni e a custodire la tradizione come patrimonio vivo, capace di evolversi e dialogare con il presente. “La tradizione non è qualcosa da mettere sotto vetro”, ha concluso. “È qualcosa che portiamo avanti con cura e responsabilità. Ricevere questa onorificenza dalla Francia ha per me un significato profondo. La accolgo con umiltà, gratitudine e grande gioia, non come una conclusione, ma come un incoraggiamento a continuare a servire quest’arte con integrità, curiosità e amore”.

”Your Favorite Toy” è il nuovo singolo dei Foo Fighters

”Your Favorite Toy” è il nuovo singolo dei Foo Fighters

Milano, 19 feb. (askanews) – È uscito oggi e sarà in radio dal 20 febbraio “Your Favorite Toy”, il nuovo singolo dei FOO FIGHTERS, estratto dall’omonimo nuovo album, in uscita il 24 aprile (Roswell Records/RCA Records) e disponibile da oggi in pre-order. “Your Favorite Toy” è un brano che si insinua nella mente e non la lascia più: chitarre taglienti e sinistri affondi di tastiera si intrecciano su un ritmo incalzante, mentre Dave Grohl nel ritornello dà sfogo a un nuovo timbro vocale, più graffiante e sarcastico.

Dave Grohl ha commentato: «”Your Favorite Toy” è stata davvero la chiave per definire il suono del nuovo album. È nata quasi per caso, dopo oltre un anno passato a sperimentare con sonorità diverse, e il giorno in cui ha preso forma ho capito che dovevamo seguire quella direzione. È stata la scintilla che ha dato vita all’insieme di canzoni che abbiamo registrato per questo disco. Ha un’energia nuova».

Il brano offre un primo assaggio del nuovo album della band, che oltre ad avere lo stesso nome del singolo, ne riflette appieno lo spirito, portando “Your Favorite Toy” a essere immediatamente e inequivocabilmente nello stile dei FOO FIGHTERS.

Anticipato dai singoli “Asking For A Friend” e “Your Favorite Toy”, l’album “Your favorite toy” è stato registrato interamente in casa. L’album è co-prodotto dai Foo Fighters insieme a Oliver Roman, con l’ingegneria del suono curata da Oliver Roman e il mixaggio affidato a Mark “Spike” Stent.

L’uscita di “Your Favorite Toy” segna l’inizio del gigantesco “Take Cover World Tour” dei Foo Fighters, che prenderà il via il 10 giugno all’Unity Arena di Oslo, dopo due date da headliner nei festival statunitensi Welcome to Rockville e Bottlerock.

I Foo Fighters porteranno il loro “Take Cover World Tour” in Italia per un’unica imperdibile tappa agli I-DAYS MILANO Coca-Cola, domenica 5 luglio 2026, all’Ippodromo SNAI LA MAURA.

Ad aprire la data due band molto amate dal pubblico e dalla critica: gli IDLES e i FAT DOG.

Stefano Bollani, esce il 20 marzo il nuovo disco “Tutta Vita Live”

Stefano Bollani, esce il 20 marzo il nuovo disco “Tutta Vita Live”

Roma, 19 feb. (askanews) – Esce il 20 marzo per Ponderosa Music Records, “Tutta Vita Live” di Stefano Bollani con la formazione All Stars. Un disco registrato dal vivo durante il concerto al Teatro Politeama Rossetti di Trieste il 17 febbraio 2025, momento culminante dell’opera filmica coprodotta dalla coppia d’arte e di vita, Valentina e Stefano, e di prossima distribuzione per Lucky Red.

Nel nuovo album, come già nel film “Tutta Vita”, ci sono quindi le “All Stars”: Stefano Bollani (Piano); Enrico Rava (Flugelhorn); Paolo Fresu (Flugelhorn and multieffects); Daniele Sepe (Saxophones and Flutes); Antonello Salis (Accordion); Ares Tavolazzi (Double Bass); Roberto Gatto (Drums); Matteo Mancuso (Guitar); Christian Mascetta (Guitar) e Frida Bollani Magoni (Piano and Voice).

Il documentario “Tutta Vita” di Valentina Cenni, presentato all’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, nasce dalla voglia di raccontare l’improvvisazione jazz come atto di vita, come spazio di relazione, di ascolto, di libertà. Per fare questo, Valentina Cenni chiede a Bollani di riunire insieme a lui per una settimana, in una dimora storica di Gorizia, grandi artisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto ma anche tre giovani talenti: Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni, in arte Frida. Un tempo sospeso in una terra di confine per vivere e condividere quella musica che per sua stessa natura non ha confini: il jazz. Una condivisione che non è soltanto fra i musicisti ma soprattutto tra i musicisti e gli spettatori, perché lo sguardo curioso ma discreto e rispettoso di Valentina Cenni mette a disposizione del pubblico questa straordinaria quotidianità dell’ensemble – giorni e notti fatti di musica, di dialoghi, battute, giochi, prove e improvvisazioni – facendo cogliere a chi guarda il momento esatto in cui il processo creativo trova forma, la musica nasce e poi approda sul palco.

Nel frattempo, alle date già annunciate con il progetto Tutta Vita Live – Stefano Bollani All Stars che a ogni data riunisce questo strabiliante parterre de rois di mostri sacri del jazz e non solo – il 6 giugno alla Rocca Brancaleone di Ravenna per il Ravenna Festival, il 29 giugno nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” a Roma, il 6 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (BS), il 9 luglio a Perugia per Umbria Jazz – si aggiungono due nuovi appuntamenti che portano sul palco progetti diversi dell’eclettico musicista milanese: il 28 maggio Bollani ritorna al Teatro Politeama Rossetti di Trieste (dove lo scorso anno ha debuttato il progetto Tutta Vita Live) ma questa volta in piano solo; e il 18 luglio in Piazza del Campo a Siena con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la direzione di Daniel Harding.

Quella del 28 maggio a Trieste, nell’ambito della XIX stagione di Note nuove organizzata da Euritmica, è una nuova tappa del tour Piano Solo, uno spettacolo che rinasce ogni sera con un repertorio sempre inaspettato in cui il flusso musicale è governato dall’estro del momento, saltando fra i generi e le epoche, dalla musica classica al jazz ai ritmi sudamericani, da Poulenc a Lucio Dalla passando per Frank Zappa: un grande gioco musicale dove a condurre sono l’improvvisazione, creatività e una grande chimica con il suo pubblico, ogni volta chiamato a comporre insieme all’artista il programma della serata con le proprie imprevedibili richieste.

Il 18 luglio nella cornice unica di Piazza del Campo a Siena Stefano Bollani, in occasione dell’anteprima di Chigiana International Festival & Summer Academy 2026, sarà invece ospite dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Daniel Harding per l’ormai celebre Concerto per l’Italia, uno degli appuntamenti più attesi della stagione estiva, nato nel 2021 grazie alla volontà dell’Accademia Chigiana di celebrare il ritorno alla musica dal vivo dopo il periodo della pandemia. Il programma del concerto verrà annunciato nelle prossime settimane.

Animazione, “Cartoons on the Bay” dal 27 al 30 maggio a Pescara

Animazione, “Cartoons on the Bay” dal 27 al 30 maggio a Pescara

Roma, 19 feb. (askanews) – Tre decenni di racconto e valorizzazione della creatività digitale che hanno fatto la storia dell’animazione in Italia e costruito il prestigio internazionale di un riconoscimento Rai alle eccellenze di settore. Cartoons on the Bay – International Animation and Transmedia Festival festeggerà i suoi primi trent’anni di vita con una speciale edizione celebrativa in programma dal 27 al 30 maggio 2026, anche quest’anno ospitata negli spazi dello storico edificio Aurum oltre che in altri luoghi nevralgici della città di Pescara.

Il Paese ospite di questa edizione sarà il Belgio. Il Festival è promosso dalla Rai e organizzato da Rai Com, in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara. La direzione artistica è affidata da quest’anno al giornalista culturale Adriano Monti Buzzetti.

Cuore del Festival sono i Pulcinella Awards, articolati nelle categorie: Preschool TV Show (2-4), Upper Preschool TV Show (4-6), Kids TV Show (7-11), Youth TV Show (11+), Interactive Animation, Short Film e Feature Film. Le opere in concorso saranno selezionate e votate da due giurie internazionali.

Sarà possibile iscriversi al concorso fino al 16 marzo attraverso la pagina Call for entry del sito www.cartoonsbay.rai.it. È in preparazione un ricco programma di eventi dedicati all’industria dell’animazione, ai giovani talenti italiani del settore, alle scuole, alle famiglie e al pubblico della città di Pescara, della regione Abruzzo e di tutti gli appassionati.

“La trentesima edizione di Cartoons on the Bay” – dice il Direttore Artistico di Cartoons on the Bay, Adriano Monti Buzzetti – “omaggia la storia e l’identità di un Festival che affonda le sue radici nella grande tradizione dell’animazione italiana e internazionale, ma che al contempo volge lo sguardo al futuro con una visione rinnovata. In questa prospettiva l’anniversario diventa anche una sorta di nuovo inizio a cui ispirarsi per intercettare nuove platee e intensificare il dialogo con l’innovazione tecnologica e creativa, per essere sempre più un luogo strategico di incontro tra industria, autori, nuovi talenti e giovani spettatori. Cartoons on the Bay si conferma una piattaforma viva, proiettata in avanti, dove si costruiscono le immagini e le narrazioni di domani”.

Nuova musica per gli U2 ispirata a chi combatte per la libertà

Nuova musica per gli U2 ispirata a chi combatte per la libertà

Milano, 18 feb. (askanews) – Prima dell’uscita del nuovo disco della band a fine 2026, l’EP “U2-Days of Ash” è un progetto collaterale comprensivo di cinque nuove canzoni e una poesia – ‘American Obituary’, ‘The Tears Of Things’, ‘Song Of The Future’, ‘Wildpeace’, ‘One Life At A Time’ e ‘Yours Eternally’ (in collaborazione con Ed Sheeran & Taras Topolia). Si tratta di una risposta immediata agli eventi attuali globali e ispirata alle molte persone straordinarie e coraggiose che combattono in prima linea per la libertà. Quattro dei cinque brani parlano di persone – una madre, un padre, una ragazza adolescente – le cui vite sono state brutalmente stroncate. Un soldato che preferirebbe cantare, ma è pronto a morire per la libertà del suo Paese.

“È stato emozionante ritrovarci tutti e quattro insieme in studio nell’ultimo anno… Le canzoni di Days of Ash sono molto diverse per atmosfera e tema da quelle che inseriremo nel nostro album più avanti nel corso dell’anno. Questi brani dell’EP non potevano aspettare; queste canzoni erano impazienti di essere diffuse al mondo. Sono canzoni di sfida e sgomento, di lamento. Seguiranno canzoni di festa, ci stiamo lavorando adesso… perché nonostante tutte le cose terribili che vediamo normalizzate ogni giorno sui nostri piccoli schermi, non c’è nulla di normale in questi tempi folli e esasperanti e dobbiamo opporci prima di poter tornare ad avere fiducia nel futuro. E l’uno nell’altro. “Se hai la possibilità di sperare, è un dovere farlo…” è una frase che abbiamo preso in prestito da Lea Ypi. Anche una risata sarebbe gradita. Grazie” dice Bono Vox. “Chi ha bisogno di ascoltare un nostro nuovo disco? Dipende solo dal fatto che stiamo creando musica che riteniamo meriti di essere ascoltata. Credo che queste nuove canzoni siano all’altezza dei nostri lavori migliori. Parliamo molto di quando pubblicare i nuovi brani. Non sempre lo si sa… ma vista la situazione attuale, sembra il momento giusto. Fin dai nostri esordi, quando collaboravamo con Amnesty o Greenpeace, non abbiamo mai esitato a prendere posizione e a volte questo può creare qualche problema, perché c’è sempre una sorta di contraccolpo, ma è una parte importante di ciò che siamo e del motivo per cui esistiamo ancora” aggiunge Larry Mullen Jr. “Sono entusiasta di queste nuove canzoni, mi sembra che arrivino al momento giusto” spiega Adam Clayton “Crediamo in un mondo in cui i confini non vengono cancellati con la forza. In cui la cultura, la lingua e la memoria non vengono messe a tacere dalla paura. In cui la dignità di un popolo non è negoziabile. Questa convinzione non è temporanea. Non è una moda politica. È il terreno su cui poggiamo i piedi. E noi vi stiamo uniti” conclude The Edge. “American Obituary” racconta lo scioccante evento a cui il mondo ha assistito a Minneapolis, Minnesota, il 7 gennaio 2026, quando Renée Nicole Macklin Good, una madre ispirata ad alti ideali di tre figli, è stata uccisa a distanza ravvicinata mentre esercitava il suo diritto di protestare pacificamente, un diritto protetto dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Questa madre disarmata è stata poi descritta come una “terrorista interna” da un governo che non intende ritirare tale definizione, pur sapendo che non è vera. Né intende avviare un’indagine adeguata su quanto accaduto, nell’interesse di tutte le persone coinvolte.

Il titolo “The Tears Of Things” è tratto da un libro del frate francescano Richard Rohr, che attraverso gli scritti dei profeti ebrei esamina come sia possibile vivere con compassione in un’epoca di violenza e disperazione. La canzone immagina una conversazione tra il David di Michelangelo e il suo creatore… in cui il giovane con la fionda e cinque pietre levigate rifiuta l’idea di dover diventare Golia per sconfiggerlo… e si scopre anche che ha le pupille a forma di cuore mezzo millennio prima dell’emoji a forma di cuore, cosa che ancora oggi lascia perplessi i visitatori della Galleria dell’Accademia di Firenze, in Italia.

La protagonista del testo di “Song of the Future” è Sarina. Rende omaggio alla vita della sedicenne Sarina Esmailzadeh, una delle migliaia di studentesse iraniane che nel 2022 sono scese in piazza nell’ambito del movimento “Woman, Life, Freedom”. Queste proteste sono state scatenate dalla morte di Jina Mahsa Amini, una giovane donna curdo-iraniana deceduta a Teheran il 16 settembre dello stesso anno a causa delle ferite riportate in seguito al suo arresto da parte della cosiddetta “polizia morale” per non aver indossato l’hijab secondo gli standard governativi. Sette giorni dopo, Sarina è stata picchiata dalle forze di sicurezza iraniane ed è morta a causa delle ferite riportate, mentre il regime ha affermato che si è suicidata. La canzone mira a catturare lo spirito libero di Sarina, la promessa e la speranza della sua breve vita.

L’EP “Days of Ash” include una lettura di “Wildpeace” – una poesia dell’autore e poeta israeliano Yehuda Amichai – da parte dell’artista nigeriana Adeola delle Les Amazones d’Afrique, con musica degli U2 e di Jacknife Lee.

“One Life At A Time” è stata scritta per Awdah Hathaleen, padre palestinese di tre figli. Attivista non violento e insegnante di inglese, Awdah è stato ucciso nel suo villaggio in Cisgiordania dal colono israeliano Yinon Levi il 28 luglio 2025. Awdah era consulente del documentario vincitore dell’Oscar “No Other Land”, realizzato da palestinesi e israeliani. Al suo funerale, uno dei registi, Basel Adra, ha parlato del massacro del suo amico e dell’esperienza dei palestinesi che vengono cancellati “una vita alla volta”. Gli U2 hanno ripreso questa frase e l’hanno ribaltata per suggerire che una soluzione pacifica sarà raggiunta “una vita alla volta”.

In “Yours Eternally” Bono e The Edge sono affiancati alla voce dal musicista ucraino diventato soldato Taras Topolia e da Ed Sheeran. Nella primavera del 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Bono e The Edge si sono recati a Kiev per suonare in una stazione della metropolitana su invito del presidente Zelensky. Un paio di giorni prima, Ed aveva messo in contatto Taras Topolia e la sua band Antytila, con Bono. Bono, Taras e The Edge si sono incontrati per la prima volta su quella banchina della metropolitana. Da allora sono diventati amici. Taras è l’ispirazione dietro “Yours Eternally”, una canzone scritta sotto forma di lettera di un soldato in servizio attivo con uno spirito audace e vivace che ben si adatta all’Ucraina.

“Yours Eternally” sarà accompagnato anche da un breve documentario di 4 minuti e mezzo diretto dal cineasta e regista ucraino Ilya Mikhaylus, che uscirà martedì 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Girato nel dicembre 2025 mentre Mikhaylus e la sua troupe erano al seguito del Corpo d’Armata Khartiya formato da 40.000 uomini, il filmato cattura la straordinaria vita quotidiana di Alina e dei suoi commilitoni che combattono in prima linea nella guerra.

Cinema, “Lo chiamavano Jeeg Robot” torna in sala in 4K 10 annni dopo

Cinema, “Lo chiamavano Jeeg Robot” torna in sala in 4K 10 annni dopo

Roma, 18 feb. (askanews) – A dieci anni dalla sua uscita, “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, il film che ha segnato un prima e un dopo nel cinema italiano, torna al cinema nella versione rimasterizzata 4K come evento speciale solo il 2, 3 e 4 marzo.

Omaggio al celebre anime giapponese, con le straordinarie interpretazioni di Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, “Lo chiamavano Jeeg Robot” è stato il primo vero cinecomic italiano in chiave pulp: un’opera prima sorprendente, capace di mescolare manga, gangster e supereroi in un racconto urbano mai visto prima nel nostro Paese.

Presentato in anteprima nazionale alla “Festa del Cinema di Roma”, dove aveva riscosso un grande successo, il film è uscito per la prima volta al cinema il 25 febbraio 2016 trasformandosi rapidamente in un caso culturale: la storia di Enzo Ceccotti segna la nascita inattesa di un eroe che ha portato al cinema quasi 800.000 spettatori.

Il successo culmina alla 60esima edizione dei David di Donatello, dove il film conquista sette statuette, tra cui Miglior regista esordiente a Gabriele Mainetti, Miglior attore protagonista a Claudio Santamaria, Miglior attrice protagonista a Ilenia Pastorelli, Miglior attore non protagonista a Luca Marinelli e Miglior attrice non protagonista ad Antonia Truppo. Vincitore inoltre di due Nastri d’Argento per il miglior regista esordiente a Gabriele Mainetti e il miglior attore non protagonista a Luca Marinelli.

Accanto ai premi, cresce un’eco mediatica straordinaria: discussioni continue sui media nazionali e attenzione internazionale, con personaggi e interpretazioni che entrano nell’immaginario collettivo come simboli di un cinema innovativo e coraggioso. La colonna sonora, firmata da Michele Braga e Gabriele Mainetti, diventa di culto, alcune scene si trasformano in momenti iconici del web, contribuendo a rendere il film un fenomeno pop trasversale.

Per raccontare il dietro le quinte e celebrare insieme agli spettatori il film che ha creato un immaginario supereroistico italiano e aperto la strada a un nuovo modo di raccontare il cinema di genere nel nostro Paese, Gabriele Mainetti e il cast incontreranno il pubblico in alcune sale nei tre giorni di evento. Il 2 marzo saranno presenti al cinema Giulio Cesare di Roma e l’incontro sarà trasmesso in live streaming in tutte le sale che programmeranno il film.

Cinema, Antonia Liskova regista: si gira “Il mio nemico immaginario”

Cinema, Antonia Liskova regista: si gira “Il mio nemico immaginario”

Roma, 18 feb. (askanews) – Sono iniziate questa settimana le riprese del film “Il mio nemico immaginario”, che segna il debutto alla regia dell’attrice Antonia Liskova, da una sceneggiatura di Antonia Liskova, Simone Poggi e Andrea Cedrola.

Il film, prodotto da Minerva Pictures, Colangelo Management con Rai Cinema, verrà girato interamente nel Lazio e le riprese avranno una durata di sei settimane.

“Il mio nemico immaginario” è un racconto di formazione sospeso tra sogno e realtà che esplora, con delicatezza e ironia, le dinamiche familiari e il bisogno di immaginazione come strumento di equilibrio emotivo.

Nel cast ci sono Fabio Volo, Giulia Bevilacqua, Loretta Goggi, Elena Sophia Senise, Pietro Serpi, Christian Roberto, Irene Provenzi, Alessandro Piccolo, Luigi Diberti.

Racconterà di Emma, nove anni, una bambina curiosa e fantasiosa, innamorata degli unicorni, delle astronavi e degli alberi di Natale. Vive in una famiglia fuori dagli schemi: la madre Sara, appassionata di gastronomia molecolare; la brillante nonna Loredana; e il padre Leo, severo insegnante di scienze, sempre più preoccupato per il mondo immaginifico in cui la figlia sembra rifugiarsi. Mentre i genitori sono vicini alla separazione e faticano a comprenderla, Emma trova conforto in Mojito, il suo amico immaginario, che la aiuta ad affrontare una realtà emotivamente instabile. In parallelo, nella vita di Leo riemerge Bob, il suo amico immaginario d’infanzia, tornato per riallacciare un legame prima di scomparire per sempre.

Believe annuncia il rinnovo dell’accordo con Ultimo

Believe annuncia il rinnovo dell’accordo con Ultimo

Milano, 18 feb. (askanews) – Believe annuncia con grande soddisfazione il rinnovo dell’accordo con Ultimo e con tutto il suo team per la distribuzione digitale della sua musica e delle sue creazioni. Quello tra l’artista multiplatino e Believe è un viaggio in comune non banale, in quanto inizia fin dagli esordi assoluti del cantautore romano per poi strutturarsi e rafforzarsi ulteriormente con la nascita di Ultimo Records nel 2020. Un percorso che non solo ha portato soddisfazioni eccezionali a livello di riscontri numerici (ad oggi 85 Dischi di Platino e 18 Dischi d’Oro), ma che soprattutto è da sempre improntato su una reciproca fiducia e su una profonda condivisione di quanto sia importante il valore dell’indipendenza artistica e creativa.

Approccio che evidentemente può fare la differenza: lo dimostrano i fatti, i traguardi raggiunti finora e anche quelli in arrivo, come l’eccezionale evento live “Ultimo 2026 – La favola per sempre”, previsto il prossimo 4 luglio a Roma, a Tor Vergata, in grado di mandare sold out in sole 3 ore tutti i 250.000 biglietti messi in vendita. Un’ennesima conferma dell’incredibile rapporto di Ultimo coi suoi fan e del suo essere una figura veramente unica e speciale nel panorama della musica italiana.

Believe è felice di essere al suo fianco con convinzione ed entusiasmo sin dagli inizi, così come lo sarà negli anni a venire.

Cinema, ciak per il film “La Valanga” sulla tragedia di Rigopiano

Cinema, ciak per il film “La Valanga” sulla tragedia di Rigopiano

Roma, 18 feb. (askanews) – Sono partite le riprese de “La Valanga”, il film che racconta la tragedia di Rigopiano. Diretto da Elisa Amoruso, con Andrea Lattanzi, Maria Chiara Giannetta, Edoardo Pesce, Barbara Chichiarelli, il film scritto da Leonardo Fasoli e prodotto da CAMFILM, è in arrivo prossimamente solo su Netflix.

Nel cast del film, che verrà girato tra Abruzzo, Lazio e Alto Adige, anche Lorenzo Aloi, Carlotta Gamba, Mario Sgueglia, Pierluigi Gigante, Lorenzo Tamburrino, Selene Caramazza, Francesco Di Leva; 18 gennaio 2017. Un elegante albergo di montagna, circondato dalla neve, diventa il teatro di una tragedia inattesa: una valanga travolge l’hotel Rigopiano, nel cuore dell’Abruzzo, intrappolando 40 persone, tra ospiti e personale, sotto tonnellate di neve. Mentre i sopravvissuti lottano per la loro vita fra le macerie, fuori dall’albergo comincia una corsa contro il tempo per portarli in salvo.

Danza, il “Béjart dell’hip-hop” Mourad Merzouki arriva a Bologna

Danza, il “Béjart dell’hip-hop” Mourad Merzouki arriva a Bologna

Roma, 17 feb. (askanews) – Definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop”, accolto dal pubblico come una rock star, il coreografo francese Mourad Merzouki, pioniere nel trasformare la danza Hip Hop da pratica di strada ad arte di palcoscenico, arriva in Italia per presentare Beauséjour, in prima ed esclusiva italiana il 6 e 7 marzo al Teatro Comunale di Bologna – Comunale Nouveau (ore 20:30).

Cinquantaduenne originario di Saint-Priest, nella periferia di Lione, con genitori di origini algerine, quinto di sette figli con il sogno iniziale di diventare acrobata, Mourad Merzouki è oggi l’autore francese più rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. Attivo sin dalla fine degli anni Ottanta, dal 1996 è alla testa della sua Compagnie Kafig che proprio a Bologna festeggerà il trentennale della sua fondazione con 40 creazioni e 2 milioni di spettatori in 65 paesi.

“Beauséjour” è una riflessione sul passare del tempo e sulla trasformazione dei corpi. Una sorta di affresco voluto dal veterano dell’Hip Hop per fare un bilancio della propria parabola artistica e illuminare, quindi, con nuova luce gli elementi costitutivi della sua prassi coreografica: il corpo, l’energia, la ricerca della bellezza. “Guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo – ha affermato – la nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega”. Il coreografo esplora così i corpi che cambiano con l’età, trasformando i danzatori attraverso costumi e gestualità inedite.

Le sonorità electro-latine create ad hoc da Muller and Makaroff, il duo svizzero-argentino fondatore con il francese Philippe Cohen Solal a Parigi nel 1998 del gruppo musicale Gotan Project che è stato pioniere nella reinvenzione elettronica del tango, evocano qui una dimensione conviviale da “guinguette” (balera), un luogo di festa e memoria dove riaffiorano ricordi d’infanzia, primi amori e momenti condivisi con gli amici, sapientemente resa dallo scenografo Benjamin Lebreton, in cui è possibile udire i testi del MC e poeta urbano Fafapunk. In scena dialogano generazioni diverse: quattordici interpreti, giovani e anziani, non per contrapporsi, ma per mostrare il fluire del tempo. Si riflette così sull’inesorabile scorrere del tempo e sulla trasformazione dei corpi, perché la bella danza è universale e transgenerazionale.

“In questa nuova creazione, esploro il corpo al cospetto del tempo. Sto guardando con occhi nuovi e con impegno a come cambiano il movimento e la performance fisica. Alla mia età e dopo una carriera trentennale, i ballerini della mia generazione non hanno più lo stesso rapporto con il corpo. Eppure, nei nostri spettacoli e nelle nostre performance, continuiamo a celebrare la bellezza. Non cerchiamo più spettacolari prodezze fisiche, ma un’estetica diversa, che sia comunque aggraziata ed energica. Ho scelto di costruire una coreografia attorno a questa realtà. Quella del corpo che invecchia. La nostra società accetta il corpo e lo valorizza, ma entro i criteri specifici che si è imposta. In Beauséjour, guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega. Beauséjour è l’utopia sia di un passato che rinasce attraverso i ricordi, sia di un presente vissuto da corpi prominenti, gonfi e curvi. È una vera sfida coreografica per i ballerini hip-hop, che devono appropriarsi di nuovi movimenti, incarnando personaggi singolari molto lontani dalle loro esibizioni abituali” ha detto Merzouki.