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Sanremo, carpet elegante senza eccessi: prevalgono bianco nero

Sanremo, carpet elegante senza eccessi: prevalgono bianco nero

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Leo Gassmann con un mazzo di mimose in mano é stato il primo a sfilare sulla passerella blu dell’Eni Carpet che unisce Piazza Colombo all’ingresso del Teatro Ariston.

Tante persone sono arrivate per vedere da vicino i loro beniamini e hanno atteso a lungo dietro le transenne per ammirarli.

A conquistare i fotografi per i loro look le Bambole di pezza in bianco, versione spose rock, Patty Pravo in rosso e nero con giacca-mantello e tricorno, Arisa in una nuvola bianca, il duo Masini-Fedez in total black, Maria Antonietta, accompagnata da Colombre, con stivali psichedelici, J-Ax in stile country con cappello da cowboy, bastone e pelliccia, Samurai Jay che ha regalato fiori, Chiello con scarpe bianche con i tacchi, Dargen D’Amico a righe in bianco con cappotto con strascico trapuntato e Ditonellapiaga stilosissima in look optical con scarpe bicolor e pelliccia intonata. Totale cambio di look di Serena Brancale che sinè presentata in bianco e crema e capelli scuri.

E ancora, Elettra Lamborghini elegantissima in abito nero lungo con boa e scollatura a cuore, con collier scintillante, che ha infiammato la passerella ballando e ha chiuso la sfilata.

La sfilata dei cantanti in gara è stata arricchita da installazioni con design tecnologico che richiamano la scenografia del palco dell’Ariston. Durante i cinque giorni della kermesse, attraverso iniziative che coinvolgeranno anche content creator, 100 persone potranno percorrere l’Eni Carpet e scattare una foto ricordo esclusiva con lo sfondo di uno dei luoghi più iconici dell’evento.

Su Rogoredo Schlein attacca: Meloni si scusi. La premier: “Massimo rigore, nessuno scudo”

Su Rogoredo Schlein attacca: Meloni si scusi. La premier: “Massimo rigore, nessuno scudo”

Roma, 23 feb. (askanews) – “Chi indossa una divisa e rappresenta le Istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore. E con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili. La giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché – a differenza di quello che leggo – non esiste alcuno ‘scudo penale’”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene con una dichiarazione al termine di una giornata di polemiche dopo le notizie sul fermo di Carmelo Cinturrino, l’agente di polizia accusato di aver ucciso a Rogoredo Abderrahim Mansouri e di aver simulato la legittima difesa.

La Polizia è “perfettamente in grado di fare giustizia anche al proprio interno”, aveva assicurato già questa mattina il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Senza però evitare gli attacchi delle opposizioni.

“Il quadro che emerge dalle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura sulla grave e tragica vicenda di Rogoredo è una cosa che ci fa molto riflettere. È una tragedia su cui si è innestata subito una speculazione politica da parte della presidente del Consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale, hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato, penso che si debbano scusare”, accusa la segretaria del Pd Elly Schlein. La leader Dem chiede anche di eliminare “quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un’impunità preventiva”, il cosiddetto ‘scudo’, “che non chiedono nemmeno le forze dell’ordine”.

In Aula le opposizioni intervengono per chiedere che Piantedosi e Meloni riferiscano in Parlamento. Angelo Bonelli di Avs accusa il governo di “uso politico” dei fatti di cronaca. “Ci vorrebbero le scuse da parte della presidente Meloni, troppo occupata a decidere se partecipare o no al festival di Sanremo, del ministro Salvini, del ministro Piantedosi, del capogruppo Bignami”. La Lega, dice il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi, “ha usato una tragedia un quarto d’ora dopo che era avvenuta per provare a mettere una norma nel dl sicurezza che garantisse impunità su fatti” di questo genere. “Capito a cosa servono le indagini? A far sì che un poliziotto di questo tipo non sia più in giro”. Intanto, conclude, “quello che ha martellato il poliziotto” a Torino “non l’avete ancora preso”.

Salvini, da parte sua, non chiede scusa. Il ministro, nell’immediatezza del fatto, aveva scritto sui social: “Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato! Nel nuovo pacchetto sicurezza abbiamo previsto una norma che eviti che gli agenti vengano automaticamente indagati dopo essersi difesi. Io sto col poliziotto”. Questa mattina, parlando a Milano, il leader leghista non può che fare una mezza retromarcia: “Chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”, dice. Aggiungendo però che rifarebbe quel post perchè “io sto sempre e comunque con le forze dell’ordine a meno che non venga evidenziato che c’è qualche delinquente, visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano”.

Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si scusino. Meloni: implacabili con chi sbaglia, soprattutto se in divisa

Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si scusino. Meloni: implacabili con chi sbaglia, soprattutto se in divisa

Roma, 23 feb. (askanews) – I fatti di Rogoredo, con il fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri, fanno “riflettere”, la Meloni e Salvini hanno “speculato” e ora “si debbono scusare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della serata per il rilancio di ‘Rinascita’. “Il quadro che emerge dalle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura sulla grave e tragica vicenda di Rogoredo è una cosa che ci fa molto riflettere”, ha aggiunto. “È una tragedia – ha sottolineato – su cui si è innestata subito una speculazione politica da parte della presidente del Consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale, hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato, cioè penso che loro si debbano scusare”.

Meloni e Salvini, secondo la Schlein, si devono “scusare con la famiglia della persona uccisa, coi giudici, che hanno attaccato, definendo la loro scelta di fare l’indagine un errore grave”. E poi “penso si debbano scusare con le forze dell’ordine, che loro continuano a strumentalizzare ma che sono le prime interessate a che una magistratura indipendente, in questi casi, faccia il suo dovere, faccia le sue indagini, anche per fare piena luce, laddove chi sbaglia indossa l’uniforme”. Secondo la Schlein “le forze dell’ordine hanno il primo interesse a fare chiarezza e a far emergere la verità per difendere l’onore di tutti quegli agenti onesti che ogni giorno con dedizione, abnegazione, spirito di servizio fanno rispettare la legge, rispettandola”. “Quindi – ha concluso la Schlein – trovo grave che ci sia stata questa speculazione politica e mi aspetto che facciano, che facciano delle scuse. E mi aspetto pure che ci ripensino su quella parte del nuovo decreto sicurezza che inserisce un’impunità preventiva che non chiedono nemmeno le forze dell’ordine, mentre chiedono più risorse e più personale”.

La risposta della premier Meloni è arrivata in serata: “Chi indossa una divisa e rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore. E con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili”, ha sottolineato in una nota la presidente del Consiglio, commentando le notizie relative al fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri. In merito al fermo dell’agente Carmelo Cinturrino per l’uccisione di Abderrahim Mansouri “la giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché, a differenza di quello che leggo, non esiste alcuno scudo penale’”. “Leggo con sgomento gli ultimi sviluppi sull’uccisione di uno spacciatore nel noto ‘boschetto della droga’ di Rogoredo. Gli inquirenti ipotizzano che questo crimine sia legato a dinamiche connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, nelle quali sarebbe coinvolto anche l’agente di polizia che ha sparato. Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’ordine”, sottolinea nella nota la presidente del Consiglio.

“Provo profonda rabbia – aggiunge – all’idea che l’operato di chi tradisce la divisa possa ‘sporcare’ il lavoro dei tantissimi uomini e donne che, ogni giorno, ci proteggono e difendono la nostra sicurezza, con abnegazione, sacrificio e senso delle Istituzioni. Servitori dello Stato nei confronti dei quali, invece, dobbiamo tutti essere riconoscenti. Come dobbiamo essere riconoscenti in particolare alla Polizia di Stato che, su delega della Procura di Milano, sta svolgendo le indagini sui propri agenti coinvolti in questa tragica vicenda, al solo fine di far emergere la verità”.

In mattinata c’era stato anche l’intervento del vicepremier Matteo Salvini: “Penso soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa. Detto questo, chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa” , ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, commentando – a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano – il fermo del poliziotto gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim, a Rogoredo. Matteo Salvini però rifarebbe il post sui social con cui si era schierato a sostegno del poliziotto che ha sparato a Rogoredo: “Assolutamente sì”, risponde ai giornalisti, a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano. “Io sto con le forze dell’ordine. Se poi si dimostrerà che questo era un delinquente, io non sto con i delinquenti”, dice commentando il fermo del poliziotto, indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim.

“Io non mi pentirò mai di stare sempre e comunque dalla parte delle forze dell’ordine. Sono centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa che rischiano la vita per salvare le nostre vite. Se uno su 100.000 commette un reato, per me paga e paga anche il doppio. Perché manca di rispetto ai suoi colleghi che oggi stanno rischiando la vita in strada per contrastare spacciatori, ladri e delinquenti”, insiste il vice premier e segretario della Lega. “Io sto sempre e comunque con le forze dell’ordine a meno che non venga evidenziato che c’è qualche delinquente, visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano”.

E, anche con lo “scudo penale” per le forze dell’Ordine proposto dalla Lega, le indagini che hanno portato al fermo del poliziotto che ha sparato a Rogoredo sarebbero comunque state svolte, sostiene il vice premier e segretario della Lega Matteo, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano.

Alla domanda se la vicenda dimostri la necessità di indagini della magistartura in casi simili, Salvini risponde: “Sì, ma per quello che mi riguarda non deve essere automatico. Se è palese e lampante la legittima difesa è un conto. In questo caso evidentemente c’è qualcosa che va oltre e le testimonianze dei suoi colleghi lo dimostrano”. Ma con lo scudo penale che la Lega vuole queste indagini non ci sarebbero state? “No. Non c’è l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Se ci sono evidenze di crimine è chiaro che come in questo caso si indaga e si arresta. A me semplicemente sta a cuore che chi indossa una divisa venga rispettato, visto che purtroppo c’è gente che parla di sbirri, assassini, di carabinieri da colpire e cerca di sabotare i treni e l’Alta Velocità per danneggiare l’Italia e gli italiani. Quindi non confondiamo una mela marcia con centinaia di migliaia di donne e di uomini che rischiano la vita per salvare le vostre e le nostre vite. Tutti ci siamo fidati delle parole di quel poliziotto, i suoi colleghi in primis. Ma ben vengano le indagini che fanno uscire una mela marcia su 100”.

A Sanremo vigilia con polemica: La Russa attacca su Pucci, Meloni smentisce la sua presenza

A Sanremo vigilia con polemica: La Russa attacca su Pucci, Meloni smentisce la sua presenza

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Non c’è Festival senza polemiche. Lo ha detto anche Fiorello che, collegandosi con la sala roof del Teatro Ariston, ha augurato a Carlo Conti “tante polemiche”. Subito accontentato. Alla prima conferenza stampa del Festival di Sanremo, a 24 ore dalla prima serata della kermesse, torna all’Ariston la discussione sulla mancata partecipazione del comico Andrea Pucci. Conti nega che ci siano state pressioni da parte del governo Meloni. “Fantascienza pura, l’ho già detto – ribadisce il conduttore e direttore artistico per il secondo anno consecutivo – la mia storia parla per me, ho avuto sempre la Rai dalla mia parte ma in assoluta autonomia, nessuno mi ha obbligato o tirato per la giacca, ringrazio tutti i dirigenti Rai che ci hanno lasciato sempre autonomia”. Conti ammette: “Non pensavo che la partecipazione di Pucci suscitasse tutte queste polemiche, ha fatto programmi di successo, è stato ospite in tante trasmissioni…. Poi ha scelto di non venire, non se l’è sentita…forse ricordandosi quanto accaduto qualche anno fa a Crozza, quando arrivando sul Palco dell’Ariston, nel 2013, vestito da Silvio Berlusconi, venne fischiato e insultato durante il suo show”.

Tra Sanremo e Roma, Festival e politica si intrecciano. A intervenire il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Ho visto nei video la conferenza stampa di Carlo Conti a Sanremo e ha correttamente detto che Pucci era stato invitato senza pressione da parte di alcuno e che per sua scelta ha deciso di non andare dopo le intollerabili accuse, minacce, aggressioni che gli sono state rivolte da chi lo accusava in sostanza di non essere di sinistra”, ha sottolineato sui social. “Capisco Pucci, capisco che non abbia voluto mettere a rischio la propria immagine di professionista di fronte a chi magari poteva fargli un agguanto nella serata di Sanremo, ma da parte del conduttore Conti mi aspetto qualcosa di più che dire ‘vabbè. Pazienza, ha deciso lui’. Mi aspetto magari una sorpresa, ci sono tanti modi per ripagare dell’ingiusta sofferenza e dell’ingiusto obbligo di rinunzia che ha costretto Pucci a gettare la spugna. Ci sono tanti modi per ripagarlo, sta al conduttore trovarne uno per fare comunque risultare in qualche modo la presenza riparatoria da parte di Pucci”, ha detto ancora La Russa.

In conferenza stampa fanno capolino nuovamente anche i rumors sulla possibile partecipazione della premier Giorgia Meloni all’Ariston. “Non credo che debba venire al Festival, poi è una cittadina libera, se compra il biglietto può venire. Non decido io chi può venire o meno al Festival”, taglia corto Carlo Conti. “Io sono un uomo libero, e ci tengo a questo, ci tengo a essere indipendente il più possibile. Per molti di voi anni indietro ero renziano, ora sono meloniano, domani sarò cinquestelle? Sono libero e in televisione sono orgogliosamente giullare”.

A smentire la sua partecipazione è stata la stessa premier. “Leggo da giorni di una mia presunta partecipazione alla prima serata di Sanremo. Una notizia totalmente inventata, smentita immediatamente da Palazzo Chigi e successivamente dallo stesso Carlo Conti. Eppure – aggiunge – la storia continua: dopo la smentita, oggi il conduttore è stato nuovamente incalzato in conferenza stampa su questa mia fantomatica presenza. A questo punto forse conviene ricordare a chi inventa notizie di sana pianta che il FantaSanremo è un gioco divertente per gli appassionati del Festival. Le notizie, invece, dovrebbero restare nel mondo reale. Nel frattempo io continuo a fare il mio lavoro. E sono sicura che Sanremo saprà brillare senza ospiti immaginari. Perché è la più grande festa della musica italiana, e non serve infilarci a forza la polemica politica”, conclude.

Tornando alla musica, all’Ariston si sono succeduti alle prove generali i 30 artisti in gara. Un Festival nel segno di Pippo Baudo, come lo ha definito Carlo Conti. “Pop, rock, rap, ballad, ritmi diversi: un mix fondamentale per raccontare la musica italiana di oggi. Rispetto all’anno scorso, a Sanremo penso ci siano ancora più varietà e freschezza, e ogni esibizione è studiata come uno spettacolo a sé, per un’edizione del Festival che dedichiamo con grande affetto al nostro ‘maestro’, Pippo Baudo”, ha concluso Conti. Il conduttore sarà affiancato per tutte le cinque serate da Laura Pausini, mentre di giorno in giorno si affiancheranno anche alcuni co-conduttori: Can Yaman, martedì; Pilar Fogliati, Achille Lauro, Lillo, mercoledì; Irina Shayk, giovedì; Bianca Balti venerdì; Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica, sabato. “La prima volta che sono venuta qui al Festival avevo 18 anni, nel 1993 – ha aggiunto Laura Pausini – ero più ingenua e innocente, e avevo un po’ paura e negli anni a seguire (nel 1994) – l’ultima volta che mi sono seduta qui -. Ora mi sento più serena, più tranquilla, in fondo ho sempre sognato di essere qui”. E comunque “ho pronto il Lexotan…”.

(di Serena Sartini)

Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si devono scusare

Rogoredo, Schlein: Meloni e Salvini si devono scusare

Roma, 23 feb. (askanews) – I fatti di Rogoredo fanno “riflettere”, la Meloni e Salvini hanno “speculato” e ora “si debbono scusare”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein a margine della serata per il rilancio di ‘Rinascita’.

“Il quadro che emerge dalle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura sulla grave e tragica vicenda di Rogoredo è una cosa che ci fa molto riflettere”, ha aggiunto.

“È una tragedia – ha sottolineato – su cui si è innestata subito una speculazione politica da parte della presidente del Consiglio Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, che pur di attaccare i giudici in vista del referendum costituzionale, hanno una volta ancora strumentalizzato gravemente un fatto di cronaca. Io penso che questo vada stigmatizzato, cioè penso che loro si debbano scusare”.

Consiglio Ue adotta definitivamente misure per settore vitivinicolo

Consiglio Ue adotta definitivamente misure per settore vitivinicolo

Milano, 23 feb. (askanews) – Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato in via definitiva il regolamento che aggiorna il quadro normativo del settore vitivinicolo. La riforma interviene su più fronti, con l’obiettivo di contenere gli squilibri produttivi e rafforzare le difese delle aziende di fronte ai rischi climatici. In particolare si punta ad ampliare le coperture finanziarie per gli investimenti legati all’adattamento ai cambiamenti climatici, consentendo agli Stati membri di coprire fino all’80% dei costi ammissibili con fondi Ue. Tra le novità figurano anche criteri più chiari per i vini a bassa o nulla gradazione: si va dalla dicitura “alcol free” per prodotti sotto lo 0,5% fino a “0,0%” per quelli inferiori allo 0,05%, mentre la definizione “a ridotto contenuto alcolico” sarà riservata a vini con una gradazione almeno del 30% più bassa rispetto allo standard.

Sul versante della gestione del mercato, le risorse europee potranno essere utilizzate anche per l’estirpazione definitiva dei vigneti, misura pensata per stabilizzare l’offerta. Per distillazione e vendemmia verde resta invece un limite massimo del 25% di sostegno nazionale per ciascun Paese. Viene inoltre superata la scadenza del regime dei diritti di impianto, sostituita da una revisione periodica ogni dieci anni. Il regolamento diventerà applicabile venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Tra le altre disposizioni, cè anche la modifica di diretto interesse per il comparto delle bevande spiritose a Indicazione Geografica relativa all’eliminazione dell’obbligo di riportare il nome del produttore nello stesso campo visivo dell’Indicazione Geografica. Per AssoDistil “si tratta di un risultato significativo per il settore, raggiunto grazie a un intenso lavoro di squadra che ci ha visto operare in stretto coordinamento con oriGIn e con spiritsEUROPE, al fine di tutelare i produttori delle IG delle bevande spiritose e, al contempo, garantire al consumatore un’informazione corretta, chiara e non fuorviante”.

AssoDistil ricorda che la produzione di una bevanda spiritosa a IG “non è legata esclusivamente al rispetto di un Disciplinare di produzione, riconosciuto e tutelato sia a livello nazionale sia europeo, ma è sottoposta a un sistema di controlli lungo tutta la filiera produttiva da parte di organismi di vigilanza certificati. Nel caso italiano, tali controlli sono affidati ad ADM Cert, organismo strettamente collegato all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che assicura la verifica puntuale del rispetto delle prescrizioni e la tracciabilità del prodotto. La semplificazione dell’etichettatura – conclude – si inserisce in questo contesto come uno degli strumenti utili a rendere l’informazione più chiara ed efficace, rafforzando la fiducia del consumatore e la competitività delle imprese”.

Caso Epstein, arrestato a Londra l’ex ambasciatore Peter Mandelson

Caso Epstein, arrestato a Londra l’ex ambasciatore Peter Mandelson

Roma, 23 feb. (askanews) – L’esponente laburista ed ex ex ambasciatore a Washington (nominato da Starmer) Peter Mandelson è stato arrestato a Londra per sospetto di abuso d’ufficio. Lo scrive la Bbc.

“Gli agenti hanno arrestato un uomo di 72 anni con l’accusa di abuso d’ufficio”, si legge in un comunicato della polizia londinese che come di consueto non specifica il nome. “È stato arrestato a un indirizzo a Camden oggi ed è stato portato in una stazione di polizia di Londra per essere interrogato”, aggiunge la nota. “Questo fa seguito a mandati di perquisizione emessi a due indirizzi nelle zone del Wiltshire e di Camden”, si legge ancora.

La polizia Metropolitana ha confermato all’inizio di questo mese di aver avviato un’indagine penale per accuse di abuso d’ufficio a carico di Mandelson. Ciò è avvenuto in seguito alla pubblicazione di email da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ), che hanno portato ad accuse secondo cui Lord Mandelson avrebbe inoltrato informazioni al defunto finanziere americano Jeffrey Epstein quando era Segretario alle Imprese sotto l’ex primo ministro Gordon Brown.

La dj e producer Georgia Mos si immerge nell’atmosfera di Sanremo

La dj e producer Georgia Mos si immerge nell’atmosfera di Sanremo

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Georgia Mos, una delle donne dj e producer più seguite d’Italia con migliaia di followers, nonché uno dei volti di spicco della scena dance ed house mondiale inserita anche nella classifica top Djane Mag tra le migliori dj al mondo, è pronta a vivere una settimana intensa al Festival di Sanremo 2026 tra eventi dal vivo e conduzione, a partire da lunedì 23 Febbraio quando sarà al fianco di Marino Bartoletti per condurre il Golden Gala al Morgana, una speciale serata di premiazioni che vedrà protagonisti artisti iconici come Patty Pravo e Arisa, in un evento che celebra la musica italiana in tutte le sue mille sfumature.

Le sorprese non finiscono qui…L’eclettica dj dal carattere cosmopolita e globale che ha saputo conquistare le folle dei palchi più prestigiosi al Mondo grazie allo straordinario carisma delle sue performance, Giovedì 26 febbraio, sarà special guest al Victory Morgana Bay, dove animerà il gala della New Gig promotion con un dj set esclusivo studiato per creare un’atmosfera elegante e coinvolgente.

Venerdì 27 e sabato 28 Febbraio invece Georgia Mos scenderà in piazza Muccioli con un doppio e irrinunciabile appuntamento live come dj ufficiale di Radio RDS dove dalle 18:00 alle 19:00, sarà pronta ad infiammare il palco e far scatenare il pubblico sanremese, portando così la sua musica direttamente tra il pubblico del Festival e trasformando la piazza in un vero e proprio dancefloor a cielo aperto.

“Sono davvero onorata di portare suonare sempre nella mia amata città di Sanremo durante Il Festival – dichiara Georgia Mos – cercherò di portare solo good vibes ed energia allo stato puro senza dimenticare il mio mondo musicale tra sonorità afro house ed elettroniche. Suonare nella città in cui ho iniziato a muovere i primi passi in musica mi riempie il cuore di emozioni uniche. Anche se negli ultimi anni le donne dj hanno più spazio e più credibilità nel mondo musicale internazionale penso in generale ci sia ancora parecchia strada da fare – prosegue Georgia Mos – Fortunatamente io ho sempre avuto supporto da parte dei miei colleghi, ancora troppo spesso però noto come per alcuni sia “strano” vedere o ascoltare una donna in consolle. Io continuo a lavorare sodo e non mi arrendo, sogno nuove collaborazioni e continuo a produrre, spero un giorno di poter condurre un programma radiofonico o televisivo tutto mio” Una presenza poliedrica quella di Georgia Mos, tra conduzione, premi e dj set, che conferma il suo ruolo di artista versatile e in grado di unire spettacolo, musica e intrattenimento con uno stile unico e inconfondibile Conosciuta come una delle migliori dj e producer tra le donne più acclamate della scena contemporanea, Georgia Mos ha raggiunto in parecchi anni di gavetta una popolarità sempre maggiore che l’ha portata nel corso degli anni a collaborazioni di prestigioso internazionale. Il suo brano “If you had my love”, re-work della celebre hit di J.Lo, ha raggiunto in poco tempo oltre 4 milioni di ascolti su Spotify, sino alla recente collaborazione discografica con l’artista svizzera Pull N Way nel brano “Will you follow me?”, sono solo alcune delle chicche a cura di Georgia Mos. Tra i suoi grandi successi anche “Call 911” feat Ella Loponte e “Amami a tempo” disco cantato e co-prodotto da Georgia per Universal Music, Ego Music “Y U?” feat Nino Lucarelli, e la sua imperdibile versione remix de “la primavera” di Jovanotti che ha riscosso un grandissimo successo di pubblico Georgia, originaria di Sanremo ma cittadina del mondo e con una cultura “open mind” si appassiona sin dalla tenera età alla musica studiando da ragazzina canto e chitarra classica. L’amore incondizionato per la musica la porta da subito a viaggiare per il mondo, fino a stabilirsi a Londra dove coltiva la sua passione per il Djing e la musica elettronica. Memorabili le sue esibizioni in alcuni tra i più importanti locali come il “Nikki Beach” di Miami, il “1 OAK” di New York, “Vip room” di Cannes e il “Privilege” di Ibiza, solo per citarne alcuni, locali in cui suonare per una donna non è proprio all’ordine del giorno, ma Giorgia ha sdoganato ogni limite con la sola forza della sua musica. In Italia invece il successo arriva nel 2016, anno in cui approda nel programma televisivo “TOP DJ” in onda su Italia Uno, come unica concorrente donna. Il successo televisivo la porta in giro per le consolle più importanti d’Italia ed Europa tanto che nel 2017 inizia il suo tour in Asia (China, India e Nepal) in alcuni tra i più importanti club, venendo premiata come “Best New Comer Djane” nella classifica di Djane Mag mondiale. Nello stesso anno è stata scelta da Adidas per suonare a San Siro. Nel Marzo 2018 esce la sua prima release “Tan Bueno” (Sosumi Record) presentata a Miami durante la Winter Music Conference. Nel 2019 pubblica “See the light” “Maya”, dischi che le apriranno le porte verso nuovi paesi quali l’Indonesia, Croazia e Scozia. Negli anni pubblica diversi dischi in collaborazione con producers e artisti internazionali superando i 3 milioni di streaming su spotify e collabora con Radio M2o nel 2017 e Radio Zeta nel 2021 come inviata speciale durante il “Festival di Sanremo”. Ha sfilato più volte sul Red Carpet del Festival del Cinema di Venezia suonando come dj officiale di Cartier. Tra i suoi brani più celebri anche la versione remix de “la primavera” di Jovanotti.

”Slow Wine Fair 2026″, Zuppi e Petrini: vino come comunità di destino

”Slow Wine Fair 2026″, Zuppi e Petrini: vino come comunità di destino

Milano, 23 feb. (askanews) – A “Slow Wine Fair 2026” a BolognaFiere il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, e Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, hanno dialogato con giovani viticoltori e viticoltrici sul vino come responsabilità sociale e sulla necessità di passare da una logica di competitività a una di condivisione e cooperazione. Il confronto si è inserito nel tema guida di questa quinta edizione, il vino come esperienza culturale e sociale oltre che prodotto, con implicazioni che chiamano in causa lavoro, giustizia sociale e responsabilità individuale e collettiva.

“È fondamentale parlare ai giovani che oggi producono vino, questa nuova generazione deve assumersi responsabilità che un tempo non erano condivise. Il vino è diventato elemento identitario, portatore di una dimensione culturale nuova” ha affermato Petrini, che ha richiamato il passaggio dalla convinzione, propria dell’era industriale, di risorse considerate infinite alla consapevolezza della loro finitezza nel tempo della transizione ecologica. “Se non cambiamo abitudini e pensiero, il rischio è concreto – ha ricordato – il sistema alimentare è tra i primi responsabili dello sconquasso ambientale: il 30% del cibo viene sprecato mentre milioni di persone soffrono la fame”.

Petrini ha sostenuto che una crescita senza limiti e la concentrazione esclusiva sul profitto spingono verso un punto di non ritorno, indicando come alternativa una produzione fondata su beni comuni e beni di relazione. “Non è possibile concentrare la qualità del vino solo sull’aspetto organolettico: senza una componente di responsabilità sociale, questo sistema è destinato a scomparire” ha proseguito, ricordando le condizioni di lavoro dei migranti in agricoltura e la necessità di percorsi di inclusione. “La gastronomia è coscienza – ha rimarcato – significa superare il profitto come unico fine e aprirsi al bene comune”.

“Spesso è il mercato a dettare le scelte ma dobbiamo dimostrare che il buono, pulito e giusto non è un’utopia: è l’unico modo per sopravvivere e garantire un futuro per tutte e tutti” ha dichiarato il cardinale Zuppi nel suo intervento, che sul tema della proprietà e del possesso ha messo in guardia dalla deriva individualistica: “Quando pensi di possedere, entri in una logica distruttiva. L’espressione ‘Meno è di più’ ribadita nella ‘Laudato Si’ di Papa Francesco significa liberarsi dal consumismo e dallo spreco”. Zuppi ha quindi legato il senso del lavoro alla ricostruzione di comunità e relazioni, soprattutto nelle aree interne. “Nelle piccole realtà c’è un’attenzione alla persona che nelle grandi dimensioni rischia di perdersi nei numeri – ha evidenziato – e per ritrovare il senso dei nostri giorni dobbiamo capire che siamo una comunità di destino”.

Nel rispondere alle domande dei giovani vigneron, Zuppi ha insistito sull’importanza di ricostruire il senso di comunità. “Quando domina l’Io si perde il senso delle relazioni. Invece la comunità è pensarsi insieme. Nella cura della comunità, della casa in cui vive, c’è la possibilità di trovare il senso della vita. Quando comprendiamo di essere una comunità di destino, superiamo l’idolatria del possesso e del profitto, che è deformante e ci fa male”.

“Siamo in un tempo di cambiamento che deve essere vissuto con gioia” ha spiegato Petrini, aggiungendo che “passare da una logica di competizione alla condivisione e alla cooperazione è una forma di libertà”, proponendo l’idea di “co-produttori”, cittadini consapevoli che sostengono con le proprie scelte chi privilegia pratiche giuste e sostenibili. “La fraternità è condizione indispensabile per la giustizia e l’uguaglianza. Senza fraternità non c’è futuro. Ai giovani dico: portate avanti ciò che fate con orgoglio. E noi, come co-produttori, ci impegniamo a valorizzarlo” ha concluso.

La “Slow Wine Fair 2026” porta al centro il tema del lavoro in vigna e lancia un messaggio netto: “Il vino è buono solo se giusto”. A pochi giorni dal riavvio del tavolo anticaporalato al ministero del Lavoro, avvenuto il 19 febbraio, la manifestazione in corso a BolognaFiere fino al 24 febbraio, che riunisce 1100 aziende vitivinicole italiane e Cantine da 28 Paesi, ha dedicato anche uno spazio di confronto alle condizioni dei lavoratori agricoli, legando il valore del vino anche alla qualità del lavoro e delle relazioni lungo la filiera.

Il punto di partenza è la constatazione che l’agricoltura, e con essa la filiera del vino, continua ad essere esposta a forme di sfruttamento sia palesi, come il caporalato, sia più difficili da intercettare, come quelle che possono emergere in alcuni contesti cooperativi. “Bere un buon vino non ha nulla a che fare con il nutrimento quotidiano, è piuttosto un’esperienza gastronomica, conviviale” ha dichiarato Serena Milano, direttore generale di Slow Food Italia, a margine del convegno “Il mondo in vigna, il giusto nel bicchiere”, primo dei quattro incontri ospitati dall’”Arena Reale Mutua”, spiegando che “questa dimensione sociale e culturale fa sì che sia ancora più importante avere la certezza che quel vino non sia il frutto dello sfruttamento di ragazzi vulnerabili, perché soli e poveri in un paese straniero. Tra i filari delle vigne la maggioranza dei lavoratori è rappresentata da immigrati, e allora il vino può e deve diventare il veicolo per riconoscere e remunerare con equità il loro lavoro, le loro competenze, il loro contributo essenziale a una delle filiere più identitarie del nostro Paese”.

Foto di Michele Purin

Sanremo, alle prove sbancano Eddie Brock, Ditonellapiaga e Sal Da Vinci

Sanremo, alle prove sbancano Eddie Brock, Ditonellapiaga e Sal Da Vinci

Sanremo, 23 feb. (askanews) – I più applauditi, tra giornalisti e addetti ai lavori, sono stati Ditonellapiaga, Eddie Brock, Sal Da Vinci che, anche se con un pizzico di sfortuna per i microfoni non settati, ha fatto ballare l’Ariston. Prove generali in Teatro alla vigilia del Festival di Sanremo, che apre domani sera il sipario della sua 76esima edizione.

A rompere il ghiaccio è stata Arisa che con il suo brano “Magica favola”, ha confermato una esibizione stile Disney. E poi uno dopo l’altro i 30 big in gara. Dargen D’Amico ha sfoggiato una scenografia spaziale, in linea con il suo brano sull’Intelligenza Artificiale. Enrico Nigiotti che, interpretando il brano “Ogni volta che non so volare”, aveva alle spalle dei grandi orologi.

Ditonellapiaga con grandi scritte alle spalle con il titolo del suo brano “Che fastidio!”, circondata da ballerini, ha dovuto ripetere la performance per problemi tecnici. Stesso copione per Sal Da Vinci. Il cantante napoletano però non si è scoraggiato e anzi ha improvvisato un balletto, riscuotendo una vera e propria ovazione da parte del pubblico presente in Teatro.

Alle prove generali sempre presente il conduttore e direttore artistico Carlo Conti. In prima fila anche Laura Pausini, co-conduttrice in tutte le serate.

Con le prove generali si entra davvero nel vivo del Festival di Sanremo. Questa sera il green carpet dei 30 big, ovvero la sfilata e il bagno di folla con il pubblico che già da ore è in attesa davanti all’Ariston per salutare gli artisti.