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Niente intesa su premierato,barricate Lega per anti ribaltone

Niente intesa su premierato,barricate Lega per anti ribaltoneRoma, 30 gen. (askanews) – Alla fine tutti si affannano a sminuire, a dire che nella sostanza l’accordo politico c’è e che al massimo si tratta di sistemare qualche virgola qui o modificare qualche parolina lì, perché quando si tocca la Costituzione “va misurato tutto”. “Non è questione che si liquida in mezz’ora”, spiega la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati. Il dato di fatto, però, è che il primo round della riunione di maggioranza convocata per discutere degli emendamenti condivisi da presentare al premierato si è concluso con un nulla di fatto. Si riprende domani alle 13 e chissà se il nuovo summit sarà risolutivo in vista del 5 febbraio, termine fissato per la presentazione delle proposte di modifica in commissione al Senato. Anche perché, a dispetto delle dichiarazioni di circostanza, il nodo politico c’è eccome: la Lega si è infatti presentata agguerrita e pronta a difendere la norma anti ribaltone.

La base di partenza della discussione sono stati i sette emendamenti predisposti dal presidente della commissione, e relatore del provvedimento, il super meloniano Alberto Balboni. Ai partecipanti (oltre ai ministri Casellati e Ciriani, i capiguppo e i componenti di maggioranza della commissione stessa) è stato dunque distribuito un foglio con una griglia: in una colonna il testo originale, nell’altra il testo preparato da Balboni, dunque le proposte emendative studiate dal ministro delle Riforme. Sin da subito, raccontano da Fratelli d’Italia, il presidente dei senatori del Carroccio, Massimiliano Romeo, si è mostrato meno accomodante rispetto al vertice precedente. Ma è stato quando si è arrivati a discutere del cosiddetto secondo premier (norma scritta da Roberto Calderoli) che il suo tono si è decisamente accalorato.

La proposta su cui si sta ragionando è infatti quella di un ‘simul stabunt-simul cadent’ temperato, in base al quale in caso di sfiducia del Parlamento si torna a votare. A giudizio di Romeo c’è il rischio di ritrovarsi un “potere di ricatto non scritto”. “E se un premier impazzisce? Non ragioniamo sulla nostra premier di adesso – avrebbe argomentato il capogruppo leghista – ragioniamo sul Di Maio di turno”. Argomentazioni di fronte alle quali, viene riferito, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha invitato a ribaltare la prospettiva, ossia a riflettere invece sul rischio di ritrovarsi nel paradosso di un Parlamento che resta lì anche dopo aver sfiduciato il premier grazie al quale è stato eletto. Anche Balboni ha replicato ricordando che si sta parlando di una elezione diretta del premier: “Lasciamogli almeno questo potere. Con la norma nella versione attuale ha pure meno poteri di adesso”. Casellati avrebbe invece spiegato che non si mina il parlamentarsimo dal momento che le Camere possono sempre decidere di far passare, o non passare, un provvedimento. Al di là della difesa nel merito della norma anti ribaltone, in Fratelli d’Italia sono convinti che la posizione della Lega sia un modo per tirare la corda in vista del passaggio parlamentare dell’Autonomia alla Camera.

Il Carroccio punta al via libera definitivo prima delle Europee mentre il partito della premier non sembra avere fretta. C’è poi anche la questione del terzo mandato per i governatori, che Salvini vorrebbe per assicurarsi ancora Luca Zaia alla guida del Veneto. Tra le proposte di modifica del premierato c’è infatti anche il limite dei due mandati per il presidente del Consiglio, cosa che metterebbe una pietra tombale sull’aspirazione leghista. Sul tavolo è stata messa anche l’opzione avanzata dal ministro Casellati, ovvero di prevedere tre mandati se i due precedenti non sono durati più di sette anni e sei mesi.

Ilaria Salis, il padre: lo Stato italiano non è stato molto reattivo

Ilaria Salis, il padre: lo Stato italiano non è stato molto reattivoMilano, 30 gen. (askanews) – “Lo Stato italiano non è stato molto reattivo a tutti i livelli, c’è una sensibilità diversa a queste istanze nel momento in cui c’è una forte pressione mediatica”. Lo ha detto ai microfoni del Tg1 Roberto Salis, il padre di Ilaria, l’italiana in carcere a Budapest, in Ungheria, con l’accusa di aver partecipato ad una aggressione nei confronti di due neonazisti.

La donna, 39 anni, è stata mostrata in un’aula di un tribunale ungherese in catene, con le manette ai polsi, e i piedi legati da ceppi di cuoio con dei lucchetti.

Salis,Schlein: perché governo Italia non si attiva per suo rientro?

Salis,Schlein: perché governo Italia non si attiva per suo rientro?Roma, 30 gen. (askanews) – “Ilaria Salis deve tornare in Italia. C’è una decisione-quadro del Consiglio europeo che permetterebbe di farla tornare in Italia ai domiciliari e non si capisce perché il governo non si attivi con ogni forza per far rispettare i diritti fondamentali di una cittadina italiana, quando ieri dalle immagini che abbiamo visto, abbiamo avuto conferma che è detenuta in condizioni assolutamente inumane e inaccettabili”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti alla Camera.

“Vedere una donna legata mani e piedi e trascinata con un guinzaglio meriterebbe lo sdegno di tutti e l’utilizzo di ogni canale, istituzionale ma pure politico visto che Orban è amico loro, per farla rientrare in Italia. Spiace che anche in questa circostanza si levino voci dalla maggioranza che sembrano invece giustificare questo tipo di trattamento “.

Premierato, niente intesa al vertice della maggioranza. La Lega sulle barricate per la norma anti ribaltone

Premierato, niente intesa al vertice della maggioranza. La Lega sulle barricate per la norma anti ribaltoneRoma, 30 gen. (askanews) – Alla fine tutti si affannano a sminuire, a dire che nella sostanza l’accordo politico c’è e che al massimo si tratta di sistemare qualche virgola qui o modificare qualche parolina lì, perché quando si tocca la Costituzione “va misurato tutto”. “Non è questione che si liquida in mezz’ora”, spiega la ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati. Il dato di fatto, però, è che il primo round della riunione di maggioranza convocata al Senato per discutere degli emendamenti condivisi da presentare al premierato si è concluso con un nulla di fatto. Si riprende domani alle 13 e chissà se il nuovo summit sarà risolutivo in vista del 5 febbraio, termine fissato per la presentazione delle proposte di modifica in commissione al Senato. Anche perché, a dispetto delle dichiarazioni di circostanza, il nodo politico c’è eccome: la Lega si è infatti presentata agguerrita e pronta a difendere la norma anti ribaltone.

La base di partenza della discussione sono stati i sette emendamenti predisposti dal presidente della commissione, e relatore del provvedimento, il super meloniano Alberto Balboni. Ai partecipanti (oltre ai ministri Casellati e Ciriani, i capiguppo e i componenti di maggioranza della commissione stessa) è stato dunque distribuito un foglio con una griglia: in una colonna il testo originale, nell’altra il testo preparato da Balboni, dunque le proposte emendative studiate dal ministro delle Riforme. Sin da subito, raccontano da Fratelli d’Italia, il presidente dei senatori del Carroccio, Massimiliano Romeo, si è mostrato meno accomodante rispetto al vertice precedente. Ma è stato quando si è arrivati a discutere del cosiddetto secondo premier (norma scritta da Roberto Calderoli) che il suo tono si è decisamente accalorato.

La proposta su cui si sta ragionando è infatti quella di un ‘simul stabunt-simul cadent’ temperato, in base al quale in caso di sfiducia del Parlamento si torna a votare. A giudizio di Romeo c’è il rischio di ritrovarsi un “potere di ricatto non scritto”. “E se un premier impazzisce? Non ragioniamo sulla nostra premier di adesso – avrebbe argomentato il capogruppo leghista – ragioniamo sul Di Maio di turno”. Argomentazioni di fronte alle quali, viene riferito, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha invitato a ribaltare la prospettiva, ossia a riflettere invece sul rischio di ritrovarsi nel paradosso di un Parlamento che resta lì anche dopo aver sfiduciato il premier grazie al quale è stato eletto. Anche Balboni ha replicato ricordando che si sta parlando di una elezione diretta del premier: “Lasciamogli almeno questo potere. Con la norma nella versione attuale ha pure meno poteri di adesso”. Casellati avrebbe invece spiegato che non si mina il parlamentarsimo dal momento che le Camere possono sempre decidere di far passare, o non passare, un provvedimento. Al di là della difesa nel merito della norma anti ribaltone, in Fratelli d’Italia sono convinti che la posizione della Lega sia un modo per tirare la corda in vista del passaggio parlamentare dell’Autonomia alla Camera.

Il Carroccio punta al via libera definitivo prima delle Europee mentre il partito della premier non sembra avere fretta. C’è poi anche la questione del terzo mandato per i governatori, che Salvini vorrebbe per assicurarsi ancora Luca Zaia alla guida del Veneto. Tra le proposte di modifica del premierato c’è infatti anche il limite dei due mandati per il presidente del Consiglio, cosa che metterebbe una pietra tombale sull’aspirazione leghista. Sul tavolo è stata messa anche l’opzione avanzata dal ministro Casellati, ovvero di prevedere tre mandati se i due precedenti non sono durati più di sette anni e sei mesi.

Libri per l’impresa, un vademecum per la gestione finanziaria

Libri per l’impresa, un vademecum per la gestione finanziariaMilano, 30 gen. (askanews) – In Italia, secondo l’ultimo censimento ISTAT di novembre 2023, esistono 280mila imprese, di cui il 78,9% sono micro (3-9 addetti) e il 18,5% piccole (10-49 addetti). Le medie (50-249 addetti) e le grandi (con 500 addetti e oltre) sono solo il 2,2% e lo 0,4% del totale. In questo scenario, in cui studi di professionisti e PMI si confermano ancora come il cuore economico del Paese, l’80,9% è costituito da imprese di famiglia, dove si intersecano scenari di passaggi generazionali da gestire, organizzazione ereditaria e necessità di competenze gestionali che, secondo quanto rilevato da Partner d’Impresa nella sua attività consulenziale, non sempre sono interiorizzate a dovere. Il tessuto imprenditoriale italiano è formato da grandi artigianalità, saperi specifici e professionalità profilate che però faticano a esprimersi al massimo del proprio potenziale per una mancanza di competenze base nella gestione aziendale, fondamentali per comprendere come migliorare i profitti, gestire la pressione fiscale e puntare a una reale crescita della propria attività.

“Da utili a patrimonio” è il libro scritto da Sonia Canal, Chief Operations Officer di Partner d’Impresa, network professionale in franchising, che riunisce commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati, esperti in privacy e sicurezza e specialisti di finanza agevolata. Il volume, edito da Engage Editore, affronta in tre macro sezioni gli aspetti fondamentali della gestione finanziaria, fornendo esempi pratici e schemi di confronto per acquisire la comprensione di alcuni principi di funzionamento fondamentali. La prima parte è dedicata a esaminare la differenza tra utili di esercizio e liquidità effettiva, per imparare a formulare prodotti in grado di generare guadagni i reali. La seconda parte spiega come ricavare dai profitti reali un patrimonio personale protetto, ragionando anche su come pianificare lo sviluppo di un’eredità aziendale proficua. Infine, il terzo capitolo presenta gli strumenti utili per la diversificazione del patrimonio, analizzando le tipologie di investimento più idonee, utili a ottenere rendite passive.

“Saper realizzare correttamente un preventivo capendo come calcolare spese e ricavi, imparare ad accantonare ogni giorno i guadagni in modo consapevole, saper gestire i soldi affinché diano serenità nei momenti di difficoltà finanziaria e pianificare passaggi di proprietà aziendale in previsione della pensione, sono aspetti importanti quanto saper svolgere bene la propria professione – ha spiegato Sonia Canal -. Tanti sono gli imprenditori che, carenti di queste informazioni, si sentono schiacciare dalla pressione fiscale, si indebitano, si ritrovano a non riuscire a pagare regolarmente i fornitori anche se lavorano tantissimo. L’obiettivo del manuale è sensibilizzare l’imprenditore nell’apprendere le basi della cultura aziendale in modo semplice e diventare consapevole dei meccanismi di funzionamento della propria azienda”.

Acetaia Giusti chiude il 2023 con fatturato record: 17 mln, +25%

Acetaia Giusti chiude il 2023 con fatturato record: 17 mln, +25%Milano, 30 gen. (askanews) – Acetaia Giusti chiude il 2023 con un fatturato di 17 milioni di euro, il più alto di sempre, con un incremento del volume d’affari del 25% rispetto al 2022 e del 57% in confronto al 2021. A coronamento delle performance è arrivato anche il significativo riconoscimento “Great Place to Work”, assegnato dall’omonima società di ricerca, tecnologia e consulenza organizzativa che analizza gli ambienti di lavoro raccogliendo e analizzando le opinioni dei collaboratori.

L’aumento del fatturato dell’azienda, che da oltre 400 anni porta l’eccellenza dell’”Oro nero di Modena” sulle tavole di tutto il mondo, è conseguente alla crescita avvenuta sia sul mercato italiano che negli ottanta Paesi in cui esporta i propri prodotti. All’estero l’azienda sviluppa il 60% del volume d’affari, con la Germania che pesa per il 30%, gli Usa per il 21% e la Corea del Sud per il 16%, Paesi che hanno visto una significativa crescita e alle quali si sono aggiunti nuovi importanti mercati, come la Cina. In ascesa anche le visite a Casa Giusti, comprendente il Museo Giusti, le Antiche Acetaie e l’area dedicata alle degustazioni, che negli ultimi 12 mesi ha accolto oltre 30mila persone, di cui il 70% stranieri. Importante, segnala sempre l’azienda, l’aumento del fatturato in Italia attraverso i canali di vendita al dettaglio e la presenza all’interno di department store specializzati e delle boutique monomarca Giusti di Modena, Bologna e Milano. A supporto dello sviluppo è stata infine determinante l’inaugurazione del nuovo stabilimento produttivo di circa tremila mq, adibiti a magazzino e produzione, a seguito di un investimento complessivo di 10 milioni di euro.

“Il 2023 è stato per noi un anno molto significativo, durante il quale abbiamo disposto nuovi processi e potenziato la struttura organizzativa – ha spiegato il Ceo di Acetaia Giusti, Claudio Stefani – e questo ci ha dato modo di supportare un piano di crescita organico e generalizzato sui diversi mercati e di esplorare nuove opportunità”. Uno dei focus principali di Acetaia Giusti è il benessere dei propri collaboratori, che solo nel 2023 sono aumentati del 30% per sostenere la crescita del brand. Ciò ha permesso ad Acetaia Giusti di ottenere a fine 2023 la certificazione “Great Place to Work” “con punteggi nettamente superiori rispetto ai benchmark di riferimento”. E nel corso del 2024 è previsto il compimento della ristrutturazione degli uffici “che garantiranno così nuovi spazi di lavoro più accoglienti e confortevoli”. Nel 2024 Acetaia Giusti si pone come obiettivo l’inaugurazione di nuove Boutique in Italia e lo sviluppo dell’e-commerce, investendo, così, su un canale che, solo nel 2023, ha visto un aumento delle vendite pari al 70% rispetto all’anno precedente, oltre che una crescita dell’export, soprattutto in mercati come gli Stati Uniti e l’Asia.

Sanremo, “Il Festival si Mostra”

Sanremo, “Il Festival si Mostra”Roma, 30 gen. (askanews) – L’anno appena iniziato rappresenterà un unicum nella storia della Rai per la sovrapposizione di due ricorrenze particolarmente importanti, i 100 anni della Radio ed i 70 anni della Televisione. Tra le numerose iniziative, non poteva mancare una esposizione che prendesse spunto dalla sua trasmissione più rappresentativa: il Festival di Sanremo.

Dal 5 febbraio, in occasione della settimana del Festival, presso il Forte Santa Tecla – polo museale della città sanremese a pochi passi dal Teatro Ariston – verrà inaugurata la mostra dal titolo: “Il Festival si mostra”. Una divertente e interessante esposizione organizzata dalla Rai che racconterà, lungo un percorso articolato in 5 sale, i 74 anni del Festival, dagli esordi del 1951 fino ad arrivare ai giorni d’oggi.

Un viaggio interattivo tra tv e radio d’epoca, tra gli abiti che hanno fatto la storia del Festival, tra suggestioni, ologrammi, proiezioni di fiori ed immagini sanremesi che hanno contraddistinto la più nota manifestazione canora nazionale. Un progetto realizzato dalle Direzioni Comunicazione ed Intrattenimento Prime Time in collaborazione con la Direzione Teche e Produzione TV (Museo della Radio e della Tv Rai di Torino) e con la partecipazione del Comune di Sanremo, della Direzione Regionale Musei Liguria, e di Rai Pubblicità.

Sarà possibile visitare l’esposizione da lunedì 5 febbraio con i seguenti orari: lunedì 5 dalle 15.00 alle 20.00; da martedì 6 a sabato 10 dalle 10.00 alle 20.00; domenica 11 dalle 10.00 alle 18.00. L’ingresso alla mostra sarà gratuito. La mostra è stata realizzata in collaborazione con The Mall Sanremo.

Biden: ho deciso come rispondere all’attacco in Giordania (nel quale sono morti tre soldati americani)

Biden: ho deciso come rispondere all’attacco in Giordania (nel quale sono morti tre soldati americani)Roma, 30 gen. (askanews) – Il presidente americano Joe Biden ha dichiarato di aver deciso come rispondere all’attacco con drone in Giordania in cui sono stati uccisi tre soldati americani, ma non ha dato altre spiegazioni. Parlando ai giornalisti, lasciando la Casa Bianca diretto in Florida ha aggiunto che gli Stati uniti non hanno bisogno di una guerra più ampia in Medio Oriente.

La Casa Bianca ha fornito pochi dettagli sulla risposta decisa da Biden, ha sottolineato la Cnn, ma ha lasciato intendere che ogni azione punterà sia a degradare le capacità del gruppo responsabile dell’attacco, sia a inviare un forte messaggio di deterrenza. Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirby, ha poi dichiarato che la risposta potrebbe avvenire con un “approccio a più livelli” che potrebbe includere “azioni potenzialmente multiple”. Oggi Biden ha dichiarato di ritenere l’Iran responsabile dell’attacco, “nel senso che sta fornendo le armi alle persone che hanno commesso questo crimine”.

Conte a Schlein:fra M5s e voi non pregiudizi ma ostacoli da rimuovere

Conte a Schlein:fra M5s e voi non pregiudizi ma ostacoli da rimuovereRoma, 30 gen. (askanews) – “Da parte nostra e spero valga anche per il Pd, non ho ragione di credere il contrario, non c’è nessun atteggiamento pregiudiziale ma ci sono degli ostacoli molto spesso da rimuovere per costruire progetti solidi e coerenti”. Così il presidente Giuseppe Conte sui rapporti con i Dem, alla presentazione del libro di Roberto Speranza ‘Perché guariremo, dai giorni più duri a una nuova idea di salute’.

“Mi si sono rizzati i capelli a vedere il Pd bellicista che non mi aspettavo – aveva detto Conte poco prima – mi si sono rizzati i capelli a vedere un Pd che ha rinnegato l’esperienza della transizione ecologica mettendoci il dito nell’occhio con l’inceneritore. A ognuno si rizzano i capelli. Ma qui siamo per fare un ragionamento serio. Non è che qui ci mettiamo daccordo e si vince. La nostra responsabilità, ne abbiamo il tempo, deve essere costruire un progetto” che consenta “il giorno dopo” le elezioni di “sapere cosa fare”.

Cantine Ermes compra Cantina Sociale di Canneto e sbarca in Lombardia

Cantine Ermes compra Cantina Sociale di Canneto e sbarca in LombardiaMilano, 30 gen. (askanews) – Cantine Ermes si è aggiudicata all’incanto il patrimonio strutturale e tecnologico della Cantina Sociale di Canneto di Campo Noce a Canneto Pavese (Pavia), con l’intento dichiarato “di rilanciarne l’attività nell’immediato futuro”. Lo ha annunciato la stessa Cooperativa agricola siciliana, che sbarcando in Oltrepò Pavese entra per la prima volta in Lombardia. L’importante cooperativa agricola con sede a Santa Ninfa (Trapani) che oggi conta 2.513 soci conferitori e oltre 13.600 ettari vitati, è infatti già presente in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Abruzzo, oltre che naturalmente in Sicilia dove è nata nel 1998.

“L’interesse per l’Oltrepò Pavese, è scaturito da una attenta analisi di mercato, tanto da aver indotto Cantine Ermes a presentare il 29 gennaio un’offerta per l’acquisizione dello stabilimento produttivo e del marchio, nella consapevolezza che il percorso di rilancio dovrà partire dal coinvolgimento dei soci della Cantina di Canneto” spiega il presidente Rosario Di Maria, aggiungendo che “con le buone pratiche di una condivisione di obiettivi e lavoro, siamo certi di ricostruire una realtà sana e competitiva nel vino di qualità, che sia nuova nello spirito ma, al contempo, capace di valorizzare le proprie radici, come avvenuto nelle altre regioni”. Il presidente della realtà multiregionale con il più alto numero di ettari vitati d’Italia (record che detiene anche per le produzioni a regime di agricoltura biologica), aggiunge che “a contare nella nostra mission aziendale, sono il potenziale identitario espresso dai territori in cui abbiamo investito e continuiamo ad investire, e la capacità di quei vini di competere sui mercati più importanti per il vino italiano”. “Buona parte degli stabilimenti che abbiamo acquisito negli anni, sono stati frutto di fusioni per incorporazione, ridando energia e prospettive a Cantine sociali rappresentative di quei territori, senza disperderne il patrimonio umano e sociale” prosegue Di Maria, sottolineando che “il nostro progetto cooperativistico si fonda su due cardini fondamentali: fiducia e rispetto”. “Rispetto dei nostri soci viticoltori che sposano il progetto e delle peculiarità distintive di questi territori, e fiducia che siamo riusciti a generare sconfiggendo i pregiudizi che affronta una Cantina siciliana quando si presenta in altre regioni” aggiunge, concludendo “con Ermes il percorso si è rovesciato: è il Sud che investe al Nord”.