Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Tag: askanews

Eurozona, a giugno esportazioni +0,3%,surplus commerciale su a 23 mld

Eurozona, a giugno esportazioni +0,3%,surplus commerciale su a 23 mldMilano, 17 ago. (askanews) – A giugno, secondo le stime preliminari di Eurostat, le esportazioni di merci dell’Area euro verso il resto del mondo hanno toccato i 252,3 miliardi di euro, in aumento dello 0,3% rispetto a giugno 2022 (251,5 miliardi di euro). Le importazioni dal resto del mondo si sono attestate a 229,3 miliardi di euro, in calo del 17,7% rispetto a giugno 2022 (278,5 miliardi di euro). Di conseguenza, nel giugno 2023 l’Area euro ha registrato un’eccedenza nella bilancia commerciale di 23 miliardi di euro, rispetto a un disavanzo di 27,1 miliardi di euro nel giugno 2022. Il commercio intra-area euro è sceso a 231,6 miliardi di euro nel giugno 2023, in calo del 4,1% rispetto a giugno 2022. E’ quanto emerge dai dati dell’istituto di statistica europeo Eurostat.

Nel primo semestre di quest’anno, le esportazioni dell’area euro verso il resto del mondo sono salite a 1.434,9 miliardi di euro (in aumento del 3,2% rispetto a gennaio-giugno 2022) e le importazioni sono scese a 1.429,6 miliardi di euro (un calo del 7,3% rispetto a gennaio-giugno 2022). Di conseguenza, si è registrato un avanzo di 5,3 miliardi di euro, rispetto ai -151,8 miliardi del primo semestre 2022.

Cibo sicuro, Mit: sequestrate 216 tonnellate di pesce, chiusi 11 ristoranti

Cibo sicuro, Mit: sequestrate 216 tonnellate di pesce, chiusi 11 ristorantiMilano, 17 ago. (askanews) – Oltre 6mila le ispezioni effettuate dalla Guardia Costiera nei ristoranti italiani per verificare la tracciabilità dei prodotti ittici e la conservazione corretta. L’esito di queste ispezioni ha portato a oltre 14 tonnellate di pesce sequestrato, 11 ristoranti chiusi, di cui otto locali etnici o con formula all you can eat e 1,14 milioni di euro di multe erogate. In totale su pesca, ristorazione e tracciabilità dei prodotti sono stati effettuati circa 51mila controlli, con oltre 216 tonnellate di pesce sequestrato; 2.512 le sanzioni elevate pari a 4,3 milioni di euro. Lo riferisce in una nota il ministero delle Infrastrutture cui fa capo la Guardia costiera.

Le infrazioni maggiormente contestate riguardano merce scaduta o di provenienza non identificata, pessime condizioni igieniche, prodotti illegali o conservati male. Il ministro, Matteo Salvini, fa sapere di seguire con attenzione le operazioni di controllo ed è in costante contatto con i vertici della Guardia costiera ai quali ha espresso soddisfazione per la consueta professionalità.

Coldiretti: così il caro carburanti incide sull’88% dei prodotti a scaffale

Coldiretti: così il caro carburanti incide sull’88% dei prodotti a scaffaleMilano, 17 ago. (askanews) – In Italia l’88% delle merci che arriva sugli scaffali dei supermercati viaggia su strada. Questo implica che l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio “ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori”. A lamentarlo è la Coldiretti, che interviene nel dibattito sul rialzo dei prezzi di gasolio e benzina. Nel sistema agroalimentare, sottolinea la confederazione degli agricoltori, i costi della logistica arrivano ad incidere fino a un terzo sul totale dei costi di frutta e verdura. Una situazione che peggiora il deficit competitivo dell’Italia a causa dei ritardi infrastrutturali con il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante che, a livello nazionale, è pari a 1,12 euro al chilometro, più alto di Paesi come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro) secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga. Il gap logistico italiano comporta un aggravio di spesa superiore all’11% rispetto alla media europea e ostacola lo sviluppo del potenziale economico del Paese, in particolare per i settori per i quali il sistema dei trasporti risulta cruciale, come nel caso del sistema agroalimentare nazionale. “In tale ottica il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) può essere determinante per sostenere la competitività delle imprese sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”, conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Tanti italiani al Patmos Chamber Music Festival 2023

Tanti italiani al Patmos Chamber Music Festival 2023Milano, 17 ago. (askanews) – La più sacra ed austera delle isole greche, meta del turismo più sofisticato e ancora oggi non invasivo della sua atmosfera spirituale; un cenacolo composto da alcuni dei migliori cameristi del globo; queste le premesse della seconda edizione del Patmos Chamber Music Festival, aperto, inclusivo, amicale, libero percorso d’arte immateriale in uno dei luoghi più iconici di pellegrinaggio dell’antico Cristianesimo, nonché meta dagli anni ’60 della migliore intellighenzia europea Patmos è sin dall’antichità una delle poche isole greche ininterrottamente abitate, luogo di pellegrinaggio cristiano per il Monastero di San Giovanni e la Grotta dell’Apocalisse, dove si dice sia stato scritto il Vangelo di Giovanni, e sede unica dell’originario rito protocristiano. Dagli anni ’60, proprio a causa della sua atmosfera silenziosa, austera, spirituale, Patmos è anche una meta di villeggiatura, in senso ottocentesco, delle migliori famiglie europee in cerca di riposo, semplice eleganza e riservatezza. Dall’anno scorso quest’isola così intonsa è divenuta anche luogo di ritrovo di una piccola koinè composta da alcuni dei migliori e più stimati musicisti del concertismo mondiale. E, quando gli artisti si incontrano, il silenzio diventa arte, dialogo musicale, libera creatività. Guglielmo Brayda, Presidente dell’Associazione Patmos Chamber Music festival APS, così racconta la nascita del nuovo festival: “Questo festival è nato dall’amore per l’isola che lo ospita. Patmos, un luogo dell’anima per molti di noi. Per molti è un luogo evocativo che stimola il pensiero profondo e la contemplazione. Fin dal IV secolo a.C. sull’isola sono presenti luoghi di culto. Un santuario alla dea Diana. Un tempio dedicato ad Apollo. La grotta che evocava l’Apocalisse a Giovanni il Teologo. E, naturalmente, il maestoso Monastero di San Giovanni che ospita alcune delle più antiche trascrizioni dei filosofi greci, tra cui quelle di Aristotele. È in questo luogo unico che abbiamo organizzato la seconda edizione del Patmos Chamber Music Festival. I nomi sono importanti e certamente i nomi di Giovanni, Aristotele, Diana, Apollo, Apocalisse hanno contribuito ad attirare alcuni dei più importanti musicisti contemporanei del mondo. Jing Zhao, Christophe Coin, Alessandro Carbonare, Silvia Careddu, Roberto Prosseda e tutti gli altri che ci accompagneranno nei giorni di questo festival. Musicisti di primo piano che porteranno la loro professionalità in risposta all’attrazione magnetica che Patmos ha esercitato su di loro. Tutto questo ci unirà tutti. La musica non ci ha mai deluso. Starà a noi occuparcene in questi cinque giorni. Richiederà attenzione, curiosità, partecipazione, anzi, l’impegno di tutti a seguire quest’arte. Un’arte che trascende in modo unico i confini di ogni lingua e cultura per stimolare direttamente l’emozione di chi ascolta, e attraverso questa immensa empatia unire i musicisti e il pubblico alle emozioni che gli autori, in altri tempi e in altri luoghi, hanno voluto e saputo trasmettere con la loro opera creativa. Inizia un viaggio emozionante. Un circolo virtuoso di ambiente, arte, professionalità e passione che ci avvolgerà in quella straordinaria sensazione che solo la musica può generare.” Dunque, cinque giorni e cinque concerti serali nei luoghi più raccolti dei piccoli borghi dell’isola danno vita alla seconda edizione del Patmos Chamber Music Festival 2023 dal 23 al 27 agosto, vero cenacolo internazionale d’amici artisti, liberi di spaziare nel repertorio senza vincoli o richieste che non siano la loro curiosità ed estro, la gioia di incontrarsi e fare musica insieme in totale libertà creativa, con impaginati che ricordano, nella loro struttura collettiva, vere jam sessions, ma di musica scritta, con una modalità davvero nuova ed intrigante rispetto alle consuetudini dei normali festival cameristici ed impreziositi da vere rarità, quest’anno una prima assoluta del compositore bolognese Matteo Rubini, nonché un’attenta ricerca delle pagine più significative o meno esplorate sulla via culturale che dalla Grecia porta verso l’Armenia e il Medio Oriente. Ed è così che il celebrato silenzio di Patmos ogni sera dialoga con la musica, in concerti gratuiti ed aperti a tutta la comunità, perché la riservatezza dell’isola vuole ribadire la sua natura orizzontale, democratica ed inclusiva, contraria ad ogni esclusivismo materialista e chiaramente opposta al genius loci di una culla protocristiana. L’idea di sapore fitzcarraldico è nata a due italiani che dell’arte hanno fatto la loro vita: il pianista e divulgatore Roberto Prosseda, colonna del festival insieme alla moglie Alessandra Ammara, entrambi stimati concertisti nei migliori circuiti internazionali; e Massimo Fino, fondatore in Toscana di Piano&OperaBarga, uno dei festival più sofisticati del panorama europeo, che ha davvero fatto la storia e dettato i modi ed i gusti del fare musica nel bello nella seconda metà del Novecento. Il festival vive della liberalità dei suoi ospiti e del supporto della municipalità di Patmos, ma è inevitabilmente destinato, grazie alla sua unicità, a divenire un importante luogo d’incontro di intelligenze e culture negli anni a venire, nuovo gioiello di un’isola il cui rigore ha affascinato da sempre i più sofisticati Wanderer di tutt’Europa. https://www.patmoschambermusicfestival.com/

IIT: dalla corazza dei granchi un circuito elettronico commestibile

IIT: dalla corazza dei granchi un circuito elettronico commestibileMilano, 17 ago. (askanews) – Un circuito elettronico commestibile realizzato a partire dalle corazze dei crostacei che potrà essere utilizzato in applicazioni in ambiti diversi, dalla diagnostica medica al controllo qualità dei cibi: è l’obiettivo al quale ha lavorato il team di ricerca del laboratorio “Printed and Molecular Electronics”, coordinato da Mario Caironi, dell’Istituto Italiano di Tecnologia – IIT di Milano. I ricercatori IIt hanno infatti sviluppato un prototipo di circuito commestibile basato su oro e chitosano, dimostrando per la prima volta la possibilità di realizzare circuiti con materiali commestibili. Il prototipo è stato descritto sulla rivista Nanoscale.

L’elettronica commestibile è un campo in forte crescita con un obiettivo preciso: sviluppare dispositivi edibili in grado di entrare nel corpo senza nuocere alla salute. Le applicazioni di questo settore variano dalla diagnosi e trattamento di malattie al campo alimentare per monitorare la qualità dei cibi. Ovviamente i dispositivi in questione hanno bisogno di circuiti elettrici per poter funzionare. Tuttavia, i normali circuiti presenti nei nostri oggetti quotidiani non sono adatti, perché composti da materiali non edibili. Ecco quindi la sfida: costruire circuiti commestibili in grado di funzionare nel corpo senza danneggiarlo. E’ qui dunque l’importanza del lavoro svolto dal team IIT guidato da Caironi: dimostrare per la prima volta la possibilità di costruire circuiti con materiali commestibili. Il circuito viene stampato attraverso una tecnica a getto di inchiostro, molto simile a quella utilizzata dalle stampanti casalinghe. Al posto del normale inchiostro viene però utilizzata una soluzione di oro liquido. Questa metodologia permette di produrre circuiti complessi risultando anche più veloce ed economica di altre tecniche molto diffuse, come la fotolitografia. Inoltre, l’oro è un materiale inerte e viene infatti già utilizzato da alcuni pasticceri e da chef rinomati in tutto il mondo.

L’altro elemento fondamentale del dispositivo è il chitosano, un materiale commestibile ottenuto a partire dalla corazza dei crostacei, come granchi e gamberetti. Un sottile strato formato da questo materiale è in grado di assorbire l’acqua funzionando quindi da elettrolita per il circuito e permettendo di modularne l’attività. Una volta ingerito, il chitosano assorbirà l’acqua normalmente presente nel corpo consentendo perciò il funzionamento del dispositivo. Inoltre, il contatto diretto tra circuito e acqua fisiologica permetterà di misurare i parametri corporei, come la temperatura o l’acidità, trasformando quindi il circuito in un vero e proprio sensore. “Questi dispositivi potrebbero essere impiegati nella diagnostica per costruire pillole commestibili e digeribili in grado di eseguire una serie di analisi lungo l’intestino e, all’occorrenza, di rilasciare farmaci – dichiara Alessandro Luzio, ricercatore del gruppo “Printed and Molecular Electronics” – Ci sono poi le applicazione nel campo alimentare, per esempio per controllare la qualità del cibo o per rilevare la presenza di contraffazioni” . Può infatti capitare che un cibo abbia superato la data di scadenza, ma sia ancora commestibile. Viceversa, può succedere che un cibo sia già guasto senza averla oltrepassata. Applicando sensori commestibili sul cibo, si potrebbe monitorare il suo reale stato, riducendo gli sprechi alimentari ed evitando di incorrere in malattie.

“Questo circuito è un altro importante passo nell’elettronica commestibile, così come lo è stata la prima batteria ricaricabile e commestibile, sempre sviluppata nel nostro laboratorio – afferma Mario Caironi, coordinatore del gruppo Printed and Molecular Electronics – per il futuro stiamo già lavorando alla comunicazione tra dispositivi, fondamentale per costruire sensori in grado di trasmettere in diretta le informazioni raccolte all’interno del corpo verso l’esterno o per comunicare il rilascio di un farmaco”. Questa ricerca è stata finanziata dai fondi dello European Research Council (ERC) nell’ambito del programma europeo di innovazione “ELFO”. Fa inoltre parte del programma di gemellaggio “GREENELIT”. Ha previsto la collaborazione tra Istituto Italiano di Tecnologia, Università degli studi Milano-Bicocca e Università di Heidelberg.

TweetDeck, ribattezzato X Pro, ora richiede un abbonamento

TweetDeck, ribattezzato X Pro, ora richiede un abbonamentoRoma, 17 ago. (askanews) – Mercoledì mattina, molti operatori di marketing, giornalisti e drogati di notizie si sono trovati di fronte a un paywall che temevano: X, precedentemente noto come Twitter, ha iniziato a far pagare agli utenti l’accesso a TweetDeck. TweetDeck, ora denominato X Pro, consente agli utenti di visualizzare e personalizzare più feed che si aggiornano in tempo reale. La piattaforma è stata acquisita da Twitter nel 2011 dopo essere diventata uno dei modi più popolari per accedere al sito.

Il servizio è stato storicamente gratuito, ma X ha annunciato in un post a luglio che sarebbe diventato una funzionalità riservata agli abbonati. A partire da mercoledì, gli utenti che desiderano accedere a X Pro dovranno pagare per X Premium, il servizio introdotto dal proprietario del sito, Elon Musk, come un modo per generare entrate aggiuntive per l’azienda. L’abbonamento costa agli utenti 84 dollari all’anno negli Usa e 102,48 euro in Italia. Le persone che acquistano X Premium – riporta Cnbc – riceveranno anche un segno di spunta blu sul proprio account, oltre a ranking prioritari nelle risposte e nella ricerca, accesso a post più lunghi e meno annunci, tra le altre funzionalità. Il servizio, precedentemente chiamato Twitter Blue, ha avuto un inizio difficile a novembre, quando è stato ritirato dopo che gli utenti avevano creato account che si atteggiavano a marchi famosi e celebrità. Twitter Blue è stato rilanciato di nuovo a dicembre, sebbene i problemi di impersonificazione persistessero.

Musk, che è anche CEO di Tesla e SpaceX, ha acquisito Twitter alla fine dello scorso anno per 44 miliardi di dollari. I dipendenti e gli utenti hanno sentito immediatamente il suo impatto, a causa dei consistenti tagli di posti di lavoro e dell’introduzione di una serie di importanti nuove funzionalità e modifiche alle politiche sulla piattaforma. Più di recente, la società ha iniziato a effettuare un radicale rebranding, che Musk ha annunciato a luglio. Twitter ha ritirato il suo famoso logo dell’uccello blu e bianco e si è trasformato in X. Sono seguite rapidamente modifiche ai nomi dei servizi di Twitter come TweetDeck.

Il granchio blu pescato in Emilia-Romagna va in Usa dove sarà venduto

Il granchio blu pescato in Emilia-Romagna va in Usa dove sarà vendutoMilano, 17 ago. (askanews) – Al via la commercializzazione negli Usa del granchio blu pescato in Emilia-Romagna. E’ infatti partito ed è attualmente in viaggio verso le coste della Florida, destinazione Miami, il primo container carico di 15,75 tonnellate di crostacei semilavorati.

Lo ha comunicato la Regione Emilia Romagna, spiegando che i granchi blu pescati dalle imprese ittiche della Sacca di Goro, del territorio di Comacchio e nel Delta del Po, “potranno essere venduti nel Paese di cui è originaria, e molto richiesta dai consumatori, questa specie alloctona che tanti danni sta creando agli allevamenti di vongole e novellame, minando il delicato equilibrio ambientale dell’area del Delta”. Regista dell’operazione è la società di Rimini Mariscadoras, una start up tutta al femminile nata nel 2021 e ideatrice del progetto “Blueat – La pescheria sostenibile”, per promuovere l’utilizzo alimentare e gastronomico delle specie aliene marine invasive, a partire appunto dal granchio blu, tra le più dannose attualmente presenti nel Mediterraneo, a causa della sua voracità e assenza di predatori naturali. Da qui l’accordo di collaborazione dell’azienda riminese con un’azienda di trasformazione di Mestre per la lavorazione e la trasformazione dei granchi in polpa e sughi, che stanno approdando sul mercato domestico ed estero. “Questa prima spedizione di quasi 16 tonnellate di granchio blu, è la dimostrazione concreta che ci sono le condizioni per provare a creare una filiera in grado di fornire prodotto semilavorato di qualità e una redditività anche alle nostre imprese ittiche” ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Alessio Mammi, aggiungendo che “è un obiettivo cui come Regione siamo fortemente impegnati: trasformare quella che attualmente è un’emergenza in una possibile opportunità”. “Per fare questo stiamo lavorando in più direzioni, in stretta collaborazione con il mondo della pesca e dell’acquacoltura: un primo passo è stata l’autorizzazione alla cattura, al prelievo e alla commercializzazione, ma questo non basta” ha proseguito Mammi, precisando che “non tutto il prodotto ha le caratteristiche per essere venduto, mentre i danni che questa specie sta provocando a un intero settore pongono in primo piano il tema degli indennizzi, oltre a quello dello smaltimento del prodotto non adatto alla vendita”.

Temi questi che saranno al centro dell’incontro in programma lunedì 21 agosto a Goro e a Comacchio, dove l’assessore Mammi e l’assessore al Bilancio, Paolo Calvano, incontreranno le associazioni della pesca e dell’acquacoltura per fare il punto sulle diverse questioni aperte e già oggetto di un documento, condiviso con Veneto e Friuli Venezia Giulia e inviato al Governo. Nella sua nota, la Regione sottolinea che il carapace del granchio blu è particolarmente ricco di calcio e magnesio e per questo, oltre che in campo alimentare, potrebbe avere interessanti applicazioni come integratore di minerali per l’alimentazione animale: un filone di ricerca su cui sta lavorando l’Università di Bologna, con il coordinamento del professore Alessio Bonaldo. Oltre a studiare come i cambiamenti climatici abbiano influenzato l’aumento della popolazione del granchio blu nell’Adriatico e nel Mediterraneo, il gruppo di ricerca è anche impegnato nell’analisi dei possibili impieghi in campo nutraceutico, grazie all’estrazione di una molecola, la chitina, un polisaccaride che ha funzioni di protezione strutturale.

L’Ucraina non riuscirà a difendersi con gli F-16 in autunno e inverno

L’Ucraina non riuscirà a difendersi con gli F-16 in autunno e invernoMilano, 17 ago. (askanews) – L’Ucraina non sarà in grado di ricevere aerei da combattimento F-16 dagli alleati nel prossimo autunno o inverno. Pertanto, è necessario rafforzare la sua difesa aerea altrimenti. Lo ha riportato ieri sera RBK-Ucraina con riferimento alla dichiarazione del portavoce dell’aeronautica delle forze armate ucraine Yuriy Ignat. “È già ovvio che non saremo in grado di proteggere l’Ucraina con aerei F-16 questo autunno e inverno”, ha sottolineato Ignat. “Tuttavia, comunque sia, la questione dell’addestramento del nostro personale (sia piloti che ingegneri) si è praticamente spostata da un posto all’altro. Comprendiamo che i nostri piloti saranno ancora addestrati nei paesi che sono membri della ‘coalizione dell’aviazione nel prossimo futuro, che ci forniscono questo supporto. Allo stesso tempo, è necessario rafforzare la nostra difesa aerea”, ha affermato Ignat.

Il 21 maggio, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha approvato l’addestramento degli ucraini sull’F-16. Volodymyr Zelensky ha assicurato che l’Ucraina non utilizzerà questi aerei per attaccare il territorio della Federazione Russa. Inoltre, il consigliere del Ministero della Difesa, Yuriy Sak, ha affermato che l’Ucraina spera di ricevere i primi moderni caccia F-16 americani nell’autunno del 2023. A luglio, il capo del ministero degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha annunciato che i primi caccia F-16 voleranno probabilmente nel cielo dell’Ucraina entro la fine di marzo 2024. Il 16 luglio, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, ha affermato che gli Stati Uniti non ritarderanno l’addestramento dei piloti ucraini sui caccia F-16, Biden ha dato il suo ok ai paesi europei di iniziare l’addestramento. Il 22 luglio, Sullivan ha anche affermato che i piloti ucraini inizieranno l’addestramento sui caccia F-16 nelle prossime settimane.

Coldiretti: così il caro carburanti incide su 88% prodotti a scaffale

Coldiretti: così il caro carburanti incide su 88% prodotti a scaffaleMilano, 17 ago. (askanews) – In Italia l’88% delle merci che arriva sugli scaffali dei supermercati viaggia su strada. Questo implica che l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio “ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa dei consumatori”. A lamentarlo è la Coldiretti, che interviene nel dibattito sul rialzo dei prezzi di gasolio e benzina. Nel sistema agroalimentare, sottolinea la confederazione degli agricoltori, i costi della logistica arrivano ad incidere fino a un terzo sul totale dei costi di frutta e verdura.

Una situazione che peggiora il deficit competitivo dell’Italia a causa dei ritardi infrastrutturali con il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante che, a livello nazionale, è pari a 1,12 euro al chilometro, più alto di Paesi come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro) secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga. Il gap logistico italiano comporta un aggravio di spesa superiore all’11% rispetto alla media europea e ostacola lo sviluppo del potenziale economico del Paese, in particolare per i settori per i quali il sistema dei trasporti risulta cruciale, come nel caso del sistema agroalimentare nazionale.

“In tale ottica il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) può essere determinante per sostenere la competitività delle imprese sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”, conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini

Urso: rialzi eccessivi dei carburanti? E noi mandiamo la Finanza…

Urso: rialzi eccessivi dei carburanti? E noi mandiamo la Finanza…Roma, 17 ago. (askanews) – “Ci hanno mandato la foto del distributore che venedeva la benzina a 2,7 euro al litro e noi abbiamo mandato la Guardia di Finanza”. Il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, in un colloquio con il Corriere della sera, difende il provvedimento sui cartelloni con i prezzi medi dei carburanti.

“Questo dimostra – aggiunge – che il cartello con il prezzo medio dei carburanti che i distributori devono esporre dallo scorso primo agosto funziona”. “I prezzi – ha proseguito il ministro – sono cresciuti meno di quanto avvenuto alla fonte. E se si tolgono le accise si vede che il prezzo industriale dei carburanti in Italia è inferiore di quello di Francia, Germania e Spagna”.