Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Tag: askanews

Wagner in Bielorussia, Varsavia alza la guardia sul “corridoio Suwalki”

Wagner in Bielorussia, Varsavia alza la guardia sul “corridoio Suwalki”Milano, 24 lug. (askanews) – Il ministro della difesa polacco Mariusz Blaszczak ha annunciato una nuova unità militare che sarà istituita ad Augustow: si tratta di genieri che si occuperanno del corridoio di Suwalki. Si parla sempre di più di questa striscia di terra di confine che divide due Paesi Nato, la Polonia dalla Lituania e che si frappone tra l’exclave russa Kaliningrad e la Bielorussia. E si moltiplicano i sospetti che la presenza delle truppe Wagner nelle vicinanze, in Bielorussia, rispecchi nuove mire di Mosca in quella direzione.

Il canale Telegram del fondatore dei mercenari Wagner Evgeny Prigozhin ha citato il 17 luglio un video dalla tv russa dove Andrei Kartapolov, capo della Commissione Difesa della Duma di Stato (Camera bassa del Parlamento russo), ha affermato che Wagner è stata trasferita in Bielorussia per occupare il corridoio di Suwalki, aggiungendo “in caso di presa, gli Stati baltici (Paesi Nato, ndr) saranno tagliati fuori dal resto dell’Europa”. Oggi il ministro polacco dice che stanno rafforzando la parte orientale del paese, sul confine con la Bielorussia. “Il punto è spaventare l’aggressore, per dimostrare che non vale la pena attaccare la Polonia”, ha detto secondo Pap. Il tutto dopo che venerdì il presidente russo Vladmir Putin ha apertamente minacciato Varsavia, affermando che parte del suo territorio “è un regalo di Stalin: glielo ricorderemo”, ha detto.

“C’è un certo corridoio Suwalki…” aveva dichiarato Kartapolov pubblicamente sulla tv russa. “E di questo corridoio Suwalki abbiamo davvero bisogno… Stiamo parlando del fatto che è pronta un’azione d’urto, con cui prendere questo sfortunato corridoio nel giro di poche ore”, ha detto il deputato. Il corridoio di Suwalki prende il nome dalla città polacca, che si trova sul confine. Oggi sui social della Wagner in un altro messaggio si legge: “Dicono che il direttore (Prigozhin, ndr) si sia offerto di prendere Kharkiv o sfondare il corridoio Suwalki, ma, ancora una volta, secondo le indiscrezioni, è stato rallentato”. Durante una conversazione trasmessa su Radio Olsztyn, il capo del ministero della Difesa polacca ha dichiarato che la Polonia si aspettava il trasferimento del gruppo di mercenari russi Wagner in Bielorussia. Attualmente, gli uomini di questo gruppo stanno partecipando ad esercitazioni presso il campo di addestramento situato a pochi chilometri dal confine polacco. “Il compito delle autorità polacche è rafforzare il confine”, ha detto Btaszczak e ha aggiunto che soldati dall’Ovest del Paese erano già stati trasferiti a Est.

“Il compito principale del nuovo battaglione sarà rafforzare il fronte orientale e proteggere il cosiddetto corridoio di Suwalki – un lembo di terra lungo circa 65 km posto a cavallo del tortuoso confine tra Lituania e Polonia – a causa delle condizioni geografiche, del terreno e della posizione strategica delle vie di comunicazione” riporta la Radio Polacca. Il ministro spera che i giovani abitanti di Augustow e dintorni si uniscano ai suoi ranghi. Il battaglione genieri di Augustow farà parte della 15a brigata meccanizzata Gizycko, che a sua volta fa parte della 16a divisione meccanizzata della Pomerania. L’unità sarà creata nell’ambito del Pacchetto di rafforzamento delle forze armate polacche per il periodo 2023-2025, adottato dal governo polacco nel 2022, che prevede il rafforzamento delle basi tattiche già esistenti sul fianco orientale della Nato.

Si ricordi che in articolo “Il nebbioso futuro del mondo osceno” che aveva pubblicato il 14 febbraio 2022 a 10 giorni dall’invasione dell’Ucraina, Vladislav Surkov, già eminenza grigia del Cremlino, sconfessava anche il trattato di Brest-Litovsk, del 1918, a causa del quale Mosca “ha abbandonato i vasti territori degli Stati baltici, della Bielorussia e dell’Ucraina che in precedenza le appartenevano”. Per poi concludere “ed è impensabile che la Russia rimanga entro i confini di un mondo osceno”. Di Cristina Giuliano

Maria Bianca Farina nuovo presidente Consorzi agrari d’Italia

Maria Bianca Farina nuovo presidente Consorzi agrari d’ItaliaMilano, 24 lug. (askanews) – L’assemblea di Consorzi agrari d’Italia ha deliberato la nomina del nuovo consiglio di amministrazione e di Maria Bianca Farina nella carica di presidente. Confermati Gianluca Lelli e Federico Vecchioni rispettivamente amministratore delegato e consigliere delegato.

Farina dal 2017, è stata presidente di Poste Italiane. Nel luglio dello stesso anno diventa membro del cda dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Presidente dell’Ania dal 2015, nel 2022 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il titolo di “Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica”. Sentiti ringraziamenti sono andati al presidente uscente, Giuseppina Ivone, da tutto il board per l’attività profusa nello svolgimento del suo incarico, supportata dalla sua esperienza e professionalità.

L’assemblea ha, inoltre, nominato consiglieri Simone Simonazzi , Valentina Borghi, Bruno Tuccio, Mauro Pacifici, Andrea Ferrini, Giuseppe Scorrano, Carlo Salvan,, Alberto De Togni, Beniamino Valter Giacomelli, Fiorella Lenzi, Luigi Scordamaglia, Rossella Locatelli, Guido Bottaccini, Giuseppe Andreano, Alessandro Albano e Alberto Antolini.

Credem, compie 70 anni magazzino stagionatura Parmigiano Reggiano

Credem, compie 70 anni magazzino stagionatura Parmigiano ReggianoRoma, 24 lug. (askanews) – Circa 500.000 forme di Parmigiano Reggiano conservate all’interno di magazzini innovativi ed assistiti da sofisticati sistemi di stagionatura per un valore pari a 220 milioni di euro (circa il 7% dell’intero mercato), complessivamente 280 milioni di euro di prestiti assistiti da pegno sulle forme nel 2022 erogati dal Gruppo Credem (rispettivamente 110 milioni di euro di finanziamenti ai produttori di formaggio che depositano le forme nei magazzini della società e 170 milioni di euro di finanziamenti ai produttori che depositano le forme di formaggio presso terzi, per le quali la società svolge una perizia di stima, determinando il valore cauzionale del formaggio), 33 dipendenti, una consolidata attività sul territorio anche attraverso un lavoro di valutazione peritale del formaggio a supporto di circa 170 aziende della filiera lattiero-casearia. Queste sono le principali caratteristiche dei Magazzini Generali delle Tagliate (MGT), società controllata dal Gruppo Credem, attivi dal 1953 sul territorio emiliano, di cui quest’anno ricorre il 70esimo anniversario.

Nel dettaglio – informa Credem in una nota – negli anni ’70 viene attivato lo stabilimento di Montecavolo (RE) e, negli anni ’90, il Gruppo Credem decide di continuare ad investire su questo business, acquisendo il magazzino di Castelfranco (MO). Nel corso di questi 70 anni di attività, la società è diventata leader nazionale nel settore della stagionatura del Parmigiano Reggiano ed oggi rappresenta il più importante magazzino generale di emanazione bancaria nel settore dei formaggi a pasta dura per posti forma. Tale ruolo ricoperto da MGT, consente al Gruppo di operare nella filiera del Parmigiano Reggiano con oltre 600 clienti, tra caseifici e produttori di latte, e con un monte fidi complessivo di oltre 400 milioni di euro, comprendendo i vari tipi di finanziamento, da quello bancario, al factoring ed al leasing. “Siamo orgogliosi di contribuire da 70 anni allo sviluppo economico del territorio, valorizzando le eccellenze reggiane ed emiliane e sostenendo le aziende clienti del Gruppo Credem, in totale sinergia con le reti commerciali del Gruppo. L’obiettivo è continuare a garantire anche nei prossimi anni qualità, crescita e tradizione, promuovendo al contempo l’innovazione e la sostenibilità”, ha dichiarato Roberto Frignani, amministratore delegato Magazzini Generali delle Tagliate (Gruppo Credem).

“Con l’aumento dei tassi di interesse abbiamo registrato un forte aumento nella richiesta di fedi di deposito, passando dai 108 milioni di euro del 2021 ai 153 milioni di euro del 2022. Nel 2023, nei primi 6 mesi, siamo già arrivati ai 90 milioni di euro. Questo a dimostrazione che l’anticipo merci, per gli operatori del settore, rappresenta ancora una valida forma di finanziamento. Unisce, infatti, tre caratteristiche molto importanti: prezzo, durata ed elasticità della linea di credito. Altro elemento che ci tengo a sottolineare è la grande attenzione che stiamo dando ai dipendenti, attraverso un’importante formazione erogata sia sul campo sia in aula con una decina di incontri fatti negli ultimi 12 mesi”, ha dichiarato Giancarlo Ravanetti, vice direttore generale Magazzini Generali delle Tagliate (Gruppo Credem). I magazzini garantiscono una stagionatura ideale che permette al formaggio di raggiungere la sua piena maturazione per essere immesso con massima qualità sul mercato. Un’adeguata stagionatura delle forme di formaggio, con il rispetto dei parametri di umidità, temperatura e pulizia, è favorita da strutture idonee con tecnologie avanzate, moderni impianti di climatizzazione e personale altamente qualificato.

Nello specifico, MGT oltre al servizio industriale di gestione del formaggio offre il servizio di garanzia del formaggio in magazzino come pegno per i prestiti bancari. Pertanto, le aziende agro-industriali ed i produttori di formaggio possono depositare le proprie forme presso la società, che le prende in custodia per la fase di stagionatura. Questa fase può durare anche oltre tre anni ed il capitale del produttore è immobilizzato poiché il formaggio non può essere ancora venduto. I lunghi tempi di stagionatura del prodotto comportano per i produttori un notevole impegno finanziario, che necessita di essere sostenuto dal sistema bancario. A tal proposito, proprio con l’obiettivo di sostenere il tessuto imprenditoriale, la società lavora in modo sinergico con la rete commerciale del Gruppo Credem sia per il valore della garanzia a supporto delle linee di credito sia per il servizio reso al cliente. Infatti, va sottolineato che la maggior parte delle 500.000 forme sono a garanzia dei finanziamenti messi a disposizione da Credem. La società ha l’obiettivo di aumentare l’efficienza energetica e rendere l’azienda più sostenibile, autoproducendo energia elettrica. In particolare, ha in programma investimenti per l’installazione di un impianto fotovoltaico di 850 kw nello stabilimento di Montecavolo (RE) che garantiranno l’autosufficienza per l’80% dell’energia consumata, come già accade per lo stabilimento di Castelfranco (MO).

La società sta investendo in innovazione, lavorando su due progetti: blockchain e dematerializzazione. Nello specifico, è stata introdotta una piattaforma con tecnologia blockchain per la gestione del pegno, già positivamente sperimentata insieme al Gruppo Credem con oltre 100 milioni di euro di finanziamenti erogati nel 2022. Per quanto riguarda l’attività di dematerializzazione di tutta la documentazione cartacea, svolta in collaborazione con Credemtel (società del Gruppo Credem), l’obiettivo è rendere fruibili qualsiasi documento cartaceo in formato digitale anche in un’ottica sostenibile. E’ in corso la progettazione dell’ampliamento dello stabilimento di Montecavolo (RE) con un nuovo magazzino da circa 65.000 posti forma, per un totale di circa 4.200 metri quadrati coperti, del costo stimato di 8,5 milioni di euro sostenuti con i flussi di cassa aziendali e che sarà completato presumibilmente nella prima parte del 2025. In questo progetto sono anche compresi elementi di automazione industriale per migliorare ulteriormente i livelli di sicurezza e per ridurre i carichi di lavoro dei dipendenti. Per festeggiare i 70 anni dalla sua fondazione e per celebrare i 110 anni di specifica attività di anticipo merci per il Parmigiano Reggiano da parte di Credem, venerdì 21 luglio 2023 MGT ha organizzato un evento in presenza presso la sede dei Magazzini Generali delle Tagliate a Montecavolo (RE). All’iniziativa hanno partecipato 250 persone, tra clienti, partner e dipendenti del Gruppo, ed è stata l’occasione per presentare anche la storia e l’importanza strategica della società per il Gruppo Credem, i risultati ottenuti negli anni e le prospettive sul futuro. Il Gruppo Credem è quotato alla Borsa Italiana ed ha un total business a fine marzo 2023, tra la raccolta complessiva e prestiti, pari ad oltre 130 miliardi di euro.

Il Cremlino nega di avere colpito la cattedrale di Odessa

Il Cremlino nega di avere colpito la cattedrale di OdessaRoma, 24 lug. (askanews) – Il Cremlino nega che siano stati missili russi a colpire la Cattedrale della Trasfigurazione a Odessa. Secondo il portavoce Dmitri Peskov, si tratta di “una menzogna assoluta: l’esercito russo non colpisce le chiese”, ha affermato.

Il portavoce punta il dito contro l’Ucraina, sostenendo che “stiamo parlando di (sistemi) anti-missili, in realtà, che sono stati lanciati e che hanno distrutto la chiesa”. Lo riporta Ria Novosti. Sull’attacco a Odessa nella notte tra sabato e domenica Mosca e Kiev si sono accusate vicendevolmente. Il ministero della Difesa russo prima ha confermato un attacco sulla regione poi ha sostenuto che la causa “più probabile” della distruzione parziale della cattedrale è stato il precipitare di un missile antiaereo ucraino, teoria confermata oggi da Peskov.

Intanto, intervenendo su un altro tema molto attuale, il presidente Vladimir Putin ha affermato che la Russia sostituirà le esportazioni di grano ucraino in Africa, dopo che Mosca è uscita dall’accordo mediato da Turchia e Onu che consente la loro spedizione sicura. Il leader del Cremlino ha spiegato in una dichiarazione pubblicata sul sito web della presidenza russa che la Russia continuerà i suoi “energici sforzi per fornire cereali, prodotti alimentari, fertilizzanti e altri beni all’Africa”, secondo quanto spiegato dall’Agence France-Presse.

“Voglio assicurare che il nostro paese è in grado di sostituire il grano ucraino sia su base commerciale che gratuita”, ha commentato Putin.

Legambiente, avvistati in Puglia mamma capodoglio e il suo piccolo

Legambiente, avvistati in Puglia mamma capodoglio e il suo piccoloRoma, 24 lug. (askanews) – Avvistamento speciale per Goletta Verde. La storica imbarcazione di Legambiente, in navigazione lungo la Penisola per monitorare lo stato di salute delle acque marine e della costa, ha avvistato a largo di Lecce una mamma capodoglio con il suo piccolo.

Un incontro emozionante ripreso ieri sera, poco prima del tramonto, – informa Legambiente – con l’utilizzo del drone pilotato da Steven Salamone membro dell’equipaggio di Goletta Verde. Durante l’avvistamento l’associazione ambientalista per non disturbare i due cetacei ha seguito tutte le indicazioni dell’Università di Siena con cui collabora da anni sul tema della tutela del Mediteranno e la lotta al marine litter. Inoltre, l’avvistamento è stato segnalato anche sull’app Marine Ranger del progetto LIFE DELFI pensata per monitorare la presenza dei cetacei nel Mediterraneo. Legambiente ricorda che le segnalazioni e le osservazioni sono di fondamentale importanza per i ricercatori impegnati a identificare le minacce e le aree di interazione con le attività antropiche di delfini, balene e anche foche, così da poter intervenire rapidamente in caso di emergenza (spiaggiamenti, interazioni con rete o lenze etc).

Da quando Goletta Verde ha iniziato il 30 giugno il suo viaggio partendo dalla Liguria, ha avvistato anche alcune tartarughe Caretta Caretta e dei delfini. Oggi la campagna itinerante inizierà la sua nona tappa in Puglia con una serie di appuntamenti in programma dal 24 al 26 luglio. Giunta alla 37esima edizione, Goletta Verde di Legambiente è realizzata con le partnership principali di ANEV, CONOU, Novamont e Renexia e la media partnership de La Nuova Ecologia.

Fiaso: con l’emergenza caldo aumentati del 30% gli accessi ai pronto soccorso degli ospedali

Fiaso: con l’emergenza caldo aumentati del 30% gli accessi ai pronto soccorso degli ospedaliRoma, 24 lug. (askanews) – Gli ospedali stanno potenziando la risposta all’emergenza caldo per far fronte all’aumento del numero di pazienti che cercano assistenza presso i pronto soccorso.

“Stiamo registrando un aumento medio di accessi del 30% e le aziende sanitarie e ospedaliere stanno modulando la capacità di accoglienza, con posti letto aggiuntivi nelle medicine interne o ambulatori dedicati ai codici minori per alleggerire il carico di accessi nei pronto soccorso”, spiega Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere-Fiaso. L’attuale situazione climatica, caratterizzata da temperature elevate e ondate di calore prolungate, ha posto notevoli sfide al sistema sanitario, ma grazie alla collaborazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, – dichiara Fiaso – si sta rispondendo con tempestività ed efficienza all’aumento della domanda di cure mediche.

“Non deve mancare in questo momento il supporto dei medici di medicina generale e dei servizi territoriali o nei pronto soccorso la situazione diventerà critica”, aggiunge Migliore. È bene ricordare ai cittadini di adottare precauzioni adeguate per proteggersi dalle alte temperature e utilizzare i Pronto Soccorso solo in caso di effettiva necessità. Le aziende sanitarie hanno promosso campagne di sensibilizzazione, attivato numeri verdi e servizi di assistenza domiciliare, incoraggiando la popolazione a prendere misure preventive per evitare i problemi di salute legati alle alte temperature.

In Grecia dopo Rodi anche Corfù è in fiamme: evacuazioni in corso

In Grecia dopo Rodi anche Corfù è in fiamme: evacuazioni in corsoRoma, 24 lug. (askanews) – Evacuazioni in corso nell’isola di Corfù, dopo che un vasto incendio è scoppiato nella parte settentrionale, frequentata da molti turisti, in special modo britannici. La decisione delle autorità greche arriva dopo che circa 19.000 persone sono state evacuate dall’isola di Rodi, anch’essa colpita da imponenti incendi.

L’ordine di evacuazione, emesso dai servizi d’emergenza della Grecia, è arrivato nella tarda serata di ieri e riguarda un certo numero di aree di Corfù. In particolare, tutte le persone presenti nelle zone di Santa, Megoula, Porta, Palia, Perithia e Sinies sono state invitate ad allontanarsi. Imbarcazioni sono state inviate per evacuare residenti e turisti via mare, ha detto un funzionario del governo. Quasi 2.500 persone sono già state evacuate per precauzione durante la notte, secondo quuanto precisato da un portavoce dei vigili del fuoco all’AFP.

L’incendio boschivo nel nord di Corfù ha portato all’”evacuazione preventiva di 2.466 persone” questa notte, ha affermato Yannis Artopios, sottolineando che finora le fiamme non hanno provocato danni a case o strutture alberghiere.

Caldo, Fiaso: +30% gli arrivi ai pronto soccorso degli ospedali

Caldo, Fiaso: +30% gli arrivi ai pronto soccorso degli ospedaliRoma, 24 lug. (askanews) – Gli ospedali stanno potenziando la risposta all’emergenza caldo per far fronte all’aumento del numero di pazienti che cercano assistenza presso i pronto soccorso.

“Stiamo registrando un aumento medio di accessi del 30% e le aziende sanitarie e ospedaliere stanno modulando la capacità di accoglienza, con posti letto aggiuntivi nelle medicine interne o ambulatori dedicati ai codici minori per alleggerire il carico di accessi nei pronto soccorso”, spiega Giovanni Migliore, presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere-Fiaso. L’attuale situazione climatica, caratterizzata da temperature elevate e ondate di calore prolungate, ha posto notevoli sfide al sistema sanitario, ma grazie alla collaborazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, – dichiara Fiaso – si sta rispondendo con tempestività ed efficienza all’aumento della domanda di cure mediche.

“Non deve mancare in questo momento il supporto dei medici di medicina generale e dei servizi territoriali o nei pronto soccorso la situazione diventerà critica”, aggiunge Migliore. È bene ricordare ai cittadini di adottare precauzioni adeguate per proteggersi dalle alte temperature e utilizzare i Pronto Soccorso solo in caso di effettiva necessità. Le aziende sanitarie hanno promosso campagne di sensibilizzazione, attivato numeri verdi e servizi di assistenza domiciliare, incoraggiando la popolazione a prendere misure preventive per evitare i problemi di salute legati alle alte temperature.

Il Partito Popolare spagnolo avverte: o governa Feijoo o si torna al voto

Il Partito Popolare spagnolo avverte: o governa Feijoo o si torna al votoRoma, 24 lug. (askanews) – Per il Partito Popolare, primo gruppo politico in Spagna dopo le elezioni legislative di ieri, non ci sono alternative: o si forma un governo guidato da Alberto Nunez Feijoo o si torna alle urne per un nuovo voto. “Ci sono due opzioni, o Feijóo sarà presidente o ci sarà un blocco che porterà a ripetere le elezioni. E questo dovrebbe essere giustificato da tutti coloro che hanno perso” ieri alle urne, ha precisato il coordinatore generale del Pp, Elías Bendodo, dopo i risultati del voto.

“Stiamo parlando di un blocco e della ripetizione delle elezioni. Nessuno di questi è uno scenario buono per ciò di cui il nostro Paese ha bisogno”, ha insistito. “Ci assumeremo la nostra responsabilità di guidare la coalizione della maggioranza di governo”, ha concluso Bendodo. Analoga la posizione espressa dalla segretaria generale del Pp, Cuca Gamarra, che in un’intervista televisiva citata dal El Pais ha avvertito che “la via alternativa all’investitura di Feijóo è un Frankenstein 2”. Il riferimento di Gamarra è al soprannome con cui l’opposizione e i media conservatori hanno definito la coalizione di PSOE e Unidas Podemos con il sostegno parlamentare di partiti come ERC e Bildu durante l’ultima legislatura. Una strada, quest’ultima, che evidentemente il Pp non ritiene percorribile. “O si materializza un’investitura con Feijóo o quello che propone Sßnchez è il blocco e la ripetizione elettorale”, ha affermato Gamarra.

Feijóo, intanto, inizierà presto un giro di contatti per cercare di formare un governo. “Feijóo chiamerà Pedro Sßnchez”, ha confermato Gamarra.

E’ morta Gloria, è il secondo caso di suicidio assistito in Italia

E’ morta Gloria, è il secondo caso di suicidio assistito in ItaliaMilano, 24 lug. (askanews) – La signora ‘Gloria’, paziente oncologica veneta di 78 anni, è morta il 23 luglio alle 10.25: è la seconda persona in Italia ad aver scelto di porre fine alle proprie sofferenze tramite l’aiuto alla morte volontaria, reso legale a determinate condizioni dalla sentenza della Corte costituzionale 242/2019 sul caso Cappato-Antoniani. ‘Gloria’ è la prima persona nel nostro Paese ad aver ottenuto la consegna del farmaco e di quanto necessario da parte dell’azienda sanitaria.

‘Gloria’ è morta nella sua abitazione dopo essersi auto somministrata il farmaco letale attraverso la strumentazione fornita dall’azienda sanitaria locale. La procedura di suicidio medicalmente assistito è avvenuta sotto il controllo medico del dottor Mario Riccio, consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby ed era stato il medico di fiducia di Federico Carboni, il primo italiano un anno fa ad aver chiesto e ottenuto nelle Marche il 16 giugno 2022 l’accesso alla tecnica. ‘In questo momento il nostro pensiero va alla famiglia di ‘Gloria’, al marito, vicino a lei fino all’ultimo istante – hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria Nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Anche se ‘Gloria’ ha dovuto attendere alcuni mesi, ha scelto di procedere in Italia per avere accanto la sua amata famiglia e sentirsi libera nel suo paese. Ringraziamo il dottor Mario Riccio, che ha seguito la vicenda fin dall’inizio e che dopo l’impossibilità da parte dell’azienda sanitaria di fornire anche assistenza medica ha aiutato ‘Gloria’ in questa fase finale, nel rispetto della sentenza 242/19 della Corte costituzionale. Le è stata risparmiata una fine che non avrebbe voluto, grazie alle regole stabilite dalla Consulta e grazie alla correttezza e all’umanità del sistema sanitario veneto e delle istituzioni regionali presiedute da Luca Zaia. E grazie anche a Fabiano Antoniani, Davide Trentini e alle nostre azioni di disobbedienza civile che hanno portato i tribunali a intervenire e la Corte Costituzionale a emanare la sentenza che oggi ha permesso che fosse rispettata la scelta di ‘Gloria’.

‘Gloria’ è la seconda cittadina residente in Veneto, dopo Stefano Gheller, affetto da distrofia muscolare, ad aver ottenuto la verifica delle condizioni per poter accedere al suicidio assistito e il relativo parere favorevole da parte dell’azienda sanitaria e del comitato etico. Mentre in Italia, per quanto se ne abbia notizia, è la quarta volta che accade. Intanto il Veneto è la prima Regione d’Italia ad aver raggiunto, e poi depositato, la soglia delle firme necessaria per poter portare la proposta di legge regionale sul suicidio assitito in Consiglio regionale. Sono oltre 7.000 i cittadini veneti che hanno sottoscritto il testo di ‘Liberi Subito’, la proposta di legge regionale elaborata dall’Associazione Luca Coscioni per regolamentare l’aiuto medico alla morte volontaria su cui si stanno raccogliendo le firme anche in Piemonte, Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia. Analoga proposta verrà depositata in Basilicata e Lazio attraverso l’iniziativa dei Comuni ed è già stata depositata da consiglieri regionali in Sardegna, Puglia e Marche. Qui lo scenario nazionale completo. Il via libera definitivo da parte dell’azienda sanitaria regionale e dal Comitato Etico alla verifica delle condizioni per poter accedere al suicidio medicalmente assistito di ‘Gloria’ era arrivato il 30 marzo scorso. Il 19 maggio la signora aveva ricevuto conferma sul farmaco e sulle modalità per la morte volontaria. Dopo circa 6 mesi dall’avvio dell’iter si era conclusa la procedura di verifica delle condizioni e delle modalità per poter accedere alla tecnica. ‘Gloria’ aveva prima chiesto a Marco Cappato informazioni per andare in Svizzera e poi, una volta appreso che avrebbe potuto procedere in Italia, ha scelto di chiedere la verifica delle condizioni e di procedere con i suoi cari vicini a casa sua. Ha così preso contatti con Filomena Gallo, avvocata e segretaria dell’associazione Luca Coscioni, che l’ha seguita anche nella fase di richieste e verifica insieme al team legale dell’Associazione Luca Coscioni. Aveva poi iniziato la procedura, nel novembre 2022, con una richiesta all’azienda sanitaria competente di effettuare tutte le verifiche per accedere all’aiuto alla morte volontaria.

L’azienda sanitaria, tramite i propri medici, aveva dunque attivato le verifiche necessarie e aveva riscontrato che possedeva tutti i requisiti previsti dalla sentenza 242/19 della Consulta. Accertando che quindi avesse autonomamente e consapevolmente deciso di procedere con l’aiuto alla morte assistita; che fosse affetta da patologia irreversibile; che tale patologia producesse sofferenze che lei stessa reputava intollerabili; che i trattamenti con ‘farmaci antitumorali mirati’ costituissero sostegno vitale. A fine marzo 2023, l’azienda sanitaria aveva comunicato alla signora che, a seguito della relazione multidisciplinare prodotta dai medici dell’azienda sanitaria, anche il Comitato etico aveva rilevato la sussistenza dei requisiti previsti. Nell’aprile 2023, a seguito di una serie di interlocuzioni con i legali della donna, l’azienda sanitaria ha poi comunicato la tipologia di farmaco idoneo per poter procedere e le modalità di assunzione per poter procedere. Successivamente, dopo la richiesta di chiarimenti sulla fornitura del farmaco e della strumentazione, l’azienda aveva comunicato che avrebbe fornito la strumentazione necessaria all’autosomministrazione del farmaco letale.

Federico Carboni, un anno fa, è stato il primo italiano ad aver avuto accesso al suicidio medicalmente assisito in Italia, ma non volendo attendere altro tempo per chiedere anche l’assistenza dal Servizio Sanitario nazionale nella fase finale, aveva dovuto farsi carico dei costi del farmaco e del macchinario, acquistato poi grazie a una raccolta fondi aperta dall’Associazione Luca Coscioni. Il 12 luglio, ‘Gloria’ aveva fatto un appello alle istituzioni, al Presidente della regione Veneto affinché il rinnovo delle verifiche sulla sussistenza dei requisiti, prima della consegna del farmaco e di quanto è necessario, fossero effettuate quanto prima visto il peggioramento delle sue condizioni. I medici dopo 5 giorni hanno verificato che la signora avesse ancora piena capacità di autodeterminarsi e autosomministrarsi il farmaco nonostante l’avanzare della malattia. Oltre Federico Carboni e ‘Gloria’ – anche altri due italiani, Stefano Gheller e ‘Antonio’ hanno ottenuto il via libera dal Comitato Etico della regione di appartenenza (ultimo step prima del ‘semaforo verde’) e sono dunque ora liberi di scegliere il momento più opportuno per confermare le proprie volontà o eventualmente modificare le proprie intenzioni iniziali. Numerosi invece sono i connazionali ancora costretti a emigrare in Svizzera. Tra quelli assistiti da Marco Cappato e i ‘disobbedienti civili’ iscritti a Soccorso Civile, figurano le storie degli italiani che non erano dipendenti da trattamenti classici intesi di sostegno vitali riconducibili ad una interpretazione restrittiva dell sentenza della Consulta (come Elena, Romano, Massimiliano e Paola). All’attenzione della magistratura la verifica dei fatti esposti per l’aiuto fornito a Elena, Romano, Massimiliano e Paola, da Marco Cappato, Chiara Lalli, Felicetta Maltese e Virginia Fiume, assistiti dall’Avvocata Filomena Gallo e dal collegio legale dell’associazione Luca Coscioni stabiliranno, come vogliono dimostrare i difensori, se la loro condizione era descrivibile come ‘dipendente da trattamenti di sostegno vitale. Altri vorrebbero accedere alla morte volontaria assistita e sono in attesa della verifica delle condizioni, ma son finiti intrappolati nelle sabbie mobili delle lungaggini burocratiche e vittime del reato di ‘tortura’ da parte dello Stato (attualmente è nota la vicenda di Laura Santi in Umbria, ‘Anna’ in Friuli Venezia Giulia) e costretti a un interminabile percorso nei tribunali contemporaneo e direttamente proporzionale a un peggioramento delle condizioni di salute. Infine vi sono casi come Fabio Ridolfi e Giampaolo costretti a rinunciare al lungo e faticoso percorso scegliendo loro malgrado il ricorso alla sospensione delle terapie e una lenta morte sotto sedazione profonda con distacco dell’alimentazione e dell’idratazione, un epilogo che non avrebbero desiderato.