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Lollobrigida: all’estero e in Italia sosteniamo ragioni pescatori

Lollobrigida: all’estero e in Italia sosteniamo ragioni pescatoriRoma, 14 lug. (askanews) – “All’estero come in Italia sosteniamo le ragioni dei nostri pescatori che, insieme agli agricoltori, sono i primi ambientalisti della Nazione. Stiamo lavorando per rappresentare le istanze dell’economia italiana e far riflettere sulle criticità emerse negli ultimi anni di fronte a uno schema che vede tutelare il modello di pesca dell’Europa del Nord e mettere in discussione quello praticato nel Mediterraneo”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida al porto di San Benedetto del Tronto, dove questa mattina ha partecipato alla manifestazione dei pescatori contro le nuove politiche europee per il comparto, insieme al sottosegretario al Mef Lucia Albano, al senatore e commissario alla Ricostruzione e Sisma 2016, Guido Castelli, ai presidenti della Regione Marche Francesco Acquaroli e di Coldiretti Ettore Prandini, che ha promosso l’iniziativa.

“Il pescatore italiano garantisce qualità, il pesce italiano pescato nel nostro mare è eccellenza”, ha aggiunto Lollobrigida sottolineando che “il Governo Meloni non è disposto a indebolire gli interessi dei nostri assetti produttivi e sacrificare un mondo che rappresenta una cultura e una produzione di qualità. Sul piano internazionale – ha ricordato il ministro – stiamo sollevando questioni che vedono sempre più Stati convergere sull’idea che la sovranità alimentare europea è sempre più necessaria e che non ci si può affidare, come avvenuto in passato, a filiere instabili”. “Intendiamo garantire la sostenibilità ambientale insieme a quella economica – ha concluso Lollobrigida – Questo può avvenire anche attraverso l’innovazione e la ricerca, garantendo mezzi e sostegni per incentivare, ad esempio, l’utilizzo di motori a minor impatto ambientale”, ha spiegato il ministro Lollobrigida che nel corso ha visitato anche la Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto.

Zes, De Luca:bene unica area Sud ma no a centralizzazione governo

Zes, De Luca:bene unica area Sud ma no a centralizzazione governoNapoli, 14 lug. (askanews) – La creazione di un’unica area Zes nel Sud Italia deve essere una “misura a tempo indeterminato” e “non deve comportare una centralizzazione”. A dirlo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della diretta Facebook del venerdì. Il governatore, rivendicando che l’idea di una sola Zona economica speciale per tutto il Mezzogiorno sia stata avanzata tempo fa dalla Campania, ha spiegato: “Il governo ci ha comunicato che l’Unione europea ha dato l’assenso di massima per creare un’unica area Zes nel Sud Italia. Bene, benissimo. Ma intanto va chiarito che questa misura deve valere a tempo indeterminato fino a quando il reddito pro capite dell’area meridionale non avrà raggiunto perlomeno l’85% del prodotto interno lordo delle regioni del Centro Nord”. “Secondo, e qui c’è un elemento di preoccupazione che bisogna avanzare, nell’intenzione del governo c’è un retro pensiero cioè fare del Sud un’unica Zona economica speciale il che può significare avere un’unica struttura nelle mani del governo centrale. Questa sarebbe una cosa inaccettabile perché abbiamo un governo totalmente incapace di gestire questioni economiche”, ha concluso De Luca.

Salario minimo, Schlein:il no della maggioranza umilia lavoratori

Salario minimo, Schlein:il no della maggioranza umilia lavoratoriRoma, 14 lug. (askanews) – Dicendo no al salario minimo la maggioranza “umilia i lavoratori e le lavoratrici”. Lo dice la segretaria Pd Elly Schlein. “Chi sopprime la possibilità di far uscire lavoratori e lavoratrici dallo sfruttamento e dalla povertà si qualifica da solo: stiamo parlando di 3 milioni e mezzo di persone con un salario minimo orario inferiore ai 9 euro”.

“Quanta arroganza ci vuole – aggiunge – per rifiutarsi di prenderli in considerazione? Dietro quelle retribuzioni da fame ci sono contratti pirata, falsi appalti, false imprese, false cooperative, abuso di contratti precari”. Continua la segretaria Pd: “Tagliano di miliardi il contrasto alla povertà e danno un euro al giorno con una card una tantum, ma si rifiutano di aggredire il problema della povertà nei luoghi in cui ha origine. Perché sono interessati più alla propaganda e alla presa in giro che alla soluzione dei problemi”.

Conclude la Schlein: “La maggioranza presenta un emendamento per cancellare con un tratto di penna la proposta delle opposizioni sul salario minimo senza offrire neanche la possibilità di un confronto, di un dialogo. Ma così facendo non umilia le opposizioni: umilia lavoratrici e lavoratori poveri, abbandonandoli alla morsa dell’inflazione e alle conseguenze disastrose dei provvedimenti di questo governo. La maggioranza ci ripensi e approvi con noi questa proposta”.

Da Ca’ del Bosco e Accademia Brescia SantaGiulia arte in vigna

Da Ca’ del Bosco e Accademia Brescia SantaGiulia arte in vignaRoma, 14 lug. (askanews) – Raccontare l’attenzione alla tutela del suolo e degli organismi al suo interno attraverso la promozione del lavoro di giovani artisti del territorio. E’ il progetto di Ca’ del Bosco e Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia che hanno creato un percorso, nel cuore dei vigneti storici dell’azienda vitivinicola in Franciacorta, alla scoperta di 23 totem collocati in prossimità di passaggi pedo-ciclabili e inseriti nell’ambiente circostante.

23 installazioni volte ad approfondire l’approccio etico adottato dall’azienda, arricchite da altrettante opere d’arte realizzate dagli studenti dell’Accademia. Un progetto ideato nel 2021 da Giuseppe La Spada, consulente artistico, e realizzato nel corso dell’anno accademico 2021/2022. Ciascun totem, progettato dall’architetto Gabriele Falconi, è realizzato in acciaio corten e ha una forma triangolare, a punta di freccia. I due lati raffigurano rispettivamente il vigneto di appartenenza, completato da un QRcode di approfondimento, e le opere artistiche realizzate dagli studenti. L’Accademia SantaGiulia ha inoltre realizzato un sito internet in lingua italiana e inglese dedicato al progetto.

Maurizio Zanella, presidente di Ca’ del Bosco, spiega: “unire il potere dell’arte alla nostra ferma convinzione che l’agricoltura biologica certificata sia la strada migliore da intraprendere per salvaguardare la Franciacorta rappresenta il nostro modo di dire grazie a questo territorio che tanto ci ha donato”.

Salario minimo,Conte: Meloni e la maggioranza insultano italiani

Salario minimo,Conte: Meloni e la maggioranza insultano italianiRoma, 14 lug. (askanews) – Giorgia Meloni e la maggioranza “insultano gli italiani”, secondo il leader M5s Giuseppe Conte.”Carovita? Lavoro sottopagato? Buste paga indegne? Ecco la risposta del Governo: un emendamento confezionato in fretta e furia per sopprimere la nostra proposta sul salario minimo legale che darebbe a milioni di cittadini il diritto a una paga dignitosa”.

Continua l’ex premier: “Mentre non arriva nessun segno di vita da questa maggioranza per annullare il vergognoso ripristino dei vitalizi in favore dei parlamentari. Blaterano di ‘patriottismo’ ma lo fanno valere solo per difendere i loro ministri dalle dimissioni e tutelare i loro privilegi. Non a favore degli italiani che – due su tre – chiedono un salario minimo legale”. Insomma, conclude, “Meloni e la maggioranza sono convinti di avere avuto con le elezioni il mandato politico di insultare gli italiani”.

Salario minimo, la maggioranza presenta un emendamento per fermare la proposta di legge. Le opposizioni: indecente

Salario minimo, la maggioranza presenta un emendamento per fermare la proposta di legge. Le opposizioni: indecenteRoma, 14 lug. (askanews) – La maggioranza di centrodestra in commissione Lavoro alla Camera ha depositato un emendamento soppressivo alla legge sul salario minimo. “Nonostante le numerose audizioni svolte in commissioni, la maggior parte delle quali hanno espresso contrarietà a un salario minimo regolato per legge – si apprende da fonti della maggioranza – le opposizioni hanno preferito fare di un tema così importante un totem di propaganda in vista dell’estate, ponendo un muro sulla proposta da noi avanzata di una discussione a 360 gradi sulla contrattazione, il welfare aziendale e lavoro povero da avviare a settembre. Pertanto ci siamo visti costretti a procedere in questo senso e continuare nel lavoro avviato, da maggioranza e governo, su provvedimenti che hanno già dato i loro frutti – come il taglio del cuneo e il dl lavoro – e quelli che tra qualche giorno arriveranno in parlamento come il prossimo disegno di legge lavoro. Il tema dei salari è nell’agenda politica del centrodestra e stiamo lavorando per dare risposte adeguate e non solo strumentali ed inattuabili”. Insorgono (con qualche distinguo) le opposizioni. “La maggioranza propone, con l’arroganza dei numeri di cui fa ormai quotidianamente una esibizione muscolare, un solo emendamento soppressivo alla proposta delle opposizioni sul salario minimo e sulla estensione a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici (dipendenti, parasubordinati e autonomi) del trattamento economico complessivo previsto dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative. Una chiusura a qualsiasi possibilità di confronto democratico assolutamente inaccettabile, non verso l’opposizione, ma verso il Paese. Non ci arrenderemo a tanta prepotenza”, dichiara in una nota Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd.

“Nell’unico Paese OCSE in cui i salari sono diminuiti, e in cui oltre tre milioni di lavoratori e lavoratrici sono sottopagati, il Governo si rifiuta perfino di discutere con le opposizioni la proposta del salario minimo. Indifferenti verso i deboli, arroganti in Parlamento”, dichiara Marina Sereni della Segreteria nazionale del Pd in un tweet. “La maggioranza di centrodestra vuole sopprimere la proposta di legge sul salario minimo, uno vero e proprio schiaffo a milioni di lavoratrici e lavoratori e una condanna alla povertà e alla precarietà”, afferma in una nota Francesco Silvestri, capogruppo M5s alla Camera.

“È più forte di loro, non c’è storia: fare la guerra ai poveri è lo sport preferito dalla destra di questo Paese. Voler sopprimere la proposta di legge sul salario minimo è indecente”, scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra. “Deve essere chiaro agli italiani che Meloni, Salvini, Tajani – conclude il leader di SI – intendono difendere chi paga poco o chi sfrutta il lavoro altrui”. “La risposta della maggioranza non si è fatta attendere; sul salario minimo bloccano la legge e la loro controproposta è: nulla, i lavoratori sottopagati possono attendere”, così Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera dei Deputati.

Ma sul tema il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha una posizione articolata: “E’ meglio lavorare per garantire la partecipazione dei lavoratori agli utili che insistere sul salario minimo”, sostiene nella sua enews. “Per motivi politici – ricorda Renzi – come abbiamo già spiegato più volte: noi non siamo alleati di Salvini e Meloni e non siamo alleati di Schlein e Conte. Dunque votiamo le leggi che ci convincono, chiunque le proponga, stando al merito ma senza trasformare queste leggi in bandiere della maggioranza o delle opposizioni”. Continua Renzi: “Nel merito poi questa legge sul salario minimo è molto diversa da quella che avevamo immaginato noi dopo il JobsAct, Industria 4.0 e dopo tutte le nostre misure sul lavoro”. Dunque, “faremo emendamenti e cercheremo di migliorare un testo che secondo Landini è l’inizio della rivoluzione sul lavoro. Per me non è così: penso che sarebbe meglio concentrarci come stiamo facendo noi sulla partecipazione dei lavoratori agli utili aumentando gli stipendi al ceto medio. E gli stipendi al ceto medio in questi anni li abbiamo alzati in modo serio solo noi”.

Biennale Danza, il Leone d’Oro Simone Forti e la sua eredità

Biennale Danza, il Leone d’Oro Simone Forti e la sua ereditàVenezia, 14 lug. (askanews) – Simone Forti, leggendaria artista e coreografa americana di origini italiane, è in un certo senso il nume tutelare della Biennale Danza 2023, che a lei ha attribuito il Leone d’Oro alla carriera e una importante mostra retrospettiva in Arsenale, in collaborazione con il MOCA di Los Angeles e curata da Rebecca Lowery e Alex Sloane, che hanno sottolineato il ruolo seminale di Forti per la definizione del linguaggio contemporaneo della danza e la sua perdurante attualità. E anche il presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, ha partecipato all’inaugurazione della mostra. “L’idea, la scelta di Simon Forti – ha detto ad askanews – è la massima esaltazione di questa ricerca che non è solo coreografica, è proprio l’arte pura in generale”.

Per l’occasione negli spazi espositivi sono stati performati dal vivo alcuni dei lavori storici di Forti e la stessa artista si è collegata dagli Stati Uniti e, in un’atmosfera di grande emozione e commozione, ha voluto parlare al pubblico. “È straordinario vedere il mio lavoro ancora in scena – ha detto – . Quello che è servito è stata l’esperienza del corpo, quello che si prova quando si cammina, quando si fanno movimenti normali, quando si sta appesi a una corda, quando si sente di occupare lo spazio con il proprio corpo”. Articolata su due diversi spazi, la mostra attraversa sei decenni di lavoro di Simone Forti, partendo dalle decisive “Dance Constructions”, che hanno cambiato per sempre la relazione tra la danza contemporanea e le arti visive, per arrivare poi a tutta una profonda lezione anche di sovvertimento delle dinamiche di potere, oltre che alla sua capacità di utilizzare diversi media, con straordinaria attualità. E proprio sulla relazione tra le diverse generazioni di artisti si è focalizzato il direttore della Biennale Danza Wayne McGregor. “C’è una straordinaria creatività nel mondo – ci ha detto – ma le risorse sono sempre poche. Dobbiamo impegnarci per sostenere i giovani artisti e permettere che la loro voce possa essere sentita, esattamente come quella degli artisti storicizzati. È fondamentale avere una diversità di voci nel mondo della danza, per continuare a innovare”.

Nel solco di una strada che Simone Forti, insieme ad altre figure di pioniere come Trisha Brown o Yvonne Rainer, ma in un certo senso viene in mente anche il nome di Joan Jonas, ha contribuito a creare e rendere sempre attuale.

Dal 3 agosto nelle sale il thriller “Black Bits” di Alessio Liguori

Dal 3 agosto nelle sale il thriller “Black Bits” di Alessio LiguoriRoma, 14 lug. (askanews) – Uscirà dal 3 agosto in tutti i cinema italiani “Black Bits”, film diretto da Alessio Liguori, regista che con il suo film “Shortcut” ha conquistato il pubblico americano, rimanendo per un mese nella top ten Usa. Ora torna nelle sale con un adrenalinico thriller sci-fi con un cast internazionale; una coproduzione Italia-Polonia, prodotto da Minerva Pictures, Simona Ferri, Agresywna Banda e distribuito nelle sale cinematografiche da Altre Storie con Minerva Pictures.

Il film racconta uno spaccato di quel mondo attuale ipertecnologico in cui la vita reale si fonde con quella virtuale e definirne il confine diventa quasi utopia. Al centro della storia due giovani donne Dora e Beth, abili truffatrici, che dopo un’importante rapina alla Black Bits, società attiva nel dark web, si nascondono in una futuristica Safe House tra le montagne, ignare che il vero pericolo è proprio lì, dove niente è come sembra. “Alle soglie di una nuova era, già immaginata dal cinema e dalla letteratura – ha dichiarato il regista Alessio Liguori – con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e i suoi relativi rischi, con il potenziamento del calcolo grazie ai computer quantistici, il virtuale si fonde con la realtà, soprattutto con l’annunciato sviluppo della tecnologia dei neurochip. Black Bits si colloca perfettamente in questo contesto immaginando lo sviluppo della tecnologia neuronale e i suoi potenziali e pericolosi utilizzi ludici. La realtà analogica si fonde con quella virtuale e voyeristica e il confine tra reale e immaginario viene oltrepassato e oltremodo manipolato. Un film costruito sulla tensione e il mistero avviluppati in una spirale che esplode nell’action finale dove i twist la fanno da padrone”.

Ambiente, Goletta Verde arriva in Basilicata, a Maratea

Ambiente, Goletta Verde arriva in Basilicata, a MarateaRoma, 14 lug. (askanews) – Nel Mediterraneo vivono 48 specie di squali e ben 22 di queste (il 46%), sono in pericolo. Sono all’apice della catena alimentare e predatori fondamentali per mantenere l’equilibrio degli ecosistemi marini, ma il loro numero continua a diminuire drasticamente, al contrario di quanto facciano immaginare gli ultimi avvistamenti a largo delle coste italiane. Tra le cause, le catture accidentali durante le attività di pesca professionale. A fare il punto su queste specie, in occasione della Giornata Mondiale degli squali che si celebra oggi 14 luglio, è Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente che con la sua imbarcazione partita a fine giugno dalla Liguria sta monitorando lo stato di salute delle acque marine e delle coste. Approdata oggi in Basilicata, a Maratea (PZ), Goletta Verde mette al centro della tappa lucana due temi: la biodiversità marina, grazie anche al progetto Life ELife, raccontato di tappa in tappa a bordo di Goletta Verde, che si propone di migliorare la tutela di alcune specie di elasmobranchi (squali e razze), promuovendo pratiche di conservazione nel contesto della pesca professionale, attraverso azioni dimostrative messe in atto nei porti italiani, ciprioti e greci; il tema dell’istituzione dell’area marina protetta Costa di Maratea, occasione unica di tutela della natura e sviluppo sostenibile del territorio. Per l’associazione ambientalista, Maratea può diventare un simbolo e un’eccellenza per promuovere la transizione ecologica e accelerare il raggiungimento dell’obiettivo 30% del nostro Paese.

Secondo gli esperti del Life Elife, progetto cofinanziato dal programma Life dell’Unione Europea, gli incontri con gli squali, come quelli segnalati da pescatori e bagnanti in Toscana e in Sicilia nelle ultime settimane, sono aumentati negli ultimi mesi non perché ci sia stato un incremento di esemplari nel Mediterraneo (non ci sono evidenze scientifiche che lo dimostrino), ma solo perché è migliorata la possibilità di fotografare e di poter fare video di alta qualità, con condivisione mediatica immediata, a specie marine riconoscibili. Oggi, stando anche a quanto scritto nella Lista rossa dei vertebrati italiani 2022, la situazione per squali e razze nel Mediterraneo è più difficile che in passato anche a causa delle catture accidentali durante le attività di pesca professionale: alcune specie, come lo squalo elefante, lo smeriglio, il mako e il palombo, sono in pericolo critico di estinzione. Le reti da traino e i palangari, secondo l’ultimo report della FAO, sono i principali responsabili della maggior parte delle catture accidentali. Tra il 2000 e il 2022 sono state accertate le catture accidentali di 17203 individui nel Mediterraneo centrale, 10289 individui nel Mediterraneo occidentale, 6743 individui nel Mediterraneo orientale e 3944 individui nel Mar Adriatico. Per questo è importante aumentare la conoscenza della distribuzione della specie e sensibilizzare sull’importanza della conservazione degli squali su cui, anche a causa dei molti pregiudizi, ancora troppo poco è stato fatto. E un modo per coinvolgere attivamente i cittadini è la “SharkApp”, la App realizzata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn con la collaborazione del progetto Life Elife – scaricabile gratuitamente, sia su Android che su iOS – tramite la quale è possibile segnalare gli avvistamenti di squali e diventare protagonista della salvaguardia di questa specie a rischio. “Sono state poche troppe poche le azioni di conservazione efficaci portate avanti su questi animali, che ancora soffrono il pregiudizio del timore e la scarsa conoscenza della popolazione. Sono animali all’apice della catena alimentare, che devono essere trattati con la dovuta attenzione e rispetto – commenta Federica Barbera, dell’Ufficio Aree protette e Biodiversità di Legambiente. – Ben vengano, quindi, i progetti come Life ELife che favoriscono le buone pratiche di conservazione, coinvolgendo direttamente il mondo della pesca professionale, ma bene anche l’istituzione delle aree marine protette fondamentali per limitare le conseguenze dannose delle attività umane”.

Legambiente ricorda che tutelare le specie e gli ecosistemi è anche uno degli impegni presi dall’Italia nell’ambito della Strategia europea sulla biodiversità che, come l’Accordo di Kunming Montreal, ci chiede di proteggere il 30% delle terre e dei mari entro il 2030. Raggiungere questo obiettivo non è più solo una grande ambizione per il mondo della conservazione, ma una risposta a quanto stabilito dalla Nature Restoration Law, approvata dal Parlamento Europeo lo scorso 12 luglio. È la prima legge sulla natura proposta e approvata dal continente europeo e prevede il ripristino del 20% degli ecosistemi naturali entro il 2030, con l’obiettivo a lungo termine di eliminare i sistemi naturali degradati entro il 2050. Il tema della biodiversità marina è stato affrontato oggi nel corso del webinar dal titolo “Squali nel Mar Mediterraneo: fake news, curiosità e minacce per la specie” in diretta streaming alle ore 11.00 sulla pagina YouTube di Legambiente e sul sito de La Nuova Ecologia (Rivedi la diretta). Durante l’incontro è stato fatto anche un collegamento con i laboratori educativi sullo stesso argomento, che si svolgono a bordo della Goletta Verde. Per quanto riguarda le fake news sugli squali, Goletta Verde sui suoi social smonta oggi con un’edizione speciale di Unfakenews targata Goletta Verde le principali bufale sulle specie.

Da Maratea, Goletta Verde lancia anche un appello affinché si realizzi entro il 2024 l’area marina protetta Costa di Maratea, richiesta dagli anni ’90 e che ancora non ha visto la luce. Per l’associazione ambientalista è fondamentale che si avvii e si realizzi al più presto il “cantiere Maratea Area marina protetta 2024” puntando allo stesso tempo su una maggiore sinergia e collaborazione tra istituzioni, comunità locali e realtà territoriali, elemento fondamentale per il successo e la realizzazione del progetto. L’istituzione dell’area marina protetta permetterebbe di generare una nuova economia per il territorio lucano capace di coniugare la tutela dell’ecosistema marino-costiero, lo sviluppo sostenibile del territorio e un turismo di qualità. “Dagli anni ’90 – spiega Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente – che chiediamo l’istituzione del Parco, in stallo da 26 anni a seguito dell’inserimento del sito tra le aree di reperimento. Ma ancora manca una discussione seria nelle sedi politiche. Chiediamo un Cantiere per Maratea Area Protetta 2024, perché non possiamo permetterci di perdere l’occasione e rimanere indietro rispetto agli obiettivi italiani ed europei. La conservazione della natura deve procedere in parallelo con la lotta alla crisi climatica e siamo convinti che l’Area marina protetta in quest’area possa essere un formidabile strumento di tutela e un marchio di qualità convincente per coniugare lo sviluppo sostenibile del territorio con il turismo di qualità”.

Temi di cui si parlerà questa sera, 14 luglio alle ore 19.00, nell’incontro organizzato da Legambiente al porto turistico della cittadina costiera dal titolo “L’Area Marina Protetta Costa di Maratea per la transizione ecologica in Basilicata”. Domani sabato 15 luglio ore 11:00 al Bar del Faro, sempre nel Porto turistico di Maratea, la Conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste della Basilicata. Giunta alla 37° edizione, Goletta Verde ha iniziato il suo viaggio lungo la Penisola da Genova il 30 giugno e si concluderà l’11 agosto in Friuli-Venezia Giulia. La campagna è realizzata con le partnership principali di ANEV, CONOU, Novamont e Renexiae la media partnership de La Nuova Ecologia.

Miyazaki è tornato: nei cinema giapponesi il suo ultimo capolavoro

Miyazaki è tornato: nei cinema giapponesi il suo ultimo capolavoroRoma, 14 lug. (askanews) – L’attesissimo ultimo lungometraggio dell’animatore premio Oscar nipponico Hayao Miyazaki è uscito oggi nei cinema giapponesi, dopo un’attesa di oltre dieci anni dall’ultima opera del maestro dell’”anime”. Lo raccontano i media giapponesi.

Miyazaki, 82 anni, co-fondatore della celebre casa di produzione Studio Ghibli, è tornato dal ritiro precedentemente annunciato per realizzare un film intitolato “Kimitachi ha dou ikiruka” (“Voi come vivrete?) I dettagli della trama sono stati mantenuti da Ghibli come un’informazione top secret. L’unica dettaglio diffuso è il poster del film, con una creatura simile a uccello con un occhio incastonato sotto il becco. Ora si sa che la trama racconta di un ragazzo che si trasferisce in campagna e lì incontra un airone che lo porta in un universo parallelo. Un film, insomma, molto in stile Miyazaki.

Il film sarebbe stato ispirato a un libro del 1937 iniziato da Yuzo Yamamoto e completato Genzaburo Yoshino, che racconta la storia di Jun’ichi, un ragazzo di 15 anni soprannominato Copernico e della sua crescita spirituale, una storia di formazione. Ma la trama del film sembra essere molto modificata rispetto al libro originario. Miyazaki aveva annunciato il suo ritiro nel 2013 perché riteneva di non essere in grado di realizzare film con la stessa intensità di “Porco rosso”, “Nausicaa” o “La città incantata”, che gli ha fatto ottenere l’Oscar nel 2003.

Tuttavia solo pochi anni dopo, Ghibli annunciò che Miyazaki era tornato al lavoro per realizzare il suo ultimo film.