Il ministero della Difesa ucraino: le forze russe hanno iniziato a lasciare ZaporizhzhiaRoma, 30 giu. (askanews) – Le forze russe stanno iniziando a lasciare la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo ha indicato il Dipartimento centrale di intelligence del Ministero della Difesa ucraino.
Le truppe di Mosca hanno occupato l’impianto da marzo dello scorso anno e l’Ucraina ha recentemente effettuato esercitazioni di risposta a disastri nucleari, in previsione di un potenziale attacco. Per tutta la durata della guerra sono state sollevate preoccupazioni sulla sicurezza dell’impianto, con entrambe le parti che si sono accusate reciprocamente di aver attaccato la struttura. La principale direzione dell’intelligence di Kiev ha dichiarato in un post su Telegram che alcuni lavoratori hanno ricevuto l’ordine di lasciare l’impianto entro il 5 luglio.
“Secondo gli ultimi dati, il contingente di occupazione sta gradualmente lasciando il territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Tra i primi a lasciare l’impianto sono stati tre dipendenti di Rosatom che erano a capo delle azioni dei russi. Anche ai dipendenti ucraini che hanno firmato un contratto con Rosatom è stato consigliato di evacuare. Secondo le istruzioni ricevute, dovrebbero partire entro il 5 luglio”. La Commissione ha inoltre sottolineato che il numero di pattuglie militari sta “gradualmente diminuendo” intorno all’impianto.
La seconda giornata del Vertice Ue, Meloni media con Polonia e Ungheria per l’accordo sui migrantiBruxelles, 30 giu. (askanews) – Seconda giornata di lavori del Consiglio europeo a Bruxelles. Il summit è iniziato in ritardo rispetto al programma, che prevedeva l’avvio a partire dalle 9.30.
La riunione è stata preceduta da una serie di incontri: uno è quello dei leader di 10 Paesi, tra cui l’Italia, che in mattinata hanno avuto una colazione di lavoro per discutere di capacità di assorbimento rispetto a nuovi Stati membri. L’altro è il trilaterale avuto dalla premier Giorgia Meloni con il primo ministro della Polonia, Mateusz Morawiecki e il premier ungherese Viktor Orban, ovvero i leader dei due Paesi che stanno bloccando l’adozione delle conclusioni del Consiglio europeo sull’immigrazione. Durante il trilaterale, avvenuto nella sede della delegazione italiana presso il Consiglio europeo, la premier ha tentato di trovare un punto di mediazione con i due Paesi che stanno bloccando l’adozione delle conclusioni del Consiglio europeo sull’immigrazione.
Al termine dell’incontro i tre leader hanno raggiunto la sala del Consiglio dove è cominciata la seconda giornata di lavori.
Terza notte di scontri in Francia per la morte di Nahel, il ministro dell’Interno Darmanin: 667 arrestiRoma, 30 giu. (askanews) – È aumentato a oltre 650 arresti il numero dei provvedimenti in Francia nella terza notte di disordini scatenati dalla morte di Nahel. Lo ha annunciato il ministro degli Interni del Paese, Gerald Darmanin. Nahel, un ragazzo di 17 anni, è stato ucciso a Nanterre durante un posto di blocco da un agente di polizia. Il poliziotto, per il quale è stata disposta la custodia cautelare, ha spiegato di aver agito per legittima difesa.
“Ieri sera, i nostri agenti di polizia, i gendarmi e i vigili del fuoco hanno affrontato ancora una volta con coraggio una rara violenza”, ha scritto Darmanin su Twitter, “Seguendo le mie precise istruzioni, hanno effettuato 667 arresti”.
Più italiani rinunciano a vacanze, in aumento mete estereRoma, 30 giu. (askanews) – Cala del 10% il numero di italiani che andrà in vacanza quest’estate: sulla scelta di rinunciare alle ferie estive pesano i problemi economici (16%). È questo il primo dato che emerge dalla quarta edizione della ricerca sulle vacanze degli italiani condotta da YouTrend per conto di Wonderful Italy, azienda leader in Italia nella gestione di case vacanza. Dopo l’estate da record del 2021 con il 71% di italiani intenzionati a partire per le ferie estive, l’anno scorso il dato si era attestato al 65% e quest’anno si ferma poco sotto il 62%.
Il 69% degli intervistati ha dichiarato che il rincaro dei prezzi influisce sulla scelta di andare in vacanza. Altri fattori economici come l’aumento dei tassi di interesse sui mutui e sui prestiti ha ripercussioni per il 65% dei casi. Le preoccupazioni relative al lavoro e ai cambiamenti climatici pesano rispettivamente per il 37% e per il 39% delle persone. La fascia di età compresa tra i 35 e i 54 anni è più preoccupata per il lavoro rispetto alle fasce under 35 e over 54. Anche i problemi economici non legati all’inflazione (per esempio, i tassi di interesse) vedono maggiormente coinvolta la fascia anagrafica centrale. Per il 72% delle persone tra i 35 e 54 anni, la situazione finanziaria incide sulla scelta delle vacanze. Per gli under 35 il dato si ferma al 65% e per gli over 54 al 60%.
Sempre ai vertici delle preferenze le sistemazioni in albergo e nelle case vacanza, quest’ultime preferite da 1 italiano su 3, al primo posto nella fascia under 35 e in forte crescita sulle altre categorie demografiche, in particolare per gli over 54 anni. Chi preferisce le case vacanza lo fa soprattutto per avere i comfort di una vera casa (23%) e per i maggiori spazi a disposizione (sempre il 23%). I motivi economici sono solo al terzo posto (19%), seguiti dalla disponibilità di una cucina (17%) e dalla maggiore privacy (16%). Secondo Michele Ridolfo, Ceo di Wonderful Italy “i dati dimostrano che le case vacanza e gli alberghi si rivolgono a due mercati differenti. Chi preferisce un albergo, difficilmente sceglie una casa. E viceversa. Ormai la casa vacanza non è più un’alternativa più economica rispetto all’albergo, soprattutto per le famiglie con figli, ma costituisce un settore ormai strutturato, capace di essere attrattivo non solo per i più giovani ma anche per i turisti più senior”.
Nell’estate 2023 continua a crescere la quota di italiani che sceglie l’estero al posto dell’Italia. Nel biennio 2020 e 2021, a causa della crisi pandemica, meno dell’8% degli italiani aveva lasciato i confini nazionali. Nel 2022, la percentuale era salita al 12% e quest’anno segna un ulteriore salto in avanti al 18%. Chi resta in Italia torna a preferire le destinazioni più vicine al luogo di residenza. Sicuramente, come effetto della situazione economica in atto. Infatti, mentre nel 2022 il 38% degli intervistati dichiarava di volersi recare in destinazioni a oltre 500 km, quest’anno la quota si ferma al 28%. Il mare resta incontrastato al primo posto ma perde 5 punti rispetto al 2022, passando dal 74% delle preferenze al 69%.
Dentro gli abissi, tra oscurità e famiglia: il teatro di DjokovicVenezia, 30 giu. (askanews) – Gli abissi sono tanti, a volte lontanissimi, a volte dentro di noi. Si sa. Vederli messi in scena, vedergli prendere una forma teatrale però è interessante, smuove, turba, terrorizza, poi magari anche rinfranca. Alla Biennale Teatro di Venezia, le Tese dei Soppalchi all’Arsenale hanno visto la prima mondiale di “En Abyme”, scritto da Tolja Djokovic e diretto da Fabiana Iacozzilli, che sempre qui lo scorso anno era stato presentato come “msie en lecture”. Ora torna come spettacolo vero e proprio, sostenuto da una drammaturgia forte, a volte totalizzante, ma anche da scelte sceniche e scenografiche che affiancano agli attori video di diverso tipo, oltre ad ambienti teatrali, senza però che la parola perda il suo controllo, anche nei momenti in cui non è pronunciata. Forse qui c’è la forza più sotterranea dello spettacolo.
Lo spunto per il racconto portato in scena da cinque attori – Simone Batraco, Oscar De Summa, Francesca Farcomeni, Evelina Rosselli e Aurora Occhiuzzi – è la discesa nell’abisso della Fossa delle Marianne fatto in solitaria dal regista James Cameron, che si è spinto in un luogo così profondo che nessun altro essere umano aveva mai visto. Ma accanto alla storia di questo reale sprofondare nelle acque nere dell’oceano, c’è il parallelo racconto di una bambina/donna, che prima conosciamo da adulta in una piscina – in passaggi che usano il cinema e arrivano a una densità poetica dura e toccante – per poi ritrovare giovanissima, ma già alle prese con la ricerca o l’assenza del padre, di questa figura che un po’ domina tutta la storia, così come i pensieri di altri drammaturghi under 40 visti in questa Biennale. Forse il punto generazionale, il legame alla base delle diverse scritture, è proprio il confronto con le figure dei genitori, magari solo con l’idea, con i bisogni e i dolori, le solitudini e i desideri che ruotano intorno alla più viscerale e complessa delle relazioni. Il batiscafo di Cameron scende sempre più verso il fondo, la donna nuota, poi a un certo punto si immerge, “scompare” dice la voce narrante, per riapparire poi a bordo piscina e piangere e raccontare una storia devastante, di corpi e solitudine. E poi nuotare ancora, come in un racconto di John Cheever, sullo sfondo della vita. Quella vita che la bambina osserva, mentre guarda il film “Titanic”, proprio di Cameron, nella costante attesa del padre, che quando appare si perde – le scene filmate sono decisive, danno una possibilità di pensare ancora meglio allo spazio teatrale, quella del gioco delle tre carte è realmente drammatica – per poi tornare e fermarsi, disperato su una sedia. La bambina, a quel punto, lo può abbracciare, così come si era presa cura anche della donna, lei stessa da adulta, pensiamo in sala, poco prima. “En Abyme” è chiaramente un gioco di specchi che, come dice il testo del catalogo della Biennale Teatro 2023, lavora su “una struttura a effetto Droste”, ossia il rimportare all’interno di una immagine la stessa immagine più piccola, che a sua volta contiene ancora se stessa, potenzialmente all’infinito. E potenzialmente infinita è la discesa abissale, sia quella fisica sia quella psicologica, ma lo spettacolo la gestisce, la convoglia nella parola poetica (nel senso di letteraria, teatrale, come più vi piace), che si rivela più potente e soprattutto più capiente. Così tanto da saper gestire la materia incandescente di cui tratta, così resistente da somigliare a quel pesce che, nonostante la terribile pressione, riesce a vivere nella Fossa delle Marianne fino a 8mila metri di profondità. In pratica sulla cima di un Everest rovesciato in mare.
E come quel pesce anche i personaggi dello spettacolo di Djokovic e Iacozzilli riescono in qualche modo a sopravvivere ai propri abissi, e mentre Cameron, rannicchiato in posizione fetale all’interno del suo batiscafo, vede per la prima volta il fondo più fondo della terra e scopre che c’è vita, nello stesso modo e, verrebbe da dire, nello stesso momento, il padre prende in braccio la bambina e, con lei stretta al collo, si allontana.
Naomi Campbell è diventata mamma per la seconda volta a 53 anniMilano, 30 giu. (askanews) – La topmodel Naomi Campbell è diventata mamma per la seconda volta a 53 anni. Ad annunciarlo la stessa modella con un post sul suo profilo Instagram: “Mio piccolo tesoro, sappi che sei amato oltre misura e circondato dall’amore dal momento in cui ci hai onorato con la tua presenza – si legge sul social dove ha postato anche una foto col bimbo in braccio che stringe le mani di mamma e sorellina di due anni – Un vero dono di Dio! Benvenuto babyboy”.
80anni da salvataggio ebrei bulgari, seminario a Roma lo raccontaRoma, 30 giu. (askanews) – Si è tenuto a Roma un seminario dedicato all’80° anniversario del salvataggio degli ebrei bulgari e a tutte le persone di tutte le nazioni che hanno salvato vite durante la seconda guerra mondiale con una panoramica degli archivi bulgari e vaticani. L’evento ha avuto luogo all’Antico Refettorio di Trinità dei Monti organizzato dall’Ambasciata di Bulgaria presso la Santa Sede.
A prendere per primo la parola Bogdan Patashev, ambasciatore della Bulgaria presso la Santa Sede. Dopo di lui, introdotti da Bernard Ardura, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze storiche, Rumyana Christidi dell’Università di Sofia St. Kliment Ohridski e Johan Icks dell’Archivio di Stato Vaticano. Secondo Patashev “è sempre la verità a patire durante la guerra” ma “negli anni tragici, come nel 1943, con l’ausilio di numerosi attori fra coloro che guidavano la società civile e autorità politiche, e grazie al supporto della Chiesa ortodossa, si mobilitarono in massa per impedire le deportazioni di quanti avevano cittadinanza bulgara”. Molti ebrei bloccati fra Instanbul e Palestina vennero messi in salvo con documenti bulgari, ricorda l’ambasciatore. Ma “va ricordato, proprio in quegli anni alcuni territori bulgari vennero occupati dalle forze armate naziste e da quelle zone, purtroppo, gli ebrei furono deportati a Treblinka, dove persero la vita”, aggiunge.
Francia, avvocato poliziotto contesterà carcerazione preventivaMilano, 29 giu. (askanews) – L’avvocato del poliziotto che ha sparato al 17enne Nahel, in Francia, contesterà la carcerazione preventiva del suo cliente. Laurent-Franck Lienard lo ha annunciato questa sera su BFMTV, dicendo che avrebbe contestato “domani mattina” la detenzione preventiva del suo cliente, l’ufficiale di polizia, dopo la sua incriminazione. “È devastato”, ha detto l’avvocato del poliziotto ma assicura che il suo assistito “chiede perdono alla famiglia”.
Ospite di BFMTV questa sera, l’avvocato dell’ufficiale di polizia incriminato e posto in custodia cautelare dopo aver ucciso il giovane Nahel a Nanterre, ha annunciato che il suo assistito “ha capito che serve da scusa per calmare i rivoltosi”. Secondo il legale del poliziotto, il suo assistito “si è commosso per la morte di questo giovane” e chiede “perdono alla famiglia”.
Per il legale “non voleva uccidere”. Invitato su BFMTV, Laurent-Franck Lienard ha confidato che “le prime parole” pronunciate dal suo assistito “sono state per chiedere scusa e le ultime parole che ha pronunciato sono state per chiedere scusa alla famiglia”. Poi ha aggiunto: “È devastato, non si alza la mattina per uccidere le persone”.
Ue, Polonia e Ungheria di traverso. Scontro su Patto migrantiBruxelles, 29 giu. (askanews) – Nel dibattito sull’immigrazione al Consiglio europeo in corso a Bruxelles, l’Ungheria e la Polonia, come avevano annunciato, hanno contestato la decisione presa a maggioranza qualificata dai ministri dell’Interno dei Ventisette l’8 giugno scorso a Lussemburgo che ha sbloccato due regolamenti del Patto per l’immigrazione e l’asilo.
I due regolamenti, approvati con il voto contrario proprio di Budapest e Varsavia, riguardano la gestione dell’immigrazione e dell’asilo e le procedure d’asilo nell’Ue. L’accordo del Consiglio Ue, che l’Italia ha accolto con favore perché è incentrato sulla cosiddetta “dimensione esterna” (oltre che su un forte giro di vite nelle procedure riguardanti la gestione dei migranti irregolari e delle loro domande d’asilo alle frontiere nei paesi di primo ingresso) dovrà ora essere negoziato con il Parlamento europeo perché si possa arrivare, si spera entro il prossimo febbraio, all’adozione formale del testo definitivo. Particolarmente dura, secondo fonti europee, è stata la critica all’accordo da parte del premier polacco Mateusz Morawiecki, soprattutto contro due punti, uno di contenuto e uno di principio: da una parte, la cosiddetta “solidarietà obbligatoria” prevista dall’accordo sul Patto, che obbligherebbe gli Stati membri a scegliere se ricollocare sul proprio territorio quote di migranti (stabilite secondo criteri oggettivi) dai paesi di primo ingresso, o, in alternativa, pagare 20.000 euro per ogni migrante non accolto.
L’opposizione di principio di Morawiecki (e anche del suo collega ungherese Viktor Orban) riguarda il fatto che si sia finalmente presa (a sette anni dall’ultima volta) una decisione Ue sulla questione migratoria a maggioranza qualificata dei ministri dei Ventisette (come prevede il Trattato Ue), rompendo una sorta di intesa politica che era stata concordata dai capi di Stato e di governo in Consiglio europeo nel 2018. In Polonia si voterà per le legislative in autunno, e Morawiecki che vuole naturalmente cavalcare l’onda populista anti immigrati contro i suoi rivali politici, ha persino annunciato che organizzerà un referendum nazionale contro il Patto immigrazione e asilo, magari lo stesso giorno delle elezioni, se dovesse essere adottato definitivamente quanto prevede il testo approvato dal Consiglio Ue.
Il premier polacco, ben sapendo di non avere alcuna possibilità di bloccare l’accordo, ha detto oggi di voler proporre un “piano alternativo”, per garantire la sicurezza dei confini dell’Ue, rafforzando, anche con ulteriori finanziamenti, l’Agenzia Frontex per la sorveglianza delle frontiere esterne, e lottando più efficacemente contro i trafficanti di esseri umani. A causa dell’opposizione polacca e ungherese, la discussione tra i leader sull’immigrazione è stata allungata ben oltre il previsto.
Biden: Corte Suprema “non normale” lontana da diritti fondamentaliMilano, 29 giu. (askanews) – “Questa corte ha fatto di più per disfarsi dei diritti fondamentali di qualsiasi altra nella storia recente: non è normale”. Così il presidente Usa Joe Biden sulla Corte suprema americana in una intervista trasmessa da Msnbc.
Biden poi aggiunge che sarebbe un errore espandere il numero dei membri della Corte Suprema, anche se ha detto a MSNBC, di vedere l’istituzione come fuori contatto con i valori fondamentali del paese: “penso che se iniziamo il processo per cercare di espandere la corte, la politicizzeremo”.