Skip to main content
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Tag: askanews

Alluvione, Toti: nominare subito Commissario Protezione Civile

Alluvione, Toti: nominare subito Commissario Protezione CivileRoma, 27 mag. (askanews) – “Non so se” al governo “stanno ritardando, magari lo faranno domani. Ma io credo che un Commissario di Protezione Civile vada nominato” subito “perché mi sto chiedendo chi sta firmando, oltre a Bonaccini e ad altri assessori”, i provvedimenti necessari in questo momento: “Ogni cosa che si fa in questo momento”, come rimuovere fanghi o pile di rifiuti, coinvolge “rifiuti speciali, per cui serve una deroga commissariale per smaltirli in tempo breve, sennò devono andare in una discarica per rifiuti speciali. Se si vuole intervenire servono poteri speciali commissariali per la Protezione Civile per ripristinare nel più breve tempo possibile le normali condizioni di vita della popolazione”. LO ha spiegato il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti parlando, a Controcorrente su Rete 4, dell’emergenza causata dall’alluvione in Emilia Romagna, forte anche della sua “esperienza in dieci emergenze da governatore, e dieci volte nominato commissario straordinario di governo”.

“Oggi il Commissario di Protezione Civile – ha proseguito Toti – non può che essere il presidente della Regione perché la Regione ha competenza esclusiva sulla Protezione Civile. Poi, sulla ricostruzione normalmente viene scelta una personalità del territorio, anche perché, per superare l’intesa mancata di un eventuale governatore che non fosse d’accordo, occorre uno strappo politico molto potente, andare in Consiglio dei ministri, di fatto esautorare un pezzo dei poteri concorrenti delle Regioni”. “Però io credo che occorra spazzare il campo” sul fatto che su questo “si possa combattere una battaglia politica, perché – ha sottolineato Toti – sarebbe un danno alla credibilità del sistema Italia e della collaborazione tra poteri dello Stato che la politica francamente non si può permettere. Facciano Bonaccini commissario di Protezione civile e dopodichè si ragionerà se sarà lui o, con il suo accordo, un tecnico terzo” per quel che riguarda la ricostruzione.

Giro d’Italia, Roglic vince la cronoscalata. Il Giro è suo

Giro d’Italia, Roglic vince la cronoscalata. Il Giro è suoRoma, 27 mag. (askanews) – Primoz Roglic domina, nella 20a tappa del Giro d’Italia 2023, la cronoscalata da Tarvisio a Monte Lussari ed è a un passo dalla vittoria della corsa rosa. Solo una formalità la passerella finale di domani a Roma. Lo sloveno della Jumbo-Visma trionfa con il tempo di 44’23” strappando il successo sia nella tappa che in classifica generale a Geraint Thomas della Ineos Grenadiers, dopo una grande corsa. Sono dunque 14 i secondi di distacco finali tra Roglic e Thomas nella classifica generale.

Roglic riesce a sopperire anche a un piccolo problema meccanico, che poteva compromettere il suo successo finale, con un capolavoro nelle fasi finali della tappa. Terzo Joao Almeida. Il portoghese della Uae Emirates è transitato sul traguardo con il tempo di 45’05”. Almeida è sul terzo gradino del podio anche in classifica generale, dopo un Giro vissuto comunque da protagonista (maglia Bianca), insieme a Roglic e Thomas. Grandissima prova anche per Damiano Caruso, quarto al traguardo e primo italiano in classifica. Pochi secondi dopo aver attraversato il traguardo, il vincitore e nuova Maglia Rosa Primož Roglic ha detto: “È una sensazione incredibile. Mi è caduta la catena, l’ho rimessa subito a posto. Avrei potuto perdere tutto, ma fa parte delle corse. Il pubblico mi ha dato qualche watt in più e mi sono goduto l’atmosfera e l’energia dell’evento. Manca un giorno alla fine. Il percorso è di domani è tecnico. Non è finita finché non è finita, ma siamo vicini ad un finale meraviglioso”.

Enoturismo, al via “Cantine Aperte” con 530 aziende in 19 Regioni

Enoturismo, al via “Cantine Aperte” con 530 aziende in 19 RegioniMilano, 27 mag. (askanews) – Ha preso il via oggi “Cantine aperte” 2023 la manifestazione che offre la possibilità di visitare oltre 530 aziende vitivinicole in 19 Regioni. L’evento, che si concluderà domani sera, è promosso dal Movimento turismo del vino (Mtv) che quest’anno festeggia tre decenni.

“Nel corso degli anni ci siamo resi conto della forte accelerazione del fenomeno enoturistico, soprattutto negli anni post pandemia, che hanno visto un cambiamento della fisionomia dell’enoturista e parallelamente un’evoluzione dell’offerta delle nostre cantine” ha affermato il presidente di Mtv, Nicola D’Auria, spiegando che “l’enoturista di oggi ricerca infatti un’esperienza immersiva, dove la visita in cantina è integrata ad attività culturali, a contatto con la natura e momenti di relax e divertimento legati a tutto ciò che il territorio ha da offrire. Nonché l’attenzione rivolta alla sostenibilità – ha concluso – un sempre più importante parametro di scelta, che le cantine s’impegnano a rispettare e divulgare ogni giorno”. Questa edizione di “Cantine aperte” intende anche promuovere tra gli eno-appassionati il consumo responsabile del vino, in accordo con Unione italiana vini e “Wine in moderation”.

In questo fine settimana di festa, l’associazione Movimento turismo del vino promuove una raccolta fondi per la popolazione dell’Emilia Romagna colpita dalle inondazioni, attraverso il conto corrente intestato all’”Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile dell’Emilia-Romagna”.

Strage Georgofili, Giani: grazie a Mattarella per presenza oggi

Strage Georgofili, Giani: grazie a Mattarella per presenza oggiFirenze, 27 mag. (askanews) – “La strage dei Georgofili ha segnato profondamente Firenze e l’Italia. Da quella capacità di reazione, grazie anche all’impulso di magistrati bravissimi, parlo di Vigna, Chelazzi, Nicolosi, Crimi, è stato possibile ricostruire l’intero percorso criminoso e arrivare a 32 condanne esemplari, cosa che non accade sempre. Per questo a trent’anni di distanza, in un’attenzione che è sempre crescente, la presenza del presidente della Repubblica al Palazzo di Giustizia di Firenze, oggi, è veramente il suggello della reazione e del contrasto alla mafia, alla criminalità organizzata, della lealtà nel rapporto fra cittadini ed istituzioni che costituisce l’antidoto più efficace contro le mafie”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, fermandosi a parlare con i giornalisti all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Firenze, dove poco dopo è giunto il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, per commemorare il trentesimo anniversario della strage di via dei Georgofili a Firenze.

Il presidente Giani, dopo aver evidenziato che “questa notte vi è stata una partecipazione enorme al corteo che alle 1,04 da Palazzo Vecchio ci ha portato a via dei Georgofili”, ha definito “bella” la presenza del presidente Mattarella nella giornata odierna, sabato 27 maggio, in Toscana. “Stamani mi sono voluto complimentare con sincerità con lui perché vi era questa coincidenza, il trentesimo anniversario della strage dei Georgofili e il centenario della nascita a Firenze di don Lorenzo Milani”, motivo per cui “è stato veramente bello registrare la prima volta a Barbiana di un presidente della Repubblica, la prima volta di un capo dello Stato alla marcia di Barbiana”, ha aggiunto Giani, perché “questa doppia presenza, a Barbiana e a Firenze, ha un valore molto importante per tutta la Toscana”.

Urso: “Gli investitori stranieri sono a frotte qui in Italia”

Urso: “Gli investitori stranieri sono a frotte qui in Italia”Roma, 27 mag. (askanews) – Con la sua “filiera corta”, che “era un’anomalia”, ora “il modello italiano” si ritrova ad essere “diventato il modello in Europa e nel resto del mondo”, dati i problemi che sono insorti nelle catene di approvvigionamento globali, prima con le strozzature, poi con le tensioni geopolitiche. Ora tutti vogliono accorciare le catene di approvvigionamenti “e per questo gli investitori stranieri sono a frotte qui in Italia”, ha affermato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso durante il Festival dell’economia a Trento.

Auto, Urso: sui biocombustibili il G7 ci ha dato ragione

Auto, Urso: sui biocombustibili il G7 ci ha dato ragioneRoma, 27 mag. (askanews) – Sui biocombustibili dopo le resitenze nell’Unione europea “poi il G7 ci ha dato ragione” e alla fine “ogni combustibile sarà analizzato secondo il principio della neutralità tecnologica”. Mentre “oggi sui dossier europei siamo noi che diamo la linea o comunque siamo noi che la cominciamo”, aggregando altri Paesi. Lo ha rivendicato il ministro di Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso durante il Festival dell’economia Trento.

Urso ha citato come esempi il dossier Ue sull’ecodesign quello sui criteri “euro 7” dei veicoli: “Abbiamo firmato una lettera congiunta con otto nazioni europee, in questo caso anche la Francia, in cui abbiamo detto letteralmente la con il progetto presentato la commissione è irrealizzabile. Cioè la cosa che sta succedendo è che prima ci guardavano come un marziano, poi si sono resi conto che il marziano ha le sembianze dell’homo faber e oggi sui dossier europei siamo noi che diamo la linea o comunque siamo noi che cominciamo”.

Lollobrigida: sinergia con università su sicurezza alimentare

Lollobrigida: sinergia con università su sicurezza alimentareMilano, 27 mag. (askanews) – “Uno degli elementi cardine della sicurezza alimentare è la qualità, propria della nostra Nazione e fondamentale per riuscire a garantire da una parte la sicurezza di approvvigionamento alimentare e dall’altra la qualità di cibo che genera benessere alle popolazioni del pianeta”, così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, intervenendo in videocollegamento al convegno “Verso il vertice Onu sui sistemi alimentari: l’Italia presenta Agritech” all’Università Federico II di Napoli.

“E’ dovere del nostro Governo provare ad utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili nel campo della ricerca, per cercare di compensare i ritardi strutturali che abbiamo come Italia, sia dal punto strutturale che logistico. Dobbiamo avere un rapporto maggiormente sinergico con l’università, la scuola, i ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture, della Sanità. Ogni questione deve essere inquadra in termini poliedrici cercando di valutare interventi che abbiano una visione di carattere strategico”, ha sottolineato il ministro. “Il ruolo del Centro Nazionale Agritech per lo sviluppo sostenibile e l’innovazione può in questo contesto essere fondamentale per gettare le basi per un coordinamento strategico che metta in sinergia i centri di ricerca, il mondo universitario e lo si faccia alla base a un impegno che poi deve essere calato nella realtà e quindi nel rapporto con le imprese”, ha concluso il ministro Lollobrigida.

Mattarella martedì in visita nelle zone alluvionate dell’Emilia-Romagna

Mattarella martedì in visita nelle zone alluvionate dell’Emilia-RomagnaMilano, 27 mag. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visiterà martedì prossimo 30 maggio le zone della Emilia-Romagna colpite dall’alluvione.

Nel corso della visita, che riguarderà diverse località, incontrerà in mattinata a Forlì i soccorritori e la cittadinanza. Nel pomeriggio avrà luogo l’incontro a Faenza con i sindaci. I giornalisti interessati a seguire i due eventi possono rivolgersi alle Prefetture di Forlì e Ravenna. Sarà cura dell’ufficio stampa del Quirinale rendere noto nei prossimi giorni il programma completo e gli orari della visita.

Alluvione, Mattarella martedì in visita in Emilia-Romagna

Alluvione, Mattarella martedì in visita in Emilia-RomagnaMilano, 27 mag. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visiterà martedì prossimo 30 maggio le zone della Emilia-Romagna colpite dall’alluvione.

Nel corso della visita, che riguarderà diverse località, incontrerà in mattinata a Forlì i soccorritori e la cittadinanza. Nel pomeriggio avrà luogo l’incontro a Faenza con i sindaci. I giornalisti interessati a seguire i due eventi possono rivolgersi alle Prefetture di Forlì e Ravenna. Sarà cura dell’ufficio stampa del Quirinale rendere noto nei prossimi giorni il programma completo e gli orari della visita.

Mattarella difende la “scuola di tutti”: non è un luogo di selezione sociale

Mattarella difende la “scuola di tutti”: non è un luogo di selezione socialeBarbiana (Vicchio), 27 mag. (askanews) – Sale a Barbiana, borgo tra i boschi di Vicchio, dove don Lorenzo Milani, prete ed educatore scomodo, fu ‘esiliato’ nel 1954, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo fa per rendere omaggio a “un maestro”, a “un grande italiano”, ma anche a un’idea di scuola che “è di tutti e deve essere per tutti”, a un’idea di impegno che è “responsabilità attiva”. Alla fine un’idea di società, di cui la scuola è lo specchio.

Una scuola la cui prima finalità deve essere, ieri come oggi, “eliminare ogni discrimine” riconoscendo – il Capo dello Stato lo puntualizza in tempi in cui il ministero è diventato il ministero dell’Istruzione e del merito – che “il merito non è l’amplificazione del vantaggio di chi già parte favorito”. Insomma non si possono fare, citando proprio don Milani, “parti uguali tra disuguali” perché è “la più grande ingiustizia”. “Merito – riprende Mattarella – è dare nuove opportunità a chi non ne ha, perché è giusto e per non far perdere all’Italia talenti; preziosi se trovano la possibilità di esprimersi, come a tutti deve essere garantito”. Mattarella guarda ancora alla scuola di Barbiana, una scuola che non chiudeva mai e dove non c’erano vacanze, per esaltarne l’essenza nella “voglia di imparare, la disponibilità a lavorare insieme agli altri”, la capacità “di osservare le cose del mondo con spirito critico. Senza sottrarsi mai al confronto, senza pretendere di mettere a tacere qualcuno, tanto meno un libro o la sua presentazione”. Parole che cadono a una settimana dalla chiusura del Salone del libro di Torino e dalle polemiche per la contestazione da parte di attivisti di Non una di meno e di Extinction Rebellion alla ministra della Famiglia Eugenia Roccella, che non ha quindi presentato il suo libro.

Insomma, osserva Mattarella, don Milani “invitava a saper discernere”, a coltivare “il primato della coscienza responsabile” e la Costituzione era il suo “Vangelo laico”. Un Vangelo tradotto in un solo motto, essenziale e potentissimo, quel famoso “I care” che, come rileva Rosy Bindi, presidente del comitato per le celebrazioni dei cento anni di don Milani (che morì giovanissimo, a 44 anni, obbedendo sempre a una Chiesa che criticava ma alla quale apparteneva e che lo ha capito solo dopo molto tempo, come ha ammesso a Barbiana il presidente della Cei Matteo Zuppi), è in aperta contrapposizione con un altro motto: il “me ne frego fascista”.