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Tag: Sanremo 2023

Confagri E-R raccoglie 548mila euro fondi per aziende alluvionate

Confagri E-R raccoglie 548mila euro fondi per aziende alluvionateRoma, 22 nov. (askanews) – Ha toccato quota 548mila euro la gara di solidarietà promossa da Confagricoltura Emilia Romagna per sostenere le aziende agricole colpite dall’alluvione dello scorso maggio. “La raccolta fondi “Aiutaci a ripartire” è cresciuta sempre più fino a raggiungere una somma importante: 548 mila euro”, annuncia il presidente regionale di Confagricoltura, Marcello Bonvicini.

L’evento calamitoso senza precedenti ha spazzato via 80 mila ettari di colture ossia il 42% della superficie agricola regionale, compromettendo in taluni casi anche le rese delle annate successive. C’è chi ha perso il frutteto di una vita sotto una coltre di limo misto a sabbia e chi ha visto i propri campi di frumento assediati dall’acqua per giorni interi, addirittura per settimane. Con questi fondi verrà dato supporto alle aziende in difficoltà, nelle province alluvionate di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Ferrara, Bologna e Modena. Bonvicini elenca quindi le priorità: “salvare aziende e posti di lavoro, tutelare il valore delle nostre produzioni di qualità e la sopravvivenza di filiere d’eccellenza, garantire la ripartenza in attesa dell’arrivo degli aiuti pubblici”.

La somma raccolta sarà presto devoluta alle aziende gravemente danneggiate, che peraltro hanno già anticipato di tasca propria le spese per ripristinare il potenziale produttivo e mettere in sicurezza le strutture e quelle necessarie all’avvio dei piani colturali 2023-2024. Una parte dei fondi è destinata ai frutticoltori secondo le modalità previste dal progetto “Acquisto piante da frutto”, che mira a contrastare l’abbandono delle colture arboree, salvaguardare il patrimonio ambientale e paesaggistico, favorendo il reimpianto di specie frutticole e l’introduzione di nuove varietà più adatte. La restante parte del ricavato andrà interamente alle aziende alluvionate in base ai criteri stabiliti dall’Unione provinciale di appartenenza.

Incidenti Brasile-Argentina, Messi: “Rischiata una strage”

Incidenti Brasile-Argentina, Messi: “Rischiata una strage”Roma, 22 nov. (askanews) – “Poteva essere una strage”. Due parole di Lionel Messi al termine di Brasile-Argentina, vinta 1-0 dagli ospiti con gol di Otamendi valido per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Il match è cominciato con quasi mezzora di ritardo a causa degli incidenti tra i tifosi argentini e polizia brasiliana scoppiati al momento degli inni nazionali. L’intervento delle forze dell’ordine locali è stato estremamente violento, a colpi di manganellate e cariche. Ad aggravare la situazione il fatto che le due tifoserie non erano isolate con circa 3.000 argentini presenti al Maracanà. Messi e compagni sono andati sotto la curva dei loro tifosi invitando tutti alla calma, sostenitori e polizia. Poi il capitano ha invitato la squadra a rientrare negli spogliatoi. Dopo circa venti minuti la squadra è tornata in campo, isolati i tifosi argentini da quelli brasiliani, e la partita è potuta cominciare. A fine gara durissimo il commento di Messi. “Ovviamente l’abbiamo vissuta male per come è stata trattata la nostra gente, presa a manganellate dalla polizia, proprio come era già successo qui per la finale di Libertadores – è la denuncia di Messi a fine gara -. Ci sono giocatori che avevano lì amici o familiari e si sono spaventati perché non sapevano cosa stava succedendo. La partita in questi casi passa in secondo piano. Siamo tornati nello spogliatoio perché era il modo migliore per calmare la situazione, poteva finire in una strage. Noi eravamo più preoccupati per questo che per giocare una partita che, a quel punto, era di secondaria importanza. Dopodiché, vincere questa partita in questo modo penso sia una delle vittorie più importanti che questo gruppo abbia ottenuto”.

Vino, il 27 e 28 novembre arriva a Milano l’esclusivo evento “Be.Come”

Vino, il 27 e 28 novembre arriva a Milano l’esclusivo evento “Be.Come”Milano, 22 nov. (askanews) – “Be.Come”, esclusiva manifestazione dedicata alla produzione vitivinicola di eccellenza organizzata da Alessandra Montana di Allumeuse Communication, arriva a Milano il 27 e 28 novembre al Radisson Collection Hotel-Santa Sofia Milan. Quaranta le pluripremiate Cantine italiane che parteciperanno, provenienti da Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Campania e Sicilia, idealmente capitanate da Argiano, co-fondatore del wine club dedicato all’evento, produttore del “Brunello 2018” giudicato “miglior vino al mondo 2023” dal magazine statunitense “Wine Spectator”.

Con loro quattro “special guest” internazionali: Maison de Venoge (Champagne), Morel Champagne, Silver Heights (celebre Cantina cinese) e Shichiken (storico produttore giapponese di sakè). “Tradizione e innovazione, territorio e persone sono elementi comuni, se pur ben differenziati, nelle produzioni dei grandi vini italiani, che vanno valorizzati e rafforzati – spiegano gli organizzatori – attraverso l’esperienza emozionale di un evento esclusivo che contempli oltre al vino anche i contesti culturali e sociali da cui questi vini sono nati e continuano ad essere prodotti, oltre che gli esempi più rilevanti del grande Made in Italy”. “Percorsi e strumenti – precisano – rivolti alle nuove generazioni di consumatori, ai viaggiatori internazionali e al mondo degli investimenti che parte da un rinnovato concetto di brand intorno al vino italiano”. Giunto alla sua seconda edizione, questo “evento dai connotati lifestyle, progettato in formula club” aveva esordito l’anno scorso al complesso museale Santa Maria della Scala a Siena. Al centro della kermesse milanese ci sarà la “ridefinizione dell’importanza dell’apporto umano nel raggiungimento della qualità e dell’eccellenza del prodotto, del servizio, delle persone e degli ambienti di lavoro”. “E’ il principio dello ‘human-centered manufacturing’, per cui le nuove tecnologie non sostituiranno le persone all’interno di qualsiasi ciclo produttivo ma porteranno ad una trasformazione da un modello di organizzazione basata sui compiti ad uno basato sulle persone” continuano gli organizzatori, sottolineando che “in un sistema di produzione incentrato sull’individuo, le fasi di pianificazione e realizzazione di un compito finiscono per coincidere in quanto la persona ha pieno controllo del processo e della tecnologia. Il mondo del vino, dove da sempre il fattore umano è centrale se non distintivo, può offrire a tale fondamentale confronto – concludono – un’inclinazione naturale e apprendere, allo stesso tempo da settori più sviluppati, tecniche e approcci d’avanguardia”.

Oltre alla degustazione dei vini delle Cantine presenti, durante la due giorni sono previsti due panel, “Cultura del vino, dalle sue radici verso il futuro” e “A New Era of Conscious Leadership and Business – Refine the Mind, Enhance the Wine”, e tre masterclass (sempre in inglese): “Wanderers above the sea of fog” del Master of wine Gabriele Gorelli, in collaborazione con Danielle callegari di Wine Enthusiast.”Exposing the terroir of Montalcino” dell’editor di Vinous, Eric Guido, e “Innovation that inspires” di Gorelli in collaborazione con Jeffrey E. Porter. Accanto alle grandi etichette, “Be.Come” propone partner d’eccellenza che accompagneranno gli ospiti durante il pranzo e la cena. “PS Ristorante”, stella verde Michelin dello chef Stefano Pinciaroli, porterà tutta la sostenibilità made in Tuscany per il lunch, mentre la cena sarà progettata da “Food Exp” con la partecipazione di chef pugliesi.

Moody’s ha migliorato l’outlook a “stabile” a 18 banche italiane

Moody’s ha migliorato l’outlook a “stabile” a 18 banche italianeRoma, 22 nov. (askanews) – Ieri l’agenzia di rating Moody’s ha migliorato a “stabile” da “negativo” l’outlook di 18 banche e istituzioni finanziarie italiane, confermandone i rispettivi rating e facendo seguito alla decisione di venerdì scorso di confermare la valutazione sull’Italia, in cui ha migliorato l’outlook stabile.

Un comunicato diffuso da Moody’s riporta l’elenco delle banche coinvolte dal miglioramento di outlook: Intesa SanPaolo, UniCredit, Bpm, Bper, Mps, Credi Agricole Italia, Bnl, Mediobanca, Credem, CA Auto Bank, Banca Sella, Banca del Mezzogiorno, Banca Ifis, Bff Bank, Cassa Centrale Raiffeisen, Mediocredito Trentino, Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e Invitalia.

Per 9 beer lover su 10 la birra è una bevanda inclusiva

Per 9 beer lover su 10 la birra è una bevanda inclusivaRoma, 22 nov. (askanews) – Una bevanda inclusiva perché adatta a tutti, senza alcuna distinzione di genere, età, provenienza o stili di vita. E’ la birra, considerata ‘bevanda inclusiva’ da 9 italiani su 10 secondo la più recente indagine condotta da BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, la fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra.

Sotto i riflettori le tematiche DEI (Diversity, Equity and Inclusion), coinvolgendo Mathieu Schneider, project director dei Brewers of Europe, l’organizzazione che rappresenta gli interessi di oltre 10.000 birrifici europei. Dal CIB di AssoBirra emerge come il tema sia conosciuto da quasi tutti i partecipanti all’indagine (87%) e associato prevalentemente all’accettazione e alla valorizzazione delle differenze (39%), all’inclusione sociale (35%) e al riconoscimento dell’unicità individuale (19%). Tra i target, la Generazione Z è la più informata (93%), seguita dai Millennials. Il 36% del campione dichiara di essere personalmente toccato dalle tematiche DEI e, scendendo più nel dettaglio, la Gen Z lo è in misura maggiore rispetto agli altri (50%).

L’89% degli intervistati considera la birra una bevanda inclusiva, un’opinione trasversale a tutte le fasce di età. Tra le motivazioni, in primis la sua ampia reperibilità in tutti i Paesi del mondo (87%), seguita dalla capacità di creare un ambiente di socializzazione rilassato e aperto (86%). Apprezzati particolarmente anche la bassa gradazione alcolica (82%) e il rapporto qualità-prezzo tra i più convenienti in assoluto (81%). Per circa il 60% dei consumatori la birra si distingue, inoltre, come un elemento che rispecchia le tradizioni locali. “La terza edizione del nostro CIB evidenzia tra gli altri un aspetto particolarmente innovativo intrinseco alla birra, una bevanda radicata nella tradizione e nel nostro patrimonio culturale, che si rivela essere anche una risorsa preziosa per affrontare le sfide emergenti nella società contemporanea. La birra, in quanto elemento in grado di unire passato e futuro, diventa uno strumento per promuovere lo sviluppo sociale e l’integrazione” commenta Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra.

Le evidenze emerse dal CIB di AssoBirra sono tuttavia un punto di partenza e non di arrivo. Emergono infatti, ancora alcuni pregiudizi, ad esempio nell’identificare il target a cui la birra sembra più adatta: il 57% degli intervistati la ritiene una bevanda che si addice maggiormente agli uomini e solo il 43% pensa che sia più adatta alle donne. Un “gender gap” che si rafforza nella percezione da parte della Gen X (58% vs 39%) ma che coinvolge anche Gen Z (55% vs 41%) e Millennials (59% vs 42%). Alcune differenze emergono anche per quanto concerne le fasce di età: per la Gen Z la birra è infatti più adatta agli individui dai 25 ai 44 anni, per Millenials e Gen X il target si allarga invece ai soggetti fino ai 54 anni. A fare il punto sui principali traguardi e obiettivi futuri della filiera birraria europea in materia di “Diversity & Inclusion” è Mathieu Schneider, project director dei Brewers of Europe: “la diversità è uno dei punti di forza della birra, che si riflette nella vasta gamma di ingredienti e processi di produzione. Per l’industria birraria, la DEI diventa un acceleratore di crescita e di benessere per la birra, i birrifici e le persone”.

A conclusione, Andrea Bagnolini commenta: “AssoBirra è fortemente impegnata a promuovere la diversità e l’inclusione nella filiera birraria italiana, seguendo la strada tracciata dai Brewers of Europe. Crediamo, infatti, nell’importanza di un settore sempre più inclusivo, in cui la diversità sia un valore accolto e condiviso”.

M.O., Meloni: sollievo per rilascio ostaggi, lavoriamo per altri

M.O., Meloni: sollievo per rilascio ostaggi, lavoriamo per altriRoma, 22 nov. (askanews) – “Accolgo con grande sollievo l’accordo per garantire il rilascio degli ostaggi presi da Hamas durante il cruento assalto contro Israele del 7 ottobre. Un accordo che permetterà anche una pausa umanitaria quantomai necessaria a Gaza”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Continueremo a lavorare per il rilascio di tutti gli ostaggi e per una pace duratura in Medio Oriente. Oggi pensiamo alle famiglie che potranno finalmente riabbracciare i propri cari”, conclude.

Gb, nuovo satellite per monitorare crisi clima e disastri naturali

Gb, nuovo satellite per monitorare crisi clima e disastri naturaliRoma, 22 nov. (askanews) – Il Regno Unito contribuirà a finanziare e costruire un nuovo veicolo spaziale che aiuterà gli scienziati a monitorare la crisi climatica e i disastri naturali.

Il nuovo satellite apripista – sottolinea il Guardian – sarà finanziato con 3 milioni di sterline (3,45 milioni di euro) dall’Agenzia spaziale britannica, che si affiancherà così alla Spagna e al Portogallo nel progetto Atlantic Constellation da 80 milioni di euro (70 milioni di sterline). Il co-finanziamento sarà fornito da Open Cosmos, con sede nel campus di Harwell nell’Oxfordshire. Il progetto prevede lo sviluppo di un gruppo di satelliti per monitorare la Terra e si spera che possa fornire “dati preziosi e regolarmente aggiornati” per aiutare a rilevare, monitorare e ridurre il rischio di disastri naturali.

Firenze, Giani: lavoro a mediazione tra Funaro e Del Re

Firenze, Giani: lavoro a mediazione tra Funaro e Del ReFirenze, 22 nov. (askanews) – “Il Pd deve mettere insieme queste due energie e non, ad esempio, mettersi a cercare un terzo nome. Una può essere il sindaco e l’altra svolgere un ruolo di primo piano accanto a lei. I romani quando passarono alla Repubblica scelsero due consoli. Quindi cerchiamo di andare avanti formando un’alleanza tra queste due persone nel rispetto dei ruoli. E io mi sto attivando per questo”. Lo ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, a margine dell’inaugurazione di Bto, parlando di Sara Funaro e Cecilia Del Re, in vista delle elezioni a sindaco di Firenze nel 2024.

“Ritengo che dopo mesi che il Partito democratico vive questa discussione in modo appunto democratico e aperto -ha aggiunto Giani- due sono le figure emerse, entrambe hanno tanta voglia di dimostrare la propria capacità di guida. Sono due persone di competenza e di personalità. Sara Funaro sul piano del sociale, dell’istruzione, è stata un’amministratrice molto attiva con esperienza e personalità. Cecilia del Re ha dimostrato da assessora all’urbanistica , competenza, visione di Firenze, molta disponibilità nei rapporti”. “Dobbiamo dare spazio alle mille persone che si sono raccolte intorno a Cecilia del Re al Tuscany Hall. Sarà compito nostro, della comunità del Pd, aiutarle a metterle d’accordo. Ma comunque mi piacerebbe che Funaro e Del Re si incontrassero a quattr’occhi, vorrei si arrivasse ad una sintesi. Del resto -ha concluso Giani- il ruolo dei partiti è anche questo”.

Federacma: rafforzare credito imposta per acquisto mezzi 4.0

Federacma: rafforzare credito imposta per acquisto mezzi 4.0Roma, 22 nov. (askanews) – Rafforzare in legge di bilancio il credito d’imposta per l’acquisto di mezzi e attrezzature 4.0, esteso al comparto primario con la Legge di Bilancio 2020, che fino ad oggi ha permesso a tantissimi agricoltori di poter rinnovare il proprio parco macchine in maniera agevole. E’ quanto chiede Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio spiegando che la misura ha visto decrescere nel tempo la percentuale del beneficio fiscale per gli imprenditori. Oggi, e sino al 31 dicembre 2025, il credito d’imposta 4.0 è infatti pari al 20% e non viene più ritenuto interessante dagli agricoltori, abituati a ben altri incentivi.

“Dopo anni di grandi sforzi – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma – riteniamo sia giunto il momento di stabilire una percentuale congrua che possa rimanere stabile nel più lungo periodo possibile. Strumenti come il Fondo Innovazione o il Bando Meccanizzazione previsto dal PNRR, infatti, avranno un impatto relativo sui mezzi acquistati con cui innovare l’agricoltura italiana ma, al contempo, hanno avuto l’effetto di congelare il mercato. Si rende necessario offrire una percentuale stabile e duratura nel tempo – prosegue Borio – che sia priva di ulteriori oscillazioni che si traducono in deleterie situazioni di mercato”. “Chiediamo pertanto al Governo e ai partiti di maggioranza parlamentare di innalzare, se possibile, almeno sino al 30% l’attuale contributo per renderlo attrattivo per gli agricoltori ma soprattutto di rendere questa percentuale stabile per i prossimi 5-7 anni così da mandare un messaggio chiaro e determinato al settore”, è l’appello di Federacma. Inoltre, Federacma chiede di legare questi incentivi allo smaltimento dei mezzi marcianti e funzionanti con immatricolazione ante 1997.

“Come abbiamo denunciato più volte – spiega Andrea Borio – in Italia si registrano ogni anno oltre 120 decessi dovuti all’utilizzo di trattori senza i più basilari sistemi di sicurezza quali la cintura e il rollbar, la struttura di protezione in caso di ribaltamento. Nell’attesa della concreta attuazione della revisione per i trattori, prevista sin dal 2015, diviene cruciale, pertanto, intervenire in maniera mirata per far sì che l’agricoltura italiana tutta, dal più piccolo contadino all’imprenditore sino al contoterzista professionista, possa rinnovare il proprio parco macchine rendendolo moderno, funzionale, sicuro e amico dell’ambiente. Nelle more di una Legge di Bilancio che non dispone di ampi margini di manovra, rinnoviamo la nostra disponibilità al confronto – conclude Borio – affinché nel prossimo futuro la politica degli incentivi diventi strutturale e consolidata”.

Confagri Piacenza: comparto latte manca di liquidità

Confagri Piacenza: comparto latte manca di liquiditàRoma, 22 nov. (askanews) – Il comparto del latte è in crisi di liquidità e guarda con preoccupazione al futuro. “L’acconto della Pac, a chi è arrivato, è dimezzato rispetto al passato, mentre le spese sono aumentate – commenta preoccupato Alfredo Lucchini, presidente della sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Piacenza – In passato l’acconto Pac ci aiutava ad affrontare le spese di fine anno, invece quest’anno manca liquidità. Anche a causa dell’aumento dei tassi di interesse, che ha portato a chi ha investito ad essere ostacolato invece che supportato. I nostri piani sono saltati”.

“Ben poco servono i piani sulle energie alternative – aggiunge – perché gli aumenti delle bollette insieme al pesante incremento dei tassi annulla i piani di rientro che erano stati fatti. Non è possibile così fare bilancio con le energie rinnovabili e neppure si riesce a tagliare sui costi dei fattori produttivi, che di fatto subiamo”. I cereali, soprattutto quelli d’importazione che servono all’alimentazione del bestiame, stanno salendo e il gasolio è arrivato a cifre proibitive. “La gestione è già portata al massimo dell’efficienza – riflette Lucchini – con tutta l’innovazione introdotta. A breve inizieranno svanire gli effetti positivi dell’agricoltura 4.0 che ha consentito sgravi importanti sulla manodopera e dovremo tornare a sostenere i costi vivi del lavoro che prima erano convertiti in innovazione”.

Il prezzo del latte cede gradualmente da diversi mesi, mentre i costi registrano la tendenza opposta. “Le quotazioni del latte spot – precisa però Lucchini – sono in crescita, i derivati anche e le quotazioni dei formaggi dop permangono interessanti”. La quotazione del latte spot italiano è arrivata a 55,8 c/kg (12/11/2023). Secondo dati della Commissione UE, su base mensile, i prezzi delle principali commodity UE lattiere hanno guadagnato terreno a eccezione del cheddar: butter scambiato a 508€/100 kg (+4,8%), SMP a 262€/100 kg (+2,0%), WMP a 365€/100 kg (+3,4%). “Nonostante ciò – prosegue Lucchini – non riusciamo a trasferire le opportunità di mercato sui prezzi alla stalla, così come non siamo in grado di farlo con i costi. Temiamo un ulteriore ridimensionamento del numero degli allevamenti – conclude – un accentramento delle produzioni su chi, per cercare di fronteggiare questa situazione economica, decide di investire pesantemente e ampliarsi nonostante la situazione completamente avversa, scommettendo come se fosse un gioco d’azzardo”.