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Autore: Redazione StudioNews

Sette decreti entro Natale più la manovra, rischio ingorgo alle Camere

Sette decreti entro Natale più la manovra, rischio ingorgo alle CamereRoma, 22 ott. (askanews) – Sette decreti da convertire in legge entro Natale, legge di bilancio e ddl concorrenza da approvare entro il 31 dicembre. Mancano due mesi alla fine del 2024 ma, prima di mangiare il panettone e stappare lo spumante, maggioranza e governo dovranno passare attraverso un ingorgo parlamentare che richiederà compattezza e assidua presenza nelle commissioni e in Aula. Non è la prima volta che accade in questa legislatura. Prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, infatti, i decreti da convertire avevano raggiunto quota otto, impegnando senatori e deputati fino alla prima settimana di agosto. E anche per le vacanze di Natale 2024 le previsioni non sono buone: come già avvenuto per le prime due manovre economiche del governo Meloni, c’è chi è pronto a scommettere che, anche quest’anno, il Parlamento sarà costretto a riaprire tra Natale e Capodanno.


Il calendario è fittissimo. In ordine di approvazione il primo decreto che va convertito in legge è il decreto salva-infrazioni (scade il 15 novembre) che tra le altre cose dispone la proroga al 30 settembre 2027 delle concessioni balneari. Il provvedimento è in prima lettura all’esame delle commissioni Giustizia e Finanze di Montecitorio che hanno concluso l’esame di tutti gli emendamenti accantonando però quelli all’articolo 1 che contiene appunto le norme sui balneari sulle quali non c’è ancora accordo in maggioranza. Le votazioni sulle proposte di modifica dovrebbero riprendere domani pomeriggio. Ma non è escluso che l’approdo in aula previsto per lunedì 28 ottobre possa slittare di un giorno. C’è più tempo per la conversione in legge del decreto voluto dal ministro della Salute Orazio Schillaci per la sicurezza del personale sanitario. In prima lettura in commissione Giustizia al Senato, il provvedimento va convertito entro il 30 novembre: devono ancora iniziare le votazioni sui 60 emendamenti presentati. Il testo è atteso in aula nella settimana del 5 novembre. In alto mare in commissione Affari Costituzionali alla Camera il decreto flussi che disciplina l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri e prevede strumenti per la loro tutela dal lavoro sommerso: la commissione sta svolgendo le audizioni e l’ipotesi è di fissare per martedì 29 ottobre il termine per la presentazione degli emendamenti. Il decreto va convertito entro il 10 dicembre ma fonti di governo non escludono una accelerazione per poter lasciare spazio e speranza a un’eventuale approvazione in prima lettura del ddl di riforma costituzionale caro a Forza Italia che prevede la separazione delle carriere.


Annunciati oggi al Senato il decreto ambiente che scade il 17 dicembre e il decreto in materia economica e fiscale e in favore degli enti territoriali che scade il 18 dicembre e sarà assegnato alla commissione Bilancio. Il dl ambiente è già nel mirino delle opposizioni per la norma che dà al presidente del Consiglio l’ultima parola sulle autorizzazioni ambientali. Secondo il Verde Angelo Bonelli si tratta di un comma inserito per bypassare i problemi di impatto del Ponte sullo Stretto di Messina. All’elenco corposo di decreti già all’esame delle Camere vanno aggiunti i due decreti approvati ieri dal Consiglio dei ministri di cui ancora non si conoscono i testi nel dettaglio: uno introduce disposizioni urgenti in materia di lavoro, università e ricerca per la migliore attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). L’altro riguarda i rimpatri dei migranti non aventi diritto all’asilo e allarga la lista dei paesi di origine cosiddetti ‘sicuri’ dopo la decisione del Tribunale di Roma di non convalidare il trattenimento dei dodici migranti soccorsi in acque italiane e portati nel centro di detenzione in Albania.


In questo calendario fittissimo dovrà trovare necessariamente spazio la legge di bilancio 2025. Approvata il 15 ottobre in Consiglio dei ministri e presentata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa il giorno successivo, è ancora attesa in prima lettura alla Camera. Entro il 31 dicembre va approvato anche il ddl concorrenza, collegato alla manovra dello scorso anno, e l’intenzione del governo è di approvare definitivamente anche un altro collegato alla manovra 2024 ovvero il ddl lavoro che ha avuto il via libera dalla Camera e ora attende l’ok del Senato. Atteso il 19 novembre in aula al Senato anche il codice della strada: caro alla Lega di Matteo Salvini, già approvato in prima lettura alla Camera, è stato licenziato oggi dalla commissione competente di Palazzo Madama senza modifiche.

Dl Albania prevederà ricorso in Corte Appello contro ordinanze

Dl Albania prevederà ricorso in Corte Appello contro ordinanzeRoma, 22 ott. (askanews) – Nel decreto legge varato ieri sera dal Consiglio dei ministri per la definizione dei “Paesi sicuri” potrebbe essere inserita una norma che prevede il ricorso in Corte d’Appello contro le ordinanze del Tribunale sul trattenimento dei migranti nelle strutture per l’identificazione e il rimpatrio. Attualmente il ricorso deve essere presentato in Cassazione. E’ quanto si apprende da fonti a conoscenza del dossier.


Sul testo del decreto i tecnici sono ancora al lavoro prima della trasmissione al Quirinale.

Banche, Abi: spiragli ripresa mutui e tassi calati più di quelli Bce

Banche, Abi: spiragli ripresa mutui e tassi calati più di quelli BceFirenze, 22 ott. (askanews) – Spiragli di ripresa in Italia dalla domanda di mutui delle famiglie, che dopo un prolungato periodo di contrazione, legato alla stretta monetaria operata dalla Bce, ora è tornata a crescere, sebbene a ritmi contenuti. Nel frattempo la dinamica della domanda di credito da parte delle imprese resta più sottotono, anche perché nel quadro di tassi di interessi più elevati che in passato le aziende preferiscono utilizzare risorse interne e, nel 90% dei casi, giudicano i loro livelli di liquidità adeguati.


Ma proprio guardando ai tassi di mercato, dall’Associazione bancaria italiana sottolineano come nella Penisola siano diminuiti di più rispetto ai tassi ufficiali stabiliti dalla Bce. A illustrare lo scenario macroeconomico, nel corso di un seminario a Firenze, è stato oggi il vicedirettore vicario dell’Abi, Gianfranco Torriero. I tassi dei prestiti bancari in Italia hanno iniziato a moderarsi dall’ottobre del 2023, ha ricordato, anticipando le mosse attese dalla Bce che ha iniziato a ridurre i valori di riferimento dal giugno di quest’anno. E “nelle settimane più recenti questa tendenza si è rafforzata”. Torriero ha sottolineato che sui nuovi mutui i tassi bancari sono scesi di 117 punti base, da quando hanno iniziato a moderarsi, mentre sui prestiti alle imprese sono scesi di 63 punti base.


Ad oggi la Bce ha tagliato i tassi di riferimento dell’eurozona di 75 punti base. Nel frattempo per l’Italia le attese di crescita economica sono “sicuramente su livelli molto, molto contenuti”, ha proseguito Torriero, a valori che si registravano prima della fase del Covid, successivamente alla quale, specialmente nel 2021, la Penisola ha registrato una ripresa superiore alla media europea. Ma più di recente “la tendenza è in rallentamento”, ha spiegato.


Un elemento alla base della debolezza economica in Italia è rappresentanto dalle difficoltà del manifatturiero, Torriero ha sottolineato come si sia registrato il 19esimo mese consecutivo di contrazione della produzione industriale. Sulle prospettive pesano una serie di fattori di rischio, il primo e principale menzionato da Torriero è quello dei rischi geopolitici, seguiti da quelli dovuti al crescente protezionismo commerciale e poi i rischi climatici e quelli collegati alle questioni demografiche.


All’opposto, in Italia è invece positiva la dinamica contenuta dell’inflazione, inferiore alla media dell’area euro. E un altro elemento positivo è che nonostante la crescita a rilento del Paese, l’Abi si attende che i crediti deteriorati netti delle banche salgano solo moderatamente, mantenendosi a livelli storicamente contenuti e al di sotto del 2% da qui al 2026. In generale il tasso di deterioramento del credito è stato in lieve aumento nel primo trimestre del 2024, ma lontano dai picchi toccati nel 2015 e inferiore alla media storica. Per i crediti deteriorati netti (Non performing loans) le stime elaborate dall’associazione indicano 1,9% quest’anno, 2% il prossimo e 1,8% nel 2026. Per l’incidenza dei crediti deteriorati lordi è atteso il 3,7% quest’anno, 3,9% il prossimo e 3,6% nel 2026.

Per 88% dipendenti supporto a benessere, importante come stipendio

Per 88% dipendenti supporto a benessere, importante come stipendioMilano, 22 ott. (askanews) – Wellhub, la piattaforma di benessere aziendale che collega i dipendenti ai migliori partner per fitness, consapevolezza, terapia, nutrizione e sonno, ha pubblicato il Report ‘Lo stato dell’arte del wellbeing aziendale 2025’, rivelando nuovi dati sul benessere dei dipendenti, evidenziando i benefici più efficaci e l’impatto del benessere olistico sull’esperienza lavorativa. La ricerca si basa su un sondaggio globale condotto tra maggio e giugno 2024, che ha raccolto dati da oltre 5.000 dipendenti in nove Paesi, Stati Uniti, Regno Unito, Brasile, Argentina, Cile, Spagna, Italia, Germania e Messico.


Dal report globale emerge che l’88% dei dipendenti, in concomitanza con l’aumento dello stress lavorativo, considera che il supporto al benessere sia importante quanto lo stipendio, ma molti ritengono che i datori di lavoro non facciano abbastanza. Fra i fenomeni più interessanti che balzano all’occhio leggendo il sondaggio c’è il comportamento della Generazione Z che sta dando la massima priorità alla terapia e alla consapevolezza per gestire lo stress lavorativo contrariamente ai baby boomer che sono meno coinvolti in queste pratiche Entrando nello specifico del mercato italiano, quello che colpisce è come l’attenzione verso il wellbeing aziendale continui ad essere particolarmente significativa. Su 550 intervistati, il 72% valuta la possibilità di lasciare il proprio posto di lavoro qualora non ci sia alcuna forma di tutela del proprio benessere. Tutto questo, considerando che nel nostro Paese ben il 49% di dipendenti soffre di stress lavorativo, due punti percentuale in più rispetto alla media globale rilevata dalla ricerca.


Il benessere aziendale è diventato una condizione fondamentale. Lo dimostra il fatto che: il 79% dei dipendenti considera il wellbeing alla stregua dello stipendio l’83% dei lavoratori dichiara di prendere in considerazione per un eventuale impiego futuro solo aziende che pongono un forte accento sul wellbeing aziendale. Sebbene l’81% dei lavoratori ritenga che il proprio datore di lavoro abbia la responsabilità di contribuire al loro benessere, poco più della metà (52%) è soddisfatta dei programmi di erogati dalla propria azienda. Una percentuale che si può leggere anche alla luce del fatto che solo il 60% dei dipendenti intervistati ritiene che i team HR si preoccupino davvero della loro condizione.


Fra gli altri i dati che meritano particolare attenzione analizzando lo scenario italiano c’è il peso esercitato dalla pressione fiscale come ostacolo al raggiungimento del benessere anche sul luogo di lavoro: il 63%, infatti, afferma che la propria situazione finanziaria impedisce loro di investire nel proprio benessere generale.

Meloni celebra due anni di governo, scontro con l’Europa sul razzismo

Meloni celebra due anni di governo, scontro con l’Europa sul razzismoRoma, 22 ott. (askanews) – Nel giorno in cui celebra il secondo “compleanno” del governo, si apre un fronte europeo per Giorgia Meloni, con il rapporto dell’Ecri, organo del Consiglio d’Europa, che accusa le forze dell’ordine italiane di “razzismo”.


Rinviata a data da destinarsi (ufficialmente per l’assenza del vice premier Antonio Tajani, oggi pomeriggio a Pescara per il G7 Sviluppo) la conferenza stampa che inizialmente era stata prevista per le 9.30 oggi, la presidente del Consiglio pubblica di buon mattino un video sui social: “Non mi sono mai risparmiata ma penso anche – rivendica – che sono soddisfatta dei risultati e dei traguardi che in questi due anni abbiamo raggiunto per l’Italia e sono anche consapevole di quanto lavoro ci sia ancora da fare”. Per la premier “abbiamo restituito all’Italia una nuova centralità sulla scena internazionale; abbiamo rilanciato la crescita economica e l’occupazione, abbiamo raggiunto diversi record storici” sull’occupazione; “protetto il nostro tessuto produttivo industriale”; avviato “riforme che erano attese da decenni in questa nazione”; “messo in sicurezza i conti dello Stato” e “difeso il potere d’acquisto delle famiglie”. E “nei prossimi anni continueremo a lavorare con determinazione, con impegno per consolidare questi risultati e per rispettare integralmente il patto che abbiamo sottoscritto con i cittadini italiani”. Una ricostruzione respinta al mittente dalle opposizioni. Il giudizio sull’esecutivo della segretaria Pd Elly Schlein “è negativo da ogni punto di vista”, il leader del M5s Giuseppe Conte parla di “due anni di bugie e fallimenti” mentre Matteo Renzi ‘boccia’ la presidente del Consiglio: “Qualcosa da festeggiare ce l’ha solo lei: non festeggia l’Italia e non festeggiano gli italiani”. A rovinare un po’ la ‘festa’ dell’esecutivo è arrivato il rapporto, publicato oggi, della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri), un organismo del Consiglio d’Europa, secondo cui ci sono “numerosi resoconti di profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine, che prendono di mira in particolar modo i Rom e le persone di origine africana”. Secondo la Commissione, per “combattere il razzismo e l’intolleranza all’interno delle forze dell’ordine, le autorità dovrebbero commissionare uno studio completo e indipendente con l’obiettivo di rilevare e affrontare eventuali pratiche di profilazione razziale da parte degli ufficiali”. Sotto accusa però anche il generale ed eurodeputato Roberto Vannacci (di cui nel rapporto non viene però fatto il nome) per le affermazioni fatte nel suo libro ‘Il mondo al contrario”, ritenute “esempi” di “dichiarazioni razziste e Lgbti-fobiche”. Di fronte a questi problemi, l’Ecri chiede di istituire un organismo completamente indipendente ed efficace per l’uguaglianza e di rafforzare l’Ufficio nazionale contro la discriminazione razziale. Mentre anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprime “stupore” per il rapporto, è durissima la replica dell’esecutivo. Matteo Salvini parla di “un ente inutile”, Antonio Tajani di accuse “false”, mentre la premier affida la risposta a un post su X: “Le nostre Forze dell’Ordine – scrive – sono composte da uomini e donne che, ogni giorno, lavorano con dedizione e abnegazione per garantire la sicurezza di tutti i cittadini, senza distinzioni. Meritano rispetto, non simili ingiurie”.


Resta centrale, nella giornata politica, il tema dei migranti. Il Viminale ha deciso il ricorso contro le ordinanze dei giudici della sezione immigrazione del tribunale di Roma che non hanno convalidato il trattenimento dei dodici migranti trasferiti in Albania mentre non si placa la polemica politica sul decreto varato ieri sera in Consiglio dei ministri per cercare di ‘superare’ il problema. Il testo al momento non è stato reso noto e per questo il Pd chiede “un’informativa urgente” della premier in Parlamento sul “decreto fantasma che nemmeno i membri del governo hanno potuto visionare”. Intanto a Palazzo Chigi e via della Scrofa, sede di Fdi, è suonato un campanello d’allarme: Sigfrido Ranucci ha annunciato per domenica una puntata di ‘Report’ che avrà al centro il Ministero della Cultura. A ‘Un giorno da pecora’ il giornalista ha parlato di un “nuovo caso Boccia che potrebbe essere al maschile, non riguarda Boccia” con documenti e chat che “farebbero ipotizzare responsabilità legate ad alte cariche di Fratelli d’Italia”. Abbastanza per far salire la fibrillazione molto vicino al livello di guardia.

M.O., Meloni sente Erdogan: impegno comune per cessate il fuoco

M.O., Meloni sente Erdogan: impegno comune per cessate il fuocoRoma, 22 ott. (askanews) – “Nel ribadire il diritto di Israele di difendersi”, in un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “ha messo in luce la necessità di accrescere l’assistenza umanitaria alle popolazioni civili colpite. La conversazione telefonica ha anche fatto emergere il comune impegno a promuovere un cessate il fuoco a Gaza e in Libano. In questo ultimo scenario, Meloni ha valorizzato il ruolo cruciale di Unifil e la necessità che la sicurezza della missione venga garantita in ogni momento”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.


I due leader, si legge nel comunicato, “si sono soffermati sulla solidità dei rapporti bilaterali, sottolineando l’importanza di continuare a lavorare per rafforzare ulteriormente la tendenza in costante crescita dell’interscambio commerciale. In tale ambito”, Meloni ha rivolto un invito a Erdogan a recarsi in Italia nella prima metà del 2025 in occasione di una nuova sessione del Vertice intergovernativo italo-turco. A conclusione del colloquio, Meloni ed Erdogan “si sono anche confrontati sulla situazione dei rifugiati siriani nella regione e su come continuare a sostenere gli sforzi dell’Ucraina per una pace giusta e duratura”, conclude la nota.

Al Teatro San Babila di Milano arriva “Actor dei, l’Attore di Dio”

Al Teatro San Babila di Milano arriva “Actor dei, l’Attore di Dio”Milano, 22 ott. (askanews) – Actor dei, l’Attore di Dio, è un’Opera Musical dedicata alla vita di San Pio da Pietrelcina, unica opera riconosciuta dai Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo arriva per la prima volta a Milano al Teatro San Babila dal 23 al 27 ottobre per la rassegna CODICE TEATRO.


L’opera di Attilio Fontana, che ha debuttato nel 2007, vede in scena circa 15 performers tra cantanti-attori e ballerini, ed è suddivisa in tre grandi momenti – la giovinezza, la maturazione spirituale e la costruzione dell’ospedale – rappresentati attraverso scene oniriche come il duello tra Padre Pio e il diavolo, suo alter ego, e quadri reali, veri e propri tableaux vivants di vita quotidiana. La regia è di Attilio Fontana che interpreta lo stesso Padre Pio ovvero l’Actor Dei, l’attore di Dio, uomo di profonda azione e di poca parola, un vero combattente e per questo una figura straordinariamente attuale. Grande protagonista della scena è la musica, realizzata dallo stesso Attilio Fontana, Maria Grazia Fontana, alla quale è anche affidata la Direzione Musicale, Federico Capranica, Franco Ventura, Antonio Carluccio, Michela Andreozzi e Michele Lorusso, che crea un ricchissimo mondo sonoro dal sapore mediterraneo, tipico delle zone campane e pugliesi, e che ricorda i colori caldi e i profumi intensi delle terre del Sud. Allo stesso modo attraverso la danza si incontrano mondi apparentemente distanti come il balletto classico e l’hip hop sino alla danza acrobatica, creando, grazie allo sperimentale lavoro del coreografo Orazio Caiti, contaminazioni dai risvolti inediti e suggestivi. Semplice ed imponente la scenografia “vivente” di Stanislao Cantono di Ceva, è composta da proiezioni che realizzano rapidi e spettacolari cambi di scena con filmati tridimensionali di grande impatto emotivo. Accanto alle proiezioni contemporanee si aprono i costumi tipici della terra del Gargano degli anni ’50 e ’60. La produzione artistica ed organizzativa porta il nome dell’Accademia Musicale Federiciana (realtà artistica pugliese) ed è affidata ai maestri Michele Lorusso ed Agnese Paola Festa. La figura di Padre Pio sta tornando a far parlare di sé in molte occasioni e non solo religiose, è parte della nostra storia e non a caso sta riaccendendo un interesse dimostrato da nuove opere cinematografiche a lui dedicate e realizzate in questi anni.

Calcio, Young Boys-Inter, Inzaghi: “Non pensiamo alla Juve”

Calcio, Young Boys-Inter, Inzaghi: “Non pensiamo alla Juve”Roma, 22 ott. (askanews) – Terzo impegno in Champions per l’Inter, che domani alle 21 farà visita allo Young Boys. “Partita non semplice da affrontare – ha detto Simone Inzaghi a Sky – gli svizzeri hanno fatto bene nell’ultima uscita. Out Calhanoglu, Acerbi, Asllani e Buchanan, Zielinski è da valutare”. “Sulla carta è una squadra meno forte, che non sta vivendo un periodo felicissimo dopo il campionato dello scorso anno ma hanno vinto l’ultima partita contro il Lucerna. Si prepara come una partita di Champions, non semplice da affrontare. Giochiamo contro una squadra che non è partita benissimo in campionato, ha cambiato allenatore ed è tornato quello dello scorso anno. Nell’ultima partita hanno fatto un’ottima gara contro il Lucerna che era tra le prime in classifica. Ci saranno delle difficoltà e dovremo essere bravi ad affrontarle nel modo giusto”. Si gioca sul sintetico: “Chiaramente è una cosa nuova per noi e siamo venuti a fare l’allenamento qua, cosa che solitamente non facciamo, perché vogliamo abituarci con una sola seduta però è una cosa che può capitare. Per quanto riguarda gli indisponibili, Calhanoglu, Acerbi, Asllani e Buchanan non ci saranno. Sono da valutare anche le condizioni dei calciatori che hanno giocato domenica e di Zielinski: ieri il polacco ha fatto un parziale e ha dato buone risposte. C’è ancora un allenamento a disposizione, poi cercherò di fare le scelte più giuste per questa partita”. Successivamente Inzaghi è intervenuto anche in conferenza stampa: “Non dobbiamo pensare alla Juventus (gara in programma domenica alle 18, in diretta su Sky e in streaming su NOW), vogliamo ragionare partita dopo partita. Affrontiamo lo Young Boys che l’anno scorso ha stravinto il campionato, ha avuto qualche problema iniziale ma dovremo fare attenzione. Asllani ha avuto un problema traumatico venerdì in allenamento, Calhanoglu si è infortunato domenica in partita, per cui le rotazioni a centrocampo sono limitate. Zielinski dal 1′? Ieri ha svolto una buona parte di allenamento, dovrò valutare. Sto valutando se far giocare sia Bastoni che Dimarco dall’inizio, domenica contro la Roma hanno giocato la terza partita consecutiva. Sono soddisfatto di come ha giocato Barella davanti la difesa, ci sta dando una grande mano. Domani uno tra lui e Zielinski giocherà lì. ‘Bare’, Mkhitaryan e Frattesi hanno speso tanto: sicuramente quest’ultimo giocherà dall’inizio, degli altri 3 ne sceglierò 2. Sommer? Senza nazionale rimane più tempo ad allenarsi con noi. L’ho voluto fortemente: si può parlare con lui e ti aiuta sempre, è un grandissimo portiere e una grandissima persona”.

Docufilm “Tennis and Friends” al Festival del Cinema di Roma

Docufilm “Tennis and Friends” al Festival del Cinema di RomaRoma, 22 ott. (askanews) – Dopo l’incredibile affluenza di pubblico dell’ultima edizione romana (11, 12 e 13 ottobre 2024), che ha visto la partecipazione di oltre 120.000 presenze e la realizzazione di 38.000 screening gratuiti e il grande successo di ascolti raggiunti dalla proiezione andata in onda su Rai 2, il docufilm “Tennis and Friends. La prevenzione scende in campo” arriva al Festival del Cinema di Roma.


Il documentario, proiettato oggi all’Auditorium Parco della Musica nello Spazio Lazio Terra di Cinema (Regione Lazio), è un progetto sociale che la Rai e la produzione Aut Aut hanno realizzato per raccontare la storia della manifestazione che da 14 anni divulga la cultura della prevenzione e dei corretti stili di vita. Anni di grandi successi ma, soprattutto, di tante vite salvate. 55 minuti in cui scorrono le immagini dei sanitari, dei personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e delle persone comuni che, negli anni, hanno conosciuto la manifestazione promossa dalla Onlus Friends For Health, di cui è fondatore e presidente il professor Giorgio Meneschincheri, medico specialista in Sanità pubblica, Igiene e Medicina Preventiva e docente dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma. Il progetto Tennis and Friends – Salute e Sport nasce con un allestimento di una piccola area sanitaria presso il Foro Italico in Roma per la valutazione delle sole patologie tiroidee. Gli inizi si intrecciano con la storia personale di Massimiliano Ossini, è lui a spiegare come la moglie Laura scopre di soffrire di una patologia oncologica tiroidea mentre è in attesa del loro terzo figlio. Una vicenda che ha avuto un lieto fine grazie all’incontro con il professor Meneschincheri e che è stata motivo di ispirazione nella creazione del progetto.


“Con questo documentario la Rai, quale concessionaria del servizio pubblico, per la prima volta realizza un prodotto sull’importanza della prevenzione sanitaria che è uno dei motori del servizio sanitario nazionale” spiega Fabrizio Zappi, direttore di Rai Documentari. Protagonisti della pellicola anche i quattro testimonial di eccezione che da anni scendono in campo per sostenere il progetto sociale: Rosario Fiorello, Mara Venier, Paolo Bonolis e Maria De Filippi.


“Quando vedo la disponibilità dei medici – racconta Mara Venier, nell’intervista contenuta nel documentario – la loro generosità, la voglia di aiutare il prossimo, mi commuovo profondamente. Al Foro Italico, in occasione di Tennis and Friends, non sono Mara Venier, ma mi metto nei panni delle persone che sono lì in attesa”. Ad applaudire la proiezione di “Tennis and Friends” numerosi Ambassador che, ogni anno, intrattengono il pubblico sfidandosi nel “Torneo Celebrity” :Al Bano, Vittorio Brumotti, Marzia Roncacci, Beppe Convertini, Vincent Candelà, Eleonora Daniele, Max Giusti, Edoardo Leo, Massimo Lopez, Gigi Marzullo, Diego Nargiso e Nicola Pietrangeli, Ambassador del tennis italiano nel mondo e presidente onorario di Tennis and Friends. “Tennis and Friends – Salute e Sport è il frutto delle mie esperienze personali, di una famiglia con un trascorso di professionisti sportivi e della mia professione di medico – dice Meneschincheri- Ho sentito con forza la necessità di veicolare alla popolazione la cultura della prevenzione attraverso un format che potesse avvicinare le persone in un grande villaggio, con ingresso libero, attratte dall’intrattenimento, dalla pratica sportiva, dalla presenza di personaggi pubblici, che fanno da contorno a quelle aree sanitarie dove possono sottoporsi a screening gratuiti. In questo contesto anche coloro i quali abitualmente sfuggono ai controlli, temendo di scoprire una eventuale patologia, possono invece sottoporsi alle visite, abbassando di conseguenza ogni stato di ansia”.


Alla presentazione del docufilm sono intervenuti il campione sportivo e Presidente onorario di Tennis and Friends Nicola Pietrangeli, le giornaliste Marzia Roncacci ed Eleonora Daniele, il comico e conduttore Max Giusti, la responsabile cinema della Regione Lazio Lorenza Lei e Simona Renata Baldassarre Assessore Cultura Pari Opportunità politiche giovanile e della famiglia della Regione Lazio.

Urbino, laurea a Borrell: “oggi il mondo è peggiore di 5 anni fa”

Urbino, laurea a Borrell: “oggi il mondo è peggiore di 5 anni fa”Roma, 22 ott. (askanews) – L’università degli studi di Urbino ha conferito oggi la laurea Honoris Causa a Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Nel suo discorso di accettazione il capo della diplomazia Ue ha parlato in questi termini del suo “addio alle armi”: negli ultimi cinque anni – ha detto – “mi sono dedicato con tutto il mio impegno alla responsabilità di questo incarico” eppure l’impegno, da solo, non può tutto. La verità è che “oggi il mondo è peggiore di 5 anni fa”. Ma – ha concluso – non “è colpa mia” e non è colpa dell’Europa. L’Europa “dice no alla guerra” ma quello che viviamo è un tempo di guerra.


Questo riconoscimento, ha detto Borrell parlando all’università di Urbino “é per me è un modo di dire addio alle armi, agli ultimi 5 anni come alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza e la difesa dell’unione europea; 5 anni segnati da una quantità inenarrabile di sfide ogni giorno più impegnative. Se il lavoro umano dovesse essere giudicato in base all’impegno probabilmente meriterei un voto alto,; sì perché per 5 anni mi sono dedicato con tutto il mio impegno alla responsabilità di questo incarico, con l’aiuto del mio staff”. “Ma se il lavoro umano dovesse essere giudicato dai risultati, non dall’impegno ma dai risultati, allora non sono sicuro che avrei superato l’esame. Perché siamo ben lontani da ciò di cui abbiamo bisogno, non abbiamo avuto tanti buoni risultati. Il mondo è oggi peggiore che 5 anni fa…”.


“Non è colpa mia ma è certamente più difficile anche per l’Unione europea. Sì il mondo è molto più difficile e non siamo più al sicuro. E aver ricoperto questo incarico è una enorme lezione di umiltà, perché ci si rende conto di quanto sia difficile risolvere i gravi problemi che affliggono l’umanità. E anche se noi europei certo dobbiamo riconoscere che abbiamo avuto una risposta reattiva molto rapida per affrontare la crisi del Covid, tuttavia questa sfida ha messo in luce una dura realtà: noi europei non eravamo pronti al ritorno della politica del potere, e anche meno al ritorno della guerra sul territorio europeo. Ma perché non eravamo pronti? Perché ci mancava la capacità intellettuale? No, ne abbiamo tanta. Non eravamo pronti perché il progetto europeo è stato costruito in antitesi con l’idea del potere, perché l’Europa dice no alla guerra…”.