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Autore: Redazione StudioNews

Tennis, Alcaraz non sbaglia: è ai quarti a Shanghai

Tennis, Alcaraz non sbaglia: è ai quarti a ShanghaiRoma, 9 ott. (askanews) – Come Sinner contro Shelton, anche Carlos Alcaraz si prende la sua ‘vendetta’ sportiva contro Gael Monfils. Il n°3 del seeding batte il francese 6-4, 7-5 in un’ora e mezza di gioco, prendendosi così la rivincita dopo la sorprendente sconfitta incassata in estate a Cincinnati. Prosegue così la campagna di Shanghai dello spagnolo, reduce dal trionfo di Pechino. Avanti anche Medvedev, che regola in due set Tsitsipas (nonostante un problema al braccio destro) e attende ora Sinner.

I peperoni del futuro: resistenti a patogeni e cambiamenti clima

I peperoni del futuro: resistenti a patogeni e cambiamenti climaRoma, 9 ott. (askanews) – Peperoni di alta qualità, più resilienti ai parassiti e agli eventi climatici estremi e con maggiore proprietà antiossidante. Questi i risultati di tre progetti internazionali a cui il CREA ha contribuito, recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “Current Biology”.


L’attività di ricerca, durata circa 5 anni, ha portato a una mappatura delle molecole con azione antiossidante (culminata nell’individuazione di più di 1100 composti) presenti nel peperone, per studiarne effetti benefici sia sulla salute dell’uomo sia su quella della pianta ed è stata svolta nell’ambito di 3 progetti Europei Horizon 2020. Allo studio hanno lavorato sette istituzioni di ricerca, tra cui l’Istituto di Fisiologia molecolare delle Piante “Max Planck” (Germania) nel ruolo di coordinatore, il Centro di Ricerca Orticoltura e Florovivaismo del CREA, l’Università della Georgia (Stati Uniti), l’Università di Wageningen (Olanda) e tre Istituzioni di ricerca bulgare.


Per lo studio è stato necessario costituire materiali altamente diversificati, comprendenti collezioni di germoplasma e linee derivanti da incroci tra peperone coltivato e specie selvatiche. Sfruttando la variabilità presente nei materiali genetici, è stato possibile eseguire una mappatura completa dei geni da utilizzare in programmi di miglioramento genetico, con particolare attenzione alla qualità e alle caratteristiche antiossidanti. Questo consentirà ai selezionatori vegetali di costituire peperoni nutrizionalmente migliorati e resilienti agli stress ambientali. Il Centro di Ricerca del CREA Orticoltura e Florovivaismo ha partecipato al progetto sviluppando linee avanzate di peperone derivanti da incroci interspecifici tra una varietà di peperone dolce, molto consumata sul mercato italiano, e un’accessione selvatica piccante proveniente dal Sudamerica. Questo incrocio, che difficilmente avviene spontaneamente in natura dati gli areali di coltivazione diversificati delle due specie, ha permesso, grazie ai meccanismi di ricombinazione, di individuare con elevata precisione i geni presenti nei progenitori selvatici del peperone. Questa strategia conferma l’importanza delle risorse genetiche in specie vegetali come serbatoio di geni essenziale per l’agricoltura.


Il CREA ha contribuito alla caratterizzazione genomica, sviluppando oltre 10 mila marcatori genomici con metodologie di sequenziamento di nuova generazione. La popolazione è stata valutata in pieno campo e sotto serra presso la sede di Pontecagnano per le prestazioni agronomiche e per i livelli di metaboliti.

Macchine radicali e coreografia caotica: torna Jean Tinguely

Macchine radicali e coreografia caotica: torna Jean TinguelyMilano, 9 ott. (askanews) – Una lezione di arte radicale, ribelle, caotica, che prende possesso con naturalezza degli spazi di Pirelli HangarBicocca e stabilisce una relazione forte con il luogo, e in questo modo si rinnova, al di là della storicizzazione di cui è già stata oggetto. Le opere intricate di Jean Tinguely, le sue macchine scomposte e reinventate, i suoi ammassi di tecnica, si rimettono in moto nel museo milanese di Pirelli, per dare vita alla più grande retrospettiva italiana sull’artista dopo la sua morte.


La mostra è curata da un team composto anche da Lucia Pesapane: “È stata abbastanza una sfida – ha spiegato la co-curatrice ad askanews – anche se il luogo era proprio ideale per mostrare queste macchine in movimento arrugginite, questi ingranaggi, queste ruote in HangarBicocca. Jean Tinguely alla fine della sua vita viveva e lavorava in un hangar industriale, quindi le analogie e la coerenza erano evidenti. Abbiamo scelto le opere in parte anche proprio per tenere il confronto e reggere lo spazio, ovviamente, e abbiamo cercato di scegliere quelle che si muovono ancora oggi, perché non tutte comunque riescono a tenere il tempo, alcune non funzionano più, questo faceva parte anche dell’estetica di Jean Tinguely, però abbiamo cercato di privilegiare opere in movimento, creando una coreografia anti-armonica, un risultato finale cacofonico, ma volutamente”. Le navate dell’Hangar trovano nel dialogo con Tinguely la propria vocazione più classica, lo spazio diventa elemento dell’opera, accoglie la sua stranezza e la sua problematicità. Aspetti che sono alla base dell’attualità del lavoro dell’artista, che certamente può essere letto come una polemica verso una società consumistica che genera l’accumulo di cose che poi si tramuta fisiologicamente nell’accumulo di rifiuti, per esempio, ma le suggestioni contemporanee non si fermano qui. “Lui non si vedeva come un artista solitario, genio e creativo chiuso nel suo atelier – ha aggiunto Lucia Pesapane – ma amava collaborare, lavorare con gli altri artisti, eseguire performance, e quindi questo aspetto un po’ più democratico di arte è un aspetto che secondo me oggi piace molto e che forse è il bello di Jean Tinguely oggi”.


Opere vive, strani oggetti volanti, luci e rumori, ma anche una voluta oscurità e una sensazione costante di avere di fronte lavori che non vogliono conformarsi a nessun parametro stabilito da altri. È in questa attitudine, per così dire, selvatica che la mostra si caratterizza al meglio, togliendo certezze per sostituirle con ipotesi, molto provvisorie, eppure spesso funzionanti contro ogni previsione. Per chi frequenta da tempo Pirelli HangarBicocca, poi, la mostra ha un altro elemento di fascino, questa volta più sottile, perché a sensazione ricorda altre grandi esposizioni del passato che sono state ospitate nelle Navate, e vengono in mente i nomi di Juan Muñoz o Philippe Parreno. E se i macchinari di Tinguely sono in grado di azionare anche il dialogo con il tempo del museo allora è probabile che ogni cosa sia al proprio posto nel migliore dei modi. Organizzata con il Museo Tinguely di Basilea, la mostra milanese è aperta al pubblico fino al 2 febbraio 2025. (Leonardo Merlini)

Consulta, Calenda: noi non faremo più Aventino parlamentare

Consulta, Calenda: noi non faremo più Aventino parlamentareRoma, 9 ott. (askanews) – “Ieri abbiamo dato un segnale di compattezza e siamo usciti ma non si può andare avanti così perché la Consulta rischia di non poter più funzionare da dicembre in poi. Ci sono 4 giudici da nominare, il governo deve dimostrare un minimo di apertura verso le opposizioni e le opoposizioni la devono piantare di fare l’Aventino. Noi la finiremo perché così non si va avanti”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, in un video, all’indomani dell’ottava fumata nera del Parlamento in seduta comune chiamato a eleggere un giudice costituzionale.


“La persona che vuole nominare Meloni alla Consulta – ha aggiunto – non è un pericoloso fascista, è un professore di diritto costituzionale che ha lavorato con la sinistra, con Zingaretti, e ha lavorato al premierato con la destra. È ciò rischioso perché deve giudicare il premierato forse? No, non lo è perché si deve astenere nel caso in cui il premierato venisse preso in analisi dalla Corte Costituzionale”.

Malattie rare, nuovo appello associazioni e clinici su farmaco Translarna™

Malattie rare, nuovo appello associazioni e clinici su farmaco Translarna™Roma, 9 ott. (askanews) – Le associazioni di pazienti Parent Project aps, UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare, il professor Eugenio Mercuri, principal investigator del registro Stride, e il professor Giacomo Pietro Comi, presidente di AIM – Associazione Italiana di Miologia hanno indirizzato una nuova lettera al CHMP (il Comitato per i medicinali a uso umano dell’EMA, Agenzia europea del farmaco) per chiedere il riesame della decisione relativa al farmaco Translarna™ (ataluren).


A fine giugno il CHMP aveva raccomandato di non rinnovare l’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio di questo farmaco per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne, l’unico disponibile per i pazienti con mutazione nonsenso. Il punto di vista dei pazienti.


La decisione presa dal CHMP – si legge in una nota congiunta -, dopo vari passaggi e valutazioni, continua a preoccupare centinaia di pazienti e famiglie in tutta Europa, che non possono più beneficiare di un farmaco che da anni è l’unica soluzione di trattamento per la distrofia di Duchenne con mutazione nonsense (nmDMD). Secondo la comunità scientifica, dopo anni di utilizzo, Translarna™ è un farmaco con un elevato profilo di sicurezza, facile da usare nei bambini per la modalità di somministrazione, che consente un rallentamento della progressione della patologia ampiamente documentato nel registro STRIDE.


Nonostante gli endpoint primari non siano stati raggiunti dal punto di vista statistico, tutti i risultati mostrano una differenza tra i bambini trattati e quelli non trattati in maniera consistente in tutti gli studi effettuati. Questo risultato, che appare modesto nella durata breve degli studi clinici, emerge in maniera più evidente nei dati a lungo termine raccolti dal registro STRIDE mostrando un più chiaro miglioramento di qualità di vita attraverso un rallentamento degli effetti più nefasti della patologia. Per questi motivi, le associazioni continuano a chiedere, al fianco della comunità DMD, di riesaminare la decisione per non privare i piccoli e giovani pazienti di un farmaco che ha mostrato di migliorarne sensibilmente la qualità di vita.


“iconosciamo e rispettiamo il rigoroso lavoro del CHMP, ma chiediamo che la questione di Translarna sia rimessa in agenda, perché riteniamo che patologie rare come la distrofia di Duchenne abbiano necessità di un cambio di prospettiva e di protocolli specifici che tengano presente i criteri differenti e nuovi rispetto a patologie che rientrano in standard già definiti”, dichiarano le associazioni e i clinici. La malattia. La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una rara patologia genetica che colpisce 1 su 5000 neonati maschi. È la forma più grave delle distrofie muscolari, si manifesta in età pediatrica e causa una progressiva degenerazione dei muscoli. La distrofia muscolare di Becker (BMD) è una variante più lieve, il cui decorso varia però da paziente a paziente. Al momento, non esiste una cura.

Tennis, Sinner ai quarti a Shanghai, battuto Shelton

Tennis, Sinner ai quarti a Shanghai, battuto SheltonRoma, 9 ott. (askanews) – Jannik Sinner “vendica” la sconfitta del 2023 e batte Ben Shelton con i parziali di 6-4, 7-6 in un’ora e mezza di gioco qualificandosi per i quarti di finale al “Rolex Shanghai Masters”, penultimo ATP Masters 1000 della stagione dotato di un montepremi di 8.995.555 dollari, che si sta disputando sui campi in cemento del Qi Zhong Stadium della metropoli sulla costa centrale della Cina. Vittoria da n°1 di Jannik, che salva 7 palle break a fronte dell’unica avuta e ora attende ai quarti di Shanghai uno tra Medvedev e Tsitsipas. Vittoria n°62 in stagione per l’azzurro, che ha sempre raggiunto i quarti in questa straordinaria stagione (14 su 14).


Venerdì nei quarti Sinner troverà dall’altra parte della rete il vincente della sfida tra il greco Stefanos Tsitsipas, n.12 ATP e decima testa di serie, ed il russo Dannil Medvedev, n.5 del ranking e del seeding (il 28enne moscovita è avanti 9-4 nei precedenti, compreso l’unico giocato a Shanghai, nelle semifinali del 2019).

Vino, il Consorzio Alta Langa alla Fiera del tartufo bianco d’Alba

Vino, il Consorzio Alta Langa alla Fiera del tartufo bianco d’AlbaMilano, 9 ott. (askanews) – Anche quest’anno il Consorzio Alta Langa sarà presente alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, giunta alla sua 94esima edizione: l’Alta Langa Docg si conferma infatti per l’ottavo anno “Official Sparkling Wine” della manifestazione, che va in scena dal 12 ottobre all’8 dicembre


“Quello con la Fiera resta per noi un matrimonio di gusto e di intenti, in cui l’impegno comune è quello di promuovere al meglio due eccellenze piemontesi, in Italia e nel mondo” – commenta la presidente del Consorzio, Mariacristina Castelletta, aggiungendo che “l’Alta Langa Docg è dotato di una struttura e una complessità che lo rendono il compagno ideale per la grande cucina, grazie anche alla sua sorprendente versatilità di abbinamento. Questa vocazione e l’affinità con il mondo gastronomico – prosegue Castelletta – fanno sì che le Alte Bollicine Piemontesi siano protagoniste dall’inizio della manifestazione (al ‘Capodanno del Tartufo’ che celebra la fine del fermo biologico e l’inizio di una nuova stagione di cerca) per tutti i Cooking show, le cene dedicate al Tuber magnatum Pico, e le degustazioni dell’Enoteca della Fiera”. Le aziende del Consorzio che partecipano alla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco con i loro vini Alta Langa Docg sono: Abrigo fratelli, Araldica, Banfi, Belcolle, Beppe Marino, Bera, Bosca, Brandini, Bretta Rossa, Cantina Alice Bel Colle, Casa E. di Mirafiore, Cascina Cerutti, Cascina Fonda, Cerrino, Colombo, Contratto, Coppo, Cuvage, Daffara & Grasso, Deltetto, Enrico Serafino, Ettore Germano, Fabio Perrone, Fontanafredda, Fratelli Grimaldi, Gancia, Garesio, Giulio Cocchi, Il Falchetto, Ivaldi, La Fusina, LHV Avezza, Marco Capra, Mario Giribaldi, Massimo Rivetti, Matteo Correggia, Mauro Sebaste, Paolo Berutti, Pecchenino, Pelissero, Pianbello, Piazzo comm. Armando, Poderi Cusmano, Rapalino Fratelli, Rizzi, Roberto Garbarino, San Biagio, San Silvestro, Sara Vezza, Tenuta Carretta, Tenuta Garino, Tenuta Langasco, Terrabianca, Terre del Barolo, Tosti1820, TT, Vallebelbo, Vinchio Vaglio e Vite Colte.

Turismo, Destinazione Napoli presenta al Ttg nuovo brand città

Turismo, Destinazione Napoli presenta al Ttg nuovo brand cittàRimini, 9 ott. (askanews) – “Destinazione Napoli” fa il suo debutto al TTG Travel Experience di Rimini, da oggi all’ 11 ottobre, portando fuori dai confini cittadini il suo nuovo brand. Per consolidare la posizione sui mercati esteri, il Comune di Napoli si è dotato di uno strumento strategico quale la DMO (Destination Management Organization) per la progettazione, la realizzazione e la gestione dei servizi tipici per la città e, in ottica strategica e integrata, per le azioni di marketing, promozione, digitalizzazione e sviluppo di prodotti necessari alla valorizzazione della destinazione turistica. A questo fine è nato un accordo quadro tramite l’RTI composta da CoopCulture e SL&A.


“Con questa iniziativa anche una Capitale come Napoli, vero gigante nell’immaginario e nel desiderio dei turisti italiani e sempre più anche stranieri, si dota di una organizzazione di destinazione che si muove su standard mondiali”, ha affermato il Project Leader della DMO Stefano Landi. La partecipazione al Ttg di a Rimini, si legge in un comunicato della società, consente non solo di incontrare operatori del settore turistico ma anche di promuovere Napoli a livello nazionale e internazionale, partendo dal nuovo brand turistico della città. Il brand è rappresentato da un’installazione permanente situata in Piazza Municipio, concepita per sintetizzare la complessità e la ricchezza culturale di Napoli. Il progetto è promosso dall’Assessorato al Turismo.


“A Napoli abbiamo realizzato un’installazione fissa pensata ‘per fare il giro del mondo’ attraverso le esperienze dei turisti che scattano un selfie per i social per testimoniare la loro esperienza napoletana. Nel logo sono raffigurati alcuni dei principali simboli della napoletanità: da Maradona, al murales di San Gennaro, al cibo. Ci sono anche immagini delle stazioni della metropolitana di Napoli, affascinanti e futuristiche. Il nostro logo, inoltre, si trova davanti al porto ‘aperto’ della città, apposta per dare il benvenuto a chi arriva a Napoli dal mare”, spiega l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato. Il logo è una fusione di arte e identità, con lettere che narrano le sfaccettature di Napoli: dalla passione per il calcio alle meraviglie sotterranee, dalla street art ai capolavori culinari. Ogni lettera vuole essere un viaggio visivo tra le bellezze e le tradizioni di Napoli. Immagini iconiche si nascondono dietro ogni carattere, invitando i visitatori a esplorare i tesori che questa città ha da offrire.

Vino, Cantina Torrevilla: un’ottima annata per le basi spumante

Vino, Cantina Torrevilla: un’ottima annata per le basi spumanteMilano, 9 ott. (askanews) – “Nonostante le piogge insistenti questa è stata un’ottima annata per le basi spumante: i mosti ottenuti sono contraddistinti da buone acidità, che sicuramente daranno vita a dei vini eleganti e longevi. Per quanto riguarda i rossi, grazie alla scrupolosa selezione delle uve effettuata prima della pigiatura e a un meticoloso lavoro in cantina siamo certi di ottenere un ottimo risultato”. A dirlo è Simone Fiori, enologo di Torrevilla, storica Cantina sociale di Torrazza Coste nell’Oltrepò Pavese (Pavia) che produce oltre 2,5 mln di bottiglie grazie ad una superficie vitata di circa 600 ettari.


Una vendemmia tutt’altro che semplice quella di Torrevilla, così come per la maggioranza dei produttori che operano in questo territorio la cui produzione quest’anno è stata falcidiata dal maltempo che ha scatenato anche attacchi virulenti di Peronospora. “L’Oltrepò Pavese, con il suo territorio prevalentemente collinare, esprime un’altissima vocazionalità ma allo stesso tempo le forti pendenze rendono esponenziali i costi di gestione per le imprese che sono messe ancora più in difficoltà in termini di energie e sforzi economici dall’impatto dei cambiamenti climatici degli ultimi anni” ha affermato il presidente della Cantina sociale, Massimo Barbieri, aggiungendo che “la produzione dei vigneti ha subito cali dovuti alla siccità negli anni passati e alle piogge intense nell’annata corrente, favorendo la proliferazione di questo fungo patogeno e il conseguente calo produttivo. Nonostante le difficoltà di questo periodo – ha concluso Barbieri – sono certo che i vignaioli saranno in grado di far fronte all’ennesima sfida”.

Bauli: no acquisizioni ma nuovi prodotti e canali senza disturbare i big

Bauli: no acquisizioni ma nuovi prodotti e canali senza disturbare i bigVerona, 9 ott. (askanews) – Nessuna acquisizione in vista ma un impegno tutto focalizzato sulla riorganizzazione del gruppo intorno ai due brand di riferimento, Bauli e Motta, diversificando l’offerta e alzando posizionamento e, di conseguenza, margini, mentre i consumi continuano a rimanere stabili. Michele Bauli, presidente del gruppo dolciario veronese, descrive la rotta pensata per traghettare l’azienda verso il traguardo annunciato del miliardo di fatturato nel 2030 (era di 634 milioni nell’esercizio 2022-23). Un traguardo che ridisegnerà l’offerta dell’azienda, in Italia e all’estero, mantenendo al centro il lievito madre, elemento di “differenziazione” all’interno del mercato del bakery internazionale. “Noi vogliamo arrivare a quel numero”, un miliardo di fatturato “ma come ci arriviamo è la cosa più difficile – ha esordito Michele Bauli – Pensiamo di aggiungere tante altre cose, magari canali nuovi, geografie nuove e anche riposizionando i marchi che abbiamo. Abbiamo fatto un lavoro molto importante su Motta, ci concentreremo su questi due brand, Motta e Bauli, così potremo avere anche una concentrazione del budget pubblicitario”.


Michele Bauli parla a margine dell’anteprima di “1996 – La fabbrica sta bruciando”, un cortometraggio scritto e diretto da Pietro Castellitto che, a 28 anni di distanza, ricorda l’incendio dello stabilimento di Castel D’Azzano, durante il quale il coraggio di alcune donne permise di mettere in salvo il lievito madre che da 100 anni è il fermento dell’azienda veronese. Ora a quel lievito naturale, per ragioni di marketing, è stato dato un nome, Futura, perchè su di esso intendono costruire lo sviluppo dei prossimi anni. “C’è tanto lavoro da fare, tutto basato effettivamente sul lievito madre – ha ammesso il presidente – Tutto parte da lì e vogliamo che quello diventi il nostro punto di differenziazione rispetto ai concorrenti internazionali che per tradizione non ce l’hanno. Il mondo del bakery è molto grande ma il mondo del bakery che utilizza il lievito naturale, che dà un prodotto di livello superiore e fa lo champagne del pane, è molto più limitato perché è complesso e costoso da gestire e siamo rimasti in pochi a farlo”. Ha parlato di “fase di profondo cambiamento” il chief marketing officer, Luca Casaura che in occasione della presentazione del corto ha ricordato “i nuovi progetti e i nuovi piani che la famiglia Bauli ha deciso di intraprendere con coraggio e determinazione”. “La famiglia è pronta a investire – ci ha detto dopo la proiezione veronese – lo ha già fatto con centinaia di migliaia di euro. C’è tanto lavoro da fare e sicuramente spingeremo molto sull’innovazione”. E a domanda se nel futuro di Bauli vede la possibilità di un’apertura del capitale al mercato ha risposto: “Non esiste Bauli senza la famiglia Bauli, non credo proprio”.


In questo disegno generale, che traccia la strada almeno per i prossimi anni, “il marchio Motta avrà un posizionamento più alto mentre Bauli rimane il marchio più grosso nella pancia del mercato ma sempre con un posizionamento medio-alto”, andando a integrare prodotti come Buondì e Girella. Per gli altri marchi del gruppo, come Alemagna, Bistefani, Doria, il futuro è in fase di definizione. “Per ora ci concentriamo su questi due, Motta e Bauli, poi qualcuno continuerà la sua storia come Doria, su altri come Alemagna ci ragioneremo” ha detto. La leva per crescere, come accennava anche il direttore marketing, è l’innovazione, soprattutto quella di prodotto, che potrà consentire all’azienda di affrancarsi dal segmento esclusivo dei prodotti da ricorrenza, come pandoro e panettone. “Bisogna inventarsi nuovi prodotti in momenti come questo di rallentamento – ha spiegato Michele Bauli – Noi siamo sempre stati su pochi momenti e in pochi canali e perché non provare su altri momenti senza andare a rompere le scatole a chi è più grande di noi?”. E le novità di prodotto, a quanto pare, sono imminenti con il Natale all’orizzonte. Qualcosa è trapelata, come il Panmoro, un pandoro al cioccolato, “disruptive” nel packaging nero rispetto al tradizionale lilla-Bauli. Ma le novità riguarderanno anche altri prodotti e non è escluso che nei prossimi mesi ci sia uno sviluppo anche nel segmento salato, segmento che Bauli presidia col marchio Doria.


Escluse, invece, per ora nuove acquisizioni. “Al momento non abbiamo interesse per acquisizioni, ci stiamo troppo concentrando su questi sviluppi”, ha detto Michele Bauli, mentre una direttrice di crescita restano i mercati esteri, con i tre poli: “Europa, Nord America e India dove abbiamo una fabbrica e siamo conosciuti: sembra strano – ha ammesso – ma vendiamo croissant in India e li vendiamo molto bene”. E all’estero Bauli punta ad arrivare anche con il format Minuto Bauli, la caffetteria-pasticceria che sforna quotidianamente il “minuto”, un dolce fatto dello stesso impasto del pandoro farcito al momento. “Il minuto Bauli è prodotto bellissimo che ci dà la possibilità di avere un rapporto diretto col consumatore. Vogliamo farlo espandere e lo esporteremo”, replicando il modello anche in aeroporti e stazioni. Attualmente di questi punti vendita ce ne sono 13 di cui uno all’estero, a Vienna, ma fuori dall’Italia presto potrebbero aumentare. “In Italia abbiamo il brand che ci aiuta – ha detto – all’estero abbiamo la qualità mentre il brand è un po’ meno conosciuto ma quando lo assaggiano impazziscono”. Nessuna anticipazione, invece, su come si è chiuso l’esercizio 2023-2024 mentre mostra cauto ottimismo per l’andamento del Natale: “Io credo che andrà bene perché stiamo facendo tanta innovazione e pubblicità e in un momento che non è dei migliori vogliamo proporre qualcosa di nuovo e far dimenticare questa fase – ha spiegato – I consumi sono stabili veniamo da un momento in cui le materie prime sono andate alle stelle e ora stanno rientrando ma restano sempre a livelli molto alti e questo ha affossato un po’ i consumi ma c’è voglia di qualcosa di buono e diverso e si è disposti a concederselo”.