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Autore: Redazione StudioNews

Schillaci, camera ardente allo stadio Barbera di Palermo

Schillaci, camera ardente allo stadio Barbera di PalermoRoma, 18 set. (askanews) – “Con la prematura scomparsa di Totò Schillaci, la città piange la perdita del calciatore palermitano più rappresentativo della storia a livello mondiale. Una popolarità che, però, non ha mai cambiato Schillaci, il quale ha sempre mantenuto un animo gentile, umile e disponibile. Per l’Italia gli occhi e i gol di Schillaci hanno rappresentato il simbolo delle notti magiche dei Mondiali del ’90, ma per Palermo hanno significato molto di più, l’esempio di riscatto di un figlio di questa città che stava attraversando anni difficili. Per queste ragioni e di concerto con i familiari, l’amministrazione comunale, per rendere il giusto tributo a Schillaci, ha voluto mettere a disposizione lo Stadio Barbera per l’allestimento della camera ardente e ringrazio il Palermo Football Club per la disponibilità e lo spirito di collaborazione dimostrati. Ai familiari di Totò Schillaci rivolgo il mio cordoglio e la mia vicinanza in questo momento di profondo dolore”. Così il sindaco di Palermo Roberto Lagalla

Autonomia, Todde: il governo alimenta lo scontro con le Regioni

Autonomia, Todde: il governo alimenta lo scontro con le RegioniRoma, 18 set. (askanews) – “La Sardegna, come anche Toscana, Puglia e Campania, continueranno la loro battaglia contro l’autonomia differenziata nonostante il governo decida di costituirsi direttamente nel giudizio. Una scelta che conferma la volontà da parte dell’esecutivo di alimentare lo scontro con le Regioni. La Sardegna ha presentato il ricorso nel solo interesse dei cittadini e restiamo in prima fila contro chi vuole spaccare l’Italia e indebolire la Sardegna. Non lo permetteremo”. Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, replica alla decisione del governo.

Il Tribunale Ue annulla la multa della Commissione a Google da 1,5 miliardi

Il Tribunale Ue annulla la multa della Commissione a Google da 1,5 miliardiStrasburgo, 18 set. (askanews) – Il Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia europea ha annullato, oggi a Lussemburgo, la decisione del 2019 con cui la Commissione europea aveva inflitto un’ammenda di quasi un miliardo e mezzo di euro a Google, sostenendo che l’Esecutivo Ue non avrebbe tenuto conto dell’insieme delle circostanze pertinenti nella sua valutazione della durata delle clausole contrattuali che aveva qualificato come “abusive”. Il Tribunale, d’altra parte, ha confermato la maggior parte delle valutazioni della Commissione.


La vicenda riguarda la piattaforma pubblicitaria chiamata AdSense, che Google gestisce dal 2003. In questo contesto, Google ha sviluppato diversi servizi tra cui, in particolare, un servizio di intermediazione pubblicitaria legato alle ricerche online denominato AdSense for Search (Afs). Afs consentiva agli editori di siti web contenenti motori di ricerca integrati di visualizzare annunci pubblicitari relativi alle ricerche online che gli utenti potevano eseguire su tali siti web. In questo modo, gli editori potevano ricevere una parte delle entrate generate dalla visualizzazione di questi annunci pubblicitari. Per utilizzare Afs, gli editori che generavano un fatturato sufficiente potevano negoziare un “accordo di servizio” (“Google Services Agreement” – Asg) con Google. L’Asg conteneva tuttavia clausole che limitavano o vietavano la visualizzazione di annunci pubblicitari di servizi concorrenti di Afs.


Nel 2016, dopo diverse denunce da parte di concorrenti di Google, la Commissione ha avviato un procedimento relativo a tre clausole contenute nell’Asg (denominate nella sentenza “clausola di esclusiva”, “clausola di collocamento” e “clausola di autorizzazione preventiva”). La Commissione sottolineava che queste clausole potevano eliminare i servizi concorrenti di Afs. Nel settembre 2016 Google ha rimosso o modificato queste clausole. Nel marzo 2019 la Commissione ha accertato che Google aveva commesso tre violazioni distinte che costituivano, insieme, un reato unico e continuato, da gennaio 2006 a settembre 2016, e ha inflitto a Google una multa di 1.494.459 euro.


Con la sentenza odierna, il Tribunale, dopo aver confermato gran parte delle valutazioni della Commissione, conclude tuttavia l’Esecutivo comunitario che ha commesso errori nella valutazione della durata delle clausole contestate, nonché della porzione di mercato da queste coperta nel corso dell’anno 2016. Ne consegue che, secondo il Tribunale, la Commissione non ha dimostrato che le tre clausole individuate costituissero ciascuna un abuso di posizione dominante e, congiuntamente, una violazione unica e continuata dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Ue. Il Tribunale ha quindi annullato integralmente la decisione della Commissione.

Orsini (Confindustria) boccia il Green Deal: l’Ue cambi marcia, serve solida politica industriale

Orsini (Confindustria) boccia il Green Deal: l’Ue cambi marcia, serve solida politica industrialeRoma, 18 set. (askanews) – “L’Europa deve cambiare marcia”. Oggi “serve più che mai una solida politica industriale europea” perchè “le sfide da affrontare sono ciclopiche”. A sottolinearlo è il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, all’assemblea annuale lanciando l’allarme: “Il Green Deal è impregnato di troppi errori che hanno messo e mettono a rischio l’industria”. Secondo Orsini, “la decarbonizzazione inseguita anche al prezzo della deindustrializzazione è una debacle. La storia e il mercato europeo dell’auto elettrica che stiamo regalando alla Cina, parlano da soli. La filiera italiana dell’automotive è in grave difficoltà, depauperata del proprio futuro dopo aver dato vita alle auto più belle del mondo e investito risorse enormi per l’abbattimento delle emissioni”.


Per il numero uno di Confindustria “l’Europa con gli Ets ha consentito la speculazione finanziaria sulla transizione ambientale, spingendo il prezzo della CO2 fuori dal mercato mondiale. Bisogna essere chiari: la disciplina degli Ets deve essere assolutamente cambiata. Continuando così, regaleremo ai nostri competitor internazionali, come sta avvenendo per l’automotive, anche l’acciaio, il cemento, la metallurgia, la ceramica, la carta. Con ricadute negative sugli investimenti, sulla crescita e sull’occupazione”, ha avvertito. Ora Confindustria “conta sulla presenza costante del nostro Governo a Bruxelles, sull’azione comune dei nostri europarlamentari di tutte le forze politiche, e sulla cooperazione sempre più stretta con le altre organizzazioni d’impresa europee. Per lavorare uniti e aiutare la Commissione a fare un bagno di realtà in termini di tempi, modi strategici e mezzi finanziari per risolvere davvero a favore della competitività le grandi transizioni”. In particolare – ha sottolineato Orsini – l’industria italiana è in difficoltà, con la produzione industriale che “da diciotto mesi ha un segno negativo”. Ecco perchè “bisogna considerare una vera e propria responsabilità collettiva, di tutti i soggetti sociali e politici del nostro Paese, quella di realizzare un deciso balzo in avanti della produttività italiana”. “Il mercato interno continua a mostrare le sue debolezze e molte delle nostre imprese stanno facendo fatica”, ha spiegato.


E rivolgendosi ai sindacati il numero uno di Confindustria ha detto: “C’è tanto da fare insieme”. “Noi e i sindacati, abbiamo tanto da fare insieme, e noi siamo pronti ad avviare un confronto”. Mano tesa del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ai ledaer sindacali. In occasione dell’assemblea pubblica dell’associazione Orsini ha lanciato l’idea di “un patto per la sicurezza nei cantieri” e di “un’azione comune” per contrastare i contratti pirata. Sul fronte degli infortuni sul lavoro “noi e i sindacati dobbiamo fare in modo che questa catena di lutti per le famiglie e per le aziende si fermi. Dobbiamo istituire un tavolo permanente di monitoraggio e di verifica delle normative di sicurezza”. Il nostro sistema “ha capovolto la prospettiva basata sull’aggravamento delle sanzioni a morti avvenute. Ha proposto invece un nuovo patto per la sicurezza nei cantieri, un accordo condiviso preventivo degli incidenti. Un patto che introduca nuove regole per l’ammissione alle gare pubbliche di opere e costruzioni, che elevi l’asticella dei requisiti minimi di sicurezza, per impedire a troppe microimprese occasionali di essere ammesse nella sequela dei subappalti a catena”.


Poi “c’è il nodo delle retribuzioni. Come alcuni sembrano non voler ricordare, Confindustria – ha osservato Orsini – prevede nelle sue qualifiche contrattuali retribuzioni ben più elevate del salario minimo per legge di cui si parla. Noi difendiamo il principio che il salario, in tutte le sue componenti, si stabilisca nei contratti, nazionali e aziendali, trattando con il sindacato. Al sindacato diciamo che è tempo di un’azione comune per contrastare i troppi contratti siglati da soggetti di inadeguata rappresentanza. È tempo di unire le forze per indicare una via diversa ai troppi settori in cui convivono salari incongrui e irregolarità fiscali e contributive”.

Pecorino Romano: in 2023/24 produzione +7,1%, cresce mercato Usa

Pecorino Romano: in 2023/24 produzione +7,1%, cresce mercato UsaRoma, 18 set. (askanews) – Produzione in aumento del 7,1%, cresce il mercato Usa (+25%), quello italiano vola al 40%. Sono i dati della campagna di produzione 2023-2024 del Pecorino Romano DOP, durante la quale sono stati raccolti 297 milioni di litri di latte ovino, in incremento rispetto all’anno precedente dell’11,56%. Di questi, 229 milioni di litri (il 77%) sono stati trasformati in Pecorino Romano DOP, per una quantità pari a 392mila quintali: un dato in crescita del 7,1% rispetto all’anno precedente, per un valore sul mercato di oltre 600 milioni di euro.


“Nonostante l’aumento di produzione, il Pecorino Romano verrà assorbito senza problemi dal mercato, grazie anche a un aumento di richiesta da parte degli Stati Uniti, dove ci sono ancora spazi importanti di crescita – spiega il presidente del Consorzio di tutela, Gianni Maoddie – dove la domanda è cambiata rispetto al passato, in quanto la destinazione finale non è più solo quella industriale ma anche il retail: oggi non esiste catena di distribuzione che non proponga il Pecorino Romano e questo è un aspetto molto positivo, perché significa che il prodotto è riconosciuto e richiesto dal consumatore, che cerca la DOP e non si accontenta di alternative”. Cresce anche il mercato nazionale, dove il Pecorino Romano viene distribuito per una quantità pari al 40% della produzione. E se il mercato nazionale assorbe il 40% del prodotto, in quello americano ne viene distribuito il 35%, in Europa il 16% e nel resto del mondo il 9%. Negli Stati Uniti da gennaio a luglio 2024 c’è stato un aumento di vendite del 25,6%, per una quantità totale di quasi ottantamila quintali (63mila nella campagna precedente), dunque con un incremento di circa 17mila quintali.


“Questo risultato è dovuto alla stabilizzazione dei prezzi che si sono avuti durante questa campagna e da una maggiore disponibilità di prodotto – analizza Maoddi – Dopo i picchi registrati lo scorso anno fino a 14-15 euro al chilo, il prezzo di mercato si è attestato intorno ai 12,5 euro: cosa che ha favorito un aumento della domanda”. “Nei primi sei mesi del 2024 infatti, nonostante il prezzo più basso, il valore totale di cui ha goduto la filiera è stato maggiore rispetto alla campagna precedente, perché si è venduto di più”, spiega ancora il presidente del Consorzio.

Maltempo, recuperato il corpo del vigile del fuoco disperso nel Foggiano

Maltempo, recuperato il corpo del vigile del fuoco disperso nel FoggianoMilano, 18 set. (askanews) – E’ stato recuperato il corpo del caporeparto dei vigili del fuoco Antonio Ciccorelli, disperso da ieri sera nel Foggiano, mentre stava prestando soccorso nei territori colpiti dal maltempo. Ciccorelli, vigile del fuoco esperto, prossimo alla pensione, era sul campo per soccorrere alcune persone rimaste intrappolate dalle forti piogge che stavano colpendo quella zona.


L’auto di servizio era stata travolta dalla piena di un torrente sulla SS89 tra S. Severo e Apricena. Il corpo senza vita è stato recuperato dai colleghi sommozzatori all’interno dell’abitacolo dell’auto, poco più a valle del punto dove era stata travolta durante lo svolgimento delle operazioni di soccorso per il maltempo. Salvato il collega che era riuscito ad abbandonare la vettura, rimasto ferito e trasportato in ospedale in condizioni non gravi. L’ondata di maltempo non è ancora cessata e la Sala Situazione Italia della Protezione civile continua, in contatto con i territori, a seguire l’evoluzione dell’ondata di maltempo che sta colpendo alcune zone del Paese.


Secondo le previsioni de IlMeteo.it il ciclone Boris porterà ancora 48 ore di pioggia intensa. Il meteorologo Lorenzo Tedici conferma che il vortice, dopo aver colpito in modo estremo l’Europa Centrale, ha raggiunto il Mediterraneo e sta provocando forti piogge sul nostro Paese. Nel dettaglio, anche nelle prossime ore, i nubifragi saranno più probabili su Emilia Romagna e Marche e su tutta la dorsale appenninica settentrionale, ma potremo avere maltempo a tratti diffuso anche sul Basso Tirreno. Intorno al minimo di bassa pressione, intorno all’occhio del ciclone, ruoteranno due sistemi molto perturbati, uno sull’Alto Adriatico e l’altro sul Tirreno meridionale.

Allarme veterinari: afta epizootica alle porte, serve strategia

Allarme veterinari: afta epizootica alle porte, serve strategiaRoma, 18 set. (askanews) – Un focolaio di afta epizootica rilevato in Turchia, la peste suina che avanza insieme alla lingua blu che è tornata a colpire con violenza in diverse regioni italiane. Il SIVeMP, sindacato italiano veterinari di medicina pubblica, chiede con urgenza che Governo e Regioni affrontino la questione malattie infettive animali “in modo concreto e con urgenza” per tutelare la filiera agroalimentare italiana.


“La Peste suina sta decimando i maiali e i nostri prosciutti – spiegano in una nota – la nostra salumeria comincia a non trovare sbocchi commerciali. I nostri Servizi veterinari l’avevano debellata in Sardegna, ora serpeggia in tutta la val padana. La Blue Tongue che ha flagellato gli allevamenti negli anni passati è tornata a colpire e a far danni grazie ai cambiamenti climatici che la favoriscono. Alle porte dei nostri circuiti commerciali ora c’è l’Afta Epizootica (Turchia) che può muoversi con rapidità seminando morte negli allevamenti bovini, suini e ovi caprini”. “Sono anni – spiegano ancora – che chiediamo di potenziare i Servizi veterinari regionali, di aumentare gli organici dei Servizi veterinari delle asl specialmente nelle regioni con maggior concentrazione animale (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto le più carenti); sono anni che allertiamo i ministri e gli assessori che il 20% dei veterinari pubblici sta per andare in pensione nel volgere di 3-4 anni”.


I veterinari denunciano quindi la mancanza di una programmazione e di un coordinamento delle strategie di profilassi: “forse non abbiamo scorte sufficienti di vaccini per l’afta epizootica ma se li avessimo pronti sarebbe problematico fare una campagna di vaccinazione in contemporanea a due epidemie (Psa, Blue Tongue) e garantire la salute animale e la sicurezza alimentare”, concludono.

Al via corsi gratuiti per supportare agricoltura biodinamica

Al via corsi gratuiti per supportare agricoltura biodinamicaRoma, 18 set. (askanews) – Corsi gratuiti di 50 ore con una consulenza personalizzata anch’essa gratuita per supportare la trasformazione delle aziende al metodo biologico. Partiti in questi giorni in Calabria, si proseguirà poi in altre 9 Regioni italiane. A organizzarli è l’associazione per l’agricoltura biodinamica. Dopo la Calabria, sarà la volta del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, del Lazio e dell’Umbria, della Toscana, della Campania e a seguire nel nuovo anno ci saranno altre date.


L’obiettivo rimane quello che ispirò la nascita del movimento biodinamico 100 anni fa: migliorare la qualità del prodotto e garantire la sostenibilità dei processi di coltivazione, dotando l’azienda di tutte le tecniche e gli strumenti per mantenere la biodiversità del suolo e costruire le filiere corte. Secondo l’Ismea, l’Italia già conta 94.441 operatori biologici che lavorano una superficie complessiva di 2,5 milioni di ettari, pari al 19,8% del totale. Ma c’è ancora strada da fare per raggiungere il target del 25% entro il 2030, fissato dalla strategia europea Farm to Fork.


“Quella biologica e biodinamica – spiega Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica – è una risposta ormai divenuta necessaria per far fronte non solo al cambiamento climatico, ma anche al disquilibrio degli ecosistemi agricoli, resi sterili da un’agricoltura industriale che non è più in grado di sostenere i propri produttori. In qualità di vincitori del bando “Innovazione Bio” del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, abbiamo voluto mettere le competenze tecniche e agronomiche a disposizione di tutti coloro che vogliono iniziare il processo di trasformazione della propria azienda agricola, tale da garantire in pochi anni fertilità, resilienza e remuneratività”.

Agroalimentare, la ‘Mustata’ di Pachino vuole diventare un Pat

Agroalimentare, la ‘Mustata’ di Pachino vuole diventare un PatRoma, 18 set. (askanews) – La Mustata di Pachino, antico dolce siciliano a base di mosto con 500 anni i storia, punta a diventare un Pat, un Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Regione Siciliana, riconosciuto dal Mipaf. Venerdì 22 settembre, durante la terza edizione della Festa della Vendemmia, il presidente dell’associazione Vivi Vinum Pachino Walter Guarrasi e il sindaco del Comune di Pachino Giuseppe Gambuzza firmeranno il protocollo d’impegno per avviarne il riconoscimento, affinché venga introdotta nel registro dei PAT.


“Stiamo codificando la ricetta storica della Mustata – spiega lo storico Luigi Lombardo – è un prodotto agroalimentare e culturale ottenuto dalla lavorazione del mosto: un derivato del vino la cui origine è antica, risale al ‘400. Si prepara solo ed esclusivamente nella stagione della vendemmia in un contesto geografico specifico, coinvolge la comunità e le famiglie del territorio di Pachino in un rituale che si ripete e viene trasmesso da secoli di generazione in generazione”. Per preparararla, spiega il sindaco di Pachino Walter Guarrasi, “usiamo il mosto primofiore, ovvero il succo d’uva appena spremuto: i metodi di lavorazione e gli ingredienti sono stati tramandati nel tempo, occorre una paziente cottura fino a quando il cucchiaio di Mustata, versato sulla formella rigorosamente di ceramica, con un soffio si stacca da quest’ultima. Quando è pronta per tradizione la mangiamo subito, calda, circondando il pentolone. In alternativa si può anche degustare fredda, la lasciamo riposare nelle storiche formelle, poi la serviamo a tavola e la conserviamo per il Natale, quando con un nuovo rituale diventerà un ingrediente della tradizionale preparazione dei Cuddureddi Cini”.


La terza edizione della Festa della Vendemmia a Pachino si svolgerà dal 20 al 22 settembre nella Piazza Pietro Nenni a ridosso della storica Stazione del Vino di Pachino. Venerdì 22 settembre, durante la giornata della firma del protocollo sarà coinvolto anche il maestro ceramista Enzo Forgia, che realizzerà live una formella di ceramica di Caltagirone.

Romania, oltre 100 artisti per la quinta edizione di Classic for Teen

Romania, oltre 100 artisti per la quinta edizione di Classic for TeenRoma, 18 set. (askanews) – Si è conclusa a Focsani, in Romania, con un concerto straordinario dell’Orchestra da Camera del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, la quinta edizione del Festival “Classic for Teens”. Un Festival che è cresciuto anno dopo anno, sia dal punto di vista qualitativo che numerico. Sotto la direzione artistica di Mara Dobrescu, pianista romena che vive in Francia. Nel 2024, oltre 100 artisti, provenienti da 10 paesi di tre continenti (Europa, Asia, America)- tra i quali i più numerosi dall’Italia – si sono esibiti davanti al pubblico romeno.


Gli organizzatori hanno mirato a trasformare Focsani in una vera capitale culturale per i giovani, ricca di vivacità ed energia. “Di solito, dietro ai festival più importanti troviamo il lavoro di team di professionisti con anni di esperienza. Dietro al nostro festival c’è il lavoro di oltre 150 giovani volontari, la maggior parte dei quali studenti delle scuole superiori. Fin dall’inizio abbiamo voluto dedicare l’evento a loro. Beneficiari diretti sono stati anche gli adolescenti che si sono iscritti da tutto il paese ai corsi di perfezionamento gratuiti dedicati a loro, tenuti da alcuni dei più rinomati artisti europei: romeni, italiani, francesi. Infine, possiamo dire che è stato anche un festival dei giovani che si sentono tali nello spirito, ma noi adulti non abbiamo fatto altro che orientarli e infondere loro fiducia. Abbiamo dimostrato che attraverso la musica, attraverso l’arte in generale, si possono abbattere barriere fisiche e sociali: il pubblico è stato vario, la musica classica è suonata all’aperto, nel cuore della città”, ha dichiarato Mioara Moraru, manager del Festival. “La mia esperienza in Italia è stata essenziale nello sviluppo e nella gestione di questo festival. Il Festival Internazionale Propatria, che ho creato 14 anni fa a Roma con l’intento di celebrare l’eccellenza dei giovani romeni nella diaspora, offrendo loro riconoscimento e supporto nelle loro carriere internazionali, ha costituito le basi su cui ho fondato questo nuovo progetto, integrando tutto il know-how e l’esperienza accumulata in tutti questi anni”.


Il concerto di apertura del 2 settembre ha visto protagoniste le pianiste Mara Dobrescu e Dana Ciocârlie, insieme alla violinista francese Gaëtane Prouvost. Sono seguiti serate piene di virtuosismo, ritmo e talento, con musicisti jazz provenienti dalla Romania, dall’Italia e dalla Francia: Ramona Horvath, Nicolas Rageau, Antoine Paganotti, Stefano Priori, Alex Man, e il giovane Catalin Raducanu che ha portato sul palco, insieme a un repertorio classico, ritmi folkloristici eseguiti al cimbalo. Una novità è stato anche il concerto tenuto da tre generazioni di violinisti romeni: Gabriel Croitoru, Simina Croitoru Pauca e Eva Pauca. Gabriel Croitoru ha suonato il celebre violino Guarneri del Gesù appartenuto a George Enescu. La musica celebre dei film premiati agli Oscar è stata evocata da Grazia Barilla e Andrea Calabrese (Italia). Razvan Suma e Ella Bokor si sono esibiti insieme a giovani violoncellisti dei Masterclass. Miruna e Radu Nagy hanno accompagnato il baritono Alexandru Chiriac all’arpa e al violoncello. Il pianoforte è rimasto il protagonista indiscusso con il recital inedito dedicato alla mano sinistra di Shwan Sebastian (Romania) e durante le serate con i giovani Tommaso Marino, Alice Salvioni, Emanuele Stracchi (Italia). Negli ultimi giorni sono arrivati da Roma i musicisti dell’Orchestra da Camera del Conservatorio Santa Cecilia, che, sotto la direzione del maestro Fabio Serani, hanno accompagnato Da Hyun Kang, soprano, e il tenore Yun Seoju (Corea del Sud). La prestigiosa Orchestra è stata affiancata anche dalla conosciuta soprano Teodora Gheorghiu, nella serata finale della maratona culturale, che insieme al tenore Yun Seojun hanno interpretato celebri arie da opere come “Le nozze di Figaro” e “La Traviata”.


È stata la conclusione di una vera e propria maratona costruita intorno alla fratellanza e alla collaborazione artistica: dal 2 al 12 settembre, 10 giorni di eventi, concerti, recital e masterclass. I momenti dedicati alla musica classica, protagonista principale, sono stati magistralmente integrati con quelli dedicati al jazz, alla musica folk e non solo. La scultura, la pittura e la letteratura hanno arricchito un quadro complesso e completo, dedicato all’arte e all’amore per la bellezza. La musica è stata completata da due esposizioni alle Gallerie d’Arte, quella della pittrice Adriana Badescu, anche lei con un percorso personale e artistico tra l’Italia e la Romania, e dello scultore Emanuel Chiriac (che ha studiato da piccolo in Italia) che ha esposto tre delle sue opere anche all’aperto, in altrettanti luoghi chiave del centro città. Sempre alla Galleria d’Arte si è tenuto il recital di poesia e pianoforte con il tema dei romeni nella diaspora, sostenuto da Ciprian Apetrei e Cristina Beteringhe. Una novità è stata il Flash-mob del primo giorno del Festival, con le ballerine dello Studio di balletto per bambini e giovani dell’Opera Nazionale di Bucarest, che si sono esibite proprio in Piazza Unirii, per “abbattere barriere” e aprire ponti con il pubblico, come avevano previsto gli organizzatori.