Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Autore: Redazione StudioNews

Lollobrigida: macchine agricole, intervenire per modernizzare

Lollobrigida: macchine agricole, intervenire per modernizzareRoma, 17 set. (askanews) – Sui mezzi agricoli “si dovrà intervenire sul fronte del ricambio e della modernizzazione, dando degli incentivi per ammodernare a favore dell’ambiente”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e della Foreste, Francesco Lollobrigida, rispondendo a una domanda nel corso della presentazione del G7 di Siracusa alla stampa estera, sottolineando che della questione parlerà “anche con il Mit per stabilire una strategia e una tempistica” in merito al decreto attuativo per la revisione delle macchine agricole.

Lollobrigida: energia pulita non è nemico, lo è speculazione

Lollobrigida: energia pulita non è nemico, lo è speculazioneRoma, 17 set. (askanews) – “L’energia pulita non è mai un nemico, diventa un problema quando con la scusa dell’energia pulita si fa speculazione”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e della Foreste, Francesco Lollobrigida, rispondendo a una domanda sui parchi eolici nel corso della presentazione del G7 di Siracusa alla stampa estera.


“Un parco eolico che non devasta l’ambiente avrà da noi parere favorevole – ha aggiunto – abbiamo già dimostrato il nostro orientamente con la misura sul fotovoltaico”.

Vino, Imt: via libera a versione “Riserva” per Ribona bianco e spumante

Vino, Imt: via libera a versione “Riserva” per Ribona bianco e spumanteMilano, 17 set. (askanews) – Via libera alla “Riserva” per due nuove tipologie della Doc Colli Maceratesi. È stata pubblicata in Gazzetta ufficiale, dopo un iter di tre anni proposto dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) e dal Comitato Colli Maceratesi, l’introduzione di due nuove versioni: la Colli Maceratesi Ribona Riserva e la Colli Maceratesi Ribona Spumante Riserva.


“Un upgrade verso prodotti premium a maggior longevità, in linea con gli obiettivi di sviluppo di Imt e dei 74 produttori e viticoltori dell’area” ha commentato il presidente Michele Bernetti, spiegando che “questa modifica è coerente con il processo di aggiornamento di alcuni Disciplinari delle nostre 16 Denominazioni, nati circa 50 anni fa, che necessitano di essere attualizzati. Un’azione – ha proseguito – in linea con il percorso intrapreso dal Consorzio che punta a innalzare qualità e valore aggiunto delle produzioni. La notizia della pubblicazione in Gazzetta – ha concluso Bernetti – è il modo migliore per festeggiare i primi 25 anni di Imt”. Produzione massima contingentata (91 ettolitri per ettaro), procedimento di elaborazione di almeno 36 mesi per la Ribona Spumante Riserva con rifermentazione esclusivamente in bottiglia, immissione al consumo consentita solo dopo un affinamento di 12 mesi per la Ribona Riserva, costituiscono le principali norme per la vinificazione delle 2 nuove tipologie che saranno coltivate in provincia di Macerata e nel Comune di Loreto, in provincia di Ancona.


“Le due nuove Riserve introdotte grazie al lavoro fatto da Imt valorizzano il Colli Maceratesi Ribona, un prodotto con ottime potenzialità di crescita sul mercato, e sono in grado di rispondere a una domanda qualificata, capace di apprezzare le doti di longevità e di complessa eleganza che sono nel Dna del vitigno” ha affermato il presidente del Comitato della Doc Colli Maceratesi, Filippo degli Azzoni, rimarcando che “dopo anni di ricerca che hanno portato a questa scelta, si aprono ora delle opportunità per attivare nuovi canali di vendita, sia sul mercato interno sia estero, e questo è molto positivo”. Tra le altre disposizioni pubblicate in Gazzetta: l’eliminazione della tipologia Novello per la versione rosso, mentre sul fronte etichettatura e presentazione dei vini della Doc è prevista la possibilità per i produttori di riportare il nome geografico “Marche”, secondo le indicazioni specifiche stabilite nel Disciplinare.


La Doc Colli Maceratesi ha un’estensione di 250 ettari per una produzione certificata equivalente a un potenziale di circa 600mila bottiglie. I viticoltori sono 46, mentre i produttori sono 28.

Liguria, nuovo sondaggio Tecné: Orlando al 53% e Bucci al 47%

Liguria, nuovo sondaggio Tecné: Orlando al 53% e Bucci al 47%Genova, 17 set. (askanews) – In Liguria la campagna elettorale è ormai entrata nel vivo e l’ultimo sondaggio Tecnè, commissionato dall’emittente televisiva locale Primocanale, dà il candidato del campo largo Andrea Orlando in vantaggio di sei punti percentuali rispetto al candidato del centrodestra, il sindaco di Genova Marco Bucci.


Secondo il sondaggio, effettuato tra il 12 e il 14 settembre, al momento Andrea Orlando conquisterebbe il 53% delle preferenze contro il 47% di Marco Bucci. Il 48% degli intervistati si è invece dichiarato incerto o propenso all’astensione.  Secondo un secondo sondaggio, che include tutti i candidati alla presidenza, l’ex ministro dem si attesterebbe al 50%, il sindaco-commissario al 47% , Marco Bucci e l’ex M5s Nicola Morra al 3%. Le interviste complete sono state 998 su 6726 contatti. Il margine d’errore è del 3,1%.

Lollobrigida: a breve ok a 18,5 mln aiuti danni da peste suina

Lollobrigida: a breve ok a 18,5 mln aiuti danni da peste suinaRoma, 17 set. (askanews) – “Nei prossimi giorni verranno approvati in Parlamento aiuti per 18,5 milioni di euro alle aziende danneggiate dalla Peste suina sia per danni per perdita di capi sia per mancato export”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e della Foreste, Francesco Lollobrigida, a margine della presentazione del G7 di Siracusa alla stampa estera.


Lollobrigida ha definito la Psa “una vera e propria pandemia a livello mondiale, che riguarda quasi tutti i continenti”. “L’ultima cosa da fare – ha aggiunto il ministro – è creare troppo allarmismo su queste patologie che non sono trasmissibili all’uomo”. Di Psa si parlerà anche al G7 di Siracusa e ci sarà anche una “riunione della Conferenza delle Regioni a Ortigia sul tema”. Il ministro non ha però voluto fare un bilancio preciso degli abbattimenti di suini, si è limitato a precisare che “in alcune regioni sono stati importanti e la lotta contro la Psa è prioritaria per non aumentare ancora di più il numero degli abbattimenti”.


Quanto ai possibili effetti della Psa sull’export del prosciutto, il ministro ha detto che il governo è al lavoro per “evitare ulteriori conseguenze” e ha ricordato di avere già chiesto di “spostare l’attenzione sulla biosicurezza dell’impianto e del trasferimento sicuro”.

Simone Zafferani, reading di poesie a Casa Vuota

Simone Zafferani, reading di poesie a Casa VuotaRoma, 17 set. (askanews) – Stanze di pittura e stanze di parole: di un vivace scambio fra le arti è fatta la malia che seduce il pubblico dei visitatori di Casa Vuota, lo spazio espositivo domestico del quartiere Quadraro in via Maia 12 a Roma, dove domenica 22 settembre 2024 alle ore 18 Simone Zafferani è protagonista di una lettura di poesie, in occasione del finissage della mostra La dolce vita del pittore romano Michele Bellini, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.


Michele Bellini espone ritratti di persone senza dimora che vivono per le strade della Città Eterna e con i loro volti e le loro storie si trova a dialogare, letta ad alta voce, la scrittura di Simone Zafferani. ‘Il tema della mostra mi è molto caro – spiega Zafferani – e per questo ho scelto di leggere alcune poesie dedicate a Roma e in particolare alla cura e all’occupazione degli spazi nella città. Lo scorso anno è uscito per le edizioni d’arte Aliud un volume con mie poesie in dialogo con opere dell’artista Elena Molena. Il libro ha titolo Cartoline post urbane e ha a che fare proprio con alcune visioni della città e delle presenze, più o meno visibili, che la attraversano’. Nato a Terni nel 1972, Simone Zafferani vive a Roma. A partire dagli anni Novanta, sue poesie sono uscite in riviste, antologie, plaquette ed edizioni d’arte. Ha pubblicato i libri di poesia Questo transito d’anni (2004), vincitore del premio “Lorenzo Montano” 2006; Da un mare incontenibile interno (2011), finalista ai premi “Sulle orme di Ada Negri” 2012 e “Laurentum” 2012; L’imprevisto mondo (2015); L’ora delle verità (2023), vincitore del premio “Giulio Angioni” 2023. Ha scritto insieme a Paolo Camilli il testo teatrale Per colpa di un coniglio. Collabora con alcune riviste letterarie occupandosi di poesia contemporanea.


LA MOSTRA DI MICHELE BELLINI – Dare, attraverso la pittura, una dimora a chi una dimora non ce l’ha. È questa la sfida che si propone la mostra La dolce vita di Michele Bellini, che presenta un ciclo organico di lavori pittorici realizzati nell’ultimo anno, profondo, sentito e dai contenuti originali, che veste su misura le pieghe più intime del corpo di Casa Vuota. Al centro l’artista pone sei ritratti a grandezza naturale, oli su tela, che vengono accompagnati da altri dipinti, bozzetti e disegni a carboncino. ‘I protagonisti dei ritratti – spiegano i curatori della mostra Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – si chiamano Massimo, Vittoria, Angelina, Staneva, Leonardo e Paolo e sono sei tra le tante persone che vivono sotto il cielo di Roma senza avere un domicilio stabile. Michele Bellini fa la loro conoscenza attraverso Binario95, un polo sociale di accoglienza per persone prive di dimora con il quale ha iniziato una collaborazione, organizzando dei laboratori di pittura con la mediazione degli operatori del centro. Nei laboratori, guardati dapprima con qualche diffidenza e poi via via sempre più partecipati, la pittura diventa uno strumento di comunicazione e di scambio. Lungo il percorso di conoscenza reciproca tra il pittore e i suoi studenti, la fiducia e la complicità diventano così profonde da portare gli studenti a diventare modelli e a posare per Casa Vuota, offrendo il loro corpo e le loro stesse vite – per loro le cose più preziose, tutto quello che hanno – allo sguardo indiscreto della pittura e trovando così, idealmente, il loro posto nello spazio sublimato di una mostra e nel tempo non enumerabile dell’esperienza estetica. E qui altri sguardi, quelli dei fruitori, li incontreranno, attivando nuove relazioni, nuovi incontri, nuovi dialoghi e nuovi spostamenti di senso, mettendo in discussione soggetti, oggetti, spazi e modi dei discorsi possibili intorno all’abitare, all’uso dei corpi, all’esercizio della libertà e all’autodeterminazione, a quello che chiamiamo casa e alla definizione di limiti, confini e orizzonti’.


‘Massimo, Vittoria, Angelina, Staneva, Leonardo e Paolo – scrivono Del Re e de Nichilo – trovano a Casa Vuota, con la pittura di Michele Bellini, la casa che non hanno. Bellini li chiama pittoricamente per nome, si immerge nella loro vita – una dolce vita nonostante tutto – e li porta ad abitare con sé in quella grande casa che è la pittura stessa, usando le stanze di Casa Vuota come pretesto per scrivere un nuovo capitolo del suo progetto artistico dedicato alla vita, raccontata attraverso la materia e i volti della vita stessa, già iniziato con il ciclo di dipinti intitolato Gente in metropolitana da lui portato avanti dal 2014 al 2018, che nasceva da scatti fotografici rubati a ignari viaggiatori. È una pittura che manifesta una vocazione per i temi sociali, che si guarda intorno e non si limita alla contemplazione di circoscritto panorama autoreferenziale. L’attenzione che ha per gli altri, il desiderio di mettersi in ascolto e di farsi portatore delle vite altrui si traduce, per Bellini, nella pratica del ritratto. I suoi sono ritratti anche quando non sono ritratti, anche quando l’oggetto della pittura è una stanza dell’associazione in cui avvengono le lezioni o una natura morta, perché Michele Bellini è profondamente vocato alla pratica del ritratto e ha raffinato in esso tutti i modi più persuasivi e peculiari della sua espressione’. ‘Il titolo felliniano rende palese l’omaggio a Roma, ai suoi abitanti, alle sue strade e alle sue storie. Di questa Roma sospesa tra magnificenza e decadenza Michele Bellini è perdutamente innamorato, così come è innamorato della pittura e dei pittori, con una particolare predilezione per il realismo e la ritrattistica sviluppata a cavallo tra XVII e XIX secolo, di cui è raffinato conoscitore e consapevole cultore. La pittura di Bellini si nutre di pittura e nelle sue opere si colgono riferimenti espliciti o inconsci a quadri del passato che ha ammirato e studiato e che conosce così bene da fare propri con un gesto non citazionistico, ma vivificante, sorgivo, medianico. In virtù della sua poderosa memoria visiva e artistica, a Casa Vuota riecheggiano nei ritratti di Bellini il Menippo di Diego Velázquez, la Carmencita di John Singer Sargent, il Gilles di Antoine Watteau, la Giuditta di Gustav Klimt e ancora, nell’unica scena di interno esposta, intitolata L’accoglienza, un sussurro che parla di Angelo Morbelli e di Telemaco Signorini. A volte Michele Bellini ritrova nei suoi modelli le pose dei capolavori che lo ispirano, altre volte il processo di costruzione dell’immagine semplicemente si affida, per parlare, alla lingua che lui meglio conosce, ossia la pittura stessa. In ogni caso, non c’è finzione nel suo offrirsi attraverso la materia viva della pittura, ma una profonda e rispettosa onestà’.


Dichiara Michele Bellini: ‘È stato un lavoro davvero intenso, sotto ogni punto di vista, e mi ha segnato e formato come nessuna esperienza simile in passato. La serie di lavori che ho realizzato per Casa Vuota mi ha permesso di comprendere quanto necessari (nonché contradditori) siano l’identificazione nei temi che un artista vuole narrare e il distacco da essi. Mi sto ancora chiedendo cosa ho fatto, come è andata e che cosa avessi da dire su uno dei soggetti più trattati nella storia dell’arte. Le domande sono maggiori delle risposte, ma per me questo progetto è importante perché ho sempre sentito un’affezione verso chi ha meno da offrire e ho scelto di ritrarre queste persone nel modo in cui di solito la pittura che ho amato ritraeva la nobiltà. Per anni, passando per via Marsala, mi capitava di vedere file di persone in attesa davanti ai cancelli di Binario95 e mi sono sempre chiesto come avrei potuto avvicinarmi a loro. Mi attira l’umano, l’umanità e la mia idea è di nobilitare le persone attraverso ritratto, dare loro dignità attraverso una pittura “onesta”. A questa gente bisognosa la pittura che ho portato è un gesto paradossale, come paradossale è il titolo della mostra. La pittura non è un fine, ma un terreno comune che mi ha permesso di confrontarmi con loro e di costruire un rapporto. E questa relazione io la restituisco nelle forme della pittura, mostrando la realtà che ho incontrato con onestà. Viste tutte insieme, le opere della mostra rappresentano la vita e se c’è una cosa che voglio raccontare con la mia pittura è la vita, descrivere la vita attraverso queste facce e queste persone. Mi sono identificato nella loro condizione di smarrimento che avverto come familiare, nell’impossibilità di riuscire a trovare un posto nel mondo. Io trovo il mio posto solo quando sono davanti al cavalletto. E tutti noi insieme lo troviamo oggi a Casa Vuota’.

Lollobrigida: su canapa già stato detto quello che c’era da dire

Lollobrigida: su canapa già stato detto quello che c’era da direRoma, 17 set. (askanews) – “Sulla canapa quello che c’era da dire è stato detto. Continuerà a esserne autorizzata la produzione solo per alcuni scopi. Il nostro Governo non è d’accordo con l’uso ricreativo della canapa”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, durante la presentazione del G7 di Siracusa alla stampa estera, rispondendo a chi gli chiedeva se il Governo abbia in lavorazione degli aiuti per gli agricoltori che hanno investito nella canapa legale.

Cinema, a Milano torna il MiX Festival: tema edizione 38 è #NoShame

Cinema, a Milano torna il MiX Festival: tema edizione 38 è #NoShameRoma, 17 set. (askanews) – Al via il 26 settembre al Piccolo Teatro Strehler di Milano la 38esima edizione del MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, uno degli eventi cinematografici e culturali queer più importanti e longevi del calendario LGBTQ+ internazionale: 43 titoli di cui 34 in anteprima nazionale, 12 video musicali, 3 spettacoli teatrali, 10 talk di approfondimento, una mostra, 80 ospiti tra artisti, registi, scrittori e scrittrici, insieme a un programma di eventi speciali, dj set e musica live.


Quattro giornate di appuntamenti per il festival organizzato da MIX Milano APS, diretto da Pierpaolo Astolfi e Priscilla Robledo, con Rafael Maniglia direttore della programmazione cinematografica, che animerà gli spazi del Teatro Strehler, del Teatro Studio Melato, del CAM Garibaldi e del Sagrato del Piccolo. Il tema del festival quest’anno è #NoShame, un invito ad abbracciare pienamente la propria autenticità, esprimendo ogni aspetto della propria identità, senza limitare né censurare l’espressione di sé, incluse debolezze, paure e desideri. “La società in cui viviamo ci spinge ad essere sempre efficienti, avere la risposta giusta, non fermarci mai, e lascia ai margini con violenza chi non riesce o non vuole farlo. Con #NoShame vogliamo mettere al centro una riflessione sulla vulnerabilità, riabilitare i punti di rottura. Non dimentichiamoci che in questo paese ancora ci si toglie la vita perché omosessuali, pensiamo all’uomo di 33 anni di Palermo di pochi giorni fa. Il cinema e l’arte possono aiutarci a ritrovare la nostra rotta” hanno commentato i direttori.


Il programma 2024 si inaugura – giovedì 26 settembre, ore 20, Piccolo Teatro Strehler – con l’anteprima italiana di Una película barata (A cheap movie) debutto nel lungometraggio del regista spagnolo Osama Chami, assistente personale di Pedro Almodovar e precedentemente collaboratore dell’attore Elijah Wood, che sarà presente alla proiezione insieme ai suoi attori protagonisti, Enrique Gimeno e Jorge Motos. La proiezione inaugurale sarà preceduta dalla cerimonia di apertura, condotta da Enorma Jean, icona del mondo drag, e Simone Alliva, giornalista autore di diverse inchieste su politica e diritti civili, con gli interventi musicali e performativi di David Blank, Romina Falconi e la Rouge Academy, la scuola di burlesque più riot di Milano. A chiudere il festival – domenica 29 settembre, ore 21.00, Piccolo Teatro Strehler – la proiezione fuori concorso di The Visitor, ultimo film del leggendario Bruce LaBruce artista, regista e fotografo tra i più amati della scena queer internazionale, qui con una rivisitazione in chiave queer del capolavoro di Pasolini, Teorema. Precede la proiezione la cerimonia di chiusura con l’annuncio di tutti i film vincitori, co-condotta da Nehellenia, la Queen romana che rappresenterà l’Italia nella prima edizione di RuPaul’s Drag Race Global All Stars e Daniele Gattano, uno degli stand-up comedian più brillanti e originali in Italia, insieme all’attivista, cantautore e game designer italiano Immanuel Casto e al cantautore indie Osvaldo Supino.


Tra gli altri titoli, suddivisi nei tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, documentari e cortometraggi, si segnalano, per i film di finzione, le anteprime italiane di Chuck Chuck Baby della pluripremiata filmmaker e scrittrice inglese Janis Pugh, ospite del festival, un comedy-drama ambientato tra le piume cadenti di una fabbrica di polli nel Galles del Nord; Sebastian secondo lungometraggio del regista finlandese-britannico, Mikko Makela, che sarà ospite del MiX insieme al suo produttore, presentato in anteprima al Sundance 2024 e presto in distribuzione sulla piattaforma di Open Reel, una storia di crescita individuale che esplora i temi dell’identità, del desiderio, dell’ambizione e della vulnerabilità emotiva; Girl for a Day (Un jour fille) di Jean-Claude Monod, tra le rare narrazioni cinematografiche sull’intersessualità, storia vera e toccante di Anne Grandjean, nata intersessuale nel XVIII secolo, il cui caso è stato trattato nel corso di Michel Foucault al Collège de France, “Les Anormaux”; e National Anthem di Luke Gilford, appena uscito nelle sale americane, una storia d’amore ambientata nell’universo queer del rodeo americano. Tra i documentari, sempre in anteprima italiana, l’intenso Salão de Baile (This is ballroom) dei brasiliani Juru e Vitã, uno sguardo dall’interno sulla cultura delle “ballroom” a Rio de Janeiro e nella sua periferia; S/he is Still her/e di David Charles Rodrigues, ritratto intimo del vulcanico ed eclettico Genesis P-Orridge, musicista pioniere della scena industrial, artista avanguardista e rivoluzionario nel genere, realizzato durante l’ultimo anno della loro vita. Inoltre, il documentario vincitore del Teddy Award alla Berlinale 2024, Teaches of Peaches di Philipp Fussenegger e Judy Landkammer, sulla musicista, produttrice, regista e artista performativa, Peaches, icona femminista che da sempre sfida gli stereotipi di genere; e il film di finzione vincitore dell’ultimo di Bergamo Film Meeting, Levante della filmmaker brasiliana Lillah Halla, un’intensa opera prima incentrata sull’aborto e l’omosessualità nel Brasile di Bolsonaro, che sarà proiettata anche alle scuole nella mattina di venerdì 27 settembre.


Tra i cortometraggi, quasi tutti in anteprima italiana, spiccano All the Lights are still burning diretto dal regista di Sex Education, Dominic Lecler, un’improbabile storia d’amore tra un violinista classico e uno spacciatore di droga; e All the words but one dell’attrice trans messicana Nava Mau, nota per aver partecipato alla serie britannica di Netflix, Baby Reindeer, qui con un breve storia sulla capacità di amare ed essere amati. Tutti i film saranno valutati da tre giurie internazionali formate da personalità del mondo cinema, dell’arte e della cultura. Anche la 38esima edizione del MiX, comprenderà un’ampia gamma di eventi, incontri e dibattiti che abbracciano altri aspetti della cultura queer, creando nuove forme di contaminazione artistica e intellettuale.

”Prendila così”, su Rai Radio2 Diletta Parlangeli e Saverio Raimondo

”Prendila così”, su Rai Radio2 Diletta Parlangeli e Saverio RaimondoRoma, 17 set. (askanews) – “Prendila Così”, l’appuntamento quotidiano con i “”arlamondo”, ovvero Diletta Parlangeli e Saverio Raimondo, in diretta dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 15.30 su Rai Radio2, al canale 202 del Digitale terrestre e Tivùsat, su RaiPlay e RaiPlay Sound.


Un bilancio e un rilancio della giornata in corso attraverso notizie, ospiti e commenti sull’attualità, conditi con l’ironia e il buonumore che contraddistingue la coppia. Un filo diretto con gli ascoltatori per – vista l’ora – un censimento dei riposini, in un racconto semi-serio del pomeriggio degli italiani: da chi lavora part-time a chi è a fine turno, o ancora chi è alle prese con figli e nipoti per i compiti per il giorno dopo. E poi giochi, piccoli quiz e una finestra con il Gr2 per anticipare ogni giorno “una notizia buona e una cattiva”. Rai Radio2 è sempre in diretta su tutte le piattaforme: radio e TV (al canale 202 del Digitale terrestre e Tivùsat), su RaiPlay e RaiPlay Sound in diretta streaming e con clip on demand, oltre a tutti i Social del canale sugli account di @rairadio2.


Programma a cura di Laura Zullo, regia di Savino Bonito. In redazione Giulia Fiore Coltellacci.

Violenze a sanitari, Schillaci: allo studio arresto anche differito

Violenze a sanitari, Schillaci: allo studio arresto anche differitoMilano, 17 set. (askanews) – Il ministero della Salute, in coordinamento con quello della Difesa e dell’Interno, ha allo studio nuove proposte normative per contrastare la violenza contro medici e infermieri negli ospedali che prevedano, tra l’altro “l’arresto in flagranza anche differito per coloro che si rendano responsabili di gravi atti di violenza nei confronti dei professionisti della sanità pubblica”. Un provvedimento in linea con quanto già previsto per il contrasto della violenza negli stadi. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo in Commissione Sanità al Senato su questo tema.


L’obiettivo, ha aggiunto, è permettere “di procedere con l’arresto anche nelle 48 ore” successive “in caso di documentazione videofotografica, dalla quale emerga inequivocabilmente il fatto” ha aggiunto. “Credo fermamente che l’arresto in fragranza di reato, anche differito, possa costituire un valido strumento di deterrenza per un efficace contrasto agli episodi di violenza a danno dei sanitari, però permettetemi di dire che è anche soprattutto un problema culturale: non possiamo ignorare come nel tempo si sia degradato il rapporto medico-paziente, dobbiamo soprattutto agire a livello di formazione, è impensabile che chi ha un camice bianco e si presta a dare cure a una persona venga da questa poi aggredito, anche se solo verbalmente. La cosa ancora più grave a mio giudizio che nel 70% gli operatori sanitari che sono vittime di aggressioni sono donne” ha aggiunto Schillaci.