Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Autore: Redazione StudioNews

Formula1, Leclerc ancora in pole in Azerbaijan

Formula1, Leclerc ancora in pole in AzerbaijanRoma, 14 set. (askanews) – Charles Leclerc si conferma imbattibile nelle qualifiche del GP dell’Azerbaijan: il monegasco centra la quarta pole consecutiva sul circuito cittadino di Baku. Dietro di lui Piastri, l’altra Ferrari di Sainz e Perez. Solo 6° Max Verstappen. Clamorosa eliminazione di Norris, che scatterà 17°. Per Leclerc è la quarta pole di fila a Baku, la numero 26 della carriera. Impressionante la superiorità mostrata dal monegasco, che rifila oltre tre decimi a un ottimo Oscar Piastri, che nonostante una sbavatura si inserisce tra le due Ferrari, poiché Carlos Sainz è terzo. Quarta la Red Bull di Sergio Perez, il quale a sorpresa batte Max Verstappen, sesto e superato anche dalla Mercedes di George Russell. Completano la top-ten la Mercedes di Lewis Hamilton, l’Aston Martin di Fernando Alonso e le due Williams di Franco Colapinto e Alexander Albon. Clamoroso errore della Williams che fa uscire Albon con il convogliatore per raffreddare il motore ancora installato. Il pilota è fermato subito all’uscita della pit lane. Il pilota sarà penalizzato per unsafe release.


 

Toti: il mio nemico non è la magistratura ma la politica ipocrita

Toti: il mio nemico non è la magistratura ma la politica ipocritaRoma, 14 set. (askanews) – “Chi oggi sussurra che si poteva tenere duro e andare fino in fondo con venti anni di processi, fa spesso parte di coloro che non ho sentito esprimere mezzo giudizio su quanto accaduto questa estate. Senza ricordare che grazie a quella politica che ha conquistato la fiducia delle imprese e contributi economici indispensabili per la vita pubblica, magari occupa la poltrona da cui ritiene di poter dare buoni consigli. Il vero nemico della politica non è la magistratura, ma la politica stessa che ha costruito la gabbia in cui si è rinchiusa”. Lo scrive su facebook l’ex presidente della Regione Liguria Giovanni Toti all’indomani della decisione di patteggiare due anni nell’ambito del procedimento in cui è accusato di corruzione impropria e di violazione della legge sul finanziamento dei partiti.


“In giornate come queste – scrive Toti – torni a casa, ti guardi allo specchio e ti chiedi se hai fatto la cosa giusta. Credo proprio di sì, per tutti: per me stesso, la mia famiglia, la mia parte politica, Marco Bucci che ora può correre e vincere la sua sfida, per chi ha lavorato al mio fianco ed è candidato e porterà avanti con orgoglio questi nove anni di buon governo. Ogni accordo che si fa suscita due sentimenti contrastanti: l’amarezza di non aver combattuto fino in fondo per le proprie ragioni e la soddisfazione di vederne riconosciute comunque una gran parte”. “Oggi – osserva – i magistrati hanno riconosciuto che non ho preso un euro da nessuno per me stesso e che tutte le pratiche di cui mi sono interessato erano legittime e legali. Dopo quasi quattro anni di intercettazioni, filmati, pedinamenti, controlli, dopo tre mesi di domiciliari che hanno portato a nuove elezioni, non esisteva quella sentina del male con cui la Regione Liguria è stata identificata da certa stampa per odio politico. Certo, ho accettato di fare 1500 ore di volontariato come condanna per quella che una legge dello Stato definisce ‘corruzione impropria’, ovvero atti legittimi, finanziamenti legittimi, ma rapporti considerati troppo amichevoli, diciamo così, con alcune imprese. Io continuo a considerare le imprese che investono una risorsa, infatti la Liguria in questi nove anni è cresciuta. E continuo a ritenere chi finanzia la politica un cittadino attento al proprio territorio, anche se chiede, giustamente, che le pratiche corrano veloci”. “E credo – insiste – anche che lo scontro non sia tra Toti e i magistrati di Genova, ma tra una politica ipocrita che ha approvato e applaudito leggi morali, anzi moraliste e i pochi che credono in una democrazia liberale dove le persone vengono giudicate sui fatti e non sui pregiudizi. Purtroppo neppure la lezione ligure ha indignato a sufficienza la politica per innescare un cambiamento. Chi oggi sussurra che si poteva tenere duro e andare fino in fondo con venti anni di processi, fa spesso parte di coloro che non ho sentito esprimere mezzo giudizio su quanto accaduto questa estate. Senza ricordare che grazie a quella politica che ha conquistato la fiducia delle imprese e contributi economici indispensabili per la vita pubblica, magari occupa la poltrona da cui ritiene di poter dare buoni consigli. Il vero nemico della politica non è la magistratura, ma la politica stessa che ha costruito la gabbia in cui si è rinchiusa”.


“Io per provare a cambiare questa politica ho fatto quanto potevo e ho pagato di persona. Se al mugugno sommesso, o peggio, al sorriso a mezza bocca di chi spera di prendere il posto dell’inquisito di turno non subentrerà il coraggio di cambiare allora…avanti il prossimo, come dice una nota canzone, gli lascio il posto mio”, conclude.

Louis Vuitton Cup, Luna Rossa-American Magic 1-0

Louis Vuitton Cup, Luna Rossa-American Magic 1-0Roma, 14 set. (askanews) – Cominciano bene per Luna Rossa le regate di semifinale della Louis Vuitton Cup. Battuta American Magic dopo una regata tutta in salita. Luna Rossa era partita male in questa prima regata, ma dal terzo lato ha dato il via a un’appassionante rimonta, resistendo poi alla fine al contro-assalto degli americani. La prima sfida di semifinale è già stata più equilibrata di (quasi) tutte le gare del precedente Round Robin. Ora Luna Rossa guida 1-0 la semifinale e inizia nel migliore dei modi.

Nato, Bauer spinge sull’industria della difesa: l’economia vince le guerre (l’esercito le battaglie)

Nato, Bauer spinge sull’industria della difesa: l’economia vince le guerre (l’esercito le battaglie)Praga, 14 set. (askanews) – Involontariamente le “circostanze tempestose” per “la sicurezza globale” sono ben rappresentate dalla pioggia insistente di Praga, dove si è aperto oggi il Comitato militare della NATO. Temporali scroscianti e continui mentre nella capitale ceca si riunisce il vertice militare dell’Alleanza atlantica e mentre il contesto internazionale vede un approccio sempre più complesso: dalle ultime esercitazioni russe nel Mare di Barents alle parole del presidente russo Vladimir Putin sul rischio di una “guerra” se all’Ucraina fosse consentito di utilizzare armi a lungo raggio fornite dalla NATO.


Ma nella strategia dell’Alleanza, l’Ucraina appare un punto fermo oggi sin dalle prime parole proferite: con Kiev “ogni giorno diventiamo sempre più interoperabili, finché un giorno saremo fianco a fianco sotto la bandiera della NATO”. A parlare è il presidente del Comitato militare della NATO, ammiraglio Rob Bauer a Praga dove fino a domenica si tiene la riunione sul campo del Comitato, per la prima volta nella Repubblica Ceca. “Le forze armate ucraine stanno dimostrando al mondo che non c’è nulla che non possano fare”, dice. “L’Ucraina merita il nostro instancabile sostegno, non solo per quello che è come popolo, ma anche per quello che siamo noi come Nato” ha aggiunto. Mentre l’Ucraina “ha perso il 40% del suo PIL il primo giorno di guerra” e “ogni sera i ceo ucraini vanno a letto chiedendosi se la loro fabbrica sarà ancora lì la mattina dopo”, “gli alleati della NATO rappresentano il 50% della potenza economica mondiale e il 50% della potenza militare mondiale, abbiamo dentro di noi la capacità di rafforzare l’alleanza più forte del mondo e allo stesso tempo rafforzare le difese dell’Ucraina” ha poi spiegato Bauer.


L’ammiraglio ha ricordato i vari partecipanti al vertice, compreso il comandante supremo alleato in Europa, generale Christopher G. Cavoli (militare americano di origini italiane). E non ha neppure dimenticato il fatto che prima di Bauer stesso, a capo del consiglio, c’era l’attuale presidente ceco – e odierno padrone di casa – Petr Pavel, con alle spalle una lunga carriera militare. “La situazione in cui ci troviamo non ci consente davvero di essere politicamente corretti” ha detto Pavel. “Dobbiamo essere davvero molto ben compresi, in modo da prendere le misure giuste e le decisioni giuste per proteggere i nostri paesi e il nostro stile di vita”. Per poi incoraggiare i vertici militari “a essere audaci e aperti nell’articolare le vostre valutazioni e raccomandazioni, perché più sono rotonde e morbide, meno saranno comprese a livello politico”. Il capo di stato ha anche affermato che “i valori vengono sfidati dai nostri avversari, non solo tradizionali come la Russia, ma anche da Cina, Corea del Nord e Iran e molti altri che stanno osservando come si svilupperà questa competizione”. La Repubblica ceca ha inoltre ricordato, durante i lavori della mattina ciò che l’intelligence ceca collegò ad agenti militari russi: la massiccia esplosione di un deposito di munizioni nei pressi di Vrbetice, avvenuta il 20 ottobre 2014 (pochi mesi dopo l’annessione della Crimea da parte di Mosca). “Ricordiamo molto bene quando i suoi agenti uccisero due cittadini cechi in un deposito di munizioni nel 2014” ha detto il capo di stato maggiore dell’Esercito ceco, Karel Rehka, terzo a parlare. “La Russia – ha proseguito – sta ora aumentando l’uso di tattiche ibride, attacchi informatici, campagne di disinformazione e persino atti di violenza cinetica”. Queste azioni vengono interpretate dall’alto graduato ceco come uno strumento per diffondere la “paura e minare l’unità delle nostre società”. L’invito è a un approccio ampio che colleghi “le nostre capacità militari convenzionali con solide difese informatiche e una forte cooperazione civile-militare. Dobbiamo garantire che le nostre forze militari, istituzioni e società siano pronte ad affrontare questa guerra fisica, digitale e cognitiva. La Repubblica Ceca ha tratto importanti lezioni dall’aggressione russa contro l’Ucraina. Abbiamo rivisto le nostre strategie nazionali e i piani di difesa per affrontare meglio le minacce”, ha detto Rehka.


Secondo Bauer va distinto “l’incidentale dal ricorrente e le azioni a breve termine dalle conseguenze a lungo termine. Siamo tutti profondamente ispirati dal modo in cui il nostro fratello d’armi ucraino, il capo della Difesa, il generale Sirsky (Oleksandr Stanislavovyc Syrsky), sta facendo questo nel caos della guerra, lui e il suo staff mantengono la loro visione strategica, creatività e ingegno militare” ha aggiunto l’ammiraglio. Sirsky dal febbraio 2024 è comandante in capo delle Forze armate ucraine, dopo che Zelensky ha rimosso dall’incarico il generale Valerij Zaluzhny. Bauer non ha mancato di sottolineare la situazione meteo della capitale ceca oggi, con piogge torrenziali e gravi rischi. “Ci stiamo riunendo qui in circostanze tempestose, non solo in termini di condizioni meteorologiche, con forti inondazioni nella Repubblica Ceca, ma anche tempestose in termini di ambiente di sicurezza globale, il che rende la protezione dell’Alleanza ancora più importante”, ha detto.


“La responsabilità della libertà non ricade” però “solo sulle spalle di coloro che indossano l’uniforme” ha detto infine Bauer. “Per avere successo, abbiamo bisogno di una capacità produttiva dell’industria della difesa molto più ampia, perché mentre potrebbe essere l’esercito a vincere le battaglie, è l’economia a vincere le guerre: più coordiniamo la nostra produzione di difesa, più incrementiamo la nostra deterrenza, più incrementiamo la nostra deterrenza, maggiori sono le possibilità che abbiamo di proteggere le libertà che ci sono care e di impedire che la guerra entri nel nostro territorio. Questa non è un’idea nuova. In effetti, la collaborazione economica è stata un fattore chiave del trattato di Washington firmato 75 anni fa, mentre l’articolo 5 cattura spesso i riflettori, l’articolo 2 è ugualmente significativo: nelle nostre economie liberali, la maggior parte del potere risiede nel mercato, il che significa che qualsiasi cambiamento reale nella capacità produttiva dovrà derivare dalla persuasione, non dalla forza. Persuasione dell’argomento che la nostra prosperità economica è costruita sulle fondamenta della sicurezza che la NATO fornisce”. Questa sicurezza è facilmente data per scontata, ma la sicurezza è “proprio come l’ossigeno”, ha fatto notare l’ammiraglio. “Ti dimentichi che c’è finché non c’è più”. (di Cristina Giuliano)

Petroliera colpita dagli Houthi in fiamme nel Mar Rosso, missione per scongiurare disastro ambientale

Petroliera colpita dagli Houthi in fiamme nel Mar Rosso, missione per scongiurare disastro ambientaleRoma, 14 set. (askanews) – La missione navale europea Aspides partecipa a un nuovo tentativo di soccorso a una petroliera in fiamme nel Mar Rosso dopo attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen: lo ha affermato la stessa missione dell’Ue, pubblicando delle immagini di sue navi che scortano rimorchiatori diretti alla petroliera greca Sounion.


La missione è stata “attivamente coinvolta in questa complessa impresa, creando un ambiente sicuro, necessario affinché i rimorchiatori conducano l’operazione di rimorchio”, ha affermato l’Ue, secondo quanto riportato dall’Associated Press. Scongiurare il disastro ambientale La Sounion è stata attaccata dagli Houthi a partire dal 21 agosto. La nave era dotata di un equipaggio di 25 filippini e russi, nonché di quattro membri del personale di sicurezza privato, che sono stati portati da un cacciatorpediniere francese nel vicino Gibuti. Secondo l’Ap, gli Houthi hanno successivamente piazzato degli esplosivi a bordo della nave e li hanno fatti detonare. Ciò ha portato a temere che il milione di barili di petrolio greggio della nave possa riversarsi nel Mar Rosso.

Scambio di prigionieri Ucraina-Russia: rilasciate 103 persone da entrambe le parti

Scambio di prigionieri Ucraina-Russia: rilasciate 103 persone da entrambe le partiRoma, 14 set. (askanews) – Russia e Ucraina hanno compiuto uno scambio di prigionieri di guerra, con ciascuna parte che ha rilasciato 103 persone, ha dichiarato oggi l’agenzia di stampa Interfax, citando il ministero della Difesa russo.


Il ministero ha affermato che i soldati russi scambiati oggi erano stati fatti prigionieri nella regione russa di Kursk. Le forze ucraine hanno conquistato territorio in quell’area il mese scorso nella loro prima grande incursione in Russia. “Il 14 settembre, a seguito del processo di negoziazione, 103 soldati russi catturati nella provincia di Kursk sono stati rimpatriati dal territorio controllato dal regime di Kiev”, precisa un comunicato del ministero della Difesa di Mosca. La nota sottolinea che, in cambio, altrettanti prigionieri ucraini sono stati consegnati all’Ucraina.

Governo, Tajani: senza il centro destra non vince, Francia lo dimostra

Governo, Tajani: senza il centro destra non vince, Francia lo dimostraRoma, 14 set. (askanews) – “Fi punta a occupare lo spazio politico che c’è al centro, che è libero, per rafforzare e allargare i confini del centrodestra, che è centro- destra, la destra senza il centro non vince come in Francia la Le Pen. Barnier, (incaricato di guidare il governo francese, ndr) è un uomo del partito pooplare come noi, questo dimostra che se si vuole governare bisogna guardare al centro. In Italia stiamo facendo bene così e in Europa noi siamo garanti della stabilità italiana”. Lo ha detto il vicepremier e leader di Fi, Antonio Tajani a margine di una iniziativa del partito a Cagliari.

Mattarella: Resistenza preparò nuova Italia dopo anni bui fascismo

Mattarella: Resistenza preparò nuova Italia dopo anni bui fascismoRoma, 14 set. (askanews) – “Un’estate, un autunno, di ansiosa attesa e, insieme, di intensa preparazione di una nuova Italia, dopo gli anni bui del fascismo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ad Ampezzo per la commemorazione degli 80 anni della Repubblica autonoma nella Zona Libera della Carnia, ha ricordato il ruolo che nel 1944 ebbe la Resistenza che nella lotta partigiana scelse di agire prima che arrivassero gli alleati.


“La Resistenza ricusava l’idea che il ruolo del movimento partigiano fosse, con azioni di guerriglia e di disturbo, esclusivamente di affiancamento all’offensiva delle truppe alleate”, ha sottolineato il capo dello Stato. “Un’ambizione necessaria, per ridare all’Italia il suo posto tra le nazioni civili”.

Mattarella: battaglia Resistenza per indipendenza oltre che libertà

Mattarella: battaglia Resistenza per indipendenza oltre che libertàRoma, 14 set. (askanews) – “La battaglia della Resistenza era una battaglia per l’indipendenza, oltre che per la libertà”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ad Ampezzo per la commemorazione degli 80 anni della Repubblica autonoma nella Zona Libera della Carnia, per iniziativa dei partigiani.


“Da Montefiorino all’Ossola, dall’Alto Monferrato alla Valsesia, alla Carnia, venne offerto l’esempio di genti che non si contentavano di attendere l’arrivo delle truppe alleate ma intendevano sfidare a viso aperto il nazifascismo, dimostrando che questo non controllava nè città nè territori, mettendo a nudo quello che era: truppa di occupazione”, ha ricordato il capo dello Stato.

Mattarella: il fascismo complice della ferocia nazista, la Resistenza battaglia per l’indipendenza

Mattarella: il fascismo complice della ferocia nazista, la Resistenza battaglia per l’indipendenzaRoma, 14 set. (askanews) – “Il fascismo, con il regime della Repubblica Sociale Italiana, era complice della ferocia nazista”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ad Ampezzo per la commemorazione degli 80 anni della Repubblica autonoma nella Zona Libera della Carnia, per iniziativa dei partigiani.


“La battaglia della Resistenza era una battaglia per l’indipendenza, oltre che per la libertà” ha sottolineato Mattarella, ricordando: “Da Montefiorino all’Ossola, dall’Alto Monferrato alla Valsesia, alla Carnia, venne offerto l’esempio di genti che non si contentavano di attendere l’arrivo delle truppe alleate ma intendevano sfidare a viso aperto il nazifascismo, dimostrando che questo non controllava né città né territori, mettendo a nudo quello che era: truppa di occupazione”, ha ricordato il capo dello Stato.“La Resistenza non era immobilismo – ha aggiunto Mattarella – Fu una sfida dura e i caduti di questa terra, onorata dalla Repubblica con la Medaglia d’argento al Valor Militare, ne sono il prezzo”. Mattarella ha ricordato che “nella opinione pubblica dopo l’8 settembre 1943, era presente anche ‘l’attendismo’, la convinzione che fosse meglio non esporsi alle rappresaglie nazifasciste e attendere che gli Alleati risalissero la penisola. Tutto questo non teneva in conto le sofferenze imposte alla popolazione dalle forze occupanti, i soprusi, le deportazioni. A levarsi furono i Resistenti, obbedendo all’ammonimento di Giuseppe Mazzini: ‘più che la servitù temo la libertà recata in dono’”.


“Un’estate, un autunno, di ansiosa attesa e, insieme, di intensa preparazione di una nuova Italia, dopo gli anni bui del fascismo”, così il Presidente della Repubblica ha ricordato il ruolo che nel 1944 ebbe la Resistenza che nella lotta partigiana scelse di agire prima che arrivassero gli alleati.“La Resistenza ricusava l’idea che il ruolo del movimento partigiano fosse, con azioni di guerriglia e di disturbo, esclusivamente di affiancamento all’offensiva delle truppe alleate”, ha sottolineato il capo dello Stato, concludendo: “Un’ambizione necessaria, per ridare all’Italia il suo posto tra le nazioni civili”.