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Autore: Redazione StudioNews

Il Papa a Singapore: non siano le grandi opere ad inorgoglire l’uomo

Il Papa a Singapore: non siano le grandi opere ad inorgoglire l’uomoCittà del Vaticano, 12 set. (askanews) – Dopo aver ringraziato “il Signore per la Chiesa di Singapore, pure ricca di doni, vivace, in crescita e in dialogo costruttivo con le varie altre Confessioni e Religioni con cui condivide questa terra meravigliosa”, Francesco ha invitato tutti a non inorgoglirsi per le sole opere fatte da mani d’uomo, né per una finanza prospera o una economia in espansione ma di puntare sempre sull’amore e sull’attenzione al fratello, soprattutto se povero. Un richiamo non “ingenuo” ma fondato su ciò che conta veramente e sta alla base di ogni successo. Tra grattaceli sfavillanti e opere maestose, quelle della città-stato di Singapore, il Papa ha celebrato messa nel “Singapore Sports Hub”, lo stadio della città con decine di migliaia di fedeli nella penultima giornata del suo lungo viaggio apostolico, il 45.mo del pontificato, che lo ha portato lontano da Roma per ben 13 giorni.


Francesco non è rimasto indifferente alle opere costruite nella grande città del sud-est asiatico e nella sua omelia ha voluto prendere spunto “dalla bellezza di questa città, e dalle grandi e ardite architetture che contribuiscono a renderla così famosa e affascinante, cominciando – ha detto davanti ai fedeli – dall’impressionante complesso del National Stadium, in cui ci troviamo. E vorrei farlo – ha subito aggiunto – ricordando che, in ultima analisi, anche all’origine di queste imponenti costruzioni, come di ogni altra impresa che lasci un segno positivo in questo mondo, non ci sono, come molti pensano, prima di tutto i soldi, né la tecnica e nemmeno l’ingegneria – tutti mezzi utili -, ma l’amore” che “edifica”. “Forse qualcuno potrebbe pensare che questa sia un’affermazione ingenua, ma se ci riflettiamo bene non è così”, ha voluto subito precisare Papa Francesco nella sua omelia, perchè “non c’è opera buona dietro cui non ci siano delle persone magari geniali, forti, ricche, creative, ma pur sempre donne e uomini fragili, come noi, per i quali senza amore non c’è vita, né slancio, né motivo per agire, né forza per costruire”. “Se qualcosa di buono c’è e rimane in questo mondo, è solo perché, in infinite e varie circostanze, l’amore ha prevalso sull’odio, la solidarietà sull’indifferenza, la generosità sull’egoismo”, ha detto ancora Francesco. “Nulla di duraturo nasce e cresce senza amore”, ha voluto ancora sottolineare Francesco, aggiungendo che “a volte la grandezza e l’imponenza dei nostri progetti possono farcelo dimenticare, illudendoci di potere, da soli, essere gli autori di noi stessi, della nostra ricchezza, del nostro benessere, della nostra felicità, ma la vita alla fine – ha detto – ci riporta ad un’unica realtà: senza amore non siamo nulla”. Un amore, ha quindi concluso Francesco, che deve essere “caratterizzato da un profondo rispetto per tutti gli uomini, a prescindere dalla loro razza, dal loro credo o da qualunque cosa li renda diversi da noi”.

Mattarella: meditare su corsa armamenti, no politica potenza

Mattarella: meditare su corsa armamenti, no politica potenzaRoma, 12 set. (askanews) – “La politica di potenza, la potenza dei singoli Paesi non servono la causa dell’umanità”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un testo inviato alla ’47esima tavola rotonda su questioni attuali di Diritto internazionale umanitario’ organizzato dall’Istituto Internazionale di Diritto umanitario di Sanremo.


“La irruzione della intelligenza artificiale, la presenza di armi autonome” per il capo dello Stato “obbligano a una meditata riflessione sul valore della pace per i destini dell’uomo. Il tema degli armamenti – della corsa agli armamenti – per imporre la propria supremazia militare e, così, il proprio dominio, è questione che non può certamente essere trascurata. Quando il vento del dialogo e della pace spirava, fu possibile limitare progressivamente il volume degli armamenti disponibili e stabilire misure di controllo. La stessa Assemblea generale dell’Onu diede vita al Trattato sul commercio delle armi nel 2013, firmato da 113 Paesi. Non sono scritte sull’acqua le norme di trattati sottoscritti in sede internazionale e a cui ambiti qualificati come questo recano contributi inestimabili di studio e analisi. Gli strumenti pattizi lanciano un messaggio forte ai responsabili dei governi: la politica di potenza, la potenza dei singoli Paesi non servono la causa dell’umanità. Altre, numerose, sono le cause che, invece, interessano autenticamente i popoli e su cui occorre lavorare. Concorrere a questo risultato vede in primo piano proprio coloro che sono chiamati ad assolvere funzione di difesa degli interessi delle rispettive nazioni”, conclude Mattarella.

Mattarella: in Medio oriente un conflitto disumano, Gaza interpella le coscienze

Mattarella: in Medio oriente un conflitto disumano, Gaza interpella le coscienzeRoma, 12 set. (askanews) – “La tutela della popolazione civile, dei minori, delle donne, dei più fragili, è tema che interpella le coscienze anche a Gaza. Il Medio Oriente, terra così ricca di culture e a noi così prossima, continua a essere dilaniato da un conflitto che non riesce a trovare soluzione e che dal 7 ottobre scorso si è riacceso in modo disumano”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un testo inviato alla ’47esima tavola rotonda su questioni attuali di Diritto internazionale umanitario’ organizzato dall’Istituto Internazionale di Diritto umanitario di Sanremo.


“Ancora una volta – aggiunge – a farne le spese sono prevalentemente quei civili che l’articolo 3, comune alle quattro Convenzioni di Ginevra, espressamente sottrae alla violenza bellica disponendo che siano trattati con ‘umanità’. Assistiamo purtroppo ad una dinamica contraria: un bollettino quotidiano di uccisioni, distruzioni di infrastrutture, tra cui anche scuole, ospedali e campi profughi, attacchi contro operatori umanitari, personale medico, giornalisti, con lo spostamento forzato di centinaia di migliaia di persone: tutto questo ci interroga su quei principi di proporzionalità e distinzione fra civili e belligeranti, che costituiscono pilastri portanti del Diritto Internazionale Umanitario. A ciò si aggiunge il sequestro e l’uccisione di ostaggi israeliani inermi, che ha raggiunto nei giorni scorsi nuovi livelli di orrore. Nello sterile rimpallo delle responsabilità fra le parti in guerra, nel chiaroscuro delle narrative opposte, nel ripetersi – infine – di appelli inascoltati da parte dei principali organismi internazionali, si ha la sensazione che il mondo si stia infilando in una fase in cui il patrimonio racchiuso nelle Convenzioni di Ginevra appaia una pura petizione di principio”. “Lo stesso scenario si presenta dallo Yemen al Sudan, dalla Siria ad Haiti” e “si tratta di una situazione che la Comunità Internazionale non può tollerare”.

Water scarcity: a Roma incontro istituzioni, organizzazioni e imprese

Water scarcity: a Roma incontro istituzioni, organizzazioni e impreseRoma, 12 set. (askanews) – Sistemi eco-digitali e tecnologie innovative, tecniche rigenerative in agricoltura, intelligenza artificiale, modelli matematici e di cloud computing si stanno rivelando i migliori strumenti per garantire la gestione sostenibile e resiliente della risorsa “acqua”. Le informazioni elaborate dai presidi tecnologici consentono infatti di generare previsioni dei modelli idrologici degli invasi, sia in termini di scarsità idrica che di rischi ad alta intensità, come inondazioni o dissesto idrogeologico, potenziando i sistemi di allerta precoce e migliorando i tempi di risposta alle emergenze. Altre sfide ambientali e sociali riguardano nuovi approcci digitali e sistemici all’agricoltura rigenerativa, in grado di ottimizzare soluzioni efficaci di adattamento alla crisi climatica valorizzando l’impronta idrica nelle colture. Altri fattori chiave sono rappresentati dalle avanzate applicazioni di algoritmi, AI, IoT grazie ai quali è possibile attuare una via sostenibile, improntata al risparmio idrico in infrastrutture e reti.


Un potenziale che può supportare la programmazione dei Piani di gestione dei Distretti idrografici italiani, favorendo la transizione digitale degli strumenti operativi e gestionali attraverso i quali attuare politiche coerenti e sostenibili di tutela delle acque. Questo il focus del convegno “Water scarcity e la sfida dei Piani di gestione dei Distretti idrografici nazionali. Digitalizzazione dei processi, AI e modelli matematici a supporto della gestione delle risorse idriche” che si è svolto ieri, mercoledì 11 settembre, alla Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, e in diretta streaming su Radio Radicale, promosso dalla Fondazione UniVerde con la collaborazione di UNESCO Chair on “Water Resources Management and Culture” e con il patrocinio di UNESCO WWAP – World Water Assessment Programme, che dal 2018 rinnova la partnership con la Fondazione UniVerde per la realizzazione, sostenuta da partner virtuosi, della traduzione ufficiale in italiano dei Rapporti mondiali delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche. Un’iniziativa di altissimo valore che ha notevolmente contribuito alla diffusione di una maggiore informazione e a un più alto grado di sensibilizzazione intorno al tema dell’acqua a tutti i livelli, permettendo all’Italia di elevarsi verso le prime posizioni al mondo per numero di download del Documento e di stimolare i necessari interventi di istituzioni e imprese a favore della tutela della risorsa idrica e per il conseguimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 6 dell’Agenda 2030. L’evento è stato organizzato con la main partnership di Almaviva, Gruppo italiano di innovazione digitale, con Bayer in qualità di event partner e con partner AWS. Media partners: Askanews, Italpress, TeleAmbiente, Opera2030, SOS Terra Onlus.


Il convegno è stato aperto dal saluto di benvenuto e di indirizzo di Filippo Scerra (Questore della Camera dei Deputati): “Parlare di siccità è quanto mai importante perché è un tema che ha implicazioni enormi sulla vita dei cittadini in tutto il nostro Paese. Implicazioni di natura economica e sociale. Un tema legato chiaramente al cambiamento climatico ma rispetto a cui le istituzioni locali e nazionali devono intervenire. Servono investimenti importanti e lungimiranti, e serve affrontare il tema nel dibattito pubblico senza fare negazionismo climatico”. Hanno fatto seguito gli interventi introduttivi di: Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde): “Avvalersi di soluzioni tecnologiche eco-digitali è un aspetto fondamentale per affrontare i fenomeni della siccità, della scarsità d’acqua, alluvioni ed eventi estremi; gli effetti visibili della crisi climatica. Le best pratiche presentate oggi dimostrano che esistono sistemi intelligenti che ricoprono un ruolo fondamentale nella previsione delle carenze e nell’adattamento alle crisi idriche, tecniche innovative capaci di aiutare le colture a prosperare in condizioni climatiche più difficili, soluzioni di cloud computing per ottimizzare l’efficienza idrica nelle infrastrutture di raccolta dati. Anche nell’uso razionale della risorsa, con il digitale è possibile una misurazione costante, reale e forme di incentivazione come i certificati blu per il risparmio idrico possono diventare un ulteriore e indispensabile strumento di efficientamento”.


Lucio Ubertini (Titolare Cattedra UNESCO Gestione delle risorse idriche e Cultura presso l’Università per Stranieri di Perugia e il Centro H2CU Sapienza Università di Roma): “L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo con cui amministratori e tecnici interagiscono con gli stakeholders. Questa grande innovazione, frutto della ricerca scientifica applicata a metodi e strumenti sempre più performanti, ha una grande valenza anche sulla scienza dell’acqua e sul governo delle risorse idriche. Le interazioni tra intelligenza umana e intelligenza artificiale, affrontate in un’ottica transdisciplinare, possono meglio analizzare i problemi cruciali posti a capo del governo e dall’amministrazione del patrimonio delle acque, sia attuali che soprattutto in un prossimo futuro animato da profonde incertezze legate al clima”. Tre le best practice presentate al convegno da:


Antonio Amati (Direttore Generale Divisione IT, Almaviva): “Il Gruppo Almaviva ha sviluppato un ecosistema digitale avanzato per il monitoraggio e la governance dell’acqua, che fornisce strumenti innovativi per il controllo delle dighe e del dissesto idrogeologico. Grazie a sensori multiparametrici e strumentazioni meteo correlati a banche dati pubbliche, è possibile formulare previsioni sui rischi individuando zone di accumulo, frane, cedimenti di argini e onde di piena. La nostra soluzione per la water scarcity consente la simulazione di nuovi invasi e di scenari critici, permettendo costantemente il bilanciamento tra domanda e offerta idrica, ottimizzando il consumo, evitando sprechi, aumentando efficacia e sicurezza”. Patrick Gerlich (Amministratore Delegato Bayer Crop Science Italia/Grecia): “L’impegno di Bayer sull’acqua si inserisce nel suo ampio programma di sostenibilità, volto a focalizzare l’attenzione alla gestione responsabile delle risorse idriche, sia nelle pratiche agricole sia nelle attività industriali. In campo agricolo, l’azienda promuove tecniche di agricoltura rigenerativa che hanno come obiettivo non solo la produttività sostenibile, ma anche la salute del suolo e una migliore gestione della risorsa acqua. Inoltre, Bayer è impegnata a contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU tramite progetti di partnership per migliorare l’accesso all’acqua, soprattutto nelle aree più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico”. Marco Saccoccio (Senior Account Executive, Amazon Web Services): “Affrontare la scarsità di acqua è una delle maggiori sfide per uno sviluppo sostenibile. Il Cloud AWS, con soluzioni di machine learning, AI e GenAI può ottimizzare la gestione delle infrastrutture idriche, prevedere condizioni meteorologiche, essendo in grado di elaborare enormi quantità di dati provenienti da sensori, satelliti, droni, robotica e altre fonti. La digitalizzazione delle reti idriche attraverso l’IoT, l’AI, GenAI e l’analisi dei dati attraverso l’utilizzo di modelli matematici complessi rappresenta un passo cruciale per combattere la scarsità idrica e promuovere pratiche sostenibili”. Vannia Gava (Viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica) nel keynote speech ha evidenziato: “La gestione della scarsità d’acqua è una sfida collettiva che ci vede tutti coinvolti, dalla più alta istituzione al singolo cittadino. In Italia stiamo intervenendo sul piano normativo, degli investimenti e della pianificazione strutturata, grazie anche all’importante lavoro svolto dalle Autorità di Bacino, oggi supportate dagli Osservatori permanenti, la cui azione abbiamo rafforzato con il Dl Siccità. Ma siamo attivi anche sui tavoli internazionali. Qui il Mase ha assunto il ruolo di promotore di iniziative coordinate con gli altri Stati per ricercare soluzioni condivise, come dimostra la Water Coalition, nata in seno al G7 Ambiente, che testimonia l’impegno del governo a livello globale sul tema. Occorre ragionare in termini di innovazione e di risorse adeguate”. Per Chiara Braga (Presidente del Gruppo parlamentare PD – Italia Democratica e Progressista della Camera dei Deputati): “La questione acqua è stata spesso sottovalutata. Ma la crisi climatica impone oggi azioni concrete e rapide, specie su tre aspetti. Il primo rappresenta la garanzia dell’acqua come bene pubblico, accessibile a tutti; col giusto prezzo specie per i più fragili. Il secondo tema è quello dell’investimento nell’acqua, ossia ammodernare un sistema idrico purtroppo tra i meno efficienti in Europa; specialmente se pensiamo al suo trasporto e ai sistemi di depurazione. Il terzo è una questione di sistema: agire sui sistemi produttivi e sui costumi sociali per avere un impatto virtuoso sullo spreco idrico. Dalle filiere agricole, alle produzioni industriali, sino al lavaggio dei denti a casa chiudendo il rubinetto. L’acqua potabile non è più un bene a disposizione di tutti e senza esaurimento”. Con il coordinamento di Gianni Todini (Direttore di Askanews), al panel “La pianificazione e la programmazione della risorsa idrica nei Piani di gestione dei Distretti idrografici nazionali” sono intervenuti i Segretari Generali dei Distretti idrografici d’Italia: Costantino Azzena (Segretario Generale dell’Autorità di Bacino e Direttore Generale dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna); Alessandro Bratti (Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po); Marco Casini (Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale); Gaia Checcucci (Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale); Marina Colaizzi (Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali); Vera Corbelli (Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale). Il coro degli interventi, aperti dalle presentazioni delle misure previste per la programmazione della risorsa idrica e la sua governance, è stato unanime sull’opportunità di adottare tecnologie eco-digitali alimentate dall’intelligenza artificiale a supporto dei Piani di gestione. Nell’era della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale, le infrastrutture idriche si trovano oggi ad affrontare una sfida trasformativa. Grazie alla capacità di rilevare un’ampia gamma di parametri, analizzare dati accurati e fornire avvisi tempestivi, questi dispositivi innovativi possono contribuire a una pianificazione più efficiente delle risorse idriche, migliorare l’ottimizzazione delle reti di distribuzione e la reattività agli estremi idrologici, offrendo un più alto livello di efficienza e configurandosi come strumenti chiave per la definizione di decisioni strategiche. Al panel “La programmazione delle risorse idriche nell’agenda istituzionale” è inoltre intervenuta Laura D’Aprile (Capo Dipartimento sviluppo sostenibile, Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica). L’evento si è caratterizzato come un’importante opportunità di riflessione sulle sfide presenti e future per contrastare il fenomeno della scarsità idrica, ma anche di confronto per creare nuove sinergie. In un’epoca così caratterizzata da una crescente variabilità del ciclo idrologico, previsioni accurate sono essenziali per salvaguardare vite umane, ambiente e paesaggio, coltivazioni e infrastrutture. Sfruttando il potenziale delle tecnologie eco-digitali e dell’intelligenza artificiale, si potranno colmare queste lacune critiche anche in ottica di pianificazione dei Piani di gestione dei Distretti idrografici italiani. Grazie alla presenza di importanti Istituzioni nazionali, oltre a players e stakeholders, l’incontro ha inteso promuovere, tra i suoi principali obiettivi, una collaborazione “di sistema” per porre le basi di sistemi resilienti e politiche di pianificazione a tutela dei territori e delle comunità più vulnerabili.

M.O.,Mattarella: conflitto disumano, Gaza interpella coscienze

M.O.,Mattarella: conflitto disumano, Gaza interpella coscienzeRoma, 12 set. (askanews) – “La tutela della popolazione civile, dei minori, delle donne, dei più fragili, è tema che interpella le coscienze anche a Gaza. Il Medio Oriente, terra così ricca di culture e a noi così prossima, continua a essere dilaniato da un conflitto che non riesce a trovare soluzione e che dal 7 ottobre scorso si è riacceso in modo disumano”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un testo inviato alla ’47esima tavola rotonda su questioni attuali di Diritto internazionale umanitario’ organizzato dall’Istituto Internazionale di Diritto umanitario di Sanremo.


“Ancora una volta – aggiunge – a farne le spese sono prevalentemente quei civili che l’articolo 3, comune alle quattro Convenzioni di Ginevra, espressamente sottrae alla violenza bellica disponendo che siano trattati con ‘umanità’. Assistiamo purtroppo ad una dinamica contraria: un bollettino quotidiano di uccisioni, distruzioni di infrastrutture, tra cui anche scuole, ospedali e campi profughi, attacchi contro operatori umanitari, personale medico, giornalisti, con lo spostamento forzato di centinaia di migliaia di persone: tutto questo ci interroga su quei principi di proporzionalità e distinzione fra civili e belligeranti, che costituiscono pilastri portanti del Diritto Internazionale Umanitario. A ciò si aggiunge il sequestro e l’uccisione di ostaggi israeliani inermi, che ha raggiunto nei giorni scorsi nuovi livelli di orrore. Nello sterile rimpallo delle responsabilità fra le parti in guerra, nel chiaroscuro delle narrative opposte, nel ripetersi – infine – di appelli inascoltati da parte dei principali organismi internazionali, si ha la sensazione che il mondo si stia infilando in una fase in cui il patrimonio racchiuso nelle Convenzioni di Ginevra appaia una pura petizione di principio”. “Lo stesso scenario si presenta dallo Yemen al Sudan, dalla Siria ad Haiti” e “si tratta di una situazione che la Comunità Internazionale non può tollerare”.

Stellantis, stop produzione 500 bev a Mirafiori fino all’11 ottobre

Stellantis, stop produzione 500 bev a Mirafiori fino all’11 ottobreMilano, 12 set. (askanews) – Stellantis ha dovuto comunicare alle Organizzazioni Sindacali che La produzione della 500 elettrica (Bev) a Mirafiori subirà una sospensione delle attività da domani fino all’11 ottobre. La misura, spiega Stellantis Italia, è resa necessaria dall’attuale mancanza di ordini legata all’andamento del mercato elettrico in Europa.


Stellantis è fermamente impegnata a garantire la continuità di tutti i suoi impianti e delle sue attività e sta lavorando duramente per gestire al meglio e traguardare questa difficile fase della transizione. Per quanto riguarda le Carrozzerie di Mirafiori, grazie ad un investimento di 100 milioni di euro, presto sarà potenziata la produzione della Fiat 500e con una nuova batteria e a cavallo tra il 2025 e il 2026 sarà anche avviata la produzione della Nuova 500 Ibrida, realizzata sulla base dell’attuale 500 elettrica. A Mirafiori inoltre è al centro di un piano di investimenti per la creazione del Mirafiori Automotive Park 2030 con la produzione di cambi eDCT, il Plant di Economia Circolare e il Battery Technology Center.


Stellantis rimane accanto ai suoi colleghi e le sue colleghe in questo momento turbolento, con l’obiettivo di garantire continuità e crescita, confermando il ruolo dell’Italia come uno dei pilastri globali del Gruppo. Si tratta, conclude Stellantis Italia di un percorso impegnativo, che non risparmia scelte difficili e non offre soluzioni a portata di mano, ma esige unità d’intenti e visione, necessarie per accompagnare questa grande azienda, insieme a tutti i suoi dipendenti, nel futuro

Sangiuliano,Boccia: mia nomina stracciata dopo colloquio con Arianna Meloni?

Sangiuliano,Boccia: mia nomina stracciata dopo colloquio con Arianna Meloni?Roma, 12 set. (askanews) – “Ho già fornito le prove che ero stata nominata consigliera” e allora “la domanda è sempre la stessa: come è stato possibile che un decreto di nomina sia stato strappato senza lasciare traccia? E qual è il motivo? È stato per un capriccio della moglie di Sangiuliano? Perché c’era un’incompatibilità di curriculum? (Il Ministro al TG1 ha detto di no). Perché c’era un conflitto di interesse con la mia azienda? (Se così fosse, anche tutti gli altri consiglieri avrebbero un conflitto di interesse, come si legge dai curriculum pubblicati sul sito del Ministero). È avvenuto dopo il dialogo con Arianna Meloni? (Il Ministro mi chiamò subito dopo e mi chiese di vederci per raccontarmi il contenuto della conversazione)”. Lo scrive su Instagram Maria Rosaria Boccia.


“Invece di spostare l’attenzione mediatica sulla mia vita privata, che non importa a nessuno – attacca – vediamo chi ha detto bugie e chi non ha svolto bene il proprio lavoro: il Ministro, il gabinetto, la segretaria del Ministro, l’ufficio stampa, ecc.” Boccia sottolinea che “il primo a inviare una lettera al quotidiano ‘La Stampa’ è stato il Ministro, e io, non avendo altri mezzi, ho risposto attraverso i miei canali social. Poi il Ministro ha rilasciato un’intervista al quotidiano, e io ho risposto sullo stesso giornale. In seguito, il Ministro ha rilasciato un’intervista di 17 minuti al TG1, usando il servizio pubblico per un affare personale, e io ho accettato un’intervista su La7. I tempi e i modi li ha sempre dettati lui. Io non ho mai usato l’ingiustizia subita per ottenere popolarità, ho solo risposto per difendermi. Ora è chiaro a tutti che stampa e televisione hanno avuto il compito di distruggermi denigrandomi. Per questo, da ora in poi, confermerò tutto il male sulla mia vita privata, ma non permetterò che si sposti l’attenzione dalla verità su un decreto ministeriale stracciato. ‘Nessuna arma fabbricata contro di te riuscirà e tu confuterai ogni lingua che si alzerà contro di te in giudizio. Questa è l’eredità dei servi del Signore, la giustizia che viene da me, dice il Signore’”


“Tutto questo scandalo – aggiunge in un altro post – è nato da chi ha strappato atti ministeriali. Perché si continua a parlare della mia vita privata? Perché non si parla più del reale motivo che ha generato il caso? La stampa e la televisione mi dipingono come una millantatrice, un’amante, una bugiarda, un’influencer, una che cerca di accreditarsi…Ebbene sì, sono tutto ciò che la disinformazione vuole, ma lotto per la verità”, conclude.

Inaugurata la prima statua di Dante nel Regno Unito

Inaugurata la prima statua di Dante nel Regno UnitoRoma, 12 set. (askanews) – In una cittadina nel sud dell’Inghilterra è stata inaugurata la prima statua di Dante Alighieri nel Regno Unito. La grande statua im bronzo del Sommo Poeta realizzata da Richard Plowman – uno degli scultori contemporanei più famosi ed apprezzati del Regno Unito (tra i suoi lavori il Gandhi bronzeo posto a Parliament Square, la piazza antistante il Palazzo di Westminster) – è stata posta nel parco pubblico di Midhurst, un borgo medievale non lontano dalla costa meridionale della Gran Bretagna. Alla cerimonia hanno partecipato centinaia di persone – segno del grande interesse che ancora Dante suscita a secoli di distanza dalla sua morte.


La statua, che raffigura Dante mentre tiene in mano la Divina Commedia, è stata inaugurata alla presenza del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra Francesco Bongarrà e delle autorità civili locali in un parco impavesato con il Tricolore e la Union Jack. Prima dello svelamento, Hugh Bonneville, il grande attore shakespeariano conosciuto dal pubblico mondiale per la sua partecipazione nel film Notting Hill e per l’interpretazione di Robert Crawley, Conte di Grantham nella serie Downton Abbey, ha interpretato l’ultimo canto del Paradiso. “Il valore di Dante Alighieri – ha detto Bongarrà concludendo la cerimonia – è stato storicamente apprezzato e riconosciuto nel Regno Unito a partire da Geoffrey Chaucer e William Shakespeare, che non solo ne conoscevano l’opera ma vi si sono anche ispirati, come anche Lord Byron, di cui è stato appena celebrato il bicentenario. Questa sua prima statua in Inghilterra è una ulteriore conferma del valore della sua poesia e della sua passione civile, amate anche nel Regno Unito”.

Cinema, “Bangarang” vince il Premio Fipresci al Beyond Borders

Cinema, “Bangarang” vince il Premio Fipresci al Beyond BordersRoma, 12 set. (askanews) – Dopo essere stato presentato in anteprima mondiale lo scorso anno ad Alice nella città – dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria – ed essere stato finalista ai Nastri d’Argento e candidato ai Globi d’Oro, il film “Bangarang” di Giulio Mastromauro ha ricevuto il Premio Fipresci al Beyond Borders Documentary Film Festival di Kastellorizo (Grecia), confermandosi tra i documentari più apprezzati dell’anno.


La giuria della Fédération Internationale de la Presse Cinématographique (Fipresci) per il concorso, composta da Marina Kostova (North Macedonia), Peter Kremski (Germany), Georgios Papadimitriou (Greece) ha assegnato il Premio della Critica Internazionale a Giulio Mastromauro con la seguente motivazione: “Per aver creato un saggio visivo eccezionale sull’innocenza e sui momenti spensierati in mezzo a un disastro ecologico in corso, nascosto alla vista comune. La giuria ha elogiato la sua magistrale rappresentazione di un paesaggio urbano in decadenza e il senso di una fiaba dura con protagonisti i ‘bambini perduti’ di Taranto, libera da giudizi semplicistici o spiegazioni inutili”. Un altro riconoscimento per il film, che ha recentemente ottenuto anche l’eleggibilità per concorrere all’European Young Audience Award degli Efa European Film Awards e che nelle prossime settimane continuerà il suo fortunato tour internazionale facendo tappa negli Stati Uniti e in Sudamerica.


Diretto da Giulio Mastromauro, già vincitore di un David di Donatello nel 2020 con il cortometraggio “Inverno”, “Bangarang” è una produzione Zen Movie con Nuovo Imaie, con il supporto di Apulia Film Commission e la partecipazione di Dispàrte. Regia, soggetto e sceneggiatura sono di Giulio Mastromauro, montaggio di Gianluca Scarpa e Cristina Barillari, musiche di Bruno Falanga, fotografia di Sandro Chessa. Il documentario è attualmente disponibile sulla piattaforma MyMovies One.

Caribe Bay è il primo parco divertimenti carbon neutral in Italia

Caribe Bay è il primo parco divertimenti carbon neutral in ItaliaRoma, 12 set. (askanews) – Caribe Bay, parco a tema acquatico che accoglie i suoi ospiti in un’oasi caraibica di 80.000 mq, con 2.000 palme, lagune trasparenti, sabbia bianca e attrazioni per tutti i gusti e le età, è il primo parco divertimenti “carbon neutral” d’Italia. Da quest’estate, infatti, la somma algebrica delle emissioni di anidride carbonica del Parco, tra dirette e compensate, è pari a zero … e il Pianeta ringrazia!


Il calcolo, informa una nota, è stato effettuato attraverso la piattaforma CliMax erogata da Up2You, in conformità alle linee guida definite dal protocollo GHG (Greenhouse Gas Protocol Corporate Accounting and Reporting Standard). Carla Cavaliere, responsabile sostenibilità di Caribe Bay, dichiara: “A dispetto dell’accezione comune, che vuole i parchi divertimento aziende energivore e impattanti, il nostro è un comparto molto attento all’ambiente. Caribe Bay da anni promuove lo sviluppo di modelli di consumo sostenibili e la sensibilizzazione degli ospiti verso le nuove urgenze dettate dal cambiamento climatico. Ogni anno miglioriamo l’efficienza energetica della struttura e da tempo abbiamo implementato pratiche virtuose legate, ad esempio, allo smaltimento dei rifiuti e al riciclo dell’acqua”.


Nel 2021, grazie al supporto di Up2You, start-up che affianca le aziende e le supporta nella riduzione dell’impatto ambientale, Caribe Bay ha intrapreso un percorso per migliorare ulteriormente la propria performance di sostenibilità ambientale. Nello specifico, dopo aver calcolato le proprie emissioni di anidride carbonica (Scope 1 e 2), nel triennio 21/23 il Parco ha ridotto l’impatto del 76%, passando da 399 tonnellate di CO2 eq. nel 2021 alle 96 tonnellate di CO2 eq. nel 2023. Le iniziative di riduzione attuate da Caribe Bay includono l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili e la dismissione dei veicoli aziendali ad alto impatto. Caribe Bay ha poi compensato le sue emissioni residue (Scope 1 e 2), sostenendo progetti internazionali certificati VERRA e Gold Standard, diventando così il primo Parco “carbon neutral” in Italia.


I progetti di compensazione sono legati soprattutto alla tutela delle foreste e allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, si concentrano in 8 Paesi del mondo e puntano anche a favorire il progresso delle comunità locali. Tra i 10 progetti internazionali sostenuti dal Caribe Bay, figura anche un’iniziativa italiana, atta alla preservazione delle alghe nei bacini di pesca, situata a pochi chilometri dal Parco, nella Laguna Veneta. Le alghe, infatti, sono un veicolo fondamentale del cosiddetto “blue carbon” ovvero il carbonio immagazzinato negli ecosistemi costieri e marini. “Per un settore come l’intrattenimento – conclude Cavaliere – che attraverso l’offerta di relax e divertimento fa del benessere delle persone il suo obiettivo primario, la sostenibilità è un valore imprescindibile e i nostri investimenti nello sviluppo del Parco saranno sempre orientati in questo senso, a cominciare dall’obiettivo di rendere il Parco autosufficiente dal punto di vista energetico: il futuro del Pianeta è nelle nostre mani e siamo tutti direttamente responsabili”.