Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Autore: Redazione StudioNews

Serie di attacchi israeliani in Siria: morti e feriti

Serie di attacchi israeliani in Siria: morti e feritiRoma, 9 set. (askanews) – E’ salito a 18 morti e 32 feriti il bilancio di una serie di attacchi israeliani notturni nella provincia di Hama, nella Siria centrale: lo ha precisato l’Osservatorio siriano sui diritti umani, citato dai media dello Stato ebraico.


L’attacco ha distrutto anche edifici e centri militari nell’area vicino a Masyaf, che ospita centri di ricerca scientifica. Qui “sono presenti” anche “gruppi filo-iraniani ed esperti di sviluppo di armi”, secondo quanto precisato. (foto di archivio)

Al Gambero Rosso cena solidale di cucina israeliana e palestinese

Al Gambero Rosso cena solidale di cucina israeliana e palestineseRoma, 9 set. (askanews) – Una cena solidale con piatti israeliani e palestinesi il cui ricavato contribuirà alla raccolta fondi per SOS Villaggi dei Bambini che, da oltre 60 anni in Italia, si impegna a favore dei bambini e dei ragazzi che non possono contare sul supporto della propria famiglia per crescere.


A organizzarla SOS Villaggi dei Bambini e la Fondazione Gambero Rosso. Giovedì 12 settembre alle 20 nella Gambero Rosso Academy di Roma avrà luogo “La cena del dialogo. Il cibo che crea unione”, a riprova di come la cucina sia in grado di unire la storia e le tradizioni dei popoli. A guidare nel viaggio culinario sarà Marco Brioschi, Resident Chef della Gambero Rosso Academy che racconterà la contaminazione di saperi e sapori tra le due tradizioni culinarie, rivelando come la cucina possa essere paradigma di un punto di incontro ancora possibile e una speranza per un futuro diverso. Oltre alla cena, sarà possibile seguire un breve corso di cucina medio-orientale partecipando ad una Cooking class pomeridiana. Nel menu della cena la Makluba di melanzane e di cavolfiore, la Mejadra di lenticchie, la Kunafa Nabulsiyeh.

Il mondo del calcio in ansia per Totò Schillaci

Il mondo del calcio in ansia per Totò SchillaciRoma, 9 set. (askanews) – Il mondo del calcio in ansia per le condizioni di Totò Schillaci. L’ex azzurro, infatti, è attualmente ricoverato, come hanno confermato fonti della famiglia tramite i suoi canali social all’ospedale di Palermo: “Viste le innumerevoli chiamate da parte di molte testate giornalistiche e viste le brutte le notizie che circolano, informiamo che il nostro amato Totò è in condizioni stabili ed è controllato da una equipe di medici continuamente notte e giorno. Forza Totò”, si legge nella storia su Instagram. Tra i primi a salutare Schillaci ai microfoni di Radio anch’io Sport su Radiouno, Roberto Donadoni che rivolge un messaggio all’ex compagno di Nazionale, ricoverato in serie condizioni all’ospedale di Palermo: “Siamo tutti in apprensione per Totò Schillaci, mi auguro che tutto si risolva per il meglio” il suo pensiero. Anche da Roberto Baggio è arrivato un messaggio di sostegno a Salvatore Schillaci. ‘Forza Totò’, ha scritto l’ex numero 10 in un post condiviso dalla pagina del capocannoniere del Mondiale di Italia ’90. Secondo la famiglia, Schillaci è “in condizioni stabili” ed è controllato “da un equipe di medici continuamente notte e giorno”.


Schillaci, 59 anni, è in cura da qualche anno per un tumore e ha subito anche degli interventi. E’ stato in terapia alla clinica la Maddalena e attualmente si trova nel nosocomio cittadino. Un male che aveva sconfitto e che ora si sarebbe ripresentato. In carriera ha vestito le maglie di Messina, Juventus, Inter e Jubilo Iwata (in Giappone), ed è celebre per i suoi gol ai Mondiali di Italia 1990 con gli Azzurri. Schillaci era alla clinica oncologica La Maddalena quando, il 16 gennaio del 2023, è stato arrestato il boss Messina Denaro. “Erano le 8.15 del mattino – ha raccontato lui stesso – aspettavo la mia visita di controllo, perché lì sono in cura dai dottori Mezzatesta e Mandalà. Avevo appena finito la colazione al bar, in un attimo mi sono ritrovato circondato da persone incappucciate con le armi spianate. Ho pensato a un attentato. Poi i carabinieri si sono qualificati, ma per un attimo io e quelli intorno a me ci siamo spaventati, c’era confusione”. Nel 2004 aveva partecipato all’Isola dei famosi, un anno fa partecipò con la moglie Barbara al programma Pechino Express. Poco prima era stato operato di tumore per due volte. “La trasmissione – raccontò – è stata una rivincita sulla malattia che mi ha fatto soffrire tantissimo”.

Draghi avverte: “L’Europa è di fronte a una sfida esistenziale”

Draghi avverte: “L’Europa è di fronte a una sfida esistenziale”Roma, 9 set. (askanews) – L’Europa si trova di fronte a una “sfida esistenziale” e “l’unico modo” di superarla, senza dover rinunciare ad alcuni dei suoi valori fondamentali, è quello di perseguire più crescita economica e maggiore produttività. Lo afferma l’ex presidente del Consiglio italiano e della Bce, Mario Draghi, nella prefazione del rapporto sulla competitività dell’Ue presentato oggi a Bruxelles assieme alla Commissione europea.


Secondo Draghi il costo necessario per decarbonizzare e digitalizzare l’economia e al tempo stesso aumentare le capacità di difesa in Europa “dovrà essere aumentato di circa 5 punti percentuale di Pil, a livelli che non si vedevano dagli anni 70 e 60” del secolo scorso. A titolo di paragone ricorda che gli investimenti del Piano Marshall dal ’48 al ’51 ammontaronono “a circa l’1-2% del Pil l’anno”. “Se l’Europa non può diventare più produttiva saremo costretti a fare delle scelte. Non potremo essere in grado di diventare al tempo stesso leader sulle tecnologie, un polo di responsabilità climatica e un player indipendente su scala globale. Non saremo in grado di finanziare il nostro modello sociale. Dovremmo ridimensionare alcune se non tutte le nostre ambizioni”, avverte l’ex premier.


“Questa è una sfida esistenziale”, prosegue Draghi. L’Unione europea, sottolinea, “esiste per assicurare che i suoi cittadini possano beneficiare dei suoi valori fondamentali”, prosperità, equità, libertà, pace e democrazia in un ambiente sostenibile. “Se l’Europa non può più assicurarli ai suoi popoli perderà la sua ragione di essere”. “L’unico modo per affrontare questa sfida è crescere e diventare più produttivi, preservando i nostri valori di equità e inclusione sociale. E l’unica strada per diventare più produttivi in Europa – conclude Draghi – è di cambiare radicalmente”.

Ranking Atp: Sinner sempre più n.1, Fritz in top ten, Djokovic scende

Ranking Atp: Sinner sempre più n.1, Fritz in top ten, Djokovic scendeRoma, 9 set. (askanews) – Rivoluzione nel Ranking Atp dopo lo Us Open. Jannik Sinner, nonostante mantenga la prima posizione, emerge come il grande protagonista. Il suo secondo titolo Slam lo conferma come indiscusso numero uno della stagione, con un vantaggio enorme che rende improbabile un suo sorpasso prima della fine del 2024. L’italiano ha aggiunto 1.820 punti al suo bottino, raggiungendo l’impressionante cifra di 11.180 punti, con un distacco di 4.105 punti dal secondo classificato. Alexander Zverev, nonostante un US Open al di sotto delle aspettative, sale al secondo posto del ranking, sua migliore posizione di sempre. Novak Djokovic scende al quarto posto, una posizione che non occupava dall’Australian Open 2023. Carlos Alcaraz, pur perdendo punti, mantiene la sua posizione (terzo). Entrambi hanno pagato caro le eliminazioni precoci a New York. Taylor Fritz, finalista a sorpresa, rientra nella top 10 mondiale salendo al settimo posto. Jack Draper, semifinalista, fa il suo ingresso nella top 20, raggiungendo il 20° posto, suo miglior ranking in carriera. Anche Frances Tiafoe beneficia della sua semifinale, salendo al 16° posto. Altri giocatori raggiungono il loro miglior ranking: Jordan Thompson (29°), Nuno Borges (30°, debuttando nella top 30) e Brandon Nakashima (che entra nella top 40). Questa la Top Ten: 1. Jannik Sinner 11.180, 2. (+2) Alexander Zverev 7.075 (+2), 3. Carlos Alcaraz 6.690, 4. (-2) Novak Djokovic 5.560, 5 Daniil Medvedev 5.475, 6 Andrey Rublev 4.645, 7 (+5) Taylor Fritz 4.060, 8 (-1) Hubert Hurkacz 4.060, 9 (-1) Casper Ruud (4.010), 10 (-1) Grigor Dimitrov 3.965.

Al parco Grand Tour Italia focus su pera dell’Emilia Romagna Igp

Al parco Grand Tour Italia focus su pera dell’Emilia Romagna IgpRoma, 9 set. (askanews) – Maxi videowall dedicati alle otto varietà di pere dell’Emilia Romagna Igp all’ingresso del parco Gran Tour Italia di Bologna, dedicato alle eccellenze agroalimentari. Novanta secondi di video valorizzare i concetti di riferimento di questa produzione così rappresentativa della frutticoltura regionale e della pericoltura nazionale, visto che dall’Emilia Romagna provengono il 70% delle pere italiane.


Ad accompagnare le immagini degli agricoltori in campo, alcune parole chiave: la passione e competenza degli agricoltori che, nonostante le difficoltà dettate soprattutto dalle avversità metereologiche, continuano a credere e ad investire in questo settore; l’innovazione e tradizione, necessarie per migliorare la produttività senza rinunciare alla identità del prodotto; il lato gourmet, che rende questo frutto un perfetto ingrediente in cucina; il suo gusto ricco e dolce, in abbinata ad una grande leggerezza; e la sua unicità, figlia del territorio in cui nasce. I messaggi sono accompagnati da una carrellata sulle 8 varietà: Conference, Carmen, Kaiser, Abate Fetel, Williams, Decana, Max Red Barlett e Santa Maria. Per ognuna, un focus sulle caratteristiche organolettiche, di consistenza e di utilizzo.


“Siamo felici di ospitare a Grand Tour Italia uno dei prodotti più iconici dell’agricoltura emiliano-romagnola – commenta in una nota Oscar Farinetti – Un frutto dalla lunga storia e dalle incredibili qualità, che merita di essere conosciuto e valorizzato sempre di più. Ci auguriamo di poter contribuire a questo obiettivo con la nostra vetrina pensata proprio per attirare le persone interessate ad approfondire la varietà e ricchezza delle produzioni italiane”.

Draghi: “L’Europa è di fronte a una sfida esistenziale”

Draghi: “L’Europa è di fronte a una sfida esistenziale”Roma, 9 set. (askanews) – L’Europa si trova di fronte a una “sfida esistenziale” e “l’unico modo” di superarla, senza dover rinunciare ad alcuni dei suoi valori fondamentali, è quello di perseguire più crescita economica e maggiore produttività. Lo afferma l’ex presidente del Consiglio italiano e della Bce, Mario Draghi, nella prefazione del rapporto sulla competitività dell’Ue presentato oggi a Bruxelles assieme alla Commissione europea.


Secondo Draghi il costo necessario per decarbonizzare e digitalizzare l’economia e al tempo stesso aumentare le capacità di difesa in Europa “dovrà essere aumentato di circa 5 punti percentuale di Pil, a livelli che non si vedevano dagli anni 70 e 60” del secolo scorso. A titolo di paragone ricorda che gli investimenti del Piano Marshall dal ’48 al ’51 ammontaronono “a circa l’1-2% del Pil l’anno”. “Se l’Europa non può diventare più produttiva saremo costretti a fare delle scelte. Non potremo essere in grado di diventare al tempo stesso leader sulle tecnologie, un polo di responsabilità climatica e un player indipendente su scala globale. Non saremo in grado di finanziare il nostro modello sociale. Dovremmo ridimensionare alcune se non tutte le nostre ambizioni”, avverte l’ex premier.


“Questa è una sfida esistenziale”, prosegue Draghi. L’Unione europea, sottolinea, “esiste per assicurare che i suoi cittadini possano beneficiare dei suoi valori fondamentali”, prosperità, equità, libertà, pace e democrazia in un ambiente sostenibile. “Se l’Europa non può più assicurarli ai suoi popoli perderà la sua ragione di essere”. “L’unico modo per affrontare questa sfida è crescere e diventare più produttivi, preservando i nostri valori di equità e inclusione sociale. E l’unica strada per diventare più produttivi in Europa – conclude Draghi – è di cambiare radicalmente”.

Ue, i punti chiave del rapporto Draghi sulla competitività

Ue, i punti chiave del rapporto Draghi sulla competitivitàRoma, 9 set. (askanews) – Innovazione, energia, sicurezza geopolitica e degli approvvigionamenti di materie prime e critiche; assieme a competitività, da portare avanti assieme alla decarbonizzazione, riduzione delle dipendenze e delle vulnerabilità esterne, rafforzamento delle capacità industriali su spazio e difesa, potenziamento dei mezzi di finanziamento e, infine, dei processi di governo dell’Unione europea. Sono gli elementi chiave toccati dal rapporto presentato oggi da Mario Draghi, in occasione di una conferenza stampa congiunta assieme alla presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen.


L’analisi, di circa 65 pagine, intitolata “Il futuro della competitività europea” parte da un esame del quadro in cui si trova l’Europa e delle sfide che ha davanti, sintetizzate in tre capitoli: accelerare l’innovazione e trovare nuovi “motori” di crescita; abbassare i prezzi dell’energia continuando il processo di decarbonizzazione e di aumento dell’economia circolare; terzo, adattarsi a un mondo di geopolitica meno stabile in cui le dipendenze esterne stanno diventando vulnerabilità e in cui non ci si può più permettere di affidare ad altri a propria sicurezza. Lo studio presentato dall’ex presidente del Consiglio e della Bce analizza possibili strategie per chiudere il divario di innovazione che l’Europa accusa rispetto ai suoi maggiori competitori, guarda alle cause degli elevati prezzi dell’energia e a possibili soluzioni parallelamente alle sfide.


Un capitolo è dedicato alle vulnerabilità e alle dipendenze sugli approvvigionamenti esterni, ma anche alla necessità di procedere a un rafforzamento delle capacità industriali nei settori di difesa e aerospaziale. Il penultimo capitolo, il quinto, riguarda il tema di come finanziare gli investimenti in cui un elemento critico individuato è quello dell’attuale incompletezza dell’Unione dei mercati dei capitali, così come la necessità di trovare alcuni strumenti di finanziamento comune per massimizzare la crescita di produttività.


L’ultimo capitolo riguarda il rafforzamento dei processi di governo dell’Unione europea, partendo dalla considerazione che una nuova strategia industriale non riuscirà ad avere successo senza cambiamenti in parallelo nell’architettura e nel funzionamento dell’Unione. In particolare viene raccomandata la creazione di un nuovo quadro di coordinamento sulla competitività che dovrebbe focalizzarsi sulle priorità strategiche, la necessità di semplificazione delle procedure, nell’ambito del quale viene raccomandata di la creazione di un nuovo vicepresidente della Commissione responsabile della semplificazione, e un taglio degli oneri burocratici a favore delle Pmi.

Migliaccio (Sisa): merenda sana abitudine alimentare per affrontare rientro

Migliaccio (Sisa): merenda sana abitudine alimentare per affrontare rientroMilano, 9 set. (askanews) – Settembre per la maggior parte degli italiani significa ritorno alla routine quotidiana. E con essa quello che gli inglesi chiamano “back-to-work blues”, una naturale difficoltà di adattamento che colpisce, secondo l’Istat, oltre il 35% della popolazione adulta: in particolare la fascia di età tra i 25 e i 45 anni e coloro che svolgono attività lavorative ad alto contenuto intellettuale1.


Per combattere questo stress da rientro occorre riadattarsi gradualmente regolarizzando il ritmo sonno-veglia, tornando a svolgere attività fisica e ristabilendo corrette abitudini alimentari, come la merenda. Silvia Migliaccio, presidente della Società italiana di scienze dell’alimentazione (Sisa), in collaborazione con Unione italiana food, ha suggerito anche 10 tipologie di merende, ideali in questo momento di transizione. “È utile, come prima regola, rientrare dalle vacanze un paio di giorni prima della ripresa lavorativa, permettendo al corpo di riadattarsi alla quotidianità – afferma Migliaccio – È importante ristabilire sane abitudini alimentari con 5 pasti di cui due merende, che permettono di rilassare la mente ritagliando quel momento di coccola che permetterà di riprendere le attività sospese con maggiore energia. Regolarizzare il ritmo sonno-veglia, andando a letto e svegliandosi a orari costanti, è fondamentale. Infine, riprendere l’attività fisica, meglio se all’aria aperta, aiuta a ridurre l’ansia da ripresa, lo stress da rientro e migliora la qualità del sonno”.


Tra le 10 proposte di merende consigliate dalla professoressa Migliaccio, che aiutano a limitare lo stress da back to work, troviamo spuntini sia dolci che salati. Si va da un frutto fresco di stagione con 3-4 noci a un mini-panino con prosciutto e formaggio, da una merendina a un piccolo gelato. E poi ancora una macedonia di frutta fresca con mandorle o una fetta di dolce come ciambellone o crostata. Valide alternative sono anche uno yogurt intero con frutta e biscotti integrali, un mini-panino integrale con ricotta o un frullato di frutta fresca con latte di avena. “Concedersi del tempo per gustare uno spuntino gradevole – spiega Migliaccio – è un modo per gratificarsi e per prendersi una breve pausa dagli impegni quotidiani. Allo stesso tempo ristabilire gli orari dei pasti, compresi quelli della merenda, può rappresentare un punto di partenza per ricominciare a cadenzare le giornate lavorative. Infine, cercare di variare il più possibile la propria alimentazione, anche a merenda, con alimenti buoni e nutrizionalmente corretti permette di migliorare l’umore, di affrontare gli impegni con meno ansia e meno stress migliorando le prestazioni lavorative”.

Vino, mercato fiacco nel I semestre ma con segnali di ripresa all’estero

Vino, mercato fiacco nel I semestre ma con segnali di ripresa all’esteroMilano, 9 set. (askanews) – Emergono situazioni in chiaro-scuro con trend differenti da mercato a mercato dall’ultimo Report Wine Monitor di Nomisma, soprattutto per quanto riguarda le vendite in Italia. Relativamente ai primi sei mesi dell’anno, l’analisi, realizzata da Nomisma in collaborazione con NIQ-NielsenIQ, evidenzia per le vendite nel canale retail italiano un calo a volume di quasi il 3% rispetto allo stesso periodo 2023, a fronte di una crescita di poco meno dell’1% a valore. Nel complesso di evince una riduzione nelle quantità vendute comune a tutti i format distributivi, ma non alle diverse categorie. Nello specifico, per i vini fermi e frizzanti il calo nei volumi risulta maggiore nell’e-commerce mentre è meno accentuato nel segmento discount. Al contrario, per gli spumanti la variazione è di segno positivo in tutti i comparti (più elevata nel discount) salvo che nel segmento Cash&Carry.


“Questi numeri evidenziano una volta di più come il fattore che sta influenzando maggiormente le vendite del vino in Italia sia rappresentato dal perdurare dell’incertezza economica che si riflette nella capacità di spesa dei consumatori” dichiara Denis Pantini, responsabile Agrifood e Wine Monitor di Nomisma, parlando di “un’incertezza che ha interessato anche i consumi fuori-casa, in particolare quelli al ristorante”. A tale proposito, basti pensare che dopo una crescita dei consumi alimentari (food&beverage) nel canale Horeca pari a +7% nel primo trimestre di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2023), il secondo trimestre ha visto invece un rallentamento, portando la variazione a +4,5%. Su questa dinamica ha inciso indubbiamente anche il minor afflusso di turisti, con la crescita degli arrivi dall’estero che non sono riusciti a compensare del tutto il calo dei turisti italiani. Sui mercati esteri, invece, si scorge qualche segnale di ripresa. Se è vero che al giro di boa del primo semestre 2024 le importazioni cumulate di vino nei principali 12 mercati globali, rappresentativi di oltre il 60% degli acquisti mondiali di vino in valore, si mantengono ancora in territorio negativo (-4%), va segnalato un miglioramento rispetto al cumulato del primo trimestre (quando il calo risultava pari al -9%). Per altro le importazioni di vino dall’Italia registrano performance migliori rispetto al trend generale: in particolare, rispetto allo stesso semestre del 2023 gli acquisti di vini italiani a valore risultano positivi negli Stati Uniti (+5,7%), nel Regno Unito (+4,7%), in Canada (+1,3%) e in Brasile mentre soffrono in Germania (-9%) e nei Paesi asiatici (Giappone, Cina e Corea del Sud).


In merito alle singole categorie, per i vini fermi e frizzanti italiani si evince un “miglioramento” rispetto al primo trimestre di quest’anno. Il calo degli acquisti nei top mercati mondiali si riduce di intensità, arrivando ad un -2% a valore, con performance in controtendenza (e quindi positive) negli Stati Uniti, UK, Canada e Brasile. Rispetto al primo semestre 2023, le importazioni di spumanti italiani mostrano un +4,5% a valori, con performance in crescita negli Stati Uniti, UK, Francia, Canada, Australia e Brasile. Al contrario, continuano le riduzioni degli acquisti di spumanti italiani in Germania, Svizzera e Giappone. Tra i nostri principali vini a Denominazione, continua la crescita dell’export di Prosecco (+12% a valore nel cumulato dei primi cinque mesi di quest’anno) e recuperano i rossi Dop della Toscana (+6%) dopo il calo dell’anno scorso, mentre soffrono ancora quelli piemontesi (-2%). Infine, il report di Nomisma propone anche uno sguardo ai competitor. Il grande malato, in questo momento storico, sembra essere il vino francese che più di altri soffre gli effetti di questa congiuntura economica negativa a livello mondiale: -10% il valore dell’export dalla Francia nel primo semestre 2024, con una flessione che tocca il -17% nel caso dello Champagne e il -16% i rossi di Bordeaux, ma non risparmia neppure quelli della Borgogna (-7%). In negativo anche l’export della Nuova Zelanda (-3%), mentre viaggiano in territorio positivo Spagna, Cile e Stati Uniti. In forte crescita l’Australia (+28%), in recupero dopo il crollo nell’export di vino dell’anno scorso. “Il recupero messo a segno dai vini australiani – conclude Pantini – si spiega interamente con la fine dei super-dazi che il governo di Pechino ha revocato da marzo di quest’anno: al netto del ritorno sul mercato cinese, l’export dell’Australia nel resto del mondo registra, infatti, un ulteriore calo cumulato dell’11% nel primo semestre 2024”.