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Autore: Redazione StudioNews

Se gli expat ritornano e fanno impresa: nasce progetto “La Tornanza”

Se gli expat ritornano e fanno impresa: nasce progetto “La Tornanza”Roma, 2 set. (askanews) – Un libro, un podcast, un festival ma anche un hub e un’academy: il progetto di Antonio Prota e Flavio Albano che sfida lo spopolamento dei paesi puntando su origine, viaggio e innovazione. “Leggere la stessa fuga dei cervelli quale fenomeno non solo negativo e irreversibile, ma come forza potenziale di un moto circolatorio inclusivo di un flusso di ritorno dopo un riscatto personale”. Eccola, la Tornanza. Un movimento di rinascita dei territori che parte dall’innesto tra chi, dopo aver viaggiato, decide di tornare nel paese d’origine e mettere a frutto la propria conoscenza, e chi è rimasto; tra il tornante e il restante. Al centro di questi due poli, il viaggio, come innesco del cambiamento, e l’innovazione, come strumento a servizio del capitale umano e del territorio.


La Tornanza: il libro. Tutto inizia con un libro: “La Tornanza – ritorni e innesti orientati al futuro” – il saggio di Antonio Prota e Flavio R. Albano (Laterza edizioni), due esperti di turismo e marketing territoriale e digitale – che è in realtà il manifesto stesso del movimento. È qui, infatti, che ci sono tutti i concetti fondanti del progetto che poi vengono messi in pratica: l’importanza di tornare dopo il viaggio e scegliere di ristabilirsi nel paese d’origine, portando con sé un background nuovo, una trasformazione che può innestarsi con la conoscenza dei restanti per partecipare attivamente allo sviluppo del territorio. Una crescita fatta di azioni concrete, volte a creare una nuova economia e una nuova società nei territori che da sempre e sempre più spesso vengono abbandonati. Come il progetto FAME (Food, Art, Move, Energy), un movimento culturale che avvia un circolo virtuoso in cui le comunità lavorano insieme per la crescita dei propri territori attraverso una visione comune e una sinergia che unisce agricoltura, turismo, artigianato e commercio, o la teoria dell’innesto, che pone al centro del dibattito socio territoriale i borghi, intesi come una via di ricostruzione sociale e culturale.


“Il libro è il manifesto culturale di un progetto molto più ampio che si snoda attraverso un podcast e i festival, media di comunicazione per far conoscere il progetto, ma anche gli hub e l’academy, elementi fisici e tangibili in cui costruire comunità” dice Prota. La Tornanza: il podcast. Raccontare la tornanza dalla viva voce dei tornanti. Questo il motivo alla base del video podcast itinerante, una serie di narrazioni per raccontare le storie di chi ha deciso di rientrare a casa. Dalla Puglia, alla Basilicata, dalla Campania alla Calabria e non solo: una volta a settimana, un tornante racconta la sua storia, da dove è partito e dunque dove, dopo un lungo viaggio, ha deciso di tornare, ma anche il perchè di questa scelta e il progetto che sta cercando di portare avanti nella sua terra d’origine, forte dell’esperienza maturata durante la sua assenza.


“Sono storie che lasciano il segno e i numeri lo dimostrano: quasi 1 milione di visualizzazioni sulle piattaforme social. Speriamo che questi video podcast siano anche d’ispirazione per i potenziali tornanti: il concetto di viaggio in effetti secondo il nostro racconto è quello che ha consentito storicamente di costruire le innovazioni: da Lonely Planet a Nike, da Redbull a The North Face, tutti questi brand sono nati o hanno tratto spunto da contaminazioni in luoghi lontani” ha detto Albano. La Tornanza: i festival. Non solo podcast, però. Proprio nel segno della collaborazione e della condivisione, la Tornanza è anche una serie di eventi dal vivo, i Tornanza festival, una sorta di Tedx per guardarsi negli occhi e raccontarsi le proprie esperienze, ma soprattutto le proprie idee, affinché possano essere d’ispirazione. Il primo è stato lo scorso 28 giugno, a Padula, in Campania, e a breve ce ne saranno altri, alcuni in collaborazione con l’università. Il 17 settembre a Potenza, poi il 20 settembre a Matera.


“I Tornanza festival sono luoghi d’incontro itineranti come i podcast e come questi ultimi servono a far conoscere il progetto per poter ispirare nuovi rivoluzionari dell’esistenza e pionieri dell’evoluzione” dicono i due ideatori. La Tornanza: gli hub. Innovazione per costruire startup, accoglienza dei tornanti e dialogo tra tornanti e restanti: in questo consistono gli hub, i luoghi in cui si lavora e si comincia a creare la base concreta di un’idea. L’obiettivo è costruire hub in vari territori e per i primi sono già pronte le coordinate: apriranno a settembre a La Certosa di Padula in Campania e a Gravina in Puglia. La Tornanza: l’academy. Vera e propria espressione dei concetti fondanti della Tornanza – origine, viaggio e innovazione – l’academy è lo spazio dedicato alla formazione dei tornanti e per coloro che vogliono diventarlo. “L’academy dovrebbe riuscire a costruire un percorso formativo di autoimprenditorialità per favorire nuovi innesti nelle comunità operose di ogni sud del mondo”, commentano i founder del progetto. Il primo corso partirà a Bari in autunno.

Collaborazione tra Sogin e sede piacentina Politecnico di Milano

Collaborazione tra Sogin e sede piacentina Politecnico di MilanoMilano, 2 set. (askanews) – Questa mattina presso il Campus di Piacenza del Politecnico di Milano, Belinda Sepe, Responsabile della Direzione Amministrazione, Risorse, Sistemi e ICT di Sogin, e Dario Zaninelli, Prorettore del Polo territoriale di Piacenza dell’ateneo milanese, hanno firmato un accordo di collaborazione didattica universitaria nell’ambito del Master of Science in “Sustainable Architecture and Landscape Design”.


La firma dell’accordo è avvenuta nel corso dell’inaugurazione della quinta edizione del workshop di progettazione architettonica e paesaggistica Landscape Of

Produttività e Pmi, kermesse “La Piazza”: una lente dal macro al micro

Produttività e Pmi, kermesse “La Piazza”: una lente dal macro al microRoma, 2 set. (askanews) – Piazza Plebiscito di Ceglie Messapica (Brindisi) ha fatto ancora una volta da sfondo alla kermesse organizzata da Affaritaliani, uno snodo importante per riflessioni e confronti di un’Italia tra la fine della pausa estiva e la ripresa dei lavori. In questo tempo “di mezzo” diventa fondamentale avviare un dialogo costruttivo a tutti i livelli decisionali per affrontare l’autunno con strategie mirate e una visione condivisa, orientata al miglioramento in ogni ambito. Collaborare sin da ora consente di prepararsi al meglio per le sfide future, creando solide basi per la crescita.


Ed è proprio sul concetto di “collaborazione” tra i vari attori dello scenario produttivo che è intervenuto Marco Travaglini, CEO di Mama Industry, società orientata al benessere delle PMI, ospite nella prima serata di “La Piazza: Il Bene Comune”. “E mo…? Che succede…?”, tipica espressione pugliese ma ormai utilizzata ovunque nel paese, ha scandito i diversi gruppi-panel che si sono alternati sul palco sotto la guida del Direttore di Affari.it, Angelo Maria Perrino, in un dialogo su temi importanti per l’Italia, alla maniera “socratica”, come da lui stesso definito lo stile di questa tre giorni. Dopo l’inaugurazione della kermesse, il confronto sul “Mo…? Che succede…?” ha attraversato il Paese approfondendo i temi caldi dalla Puglia al Mezzogiorno, dall’Italia all’Europa. All’interno del panel di discussione sul mondo industriale e imprenditoriale, Marco Travaglini riporta il focus dal macro-industriale al “piccolo” del mondo imprenditoriale nostrano, parlando di produttività come il primo problema sociale del Paese.


Come “rappresentante” del mondo della piccola imprenditoria, il “mondo del fare”, come da lui stesso definito, Travaglini invita a metter sul campo un’altra parola chiave per il Paese. “Oggi secondo me la parola che dovrebbe stare sulla bocca di tutti, perché dovremmo cercare di raccontare, di far capire, di diffondere, e anche di semplificare, è ‘produttività’”, esordisce, definendola “il primo problema sociale del Paese” perché può essere causa della bassa natalità, della precarietà, delle disuguaglianze. Secondo Travaglini una lente speciale deve essere posta sul problema della scarsa produttività delle piccole imprese perché, se i dati dell’OCSE dicono che la produttività in Italia è bassissima, bisogna pensare che l’Italia è fatta di piccole attività: su quattro milioni e mezzo di imprese che abbiamo, 4,2 milioni hanno meno di 10 dipendenti. Infatti nelle imprese grandi ed industriali siamo più produttivi della Francia e della Germania, nelle imprese piccole invece siamo improduttivi perché è un problema di cambiamento e velocità dello stesso. 


Per questo invita a riflettere sull’importanza di concentrarsi su queste realtà perché, se si parla sempre “in grande”, si rischia di coprire solamente la grande industria, ovvero la parte macro dell’economia portandoci indietro però “una zavorra molto, molto importante”. Secondo Travaglini, le proposte politiche, da destra a sinistra, non sono riuscite ad avere grande impatto su questo mondo che è rimasto indietro e che necessita di essere accompagnato diversamente, preso per mano, dal ‘900 ai nostri giorni. “Noi come Mama Industry lavoriamo molto con aziende piccole, le prendiamo per mano, cerchiamo di fargli portare a terra le loro idee, il loro prodotto. E poi cerchiamo di raccontarlo, di raccogliere fondi…fargli fare un salto verso il mondo moderno”.


Continua poi mettendo in ballo il Made in Italy e la sua forza qualitativa da portare avanti, sostenendo però anche l’importanza della consapevolezza per le mPMI che il mondo è cambiato, “è un mondo di processi, di organizzazione, di comunicazione, di finanza, di intelligenza artificiale, di immaterialità, di heritage del marchio. Se noi non guardiamo tutto ciò e non diffondiamo a questi imprenditori la cultura di questo, la produttività sarà sempre bassa”.  Queste imprese, focalizzandosi solamente sul prodotto, rimangono isolate ed ostaggio di subappalti o “subfiliere”, dipendenti da altri contesti. Qual è dunque la “ricetta” proposta da Travaglini per superare questa immensa criticità e rendere più produttive queste realtà? Un salto di paradigma e la diffusione di una nuova cultura di fare impresa.  “Se noi non facciamo questo salto e non rendiamo consapevoli milioni di imprenditori verso il nuovo mondo, il nostro prodotto e la nostra storia non basta più. La soluzione ci sarebbe, che è quella di avvicinare il mondo del terziario avanzato al mondo della consulenza o della tecnologia dei saperi. Quel mondo che sa come si fa impresa oggi, come si crea valore aggiunto. Ecco, avviciniamoci al mondo produttivo, troviamo sistemi, strumenti, azioni, persone che avvicinano quel mondo lì al mondo della consulenza, al mondo della tecnologia, trasferendo i saperi dal mondo del terziario avanzato al mondo produttivo per migliorare la produttività dei piccoli. Altrimenti avremo ancora il peso delle zavorre che ci portiamo dietro da anni”.

Bruxelles inaugura stagione festival: fumetto, food, birra e art nouveau

Bruxelles inaugura stagione festival: fumetto, food, birra e art nouveauRoma, 2 set. (askanews) – Un selfie con il Grande Puffo, le tentazioni del palato, l’immancabile birra belga e le suggestioni dell’arte performativa: settembre anima la città di Bruxelles con diversi festival, per tutti i gusti e le età. Ursula Jone Gandini, Direttore Italia Ufficio del Turismo di Bruxelles, dichiara: “Settembre è uno dei periodi migliori per visitare Bruxelles: il clima mite, il sole e i colori della fine dell’estate regalano un’atmosfera piacevole, perfetta per un intervallo di relax, prima di rituffarsi nella routine. Quest’anno, inoltre, sono previste numerose iniziative pronte ad arricchire il soggiorno con esperienze uniche e particolari: l’elenco completo è disponibile nella sezione “Agenda” del nostro sito, visit.brussels”.


Ad aprire il mese, come da tradizione, è il Festival del Fumetto, BD Comic Strip Festival, dal 6 all’8 settembre: l’edizione di quest’anno è dedicata a Jean Van Hamme, fumettista belga di fama internazionale, autore di grandi successi degli anni ’80 e ’90 come Thorgal, XIII, Largo Winch, da cui sono stati tratti anche videogiochi e serie tv. In programma mostre, presentazioni, conferenze e un’intera area dedicata ai Manga; da segnalare anche il tributo a Dino Attanasio, fumettista italiano tra i più famosi in Belgio, protagonista di un’esposizione che ne ripercorre la prolifica carriera, dai primi lavori in Italia ai successi dell’età matura, come Bob Morane, Modeste et Pompon e Signor Spaghetti. Spazio naturalmente anche ai bambini, con i giganteschi palloni che rappresentano i personaggi più famosi e la possibilità di incontrare “dal vivo” i Puffi, Spirou, Tintin e le altre mascotte, pronte a scattare divertentissimi selfie per un ricordo speciale. Per un weekend “delizioso”, nel vero senso del termine, l’appuntamento è con Eat Festival, in programma nei padiglioni della Gare Maritime dal 26 al 29 settembre. Un’opportunità privilegiata per scoprire quella che il New York Times ha recentemente descritto come una “destinazione culinaria giovane, dinamica e diversificata”. Eat Festival riunisce una schiera di Chef, produttori artigianali, mastri casari e pasticceri, che collaboreranno per creare ogni giorno esclusivi menù di 3 e 5 portate, serviti a pranzo e a cena. Una gustosa occasione per un pasto indimenticabile, arricchita, per chi lo desidera, da eventi e degustazioni collaterali, compresa l’elezione del miglior mastro casaro del Belgio.


In concomitanza con Eat Festival, sabato 28 e domenica 29 settembre il BXLBeerFest apre una parentesi sulla tradizione della birra belga, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. All’interno del Tour et Taxis, a due passi dagli stand dell’Eat Festival, si potranno degustare più di 240 etichette, prodotte da una sessantina di birrifici artigianali belgi, affiancati da una selezione di produttori internazionali indipendenti. Nel caleidoscopio di Bruxelles c’è spazio per tutti i 5 sensi … e anche per le emozioni: dopo le lusinghe del gusto, largo alle suggestioni, alle provocazioni e all’energia delle arti performative, protagoniste della decima edizione dell’Artonov Festival. Ispirato ai canoni estetici e filosofici del movimento art nouveau e, in parte, all’arte sensoriale giapponese, il Festival promuove il concetto di “arte totale”, così come lo intendeva Henry van de Velde: unificare musica, arti visive, architettura, danza, design, teatro e video per offrire al pubblico, specialmente ai più giovani, un’occasione che favorisca creatività, curiosità ed emancipazione professionale. Il Festival si svolgerà dal 26 settembre al 13 ottobre come sempre sotto la guida del direttore artistico Vincenzo Casale, clarinettista e direttore d’orchestra italiano: in programma una quindicina di performance, una mostra dedicata all’arte tribale oceanica e ai suoi legami con il Surrealismo e una serie di conferenze e presentazioni dedicate ad architettura, arte e interdisciplinarità. “DRAFTS: DA RUBENS A KHNOPFF” – ROYAL MUSEUMS OF FINE ARTS dall’11/10 al 16/2 Uno sguardo dietro le quinte delle opere d’arte più famose, alla ricerca della scintilla, dell’illuminazione, del gesto creativo primordiale da cui nasce un capolavoro: è la proposta di “Drafts: from Rubens to Khnopff” mostra evento in programma al Museo delle Belle Arti – Royal Museums of Fine Arts of Belgium – dall’11 ottobre al 16 febbraio. Il percorso di visita si snoda nel tempo, dal XV al XIX secolo, con un’incursione nel XX secolo e propone un viaggio affascinante tra idee, schizzi e bozzetti elaborati su fogli bianchi, pannelli di legno e pezzi di cartone: un’opportunità straordinaria per elaborare sotto una nuova prospettiva un centinaio di opere di artisti iconici, come Rembrandt, Rubens e Magritte.

Luca Ceribelli, campione di Pokémon: amare il gioco e migliorarsi

Luca Ceribelli, campione di Pokémon: amare il gioco e migliorarsiMilano, 2 set. (askanews) – Pochi giorni dopo le Olimpiadi di Parigi, un altro italiano si è laureato campione del mondo: si tratta di Luca Ceribelli, 21enne bergamasco, che in agosto a Honolulu ha vinto il Mondiale dei videogiochi “Pokémon Scarlatto” e “Pokémon Violetto” per Nintendo Switch. Lo abbiamo incontrato a Milano e gli abbiamo chiesto qual è la sua ricetta per diventare un mago dei videogame. “Veramente non trovo un modo di spiegare come si diventa campioni mondiali – ci ha risposto – anche perché onestamente non sono nemmeno sicuro di essere il migliore del mondo in un certo punto del gioco, però diciamo sicuramente che la cosa più importante è stata il lavoro dietro, comunque la possibilità di migliorarsi, anche soprattutto grazie a tutti gli amici che mi hanno permesso di arrivare a questo punto”.


Il successo nel Pokemon World Championship 2024 ha dato notorietà a Luca anche in Italia, facendone in qualche modo un rappresentante delle diverse eccellenze che il nostro Paese sa esportare. “Non so se potrei definirmi un ambasciatore dell’Italia – ha aggiunto – mi sembra un peso un po’ troppo importante comunque per quello che è un gioco. Sicuramente sono stato molto contento di aver vinto, anche e soprattutto per tutti gli amici e la gente che conosco che mi tifavano da casa”. La community dei giocatori che sta intorno a Ceribelli è, a quanto ci racconta il campione, uno degli elementi chiave di questo risultato, così come lo è la passione per il gioco, fatto di strategie pianificate nella scelta dei Pokémon da utilizzare, ma anche di decisioni da prendere sul momento. “Secondo me l’importante quando si decide di giocare a un gioco è il fatto di piacerti. Quindi io ho iniziato a giocare a Pokémon con i titoli principali quando ero veramente piccolo, avevo 8 anni, però appunto non ho iniziato a giocare a livello competitivo fino a quando non ne ho avuti 14 o 15. Secondo me la cosa importante è semplicemente che ti piaccia il gioco, i risultati sono una cosa secondaria, se non riesci a apprezzare quello a cui stai giocando”.


Grazie alla vittoria alle Hawaii Luca Ceribelli ha già conquistato il diritto a partecipare anche al mondiale 2025 di “Pokémon Scarlatto” e “Pokémon Violetto”. “La cosa che voglio fare – ha concluso – è semplicemente migliorare in questo momento, perché comunque nonostante tutto penso di essere ancora lontano dal top che posso raggiungere”. E migliorarsi, ci ha raccontato, significa anche andare avanti con l’università, avendo ben presenti anche gli altri obiettivi della sua vita.

Biden: sul cessate-il-fuoco e il rilascio degli ostaggi Netanyahu non sta facendo abbastanza

Biden: sul cessate-il-fuoco e il rilascio degli ostaggi Netanyahu non sta facendo abbastanzaRoma, 2 set. (askanews) – “Siamo molto vicini” a raggiungere un accordo per il cessate-il-fuoco e il rilascio degli ostaggi nella Striscia di Gaza. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.


Tuttavia, alla domanda dei giornalisti se il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu stia facendo abbastanza per garantire un accordo, Biden ha risposto con un laconico ma eloquente “No”. Il premier israeliano è stato messo sotto accusa per aver dato priorità alla nuova richiesta di mantenere le truppe delle Idf nel Corridoio di Philadelphi, al confine tra Gaza ed Egitto, durante la prima fase di sei settimane dell’accordo di cessate- il-fuoco, per impedire il contrabbando di armi dall’Egitto a Gaza. L’establishment della sicurezza si è opposto alla posizione di Netanyahu, sostenendo che le Idf (Forze di Sicurezza israeliane) possono tornare al corridoio se necessario e che la nuova richiesta rischia di far saltare i colloqui lasciando morire gli ostaggi.

Reggio Calabria candidata a Capitale Italiana della Cultura 2027

Reggio Calabria candidata a Capitale Italiana della Cultura 2027Milano, 2 set. (askanews) – Si è svolto a palazzo San Giorgio, Reggio Calabria, il secondo incontro del tavolo promotore per la candidatura della città a Capitale italiana della Cultura 2027. Insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà, che ha introdotto la riunione facendo il punto sulle attività finora svolte, hanno preso parte ed hanno offerto il loro contributo i rappresentanti della Camera di Commercio, del Museo Archeologico nazionale, della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, della Consulta Politiche Sociali e Culturali, del Museo Frangipane, del Museo Diocesano, Accademia delle Belle Arti, Confindustria, Planetario Pythagoras, Fondazione Piccolo Museo San Paolo, oltre naturalmente a rappresentanti del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.


Sviscerato per l’occasione il tema portante della candidatura ossia Reggio Calabria al centro del Mediterraneo che pone la città dello Stretto come baricentro culturale di contaminazione tra culture. È questo un aspetto fondante dell’identità reggina con le stratificazioni storiche che affondano le radici nella tradizione magno greca e che proiettano Reggio in un orizzonte inclusivo, accogliente, basato sulla promozione di una cultura di pace, di dialogo, di solidarietà e integrazione tra i popoli del Mediterraneo. Una riunione operativa, si legge in una nota, per tracciare un percorso che possa vedere la candidatura di Reggio come una tra quelle che arriveranno fino al traguardo. Reggio Capitale della Cultura punta a valorizzare la fitta rete museale cittadina, la collaborazione tra le istituzioni e le realtà associative, i luoghi di interesse culturale, i monumenti e i simboli identitari della comunità, gli spazi e i beni comuni dove si realizzano eventi, spettacoli, incontri, ma anche la cultura intesa in senso enogastronomico, con la valorizzazione delle produzioni tradizionali che costituiscono una ricchezza identitaria e un motivo di interesse anche in senso turistico. Da valorizzare inoltre il complesso dei Festival già realizzati, la collaborazione con altri Enti e la prosecuzione degli eventi storicizzati cui si affiancherà un programma ad hoc che tenga conto delle specificità e delle tante eccellenze territoriali.

Volkswagen non esclude la chiusura di alcune fabbriche in Germania

Volkswagen non esclude la chiusura di alcune fabbriche in GermaniaMilano, 2 set. (askanews) – La casa automobilistica tedesca Volkswagen ha avvertito che non sarà più in grado di escludere la chiusura di impianti nel Paese, evocando lo spettro di importanti misure di riduzione dei costi per “proteggere il futuro” dell’azienda. “L’industria automobilistica europea si trova in una situazione molto difficile e seria”, ha dichiarato il Ceo del Gruppo Volkswagen Oliver Blume in un comunicato, come riferisce Cnbc.


“Il contesto economico è diventato ancora più difficile e nuovi concorrenti stanno entrando nel mercato europeo”, ha sottolineato Blume. “Inoltre, la Germania, in particolare come luogo di produzione, sta perdendo terreno in termini di competitività”. Di conseguenza, l’azienda “deve ora agire con decisione”. La casa automobilistica si trova così costretta a porre fine al suo accordo di protezione dell’occupazione – un programma di sicurezza del lavoro in vigore dal 1994 – al fine di garantire “gli adeguamenti strutturali urgentemente necessari per una maggiore competitività nel breve termine”. I marchi all’interno dell’azienda dovranno essere sottoposti a una “ristrutturazione completa”, ha detto Volkswagen. Vista la situazione attuale non è quindi più possibile escludere la chiusura di stabilimenti per la produzione di veicoli e componenti. “La situazione è estremamente tesa e non può essere risolta con semplici misure di riduzione dei costi”, ha dichiarato Thomas Schafer, Ceo del marchio VW. “Per questo motivo vogliamo avviare quanto prima un confronto con i rappresentanti dei lavoratori per esplorare le possibilità di una ristrutturazione sostenibile del marchio”. (immagine da sito Volkswagen)

Giappone, partito Kishida rilancia riforma Costituzione pacifista

Giappone, partito Kishida rilancia riforma Costituzione pacifistaRoma, 2 set. (askanews) – Il partito di governo giapponese ha concordato oggi che procederà con il suo tentativo di riformare la Costituzione pacifista, inserendo in essa una specifica menzione per le Forze di autodifesa (Jieitai), le forze armato “de facto” del paese, che sono in realtà esplicitamente vietate dall’Articolo 9 della Carta imposta alla fine della guerra dall’occupante statuniotense.


La decisione, l’ennesimo tentativo in questo senso, viene in un momento molto delicato per il Partito liberaldemocratico, che il 27 settembre dovrà votare per il suo nuovo leader che diventerà, in maniera sostanzialmente automatica, anche il nuovo primo ministro nipponico. Il percorso di riforma costituzionale è piuttosto accidentato e prevede, dopo l’approvazione dei due rami della Dieta, il parlamento nipponico, con una maggioranza qualificata dei due terzi, anche una consultazione referendaria. Sarà, quindi, il nuovo leader e dover portare avanti la riforma e dover convincere tutte le componenti del partito, nonché il partner minore della coalizione a due, che appare da sempre più freddo sulla questione.


La proposta di riforma che il partito vorrebbe realizzare è piuttosto minimale, rispetto ad altri precedenti tentativi. L’Articolo 9 manterrebbe la formulazione laddove si parla di rinuncia alla guerra e a detenere forze armate – “(…) le forze di terra, mare e aria, così come altri potenziali bellici, non saranno mai mantenuti” – ma aggiungerebbe un nuovo comma per formalizzare l’esistenza delle Forze di autodifesa spiegandone il ruolo. Le Forze di autodifesa sono state create quando gli Stati uniti si sono resi conto – con la Guerra di Corea (1950-53) – che avere un alleato regionale dotato anche di una propria capacità difensiva sarebbe stato più utile che continuare a imporre a Tokyo, potenza sconfitta nella seconda guerra mondiale, un disarmo totale.


Tuttavia l’esistenza di questo corpo non è mai stata formalizzata nella Costituzione, in vigore dal 1947, e la sua operatività, per quanto riformata più volte, resta limitata da una serie di vincoli. L’ex ministro della Difesa Shigeru Ishiba, tra i circa 10 potenziali contendenti per la corsa alla leadership del Jiminto, ha sottolineato la necessità di modificare la formulazione dell’Articolo 9 per menzionare le Forze di autodifesa, piuttosto che aggiungere una nuova sezione. Il partner di coalizione minore, il partito buddista Komeito, ha adottato una posizione più cauta sull’articolo, chiedendo una discussione approfondita.


L’attuale primo ministro Fumio Kishida, che non si è ricandidato, ha dichiarato che la decisione di lunedì prepara il terreno per i legislatori a approfondire il dibattito e a presentare un pacchetto di proposte per emendare la Costituzione a un referendum nazionale. “Dobbiamo agire tutti insieme,” ha detto Kishida ai membri del partito, secondo quanto riporta l’ageznai di stampa Kyodo. Con l’approssimarsi della fine del suo mandato, ha esortato il partito a compilare un elenco di punti principali per la riforma costituzionale entro agosto.

Venezia 81, premiazione cortometraggi scuole contro violenza donne

Venezia 81, premiazione cortometraggi scuole contro violenza donneMilano, 2 set. (askanews) – Mercoledì 4 settembre 2024 alle ore 15, all’Hotel Excelsior di Venezia Lido, nell’ambito della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, avrà luogo la premiazione dei migliori cortometraggi contro la violenza sulle donne realizzati dagli studenti delle scuole italiane che hanno partecipato a un concorso promosso attraverso un protocollo d’intesa fra i ministeri delle Pari Opportunità, dell’Istruzione e della Cultura.


L’iniziativa, annunciata alla fine dello scorso anno in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne e rivolta alle scuole secondarie di primo e secondo grado, “ha avuto un ottimo riscontro – fanno sapere i ministeri promotori – con la partecipazione di 136 scuole con altrettanti prodotti audiovisivi di ottima qualità, a dimostrazione che nei ragazzi c’è una grande sensibilità che ha bisogno solo di essere stimolata”. La premiazione, che vedrà come madrina d’eccezione Claudia Gerini, è stata organizzata in collaborazione con la Biennale del Cinema di Venezia. Interverranno i ministri Eugenia Roccella e Giuseppe Valditara, la presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Femminicidio, Martina Semenzato, e rappresentanti della Regione Veneto e del Comune di Venezia.