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Autore: Redazione StudioNews

Ispra, rifiuti nei fiumi italiani: primeggia la plastica (85%)

Ispra, rifiuti nei fiumi italiani: primeggia la plastica (85%)Roma, 28 set. (askanews) – I rifiuti non risparmiano i fiumi italiani in cui galleggiano soprattutto oggetti in plastica che costituiscono l’85% dei rifiuti rilevati, per il 35% si tratta di plastica monouso.

É quanto emerge dai risultati di un’attività di monitoraggio – durata 12 mesi e svolta da Ispra in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile e Nauta srl – dei macro rifiuti galleggianti di grandezza maggiore di 2,5 cm su 12 fiumi in Italia: Adige, Agri, Magra, Misa, Neto, Ombrone, Pescara, Po, Reno, Sarno, Simeto e Tevere. I risultati preliminari, presentati oggi presso l’Ispra, evidenziano che i fattori che più influenzano la presenza dei rifiuti dispersi negli ambienti fluviali derivano da insediamenti urbani. L’attività è inserita all’interno dell’Accordo Operativo tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Ispra nell’ambito dei monitoraggi per la Direttiva Quadro sulla Strategia Marina, e ha l’obiettivo di aumentare le conoscenze sull’origine e le modalità di arrivo dei rifiuti in mare, arricchendo l’esperienza già maturata da Ispra in 8 anni di monitoraggio dei rifiuti fluviali alla foce del Tevere.

Per un anno, seguendo un protocollo di ricerca sistematico, sono stati raccolti dati relativi al trasporto di macro litter da parte dei fiumi da postazioni fisse su ponti, localizzati in prossimità della foce. Sono state inoltre studiate le dinamiche di spostamento degli oggetti nei fiumi prima del loro arrivo al mare, rilevando il percorso e la velocità media, grazie all’utilizzo di tracciatori GPS inseriti in contenitori che simulano il comportamento di plastiche galleggianti trasportate dall’acqua. La larga maggioranza (circa l’85%) degli oggetti avvistati sono costituiti da materiali di plastica, seguiti dagli oggetti di carta (circa 5%) e di metallo (3%). Inverno e primavera le stagioni con il maggior numero di oggetti avvistati. La maggior parte dei rifiuti deriva da attività legate alla produzione e consumo di alimenti, anche se per molti oggetti non è stato possibile identificarne l’uso originale a causa della dimensione estremamente ridotta dei frammenti rilevati.

I tracciatori rilasciati nei fiumi hanno invece evidenziato come lo spostamento sia quasi sempre intermittente, con un forte effetto di intrappolamento lungo il corso del fiume. I rifiuti vengono nuovamente mobilizzati da significative variazioni di portata, ma generalmente compiono percorsi brevi, fermandosi in numerose aree di accumulo differenti prima di giungere a mare. I monitoraggi proseguiranno, anche con il coinvolgimento del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e permetteranno di avere i trend dei quantitativi di rifiuti dispersi nei fiumi, per modulare le misure per la loro riduzione.

Binance annuncia l’abbandono della Russia

Binance annuncia l’abbandono della RussiaRoma, 28 set. (askanews) – L’exchange di criptovalute Binance ha dichiarato di aver abbandonato la sua attività in Russia vendendola a CommEX, un exchange di criptovalute appena lanciato. Lo ha riferito la stessa Binance.

“Guardando al futuro, riconosciamo che operare in Russia non è compatibile con la strategia di conformità di Binance”, ha affermato Noah Perlman, Chief Compliance Officer di Binance. “Rimaniamo fiduciosi nella crescita a lungo termine del settore Web3 in tutto il mondo e concentreremo le nostre energie sugli oltre 100 paesi in cui operiamo”. Binance è nel mirino del Dipartimento alla Giustizia Usa per determinare se sia stato utilizzato illegalmente per consentire ai russi di aggirare le sanzioni e spostare denaro.

CommEX è stato lanciato giovedì, secondo il suo sito web, che afferma che la sua società madre CommEX Holding ha sede alle Seychelles. Sia Binance che CommEX utilizzano la legge di Hong Kong per regolamentare le loro piattaforme, secondo i rispettivi termini di servizio. A CommEX è vietato offrire servizi negli Stati Uniti, nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea e in altre nazioni e territori tra cui Singapore, Iran, Cuba, Siria, Corea del Nord e Crimea, secondo i suoi termini di servizio. Anche se i dettagli finanziari dell’accordo non saranno divulgati, “è importante notare che con questa vendita Binance uscirà completamente dalla Russia”, ha precisato Binance. “A differenza di accordi simili da parte di società internazionali in Russia, Binance – ha scritto ancora la compagnia – non avrà alcuna ripartizione dei ricavi derivanti dalla vendita, né manterrà alcuna opzione per riacquistare azioni dell’azienda”.

Copagri Lombardia: prezzo del latte, non abbassare la guardia

Copagri Lombardia: prezzo del latte, non abbassare la guardiaRoma, 28 set. (askanews) – “A fronte di un quadro generale che possiamo definire non negativo, caratterizzato da una sostanziale tenuta al rialzo del prezzo del latte, è importante non abbassare la guardia per scongiurare ingiustificati e deleteri cali, che farebbero ripiombare nell’incertezza migliaia di allevamenti lombardi”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Lombardia Roberto Cavaliere intervenendo ieri al Tavolo latte in Regione Lombardia presieduto dall’assessore regionale all’agricoltura Alessandro Beduschi.

“Nonostante il lieve incremento del prezzo del latte, infatti, va registrato un analogo aumento dei costi di produzione e delle materie prime, a partire dall’energia, schizzati alle stelle già a seguito della fase pandemica e del drammatico conflitto in atto sul versante comunitario orientale”, ha proseguito Cavaliere, evidenziando che “sulla base di nostre elaborazioni, il costo di produzione del latte è aumentato di circa 10 centesimi al litro nel 2022 e di altri 2,5 centesimi al litro nel 2023, superando i 53 centesimi al litro circa”. Tra i costi a carico degli allevamenti, a farla da padrone restano i mangimi e gli alimenti, aumentati di 4 centesimi al litro nel 2022 e di quasi 1 centesimo al litro nel 2023, con incrementi significativi anche per le spese agricole, l’acquisto di carburanti e il prezzo dell’energia.

“Nell’esprimere cauta soddisfazione per l’attuale contingenza, nella quale le aziende riescono a coprire i costi di produzione, fatto questo senza precedenti negli ultimi quindici anni, ribadiamo la necessità – ha aggiunto il presidente – di continuare a lavorare per addivenire a una individuazione strutturale e una certificazione del costo di produzione del latte, in modo da orientare il settore e soprattutto le conseguenti dinamiche di prezzo e di intervento, a totale beneficio della trasparenza del filiera e del mercato”. “Tale intento, oltre che in sede regionale, andrà declinata anche a livello nazionale, tenendo sempre presente che dalla Lombardia, dove operano quasi seimila allevamenti, dipende circa la metà della produzione lattiero-casearia del Paese”, ha rimarcato Cavaliere.

Malattie neurologiche disimmuni: con marcatori passi avanti su diagnosi

Malattie neurologiche disimmuni: con marcatori passi avanti su diagnosiRoma, 28 set. (askanews) – Colpiscono il sistema nervoso centrale e periferico e possono provocare disabilità anche gravi. Non è semplice diagnosticarle e possono essere confuse con depressione, sofferenza psichica, sindrome da somatizzazione o ipocondria. Le malattie neurologiche disimmuni sono un gruppo di patologie rare che possono colpire sia il sistema nervoso centrale che il sistema nervoso periferico. Spesso queste malattie influiscono sulla capacità di camminare o di afferrare gli oggetti e provocano perdita di sensibilità, formicolio o dolore a mani e piedi, oppure dare crisi epilettiche e demenza. In merito alle terapie molto è stato fatto negli ultimi anni, ma sul fronte delle cure innovative sperimentali c’è ancora molto da fare. A parlarne è stato il professor Bruno Giometto, dell’Università degli Studi di Trento (UNITN) e direttore Neurologia presso l’ospedale Santa Chiara di Trento, intervenuto oggi al 62esimo Congresso Nazionale della SNO – Scienze Neurologiche Ospedaliere, in corso a Firenze. Titolo della sessione: ‘Le malattie disimmuni: le patologie emergenti’.

“Tra le malattie neurologiche disimmuni la più nota e diffusa è la sclerosi multipla, per cui non sono stati ancora identificati marcatori accurati e facilmente misurabili – ha detto Giometto – In generale, però, le malattie disimmuni (o autoimmuni) hanno anticorpi che si possono ricercare nel sangue e che permettono una diagnosi corretta della malattia. Negli ultimi 10 anni, in particolare, c’è stato un importante avanzamento: se un tempo le encefalopatie disimmuni venivano scambiate per encefaliti, oggi invece si è visto che molte di queste patologie sono autoimmuni e non infettive, grazie agli anticorpi che ci danno informazioni. Se le trattiamo in modo corretto, quindi, il paziente guarisce e questo è un aspetto non trascurabile”. Tali patologie, nonostante i progressi, restano non facili da diagnosticare e richiedono “molta esperienza da parte del clinico”; ma dalla loro parte hanno oggi a disposizione test di laboratorio innovativi, con “marcatori sierologici specifici, che rivestono un ruolo sempre più importante”. Quanto alle terapie, secondo Giometto, sono stati fatti grandi passi in avanti: “Esistono terapie cortisoniche di primo livello efficaci (come anche immunoglobuline o plasmaferesi) ma anche terapie di secondo livello. Queste ultime sono importanti quando abbiamo una diagnosi certa di malattia, perché si iniettano anticorpi monoclonali che bloccano i linfociti che producono gli anticorpi”.

Secondo analisi recenti, intanto, le terapie per le encefaliti disimmuni “funzionano” per quasi 9 pazienti su 10, ma è altrettanto importante sottolineare che i pazienti ad oggi ancora non rispondono alle nuove terapie sperimentali. “Ci stiamo ancora lavorando”, ha sottolineato a tal proposito l’esperto. Ma a che età possono manifestarsi le encefaliti disimmuni e quali sono i primi segnali? “Queste patologie colpiscono tutte le fasce d’età, a partire da quella pediatrica – ha chiarito Giometto – nei bambini e nei giovani riscontriamo prevalentemente quelle malattie che sembrano psichiatriche ma sono invece autoimmuni, mentre negli adulti e negli anziani quelle che si presentano con crisi epilettiche e demenza”. Ad intervenire, durante la sessione, anche la dottoressa Silvia Casagrande, dirigente medico presso l’Unità operativa di Neurologia dell’ospedale di Trento e Rovereto: “Alcune forme di malattie autoimmuni neurologiche possono inoltre essere spia di una forma tumorale spesso non ancora rilevata. Queste patologie, denominate sindromi neurologiche paraneoplastiche – ha spiegato -spesso hanno una peggior risposta alla terapia rispetto alle altre malattie autoimmuni e la loro gestione richiede un approccio multidisciplinare. Un loro corretto inquadramento può, tuttavia, condurre ad una diagnosi precoce di una malattia oncologica – ha concluso Casagrande – con conseguente miglioramento della prognosi del tumore”.

L’Inps ha inviato a 17mila nuclei familiari l’sms per comunicare lo stop al reddito di cittadinanza

L’Inps ha inviato a 17mila nuclei familiari l’sms per comunicare lo stop al reddito di cittadinanzaRoma, 28 set. (askanews) – Circa 17 mila nuclei familiari hanno ricevuto dall’Inps una comunicazione (sms/mail) con la quale l’Istituto informa gli interessati di aver erogato – a settembre – la settima e ultima mensilità del Reddito di Cittadinanza. Lo ha reso noto l’Inps.

Si tratta di famiglie senza minori, disabili o over 60. L’invio fa seguito alle comunicazioni dello scorso luglio, destinate a 159 mila nuclei familiari – di cui 47mila successivamente presi in carico dai servizi sociali – e di agosto (33 mila, di cui 12.000 successivamente presi in carico dai servizi sociali). Fino a dicembre saranno inviate altre comunicazioni indirizzate ai restanti nuclei familiari (23 mila circa, numero di sms complessivo stimato per i mesi di ottobre, novembre e dicembre). I destinatari di questo messaggio, così come coloro che lo hanno già ricevuto o che lo riceveranno nei prossimi mesi, potranno presentare la domanda per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl). Ricordiamo che, qualora sussistano i requisiti per accedere alla suddetta prestazione, i beneficiari potranno essere avviati a un percorso di professionalizzazione e di inserimento lavorativo durante il quale, per 12 mesi, riceveranno un contributo di 350 euro mensili non frazionabili. Come previsto dalla Circolare numero 77 del 29 agosto 2023, l’Istituto sta verificando i requisiti delle domande già trasmesse, sulla base delle informazioni immediatamente disponibili nelle proprie banche dati.

Lo stato di lavorazione di ciascuna domanda è visibile sia all’interno del Sistema informativo di inclusione sociale e lavorativa (Siisl) che nella procedura internet della domanda Sfl. Inoltre è stato pubblicato un Messaggio Hermes che definisce i dettagli delle diverse finestre di pagamento dell’indennità Sfl.

MotoGP, i piloti contro il calendario 2024: “Siamo al limite”

MotoGP, i piloti contro il calendario 2024: “Siamo al limite”Roma, 28 set. (askanews) – I piloti contro il calendario extralarge del 2024 per il MotoGp. 22 Gran premi (due in più di quest’anno) sono tanti e a livello fisico il dispendio sarà enorme. “Siamo al limite – il commento di Fabio Quartararo alla vigilia del Gp di Motegi – ma il problema è che ci sono anche le Sprint e il weekend è totalmente diverso. Si vede già quest’anno quanti infortuni ci sono stati. Già dal mattino del venerdì guidi al limite, mentre l’anno scorso potevi permetterti di iniziare più tranquillo. Fare più di 22 gare credo sia impossibile”. Marc Marquez aggiunge: “Sono d’accordo con Fabio. 22 gare sono tante, in realtà sono 44 con la Sprint. Gli infortuni sono molti e la maggior parte sono al primo giro, dove corriamo dei rischi. Con questo format sono tante 22 gare, a livello fisico è molto impegnativo”

Abi, dal 7 ottobre al via prima edizione del Festival “è cultura!”

Abi, dal 7 ottobre al via prima edizione del Festival “è cultura!”Roma, 28 set. (askanews) – Dal 7 al 14 ottobre al via “è cultura!” la nuova grande manifestazione nazionale promossa dall’Abi e dall’Acri, con le banche italiane e le fondazioni di origine bancaria, in collaborazione con Feduf. È prevista la partecipazione della Banca d’Italia e dell’Ivass. Secondo quanto riporta un comunicato, l’iniziativa è aperta a tutti, inclusiva e intergenerazionale, nata per promuovere lo sviluppo socioculturale del Paese. Sono partner 17 banche e 25 fondazioni di origine bancaria.

Sabato 7, ingresso e visite guidate nelle sedi che partecipano alla manifestazione, e fino a sabato 14 ottobre l’esperienza continuerà con decine di eventi, dal vivo e da remoto, anche dedicati ai ragazzi. A disposizione di cittadini e turisti 150 appuntamenti in tutta Italia. Ottobre è anche il mese dedicato all’Educazione finanziaria con un ricco programma di eventi promossi da banche e dalle fondazioni di origine bancaria. La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. L’importanza sociale e culturale della manifestazione è testimoniata anche dalla Media Partnership di Rai Cultura e del TGR.

Secondo il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini “‘è cultura!’, il festival alla sua prima edizione, affonda le sue radici in due importanti esperienze artistiche e culturali che negli anni passati hanno registrato un notevole successo: l’iniziativa di apertura al pubblico delle sedi delle banche e delle fondazioni e il Festival della Cultura Creativa. In linea con lo spirito di promozione della cultura e dell’arte, che ha sempre contraddistinto il lavoro dell’Abi e delle banche in stretta collaborazione con le fondazioni, anche a supporto dei territori e delle loro comunità, inauguriamo una manifestazione rinnovata e ampliata, sia in termini di partecipanti che di arco temporale”. Il cicepresidente dell’Acri, Giuseppe Morandini, ha dichiarato: “Acri è convintamente al fianco di Abi nel promuovere “è cultura!”: una iniziativa nazionale, che contribuirà a valorizzare in maniera innovativa il vasto patrimonio culturale di Banche e Fondazioni e il loro impegno a renderlo accessibile a tutti. Le Associate Acri – Fondazioni e Casse di Risparmio – aderiscono, infatti, numerose a “è cultura!”, animate dalla convinzione che tutti i soggetti pubblici e privati del Paese, al contempo custodi e promotori di bellezza, siano chiamati a concorrere al comune obiettivo di incentivare l’accesso e la partecipazione culturale consapevole di tutti i cittadini.”

Intanto è online (https://eculturadavivere.it/ecultura) il sito ufficiale della manifestazione, con il calendario completo degli eventi e l’elenco delle sedi che partecipano all’iniziativa. Un sito dinamico e visivamente efficace, suddiviso in sezioni tematiche, per una navigazione più intuitiva e a portata di tutti, un punto di riferimento essenziale per tutti coloro che desiderano partecipare appieno alla settimana di è cultura!.

Napolitano, Assemblea capitolina apre con minuto di silenzio

Napolitano, Assemblea capitolina apre con minuto di silenzioRoma, 28 set. (askanews) – L’Assemblea capitolina ha aperto la seduta odierna ricordando, con un minuto di silenzio, il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano. “Un grande uomo di Stato, un politico prestigioso, un amministratore di valore, instancabile, generoso, competente e appassionato”, è stato l’incipit dell’omaggio tributato dall’aula Giulio Cesare, su proposta della capogruppo Pd capitolina Valeria Baglio.

“Un protagonista della sinistra e della storia dell’Italia repubblicana – ha continuato Baglio -, un esponente di punta del comunismo italiano che ha lasciato un segno rilevante nella storia politica, non soltanto durante il periodo in cui ha ricoperto la massima carica istituzionale”. “Uno dei temi che ha caratterizzato l’azione di Napolitano – ha sottolineato Baglio – è stato l’europeismo: Napolitano è stato uno dei primi a credere nell’Europa. È stato deputato, senatore, presidente della Camera, ministro, eurodeputato e due volte capo dello Stato”. “Abbiamo sentito tutti le parole commosse della nipote, del figlio, dei tanti che lo hanno ricordato nei giorni del funerale di Stato – ha concluso Baglio – tutti insieme vogliamo fare la nostra parte esprimendo con questo minuto di silenzio la nostra grande riconoscenza per un uomo che ha contribuito a rendere grande l’Italia”.

Banche, Abi-Cerved: risalita Npl con inflazione, tassi e frenata Pil

Banche, Abi-Cerved: risalita Npl con inflazione, tassi e frenata PilRoma, 28 set. (askanews) – Inflazione, politica monetaria restrittiva della Bce e rallentamento della crescita determineranno un aumento dei nuovi crediti deteriorati fino a tutto il 2024, quando i tassi di deterioramento del credito raggiungeranno i livelli massimi dal 2016. Ma poi nel 2025 questa voce rientrerà sui livelli di quest’anno. E’ la fotografia previsionale dell’ultimo Outlook di Abi e cerved sugli Npl (non performing loans), secondo cui i rialzi più consistenti di crediti deteriorati riguarderanno nel 2023 le medie imprese dell’industria, mentre nel complesso del triennio saranno prevalentemente sulle microimprese, del settore agricolo e delle costruzioni.

Inflazione, politica monetaria restrittiva della Bce con conseguente aumento dei tassi di interesse e rallentamento dell’economia si traducono in una nuova crescita dei crediti deteriorati, spiega il rapporto, che nel prossimo biennio aumenteranno in maniera significativa rispetto ai livelli storicamente bassi registrati negli anni precedenti. In base alle stime di Abi e Cerved, infatti, nel 2023 il tasso di deterioramento del credito alle imprese (l’indicatore che esprime la percentuale dei crediti in bonis all’inizio del periodo che nel corso dell’anno diventano non performing) toccherà il 3,1% dal 2,2% del 2022, superando per la prima volta i valori pre-Covid che si attestavano nel 2019 a 2,9%.

Nel 2024 si prevede poi un ulteriore aumento che porterà l’indice a raggiungere un picco del 3,8%, il valore più alto dal 2016, mentre nel 2025 la tendenza si invertirà, con una riduzione dei nuovi crediti deteriorati che riporterà il tasso di deterioramento al 3,1%, quindi sempre su valori più alti del 2019 ma ben lontani dai massimi fatti registrare nel 2012 (7,5%). Abi e Cerved realizzano periodicamente il report sulle stime dei flussi dei nuovi crediti deteriorati delle imprese (dati che oltre alle sofferenze includono i crediti che le banche devono classificare come inadempienze probabili o crediti scaduti), con dettagli dimensionali, per settore e per area geografica.

Come mostrano gli ultimi dati ufficiali pubblicati dalla Banca d’Italia, il tasso di deterioramento dei crediti delle società non finanziarie, dopo il lieve aumento di fine 2022 (2,2% contro il 2,0% del quarto trimestre 2021), ha continuato a crescere anche nel primo trimestre del 2023 portandosi al 2,3% contro il 2,0% dello stesso periodo dello scorso anno. Abi e Cerved stimano che nella media del 2023 gli incrementi più alti riguarderanno le micro (da 2,4% al 3,3%) e le grandi imprese (dall’1% all’1,9%), e le aziende che operano nel settore industriale (dall’1,7% al 2,8%), soprattutto di media dimensione (dallo 0,9% al 2,4%) e situate nel Sud Italia (dal 2,8% al 4,0%). Dopo il picco del 2024, a fine 2025 il tasso di deterioramento dei crediti si riporterà su valori simili o inferiori al 2023 in tutte le classi dimensionali di impresa. A livello settoriale la situazione è invece più eterogenea, con le costruzioni e l’agricoltura che peggioreranno la propria condizione rispetto al 2023 (rispettivamente dal 2,9% al 3,3% e dal 2,8% al 3,2%), benché le costruzioni risultino l’unico comparto a far osservare livelli più bassi del 2019 (3,3% contro il 4,0%). A livello territoriale, il Mezzogiorno è l’unica zona con un tasso di deterioramento in riduzione rispetto al 2019 (3,9% contro il 4,2% del 2019).

“Avevamo previsto che nel corso del 2023, a causa delle incognite derivanti dal contesto geo-politico e con la fine certa delle misure emergenziali applicate nel periodo pandemico, i crediti deteriorati delle imprese sarebbero tornati a crescere. Il mercato però negli ultimi anni si è strutturato per gestire l’aumento dei volumi di Npl e sono maturate anche le politiche di gestione delle banche e degli operatori specializzati – afferma Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved Group – In questa delicata fase economica, è necessario gestire gli Npl con stabilità e regole certe. Dati, algoritmi e tecnologie consentono di rendere più efficiente lo smaltimento dei crediti deteriorati, continuando a finanziare le imprese”. “Inflazione elevata, orientamento restrittivo della politica monetaria e rallentamento dell’economia rischiano di portare ad una riacutizzazione dei rischi finanziari delle imprese, creando le condizioni per un aumento dei crediti deteriorati”, commenta del direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini. “Al riguardo andrebbero, ad esempio, riviste tempestivamente alcune regole europee vigenti – ha aggiunto – che penalizzano la rinegoziazione dei finanziamenti bancari”.

Granchio blu, nuovo fondo da 500mila euro in Decreto Asset

Granchio blu, nuovo fondo da 500mila euro in Decreto AssetRoma, 28 set. (askanews) – Un fondo da 500mila euro destinato alla copertura dell’esonero parziale, nel limite del 50%, del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dalle imprese dell’acquacoltura, anche per i loro dipendenti: è quanto previsto dall’emendamento al Decreto Asset approvato ieri sera e presentato dal senatore e presidente della IX Commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, Luca De Carlo.

Queste risorse vanno ad aggiungersi a quelle annunciate ieri dal ministro Lollobrigida, pari a 10 milioni di euro, e ai 2,9 milioni di euro stanziati con il decreto di inizio agosto. “Parliamo – sottolinea De Carlo – di oltre 13 milioni di euro complessivi per sostenere un settore messo in grave difficoltà dall’invasione del granchio blu nei nostri mari. Non va poi dimenticato come il ministro abbia anche anticipato come si sia al lavoro per far accedere anche il mondo dell’acquacoltura al Fondo di Solidarietà Nazionale, andando ad equiparare queste realtà a quelle agricolo”, conclude De Carlo.