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Autore: Redazione StudioNews

Si rafforza l’impegno per una pesca sostenibile nel Mediterraneo

Si rafforza l’impegno per una pesca sostenibile nel MediterraneoRoma, 27 set. (askanews) – Promuovere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle attività di pesca italiane. È l’obiettivo della collaborazione tra Federpesca, Federazione Nazionale delle Imprese di Pesca, e MSC Marine Stewardship Council, organizzazione non profit che promuove la pesca sostenibile, presentata oggi.

In un Mediterraneo dove risulta sfruttato oltre il limite massimo biologico il 71% delle popolazioni ittiche per le quali sono disponibili dati scientifici, questa collaborazione – si legge in una nota – vuole coinvolgere il maggior numero di attività di pesca per avvicinarle al livello di migliori pratiche richieste dallo Standard MSC per la pesca sostenibile, lo Standard internazionale scientifico più rigoroso a livello mondiale per la pesca sostenibile. Le attività previste dalla collaborazione saranno finanziate da Federpesca e MSC attraverso l’Ocean Stewardship Fund, il fondo creato da MSC per supportare la sostenibilità delle attività di pesca a livello globale. La collaborazione prende a modello il progetto BluFish, portato avanti da MSC dal 2018 per accompagnare le attività di pesca italiane lungo un percorso di sostenibilità strutturato in quattro tappe fondamentali: una mappatura delle attività di pesca, una pre-valutazione di attività selezionate per valutarne aree di forza e di debolezza, lo sviluppo e l’implementazione di un piano d’azione. Caso esemplare di questo approccio è il lavoro svolto con la pesca al gambero bianco di Molfetta in Puglia (GSA 18) che, grazie al coordinamento del GAL Ponte Lama e la partecipazione dell’istituto di ricerca Coispa e di Federpesca, ha avviato l’implementazione di miglioramenti concreti che li aiuterà a migliorare alcuni aspetti di pesca, spianando la strada verso la sostenibilità e potenzialmente avvicinandoli al raggiungimento della certificazione di pesca sostenibile secondo lo Standard MSC per la pesca sostenibile. Questi miglioramenti includono un’importante pietra miliare: la creazione di spazi di discussione internazionale con la Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo (CGPM) e gli altri Paesi (Albania, Croazia e Montenegro) coinvolti nella pesca di questa risorsa condivisa.

Nella prima fase del progetto, le prime specie ittiche oggetto di pre-valutazione saranno il tonno alalunga in Sicilia (GSA 19) e i piccoli pelagici (sardine e acciughe) in Adriatico (GSA 17 e 18). Verrà inoltre condotto l’aggiornamento della pre-valutazione della pesca al gambero bianco in Puglia, realizzata nel 2020, per aggiornarla agli ultimi requisiti della versione 3 dello Standard MSC pubblicata nel 2022. Sulla base dei risultati delle pre-valutazioni, verranno sviluppati e implementati i piani d’azione che, attraverso miglioramenti concreti, rafforzeranno la sostenibilità di queste attività. In una seconda fase si prevede il coinvolgimento di altre specie ittiche e marinerie. Francesca Oppia, Direttrice del Programma MSC in Italia sottolinea l’importanza di questa collaborazione “che vede le due organizzazioni che lavorare insieme condividendo conoscenze, competenze e risorse finanziarie per un obiettivo comune: la promozione di un cambiamento che parte dagli operatori della pesca, e che si basa su un approccio scientifico per definire le migliori pratiche per una pesca sostenibile”.

“Da anni – aggiunge Francesca Biondo, Direttrice Generale Federpesca – le imprese di pesca sono impegnate in un processo di sostenibilità della propria attività che merita il giusto riconoscimento a livello sociale. La collaborazione con MSC vuole essere una sfida per il nostro settore nel reciproco riconoscimento per valorizzare i nostri prodotti e sostenere così il valore sociale ed economico del nostro settore”.

Cia: bene ripartenza Commissione prezzi sul grano duro (Cun)

Cia: bene ripartenza Commissione prezzi sul grano duro (Cun)Roma, 27 set. (askanews) – Bene la riattivazione della Commissione unica nazionale del grano duro (Cun), che è strategica per assicurare più trasparenza sul mercato. Così la Cia dopo che il Masaf ieri ne ha ufficializzato il riavvio.

Il presidente di Cia, Cristiano Fini, ricorda che “ci sono ancora tanti nodi da sciogliere, tra tutti il potenziamento dei contratti di filiera tra agricoltori e industria e l’avvio di Granaio Italia, il Registro telematico dei cereali. Sono priorità fondamentali – chiarisce il presidente di Cia – a difesa degli agricoltori, del loro lavoro e della qualità del prodotto grano italiano; nonché dei consumatori, ancora dentro la bolla inflattiva”. Secondo Cia, dunque, serve continuare a ribadire un fermo no alle speculazioni commerciali e dare nuovo impulso ai controlli sull’etichettatura e la tracciabilità del grano. “Portiamo avanti una battaglia di civiltà – conclude Fini – e salvare il grano 100% italiano è un’occasione importante per dare forma a quella sovranità alimentare ben enunciata nel nome del Ministero”.

L’arte modernista di Max Peiffer Watenphul in mostra a Casa di Goethe

L’arte modernista di Max Peiffer Watenphul in mostra a Casa di GoetheRoma, 27 set. (askanews) – Dal 28 settembre 2023 al 10 marzo 2024 il Museo Casa di Goethe di Roma dedica a un singolare artista del modernismo, Max Peiffer Watenphul (Weferlingen, 1896 – Roma, 1976), una mostra retrospettiva, a cura di Gregor H. Lersch, direttore del Museo.

Irrequieto, indipendente, eclettico, avvocato prima, artista dopo, studente al Bauhaus di Weimar, Peiffer Watenphul si muove nei circoli d’avanguardia degli anni Venti. Fu un appassionato fotografo di soggetti con identità queer, un pittore di città e paesaggi e un viaggiatore incessante, soprattutto dopo che uno dei suoi quadri fu esposto alla mostra “Arte Degenerata” nel 1937. Numerosi infatti i suoi viaggi in Europa, Africa e Messico, decine di traslochi in molte città tedesche, una residenza a Roma, all’Accademia Tedesca di Villa Massimo nel 1931-1932, poi periodi vissuti a Venezia, Salisburgo e, dopo il 1945 con il passaggio a piedi del confine fra Austria e Italia attraverso le montagne, il suo trasferimento in Italia presso la sorella, che aveva sposato un italiano, e ancora viaggi e soggiorni fra Venezia, la Toscana e Roma dove morì nel 1976 e dove riposa, sepolto nel Cimitero acattolico.

Realizzata in collaborazione con le Kunstsammlungen di Chemnitz, Museum Gunzenhauser, la mostra alla Casa di Goethe ripercorre con 33 dipinti e 14 fotografie la persistenza delle idee del Bauhaus nel suo lavoro di pittura e fotografia, seguendo il percorso di Max Peiffer Watenphul dalla Germania all’Italia e contestualizzando il suo lavoro nella tradizione degli artisti tedeschi in Italia e della Sehnsucht dei tedeschi per il Bel Paese. “L’ultima esposizione di opere di Max Peiffer Watenphul in Italia risale al 2000, presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma, ed è quindi giunto il momento di dare un nuovo sguardo alla sua opera in Italia, spiegano gli organizzatori. La retrospettiva al Museo Casa di Goethe intende mostrare il panorama artistico del Ventesimo secolo tra Germania e Italia e di rintracciare gli sviluppi modernisti più insoliti che sono caduti nell’oblio. Max Peiffer Watenphul, il cui studio si trovava in via dei Greci, a pochi metri dalla Casa di Goethe, è quindi di particolare interesse nella Città Eterna”, ha commentato Gregor H. Lersch in un comunicato.

Durante gli studi al Bauhaus di Weimar dal 1919 al 1922, periodo che ha profondamente plasmato la sua sensibilità e creatività, Max Peiffer Watenphul entra in contatto con artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Otto Dix, Alexej von Jawlensky e Oskar Schlemmer che influenzano il suo lavoro, dalla pittura di figura al lirismo paesaggistico, mantenendo comunque un percorso divergente rispetto ai canoni del Modernismo. La sua sensibilità cromatica, già evidente nei lavori degli anni Trenta diviene ancora più tangibile nelle opere del dopoguerra, caratterizzate da un sottile velo atmosferico caliginoso attraverso cui sembrano filtrare i suoi soggetti e i suoi paesaggi urbani, in particolare le vedute di Venezia e Roma.

Il punto di partenza della mostra è dedicato agli anni trascorsi dall’artista al Bauhaus, dove, oltre al corso preliminare con Johannes Itten, frequentò i laboratori di artigianato artistico, come quelli di tessitura e ceramica, in genere seguiti soprattutto da donne. Già qui inizia un “percorso lirico di una rara sensibilità coloristica”, come scrive Michael Semff nel catalogo. L’esposizione si sviluppa poi con una serie di dipinti che rappresentano l’Italia, con paesaggi veneziani e romani, indicativi del suo particolare modo di lavorare. L’artista seleziona delle immagini spesso ristrette, ritagliate con l’uso di repoussoir, cioè ponendo un elemento in primo piano, quasi un ostacolo per aumentare la dinamica e l’effetto di profondità. Lo stesso metodo viene usato anche nella fotografia che Peiffer Watenphul sperimenta fin dai tempi del Bauhaus. In mostra un focus è dedicato a questo media, in particolar modo alle fotografie di architettura, scattate soprattutto durante il suo soggiorno all’Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo nel 1931 e 1932. Accanto a queste alcuni scatti di uomini mascolini e donne dissolute, pesantemente truccate, ricoperte di gioielli, perline e tessuti, eseguiti tra gli anni Venti e Trenta, riferiti a quello che è stato recentemente definito in un saggio di Elisabeth Otto “queer Bauhaus”. A testimoniare i rapporti con gli artisti del tempo sono esposti due dipinti di Otto Dix e di Alexej von Jawlensky, provenienti dalla collezione personale di Peiffer Watenphul. La mostra si chiude con un’installazione site-specific di Ruth Beraha (Milano, 1986) ispirata al dipinto Natura morta con fiori di Max Peiffer Watenphul, esposto alla mostra “Arte Degenerata” di Monaco del 1937 e andato perduto. Il catalogo della mostra, pubblicato in italiano e tedesco da ELECTA, a cura di Gregor H. Lersch (direttore del Museo Casa di Goethe e curatore della mostra), Frédéric Bussmann (direttore generale delle Kunstsammlungen Chemnitz) e Anja Richter, direttrice del Museum Gunzenhauser, Chemnitz, con saggi di Florian Korn, Anja Richter e Michael Semff. L’esposizione è realizzata grazie al supporto di Impresa Costruzioni Ing. Enrico Pasqualucci srl.

Pesca sportiva, Abruzzo campione d’Italia: ora ai mondiali

Pesca sportiva, Abruzzo campione d’Italia: ora ai mondialiRoma, 27 set. (askanews) – Abruzzo docet a Pozzuoli (Napoli) in occasione del 37° Campionato Assoluto per Equipaggi della Traina Costiera 2023. L’ASD Dolphin Club Pescara Tubertini ha vinto il titolo di campione d’Italia staccando il pass per i Mondiali del prossimo anno (2024) che si terranno in Messico. A regalare questo sogno alla propria regione tre “uomini di mare” per passione, e pescaresi di provenienza: Maurizio Scurti il presidente ed i suoi “anglers”, Luigi Potenza e Giordano Renzetti, nello specifico, di Spoltore (PE), tutti legati da una grande passione ossia quella per il mare e la pesca, attenti ed attratti da una forte tradizione che caratterizza la città adriatica. Sono stati 25 gli equipaggi provenienti da tutta Italia che hanno gareggiato nella speranza di potersi aggiudicare l’accesso ai Mondiali ed è stato l’Abruzzo a dimostrare più grinta ed a portare a casa il punteggio più elevato in una gara in cui “le condizioni meteo marine avverse non hanno permesso di poter avere certezza sulla strategia di gara e dunque hanno reso la gara più complessa di quanto potessimo immaginare”. “L’anno che ci divide dai Mondiali – sostiene Potenza – sarà esclusivamente dedicato alla preparazione tecnica e agonistica legata ad uno scenario a noi sconosciuto. Oramai la nazionale italiana sta collezionando l’oro da due Mondiali 2021 e 2022. Quest’anno si faranno in Senegal e i nostri ragazzi si stanno preparando a dovere. La nostra responsabilità è quella di mantenere questo livello per il 2024”. “L’unione fa la forza – commenta questa vittoria il presidente Scurti sottolineando come è il gioco di squadra ad aver davvero avuto la meglio. – Siamo uniti da questo sogno da tanto tempo, ci siamo sempre messi in gioco, non abbiamo mai avuto paura di competere e forse questa grande appartenenza al gruppo ieri ci ha regalato la soddisfazione di essere premiati. Ci aspetta una grande sfida per il prossimo anno, ma per il momento siamo soddisfatti per aver regalato alla nostra regione e alla nostra Pescara il titolo nazionale che le dedichiamo”. Entusiasta per questo risultato anche l’assessore allo Sport per il Comune di Pescara, Patrizia Martelli che ha previsto anche dei riconoscimenti per il club: “Sono davvero felice per il trionfo della Dolphin, sono stata una delle prime a credere nei campionati mondiali di pesca che abbiamo ospitato a Pescara grazie anche al contributo della Regione Abruzzo. A distanza di un anno questo club continua a regalare emozioni alla Città di Pescara che ringrazia per un titolo che sta facendo volare alto il nome della Città”.

Trasporti, pubblicato in Gazzetta il decreto targhe storiche

Trasporti, pubblicato in Gazzetta il decreto targhe storicheRoma, 27 set. (askanews) – È stato pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale il “Decreto targhe storiche”, emanato il 4 agosto scorso dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ci sarà quindi la possibilità di ottenere le targhe di circolazione della prima iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico, spiega lo stesso dicastero con un comunicato, ovvero di potersi dotare di una targa del periodo storico di costruzione o di circolazione per i veicoli di interesse storico e collezionistico.

Ora, le disposizioni saranno applicabili a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione in G.U. Da quel momento sarà possibile dotare il proprio veicolo di interesse storico e collezionistico (individuato mediante il Certificato di Rilevanza Storica come da art. 60 del Codice della Strada) della targa storica che completerà le caratteristiche di originalità. Il decreto attuativo firmato dal ministro Matteo Salvini determina e indica chiaramente le modalità di applicazione della legge, a partire dalla richiesta che il proprietario dovrà presentare presso uno STA (Sportello Telematico dell’Automobilista) o un Ufficio della Motorizzazione Civile. Le istanze possono essere avanzate per i veicoli di interesse storico e collezionistico dotati di Certificato di Rilevanza Storica radiati d’ufficio o per esportazione, per quelli reimmatricolati e per quelli di origine sconosciuta. Il rilascio delle targhe storiche è soggetto al pagamento di 549,00 euro per gli autoveicoli e di 274,50 euro per i motocicli e le macchine agricole.

Clima, livello mare nel 2100 fino a un metro in più rispetto a oggi

Clima, livello mare nel 2100 fino a un metro in più rispetto a oggiRoma, 27 set. (askanews) – Se le emissioni di gas serra continueranno al ritmo attuale, nel 2100 il livello del mare sulla Terra potrebbe aumentare anche fino a un metro, con danni sempre maggiori per mareggiate e fenomeni estremi. La prospettiva arriva da uno studio pubblicato sulla rivista “Earth System Science Data” a cui hanno partecipato i professori Matteo Vacchi dell’Università di Pisa e Alessio Rovere dell’Università Ca’ Foscari di Venezia come primo autore.

La ricerca – informa Unipi – ha messo insieme tutti i dati esistenti relativi al livello del mare durante l’ultimo periodo interglaciale, 125mila anni fa, l’ultimo in cui la Terra è stata lievemente più calda rispetto ad oggi, circa 1-1,5 gradi su scala globale e 3-5 ai poli. Secondo l’atlante on line creato dai ricercatori, il livello dei mari all’epoca era tra i 3 e i 9 metri più alto di adesso. “Nel periodo interglaciale le condizioni climatiche erano dovute a un cambiamento nella configurazione orbitale della Terra – spiega Matteo Vacchi – il riscaldamento climatico odierno deriva invece, in larga parte, dall’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera dovuto all’effetto antropico”.

A livello globale le zone più vulnerabili all’innalzamento del livello del mare sono gli atolli nel Pacifico e le gradi piane costiere del sud-est asiatico. Per quanto riguarda il Mediterraneo sono particolarmente vulnerabili la laguna di Venezia, l’alto Adriatico, e in generale le grandi piane costiere, per esempio il Volturno di Napoli, ma anche la piana pisana in Toscana, e per il nord Africa le zone costiere pianeggianti della Tunisia, del Marocco e il Delta del Nilo. Prima responsabile dell’innalzamento dei mari sarebbe la fusione delle due grandi calotte polari del pianeta, Groenlandia e Antartide. Da questo punto di vista i dati messi assieme dallo studio sono fondamentali per delineare dei modelli climatici futuri. Se infatti si dovesse fondere tutta la calotta glaciale che copre attualmente la Groenlandia, il livello globale del mare salirebbe di circa 7 metri. Se invece si dovesse fondere tutta la calotta antartica l’aumento sarebbe di ulteriori 58 metri.

“Nella Terra ci sono stati dei periodi in cui il livello del mare è salito al di sopra dell’attuale – conclude Vacchi – ma quello che preoccupa oggi sono i tassi di risalita, ovvero l’accelerazione avvenuta negli ultimi 150 anni, in concomitanza con l’inizio della rivoluzione industriale che ha aumentato enormemente le emissioni di gas serra nell’atmosfera”. Il lavoro pubblicato su £Earth System Science Data” è frutto del progetto WARMCOASTS finanziato dall’Unione Europea, programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 (Grant agreement No. ERC-StG-802414), vinto dal professore Alessio Rovere.

Export 2023 a +9,5% per ortofrutta italiana nei primi cinque mesi

Export 2023 a +9,5% per ortofrutta italiana nei primi cinque mesiRoma, 27 set. (askanews) – Inizia positivamente il 2023 per l’export italiano di ortofrutta: nei primi cinque mesi dell’anno è stato pari a 2,3 miliardi di euro, con una crescita del 9,5% rispetto ai 2,1 miliardi nello stesso periodo del 2022. Sono i dati International Trade Centre, resi noti dal programma “I Love Fruit & Veg From Europe” sostenuto dalle organizzazioni di produttori Agritalia, A.O.A., La Deliziosa, Meridia, Terra Orti e cofinanziato dalla Commissione Europea.

Numeri in crescita quindi, sulla scia dell’ottimo trend registrato dall’Unione Europea che è passata da un export di frutta e verdura di 46,51 miliardi di euro nel 2021 a 48,97 miliardi nel 2022 (+5,3%), e che ha visto l’Italia pesare con 5,26 miliardi. La Germania è il primo paese per export della produzione italiana di frutta e verdura con un valore di 1,61 miliardi, seguita da Francia (477 milioni di euro), Austria (351 milioni di euro), Spagna (233 milioni di euro) e Polonia (218 milioni). Nel dettaglio, il dato dell’export mondiale di ortaggi nel 2022 è stato pari a 50,2 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 46,3 miliardi del 2021. L’Unione Europea pesa per ben il 44,6% dell’export totale in valore di ortaggi (con i Paesi Bassi e Spagna secondo e terzo esportatore al mondo). A livello di singoli paesi, il Messico è il primo esportatore al mondo seguito da Paesi Bassi, Spagna, Cina, Stati Uniti, Canada, Francia e Italia. Altri paesi UE con un export consistente di ortaggi sono il Belgio, la Polonia e la Germania. L’export UE passa dai 17,2 miliardi del 2020 ai 22,3 del 2022. L’Italia rappresenta il 3,3% dell’export mondiale di ortaggi, ottavo esportatore mondiale.

Riguardo la frutta l’export mondiale è cresciuto dell’1,7% anche se non omogeneamente a livello di singoli paesi esportatori. Nel mondo, il valore dell’export di frutta nel 2022 è stato pari a 116,5 miliardi di euro. L’Unione Europea pesa per ben il 25,2% dell’export mondiale di frutta e, nel suo complesso, è il maggiore esportatore di frutta mondiale. L’Italia è il dodicesimo paese per export (3,2%).

L. Fontana: povertà economica e educativa pesano su futuro minori

L. Fontana: povertà economica e educativa pesano su futuro minoriRoma, 27 set. (askanews) – “Nessuno deve rimanere indietro”: è questa la sintesi finale del pensiero espresso dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel suo saluto istituzionale in occasione della presentazione della Relazione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza in corso a Montecitorio, nella sala della Regina.

L’evento “rappresenta – ha osservato il presidente della Camera – un’occasione preziosa di confronto istituzionale per riflettere sullo stato della tutela dei diritti dei minori. I minori sono il presente e il futuro del Paese e la nostra speranza per la costruzione di una società migliore. Ma sono ancora numerose le criticità legate alla loro crescita e al loro benessere”. “Molti di loro – ha sottolineato Fontana – si trovano infatti in condizioni di povertà e privazione. Secondo i dati dell’Istat – nel 2021 – 1 milione e 400mila minori in Italia vivevano in povertà assoluta. Questo è semplicemente inaccettabile. Non è solo la povertà economica a pesare sulla vita dei nostri minori. La povertà educativa e la carenza di opportunità di formazione e di sviluppo delle competenze incidono negativamente sulla loro crescita. Questi fattori contribuiscono alla dispersione scolastica. Lo svantaggio in termini educativi aumenta nel tempo ed è più difficile da colmare. Per questo motivo è necessario intervenire già nella prima infanzia, investendo risorse nell’educazione del bambino”.

A giudizio del presidente Fontana “ragioni di equità e giustizia sociale impongono, dunque, l’adozione di politiche pubbliche in grado di offrire a tutti i minori l’opportunità di apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e far emergere i propri talenti. Le disuguaglianze penalizzano in particolare chi vive in contesti di povertà economica o dove gli stimoli educativi e culturali sono limitati. Occorre dunque agire per ridurre le profonde disuguaglianze presenti nel Paese”. “In questo senso – ha osservato – va favorita la partecipazione dei minori alle scelte che li riguardano direttamente, come sancito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Dare voce alle esigenze dei minori è un dovere morale, prima ancora che politico. Esso richiama le Istituzioni a mantenere sempre alta l’attenzione verso il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Nessuno deve rimanere indietro”, ha concluso Fontana.

Atradius, Giulio Longobardi direttore commerciale ramo cauzioni Italia

Atradius, Giulio Longobardi direttore commerciale ramo cauzioni ItaliaRoma, 27 set. (askanews) – ATRADIUS: Giulio Longobardi è stato nominato Direttore Commerciale del Ramo Cauzioni di Atradius in Italia. Questa nomina consolida ulteriormente la struttura italiana del ramo, in linea con gli obiettivi di crescita strategica di Atradius, tra i principali gruppi mondiali nell’assicurazione del credito, cauzioni e servizi di recupero crediti a livello internazionale, presente in oltre 50 Paesi nel mondo, e tra i principali player europei attivi nel ramo cauzioni. Lo rende noto l’azienda in un comunicato.

Giulio Longobardi avrà il compito di attuare le politiche commerciali e di gestire la rete distributiva ed i rapporti con gli intermediari del Ramo Cauzioni, operando per rafforzare la presenza della Compagnia sul territorio nazionale. In Atradius dal 2004, ha ricoperto ruoli dirigenziali nell’area Rischi e nella Direzione Commerciale. Assume questo incarico dopo essere stato il Responsabile per la Compagnia della struttura dedicata allo sviluppo dei canali di vendita alternativi, e dei rapporti di collaborazione con gli intermediari assicurativi, per la distribuzione dei prodotti dell’assicurazione del Credito Commerciale, di cui ha gestito con successo il lancio e la crescita fin dalla sua costituzione. “Nell’attuale contesto economico, caratterizzato da continui cambiamenti e alta volatilità, il mercato delle cauzioni offre un supporto importante al sistema economico del Paese – ha commentato Giulio Longobardi, neo Direttore Commerciale del Ramo Cauzioni di Atradius in Italia – Atradius vuole continuare a recitare un ruolo di primo piano tra le Compagnie operanti nel settore, grazie alla riconosciuta competenza e professionalità della propria rete agenziale, rafforzandone la presenza sul territorio nazionale, ed ampliando le relazioni con altri operatori del settore per arricchire la nostra proposta di valore in un mercato in crescente espansione”.

Atradius è un fornitore globale di assicurazione del credito, fideiussioni assicurative, servizi di recupero crediti e di informazioni commerciali, con una presenza strategica in oltre 50 Paesi. I prodotti offerti da Atradius proteggono le aziende di tutto il mondo dai rischi di insolvenza associati alla vendita di beni e servizi a credito. Atradius fa parte del Grupo Catalana Occidente, uno dei più grandi assicuratori in Spagna e uno dei maggiori assicuratori del credito del mondo.

Ad agosto prosegue il calo dei prestiti alle imprese e alle famiglie dell’eurozona

Ad agosto prosegue il calo dei prestiti alle imprese e alle famiglie dell’eurozonaRoma, 27 set. (askanews) – Prosegue la contrazione del credito bancario nell’eurozona, innescata dalla stretta monetaria operata dalla Banca centrale europea. Ad agosto i prestiti alle famiglie hanno registrato una dinamica di calo dell’1 per cento su base annua, secondo l’ultima rilevazione della Bce, dopo il meno 1,3 per cento già registrato a luglio.

I prestiti bancari alle imprese non finanziarie hanno segnato un meno 0,6 per cento su base annua, dopo il -2,2% di luglio. E secondo la Bce il generale aggregato monetario M3 ha mostrato una accentuazione del calo, al meno 1,3 per cento annuo ad agosto dal meno 0,4 per cento di luglio. Questi dati vanno tenuti presenti perché diversi esponenti della stessa Bce hanno più volte affermato che, per assumere le prossime decisioni, un fattore sotto particolare attenzione sarà proprio la forza della trasmissione della politica monetaria sull’economia reale e sul credito.