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Autore: Redazione StudioNews

Mattarella chiede all’Ue soluzioni nuove e coraggiose sui migranti

Mattarella chiede all’Ue soluzioni nuove e coraggiose sui migrantiPiazza Armerina (Enna), 21 set. (askanews) – Quello delle migrazioni “è un fenomeno epocale che va governato con visione del futuro, non con provvedimenti improvvisati o tampone che risolvono qualche questione temporanea, ma che esaminino e affrontino il problema con una visione del futuro coraggiosa e nuova rispetto a un fenomeno così grande”. Sergio Mattarella ha portato il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier a Piazza Armerina, in provincia di Enna, a visitare il Centro per migranti don Bosco2000 prima di pronunciare queste parole durante una conferenza stampa tutta dedicata al tema.

E’ carica di significati la duplice scelta del presidente della Repubblica di coinvolgere un capo di Stato che proviene da un paese con cui nelle ultime settimane sono cresciute le tensioni sulla gestione dei migranti, la Germania, ma che è anche un “amico”, che condivide la stessa visione sul tema. “Su ogni argomento, su ogni aspetto, registriamo costantemente – il Presidente Steinmeier ed io – una piena convergenza e un’intensità di rapporti collaborativi tra Germania e Italia che non potrebbe essere a un livello ulteriormente migliore”, ha scandito Mattarella. “Questa è una caratteristica importante anche perché, come Paesi fondatori dell’Unione europea, avvertiamo insieme la responsabilità di incentivare e accrescere l’integrazione europea e di farla crescere perché la Casa europea si completi nella maniera più armonica e più efficace possibile”. Mattarella sa quindi di poter parlare la stessa lingua di Steinmeier quando chiede a Bruxelles di non aspettare oltre per individuare strumenti di gestione di questo fenomeno epocale, cosa che purtroppo accade sempre più di frequente con le divisioni all’interno del Consiglio europeo sui tanti dossier. “E’ sempre più evidente che occorre studiare, definire, porre in campo delle soluzioni nuove, coraggiose e non superficiali. Né soluzioni approssimative – avverte – Occorrono soluzioni naturalmente europee, perché non è un problema che un Paese da solo può affrontare, neppure il più grande. Ma occorrono soluzioni nuove, da studiare approfonditamente, con serietà. Ognuno di noi ha le sue idee, ma sono i governi che le devono porre in campo e confrontare. I dieci punti della Presidente von der Leyen sono interessanti, come lo sono stati alcuni passi avanti dei Consigli europei dei mesi passati. Quello che è importante è che tutti in Europa comprendano come il problema esiste e non si rimuove ignorandolo. Ma va affrontato per non lasciare il protagonismo di questo fenomeno globale ai trafficanti, ai crudeli trafficanti di esseri umani”.

E’ proprio delle ultime ore la decisione del Parlamento europeo di sospendere l’esame della riforma delle regole sull’accoglienza a causa dello stallo nelle trattative a livello governativo e tra una settimana saranno i ministri dell’Interno dell’Ue a provare a sciogliere la matassa, ma il capo dello Stato sgombra subito il campo dagli alibi che finora hanno impedito una linea europea più efficace: “Le regole di Dublino sono preistoria. Voler regolare il fenomeno migratorio facendo riferimento agli Accordi di Dublino è come dire ‘realizziamo la comunicazione in Europa con le carrozze a cavalli’. Era un altro mondo, quello. Non era cominciato quel fenomeno di immigrazione di massa che vi è. Quindi pensare e far riferimento – come alcuni Paesi dell’Unione fanno ancora – basandosi sugli Accordi di Dublino, è come fare un salto in un’altra era storica. È proprio una cosa fuori dalla realtà. Per questo occorre, però, uno sforzo in cui nessuno ha la soluzione in tasca, nessuno deve dettare indicazioni agli altri – insiste Mattarella – ma, insieme, cercarla velocemente, prima che sia impossibile governare il fenomeno, e trovare nuove formule, nuove soluzioni”. A chi cerca di coinvolgere il capo dello Stato nella polemica interna Mattarella replica che non spetta a lui, nè a Steinmeier decidere, le decisioni le prendono i governi e ai Presidenti non resta che “dare suggerimenti”. Quelli di oggi quindi vogliono essere solo consigli, tracce da seguire, un pò come ha fatto ieri parlando della necessità di una intesa sulle regole di bilancio che va trovata attraverso accordi politici in Europa.

La visita “simbolica” al centro don Bosco2000 fatta da Mattarella e Steinmeier prima della conferenza stampa mostra che un’altra strada è possibile rispetto alla durezza indicata da alcuni governi nei confronti dei migranti, persone che “resterebbero volentieri” nei loro paesi se non fossero spinti di “disperazione, violenza e terrorismo”. I salesiani realizzano oratori nei villaggi rurali dell’Africa, imprese sociali, fanno cooperazione allo sviluppo, e gestiscono centri di accoglienza dal 2011. Il don Bosco2000 ha 13 comunità in Sicilia, promuove start up in contesti di emarginazione e disagio, e ha all’attivo 100 collaboratori di cui 40 sono migranti che sono stati formati per svolgere mansioni di mediazione interculturale, li chiamano “costruttori di ponti”, “testimoni di successo” in un modello che è stato definito Cooperazione circolare. Seny Diallo ha raccontato la sua esperienza davanti ai due presidenti: viene dal Senegal dove “abbiamo realizzato orti e pollai, se le persone hanno qualcosa a casa non partono per morire nel deserto o nel Mediterraneo – dice -, in Gambia abbiamo realizzato la stessa cosa. Da due mesi sono tornato in Italia perchè c’è bisogno di me qui per accogliere i miei fratelli che arrivano con i barconi, la prossima settimana sarò a Pozzallo vicino all’hotspot di Lampedusa”.

Aly Traore viene dal Mali: “Sono qui da quasi 10 anni, la mia è una storia di integrazione e resilienza, nel 2012 mentre frequentavo l’università il Mali fu sconvolto dalla guerra, nel 2013 fuggii lasciando tutto quello che conoscevo per andare in un posto sicuro e realizzare il mio sogno di ragazzo, il mio viaggio della speranza mi portò attraverso il deserto e in mare a Catania, fui trasferito in uno Sprar gestito da don Bosco2000, mi diede l’opportunità di imparare l’italiano, di integrarmi, nel marzo 2015 ho iniziato a lavorare come interprete, come mediatore, facilitando la comunicazione tra migranti e operatori: chi è stato accolto accoglie, è il nostro motto. Siamo un team di 38 persone di nazionalità e culture diverse. Sono tornato diverse volte in Mali con un progetto di cooperazione circolare e stiamo realizzando un’impresa sociale. L’accoglienza fatta con dedizione – dice – può ridare speranza a chi non ha più speranza”. Infine la testimonianza di Natalia, Ucraina, fuggita con le due figlie, dalla guerra: “L’Italia ci ha accolto facendoci sentire a casa, siamo grati per quello che fate perchè attraverso l’accoglienza si salvano le vite non solo di ucraini ma di tutti i profughi, questo ci ha dato nuova speranza, ora abbiamo la possibilità di vivere e sperare nel futuro. Qui siamo una famiglia che unisce tre continenti con diverse culture e religioni ma per noi è normale festeggiare insieme la Pasqua o il Natale, preghiamo lo stesso Dio con modalita differenti, ci unisce il rispetto per il prossimo e la pace tanto desiderata”.

Sulle migrazioni Mattarella chiede all’Ue soluzioni nuove e coraggiose

Sulle migrazioni Mattarella chiede all’Ue soluzioni nuove e coraggiosePiazza Armerina (Enna), 21 set. (askanews) – Quello delle migrazioni “è un fenomeno epocale che va governato con visione del futuro, non con provvedimenti improvvisati o tampone che risolvono qualche questione temporanea, ma che esaminino e affrontino il problema con una visione del futuro coraggiosa e nuova rispetto a un fenomeno così grande”. Sergio Mattarella ha portato il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier a Piazza Armerina, in provincia di Enna, a visitare il Centro per migranti don Bosco2000 prima di pronunciare queste parole durante una conferenza stampa tutta dedicata al tema.

E’ carica di significati la duplice scelta del presidente della Repubblica di coinvolgere un capo di Stato che proviene da un paese con cui nelle ultime settimane sono cresciute le tensioni sulla gestione dei migranti, la Germania, ma che è anche un “amico”, che condivide la stessa visione sul tema. “Su ogni argomento, su ogni aspetto, registriamo costantemente – il Presidente Steinmeier ed io – una piena convergenza e un’intensità di rapporti collaborativi tra Germania e Italia che non potrebbe essere a un livello ulteriormente migliore”, ha scandito Mattarella. “Questa è una caratteristica importante anche perché, come Paesi fondatori dell’Unione europea, avvertiamo insieme la responsabilità di incentivare e accrescere l’integrazione europea e di farla crescere perché la Casa europea si completi nella maniera più armonica e più efficace possibile”. Mattarella sa quindi di poter parlare la stessa lingua di Steinmeier quando chiede a Bruxelles di non aspettare oltre per individuare strumenti di gestione di questo fenomeno epocale, cosa che purtroppo accade sempre più di frequente con le divisioni all’interno del Consiglio europeo sui tanti dossier. “E’ sempre più evidente che occorre studiare, definire, porre in campo delle soluzioni nuove, coraggiose e non superficiali. Né soluzioni approssimative – avverte – Occorrono soluzioni naturalmente europee, perché non è un problema che un Paese da solo può affrontare, neppure il più grande. Ma occorrono soluzioni nuove, da studiare approfonditamente, con serietà. Ognuno di noi ha le sue idee, ma sono i governi che le devono porre in campo e confrontare. I dieci punti della Presidente von der Leyen sono interessanti, come lo sono stati alcuni passi avanti dei Consigli europei dei mesi passati. Quello che è importante è che tutti in Europa comprendano come il problema esiste e non si rimuove ignorandolo. Ma va affrontato per non lasciare il protagonismo di questo fenomeno globale ai trafficanti, ai crudeli trafficanti di esseri umani”.

E’ proprio delle ultime ore la decisione del Parlamento europeo di sospendere l’esame della riforma delle regole sull’accoglienza a causa dello stallo nelle trattative a livello governativo e tra una settimana saranno i ministri dell’Interno dell’Ue a provare a sciogliere la matassa, ma il capo dello Stato sgombra subito il campo dagli alibi che finora hanno impedito una linea europea più efficace: “Le regole di Dublino sono preistoria. Voler regolare il fenomeno migratorio facendo riferimento agli Accordi di Dublino è come dire ‘realizziamo la comunicazione in Europa con le carrozze a cavalli’. Era un altro mondo, quello. Non era cominciato quel fenomeno di immigrazione di massa che vi è. Quindi pensare e far riferimento – come alcuni Paesi dell’Unione fanno ancora – basandosi sugli Accordi di Dublino, è come fare un salto in un’altra era storica. È proprio una cosa fuori dalla realtà. Per questo occorre, però, uno sforzo in cui nessuno ha la soluzione in tasca, nessuno deve dettare indicazioni agli altri – insiste Mattarella – ma, insieme, cercarla velocemente, prima che sia impossibile governare il fenomeno, e trovare nuove formule, nuove soluzioni”. A chi cerca di coinvolgere il capo dello Stato nella polemica interna Mattarella replica che non spetta a lui, nè a Steinmeier decidere, le decisioni le prendono i governi e ai Presidenti non resta che “dare suggerimenti”. Quelli di oggi quindi vogliono essere solo consigli, tracce da seguire, un pò come ha fatto ieri parlando della necessità di una intesa sulle regole di bilancio che va trovata attraverso accordi politici in Europa. La visita “simbolica” al centro don Bosco2000 fatta da Mattarella e Steinmeier prima della conferenza stampa mostra che un’altra strada è possibile rispetto alla durezza indicata da alcuni governi nei confronti dei migranti, persone che “resterebbero volentieri” nei loro paesi se non fossero spinti di “disperazione, violenza e terrorismo”. I salesiani realizzano oratori nei villaggi rurali dell’Africa, imprese sociali, fanno cooperazione allo sviluppo, e gestiscono centri di accoglienza dal 2011. Il don Bosco2000 ha 13 comunità in Sicilia, promuove start up in contesti di emarginazione e disagio, e ha all’attivo 100 collaboratori di cui 40 sono migranti che sono stati formati per svolgere mansioni di mediazione interculturale, li chiamano “costruttori di ponti”, “testimoni di successo” in un modello che è stato definito Cooperazione circolare.

Seny Diallo ha raccontato la sua esperienza davanti ai due presidenti: viene dal Senegal dove “abbiamo realizzato orti e pollai, se le persone hanno qualcosa a casa non partono per morire nel deserto o nel Mediterraneo – dice -, in Gambia abbiamo realizzato la stessa cosa. Da due mesi sono tornato in Italia perchè c’è bisogno di me qui per accogliere i miei fratelli che arrivano con i barconi, la prossima settimana sarò a Pozzallo vicino all’hotspot di Lampedusa”. Aly Traore viene dal Mali: “Sono qui da quasi 10 anni, la mia è una storia di integrazione e resilienza, nel 2012 mentre frequentavo l’università il Mali fu sconvolto dalla guerra, nel 2013 fuggii lasciando tutto quello che conoscevo per andare in un posto sicuro e realizzare il mio sogno di ragazzo, il mio viaggio della speranza mi portò attraverso il deserto e in mare a Catania, fui trasferito in uno Sprar gestito da don Bosco2000, mi diede l’opportunità di imparare l’italiano, di integrarmi, nel marzo 2015 ho iniziato a lavorare come interprete, come mediatore, facilitando la comunicazione tra migranti e operatori: chi è stato accolto accoglie, è il nostro motto. Siamo un team di 38 persone di nazionalità e culture diverse. Sono tornato diverse volte in Mali con un progetto di cooperazione circolare e stiamo realizzando un’impresa sociale. L’accoglienza fatta con dedizione – dice – può ridare speranza a chi non ha più speranza”.

Infine la testimonianza di Natalia, Ucraina, fuggita con le due figlie, dalla guerra: “L’Italia ci ha accolto facendoci sentire a casa, siamo grati per quello che fate perchè attraverso l’accoglienza si salvano le vite non solo di ucraini ma di tutti i profughi, questo ci ha dato nuova speranza, ora abbiamo la possibilità di vivere e sperare nel futuro. Qui siamo una famiglia che unisce tre continenti con diverse culture e religioni ma per noi è normale festeggiare insieme la Pasqua o il Natale, preghiamo lo stesso Dio con modalita differenti, ci unisce il rispetto per il prossimo e la pace tanto desiderata”.

Mitsubishi Colt, la city car torna sulle stade italiane

Mitsubishi Colt, la city car torna sulle stade italianeMilano, 21 set. (askanews) – Mitsubishi Europe torna nel segmento B con il lancio della nuova Colt che arriverà in Italia entro dicembre. La nuova Colt sarà distribuita dal Gruppo Koelliker che per il 44esimo anno consecutivo si conferma importatore e distributore unico del brand. La Colt, presentata la prima volta in Europa nel 1978, conta sei generazioni e oltre 1,2 milioni di unità vendute.

Basato sulla piattaforma Cmf-B dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, Colt è ideale come city car grazie a una gamma di motori efficienti, benzina e full-hybrid. All’interno display touch da 7 o 9,3 pollici con Apple Car e Android Auto, mentre per la sicurezza sono presenti numerosi Adas. Sotto il cofano, Colt monta motori mille tre cilindri a benzina aspirati, adatti anche ai neopatentati, o sovralimentati, con cambi manuali a 5 o 6 marce. Disponibile anche una versione full hybrid (Hev) che combina un motore 1,6 a benzina a quattro cilindri da 69 kW, una trasmissione automatica multi-modale, un motore elettrico da 36 kW, un generatore ad alta tensione e una batteria da 1,2 kWh.

Piazza Affari chiude in netto calo (-1,78%), tensione sui Btp

Piazza Affari chiude in netto calo (-1,78%), tensione sui BtpMilano, 21 set. (askanews) – Chiusura in deciso ribasso per Piazza Affari e le Borse europee all’indomani della Fed che, come da attese, ha lasciato i tassi di interesse invariati, ma ha lasciato la porta aperta ad un altro aumento entro al fine dell’anno. Milano maglia nera, dopo i forti rialzi della vigilia, con il Ftse Mib che ha perso l’1,78% scivolando a 28.708,55 punti. Francoforte ha ceduto l’1,32%, Parigi l’1,59%.

Sul mercato obbligazionario, in tensione i nostri titoli di Stato, con il rendimento del Btp decennale che è salito al 4,55% (+10 punti base dalla chiusura di ieri), sui livelli di sette mesi fa, e lo spread a 180 punti. Tra i titoli principali, in decisa controtendenza le banche, trainate da Unicredit (+2,45%) che si porta a 23,665 euro, seguita d a Banco Bpm (+1,73%) e Mps (+0,48%).

Auto e Moto d’Epoca: la 40ma edizione debutta nella Motor Valley

Auto e Moto d’Epoca: la 40ma edizione debutta nella Motor ValleyMilano, 21 set. (askanews) – Si svolgerà dal 26 al 29 ottobre la 40ma edizione di Auto e Moto d’Epoca che, per la prima volta, si svolgerà negli spazi espositivi di BolognaFiere, nel cuore della Motor Valley.

“Questo è un anno molto importante per Auto e Moto d’Epoca – commenta Mario Carlo Baccaglini, Ceo di Intermeeting – Dopo l’ultima edizione da record a Padova, festeggiamo quarant’anni di storia, cultura e passione in una nuova sede, con più spazi espositivi, 235mila mq a disposizione, nuovi settori e tante novità”. Distribuita in 11 padiglioni con più di 14.500 posti auto coperti, Auto e Moto d’Epoca registra il tutto esaurito, grazie alla partecipazione dei più importanti player internazionali del motorismo storico. Fra le novità un padiglione interamente dedicato alle moto storiche e la presenza di importanti collezioni museali come quella di Mauto, il Museo Nazionale dell’Automobile che, a Bologna, proseguirà i festeggiamenti per i 90 anni dalla sua fondazione esponendo 8 vetture della collezione.

Destra contro direttore del Museo Egizio. Greco: siano oggettivi

Destra contro direttore del Museo Egizio. Greco: siano oggettiviMilano, 21 set. (askanews) – “C’è purtroppo una invasività crescente. Ma la cultura è il servizio di tutti. I musei sono la casa di tutti. Non solo è giusto, ma è doveroso che i direttori vengano valutati. Ma su criteri oggettivi. Quando sono arrivato qui avevamo 16 persone, oggi siamo in 70. Avevo un curatore e un assistente curatore, oggi ho 13 curatori”. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, istituzione per importanza seconda al mondo solo al grande museo egizio del Cairo, ha parlato così, intervistato dal Corriere della Sera, nei giorni della polemica politica scatenata nei suo confronti dall’assessore al Welfare della Regione Piemonte, Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia. “Io non ho assolutamente bisogno di poltrone – ha aggiunto Greco -. Possono anche mandarmi via dall’Egizio, se vogliono. Mi resterà comunque l’Egitto”.

La battaglia della destra, in particolare della Lega, contro Greco nasce da lontano: risale addirittura al 2016 e al 2018, quando il Museo Egizio, in occasione di nuove mostre, aveva lanciato una campagna che permetteva alle persone arabe che si presentavano in coppia di entrare pagando un unico biglietto. La promozione aveva suscitato immediatamente le proteste della destra italiana, con anche l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni che aveva definito “delirante” l’iniziativa di Greco. Il più polemico era Stato il leghista Andrea Crippa, oggi vicesegretario del partito di Salvini, che aveva accusato il direttore dell’Egizio di razzismo e discriminazione nei confronti di “italiani e cristiani”, accuse che oggi ribadisce anche con maggiore veemenza, dopo che la denuncia per diffamazione fatta da Greco ha portato in secondo grado – dopo la condanna del politico in primo grado – all’assoluzione dall’accusa di avere leso l’immagine del museo, ma non da quella di avere diffuso un video falso, come hanno precisato ad askanews dal museo torinese. “Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino – ha detto Crippa ad Affari Italiani – faccia un gesto di dignità e si dimetta. Faremo di tutto per cacciarlo e chiediamo al ministro della Cultura Sangiuliano di cacciarlo se non si dimette lui”, e poi ha aggiunto: “È un direttore di sinistra che ha gestito il Museo Egizio di Torino in modo ideologico e razzista contro gli italiani e i cittadini di religione cristiana. Ha fatto sconti solo per i musulmani e mai per chi professa altre religioni. Il Museo Egizio di Torino viene pagato dai cittadini e lui ascolta solo la sinistra. È un razzista contro italiani e cristiani”. “Non confermerei Greco – aveva invece detto Marrone, dando inizio alla serie di attacchi al direttore. – Ha doti manageriali non comuni, ma ritengo esistano figure potenzialmente più qualificate che sono state penalizzate non dico per la direzione, ma addirittura per un posto nel Cda del museo”. A difesa di Greco, oltre ai numeri e ai risultati che lui stesso ha citato – ai quali va aggiunto il dato sui visitatori, che nel 2022 sono stati 898.500, superando il 2019 pre pandemico – si sono schierati il Consiglio di amministrazione del museo, il comitato scientifico e le istituzioni locali. A favore del direttore è stata anche inviata una lettera aperta firmata da 92 studiosi. E poi la politica: la segretaria del Pd Elly Schlein ha sostenuto che “Greco dirige il Museo Egizio con grande professionalità e competenza, portando risultati concreti. Da settimane è sotto l’attacco delle destre per un’unica ragione, non essere, secondo loro, allineato alle posizioni del governo. È un fatto grave nel merito e nella sostanza, e tradisce la mania di controllo che ha Giorgia Meloni”. Parole dalla parte di Greco anche dal leader di Azione, Carlo Calenda: “L’anno scorso ho portato i ragazzi al Museo Egizio di Torino – ha scritto su X -. Come ebbi modo di scrivere mi è sembrato uno dei musei meglio gestiti, allestiti e organizzati d’Italia. Rimuoverei piuttosto chi chiede di rimuovere Christian Greco”.

“Quando sei in difficoltà – ha commentato l’ex sindaca di Torino e deputata del Movimento 5Stelle Chiara Appendino – inventati un nuovo nemico. È ormai la tattica continua del centrodestra. In questi giorni la vittima designata è il direttore del Museo Egizio di Torino. Christian Greco è un bravissimo egittologo che sta svolgendo da anni un lavoro preziosissimo per il Museo, come dimostrano le quantità di visitatori in continua crescita e le numerose collaborazioni attivate con musei, istituti di ricerca e università internazionali. Il suo peccato, per la destra, è aver aperto il museo con politiche di inclusione rivolte a tutte e tutti. E, evidentemente, aver avuto troppo successo”. Su X è stato pubblicato anche un post del Museo Egizio:” Ringraziamo per il largo e affettuoso sostegno e per la stima che state manifestando al nostro direttore e al museo – si legge -. Il Museo Egizio tutto si esprime in totale sintonia con le dichiarazioni del direttore. Preghiamo di mantenerne il tono urbano. Noi continuiamo a lavorare”. “I musei – aveva detto lo stesso Greco ad askanews in un’intervista a inizio 2023 – devono diventare sempre di più hub di approfondimento, un luogo in cui si possa capire la complessità della realtà, in cui si possa avere la forza di dire che non ci sono risposte semplici a fenomeni complessi, un luogo in cui si possa avere anche la possibilità di fare una disamina delle fonti su quello che, per esempio, la Rete ci presenta in maniera indiscriminata. Noi abbiamo una cultura materiale che pone dei paletti: dobbiamo essere un luogo di confronto, un presidio di libertà e democrazia”. Parole che sembrano molto pregnanti anche oggi e che rappresentano in un certo senso la visione di fondo della sua direzione dell’Egizio. Museo la cui governance, come indicato nel Report integrato del 2022, è strutturata intorno ai soci fondatori: il ministero della Cultura, la Regione Piemonte, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. Il presidente della Fondazione è nominato dal ministero della Cultura e attualmente la carica è ricoperta da Evelina Christillin. (Leonardo Merlini)

Vino, Cantina Settecani festeggia cento anni con +12,7% di ricavi

Vino, Cantina Settecani festeggia cento anni con +12,7% di ricaviMilano, 21 set. (askanews) – Cantina Settecani compie un secolo di vita e festeggia con una crescita del 12,7% dei ricavi, passati da quasi 5,5 a 6,2 milioni di euro. E’ quanto emerge dal bilancio dell’esercizio 2022-2023 della cooperativa di Castelvetro di Modena, a cui aderiscono 130 soci che coltivano circa 260 ettari di vigneti.

“I dati mettono in luce una crescita delle vendite grazie alla strategia di puntare sempre di più sulla valorizzazione del territorio attraverso una gamma di etichette. Nel corso dell’ultimo esercizio abbiamo venduto poco più di un milione e mezzo di bottiglie proponendo ai consumatori, sempre più esigenti, vini ad un giusto prezzo e dagli elevati standard qualitativi su vari canali di distribuzione: dall’horeca alla vendita tramite distributori, nella Gdo e al dettaglio presso la nostra sede produttiva” ha commentato, il presidente di Cantina Settecani, Paolo Martinelli, spiegando che “nel corso dell’ultimo anno, inoltre, la presenza delle nostre etichette è cresciuta nei mercati più importanti fra Europa, America del Nord e Asia. I bacini principali – ha precisato – sono in particolare gli Stati Uniti e il Giappone, mentre i Paesi serviti sono diventati venti, con il recente ingresso del Brasile: un trend positivo che ha visto un aumento del 4,5% dell’export, che rappresenta circa il 12% del fatturato complessivo”. A margine dell’Assemblea dei soci, si è tenuta la tavola rotonda dal titolo “Vino, terra e storia. Insieme guardando al futuro” (a cui ha partecipato, tra gli altri, l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi), nel corso della quale Martinelli ha messo in evidenza anche la particolare attenzione ai temi della sostenibilità. “Nel prossimo piano di investimenti punteremo a rendere Cantina Settecani una realtà produttiva sempre più attenta alla tutela dell’ambiente e delle future generazioni” ha affermato il presidente, sottolineando che “il nostro prossimo obiettivo è quello di realizzare un impianto fotovoltaico di ultima generazione che permetterà un ulteriore abbattimento delle emissioni CO2 e rendere la nostra cooperativa sempre più green”.

La realtà cooperativa modenese segue il programma certificato di sostenibilità “Viva” per la vitivinicoltura italiana, e grazie anche al progetto “Psr Minerva” della Regione Emilia Romagna, porta avanti “un percorso di filiera sostenibile, che costituisce un esempio virtuoso e crea valore nella qualità dei vini e nel mantenimento del sistema identitario del territorio e della sua comunità”. Per quanto riguarda la vendemmia che proprio in questi giorni sta entrando nelle sue fasi cruciali, la Cantina ha spiegato che, seppur in un quadro generale di grande complessità, “le zone produttive della cooperativa non sono state toccate dagli eventi metereologici avvenuti nell’ultima fase di maturazione dei grappoli, e ad oggi, si registra una produzione regolare con una buona qualità complessiva”.

Audi Q4 e-tron: l’evoluzione dell’elettrico, più potenza e autonomia

Audi Q4 e-tron: l’evoluzione dell’elettrico, più potenza e autonomiaMilano, 21 set. (askanews) – Audi aggiorna i modelli elettrici Q4 e-tron, suv e sportback, che sono ora più potenti, con più autonomia e con una maggior potenza di ricarica. La batteria, uguale su tutte le versioni, ha una capacità di 77 kwh netti e supporta una potenza di ricarica fino a 175 kW (+40 kW) che permette di passare dal 10 all’80% di carica in 28 minuti.

Le versioni a due ruote motrici Q4 45 e-tron hanno ora un’autonomia fino a 562 km (+22 km) e una potenza di 286 CV (+82 CV) per uno scatto 0-100 in 6,7 secondi. Stessa potenza anche per le versioni quattro Q4 45 e-tron mentre le versioni 55 e-tron hanno ora 340 CV (+41 CV) per uno 0-100 in 5,4 secondi. La velocità è limitata a 180 km/h su tutti i modelli. Novità anche per le sospensioni, la cui taratura è stata affinata, così come lo sterzo che è più diretto. A richiesta è disponibile per la prima volta il cambio di corsia assistito in combinazione con il cruise assist adattivo. Gli ordini saranno aperti nel mese di ottobre.

Per rafforzare la capacità produttiva a fronte dell’elevata domanda, spiega la casa, a partire dalla fine del 2023 la gamma Audi Q4 e-tron sarà prodotta anche presso lo stabilimento Audi di Bruxelles, in aggiunta al sito multimarca di Zwickau. Lo stabilimento carbon neutral di Bruxelles produce attualmente i bev Q8 e-tron suv e sportback. Dopo Audi Bruxelles e Audi Böllinger Höfe, “culla” della Granturismo Audi e-tron GT, anche lo stabilimento di Ingolstadt presso l’headquarter Audi ospiterà a breve la produzione di un modello full electric: Audi Q6 e-tron, prima vettura sviluppata sulla base della piattaforma nativa elettrica Ppe (Premium Platform Electric). Entro la fine del decennio, ogni sito Audi produrrà almeno un modello full electric. Analogamente a Bruxelles e Gyor (Audi Ungheria), entro il 2025 tutti gli stabilimenti Audi mirano alla certificazione carbon neutral.

Rovagnati investe 11 mln in tre anni in ricerca e sviluppo

Rovagnati investe 11 mln in tre anni in ricerca e sviluppoMilano, 21 set. (askanews) – Proseguono gli investimenti di Rovagnati in ambito nutrition, uno dei quattro cardini della strategia di sostenibilità dell’azienda. L’attuale piano di investimenti in ricerca e sviluppo di Rovagnati ha un valore stimato in 11 milioni di euro in tre anni ed è dedicato in particolar modo a: internazionalizzazione, sviluppo di prodotti senza nitriti, packaging sostenibile, efficientamento dei processi e informatizzazione degli stabilimenti. Un progetto approvato e finanziato dal ministero nell’ottica di consolidare l’impegno dell’azienda verso il miglioramento continuo della propria offerta.

Rovagnati esporta in più di 20 Paesi, con particolare focus su Francia, Belgio, Germania, Svizzera e Stati Uniti. L’investimento sarà strategico sia per lo sviluppo di prodotti in grado di far presa sui mercati esteri, sia per il potenziamento dello stabilimento produttivo di Vineland (USA) inaugurato nel settembre 2021. L’investimento, poi, continuerà a incentivare i processi di innovazione dei prodotti, in ottica di un’attenzione sempre maggiore alle esigenze alimentari dei consumatori. Nel 2017 Rovagnati introdusse la prima linea di prodotti senza nitriti dell’azienda che si è rivelata strategica per l’espansione internazionale, affermandosi come prodotto leader di mercato in Francia. Anche negli Stati Uniti il focus sulla produzione senza nitriti è strategico in quanto sta guidando il lancio di nuovi prodotti sul mercato. L’eliminazione dei nitriti è stata resa possibile grazie a una tecnologia brevettata e a una ricetta segreta che sfrutta la sinergia tra estratti naturali selezionati e un processo produttivo innovativo che porta a una completa eliminazione dei nitriti mantenendo lo stesso grado di salubrità dei prodotti che li contengono.

L’attenzione alla nutrizione consapevole è un elemento di valore anche nelle attività di corporate social responsibility e di comunicazione. Tra queste il recente lancio del progetto Stammi bene, un’iniziativa di education proposta dal brand che ha portato un messaggio di benessere a 360 gradi in oltre 2000 classi italiane. Gli investimenti sono funzionali anche allo sviluppo di soluzioni packaging a minore impatto ambientale, sia nell’ottica di una progressiva riduzione dell’utilizzo di plastica che di una riciclabilità o facilità di riutilizzo della stessa. Sebbene la sostituzione di questo materiale a oggi sia complessa per il settore, Rovagnati ha già raggiunto l’obiettivo del 55% medio di plastica riciclata su tutti i vassoi delle vaschette e, nel corso degli anni, ha ridotto il peso delle stesse fino al 38% per alcune linee.

L’efficientamento dei processi è fondamentale sia per rendere possibile l’innovazione di prodotto, sia per produrre in maniera sempre più sostenibile. Allo stato attuale l’azienda investe particolarmente in impianti di cogenerazione, energie rinnovabili, risparmio delle risorse idriche, soluzioni logistiche green, informatizzazione degli stabilimenti. “Gli investimenti di Rovagnati in ricerca e sviluppo sono fondamentali per garantire la competitività dell’azienda nel lungo periodo – commenta Gabriele Rusconi, managing director e board member di Rovagnati – Grazie ai progetti che da anni portiamo avanti siamo stati in grado di aumentare il nostro export di prodotti Made in Italy e produrre in maniera sempre più sostenibile. Tutte le funzioni della nostra azienda lavorano per continuare e accelerare questo percorso”.

”Primi passi a 4 ruote”, campagna sicurezza stradale per bambini

”Primi passi a 4 ruote”, campagna sicurezza stradale per bambiniRoma, 21 set. (askanews) – Codice della strada pronto per essere revisionato. E così per aiutare le famiglie ad accogliere le nuove norme per la sicurezza stradale arriva una iniziativa utile ed efficace: “Aura To Go”, il nuovo parco scuola itinerante che sarà messo gratuitamente a disposizione dei piccoli, dai 3 ai 12 anni, il 30 settembre, a Roma, presso il Centro Commerciale Aura.

In considerazione del fatto che il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo disegno di legge, che potrebbe diventare legge in autunno, il centro situato nel quartiere Aurelio, da sempre attento e sensibile alle tematiche di vita quotidiana che coinvolgono i suoi visitatori, ha pensato bene di anticipare e lanciare una campagna a tema, utile e al tempo stesso divertente, per educare al meglio i bambini, futuri guidatori. Con questo scopo è stata ideata la campagna di sensibilizzazione “Primi passi a 4 ruote”, in collaborazione con Automobile Club Roma, che si terrà presso il centro in piazza del Sagrato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19. A piedi, in bicicletta o in monopattino, la mobilità e il suo apprendimento fanno parte della vita quotidiana di ognuno di noi e per questo è importante iniziare a giocare con i segnali stradali per apprendere, già dai primi anni di età, l’importanza di fare attenzione quando si è in macchina o mentre si attraversano le strisce pedonali. Per tutta la giornata i ragazzi potranno vivere l’emozione della guida, grazie alla presenza di mini vetture elettriche sulle quali si potrà salire per dare vita ad una simulazione realistica del traffico cittadino. Un percorso con tanto di semafori e “foglio rosa” da consegnare ai più meritevoli. Lezioni sulla sicurezza e preziosi consigli saranno dispensati, invece, alle famiglie dagli operatori dell’Automobile Club Roma, che metteranno a disposizione degli adulti anche il percorso anti ebbrezza, per comprendere al meglio come comportarsi prima di mettersi alla guida se non si è certi di avere i riflessi lucidi. Pochi semplici ma fondamentali suggerimenti, come: evitare distrazioni ed uso del cellulare mentre si guida, fare attenzione ai limiti di velocità, allacciare le cinture, non bere e non guidare in caso di sonnolenza, tenere entrambe le mani sul volante perché la sicurezza è un gioco di squadra, anzi di famiglia. Un messaggio importante rivolto alle numerose famiglie che frequentano il centro Aura, in prima linea nella diffusione di eventi riguardanti tematiche sociali attraverso laboratori ed eventi (come il corso di inglese per bambini) che si svolgono durante tutto l’anno.