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Autore: Redazione StudioNews

Inps: nei primi 6 mesi dell’anno saldo positivo per i contratti di lavoro (+ 1 milione)

Inps: nei primi 6 mesi dell’anno saldo positivo per i contratti di lavoro (+ 1 milione)Roma, 21 set. (askanews) – Nel primo semestre dell’anno le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state 4.287.000, in leggera flessione rispetto allo stesso periodo del 2022 (-1%), ma comunque superiori al livello prepandemico del primo semestre 2019. Le cessazioni sono state 3.286.000, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-3%). Il saldo nei primi sei mesi è dunque positivo (+1.001.308 contratti). E’ quanto rileva l’osservatorio dell’Inps sul precariato.

In flessione, rispetto al 2022, risultano quelle di contratti in somministrazione (-9%), a tempo indeterminato (-6%) e in apprendistato (-4%). Tutti gli altri contratti registrano una leggera crescita: lavoro intermittente +3%, stagionali +2% e tempo determinato +1%. Si registra altresì una lieve flessione per tutte le classi di dimensione aziendale: fino a 15 dipendenti -1%, da 16 a 99 dipendenti -0,3%, per 100 e oltre -2%. Per quanto riguarda le tipologie orarie l’incidenza del part time è rimasta stabile sia per l’insieme delle assunzioni a termine (37%) che per quelle a tempo indeterminato (32%). Le trasformazioni da tempo determinato nel corso del primo semestre del 2023 sono risultate 400.000, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2022 (+5%), ma comunque inferiori al livello straordinario del primo semestre 2019 (quando erano risultate 420.000). Contemporaneamente le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo risultano in flessione rispetto al corrispondente semestre 2022 (-19%).

Nei primi sei mesi dell’anno c’è stata una “forte riduzione” dei licenziamenti di natura economica (-18%) rispetto al primo semestre dello scorso anno. Calano anche i licenziamenti disciplinari (-12%) e le dimissioni (-3%). Sono invece in leggero aumento le cessazioni per risoluzione consensuale (+3%).

Roma, Gualtieri: arriva Piano Clima, taglio emissioni del 66%

Roma, Gualtieri: arriva Piano Clima, taglio emissioni del 66%Roma, 21 set. (askanews) – “Tra poco andrà in Giunta il nuovo Piano clima di Roma che riduce le emissioni rispetto a quello del 2021 e porta le riduzioni delle emissioni da poco piu 50% al 66% rispetto ai dati del 2003, entro il 2030”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a margine di una inaugurazione presso la stazione metro Eur Magliana.

“Alle Nazioni Unite ho partecipato a incontri paralleli tra sindaci, con Ocse e C40 in cui ho presentato i contenuti del Piano – ha raccontato Gualtieri -. Roma fa la sua parte, ora dovrà realizzare tutte le azioni individuate per arrivare a questo obiettivo: dalle comunità energetiche all’efficentamento degli edifici, dalla mobilità fino anche al piano rifiuti”.

Expo, Gualtieri: decine di incontri a New York, partita aperta

Expo, Gualtieri: decine di incontri a New York, partita apertaRoma, 21 set. (askanews) – “A margine dell’Assemblea Generale Onu a New York abbiamo fatto tantissimi incontri per Expo in vari formati. C’era anche il presidente Rocca, il Governo, e tutti i Paesi del mondo. Abbiamo presentato la nostra candidatura, i punti di forza, e abbiamo riscontrato grande attenzione. La partita è dura, perché ci sono avversari agguerriti, ma è aperta. Abbiamo fatto decine e decine di incontri, e continueranno”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a margine di una inaugurazione presso la stazione metro Eur Magliana, a chi gli chiedeva degli esiti della sua missione per Expo a New York.

Bando per strategie sviluppo rurale in E-R.: 58 mln in 5 anni

Bando per strategie sviluppo rurale in E-R.: 58 mln in 5 anniRoma, 21 set. (askanews) – Circa 58 milioni di euro nello Sviluppo rurale 2023-27, per favorire lo sviluppo delle imprese delle aree più marginali, l’occupazione di giovani e donne, la tutela dell’ambiente e le specificità turistiche e culturali delle aree rurali dell’Emilia-Romagna. E ancora miglioramento dei servizi di base, biodiversità, investimenti produttivi, mitigazione dei cambiamenti climatici, agriturismo, reti commerciali. Una cifra che sale a 78 milioni di euro se si considerano anche le risorse del biennio di transizione 2021-2022 del Programma di Sviluppo Rurale.

La Giunta regionale ha appena approvato il bando che porterà all’individuazione dei prossimi Gruppi di azione locale (Gal) e delle relative strategie. Le proposte possono arrivare sia da partenariati pubblico-privati già costituiti in Gal sia di nuova costituzione. Al termine della selezione saranno ammessi al massimo otto Gal. “La Regione Emilia-Romagna ha scelto in questi anni di mettere al centro delle proprie politiche pubbliche le aree interne e l’Appennino – ha ricordato l’assessore all’Agricoltura Alessio Mammi – Anche i Gal sono motori di questa strategia: nel settennio 2021-27 metteremo a disposizione complessivamente 78 milioni di euro per i Gruppi di azione locale che agiscono nelle aree rurali e montane”.

Le strategie dovranno fare riferimento a un territorio rurale omogeneo in termini geografici, socioeconomici e culturali che include una popolazione minima di 50mila fino a un massimo di 200mila abitanti, con l’obiettivo di promuovere l’occupazione, la crescita, la parità di genere, inclusa la partecipazione delle donne, l’inclusione sociale e lo sviluppo locale nelle zone rurali, comprese la bioeconomia circolare e la silvicoltura sostenibile. Ogni progetto dovrà prevedere un importo tra i 2,5 e i 14 milioni di euro. Le risorse totali per il periodo 2023-2027 ammontano a 58 milioni di euro.

Roma, Gualtieri: cittadini Tor Bella Monaca contenti, ci incoraggiano

Roma, Gualtieri: cittadini Tor Bella Monaca contenti, ci incoraggianoRoma, 21 set. (askanews) – “L’intervento a Tor Bella Monaca? È andato molto bene. Oggi c’è stato un altro intervento a dimostrazione che c’è una strategia continua di rafforzamento della presenza dello Stato e delle istituzioni a sostegno della legalità e del miglioramento della qualità della vita di chi abita quel quartiere. È stato molto bello vedere i cittadini contenti e sentirli incoraggiare gli operatori presenti”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a margine di una inaugurazione presso la stazione metro Eur Magliana.

“Come abbiamo discusso al Comitato per l’ordine e la sicurezza che abbiamo tenuto in VI Municipio – ha sottolineato Gualtieri – questi interventi sono particolarmente importanti perché ci consentono di dare una prospettiva credibile di messa a terra degli investimenti Pnrr, Pui e Pinqua anche sul quel comparto di edilizia popolare che sarà rigenerato sia in termini di sostenibilità energetica ma anche con nuovi spazi comuni. Dove oggi si spaccia ci saranno luoghi dove si potrà lavorare e avere una vita comune”, ha concluso.

LETS, la mappatura delle start up tech leader in Europa

LETS, la mappatura delle start up tech leader in EuropaParigi, 21 set. (askanews) – Una mappatura delle start up e scale up europee leader nel campo dell’innovazione e della tecnologia. Per puntare i riflettori su queste aziende, 20 associazioni di start-up provenienti da 16 paesi dell’Ue e dall’Ucraina si sono riunite per iniziativa di France Digitale che ha lanciato LETS: Leading European Tech Scale-ups. Si tratta di un progetto presentato a Parigi, nel corso di FDDay2023. Questa mappatura, unica nel suo genere, mette in evidenza 135 aziende made in Europe che si distinguono per la loro portata internazionale e la sostenibilità del loro modello di business. Nella mappatura sono presenti anche tre aziende italiane: Casavo, Prima, Shopfully.

“Il mapping ha come minimo tre elementi da sottolineare – ha spiegato da Parigi Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, l’associazione che in Italia riunisce e rappresenta le esigenze di investitori, startup, aziende tech e professionisti dell’innovazione – Innanzitutto è un primo tentativo organico di alleanza vera tra le principali associazioni di settore europee che già tanto hanno fatto a livello di policy per migliorare le norme del settore a livello comunitario. Oggi uniscono le forze anche per mettere in evidenza in maniera molto forte quali sono i campioni a livello europeo quando si tratta di startup”. “Il secondo elemento che mi sento di sottolineare – ha aggiunto – è la necessità, soprattutto nel nostro paese ma anche in altri a livello europeo, di far passare forte un messaggio: le startup non sono le imprese del futuro, le imprese dei ragazzotti con la felpa nel cappuccio nel garage che pure rispettiamo moltissimo. Le startup sono le imprese del presente, sono le imprese che oggi riescono a creare posti di lavoro, a migliorare la situazione sociale economica dei paesi e riescono in tante situazioni a concorrere a risolvere alcuni dei problemi più importanti appunto per i paesi stessi”.

“Il terzo elemento – ha sottolineato Cerruti – è la grande necessità per il nostro paese di recuperare il distacco molto grande che l’Italia ha nei confronti di altri paesi europei. E’ necessario mettere, sia in senso letterale sia in senso figurato, l’Italia nella mappa dell’Innovazione del nostro continente. E questo è un primo passaggio che va in quel senso”. Le aziende selezionate nella mappatura si distinguono per aver promosso l’innovazione europea sviluppando soluzioni innovative per i problemi attuali; per aver creato valore in Europa avendo la sede centrale e almeno il 50% della forza lavoro nell’UE; per aver realizzato in patria e all’estero almeno 15 milioni di euro di entrate annuali in almeno due mercati (incluso il paese di origine), generando almeno 1 milione di euro di entrate annuali in ciascuno di questi mercati.

Sulla base di questi criteri le 20 associazioni hanno individuato 135 aziende ambasciatrici della tecnologia europea a livello internazionale. In soli 10 anni queste aziende (89 sono scale up) hanno ampliato la propria attività oltre i confini europei e, insieme, hanno generato circa 80.754 posti di lavoro.

Incendi, ricerca Cnr sulla resilienza degli ecosistemi

Incendi, ricerca Cnr sulla resilienza degli ecosistemiRoma, 21 set. (askanews) – Possiamo determinare la resilienza agli incendi di diversi tipi di ecosistemi a partire dalle caratteristiche delle piante che li compongono? Quale ruolo giocano gli adattamenti che le piante hanno sviluppato? A questi interrogativi ha risposto, in una ricerca pubblicata su The American Naturalist, un gruppo internazionale composto da ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche – con l’Istituto di geoscienze e georisorse di Pisa (Cnr-Igg) e l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima di Torino (Cnr-Isac), e le Università di Reading (Regno Unito) e Uned (Madrid).

I ricercatori partono dall’analisi di un fattore fondamentale per determinare la resilienza agli incendi di boschi, foreste e praterie: la capacità delle piante di ricrescere dopo un incendio. Quanto più la risposta delle piante è “forte”, infatti, tanto più le foreste saranno resilienti: tuttavia, il cambiamento climatico in atto potrebbe avere un impatto significativo su queste dinamiche. “Gli incendi boschivi -che specie in estate devastano vaste porzioni di territorio- sono, in realtà, fenomeni che hanno giocato un ruolo fondamentale nell’evoluzione delle piante, in oltre 400 milioni di anni”, spiega Mara Baudena, ricercatrice del Cnr-Isac e autrice senior del lavoro. “Alcune piante hanno sviluppato particolari adattamenti che permettono loro di sussistere in ambienti incendiabili e di approfittare degli incendi per proliferare. Per esempio, i lecci mediterranei – e come loro anche molte altre specie di alberi- possono ricrescere dalle loro radici dopo la combustione totale del fusto; le pigne di alcuni pini si aprono soltanto dopo un incendio, stimolate dalla combustione. Tutte queste caratteristiche, che una pianta può o meno possedere, regolano la sua risposta agli incendi. In passato diversi tipi di risposta hanno permesso alle piante di sopravvivere al fuoco, ma le regole del gioco stanno cambiando per via del cambiamento climatico”.

Nello studio è stato sviluppato un modello matematico che ha permesso di riprodurre le interazioni fondamentali tra piante ed incendi in diverse aree del mondo: “Le simulazioni fatte con questo modello hanno mostrato che la resilienza delle foreste boreali, mediterranee e tropicali dipende dalla capacità delle piante dominanti di rispondere agli incendi. Se queste possiedono scarse capacità di risposta all’incendio, come nel caso delle foreste pluviali, anche un solo incendio potrebbe essere sufficiente per prevenire la ricrescita di questi alberi, portando ad un cambiamento radicale dell’ecosistema. Viceversa, quando la risposta agli incendi della pianta dominante è forte, come nelle nostre leccete mediterranee, le foreste sono molto resilienti: una caratteristica, questa, oggi messa a dura prova dagli stravolgimenti climatici, che rendono la capacità di risposta meno efficiente”, continua Marta Magnani ricercatrice del Cnr-Igg e prima autrice del lavoro. La ricerca ha implicazioni pratiche per quanto attiene alla gestione delle foreste: secondo gli autori, infatti, tenere conto della capacità di risposta agli incendi degli alberi diventa particolarmente strategico per scegliere le specie più adatte ai rimboschimenti: l’albero “giusto” può garantire la ripresa dell’ecosistema anche in relazione ai sempre più frequenti incendi del nostro Paese.

Lo studio, inoltre, indaga anche le relazioni tra incendi e biodiversità osservando che, in alcuni ecosistemi come le savane africane, gli incendi possono addirittura avere ricadute positive sulla biodiversità, perché favoriscono il ricambio e la diversificazione della vegetazione. Questo studio fornisce un tassello fondamentale per la comprensione delle relazioni che esistono tra incendi e biodiversità, argomento di uno dei tavoli di lavoro avviato nel contesto del centro nazionale per la biodiversità, un progetto del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Prezzi grano crollati del 60%, sotto costi produzione

Prezzi grano crollati del 60%, sotto costi produzioneRoma, 21 set. (askanews) – Sono crollati del 60% i prezzi del grano, su valori che sono al di sotto dei costi di produzione e i quantitativi si attestano al di sotto dei 7 milioni di quintali. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia rispetto alle quotazioni dello scorso anno, in riferimento al braccio di ferro tra Commissione Ue e Polonia, Slovacchia e Ungheria che vogliono bloccare nel loro Paese l’import di grano Ucraino dopo la mancata proroga del divieto comunitario di importazione nei 5 paesi confinanti che si va a sommare alle conseguenze del mancato accordo sul Mar Nero.

L’incertezza sull’accordo ha favorito le speculazioni sul mercato delle materie prime agricole e, chiede Coldiretti Puglia, servono una costante analisi dei prezzi e l’aumento dei controlli, in modo da garantire in ogni caso che il prezzo del grano duro copra i costi di produzione degli agricoltori, nel rispetto della legge contro le pratiche sleali. Una spinta può venire dall’avvio della commissione unica nazionale (Cun) grano duro ma anche dalla promozione della pasta 100% italiana sostenendo l’intera filiera.

Rovagnati: 11 milioni di investimento in ricerca e sviluppo

Rovagnati: 11 milioni di investimento in ricerca e sviluppoMilano, 21 set. (askanews) – Proseguono gli investimenti di Rovagnati in ambito Nutrition, uno dei cardini della strategia di sostenibilità dell’azienda. L’attuale piano di investimenti in Ricerca&Sviluppo, con valore stimato 11 milioni di euro in tre anni, è dedicato: internazionalizzazione, sviluppo di prodotti senza nitriti, packaging sostenibile, efficientamento dei processi e informatizzazione degli stabilimenti.

L’investimento sarà strategico sia per lo sviluppo di prodotti in grado di far presa sui mercati esteri, sia per il potenziamento dello stabilimento produttivo di Vineland (USA) inaugurato nel settembre 2021. “Gli investimenti di Rovagnati in ricerca e sviluppo sono fondamentali per garantire la competitività dell’azienda nel lungo periodo. Grazie ai progetti che da anni portiamo avanti siamo stati in grado di aumentare il nostro export di prodotti Made in Italy e produrre in maniera sempre più sostenibile. Tutte le funzioni della nostra azienda lavorano per continuare e accelerare questo percorso”, ha commentato Gabriele Rusconi, Managing Director e Board Member di Rovagnati.

La Polonia invierà a Kiev “solo le forniture di armi concordate in precedenza”

La Polonia invierà a Kiev “solo le forniture di armi concordate in precedenza”Milano, 21 set. (askanews) – Il portavoce del governo polacco, Piotr Mueller ha dichiarato alla Pap che per quanto riguarda le questioni relative alla fornitura di armi “la Polonia effettua solo le forniture di munizioni e armamenti concordate in precedenza, comprese quelle risultanti dai contratti firmati con l’Ucraina”. Mueller non ha esitato a sottolineare che “da parte ucraina sono apparse una serie di dichiarazioni assolutamente inaccettabili”.

Mueller ha poi aggiunto che fra le forniture di armi vi è pure “il più grande contratto firmato con un paese estero dall’industria polacca delle armi dopo il 1989 I fornitura di obice Krab”, ha detto il portavoce, intendendo cannoni semoventi da 155 mm AHS Krab. Infine Mueller ha osservato che “in Polonia opera ancora un centro di aiuti internazionali”, ha detto. “Vorremmo ricordare che nei primi mesi di guerra, la Polonia ha fornito carri armati, veicoli blindati, aerei e munizioni fondamentali per la difesa dell’Ucraina, necessari per impedire alla Russia di attaccare l’Ucraina e, in futuro, altri paesi dell’UE, tra cui la Polonia. Nei primi mesi della guerra, quando gli altri paesi dell’UE discutevano di sostegno, la Polonia ha contribuito costantemente a respingere l’attacco della Russia”, ha sottolineato.