Rai, Giorgetti: ipotesi legare canone a possesso smartphoneRoma, 27 lug. (askanews) – Considerando “un’ottica di ampio periodo” si potrebbe valutare la possibilità di legare il pagamento del canone televisivo al possesso di uno smartphone, in considerazione delle nuovo modalità di fruizione dei contenuti della Rai. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, nell’audizione in Commissione di vigilanza Rai sullo schema di contratto di servizio.
Per la riforma del canone, ha detto “ci si deve interrogare sul presupposto dell’imposta, che attualmente è legato al possesso di un apparecchio televisivo in presenza di un contratto di energia . Ma le nuove modalità di trasmissione e di sviluppo di piattaforme multimediali come Raiplay consentono di accedere ai contenuti della Rai utilizzando diversi device, come smartphone e tablet. Qualora quindi il presupposto dell’imposta dovesse essere il possesso di una utenza telefonica mobile, l’ampliamento della platea comporterebbe la riduzione del canone pro capite. Basti pensare che oggi il canone risulta pagato da 21 milioni di soggetti mentre le utenze telefoniche attive sono circa 107 milioni”.
Rialzo tassi e inflazione “bruciano” 693 mld di richezza famiglieRoma, 27 lug. (askanews) – “La Bce sta provando a contrastare l’inflazione e a difendere l’euro dalla svalutazione rispetto al dollaro attraverso l’aumento dei tassi di interesse. Questa politica monetaria, però, rappresenta una tassa sul macinato per famiglie e imprese. L’impennata dei tassi di interesse e l’inflazione hanno bruciato, infatti, 693 miliardi di ricchezza finanziaria delle famiglie. E lo scorso anno il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto di 100 miliardi di euro: almeno 3.800 euro a famiglia su base annua”. Lo afferma Maurizio Gardini, presidente Confcooperative commentando il focus Censis – Confcooperative “L’Italia fa i conti con i tassi d’interesse”.
Secondo tale focus, l’impatto sarebbe stato molto più pesante senza gli interventi governativi: “nelle analisi operate dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio – si legge -, l’ammontare delle misure a favore di famiglie e imprese e di contrasto all’inflazione (riduzione accise sui carburanti, bonus sociali, esoneri contributivi, crediti d’imposta, ecc.) ha raggiunto i 119 miliardi di euro: 5,6 miliardi nel 2021, 70 miliardi nel 2022, 35,1 nel 2023. (Altri 8,2 miliardi avranno corso nel prossimo biennio 2024-2025)”. “Premesse queste – prosegue Gardini – che rappresentano un fardello pesante per le prospettive di crescita dei prossimi anni con una bolletta che salirebbe fino 100 miliardi di interessi da corrispondere sul debito entro il 2026”.
Protezione civile: emergenza incendi in Sicilia è non ancora finitaPalermo, 27 lug. (askanews) – “L’emergenza incendi non è ancora terminata, speriamo che, con la diminuzione delle temperature, gli incendi possano essere domati completamente”. Così Salvatore Cocina, dirigente regionale siciliano della Protezione Civile, intervistato da livesicilia.
“Centinaia e centinaia di combustioni hanno mandato in saturazione la capacità delle squadre antincendio. Ci sono stati oltre 700 focolai, con interventi che richiedono, ciascuno, tre o quattro squadre. I nuclei sono stati potenziati, con 150 squadre di forestali, altrettanti di volontari, in totale 400 squadre; quando contemporaneamente ne abbiamo il doppio, di incendi in corso, non c’è possibilità di intervento – ha aggiunto Cocina – sui black-out la situazione non è comunque normalizzata, il governatore Schifani ha chiamato l’amministratore delegato di Enel e sono arrivate le power station, 12 a Catania, sono grandi gruppi elettrogeni da 2 megawatt. Al momento l’ospedale Cervello è alimentato con gruppi elettrogeni, stesso discorso per il Catanese, con ampi casi di interruzione elettrica”.
Niger, Farnesina monitora situazione nel Paese: ci sono 170 italianiRoma, 27 lug. (askanews) – “La Farnesina, in stretto raccordo con l’ambasciata d’Italia in Niger, continua a monitorare l’evoluzione della situazione politica e di sicurezza nel Paese, ove sono presenti circa 170 connazionali. L’ambasciata è operativa e l’Unità di Crisi attivata. Numero di emergenza: +39 06 36225”. Così in un tweet il ministero degli Esteri sulla situazione in Niger dove i militari hanno annunciato un golpe.
Nella serata di ieri, al termine del Consiglio dei ministri, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che i “circa 170 italiani” che vivono in Niger “sono stati tutti contattati dall’Unità di crisi della Farnesina, e tutti sono stati invitati a rimanere nelle loro abitazioni”. “Per quanto riguarda i nostri connazionali ci sono notizie positive” e tutti “sono al sicuro”, ha aggiunto il ministro. Tajani ha detto che “alcuni spari hanno avuto luogo attorno al palazzo presidenziale tra le guardie presidenziali e l’esercito”. “Vedremo come evolve la situazione. Il Niger è un paese strategico per la stabilità dell’area del Sahel, e seguiamo con la presidente del Consiglio minuto per minuto l’evolversi della situazione”, ha insistito, ricordando che nel Paese si trova anche un nostro contingente militare, “ma non nel luogo degli scontri”.
Kim jong-un vede min. Difesa russo in clima di “militante amicizia”Roma, 27 lug. (askanews) – Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha incontrato il ministro della Difesa russo Sergey Shoigu a Pyongyang, in occasione dell’anniversario dell’armistizio che pose fine alla guerra tra le due Coree, nel 1953
Oltre alla delegazione russa nella capitale nordcoreana è arrivata una missione cinese guidata dal membro del Politburo Li Hongzhong: i primi visitatori di alto livello dalla chiusura dei confini legata alla pandemia nel 2020, secondo l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. Kim si è intrattenuto con Shoigu per una “chiacchierata amichevole” e il ministro russo della Difesa gli ha consegnato “una lettera firmata” dal presidente Vladimir Putin. L’armistizio della guerra di Corea firmato il 27 luglio 1953 è celebrato nel Nord come il Giorno della Vittoria. “Ricordando con profonda emozione la storia dell’amicizia tra la Corea del Nord e la Russia, Kim Jong-un e Sergei Shoigu hanno discusso in “un clima cordiale e traboccante di amicizia militante”.
L’incontro “costituisce un’importante occasione per sviluppare le relazioni strategiche e tradizionali tra Corea del Nord e Russia, come richiesto dal nuovo secolo”, sottolinea KCNA. Sergei Shoigu ha anche visitato una mostra di armi in cui Kim Jong Un gli ha presentato “armamenti e attrezzature di nuovo tipo”, secondo le informazioni di KCNA. Il leader nordcoreano sostiene l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca, anche fornendo razzi e missili, secondo Washington. Durante la sua visita, Kim Jong-un ha parlato con Sergei Shoigu “delle armi e delle attrezzature che sono state inventate e prodotte” come parte del piano di difesa nazionale della Corea del Nord e “ha ripetutamente espresso la sua convinzione che l’esercito e il popolo russo otterranno grandi successi.
Rai, Giorgetti, a studio ipotesi riforma canone con graduale caloRoma, 27 lug. (askanews) – “Ci sono allo studio varie ipotesi di riforma del canone Rai, che si differenziano anche in base all’orizzonte temporale”. Lo ha riferito il Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, nell’audizione in Commissione di vigilanza Rai sulla schema di contratto di servizio.
Giorgetti ha aggiunto che per “definire meglio le ipotesi di riforma e il perimetro del servizio pubblico è stato convocato uno specifico tavolo presso il Mef, in un’ottica di breve periodo”. Garantendo l’attuale livello di finanziamento pubblico, ha precisato il Ministro “una delle ipotesi di riforma prevede lo scorporo dal canone della quota destinata agli investimenti sostenuti dalla Rai per ottimizzare la capacità trasmissiva. Tale quota, che ammonta a circa 300 milioni di euro annui, potrebbe essere posta a carico della fiscalità generale con un graduale calo del canone”.
Sicilia, Schifani: grazie a Santanché per sostegno a turismoMilano, 27 lug. (askanews) – “Ringrazio il ministro del turismo Daniela Santanché e il governo nazionale per la sensibilità dimostrata nei confronti della Sicilia che, in questi giorni, sta vivendo un’emergenza drammatica legata all’ondata straordinaria di calore e al fenomeno degli incendi, al quale si è aggiunto il disagio a turisti e residenti per la parziale chiusura dell’aeroporto di Catania. Attraverso il confronto con le associazioni di categoria stiamo eseguendo una prima, parziale, quantificazione dei danni subiti dal settore turistico, che inevitabilmente sta registrando grosse perdite in termini di presenze. Per questo ho molto apprezzato la rapidità con la quale il Consiglio dei ministri ha approvato questo stanziamento economico straordinario. Il turismo in Sicilia resta uno dei settori principali della nostra economia e quindi è necessario fare tutto il possibile per sostenerlo, soprattutto in un momento così difficile”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando lo stanziamento di 10 milioni di euro approvato ieri dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Santanché, per il comparto turistico siciliano.
Mattarella: 30 anni fa respinto piano eversivo, mafia si può battereMilano, 27 lug. (askanews) – Gli attentati contro Falcone e Brosellino e poi le stragi dell’estate successiva furono un “tentativo di piegare lo Stato democratico”, un “piano eversivo che è stato sconfitto”, dimostrando che “sconfiggere le mafie è possibile”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione a “trent’anni da quella notte, tra il 27 e il 28 luglio del 1993, in cui la mafia effettuò gli attentati in via Palestro a Milano e davanti alle Basiliche romane di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro”.
In particolare “a Milano fu una strage. Persero la vita i Vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, l’Agente di Polizia municipale Alessandro Ferrari, il cittadino del Marocco Moussafir Driss. Tanti i feriti sia nel Capoluogo lombardo sia a Roma. Alle vittime innocenti dello stragismo mafioso va il deferente pensiero della Repubblica, mentre rivolgo ai loro familiari sentimenti di intensa solidarietà e vicinanza”. Quelle bombe, ha rimarcato il Capo dello Stato, “erano parte di una strategia terroristica che ha avuto il culmine negli agguati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e che è proseguita fino a colpire siti artistici prestigiosi, simboli della bellezza e della storia del Paese, luoghi di significativa identità religiosa. Si è trattato di una sfida alla nostra convivenza civile, di un tentativo di minacciare e piegare lo Stato democratico, costringerlo ad allentare l’azione di contrasto al crimine e il rigore delle sanzioni penali. Fu un piano eversivo che è stato sconfitto. Parlamento, Governo, Magistratura e Forze dell’ordine – ha sottolineato Mattarella – fecero sì che i capi mafiosi fossero assicurati alla giustizia e gli autori degli attentati in via Palestro, in San Giovanni in Laterano, in San Giorgio al Velabro, condannati. La logica criminale è stata respinta anzitutto dalla civiltà e dalla dignità di un popolo che non ha rinunciato alla propria libertà, che ha saputo esprimere una cultura e una coscienza collettive inconciliabili con la pretesa di sopraffazione e con la disumana violenza insita nelle organizzazioni mafiose. Milano, come Roma, come Palermo, sono state alla testa della reazione sociale e civile”.
Per il Presidente “una lezione che conferma come libertà e democrazia vadano continuamente difese, giorno dopo giorno, dalle varie forme di illegalità, dalle incursioni criminali che toccano anche campi inediti, dai tentativi di sconvolgere la libertà della vita della società e dell’economia. L’esperienza ha dimostrato che sconfiggere le mafie è possibile”.
”Russia aumenterà i dazi sull’import di vino da Paesi ostili”Milano, 27 lug. (askanews) – I dazi sull’importazione di vino in Russia dall’Italia e dagli altri 48 Paesi ritenuti “ostili” aumenteranno dal 12,5% al 20% (e non meno di 1,5 dollari al litro). Il provvedimento, “non ancora pubblicato”, fa parte di un pacchetto che il governo russo starebbe introducendo come forma di ritorsione nei confronti dei Paesi che sostengono l’Ucraina. Lo scrive il quotidiano economico russo “Vedomosti”, spiegando che a riferirlo ai giornalisti è stato un rappresentante del ministero dello Sviluppo economico, facendo riferimento ad un provvedimento firmato dal Primo ministro Mikhail Mishustin.
Secondo il funzionario citato dal giornale, la domanda interna di vino sarà pienamente soddisfatta dalla produzione locale e dalle importazioni da Paesi amici e neutrali, spiegando che nel 2022 sono cresciute le importazioni di vini sudafricani, così come quelle di vini fermi dal Cile che sono aumentate in valore del 9%, e quelle dall’Armenia che hanno registrato un +161%. Le misure sono state concepite dal ministero “per proteggere i produttori nazionali, mantenendo però stabili i prezzi sul mercato del vino russo”. Il quotidiano economico in lingua russa pubblicato a Mosca, cita poi “Alexander Lipilin, direttore esecutivo della società commerciale di vini Fort” che prevede, nel caso il provvedimento diventasse ufficiale, aumenti al dettaglio dei vini “nemici” di almeno il 10% e, se la tassazione fosse davvero di 1,5 dollari al litro, il raddoppio del costo delle bottiglie.
Sergey Katyrin, presidente della Camera di commercio e industria, ha spiegato a “Vedomosti” che “un aumento dei dazi doganali richiede una discussione approfondita con le imprese, perché rischia di avere una serie di conseguenze negative, come un aumento dei prezzi per l’intera gamma di prodotti vinicoli, che potrebbe cambiare i consumi di prodotti alcolici spingendoli verso i superalcolici”. Inoltre, per Katyrin, la mancanza di concorrenza dei prodotti esteri potrebbe determinare una diminuzione della qualità dei vini prodotti in Russia. Il presidente sostiene infine che sarebbe necessario un aumento graduale dei dazi doganali, non superiore al 2-3%, mentre sono necessarie ulteriori misure per sostenere i produttori russi, come l’introduzione di un’aliquota zero dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta sulla proprietà, in relazione agli impianti di produzione e ai terreni vitati. Nel giugno scorso l’Associazione russa dei viticoltori e dei produttori di vino aveva proposto di aumentare i dazi sul vino importato, fissando l’aliquota ad un minimo del 50%.
Consorzio vini Etna Doc: +6,2% l’imbottigliato nel I semestre 2023Milano, 27 lug. (askanews) – Sono state 3.512.400 le bottiglie prodotte a marchio Etna Doc nel primo semestre 2023, pari a un imbottigliato di 26.343 ettolitri, con un incremento del 6,2% rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2022, quando la produzione si era attestata a 3.293.388 bottiglie, equivalente a 24.796 ettolitri. Sono questi i numeri relativi alla prima parte dell’anno dell’Osservatorio del Consorzio Tutela Vini Etna Doc
“I dati confermano l’ottima accoglienza che il mercato continua a riservare ai vini della nostra denominazione” commenta il presidente del Consorzio, Francesco Cambria, spiegando che “il primo semestre dell’anno scorso era stato molto positivo e l’ulteriore crescita dell’imbottigliato nei primi sei mesi di quest’anno, nonostante la situazione economica complessiva nel nostro Paese e a livello internazionale sia sempre delicata, ci dona grande fiducia e certifica la maturità raggiunta dalla nostra Denominazione”. Scendendo nel dettaglio delle singole tipologie, si confermano anche quest’anno le ottime performance dei vini bianchi, a partire dall’Etna Bianco DOC (+19%) e dall’Etna Bianco Superiore DOC (+120%), tipologia riservata esclusivamente ai vini prodotti con uve coltivate nella provincia del Comune di Milo, sul versante Est del vulcano. “Il Carricante – ricorda il presidente – è un’uva autoctona che dà origine a vini di indubbio carattere ed energia, ricchi di freschezza e sapidità, molto rappresentativi della nostra viticoltura e sempre più amati e ricercati”.
La tipologia più imbottigliata della denominazione rimane comunque l’Etna Rosso Doc con poco più 1,3 milioni di bottiglie, mentre si evidenzia la crescita dell’imbottigliato dell’Etna Rosso Riserva Doc. Continua ad esserci grande fermento anche sul fronte degli spumanti, che in questa prima metà dell’anno fanno segnare una crescita del 60% nella versione bianca. “L’entrata in produzione di nuovi vigneti, impiantati prima della sospensione delle nuove iscrizioni ad Etna Doc, consente certamente una costante crescita dell’imbottigliato – evidenzia Cambria – ma è soprattutto il mercato a premiare la nostra produzione e a influenzare la crescita di questi dati”.