Stellantis, Marsilio: incentivi estesi anche automotive AtessaL’Aquila, 26 lug. (askanews) – “Abbiamo sollecitato e ottenuto dal ministro Urso l’adeguata attenzione per l’Abruzzo. Pertanto, se verranno introdotte politiche di incentivazione e sostegno alla produzione, queste includeranno finalmente anche i furgoni e i veicoli leggeri prodotti negli stabilimenti di Atessa. Lo stesso dicasi per gli investimenti nella tecnologia innovativa e la transizione all’elettrico, con l’obiettivo di proteggere e salvaguardare l’intera filiera produttiva del territorio.” Questo è quanto dichiarato dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, al termine dell’incontro che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha voluto con i presidenti delle Regioni italiane che ospitano gli stabilimenti Stellantis. In vista di un accordo sulla transizione ecologica del gruppo che il ministro mira a raggiungere prima di Ferragosto, Marsilio ha espresso apprezzamento, affermando di “essere ottimista, poiché il lavoro che il ministro Urso e il governo Meloni stanno portando avanti è indubbiamente molto importante e molto utile anche per il futuro dell’industria metalmeccanica nella nostra regione”.
Tiberiade perfeziona l’acquisto di Condotte, operazione da 280 mlnRoma, 26 lug. (askanews) -Si è concluso l’iter di acquisizione del ramo core di Condotte da parte di Imprecim, controllata da Tiberiade Holding, che fa capo ad un ramo della Famiglia Mainetti, a cui appartiene anche il Gruppo Sorgente. Contestualmente Imprecim è stata ridenominata “Società Italiana per le Condotte d’Acqua 1880” – in breve Condotte 1880 – con riguardo alla lunga e importante storia della società, fondata il 7 aprile 1880, che ha progettato e costruito grandi opere infrastrutturali, dalle dighe, ai ponti, alle gallerie in ogni parte del mondo.
L’operazione, realizzata col supporto finanziario di Banca Progetto, ha un valore complessivo di 280 milioni di euro, e la società prevede, escluse nuove commesse, un fatturato annuo di circa 250 milioni. Dopo cinque anni di Amministrazione Straordinaria, Condotte ritorna alla normale operatività e allo sviluppo, grazie al qualificato lavoro dei Commissari Matteo Uggetti, Giovanni Bruno e Gianluca Piredda, che hanno operato per tutelare il personale e l’attività dell’azienda. I 415 dipendenti, distribuiti tra le sedi italiane ed estere, sono totalmente passati alla nuova proprietà. La nuova Condotte 1880 ha un portafoglio di importanti commesse, fra le quali la Città della Salute di Sesto San Giovanni, il Policlinico di Caserta, l’autostrada Lioni-Grottaminarda, il Porto di Otranto, il Carcere di Bolzano, una percentuale del Ponte di Messina, la Metro D di Roma, una ferrovia e un’autostrada in Algeria e un’autostrada in Kuwait. Anche le altre imprese della Famiglia Mainetti, che controlla Tiberiade Holding, hanno una lunga e ragguardevole storia. Sono state protagoniste negli USA, tra gli anni ’20 e ’30, del montaggio di strutture in ferro di importanti edifici, come il Chrysler Building di New York e l’Addition del New York Stock Exchange, mentre in Italia negli anni ’70, si sono dedicate alla realizzazione di grandi impianti meccanici, come il Sincrotone di Frascati e le acciaierie di Terni e di Taranto, per poi impegnarsi in iniziative di edilizia sociale, commerciale e residenziale.
Il futuro green di Eridania: Cristal Union spinge su sostenibilitàMilano, 26 lug. (askanews) – A fronte di una crescente coscienza sostenibile degli italiani – oltre l’80% ritiene che tutelare territorio e mare sia molto importante per il benessere comune – le aziende non possono voltarsi dall’altra parte. Più di sette italiani su 10, oltre a ritenersi preoccupati per il Pianeta, chiedono, infatti, prodotti con un basso impatto ambientale, dai packaging riciclati e riciclabili.
In occasione della giornata mondiale per la conservazione della natura, Eridania, marchio saccarifero del gruppo francese Cristal Union, conferma il suo impegno sostenibile, in linea con gli obiettivi del gruppo che ha ulteriormente alzato l’asticella degli obiettivi con il suo ultimo rapporto di sostenibilità, puntando a ridurre le emissioni di gas serra di un ulteriore 23% entro il 2030, rispetto al 2019, lavorando per rendere i zuccherifici autosufficienti dal punto di vista energetico, utilizzando parte della polpa delle barbabietole per rifornirli di energia, entro il 2050 e puntando a non prelevare più acqua dall’ambiente naturale per far il funzionamento degli stabilimenti entro il 2030. In Italia, Eridania, dal canto suo, da dieci anni ha iniziato un percorso green. Dal 2014 è riuscita a ridurre del 35% le emissioni di Co2 e a ridurre il consumo di acqua ogni anno per un numero di litri equivalente a più di 500 piscine olimpioniche. Obiettivi e numeri importanti, che, dallo scorso anno, sono riportati anche sulle confezioni di Zucchero Classico, i cosiddetti “pack parlanti”.
“Dieci anni fa, quando abbiamo iniziato a inserire la tematica della sostenibilità tra i nostri obiettivi di business, per la maggior parte degli attori economici investire su questi temi non era considerata una priorità e, in generale, c’era una scarsa consapevolezza in materia ambientale – dichiara Alessio Bruschetta, amministratore delegato Eridania Italia – In Eridania, credevamo e crediamo tutt’oggi che un impegno concreto su questi temi non possa che essere premiante in tutti i sensi: per l’azienda, per i nostri consumatori, per il Pianeta. Continuiamo a muoverci nella direzione tracciata in questi anni e ribadiamo il nostro impegno, avendo bene a mente gli obiettivi della nostra casa madre Cristal Union: il raggiungimento, entro il 2030, di una riduzione del 10% del consumo di energia (vs 2015), una riduzione del 35% delle emissioni di Co2 delle attività industriali (vs 2015) e zero metri cubi d’acqua prelevata dalle strutture di produzione dello zucchero”. Il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità aziendale riguarda, tra i vari aspetti, anche i trasporti: già dal 2017, l’inaugurazione del terminal ferroviario all’interno del centro di confezionamento di Russi ha permesso di minimizzare l’impatto ambientale del trasporto primario, abbattendo le emissioni di gas a effetto serra nelle fasi di trasporto (nel 2022, -85% di emissioni di anidride carbonica rispetto al trasporto su gomma).
Ma la sostenibilità di Eridania non va intesa in un’ottica unicamente ambientale: “La sostenibilità è un elemento intrinseco in tutte le nostre attività: quelle che hanno a che fare con l’ambiente, con il territorio, ma anche con la salute e con il benessere delle persone. Proprio in questo concetto risiede la chiave della campagna, lanciata lo scorso anno, ‘Il futuro chiede dolcezza’: un manifesto del nostro impegno e un appello alle persone, ai tanti consumatori che quotidianamente ci scelgono, a fare ciascuno la propria parte per addolcire il futuro di tutti” conclude Bruschetta.
Nato e Ucraina contro la Russia per il ritiro dall’accordo sul granoRoma, 26 lug. (askanews) – Dure critiche alla Russia per la sua decisione di ritirarsi unilateralmente dall’accordo sul grano ucraino sono state espressi dai Paesi membri della Nato e dal governo di Kiev. Lo ha affermato il Consiglio Nato-Ucraina, che si è riunito oggi per affrontare la grave situazione della sicurezza nella regione del Mar Nero a seguito della cessazione unilaterale da parte della Russia dell’Iniziativa per il grano del Mar Nero, mediata dalle Nazioni Unite e dalla Turchia. Il segretario generale della Nato – Jens Stoltenberg – ha convocato la riunione, come recita una nota, a seguito di una richiesta di consultazione in caso di crisi da parte del presidente Volodymyr Zelensky. Il vice segretario generale, Mircea Geoana, ha presieduto il Consiglio.
Alleati e Ucraina hanno condannato fermamente la decisione della Russia di ritirarsi dall’Iniziativa sul grano del Mar Nero e i suoi tentativi deliberati di fermare le esportazioni agricole dell’Ucraina, da cui dipendono centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Hanno inoltre condannato i recenti attacchi missilistici della Russia su Odessa, Mykolaiv e altre città portuali, compreso il cinico attacco con droni da parte di Mosca contro l’impianto di stoccaggio del grano ucraino nella città portuale sul Danubio di Reni, nella vicinanze della frontiera romena. Gli alleati hanno sottolineato che la nuova area di allerta della Russia nel Mar Nero, all’interno della zona economica esclusiva della Bulgaria, ha creato nuovi rischi di errori di calcolo ed escalation, oltre a gravi ostacoli alla libertà di navigazione.
E’ aumentato il numero dei promossi alle scuole superioriMilano, 26 lug. (askanews) – Aumenta la percentuale dei promossi nelle scuole di II grado: secondo quanto emerge dai dati relativi agli esiti degli scrutini e degli esami di Stato della scuola secondaria di primo e di secondo grado per l’anno scolastico 2022/2023, pubblicati oggi sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito, il 76,2% delle studentesse e degli studenti è stato ammesso alla classe successiva contro il 75,8% registrato l’anno scorso.
Cala il numero dei non ammessi ai vari indirizzi: nei Tecnici passano dal 9% all’8,2%, nei Professionali dal 10,3% al 9,8%, nei Licei dal 3,5% al 3,2%. La regione che registra il maggior numero di ammessi alla classe successiva è il Trentino-Alto Adige, con il 93,8%. A seguire Puglia (84,3%), Calabria (84,2%) e Basilicata (84,1%). Il 5,6% delle ragazze e dei ragazzi dovrà ripetere l’anno scolastico. Una lieve flessione rispetto all’anno scorso quando i non ammessi sono stati il 6,2%. Il primo anno si conferma quello che presenta maggiori criticità: l’8,5% dovrà ripetere l’anno scolastico, in aumento rispetto al 8,3% del 2021/22. Gli scrutini di fine anno fanno emergere una sostanziale stabilità per quanto riguarda le sospensioni di giudizio: gli studenti che dovranno recuperare almeno un’insufficienza sono il 18% (l’anno scorso erano il 17,9%).
Auto: Stellantis e altre 6 case insieme per rete ricarica in UsaMilano, 26 lug. (askanews) – Sette grandi case automobilistiche mondiali – Bmw, General Motors, Honda, Hyundai, Kia, Mercedes e Stellantis – creeranno una nuova joint venture per realizzare una rete di ricarica che amplierà in modo significativo l’accesso ai servizi di rifornimento ad alta potenza in Nord America.
L’obiettivo è quello di installare almeno 30.000 punti di ricarica ad alta potenza con energia rinnovabile in aree urbane e autostradali. Le stazioni di ricarica saranno accessibili a tutti gli utenti di veicoli elettrici e saranno dotate di connettori Combined Charging System (CCS) e North American Charging Standard (NACS). L’apertura delle prime stazioni è prevista per l’estate del 2024 Secondo il Dipartimento statunitense dell’energia, a luglio 2023 negli Stati Uniti sono disponibili 32.000 carica batterie veloci a corrente continua per 2,3 milioni di veicoli elettrici, con un rapporto di 72 veicoli per caricabatteria. Il Nrel (National Renewable Energy Laboratory) stima che saranno necessari 182.000 caricabatterie veloci a corrente continua per supportare i 30-42 milioni di veicoli plug-in previsti per il 2030. Le vendite di veicoli elettrici negli Stati Uniti si stima supereranno il 50% delle vendite totali entro il 2030.
Meloni domani da Biden per ribadire amicizia (e chiudere via Seta)Washington, 26 lug. (askanews) – Le principali aree di tensione internazionali, in primo luogo Ucraina e Indo-Pacifico; l’Africa e le migrazioni; i rapporti con la Cina (e la Via della Seta); la partnership bilaterale tra Italia e Usa. Sono questi alcuni dei temi al centro dell’incontro in programma domani alla Casa Bianca a Washington tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente americano, Joe Biden.
I due si sono incontrati più volte, a margine dei summit internazionali (l’ultima volta appena poche settimane fa al vertice Nato di Vilnius) ma per Meloni è la prima missione da premier nella capitale Usa: un appuntamento molto atteso, la cui preparazione, nei mesi scorsi, aveva subìto qualche rallentamento per alcuni ‘inciampi’ nei rapporti, come la fuga dall’Italia del magnate russo Artem Uss. La visita di domani, fanno notare fonti diplomatiche italiane, sarà l’occasione per ribadire la “solidità” dell’alleanza transatlantica e i “profondi legami” fra Italia e Usa, che intendono rafforzare ulteriormente il loro partenariato. Verranno dunque discussi i comuni interessi strategici, incluso l’impegno condiviso nel continuare a sostenere pienamente l’Ucraina di fronte all’aggressione della Russia e a lavorare per una pace “giusta e duratura”. Nell’agenda internazionale ci sono però anche l’Indo-Pacifico, area verso cui l’Italia è sempre più proiettata, e il Sud globale dove Roma intende garantire una forte attenzione all’Africa.
A questo proposito, l’incontro di Washington arriva subito dopo la Conferenza di Roma sulla migrazione e lo sviluppo e il Vertice Fao e a poche settimana dalla firma dell’accordo tra Ue e Tunisia. Meloni informerà Biden degli sviluppi e porrà l’accento sull’attuale strategia italiana verso il Mediterraneo e l’Africa, con il doppio obiettivo di sostenere lo sviluppo e limitare i flussi migratori irregolari. Una strategia che, ribadirà, sarà condensata nel cosiddetto ‘Piano Mattei’ che sarà presentato a novembre. Per l’Italia la centralità mediterranea, l’attenzione sull’Africa, la questione delle risorse allo sviluppo e dell’attenzione anche alla stabilità come elemento di sicurezza, devono essere priorità che riguardano tutti gli alleati e i partner e che devono essere affrontate in tutte le sedi internazionali e su questa linea – assicurano le fonti – dall’amministrazione Biden sono giunti “segnali di apprezzamento”. Questi temi saranno tra l’altro al centro del G7 2024 a guida italiana, su cui Meloni e Biden avranno un confronto. Al centro del colloquio anche il dossier Cina. L’Italia deve sciogliere il ‘nodo’ del Memorandum sulla Via della Seta, in scadenza. Domenica scorsa la premier ha assicurato che Biden non le ha mai “posto la questione”, ma in realtà dagli Usa sono arrivati nei mesi scorsi pressanti inviti a uscire dall’accordo. Il faccia a faccia con Biden potrebbe essere il momento per ufficializzare al capo della Casa Bianca la decisione italiana di non rinnovare l’intesa. Cosa che irrita Pechino, che nelle ultime ore ha invitato la premier a decidere “senza le influenze del presidente americano”. L’esito sembra però ormai scontato: la linea italiana, spiegano le fonti diplomatiche, è che la Cina è un “interlocutore imprescindibile” nelle relazioni internazionali e Roma intende perseguire un rapporto “equilibrato” e di “dialogo responsabile”. Espressione diplomatica che sembra di poter tradurre come: i rapporti economici continuano, ma senza alleanze strategiche. Come del resto fanno tutti gli altri Paesi europei.
La premier è attesa nella capitale Usa già stasera, nella notte italiana. Domani mattina (nel pomeriggio italiano) Meloni sarà anche in visita al Congresso, per incontri bipartisan con i leader della House of representatives e del Senato e dichiarazioni congiunte con lo speaker Kevin McCarthy. Poi resterà a Washington anche venerdì per una visita al cimitero di Arlington e altri incontri.
Nissan: ricavi I trim a 2,92 trilioni di yen, alza stime crescitaMilano, 26 lug. (askanews) – Nissan chiude il primo trimestre dell’anno fiscale 2023-2024 con ricavi pari a 2,92 trilioni di yen, un utile operativo di 128,6 miliardi e un margine operativo del 4,4%. L’utile netto nel primo trimestre si attesta a 105,5 miliardi di yen.
Le vendite sono aumentate rispetto allo scorso anno in tutte le regioni ad esclusione della Cina dove la diminuzione è dovuta prevalentemente al perdurare degli effetti della pandemia e all’aumento della concorrenza. Inoltre, l’indebolimento dello yen, la variazione nei prezzi dei prodotti e la rigorosa disciplina finanziaria hanno portato ad un significativo aumento generale delle vendite e degli utili. In considerazione della diminuzione delle vendite in Cina registrata fino ad oggi, Nissan rivede le previsioni di vendite annuali a 3,7 milioni di unità, pari a una riduzione del 7,5% rispetto alla precedente previsione.
Tuttavia, nonostante l’impatto della diminuzione delle vendite, Nissan ha rivisto al rialzo le previsioni finanziarie per l’intero anno fiscale, grazie a una rigorosa disciplina finanziaria e ad una revisione dei tassi di cambio. Le nuove previsioni sono le seguenti: ricavi netti pari a 12,6 trilioni di yen, utile operativo di 550 miliardi di yen, in aumento di 30 miliardi di yen rispetto alla previsione precedente e utile netto1 di 340 miliardi di yen, in crescita di 25 miliardi di yen rispetto alla previsione precedente. “Nel primo trimestre abbiamo compensato i ritardi nelle vendite in Cina con gli ottimi risultati registrati nelle altre regioni, ottenendo un significativo miglioramento su base annua. In particolare, hanno contribuito la ripresa della produzione e delle vendite in Giappone e in Nord America che prevediamo anche nel secondo trimestre e nei periodi successivi. In Cina, dove le vendite sono diminuite, stimiamo un forte piano di lancio di prodotti, con l’introduzione della variante e-Power di X-Trail e di un ibrido plug-in con il marchio Venucia. L’attuale scenario in Cina, caratterizzato da una forte incertezza del mercato e da una agguerrita concorrenza, influisce sui tempi di ripresa del nostro business. Tuttavia, stiamo accelerando la definizione e l’implementazione di una strategia a medio-lungo termine che ci consentirà di migliorare ulteriormente la nostra profittabilità”, afferma il Ceo di Nissan Makoto Uchida.
Stellantis, Angelilli: bene tavolo sul rilancio settore autoRoma, 26 lug. (askanews) – “Esprimo soddisfazione per questa ulteriore convocazione del tavolo, che dà continuità all’obiettivo di dialogare con Stellantis per arrivare a condividere un progetto industriale di sviluppo di ampio respiro e di lungo termine. La priorità è innanzitutto salvaguardare i livelli occupazionali, lavorando al rilancio dell’attività industriale, definendo nuovi modelli innovativi e competitivi nel settore dell’automotive”. Lo ha dichiarato l’assessore allo sviluppo economico e vicepresidente della giunta regionale del Lazio Roberta Angelilli in merito all’incontro al Mimit alla presenza del ministro Adolfo Urso.
Angelilli ha anche sottolineato l’importanza strategica di mantenere e rafforzare l’industria automobilistica nel Lazio, allo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile del settore automobilistico e tutelare l’occupazione nello stabilimento di Cassino a Piedimonte San Germano. “La regione Lazio condivide con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’impegno per garantire e incrementare la produzione, implementare la ricerca, stimolare nuovi investimenti, promuovere un progetto di transizione energetica. Infine, occorre lavorare nella direzione della riconversione delle competenze a garanzia di una piena occupazione. Riteniamo fondamentale la riqualificazione professionale del personale, come sottolineato dalle parti sociali” ha concluso l’assessore Angelilli.
Disinformazione e fake news in Italia, cresce consapevolezza italianiRoma, 26 lug. (askanews) – Al Senato è stato presentato il terzo Rapporto Ital Communications-Censis ‘Disinformazione e fake news in Italia. Il sistema dell’informazione alla prova dell’Intelligenza Artificiale’. Dalla ricerca emerge come sia cresciuta la consapevolezza degli effetti devastanti della disinformazione, che può essere arginata da professionisti della comunicazione accreditati come fonti autorevoli e garanti dell’affidabilità e della qualità delle notizie. Di fronte alle insidie che possono venire dal web e dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, per distinguere la buona dalla cattiva informazione servono competenze solide sulle nuove tecnologie e regolazioni più stringenti.
Cresce il bisogno di informazione, soprattutto online Oggi circa 47 milioni di italiani, il 93,3% del totale, si informa abitualmente su almeno una delle fonti disponibili, l’83,5% sul web e il 74,1% sui media tradizionali. Sul versante opposto, sono circa 3 milioni e 300mila (il 6,7% del totale) gli individui che hanno rinunciato ad avere un’informazione puntuale su ciò che accade, mentre 700.000 italiani non si informano affatto.
Le fonti utilizzate e la rassicurante dimensione social Il 64,3% degli italiani utilizza un mix di fonti informative, tradizionali e online, il 9,9% si affida solo ai media tradizionali e il 19,2% (circa 10 milioni di italiani in valore assoluto) alle fonti online. Social media, blog, forum, messaggistica istantanea sono espansioni del nostro io e del modo di vedere il mondo: è il fenomeno delle echo chambers, cui sono esposti tutti quelli che frequentano il web e soprattutto i più giovani, tra i quali il 69,1% utilizza la messaggistica istantanea e il 76,6% i social media per informarsi. Il 56,7% degli italiani è convinto che, di fronte al disordine informativo che caratterizza il panorama attuale dell’informazione, sia legittimo rivolgersi alle fonti informali di cui ci si fida di più. Fake news sempre più difficili da scoprire
Aumentano paure e timori di non essere in grado di riconoscere disinformazione e fake news. Il 76,5% degli italiani ritiene che le fake news siano sempre più sofisticate e difficili da scoprire, il 20,2% crede di non avere le competenze per riconoscerle e il 61,1% di averle solo in parte. Ma ci sono anche i negazionisti: Il 29,7% della popolazione nega l’esistenza delle bufale e pensa che non si debba parlare di fake news, ma di notizie vere che vengono deliberatamente censurate dai palinsesti ufficiali che poi le fanno passare come false. Molta comunicazione e tanta confusione: il caso riscaldamento globale
Il riscaldamento globale è un argomento di cui si parla tanto e in modo confuso, alimentando cattiva informazione, catastrofismo e persino negazionismo. Il 34,7% degli italiani è convinto che ci sia un allarmismo eccessivo sul cambiamento climatico e il 25,5% ritiene che l’alluvione di quest’anno sia la risposta più efficace a chi sostiene che si sta progressivamente andando verso la desertificazione. I negazionisti, che sono convinti che il cambiamento climatico non esista, sono il 16,2% della popolazione. Gli individui più fragili, vale a dire i più anziani e i meno scolarizzati, sono quelli che appaiono più confusi e meno in grado di comprendere il problema nella sua complessità. Intelligenza Artificiale, rischi e potenzialità Come si evince dal terzo Rapporto Ital Communications-Censis, il 75,1% della popolazione ritiene che con l’upgrading tecnologico verso l’Intelligenza Artificiale sarà sempre più difficile controllare la qualità dell’informazione, mentre per il 58,9% l’AI può diventare uno strumento a supporto dei professionisti della comunicazione. Le Agenzie di comunicazione, dove lavorano oltre 9.000 professionisti, si sono adattate ai cambiamenti che la vita digitale ha imposto al mondo della comunicazione, ampliando le competenze di chi ci lavora e creando nuove figure a presidio del web. Il risultato è che nell’ultimo anno i professionisti della comunicazione sono aumentati dell’11,3%. ‘Uno degli aspetti più importanti che emerge da questo Rapporto è che gli italiani si stanno rendendo conto del valore delle notizie vere e del disvalore che hanno le fake news. Prima la pandemia seguita dal conflitto russo ucraino ci hanno fatto capire quanto sia fondamentale comunicare notizie in maniera rigorosa e irreprensibile. Inoltre, dobbiamo lavorare affinché l’Intelligenza Artificiale sia di supporto al lavoro umano e giornalistico ma non diventi un sostituto’. Lo ha dichiarato Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria. Per Maurizio Gasparri, Vice Presidente del Senato della Repubblica: ‘I giganti del web devono rispondere al principio democratico. Occorre far pagare le tasse anche ai colossi del web e contrastare l’anonimato in rete. Serve, pertanto, una regolamentazione più stringente per ostacolare e impedire il proliferare delle fake news online’. Secondo Roberto Marti, Presidente della Commissione Cultura e Patrimonio Culturale, Istruzione Pubblica del Senato della Repubblica: ‘I dati che emergono da questa analisi sono allarmanti. Formazione e qualità sono due aspetti fondamentali per garantire una corretta informazione. Il legislatore deve normare tale materia. In tal senso, con il Rapporto di oggi state tentando di fare una buona politica comunicativa, cioè iniziare a formare delle agenzie di comunicazione efficienti’. Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, ha commentato che ‘occorre essere consapevoli del fatto che la verità nella comunicazione è qualcosa che bisogna conquistare e garantire. In un mondo dominato dall’intelligenza artificiale noi stakeholders della comunicazione dobbiamo mettere in atto un sistema che, partendo dal basso, sia in grado di rinegoziare le regole per salvaguardare una corretta e trasparente informazione’. Ivano Gabrielli, Direttore Polizia Postale, ha evidenziato che: ‘L’intervento che si può fare per ostacolare la diffusione di fake news e di disinformazione è quello di costituire un argine. Lo strumento penale tuttavia è limitato. Dal Rapporto emerge che gli italiani e in particolare i giovani si rifugiano nelle piattaforme di comunicazione. È fondamentale, dunque, lavorare sulla prevenzione al fine di far prevalere una corretta informazione per agevolare l’opinione pubblica’. Giuseppe De Rita, Presidente Censis, ha sottolineato che: ‘Tanto opinionismo e poca informazione generano confusione e notizie false; lo hanno dimostrato il Covid prima, la guerra poi e oggi il riscaldamento climatico. Gli italiani hanno bisogno di una rete di professionisti dell’informazione di cui fidarsi, che li aiutino anche ad avere maggiore consapevolezza di come riconoscere fonti e notizie di qualità’. Secondo Domenico Colotta, Founder Ital Communications: ‘Il terzo Rapporto Ital Communications-Censis offre uno spunto di riflessione sull’Intelligenza Artificiale, che rappresenta una grande opportunità per il futuro, in tutti i campi. Occorre tuttavia che, nel contrasto alle fake news, le sue potenzialità vengano sfruttate unitamente alle abilità umane, in modo da dare un efficace supporto al lavoro dei professionisti della comunicazione. Solo in questo modo si può realizzare una comunicazione affidabile, fondata su fonti verificate e che sia capace di salvaguardare la fiducia nei media e nelle istituzioni’. Per Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’Informazione all’Università Cattolica di Milano: ‘Dobbiamo evitare due errori. Da un lato il rischio di dogmatizzare la verità, dall’altro quello di delegare a un algoritmo il processo di definizione della verità stessa. La sfida è quella di coltivare il pluralismo e il confronto tra le fonti. L’informazione professionale è quella che acquisisce il dato di realtà con una metodologia simile a quella dello storico, confezionando un prodotto rispettoso della verità sostanziale dei fatti’. Attilio Lombardi, Founder Ital Communications, ha spiegato che: ‘Chi fa comunicazione con professionalità e autorevolezza, in un mondo complesso e profondamente mutato come quello di oggi, non deve rinunciare alla serietà e alla veridicità delle notizie da veicolare. Il terzo Rapporto Ital Communications-Censis rileva l’importanza di una comunicazione responsabile e in grado di contrastare la disinformazione, anche attraverso lo sviluppo di valide competenze che sappiano governare i cambiamenti e tutelare i cittadini e le istituzioni dai danni sociali, economici e democratici derivanti da una comunicazione non veritiera’. Per Roberto Zarriello, Segretario Generale Assocomunicatori: ‘Occorre colmare il gap sulle competenze digitali che attanaglia il nostro Paese. Bisogna investire sulla formazione dei giovani, sia in ambito scolastico che in quello accademico. Non possiamo più permetterci di avere in Italia un numero così basso di laureati nelle materie Stem e un così alto numero di Neet tra i ragazzi. Allo stesso modo, le aziende necessitano di specialisti nel campo delle Ict che non riescono a trovare. Investire sull’educazione e la formazione digitale, anche utilizzando bene i fondi del PNRR, deve essere una priorità per il sistema-Paese’.