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Autore: Redazione StudioNews

In Salento torna la “Notte della Taranta”: 50 concerti e 400 ospiti

In Salento torna la “Notte della Taranta”: 50 concerti e 400 ospitiMilano, 26 lug. (askanews) – L’edizione 2023 del Festival “La Notte della Taranta” attraverserà dall’1 al 27 agosto, ben 25 tra borghi e città del Salento, la riserva naturale di Torre Guaceto e l’iconica baia di Sant’Andrea, con oltre 50 concerti e oltre 400 ospiti tra musicisti, danzatori, attori, scrittori e filosofi. Un’edizione che si preannuncia straordinaria e che conferma “La Notte della Taranta” come il più grande festival itinerante italiano che promuove la musica popolare come spartito di emozioni nate dal dialogo tra le arti, intrecciando e creando riflessioni e approfondimenti con la danza, il teatro, la letteratura, la filosofia.

La Ragnatela della Taranta proporrà un lungo viaggio nella musica popolare con 200 ore di live show nelle piazze: il tema di questa ventiseiesima edizione è “L’dentità”, ispirato da Italo Calvino, lo scrittore del quale quest’anno ricorre il centenario dalla nascita. Il Festival 2023 è dedicato a Luigi Chiriatti, il direttore artistico scomparso di recente, che ha lavorato fine alla fine dei suoi giorni al programma itinerante della Taranta. A suggellare l’importanza di questo festival nel panorama culturale italiano il progetto “L’umanità dell’Acqua” in collaborazione con Acquedotto Pugliese che porterà l’Orchestra Popolare Notte della Taranta e il suo Corpo di Ballo a raccontare attraverso la musica e la danza, l’acqua che in Puglia è autostrada dell’umanità. Un’autostrada dalla forma fluens che attraverso le condotte di Acquedotto Pugliese, la stupefacente rete di conservazione e distribuzione dell’acqua frutto del lavoro e dell’ingegno di innumerevoli generazioni, influenza la vita di Puglia, i gesti e il linguaggio dei suoi abitanti. L’acqua è il collegamento più importante che ha attraversato il passato e scorre verso futuro. Ecco i 50 concerti che animeranno le tappe del Festival con Eugenio Bennato, Faraualla, Alla Bua a Corigliano d’Otranto, Rachele Andrioli, Enza Pagliara – Elena Ledda – Lucilla Galeazzi – Dario Muci, Uccio Aloisi Gruppu a Calimera, Orchestra Popolare La Notte della Taranta a Torre Guaceto Riserva Naturale, Tamburellisti di Otranto, I Trainieri e Criamu a Sogliano Cavour, l’Orchestrona della scuola di musica popolare di Forlimpopoli e I Calanti a Nociglia, I Briganti di Terra d’Otranto, Kalurya, Mimmo Epifani – Pietro Cirillo e I Tamburi della Tarantola di Tricarico a Racale, Damiano Mulino & Kardia – Tzichì popolare, Taranta Arneo, Dakkamà e Carlo Canaglia a Cursi, Pino Ingrosso e i Kalascima che ospitano Joao Silva a Alessano, Maria Mazzotta e Scazzacatarante a Ugento, I Mandatari e Orchestra Popolare La Notte della Taranta a Sant’Andrea, Assurd e Strittuli compagnia di musica popolare salentina a Carpignano Salentino, Fiorenza Calogero con Biagio De Prisco e Stella Grande a Nardò, Sciacuddhuzzi e Enzo Petrachi & Folkorband23 a Galatone, Mario Incudine – Peppe Servillo e Orchestra Popolare La Notte della Taranta a Lecce, Leonardo Cordella Salento Pizziche e Tarante e Ashèblasta a Zollino, Chi sonä e cantä no nmòrë majï e Canzoniere Grecanico Salentino che ospita Inude a Galatina, Consuelo Alfieri e Mascarimirì “25 anni tradinnovazione” che ospita Hakim Hamadouche a Castrignano de’ Greci, Le Malmaritate e Antonio Amato Ensemble a Cutrofiano, Arakmea, Raiz & Radicanto, Edoardo Zimba a Aradeo, Nui…Nisciunu e Giancarlo Paglialunga che ospita Redi Hasa a Martignano, Makaria, Fanfara Station e Officina Zoè “I 30 anni” a Soleto, Jonica Popolare, Antonio ed Eliseo Castrignanò con Oles Orchestra a Sternatia, Ciccio Nucera Band e Kamafei a Martano.

Appuntamento imperdibile e atteso per gli appassionati di pizzica tornano, curati dal Corpo di Ballo della Notte della Taranta, i laboratori di pizzica. Le ballerine e i ballerini della Taranta accolgono gli ospiti nei grandi cerchi inclusivi e aperti accompagnando il pubblico alla scoperta del ritmo del tamburello e delle diverse espressioni della pizzica: pizzica di corteggiamento, pizzica tarantata e pizzica scherma. Il 22 agosto in piazza Cattedrale dopo la mezzanotte a Soleto le ballerine e i ballerini del Corpo di Ballo della Taranta daranno vita alla Balconata, uno spettacolo dal forte impatto visivo che trasforma i balconi del centro storico nel palcoscenico urbano da ammirare con la testa all’insù. Anche quest’anno La Notte della Taranta dedica al teatro un grande spazio. Gli appuntamenti da non perdere sono il 2 agosto nell’area mercatale a Calimera con Teatro Koreja in Cumpanaggio (spettacolo per max 30 spettatori con prenotazione obbligatoria al 0832 724200). A Capignano Salentino in largo Giudeca, l’11 agosto in scena “La Guerra del vino” con Fabrizio Saccomanno e Marco Schiavone. A Nardò nella Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta di scena Apocalisse Apocrifa con Giuseppe Semeraro e Giuseppe Gigante. A Zollino il 16 agosto nella villa comunale approda Enea, umano eroe lo spettacolo narrativo in musica ideato da Andrea Sirianni.

Bper rinnova il Centro direzionale di Modena: nasce Bper’s Park

Bper rinnova il Centro direzionale di Modena: nasce Bper’s ParkMilano, 26 lug. (askanews) – Bper Banca rinnova il Centro Direzionale di Modena: nasce Bper’s Park. Il progetto di riqualificazione, spiega l’istituto, intende allineare tutte le strutture direzionali della banca al suo nuovo posizionamento di rilevanza nazionale, esprimendo un nuovo concept riconoscibile in tutta Italia.

L’ingresso sarà più riconoscibile e accogliente e saranno previste aree verdi con funzioni aggregative e sociali, associate alla presenza di totem informativi a disposizione di dipendenti e ospiti utili a favorire l’orientamento e la fruizione degli spazi. Le facciate saranno ispirate alla nuova identità del brand e la piazza centrale sarà il cuore dell’intervento, con l’implementazione di una social area, un percorso destinato allo sport e un’area multidisciplinare. Gli interventi previsti miglioreranno le performance energetiche degli edifici per creare un ambiente sostenibile e inclusivo. Anche la lobby verrà riqualificata con ampie vetrate e interni eleganti. La zona hub e la nuova area caffetteria saranno strutturate con soluzioni per agevolare l’incontro e la collaborazione del personale. “Siamo davanti ad un investimento molto ambizioso ed importante per Modena, un intervento di trasformazione di un’area di grande interesse, non solo per la nostra banca, ma per l’intera città”, ha sottolineato l’AD Piero Luigi Montani. “Bper negli ultimi anni ha ampliato la sua dimensione diventando una delle prime banche del paese, ampliando la propria presenza in varie parti del territorio nazionale, ma il nuovo campus rappresenta un nodo strategico e un punto di riferimento per il futuro della banca”.

“Bper’s Park sarà un campus con un concept architettonico moderno ed innovativo, con un’elevata riconoscibilità legata al brand, più funzionale, sostenibile e tecnologico”, ha detto la presidente Flavia Mazzarella . “Siamo convinti che questo rilevante intervento di riqualificazione sia un investimento che produrrà molti benefici alle persone che lavorano in queste strutture e alla comunità di cui l’area è parte integrante e attiva”.

Incendi, Mattarella chiama Schifani per aggiornamenti su Sicilia

Incendi, Mattarella chiama Schifani per aggiornamenti su SiciliaRoma, 26 lug. (askanews) – Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha telefonato al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani per essere aggiornato della situazione degli incendi nell’isola. Lo fa sapere la Regione in una nota. Il governatore – riferisce – ha fatto un quadro degli interventi messi in campo dalla Regione, tramite il Corpo forestale e la Protezione civile.

Il presidente Mattarella – spiegano dalla Regione Siciliana – ha manifestato la propria solidarietà e vicinanza al popolo siciliano, dichiarandosi disponibile a eventuali interventi, anche in prima persona, se necessari. Schifani ha ringraziato il capo dello Stato per la sensibilità e l’attenzione dimostrata.

Sanità, Rocca: commissariamento nel Lazio? Nessuna ansia

Sanità, Rocca: commissariamento nel Lazio? Nessuna ansiaRoma, 26 lug. (askanews) – “Non siamo andati al Mef con l’ansia del commissariamento, perché non c’è. Ma è ovvio che finché sei in piano di rientro, se sbagli o ci sono numeri che non tornano, ci sono parametri rispetto ai quali scatta in automatico. Al momento non ci sembra ci siano queste condizioni, quindi non è questo il tema”. Così il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, nel corso di una conferenza stampa nella sede del Consiglio regionale dove, insieme all’assessore al Bilancio Giancarlo Righini, ha fatto il punto sulla giornata di ieri che ha visto la Regione protagonista la mattina in Corte dei Conti per la parifica della parte sanitaria del bilancio 2021, il pomeriggio al Mef per il tavolo sul monitoraggio del disavanzo sanitario.

“In questo dialogo molto serrato col ministero dell’Economia ci farebbe piacere venissero svincolate queste somme perché avrebbero un impatto favorevole. E la nostra intenzione sarebbe quella.di reinvestirli in sanità – ha sottolineato Rocca – ottanta milioni sono tanta roba, ma non è su questo che balla il commissariamento. Non ci stracciamo le vesti se dovessero arrivare a settembre perché è talmente delicata la situazione in regione Lazio che pur nel dispiacere di non avere subito questi soldi, comprendo le necessità del Mef di approfondire”. Righini, dal canto suo, ha ribadito che allo stato il disavanzo è poco sopra i 300 milioni e si partiva da 700 milioni ed è fiducioso che a fine anno questa somma sarà azzerata. Si tratta di “una sfida enorme arrivare a fine anno all’azzeramento del disavanzo sanitario, dobbiamo progressivamente ridurre, il Mef al tavolo ci dà delle indicazioni su cui lavorare e a queste ci atterremo- ha proseguito Rocca- Se i parametri vengono rispettati e il tavolo di verifica continuerà a vedere miglioramenti, il rischio commissariamento non c’è”.

Rocca ha spiegato poi che “a marzo non potevo escludere il rischio commissariamento perché c’erano 700 milioni sul groppone e non era chiaro il tendenziale, oggi invece la nostra posizione è di ottimismo e mi sembra di poter dire anche con grande trasparenza per tutto ciò che riguarda la spesa sanitaria”.

Mattarella: aumentare risorse per contrastare cambiamento clima

Mattarella: aumentare risorse per contrastare cambiamento climaRoma, 26 lug. (askanews) – “Bisogna aumentare le risorse per contrastare il cambiamento climatico e per l’energia pulita”. Lo ha detto il il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nelle dichiarazioni alla stampa al termine del colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica Socialista del Vietnam, Võ Van Thuong, in visita di Stato in Italia.

Con il presidente vietnamita, ha aggiunto, “abbiamo discusso delle “questioni globali, della sfida climatica e dell’impegno per i mutamenti climatici e dell’impegno del Vietnam verso Cop26”.

Santanchè, Senato boccia mozione sfiducia. “Ho sempre detto la verità”

Santanchè, Senato boccia mozione sfiducia. “Ho sempre detto la verità”Roma, 26 lug. (askanews) – Alla fine è andato tutto come previsto: il Senato ha respinto la mozione di sfiducia individuale contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè, presentata dal M5s dopo le inchieste giornalistiche di Report che avevano evidenziato irregolarità nella gestione delle società condotte dalla ministra. I senatori che hanno detto no alla mozione sono stati 111, i favorevoli 67, nessuno si è astenuto. Come anticipato dal leader di Azione Carlo Calenda infatti, il gruppo di Az-Iv non ha partecipato al voto. “Riteniamo assurdo che Santanchè resti al suo posto dopo il modo in cui si è comportata”, ma “la mozione di sfiducia è il più grande regalo che il M5s sta facendo a questo governo. Il governo ribadirà la fiducia e Meloni potrà dire che il Parlamento sovrano l’ha confermata. Proprio una stupidaggine”, aveva detto Calenda.

Raggiante, ma laconico, il commento della ministra dopo il voto: “Una bellissima giornata”, l’ha definita ai giornalisti in Transatlantico, aggiungendo di aver “preferito non votare perché lo trovavo poco opportuno”. In precedenza, nella replica seguita alla discussione generale, Santanchè aveva sottolineato come fosse “la seconda volta che mi trovo in quest’Aula per accuse giornalistiche rivolte alla mia persona. Ho avuto occasione lo scorso 5 luglio di entrare negli aspetti di questa inchiesta pseudo-giornalistica, non intendo rifarlo perché ho già esposto i fatti con chiarezza. Mi permetto di ribadire che quando sono venuta in Senato non ero stata raggiunta da alcuna informazione o avviso di garanzia della Procura di Milano”. Infatti, aveva spiegato Santanchè, “alla mia residenza a Milano l’avviso di proroga delle indagini è stato consegnatoil 17 luglio, quindi non solo ho detto la verità ma chi ha detto il contrario mente sapendo di mentire”. “Questa mozione – aveva aggiunto – non ha in oggetto il mio operato da ministro o l’eventuale violazione di obblighi costituzionali e soprattutto ha per oggetto fatti che, se verranno evidenziati, sono precedenti al mio giuramento da ministro”. Argomenti ripresi dai partiti di maggioranza che, nelle dichiarazioni di voto, avevano espresso il sostegno alla ministra. Per Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, “non c’è nulla in questa mozione che abbia a che fare sull’operato” di Santanchè “come ministro” e “non c’è nulla di questa mozione che sia competenza di un organo politico come il Senato”. Poi Malan ha insistito sul fatto che l’opposizione, basandosi su una trasmissione Tv, si è convinta della colpevolezza della ministra. “Sarebbe questo il rispetto per la magistratura da parte dell’opposizione?” Essa sembra avere convincimenti della colpevolezza della ministra “dopo aver visto una trasmissione in tv”, mentre “la stessa magistratura ha chiesto la proroga delle indagini. Dunque quali elementi avete voi che non abbiamo? Direi nessuno, se non la volontà di strumentalizzare la vicenda”, ha chiuso Malan.

Dal canto loro le opposizioni hanno posto l’accento sull’opportunità politica delle dimissioni di Santanchè. “Noi abbiamo il dovere di difendere innanzitutto l’onore, il decoro, del Parlamento e delle istituzioni. La ministra ha invece dato l’impressione di tenere più a se stessa che all’onore delle istituzioni. Lo ha fatto non dicendo la verità al Parlamento, negando evidenze. Negando fatti, dai quali hanno preso il via inchieste giudiziarie, che faranno il loro corso. Fino al termine di queste, la ministra è solo indagata. Ma il punto non riguarda l’aspetto penale”, ha detto il senatore del Pd Walter Verini. Dal canto suo il primo firmatario delle mozione M5s, il capogruppo Stefano Patuanelli, si è augurato che “la ministra esca pulita da questa indagine ma le condotte sottese nei gruppi che la ministra ha guidato sono condotte che non rispettano il dovere di svolgere con onore il ruolo di ministro e hanno una discrasia rispetto alle funzioni pubbliche che ciascuno di noi ha”.

Matisse scultore al MAN di Nuoro: tra metamorfosi e processo

Matisse scultore al MAN di Nuoro: tra metamorfosi e processoNuoro, 26 lug. (askanews) – Un progetto che vuole mettere in luce una parte della produzione meno studiata di Henri Matisse, uno degli artisti-totem del Novecento, ossia la sua scultura. Che sta accanto alla pittura e aiuta a comprendere più a tutto tondo l’opera di un maestro. Il MAN di Nuoro ha presentato la mostra “Matisse – Metamorfosi”, curata dalla direttrice del museo, Chiara Gatti. “Matisse scultore – ci ha spiegato – è un maestro diverso da quello che conosciamo dai manuali della storia dell’arte. È un maestro che abbandona momentaneamente il colore, non è più il maestro dei pesci rossi o dei nudi blu, ma è un artista che scopre il piacere della materia, la passione di frizionare la terra cruda fra le mani. E lo fa per comprendere meglio lo spazio e per comprendere meglio l’oggetto, girarli intorno, racconta, mi serve a comprenderlo meglio”.

Il concept della mostra è stato sviluppato nel 2019 dalla Kunsthaus di Zurigo e dal Museo Matisse di Nizza, come un progetto destinato a ripensare Matisse, a riconsiderare il ruolo della sua opera nel panorama dell’arte della prima metà del XX secolo, alla luce di una più ampia ricerca estetica che vede proprio nella scultura il veicolo per nuove e rivoluzionarie soluzioni formali. Al MAN l’esposizione ha portato anche a modificare gli spazi del museo, che, in un certo senso, si è mosso in simbiosi con la pratica di Matisse, che nella scultura aveva sviluppato un’attitudine processuale. Infatti realizzava dei calchi dell’avanzamento del lavoro, per poi poterci ritornare in seguito, cercando di fissare la forma ancora con maggiore precisione e, in fondo, senza mai fissarsi su una forma definitiva. “Questo metodo per conservare il tempo, per conservare il processo artistico – ha spiegato Sandra Gianfreda, curatrice al Kunsthaus di Zurigo – è una cosa molto concettuale che poi verrà ripresa da molti artisti nel corso del XX secolo”.

Le metamorfosi, insomma, quasi come cifra profonda di un’arte che, sia con la pittura e la grafica, sia con la scultura, non smette di essere ricerca, flusso e cambiamento. Forse questa è l’eredità oggi più attuale della lezione di Henri Matisse.

Giubileo, Gualtieri: rischi su parcheggio a piazza Risorgimento

Giubileo, Gualtieri: rischi su parcheggio a piazza RisorgimentoRoma, 26 lug. (askanews) – “Emersi rischi” nella realizzazione del parcheggio interrato previsto a piazza Risorgimento. A margine di un evento sul Giubileo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha spiegato che rispetto all’intervento “a carico dei privati, che non riguarda i fondi giubilari”, “nel confronto con la società stanno emergendo dei rischi rispetto alla conclusione dei cantieri”. “Non vogliamo cantieri vicini al Vaticano nell’anno del Giubileo”, ha sottolineato Gualtieri, che ha definito questa come una “linea rossa” per l’amministrazione. “Se non ci saranno alternative noi riqualificheremo piazza Risorgimento, che è una piazza che merita la riqualificazione, ma senza il parcheggio interrato”, ha concluso.

Stellantis, Cirio: bene incontro con Urso, cambiato metodo

Stellantis, Cirio: bene incontro con Urso, cambiato metodoRoma, 26 lug. (askanews) – “L’incontro è andato molto bene. C’è un cambiamento di metodo. Il governo riunisce le regioni interessate e si uniscono le forze mettendo le risorse dello Stato, le tante risorse regionali ed europee che mettiamo a disposizione di Stellantis. Dall’altra parte c’è la contropartita di un impegno produttivo. Si tratta di un metodo molto virtuoso sia nel rapporto con Stellantis, ma anche nel coinvolgimento diretto delle regioni italiane”. Lo ha riferito il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, al termine dell’incontro con il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in vista dell’accordo con Stellantis.

“Oggi in Piemonte si producono 100.000 auto, abbiamo un impianto sottoutilizzato. Abbiamo la necessità che in Italia, non solo per il Piemonte, venga garantita quella soglia minima di produzione di auto, quindi il primo passo sarà quello di ottenere questo aumento della produzione”. Questo avrà vantaggi per tutta la filiera perché, ha spiegato Cirio, perché “chi fa il microchip cercherà di produrlo vicino a dove si producono le auto. E questo vale per tutta la filiera”.

Mobilità: depositata alla Camera pdl per città a 30 km all’ora

Mobilità: depositata alla Camera pdl per città a 30 km all’oraMilano, 26 lug. (askanews) – Si chiama “Norme per lo sviluppo delle Città 30 e l’aumento della sicurezza stradale nei centri abitati” il disegno di legge promosso dalle associazioni Legambiente, Fiab, Salvaiciclisti, Kyoto Club, Amodo, Clean Cities Campaign, Asvis, Fondazione Michele Scarponi: il testo, redatto dall’esperto legale Andrea Colombo, è stato adottato da alcuni parlamentari e depositato alla Camera dei deputati come proposta di legge dai gruppi di Pd, Avs, Azione-IV prefiggendosi l’obiettivo di offrire una cornice quadro nazionale per le città e i centri abitati con il fine ultimo di aumentare la sicurezza stradale. La legge firmata dai deputati Roberto Morassut (primo firmatario della Pdl), Francesca Ghirra, Giulia Pastorella, Anthony Barbagallo, Valentina Ghio, Filiberto Zaratti, Angelo Bonelli, Ouidad Bakkali, Andrea Casu e altri propone in un corpus di 18 articoli una visione organica di Città 30, non solo come abbassamento del limite di velocità, ma anche come ridisegno delle strade urbane, maggiori controlli ed educazione.

Il testo recepisce tre delle norme europee più avanzate: quella spagnola, sulla riduzione diffusa della velocità a 30 km/h in tutti i centri urbani, quella inglese sulla gerarchia delle responsabilità degli utenti della strada in proporzione alla potenzialità di indurre un danno agli altri, e quella francese sulla promozione di una cultura della mobilità sostenibile negli spot tv. Il cuore della legge è l’inversione fra regola ed eccezione nei limiti di velocità urbani rispetto al codice della strada attuale: al posto dei 50 km/h validi in generale eccetto le “zone 30”, la norma in città diventano i 30 km/h, eccetto solo gli assi classificati dai Comuni come di scorrimento veloce, con almeno due corsie per senso, mantenuti a 50 km/h. La legge indica anche risorse, strumenti e semplificazioni per adeguare le norme sulla viabilità e sull’infrastruttura stradale alla moderazione del traffico e della velocità, al rafforzamento dei controlli, all’aumento del rispetto delle regole di comportamento sulla strada e alla diffusione di campagne di educazione, informazione e comunicazione rivolte alla cittadinanza e a tutti gli utenti. “La proposta di città30 non è solo il modo più efficace di ridurre i morti in strada, ma anche una straordinaria occasione di rigenerazione urbana, come dimostra anche la città di Bologna, il primo grande centro italiano che si è mosso concretamente in questa direzione. Per moderare la velocità è infatti necessario modificare lo spazio stradale in maniera infrastrutturale, realizzando riprogettazioni delle aree pubbliche che rendano immediatamente riconoscibile la città 30 e che cambino in maniera sostanziale l’uso della città e le abitudini di mobilità, creando un contesto urbano dove convenga vivere. – dichiarano le associazioni promotrici della campagna Citta30subito – Le città 30, attraverso la moderazione della velocità e la condivisione di strade e spazi pubblici in modo sicuro, offrono una soluzione sistemica a diversi ordini di problemi che affliggono le nostre città, come la circolazione urbana, la crisi climatica, lo spazio pubblico e la violenza stradale. Grazie a questa pratica innovativa, sarà possibile fornire risposte alle stragi che ogni giorno si consumano nelle nostre strade attraverso la prevenzione e la rivoluzione del paradigma della mobilità urbana, come insegna da tempo l’esempio positivo delle città europee che già l’hanno introdotta, dando attuazione al Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030 approvato la scorsa legislatura che identifica la sicurezza stradale come un prerequisito per garantire una vita sana, promuovere il benessere e rendere le città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili. Al contrario della proposta del Ministro Salvini, che colpisce solo gli abusi alla guida e si accanisce contro la mobilità sostenibile, le città 30 km/h possono svolgere efficacemente la funzione di colmare un imperdonabile ritardo tutto italiano che costa ogni giorno vite umane”.