Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Compagnia dei Caraibi: il manager Paolo Castagno nominato Cfo

Compagnia dei Caraibi: il manager Paolo Castagno nominato CfoMilano, 20 dic. (askanews) – Paolo Castagno è stato nominato Chief financial officer (Cfo) di Compagnia dei Caraibi. A dare la notizia dell’incarico, operativo dall’8 gennaio 2024, è stata la stessa azienda torinese attiva nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium di tutto il mondo, nonché di birre craft italiane.

Torinese, classe 1965, Castagno ha lavorato per diversi gruppi internazionali nel settore manifatturiero, e nel settore dei servizi per STAR7.

Consorzio Asti Docg: in queste Feste consumate 30 mln di bottiglie

Consorzio Asti Docg: in queste Feste consumate 30 mln di bottiglieMilano, 20 dic. (askanews) – Saranno circa 30 milioni, il 30% del totale produttivo di quest’anno, le bottiglie di Asti Spumante e Moscato d’Asti stappate tra Natale e Capodanno 2023. Di queste, nove su dieci sbarcheranno sulle tavole di tutto il mondo, mentre in Italia pandoro e panettone saranno accompagnati dalla Denominazione spumantistica più antica del Belpaese, con oltre tre milioni di bottiglie consumate. E’ la stima fatta dal Consorzio Asti Docg, che spiega che il 10% verranno bevute in Italia, mentre il 90% saranno consumate all’estero.

Nell’Est Europa, in particolare Russia, Ucraina, Polonia, Lettonia, Lituania, si concentra il 30% del mercato, stessa quota dell’Europa Occidentale, dove oltre all’Italia, rimane alto il gradimento del Regno Unito (6% della domanda complessiva) ma anche di Germania e Austria. Gli Stati Uniti si confermano invece destinazione preferita per un altro 25% di un mercato mosso soprattutto dalla domanda di Moscato d’Asti. Tra i Paesi extraeuropei, il Consorzio segnala gli emergenti latino-americani, a partire da Perù e Messico, e l’Asia, “oggi a tutti gli effetti area sempre più strategica”. “In Italia e nel mondo i nostri vini sono da sempre sinonimo di famiglia, feste e brindisi soprattutto casalinghi” ha commentato il presidente del Consorzio, Lorenzo Barbero, parlando di “una tradizione che si rinnova da oltre un secolo per due prodotti oggi quanto mai contemporanei, la cui versatilità si presta per la mixology e, al tempo stesso, a una bassa gradazione sempre più richiesta dal mercato. Non è un caso – ha concluso – se per il Natale 2023, con il nostro bartender Giorgio Facchinetti, abbiamo lanciato il cocktail ‘Christmas Vibe’, a base di Moscato d’Asti, anice stellato, scorza d’arancia e soda ai frutti rossi con cannella”.

Il Moscato Bianco che dà vita alla Denominazione è coltivato in 51 Comuni della provincia di Alessandria, Asti e Cuneo. A oggi le aziende consorziate sono 1.013, divise tra 50 case spumantistiche, 778 aziende viticole, 153 aziende vitivinicole, 17 aziende vinificatrici e 15 cantine cooperative. Il 90% della produzione complessiva viene esportata.

Vino, Aivv: Report? Per parlare di enologia si interpellino i tecnici

Vino, Aivv: Report? Per parlare di enologia si interpellino i tecniciMilano, 20 dic. (askanews) – “Va bene fare informazione, ma quando questa diventa una mistificazione della realtà è lesiva per tutti: non si può far parlare di tecniche di vinificazione una persona che come qualifica ha ‘esperto di vino’ senza comunque poter far spiegare certe tecniche da chi ha le conoscenze scientifiche per farlo” Lo ha affermato Vincenzo Gerbi, vicepresidente dell’Accademia italiana della vite e del vino (Aivv), commentando il servizio dedicato alle frodi nella vinificazione della trasmissione Report, andato in onda il 17 dicembre scorso.

“Le teorie fatte dire al sedicente ‘esperto di vino’ sono tra loro discordanti e prive di fondamento, a partire per esempio dalla disacidificazione con la bentonite, o confondere l’uso di additivi con quello di coadiuvanti, queste sono affermazioni del tutto errate che denotano l’incompetenza dell’interlocutore nel merito” prosegue Gerbi, che è docente di enologia all’Università di Torino, aggiungendo che “inoltre il settore è stato liquidato con argomentazioni a livello di chiacchiere da bar su temi invece importanti e delicati, su pratiche per altro lecite e rese tali da regolamenti europei senza ricordare, per altro, che l’Italia è il Paese che a livello enologico ha le regole più restrittive a livello internazionale, come il divieto dell’uso del saccarosio per l’arricchimento dei mosti, possibile solo con mosto d’uva concentrato e rettificato (MCR)”. “Il sistema Dop-Igp nel vino, come nell’agroalimentare è una garanzia per produttori e consumatori” continua il vicepresidente dell’Aivv, concludendo “in Italia abbiamo uno dei sistemi di controllo e repressione delle frodi più proficuo e interventi come quello proposto dal programma della Rai sono la dimostrazione che se i controlli funzionano e i pochissimi che non stanno alle regole vengono smascherati”.

Vino, Imt: per Montepulciano serve lavorare insieme su linea comune

Vino, Imt: per Montepulciano serve lavorare insieme su linea comuneMilano, 19 dic. (askanews) – Il 18 dicembre alla commissione Agricoltura della Camera si è tenuta un’audizione dedicata al dossier Montepulciano, in presenza dei rappresentanti di Abruzzo, Marche, Molise e Puglia. All’esame, la possibilità, data anche dalla bozza di Decreto etichettatura e dalle direttive comunitarie, di inserire in retroetichetta il nome del vitigno, osteggiata dall’Abruzzo ma reclamata dalle organizzazioni di produttori di altre regioni italiane.

Per il presidente dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Michele Bernetti, intervenuto all’audit presieduto dal presidente Comagri, Mirco Carloni, “sarebbe scorretto se ogni territorio si riservasse un vitigno, impedendo agli altri produttori una comunicazione trasparente nei confronti dei consumatori”. “Lo è ancora di più per un vitigno come il Montepulciano, che in Italia conta 35mila ettari coltivati di cui 2.900 solo nelle Marche” ha proseguito Bernetti, sottolineando che “l’impasse su un decreto che riforma in maniera importante diversi aspetti del nostro settore è evidente: serve uno sforzo di responsabilità da parte di tutti gli attori in gioco per trovare una linea comune, in grado di sbloccare con urgenza la situazione”. “Per questo – ha concluso Bernetti – esprimiamo la nostra disponibilità ai colleghi abruzzesi ma anche a tutte le altre regioni interessate, per lavorare assieme verso un percorso comune”. Per l’assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Andrea Maria Antonini, intervenuto in videoconferenza “si paventa la possibilità che si possa sostituire Montepulciano con il sinonimo Cordisco, un’ipotesi che va contro il nostro interesse ma anche contro il principio di un decreto etichettatura fortemente orientato sulla trasparenza verso l’utente”. Secondo l’Istituto marchigiano di tutela vini, l’ipotesi abruzzese di inserire in etichetta il sinonimo Cordisco (anziché Montepulciano) risulta penalizzante per le Dop Rosso Piceno e Rosso Conero, quest’ultima costituita prima di quelle abruzzesi, che hanno contenuti obbligatori di uva Montepulciano in percentuali prossime al 100%”.

Fivi: il “Mercato dei vini 2024” si terrà dal 23 al 25 novembre

Fivi: il “Mercato dei vini 2024” si terrà dal 23 al 25 novembreMilano, 19 dic. (askanews) – A seguito del successo ottenuto dalla prima edizione bolognese del Mercato dei vini dei vignaioli indipendenti, Fivi e BolognaFiere annunciano le date della prossima edizione (la tredicesima): sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 novembre 2024.

“Dopo questa prima edizione a Bologna il nostro impegno è dedicato a realizzare un Mercato dei Vini 2024 che sia all’altezza delle aspettative di tutti: vignaiole e vignaioli, appassionati, operatori” ha affermato il presidente della Fivi, Lorenzo Cesconi, aggiungendo che “abbiamo imparato molto e sappiamo perfettamente cosa va messo a punto e migliorato. Per noi questo evento è una sorta di manifesto concreto dei nostri valori e dei nostri obiettivi associativi: per questo lo curiamo con tanta attenzione e con la stessa passione con la quale lavoriamo i nostri vigneti e produciamo i nostri vini, ed è questo che lo rende unico, tra i tanti eventi del vino italiano”.

Vino, il Clante d’Oro 2023 di Gaiole in Chianti a Francesco Ricasoli

Vino, il Clante d’Oro 2023 di Gaiole in Chianti a Francesco RicasoliMilano, 18 dic. (askanews) – Il Clante d’oro 2023, massima onorificenza cittadina di Gaiole in Chianti (Siena), è stato assegnato all’imprenditore vitivinicolo Francesco Ricasoli, “che ha sempre posto massima attenzione alla sostenibilità del territorio in campo economico, ambientale, etico e sociale e che ha sempre aiutato tutte le realtà associative locali”. Lo ha reso noto lo stesso Comune toscano, spiegando che la cerimonia si è tenuta come ogni anno alle ex Cantine Ricasoli, in occasione del consueto “Concerto di Natale” del Corpo Bandistico Vannetti.

“Con grade piacere, su proposta della Consulta delle associazioni, il Consiglio comunale di Gaiole in Chianti ha assegnato all’unanimità la massima onorificenza cittadina a Francesco Ricasoli, pronipote del Barone di Ferro, imprenditore di successo, produttore di grandi vini che sono espressione di questa terra e simbolo del Chianti” ha spiegato il sindaco Michele Pescini, ricordando che “da trent’anni alla guida dell’azienda vitivinicola che porta il nome della sua storica famiglia, Francesco Ricasoli ha sempre condotto la propria attività imprenditoriale con una costante attenzione alla sostenibilità del territorio in campo economico, ambientale, etico e sociale, aiutando costantemente il tessuto associativo locale”. Quest’anno è stata assegnata anche una menzione d’onore alla blogger locale Stefania Pianigiani “per aver promosso la tipicità e il valore del nostro patrimonio geografico ed enogastronomico con competenza, passione e forte senso identitario, mantenendo la leggerezza con la quale si autodefinisce orgogliosamente giornalista giardiniera”. Le borse di studio per meriti scolastici, assegnate al termine del ciclo della Scuola Secondaria di primo grado, sono invece andate a Rachele Lastrucci e Vittoria Lepri.

Vino, la Commissione Ue riconosce la nuova Dop “Emilia-Romagna”

Vino, la Commissione Ue riconosce la nuova Dop “Emilia-Romagna”Milano, 18 dic. (askanews) – Oggi la Commissione europea ha aggiunto al registro delle Denominazioni di origine protette i vini della regione Emilia-Romagna, in particolare dei Comuni delle province di Bologna, Modena e Ravenna. Lo ha comunicato la stessa Commissione. I vini “Emilia-Romagna” devono essere ottenuti per almeno l’85% da uve Pignoletto, antico vitigno a bacca bianca, e possono essere prodotti nelle categorie “Vino”, “Vino spumante”, “Vino spumante di qualità” e “Vino frizzante”, e nelle tipologie Passito e Vendemmia tardiva.

“Da Bruxelles arriva un riconoscimento importante per la vitivinicoltura dell’Emilia-Romagna, frutto del grande lavoro fatto nei principali territori vitivinicoli e su etichette che stanno raccogliendo premi e buona reputazione” hanno commentato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, aggiungendo che “l’Emilia-Romagna ha una posizione consolidata nel mondo del vino, con un’importante crescita sul mercato interno e su quello estero”. “In questi ultimi anni abbiamo visto un’evoluzione economica e produttiva con etichette e Cantine che hanno portato premi e riconoscimenti, segno di un innalzamento della qualità” hanno continuato Bonaccini e Mammi, concludendo “complimenti al Consorzio e alle imprese che ne fanno parte”.

Vino, Cantine Verona: fatturato consolidato 2022-23 a 66,8 mln (+1,7%)

Vino, Cantine Verona: fatturato consolidato 2022-23 a 66,8 mln (+1,7%)Milano, 18 dic. (askanews) – Cantine di Verona, il gruppo cooperativo nato nel 2021 dalla fusione di Cantina Valpantena, Cantina di Custoza e Cantina Colli Morenici, chiude il bilancio 2022-2023 con un fatturato consolidato pari a 66,8 milioni di euro, facendo registrare un +1,7% sul precedente. Lo ha riferito l’importante realtà vitivinicola scaligera, spiegando che i conferimenti complessivi sono aumentati del 18%, che la liquidazione totale ai soci è cresciuta in un anno di ben il 30% e che il patrimonio è arrivato a 30,6 milioni di euro.

“Siamo soddisfatti dei risultati dell’anno trascorso perché rappresentano i numeri più alti conseguiti dal nostro gruppo cooperativo, che acquisiscono ancora più importanza nell’attuale situazione del settore, complessa e caratterizzata da molteplici sfide” ha dichiarato il presidente Luigi Turco, sottolineando che “i traguardi raggiunti testimoniano ancora una volta che il nostro costante impegno nella ricerca di eccellenza e qualità ci sta premiando”. Dal punto di vista degli investimenti Cantine di Verona ha quasi portato a termine il piano predisposto al momento della fusione, che comprendeva la creazione di una nuova linea di imbottigliamento, di una batteria di autoclavi per la produzione dei vini spumanti e frizzanti, l’ampliamento della struttura dei sistemi di refrigerazione e l’installazione di pannelli fotovoltaici nella sede di Quinto di Valpantena (Verona).

“Nel 2024 installeremo il nuovo impianto fotovoltaico previsto a Custoza, che ha avuto dei ritardi a causa di impedimenti burocratici” ha proseguito Turco, spiegando che “siamo inoltre attualmente impegnati nell’implementazione di un nuovo gestionale e in un progetto riorganizzativo, al fine di ottenere un maggiore efficientamento degli asset aziendali e di valorizzare al meglio le risorse interne”.

Vino, Masi dedica uno speciale Amarone all’Anno del Drago in Cina

Vino, Masi dedica uno speciale Amarone all’Anno del Drago in CinaMilano, 18 dic. (askanews) – Il 24 febbraio 2024 la Cina entrerà nell’anno lunare del Drago e per celebrare questo importante e sentito passaggio, la Cantina veronese Masi presenta il “Costasera Lunar-New Year of the Dragon”, una limited edition del suo “Costasera Amarone Classico 2018”.

Dopo la bottiglia per l’Anno del Coniglio, Masi rinnova dunque il suo omaggio alle culture orientali alla luce della quarantennale presenza dei suoi Amarone nei mercati asiatici. “Mercati che hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nel nostro percorso di crescita internazionale e di visione del marchio” ha spiegato Alessandra Boscaini, direttore vendite di Masi Agricola, sottolineando che “la cultura cinese in particolare, con la sua storia millenaria, vanta un’incredibile ricchezza di simboli e tradizioni a cui ci siamo ispirati per la collezione ‘Costasera Lunar’, ‘promozionata’ su WeChat e Little Red Book, le piattaforme di e-commerce e social network più diffuse in Asia, con un impatto significativo sulla crescente community di consumatori dell’area”. La confezione e l’etichetta di “Costasera Lunar-New Year of the Dragon” sono decorate con i tradizionali motivi rossi e un maestoso drago dorato fluttuante, che richiama la danza iconica delle celebrazioni del Capodanno Cinese, sempre più conosciuto e partecipato dalle comunità asiatiche nel mondo. Con l’edizione di quest’anno, Masi dà il via a una collana di 12 bottiglie da collezione dedicate ai segni zodiacali del calendario lunare cinese, caratterizzate da etichette speciali e uniche offerte in astuccio singolo simboleggianti l’iconografia dello zodiaco, che ne spiegano il significato.

Vino, Cantina Tollo: nel 2023 esportazioni cresciute del 18,4%

Vino, Cantina Tollo: nel 2023 esportazioni cresciute del 18,4%Milano, 18 dic. (askanews) – E’ di 49,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea con quello dell’anno scorso, il fatturato dell’esercizio di bilancio 2022-2023 di Cantina Tollo, presentato il 17 dicembre ai soci della cooperativa teatina. Spicca il dato dell’export, cresciuto del 18,4% e trainato da Russia, Germania, Canada, Paesi Bassi e Francia. Oltre alla quota delle esportazioni, è aumentato anche il valore del vino biologico, che ha registrato un incremento del 6% rispetto al 2022, attestandosi sul 7% della produzione totale.

“I nostri vini raccontano la bellezza e le tradizioni delle terre abruzzesi oltre i confini nazionali” ha dichiarato il presidente, Luciano Gagliardi, sottolineando che “l’aumento della quota export ne è la prova evidente, così come lo sono i riconoscimenti ottenuti da parte della critica internazionale su prestigiose testate come James Suckling, Falstaff e Vinous”. Durante l’incontro con i soci è stato inoltre presentato anche il secondo bilancio di sostenibilità della Cantina, strumento che ha lo scopo di misurare le performance in fatto di sostenibilità ambientale, economica e sociale. In quest’ottica è stato adottato il Codice etico, che disciplina molti aspetti della vita aziendale e introduce nuove norme di condotta individuali e collettive, con l’obiettivo di definire la qualità e la competitività sostenendone lo sviluppo nel tempo.

La cooperativa con sede a Tollo, con 620 soci e 2.500 ettari coltivati dalle colline del litorale fino alle pendici della Maiella, commercializza 18 milioni di bottiglie all’anno. La produzione si concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina, Maiolica e Cococciola. L’azienda esporta praticamente in tutta Europa, oltre che in Giappone, Stati Uniti, Canada, Russia, India e Cina.