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”Zero Tolleranza per il Silenzio”: il Ruzzese di Ca’ du Ferrà si fa voce

”Zero Tolleranza per il Silenzio”: il Ruzzese di Ca’ du Ferrà si fa voceMilano, 30 mar. (askanews) – “Zero Tolleranza per il Silenzio” nasce a Bonassola (La Spezia), nel Levante ligure, tra le vigne affacciate sul mare di Ca’ du Ferrà, dalla volontà di recuperare un vitigno dimenticato come il Ruzzese e il desiderio di “dare forma nuova a un’identità”: uva autoctona dalle radici profonde, per la prima volta si veste da bianco fermo. Dopo la prima vinificazione in versione passito con il progetto “Diciassettemaggio”, i produttori Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta hanno infatti deciso di esplorare una nuova via, affiancati dall’enologa Graziana Grassini. L’intuizione nasce dal passato ma guarda dritta al futuro: il Ruzzese, con la sua acidità fissa e la maturazione tardiva, è un vitigno contemporaneo nella sua essenza e resilienza, resistente alla siccità e al cambiamento climatico.


Il progetto si inserisce nella missione della “Comunità Slow Food per la protezione e valorizzazione del Ruzzese del Levante Ligure”, di cui Ca’ du Ferrà è parte attiva. Un impegno condiviso che unisce agricoltura, etica e territorio in un’ottica di tutela e rigenerazione. Con sole 635 bottiglie prodotte per l’annata 2023, questa referenza si colloca all’apice della gamma aziendale, ma soprattutto, “segna l’inizio di un nuovo percorso”. “Siamo partiti da una sensazione, il desiderio di raccontare il nostro territorio attraverso un linguaggio che unisse bianco e nero, passato e presente, il gesto antico della vigna e l’urgenza moderna di farsi sentire” raccontano Zoppi e Aieta, aggiungendo che “questo vino è la sintesi di un percorso fatto di studio, sperimentazione e ascolto, è il nostro modo per dire che il silenzio non fa per noi, che ogni bottiglia può essere una voce. E che la bellezza sta anche nel rompere gli equilibri, per crearne di nuovi”.


“Il nome, ‘Zero Tolleranza per il Silenzio’, è una provocazione culturale prima ancora che estetica” spiegano, parlando di “un messaggio rivolto al mondo ma anche un invito alla responsabilità individuale contro l’omertà, l’indifferenza, la paura di esporsi. Anche il vino, nella sua espressività, diventa vibrante e diretto – concludono – non rimane mai muto nel calice ma dialoga, sorprende, stimola”. Anche l’etichetta racconta una storia: con uno strappo netto, svela il nome come una dichiarazione. “Il Ruzzese è un vitigno meraviglioso, capace di raccontarsi prima ancora che diventi vino” afferma Grassini, evidenziando che “il risultato è un riflesso limpido dell’uva, come se la vite avesse già scritto, con il suo gesto, la storia nel calice”.

Vino, Cantina Terlano presenta “Terlaner Primo Grande Cuvee 2022″

Vino, Cantina Terlano presenta “Terlaner Primo Grande Cuvee 2022″Milano, 30 mar. (askanews) – Cantina Terlano presenta “Terlaner Primo Grande Cuvee 2022”, nuova annata del vino più prestigioso della cooperativa (143 soci che coltivano circa 190 ettari in provincia di Bolzano) celebre per i suoi bianchi tra i più premiati dell’Alto Adige e tra i più amati non solo in Italia. Emblema della filosofia enologica della Cantina alle pendici dell’altipiano del Salto, il blend di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc che prende il nome di Terlaner, ed è declinato in “Terlaner Tradicion”, “Terlaner Riserva Novadomus” e “Terlaner Primo”, vanta oltre cento anni di storia.


L’annata 2022 del gioiello “Terlaner Primo Grande Cuvee”, tirata in quattromila bottiglie, riflette il continuo processo di perfezionamento in vigna e in cantina secondo i rigidi dettami impressi dal meticolosissimo direttore tecnico ed enologo Rudi Kofler, impegnato nell’ambiziosa sfida di far dialogare identità storica e visione del futuro. “Tanti grandi bianchi si basano soprattutto sullo Chardonnay, noi abbiamo invece voluto che avesse come spina dorsale il Pinot Bianco, che per noi è un vitigno estremamente importante e quello che caratterizza l’uvaggio storico del Terlaner, portandolo ad un livello più alto possibile. L’obiettivo non è quello di fare un vino troppo concentrato o troppo fruttato ma, a partire dalla prima annata che è stata la 2011, che fosse l’essenza del territorio, rispecchiando l’estrema sapidità, salinità e il potenziale di invecchiamento” ha spiegato Klaus Gasser, ben più di un direttore commerciale data la sua formazione enologica, ricordando che “nel Terlaner Primo c’è stata un’evoluzione sia per la scelta delle parcelle, sia dal punto di vista tecnico, soprattutto nelle ultime annate dove Kofler ha trovato una sua linea anche nella precisione assoluta”. Proseguire nella realizzazione di una cuvee in anni in cui si punta su vini in purezza sarebbe una scelta coraggiosa se non fosse per la qualità così alta e ben collaudata, e per quell’immediata piacevolezza frutto della sua grande eleganza, nonostante la straordinaria complessità, lunghezza e persistenza. “Siamo partiti con percentuali di Pinot Bianco molto alte, fino al 90% dell’uvaggio, e nel tempo, soprattutto a partire dall’annata 2016, siamo scesi arrivando al 65-70% a seconda dell’annata e aumentato la percentuale di Chardonnay. Questo stilisticamente è stato un passo molto importante verso un vino ancora più verticale e con una grande tensione pur mantendo l’idea del lungo affinamento, processo che non è mai cambiato. Siamo partiti con botti da 12 hl, qualcuna nuova, altre di secondo-terzo passaggio, e il fare la malolattica che regala un’ulteriore complessità” ha raccontato Kofler, ricordando che le uve di Pinot Bianco sono quelle dei vigneti più antichi ad un’altitudine compresa tra i 500 e i 650 di altezza, fatto “che favorisce un perfetto equilibrio tra il clima e la profondità espressiva delle viti”.


L’eloquente capacità identitaria emerge con forza anche in questa annata 2022 che, sebbene ancora nelle fasi iniziali del suo sviluppo, è fin d’ora già piacevolissima.

Lungarotti presenta “Progetto 1962”, quarto ciclo della Cantina umbra

Lungarotti presenta “Progetto 1962”, quarto ciclo della Cantina umbraMilano, 30 mar. (askanews) – Tornare alle radici per raccontare una nuova contemporaneità. E’ questo il senso del “Progetto 1962” di Lungarotti, l’inizio del quarto ciclo di vita della storica realtà vitivinicola umbra.


Il 2024 ha rappresentato un anno di svolta: a partire da un lavoro di ascolto e riflessione, Lungarotti ha deciso di ridefinire la propria immagine e la propria proposta, non un semplice restyling ma un cambio di passo: un’evoluzione nel pensiero, nelle persone, nella produzione e nella comunicazione. E’ da qui che nasce l’idea di “Progetto 1962”, che prende il nome dalla prima annata del “Rubesco” e “Torre di Giano”, le due etichette simbolo della Cantina perugina rivisitate nella forma e nella sostanza. I nuovi “Rubesco 62” e “Torre di Giano 62” “si distinguono per uno stile più snello, fresco, immediato e trasversale, pensato per raccontare l’Umbria e il suo carattere attraverso vini che hanno segnato la storia dell’azienda ma assolutamente attuali”. Il progetto si fonda su tre “dimensioni stilistiche”: quella gustativa, quella visiva e quella comunicativa. “Vini dalla netta espressione varietale, ottenuti da vitigni resilienti al cambiamento climatico, che vedono una raccolta leggermente anticipata e temperature di fermentazione più basse nel rosso, ed un passaggio più lungo sulle fecce fini per il bianco” racconta l’azienda, spiegando che ad accompagnare questi vini destinati al canale Horeca, “c’è un nuovo design senza tempo, ispirato alle prime etichette degli anni Sessanta.


“Il Progetto 1962 è solo l’inizio di un piano strategico triennale che vuole portare nel mondo l’Umbria e il suo stile di vita lento” spiega l’Ad, Chiara Lungarotti, parlando di “un percorso fatto di concretezza, eleganza, autenticità e legame con il territorio”. Il rinnovamento di Lungarotti tocca ogni aspetto della vita aziendale: nuove professionalità sono entrate in azienda, affiancando la famiglia nelle diverse aree operative. Lo stile enologico evolve verso una maggiore immediatezza del sorso, freschezza e bevibilità, mantenendo eleganza e autenticità. Nel marketing e nella comunicazione viene adottato un approccio più contemporaneo, emozionale e narrativo. Vengono introdotti nuovi strumenti digitali e si rafforza la cultura aziendale “come comunità attiva”, e l’ospitalità assume una nuova dimensione con l’”Enoteca della Cantina”, il wine shop dove è possibile degustare e pranzare, completamente rinnovato, che affianca le altre strutture: dall’agriturismo Poggio alle Vigne all’Osteria del Museo.

”Teranum e i vini rossi del Carso”: quando il tempo affina l’identità

”Teranum e i vini rossi del Carso”: quando il tempo affina l’identitàMilano, 29 mar. (askanews) – Nell’ambito del festival enogastronomico “Teranum e i vini rossi del Carso” andato in scena a Trieste il 29 marzo, si è tenuta un’interessante degustazione-convegno dal titolo “Vini rossi del Carso nella dimensione spazio e tempo”.


Dopo i saluti del presidente dell’Associazione dei Viticoltori del Carso-Kras, Matej Skerlj, la discussione, guidata dai relatori Jacopo Cossater, Matteo Gallello, Robi Filipaz e Toni Gomiscek, ha avuto come centro il Terrano e il Refosco alla prova del tempo. Un viaggio reso concreto dalla degustazione di otto vini (“Grgic Refosco 2005”, “Milic Zagrski Terrano 2006”, “Kocjancic Refosco 2007”, “Zidarich Terrano 2007”, “Colja Vina Teran 2011”, “Stok Teran 2011”, “Lenardon Refosco 2012” e “Skerlj Terrano 2012”), risultati essere ancora freschi e scalpitanti, con una bella acidità e una tannicità viva. “Terrano e Refosco sono vini proiettati nel futuro ma saldamente ancorati a quella che è la tradizione e con un’identità ben precisa. Vini territoriali, ribelli e autarchici che sono l’orgoglio del Carso” hanno spiegato gli organizzatori della manifestazione, sottolineando che “il vino rosso del Carso non teme confronti e la strada per la sua valorizzazione, benché ancora lunga, è segnata”.

Vino, Fisar protagonista a Vinitaly e a “Vinitaly and the City”

Vino, Fisar protagonista a Vinitaly e a “Vinitaly and the City”Milano, 29 mar. (askanews) – La Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori (Fisar) sarà ancora una volta presente a Vinitaly e “Vinitaly and the City”, dal 5 al 9 aprile a Verona, con appuntamenti dedicati a professionisti e appassionati. Oltre 200 sommelier saranno in servizio per offrire supporto professionale e tecnico a espositori e visitatori, rafforzando così il ruolo della Federazione come punto di riferimento nella cultura enologica nazionale.


In città e in fiera, Fisar organizza tre eventi gratuiti dedicati a wine lovers e operatori del settore, con talk e degustazioni guidate che esplorano territori vitivinicoli meno conosciuti, valorizzano le eccellenze enologiche italiane e approfondiscono temi cruciali come il futuro dell’enoturismo e il rapporto tra calice e percezione sensoriale. Sabato 5 aprile alle 19.30, presso la Loggia dei Mercanti in piazza dei Signori a Verona, Fisar propone il wine talk gratuito e aperto a tutti “Enoturisti per caso”, per coinvolgere i wine lovers con la degustazione di vini provenienti dai territori italiani meno esplorati. L’evento è condotto da Carlotta Salvini, responsabile comunicazione del Consorzio Brunello di Montalcino e miglior sommelier dell’anno Fisar 2019, e vede protagonisti il Consorzio di tutela Asolo Montello, il Consorzio Vini Pantelleria Doc e il Consorzio dei Vignaioli delle Marche.


Domenica 6 aprile (padiglione F – stand B10) Fisar e Rastal, azienda che produce bicchieri, organizzano l’evento “Calice & sensi: come le forme esaltano il vino”. Guidato da Alberto Rabachin, miglior sommelier Fisar 2024, l’appuntamento si svolge alle 12, alle 14 e alle 15.30, e propone la degustazione comparata del “Lugana Doc Metodo Classico Brut” e del “Ripasso Valpolicella Ripasso Doc Superiore” di Zenato in calici diversi, uno corretto e uno errato, per mostrare come la forma del bicchiere influenzi profondamente le percezioni sensoriali. Domenica 6 aprile, dalle 16 alle 17, presso lo spazio degustazione e conferenze del Consorzio tutela vini d’Abruzzo, “Fisar in Rosa” (progetto che valorizza la componente femminile della Federazione) propone l’incontro “Il futuro dell’enoturismo: uno sguardo al femminile su un asset economico fondamentale per il nostro Paese”. L’evento, gratuito e aperto a tutti, è dedicato agli scenari attuali e futuri dell’enoturismo italiano, con un approfondimento sul ruolo femminile nella crescita di questo settore strategico. Protagonista Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento turismo del vino, con alcune produttrici. L’incontro è arricchito dalla degustazione dei vini dei relatori presenti.


“La rinnovata partnership con ‘Vinitaly and the City’ consolida ulteriormente l’impegno di Fisar nel diffondere e valorizzare la cultura del vino, avvicinandola alle persone in modo semplice e autentico” spiega Roberto Donadini, presidente Fisar, rimarcando che “oggi più che mai, in un momento in cui il vino sta conoscendo cambiamenti profondi e continui, ai sommelier è richiesto un ruolo sempre più cruciale: essere formatori, educatori e narratori del vino”. Fisar è presente in fiera a Vinitaly presso la hall 6 – stand E1 con la postazione istituzionale e presso hall 4-5 stand 3 con la postazione de “Il Sommelier”, la rivista ufficiale della Federazione diretta da Simone Franceschi.

”Vini delle Coste”: 80 vignaioli in scena il 30 e 31 marzo a Lucca

”Vini delle Coste”: 80 vignaioli in scena il 30 e 31 marzo a LuccaMilano, 29 mar. (askanews) – È tutto pronto per “Vini delle Coste”, in programma il 30 e 31 marzo dalle 11 alle 19 al Real Collegio di Lucca. Ottanta vignaioli provenienti da territori italiani affacciati sul mare saranno presenti di persona per incontrare il pubblico. Accanto a loro, gli chef e gli ospiti di “Condimenti”, format ideato da Cristiano Tomei per esplorare l’evoluzione della società attraverso vino e cucina.


“Partecipare a ‘Vini delle Coste’ è decidere di fare un viaggio, un percorso attraverso storie di donne e uomini che hanno scelto la viticoltura non solo come mestiere ma come strumento per la cura del territorio, la ricerca di bellezza e l’impegno per la costruzione, nel rapporto quotidiano con la terra, di rinnovate relazioni umane” afferma Alessandra Guidi, ideatrice e organizzatrice dell’evento. Protagonisti dell’iniziativa saranno in gran parte vignaioli artigiani, interpreti autentici dei territori di appartenenza, dalla vigna alla cantina. Tra le realtà presenti, l’Associazione Vignaioli dell’Isola del Giglio, che promuove un’agricoltura eroica nell’Arcipelago Toscano, e i viticoltori del Candia, impegnati in raccolte manuali nei gradoni di una terra legata al mito del tempio di Ercole e alla colonizzazione greca.


Presente anche Lucca Biodinamica, rete d’impresa delle aziende delle Colline Lucchesi che adottano la viticoltura biodinamica, assieme a vignaioli biologici da Montecarlo alla Garfagnana, dalla Valfreddana all’alta Versilia. Non mancheranno territori simbolo della Costa Toscana come Bolgheri, divenuta icona enologica negli anni Settanta grazie all’intuito di alcune storiche famiglie del vino italiano. Dalla Costa adriatica arriveranno invece i produttori di Terroir Marche, consorzio nato nel 2013 che pratica agricoltura biologica e biodinamica con approccio etico. Tra gli ospiti di domenica di Condimenti: Marco Stabile (chef del ristorante Ora d’Aria di Firenze), Enrico Dandolo (direttore della Fondazione Gualtiero Marchesi), Gian Francesco Cutelli e Cinzia Otri (gelatieri premiati), Giuseppe Carrus (giornalista per il Gambero Rosso), Antonio Galatà (nutrizionista), Massimo Giacon (fumettista) e i fratelli Cinquini (scenografi del Carnevale di Viareggio). Lunedì saranno a tavola con Tomei: Cristian Torsiello (chef dell’Osteria Arbustico di Paestum), Chiara Gambacorti ed Elisabetta Gemignani (ristorante La Torre a Montecarlo), Piero Pompili (direttore del ristorante Il Cambio di Bologna), Edoardo Tilli (chef dell’agriturismo Podere Belvedere di Pontassieve) e Andrea Sacchetti (pasticcere della Nuovo Mondo di Prato).

Vino, approvata la modifica del disciplinare della DOC “Roma”

Vino, approvata la modifica del disciplinare della DOC “Roma”Roma, 29 mar. (askanews) – È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie Generale n. 73 del 28 marzo 2025 – il Decreto di approvazione della modifica ordinaria del disciplinare della Denominazione di Origine Controllata “Roma”.


Si tratta di un risultato di grande rilevanza per il comparto vitivinicolo del Lazio, frutto di un percorso tecnico-amministrativo articolato, reso possibile grazie alla volontà del Consorzio di tutela della DOC Roma e al contributo operativo e scientifico fornito da Arsial – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio. L’Agenzia ha accompagnato il processo sin dalle prime fasi, garantendo supporto specialistico nell’aggiornamento del disciplinare, nella predisposizione della documentazione tecnica e nella gestione dell’interlocuzione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.


Massimiliano Raffa, Commissario Straordinario di Arsial, ha dichiarato: “L’approvazione della modifica al disciplinare della DOC Roma rappresenta un passo in avanti fondamentale per rendere questa denominazione ancora più rispondente alle esigenze dei produttori e alle aspettative dei mercati. È un esempio concreto di come il lavoro di squadra tra istituzioni, consorzi e imprese possa generare risultati tangibili per l’intero territorio.” L’intervento sul disciplinare, richiesto dal Consorzio e condiviso con i produttori della denominazione, punta a valorizzare le peculiarità enologiche del territorio romano, migliorando la competitività della denominazione nei mercati nazionali e internazionali.


Un traguardo che è anche un nuovo punto di partenza: l’adeguamento del disciplinare si inserisce in una più ampia strategia di rilancio della viticoltura laziale, che Arsial sostiene con strumenti di promozione, ricerca, tutela e innovazione.

Consorzio Morellino Scansano a Vinitaly con 63 vini tra Annata e Riserva

Consorzio Morellino Scansano a Vinitaly con 63 vini tra Annata e RiservaMilano, 30 mar. (askanews) – Il Consorzio Morellino di Scansano sarà tra i protagonisti di Vinitaly (dal 6 al 9 aprile a VeronaFiere). Nella Hall 9, stand B17, 42 aziende presenteranno 63 etichette tra Morellino di Scansano Docg Annata e Riserva, offrendo un ampio panorama espressivo del territorio. Durante la manifestazione sarà possibile approfondire anche le novità in arrivo: è stato infatti avviato l’iter per l’introduzione della menzione “Superiore”, che prevede rese più basse, affinamento prolungato, maggiore finezza e profondità, senza perdere la tipica bevibilità del Morellino.


Allo stand saranno presenti il presidente Bernardo Guicciardini Calamai e il direttore Alessio Durazzi, disponibili ad incontrare operatori, stampa e appassionati per raccontare l’attualità e le prospettive della Denominazione. “Per il Morellino di Scansano, Vinitaly è un appuntamento irrinunciabile, perché ci permette di consolidare la nostra posizione sul mercato italiano e, allo stesso tempo, di rafforzare la nostra presenza all’estero. Dopo il successo di ‘Wine Paris’, la nostra partecipazione a Verona è un’opportunità strategica per incontrare operatori e appassionati, raccontando l’identità e la versatilità di un vino sempre più apprezzato anche oltre i confini nazionali”, dichiara Bernardo Guicciardini Calamai, spiegando che “il Morellino incarna al meglio lo spirito della Toscana più autentica, e la sua crescita sui mercati internazionali, nonché il riposizionamento nella fascia medio alta del mercato interno, dimostrano il valore e il potenziale di questo inimitabile Sangiovese della costa”.


Due gli appuntamenti riservati alla stampa organizzati dal Consorzio in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana e l’Associazione per la Tutela e la Promozione del Tortello Maremmano. Lunedì 7 e martedì 8 aprile, presso lo stand del Morellino di Scansano, si terranno degustazioni di tortello maremmano in abbinamento a Morellino di Scansano Annata Docg, Riserva Docg e Vermentino Superiore Doc Maremma Toscana. A guidare gli incontri saranno lo chef Massimo Bucci, lunedì 7, assieme ad Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto, e, martedì 8, gli chef Sandro Signori e Roberto Delli, vicepresidente dell’Associazione del Tortello Maremmano e titolare dell’azienda Pastai in Maremma.

”Wine Lab” di Partesa riparte da Roma: Il 31 marzo a Officine Farneto

”Wine Lab” di Partesa riparte da Roma: Il 31 marzo a Officine FarnetoMilano, 29 mar. (askanews) – Torna nella Capitale Partesa, azienda del Gruppo Heineken attiva nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Horeca, che riprende a girare il Paese con i suoi “Wine Lab”, gli incontri itineranti tra gli operatori del fuoricasa e i produttori partner, selezionati ad ogni tappa tra le oltre 130 Cantine da Italia, Europa e Usa, che firmano i vini di qualità del portfolio Partesa.


Prossima tappa di questo giro d’Italia enoico lunedì 31 marzo, dalle 11 alle 18.30, presso Officine Farneto in via dei Monti della Farnesina 77, in zona Foro Italico, con il “Wine Lab Roma”, che darà ai gestori dei locali laziali l’opportunità di degustare centinaia di vini di qualità e di conoscere da vicino circa 80 produttori da tutta Italia e da Francia, Spagna, Germania, Austria, Slovenia e California. Inoltre, potranno usufruire della consulenza personalizzata dei venditori e dei Wine Specialist di Partesa. Dopo Roma, il giro d’Italia enoico dei “Wine Lab” riprenderà in autunno in Piemonte, Lombardia, Veneto e Marche. L’ingresso è riservato agli operatori di settore ed è gratuito previa registrazione online.

Consorzio Valpolicella celebra 100 anni a Vinitaly con 25 aziende

Consorzio Valpolicella celebra 100 anni a Vinitaly con 25 aziendeMilano, 29 mar. (askanews) – In fiera con gli operatori e in città con i “Valpolicella lover”. È una presenza diffusa quella del Consorzio Tutela vini Valpolicella presente sia al 57esimo Vinitaly (Veronafiere Pad. 8, stand H2- H3 e H4, dal 6 al 9 aprile) che a “Vinitaly and the city” (6 aprile). Un’edizione che quest’anno celebra anche i cento anni dell’ente di tutela, che porta in quartiere una collettiva di 25 aziende e oltre 50 etichette in mescita.


“Il palcoscenico internazionale di Vinitaly ci consente, nell’anno del centenario del Consorzio, di ribadire la centralità e contemporaneità della Denominazione nel contesto produttivo nazionale e di supportare la propensione all’export delle nostre aziende, in un momento complesso come quello attuale” commenta il presidente Christian Marchesini, aggiungendo che “ci presentiamo a Vinitaly con un programma che evidenzia l’impegno del Consorzio per accrescere il valore della Valpolicella in Italia e all’estero. Un compito che rientra nelle prerogative dell’ente che rappresenta tutta la denominazione e che lavora per l’unità del territorio, come dimostra il numero crescente di adesioni. Un obiettivo – conclude Marchesini – che ha contrassegnato i primi 100 anni di attività e che, nonostante le sfide, ci fa guardare al futuro”. Tra i principali eventi firmati dal Consorzio per Vinitaly, l’incontro “Dazi, nuovi mercati e tendenze in atto: le sfide del vino” (stand del Consorzio, 7 aprile alle 10.30), che vedrà come relatori il consigliere regionale, Alberto Bozza, il direttore generale promozione del sistema Paese del ministero degli Affari esteri, Mauro Battocchi e l’enologo ed imprenditore vitivinicolo, Riccardo Cotarella.


Grande spazio anche ai temi della sostenibilità con il talk sulle selezioni di viti resistenti e nuovi processi di selezione assistita (8 aprile alle 10.30), oltre ad un calendario di degustazioni guidate in collaborazione con Onav e con l’azienda dolciaria Bindi, per evidenziare le diverse sfumature della Denominazione, dai Valpolicella Superiore e Valpolicella Ripasso doc, fino ai grandi rossi, Amarone e Recioto, in abbinamento anche al Parmigiano Reggiano Dop. I 100 anni del Consorzio, invece, saranno il fulcro del “Valpolicella 100 Party” (stand Consorzio, 9 aprile dalle 16). Per tutti gli appassionati, invece, l’appuntamento è a “Vinitaly and the city” con due eventi in programma il 6 aprile: il primo dedicato al racconto della “Valpolicella +100” (wine talk, alle 19.45 al Cortile Mercato Vecchio), mentre dalle 21 (sempre Cortile Mercato Vecchio) è di scena “Valpolicella Vibes: la freschezza da scoprire” a cura del Gruppo Giovani del Consorzio in collaborazione con Parmigiano Reggiano Dop.