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”E vi cerco ancora”, Fulvio Solms racconta il destino dei nonni ebrei

”E vi cerco ancora”, Fulvio Solms racconta il destino dei nonni ebreiRoma, 27 gen. (askanews) – Quando il ricordo della Shoah passa alle seconde generazioni. Con “E vi cerco ancora” (edizioni Minerva, 2024) lo scrittore e giornalista Fulvio Solms ripercorre la storia e il destino dei nonni ebrei tedeschi attraverso lettere, testimonianze, documenti e un lungo viaggio che lo ha portato in tre diversi continenti. Giovedì 30 gennaio, nell’ambito degli appuntamenti dedicati alla Giornata della Memoria, Fulvio Solms sarà al Goethe-Institut a Roma per presentare – alle 19 all’Auditorium di via Savoia 15 – il suo libro e testimoniare la faticosa e necessaria ricerca sulla sua famiglia, divisa e in parte distrutta dalla Germania nazista. Un evento in collaborazione con Biblioteca Europea, Istituto Storico Germanico di Roma, Fondazione Museo della Shoah e Minerva.


Solms, testimone di seconda generazione della Shoah, ci racconterà la vicenda dei suoi nonni, un industriale tessile e sua moglie, ebrei di Berlino, depredati dei loro beni per essere poi deportati e uccisi a Lódz. Il libro narra la vicenda del figlio che spostatosi in Italia dove vivrà per dieci anni da fuggiasco, intuirà la terribile sorte dei suoi genitori solo dopo la fine della guerra, da tre parole su un documento ricevuto della Croce Rossa: “Deportati a Lódz”. Divenuto padre racconterà pochissimo a suo figlio (l’autore del libro, Fuvio Solms, ndr), per proteggerlo dall’orrore e lenire dentro di sé dolore e senso di colpa. “Cerco di non pensare”, rispondeva al figlio che gli chiedeva se si sentisse più italiano o più tedesco, e in quale lingua formulasse i suoi pensieri. Una cortina protettiva che ha funzionato per diversi anni, ma che ha ceduto improvvisamente quando il figlio, divenuto adulto, ha perso suo padre. A quel punto ha avvertito con forza la necessità di scoprire tutto sulla fine dei nonni. Anni di ricerca lo hanno portato nei luoghi più significativi della vicenda: Berlino, Stettino, Lódz, Chelmno. E poi l’Italia, tra la Calabria, Bari e Roma. E ancora la Cina, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna. Sono stati interpellati testimoni, scovati documenti sul web e recuperati due libri sequestrati dai nazisti nel corso della deportazione: uno di essi è risultato rivelatore.


Fulvio Solms è nato nel dicembre del 1958 a Bari. Ha svolto l’intera carriera nel Corriere dello Sport, occupandosi di tutti gli sport alternativi al calcio. Il primo amore è stato il rugby, cui è seguito il passaggio al mondo dei motori: negli anni Ottanta i rally e in breve tempo la Formula 1, che lo ha portato a raccontare i gran premi da inviato in tutto il mondo. Responsabile anche degli sport invernali, ha seguito sette edizioni delle Olimpiadi, oltre alla Coppa del Mondo di sci alpino. Questo libro, in cui svela un’intensa vicenda familiare e la sorprendente ricerca storica che l’ha fatta emergere, segna il suo primo sconfinamento dallo sport.

La Crocifissione bianca di Marc Chagall anche in versione tattile

La Crocifissione bianca di Marc Chagall anche in versione tattileRoma, 20 gen. (askanews) – La Crocifissione bianca di Marc Chagall – esposta fino al 27 gennaio al Museo del Corso – Polo Museale a Roma – sarà per la prima volta accessibile anche al pubblico con disabilità visive e uditive. Accanto all’originale, è ora presente un’installazione tattile, parlante e in lingua dei segni – frutto di un lavoro interdisciplinare di diversi mesi – pensata per rendere fruibile l’opera a un pubblico sempre più ampio.


Un’iniziativa fortemente voluta da Fondazione Roma, che rinnova e conferma così il suo impegno per l’accessibilità universale e una cultura realmente aperta e fruibile. L’opera è stata presentata con numerosi rappresentanti istituzionali e professionisti del settore in un incontro moderato dalla giornalista Rachele Bombace. Dopo i saluti istituzionali del Presidente Franco Parasassi e la lettera di saluto di Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, sono intervenuti: Don Alessio Geretti, Curatore degli eventi d’arte del Giubileo, Suor Veronica Donatello, Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità della CEl e Consultore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Dino Angelaccio e Odette Mbuyi, Progettisti, Gabriella Cetorelli, Accessibilità siti Unesco del Ministero della Cultura, Camilla Capitani, MAC (Movimento Apostolico Ciechi) e Miriam Mandosi dell’ENS (Ente Nazionale Sordi). “Questo progetto riflette l’impegno di Fondazione Roma nel promuovere l’inclusività anche in ambito artistico, per consentire esperienze culturali adatte a qualsiasi tipo di disabilità fisica o sensoriale – ha sottolineato Parasassi – In quest’ottica, stiamo lavorando per ampliare il numero di opere accessibili per rendere le visite guidate fruibili da tutte le persone”.


Locatelli, con una lettera di saluto, ha elogiato l’iniziativa come un passo importante verso l’integrazione di tutte le persone nelle esperienze culturali. Don Alessio Geretti, curatore degli eventi d’arte del Giubileo, ha enfatizzato l’importanza di un’arte che parli a tutti, senza barriere, e che contribuisca alla costruzione di una società più equa e solidale.


I progettisti Dino Angelaccio, Odette Mbuyi hanno illustrato le modalità innovative di fruizione dell’opera, che integrano soluzioni multimediali e tecnologie avanzate per garantire l’accesso alla cultura a tutti.

”Compagna Cuculo”, a Roma la fumettista tedesca Anke Feuchtenberger

”Compagna Cuculo”, a Roma la fumettista tedesca Anke FeuchtenbergerRoma, 17 gen. (askanews) – Il Goethe-Institut, in collaborazione con Biblioteca Europea, Baba Jaga Fest, Coconino Press, Industrie Fluviali, Naba e Hamelin, inaugura il 22 gennaio alle 19 la mostra delle tavole originali della più importante autrice del fumetto tedesco Anke Feuchtenberger tratte dalla sua opera Compagna Cuculo. La mostra, con oltre 40 tavole, si terrà presso il KunstRaum del Goethe-Institut di Roma in via Savoia, 15 fino al 31 marzo 2025.


L’artista, presente all’inaugurazione, alle 19.30 sarà protagonista del talk “La narrazione grafica per una memoria collettiva” con Chiara Lagani, autrice del graphic novel tratto da L’amica geniale di Elena Ferrante e Ilaria Tontardini, docente di Storia dell’illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna e membro dell’Associazione culturale Hamelin. “Compagna Cuculo”, edito in Italia da Coconino Press, è un romanzo di formazione potente e visionario sull’infanzia difficile di due bambine cresciute nella Germania Est degli anni Sessanta, tra le rovine del dopoguerra e le ombre del nuovo regime comunista. Una storia che abbraccia un periodo di trent’anni, arrivando fino alla caduta del Muro di Berlino, nella quale il ricordo di traumi e abusi si intreccia con un amore quasi mistico per la natura.


In oltre dieci anni di lavoro, tra indagine interiore e incessante ricerca sulle forme del disegno, Anke Feuchtenberger ha realizzato la sua opera definitiva: un romanzo di oltre 400 pagine visionario e poetico, dove i temi dell’affetto negato e la violenza della realtà sono bilanciati da una fantasia sfrenata, dall’amore quasi mistico per la natura e da una sottile ironia. L’autrice affronta questioni complesse come la condizione femminile, l’oppressione politica, l’infanzia abbandonata e offesa, la macina cruenta della Storia, ma lo fa con la voce intima di chi sussurra all’orecchio un segreto. Anke Feuchtenberger, artista visiva e autrice, è nata a Berlino (DDR) nel 1963. Il suo lavoro – dipinti, illustrazioni, fumetti, poster, costumi e marionette – ha influenzato generazioni di disegnatori. Laureata presso l’Accademia di Berlino, insegna dal 1997 all’Università di Scienze Applicate di Ambur­go, che è diventata grazie a lei il cuore dell’avanguardia fumettistica tedesca. Dal 2008 al 2015 ha diretto con Stefano Ricci la casa editrice MamiVerlag. Tra le sue opere tradotte in italiano: Quando muore il mio cane mi faccio una giacca (Coconino Press), La fessura (Canicola), Superlacrimella (Logos), Le memorie della menta piperita, con Elena Morando; La Puttana P traccia le sue orbite (Sigaretten), tassello di una trilogia realizzata con la scrittrice Katrin de Vries e selezionata tra i libri dell’anno 2023 per The Guardian. Nel 2021 ha ricevuto il “Max und Moritz” alla carrie­ra, il più importante premio per il fumetto di lingua tedesca. Compagna cuculo è stato selezionato nella shortlist del Leipziger Buchpreis 2024, la prima volta per un graphic novel. Compagna cuculo, è nella shortlist nella categoria miglior opera del Premio del Festival di Angoulême, che si terrà dal 30 gennaio al 2 febbraio 2025.


“Compagna cuculo” (titolo originale: “Genossin Kuckuck”, Reprodukt, Berlino 2023), è stato tradotto in italiano da Mariagiorgia Ulbar per Coconino Press (2024), con il sostegno del programma di sovvenzione per le traduzioni del Goethe-Institut.

Il 23 gennaio alla Stampa Romana presentazione guida “Uffici Stampa”

Il 23 gennaio alla Stampa Romana presentazione guida “Uffici Stampa”Roma, 15 gen. (askanews) – Verrà presentata giovedì 23 gennaio, alle ore 11, nella sala conferenze dell’Associazione Stampa Romana, a Roma (in Piazza della Torretta, 36), la XXIII edizione della guida “Uffici Stampa – L’Annuario della Comunicazione Italiana”. La pubblicazione edita da Comunicare ed Informare è nata nel biennio 1996 / 1997, dall’iniziativa della giornalista Maria Grazia Giordano (attuale componente della consulta uffici stampa dell’Associazione Stampa Romana), per fornire uno strumento di lavoro utile per i giornalisti.


La presentazione sarà anche l’occasione per riflettere sul ruolo dell’ufficio stampa e della comunicazione negli Enti pubblici e nel privato, l’importanza e l’autorevolezza delle fonti e sulle innovazioni tecnologiche, legate anche all’uso dell’Intelligenza Artificiale. Dai 3 mila contatti dell’edizione 1997 l’opera è arrivata agli oltre 25 mila della nuova edizione: una mappatura attenta e puntuale rivolta ai comunicatori, ai giornalisti, ai capi ufficio stampa, agli addetti stampa, ai portavoce, ai responsabili relazioni esterne e degli uffici relazioni con il pubblico, ai direttori responsabili degli house organ della pubblica amministrazione italiana e delle aziende. Un censimento aggiornato attraverso ben 128 settori pubblici e privati, come Ministeri, Regioni, Comuni, Province, Camere di Commercio, Aziende Sanitarie, Agenzie statali, fino al mondo dell’industria, dei servizi, dello spettacolo, della scuola e dell’Università. Completano l’opera le sezioni dedicate ai documenti della professione, ai media nazionali, al glossario e un doppio Indice di ricerca (per nome di persona e per nome di Ente/Azienda). L’edizione 2025 presenterà proprio nella sezione Documenti, le normative in materia di uffici stampa e comunicazione, a partire dalla Legge 150/2000.


Alla presentazione, oltre all’autrice Maria Grazia Giordano, sono attesi, tra gli altri, il segretario dell’Associazione Stampa Romana, Stefano Ferrante, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Guido D’Ubaldo, il presidente dell’Associazione Stampa Romana, Paolo Tripaldi, il vice presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio, Roberto Rossi, la presidente del Gruppo Uffici Stampa Lazio, Manuela Biancospino, il vicepresidente vicario della Consulta Uffici Stampa di Stampa Romana, Ugo Degl’Innocenti, e Gennaro Pesante dell’ufficio stampa e comunicazione della Camera dei Deputati. A moderare i lavori il presidente della Consulta Uffici Stampa ASR, Antonio Ranalli. Come ricorda Maria Grazia Giordano “alla fine degli anni ’90 gli attori che svolgevano il ruolo di addetti stampa operavano in un universo disordinato e informe. In quello scenario nacque la Guida, che vide tra i suoi sostenitori giornalisti e comunicatori come Ernesto Auci, Antonio Bettanini, Gino Falleri, Antonio Ghirelli, Bepi Nava, Mario Petrina e Alessandro Rovinetti. La pubblicazione, con la sua mappatura, cominciò a mettere ordine tra le varie professionalità. Il 3 giugno del 1997 la Guida venne presentata nella sede dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti con la moderazione di Bepi Nava e da allora, ha continuato a monitorare e fotografare il panorama italiano sia nell’ambito pubblico che privato”.

Alla Nuvola di Roma fino al 30 marzo “Euphoria – Art is in the Air”

Alla Nuvola di Roma fino al 30 marzo “Euphoria – Art is in the Air”Roma, 10 gen. (askanews) – Prosegue con successo fino al 30 marzo 2025 negli spazi de La Nuvola (EUR) di Roma la grande mostra interattiva di arte contemporanea di Balloon Museum dal titolo ‘Euphoria – Art is in the Air’, a cura di Valentino Catricalà con la collaborazione di Antonella Di Lullo, con il patrocinio del Comune di Roma e del MiC – Ministero della Cultura. Dopo la tappa di Roma, dal 5 giugno al 28 agosto 2025 la mostra si sposterà a Parigi nel prestigioso spazio del Grand Palais.


L’esposizione presenta oltre 20 installazioni monumentali e opere d’arte gonfiabile interattive – di cui la maggior parte realizzate per l’occasione da rinomati artisti contemporanei internazionali: Carsten Höller, Philippe Parreno, Martin Creed, Marta Minujín, Hyperstudio, Rafael Lozano-Hemmer, Ryan Gander, A.A. Murakami, Karina Smigla-Bobinski, Cyril Lancelin, Camille Walala, Philip Colbert, Quiet Ensemble, SpY, Nils Völker, Sun Yitian, MOTOREFISICO e Alex Schweder. Con Euphoria – Art is in the Air, il Balloon Museum cambia veste e propone per la prima volta un viaggio nell’arte contemporanea attraverso opere gonfiabili concepite non solo come medium artistico, ma anche come contenitori di interazione e coinvolgimento attivo del pubblico. Ogni angolo della mostra è una scoperta, un mondo da esplorare, dove le installazioni trasformano i 7.000 mq de La Nuvola in un luogo di meraviglia con forme inaspettate, colori, luci e suoni che stimolano i sensi e aprono a nuove prospettive. L’interazione con il pubblico è il cuore pulsante del progetto: il visitatore non è solo un semplice osservatore, ma un partecipante attivo in un percorso esperienziale che lo coinvolge totalmente.


L’Inflatable art, con la sua leggerezza e versatilità, diventa così un simbolo di un’arte che è in continuo movimento, capace di abbracciare il pubblico in un’esperienza totale. ‘Viviamo in un’epoca in cui il gonfiabile rappresenta una presenza costante nel nostro mondo occupando posizioni principali nell’entertainment, nel design, nell’architettura. Grazie a questa mostra, il gonfiabile e le sue relative declinazioni o interpretazioni, viene visto con una luce nuova: quella dell’arte visiva e della sua capacità di analisi di una società in grande cambiamento’, ha spiegato Valentino Catricalà, curatore della mostra. ‘Euphoria – Art is in the Air è un invito a riflettere sulla potenza trasformativa dell’arte, celebrando la leggerezza, l’interazione e il potere comunicativo del gonfiabile. Una nuova visione dell’arte e del mondo che ci circonda, dove ogni opera invita a un dialogo che trascende il materiale stesso e si fa veicolo di riflessione e cambiamento’. Il Balloon Museum è un progetto itinerante unico nel suo genere, che pone al centro il visitatore e la sua esperienza diretta. Prodotto da Lux Entertainment, ad oggi ha ideato altre tre mostre denominate Let’s Fly, Pop Air ed EmotionAir attualmente in tour in Europa, America e Asia. ‘Fin dalla sua nascita, il Balloon Museum ha abbracciato l’idea che gli elementi più autentici e puri dell’infanzia possano essere trasformati in potenti mezzi di espressione. Questa visione, tanto semplice quanto rivoluzionaria, è nata come risposta creativa al cambiamento del paesaggio sociale e culturale internazionale’, ha sottolineato Roberto Fantauzzi, presidente Lux Entertainment S.p.A. “Grazie alla capacità di coniugare arte e intrattenimento, creatività e meraviglia, il Balloon Museum ha offerto un’esperienza inedita e memorabile a milioni di visitatori e siamo felici oggi di ritornare a Roma, dove il progetto ha esordito nel 2021, con questa mostra inedita che porta il potere trasformativo e immaginifico dell’arte contemporanea ad adulti e bambini’, ha aggiunto.


Protagonisti dell’esposizione Euphoria – Art is in the Air sono alcuni dei più grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale che hanno interpretato l’Inflatable art attraverso la propria cifra stilistica e visione creativa. Il percorso espositivo si sviluppa in una serie di ambienti onirici e surreali, tra labirinti geometrici e architetture gonfiabili da percorrere, opere cinetiche e sonore da attivare, sfere rotolanti e palloncini che fluttuano nell’aria. Entrando più nel dettaglio, Carsten Höller ha ideato uno psichedelico ‘Light Wall’, composto da 1.152 lampadine che si accendono simultaneamente, accompagnate da un segnale stereo, che emana impulsi luminosi alla presenza dei visitatori, invitandoli a entrare in contatto con una nuova percezione visiva e sensoriale dello spazio.


Philippe Parreno presenta le installazioni Speech Bubbles e My Room is Another Fish Bowl, pensate per esplorare l’aria come elemento di trasformazione. La prima è composta da centinaia di palloncini di colore arancione che fluttuano sul soffitto interagendo con luci e ombre. Richiamando la forma delle nuvolette dei fumetti, questi palloncini evocano un dialogo sospeso che invita il visitatore a riflettere sulla natura della comunicazione. La seconda, crea invece una sorta di acquario con diversi palloncini a forma di pesce che si muovono liberamente nello spazio seguendo la corrente d’aria creata dal passaggio del pubblico, offrendo una nuova prospettiva sul soggetto e l’oggetto dell’osservazione. ‘Work No. 3883 Half the air in a given space’ di Martin Creed è una delle sue opere più iconiche, che esplora la relazione tra spazio, materia e percezione. L’installazione, interattiva e ludica, si compone di centinaia di palloncini azzurri contenuti all’interno di una struttura a forma di serra. Il pubblico è invitato ad entrare e esplorare questo spazio, vivendo un’esperienza sensoriale disorientante. Con quest’opera, Creed invita a riflettere su come la mancanza di coordinate spaziali nell’ambiente possa influenzare la nostra percezione e il nostro senso di controllo nello spazio. Marta Minujín invita il pubblico ad entrare in ‘Sculpture of Dreams’, un’imponente scultura gonfiabile alta nove metri che, grazie ai colori vivaci e al canto degli uccelli tipici dell’Argentina, ricrea un ambiente multisensoriale che offre un momento di pace, bellezza e vitalità. Il collettivo italiano Hyperstudio presenta tre opere partecipative dedicate all’essenza dell’aria e del movimento. ‘Hyperlove’ immerge gli spettatori in un ambiente surreale e onirico, evocando la connessione profonda tra terra e cielo. Il pubblico è invitato ad entrare in una piscina di sfere rosse e a interagire nello spazio che lo circonda, tra luci, tessuti e suoni, diventando parte integrante della narrativa dinamica dell’opera; ‘Invisible Ballet’, in collaborazione con Mauro Pace, invita invece a riflettere sulle forze invisibili che plasmano il nostro mondo: l’installazione presenta un vortice di palloncini brillanti in una stanza con pareti a specchio che genera un effetto visivo affascinante e ipnotico in cui i palloncini sembrano fondersi e scomparire nello spazio. ‘La Notte di San Lorenzo’ ha invece ispirato 10 Agosto, un’installazione cinetica che ricrea un ambiente magico tra luci scintillanti e suoni, dove i visitatori possono dondolarsi dolcemente su una serie di altalene ed esprimere un desiderio, scegliendo la propria ‘stella’ per trasportare i sogni nel cosmo. L’esperienza umana diventa parte integrante dell’opera con ‘Pulse Topology’ di Rafael Lozano-Hemmer: una piattaforma composta da migliaia di lampadine sospese che si illuminano in rapporto al battito cardiaco dei visitatori per formare un coro unico di luce e suono. Il percorso espositivo prosegue con ‘Imagining things outside your field of vision (Questions in a world that only wants answers)’, le gigantesche sfere rotolanti di Ryan Gander che introducono un gioco di dimensioni e prospettive inaspettate. Ogni sfera ha una domanda assurda e provocatoria stampata sulla superficie e i visitatori sono invitati a farle rotolare, dando vita ad un dialogo con l’opera stessa in grado di suscitare curiosità, risate e riflessioni. A.A.Murakami propone un’immersione nel suo universo effimero e fluttuante con ‘On the Threshold to the House of Eternity’, un’opera che dissolve i confini tra il naturale, l’industriale e il tecnologico: anelli di nebbia, programmati per apparire in sequenze precise, si formano e si dissolvono nell’aria, attraversando impalcature e macchine. Ogni anello di fumo diventa una presenza effimera e viva, lasciando scie di nebbia simili a formazioni di nuvole diffuse, che trasformano l’atmosfera dello spazio. L’opera di Karina Smigla-Bobinski, ‘ADA’, è invece una grande sfera gonfiabile costellata di carboncini che fluttua liberamente nello spazio grazie all’attivazione dei visitatori: rotolando su se stessa, la sfera finisce sulle pareti bianche della sala dando vita ad un’opera d’arte autogenerativa e in continua evoluzione. E ancora, Cyril Lancelin trasforma lo spazio con il suo universo geometrico e giocoso: l’installazione ‘Crazy Love For Polygons’ si presenta come un mutevole labirinto di grandi forme gonfiabili di colore rosso che, sovrapposte o affiancate, invitano il pubblico ad attraversare un paesaggio astratto che sfida l’architettura tradizionale. Anche Camille Walala, con il suo stile inconfondibile fatto di forme geometriche, pattern e colori vivaci, progetta una serie di strutture architettoniche gonfiabili per l’installazione ‘Follow me, I think I know the way’, un dedalo di colonne ripiegate, passaggi ad arco, tunnel ipnotici e torri sbilanciate dove l’aspetto ludico si intreccia con spazi di riflessione. Philip Colbert trasforma la sua creazione più celebre, l’iconica aragosta, in una scultura gonfiabile dalle dimensioni straordinarie: ‘Inflatable Lobster King’, con un approccio giocoso e sorprendente, mescola arte contemporanea, cultura pop e simboli del consumismo, creando un’opera che non solo è accessibile e immediatamente riconoscibile, ma anche profondamente concettuale. Il collettivo Quiet Ensemble con ‘A Quiet Storm’ crea invece un ambiente di calma e contemplazione: immerse nell’oscurità, decine di bolle di sapone fluttuano nello spazio muovendosi al ritmo di una composizione sonora creata dal duo artistico. Ripiene di fumo bianco, le bolle di sapone rivelano la loro fragilità nel contatto con il visitatore, liberando la nube densa contenuta al loro interno. SpY presenta l’installazione cinetica ‘Ovoids’ composta da otto ovoidi rossi sospesi dal soffitto, che si muovono in cicli oscillanti di rotazione tracciando coreografie ipnotiche. Con la loro geometria perfetta, questi ovoidi evocano infatti la forma primordiale dell’uovo, simbolo di nascita e purezza, e con il loro movimento richiamano il ritmo costante della vita. Proseguendo nel percorso, ‘One Hundred and Twenty’ di Nils Völker combina materiali di uso quotidiano e tecnologia per dar vita a un’opera cinetica che si muove secondo una coreografia programmata: dotata di 480 ventole che gonfiano e sgonfiano 120 sacchi della spazzatura, l’installazione cambia continuamente la sua forma secondo un movimento organico simile a onde. Sun Yitian presenta, invece, l’installazione ‘Let Me Hold You’ che riproduce a grandezza naturale i giocattoli gonfiabili che l’artista ritrae nei suoi dipinti. Tra questi il cactus, che da elemento pericoloso e inavvicinabile, è ora un palloncino liscio e privo di spine, pronto all’abbraccio del pubblico. Come suggerisce il titolo, l’opera vive infatti dell’interazione tra oggetto rappresentato e spettatore, aprendo una riflessione sul tema dell’accoglienza. Con la sua ‘Swing’, MOTOREFISICO offre un’esperienza coinvolgente che permette ai visitatori di interagire con l’opera, costituita da una serie di sfere sospese che si muovono nello spazio, rimbalzano e ruotano come un vortice. All’interno di questo ambiente ludico e dinamico, la partecipazione attiva del pubblico si traduce in una danza collettiva che esplora il delicato equilibrio tra fiducia, movimento e la gioiosa imprevedibilità dell’interazione umana. Infine, Alex Schweder con ‘The Me That Becomes Through You’ riflette sull’aria quale mezzo per costruire l’amore. L’installazione si configura come una grande gabbia al cui interno trovano posto delle grandi sfere rivestite di tessuti riflettenti e pellicce sintetiche rosa che si espandono e si contraggono modificando e restringendo lo spazio, suggerendo che l’amore è una negoziazione che si sviluppa nel tempo.

Tra tinte noir e Dylan Dog, Romics d’Oro a Barbara Baraldi

Tra tinte noir e Dylan Dog, Romics d’Oro a Barbara BaraldiRoma, 9 gen. (askanews) – Barbara Baraldi, scrittrice e sceneggiatrice poliedrica, riceverà il Romics d’Oro alla 34esima edizione del Festival, in programma dal 3 al 6 aprile 2025 alla Fiera di Roma. Con una carriera che spazia tra romanzi, racconti e sceneggiature per fumetti, Baraldi è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di letteratura noir, thriller, fantasy e fumetto.


Ha esordito nel mondo della narrativa noir con “Una storia da rubare” (2007), vincendo il premio Gran Giallo Città di Cattolica come miglior racconto. Un successo a cui sono seguite opere di grande intensità, come “La collezionista di sogni infranti” (2007) e “Lullaby – La ninna nanna della morte” (2010), che l’hanno consacrata come una delle autrici emergenti più promettenti della narrativa noir italiana. Nel 2010 Baraldi ha conquistato il pubblico con “Scarlett”, un’avvincente saga dark fantasy pubblicata da Mondadori che mescola atmosfere gotiche, orrore e romanticismo. La trilogia, composta da “Scarlett” (2010), “Scarlett: Il bacio del demone” (2011) e “Scarlett: La terza luna” (2015), ha riscosso un enorme successo tra i giovani lettori, diventando un punto di riferimento nel genere fantasy italiano.


Nel 2017, la scrittrice ha consolidato la sua vocazione al thriller psicologico per la casa editrice Giunti, dando vita alla serie di Aurora Scalviati, profiler del buio. Il primo romanzo, “Aurora nel buio” (2017), è stato seguito da “Osservatore oscuro” (2018), “L’ultima notte di Aurora” (2019), “La stagione dei ragni” (2021) e “Cambiare le ossa” (2022). Il suo ultimo romanzo è “La bambola dagli occhi di cristallo” (Giunti). Baraldi ha iniziato la sua collaborazione con Sergio Bonelli Editore nel 2012, esordendo con la storia Il bottone di madreperla, disegnata da Paolo Mottura e pubblicata su Dylan Dog Color Fest n.9, e nel 2015 ha debuttato sulla serie regolare con l’albo n.348, La mano sbagliata, illustrato da Nicola Mari. Da allora è una delle firme di punta della testata, contribuendo con opere amate come Gli anni selvaggi (2016), Casca il mondo (2019) e Jenny (2021), arricchendo il personaggio creato da Tiziano Sclavi con nuove sfumature emotive e narrative. A coronamento del suo percorso, nel maggio 2023, è stata nominata curatrice di Dylan Dog, assumendo un ruolo centrale nel futuro creativo della serie.


Nel corso della sua carriera, ha collaborato con la Walt Disney Company come consulente creativa, ha pubblicato graphic novel con editori indipendenti in Italia, e in Francia con l’editore Soleil. Ha pubblicato romanzi per Mondadori, Castelvecchi, Einaudi e un ciclo di guide ai misteri della città di Bologna per Newton & Compton. I suoi libri sono pubblicati in vari Paesi, tra cui Germania, Polonia, Inghilterra e Stati Uniti. È tra i protagonisti del documentario BBC Italian noir (2010). Dal 2017 collabora con il periodico Tutto Libri – La Stampa. Dal 2023 è docente di fumetto presso la Scuola Holden.


A Romics sarà protagonista di un incontro speciale che ripercorrerà le tappe fondamentali della sua carriera artistica e di una mostra dedicata ai suoi lavori.

Otto tele trasformate in spartiti, con live experience Maria Luisa D’Eboli

Otto tele trasformate in spartiti, con live experience Maria Luisa D’EboliRoma, 24 dic. (askanews) – La magia dell’arte e della musica che si fondono per dare vita ad una live experience unica nel suo genere: “The Shape of Sound”, il concerto/performance ideato dall’artista Maria Luisa D’Eboli che, come scrive la Storica dell’arte Alessandra De Simone, dopo il Macro di Roma, Casa Cava di Matera e la Pinacoteca Provinciale di Potenza, arriva al Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini come nuova cornice d’eccezione per questo progetto esclusivo che costituisce l’estrema essenza di una pittura d’avanguardia, protesa alla sperimentazione di un’arte sinestetica ed inclusiva estremamente innovativa.


Otto grandi tele monocromatiche in esposizione, plastiche e dinamiche allo stesso tempo, che “riproducono” con il colore il suono prodotto da strumenti musicali diversi che la D’Eboli ha realizzato ascoltando l’esecuzione di otto musicisti di fama internazionale: Mathilde Lebert, Teodor Coman, Patrick Messina, Adriana Ferreira, Lorenza Borrani, Filippo Lattanzi, Ricardo Serrano, Floraleda Sacchi. Questo il tema della mostra che prende vita in un viaggio emozionante tutto da vivere ed ascoltare, nel quale la pittrice percepisce la vibrazione e ne veicola l’energia dentro di sé riuscendo a plasmare una copiosa quantità di acrilico, con il quale traduce l’esperienza sonora in esperienza visiva. L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lazio, dal Comune di Frascati e dal Musa, sarà inaugurata il 28 dicembre 2024 alle 17.30 per poi essere esposta fino al 5 gennaio 2025. Le tele dipinte, a loro volta, trasformate in spartiti, vengono attivate dallo sguardo dello spettatore e restituiscono all’infinito la melodia che per incanto si accende e pervade lo spazio espositivo circostante. Un abbraccio musicale connette la pittura ai resti archeologici dell’età imperiale sospesi su teche trasparenti, realizzando un tessuto spazio-temporale armonioso in grado di coniugare passato e presente in un continuum che solo la magia dell’arte può realizzare.


In questo evento ad accompagnare la pittrice sarà Gaia Vazzoler, musicologa e pianista laureata al D.A.M.S. con il Prof. Mario Bortolotto e collaboratrice per oltre dieci anni dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, dove coniuga l’insegnamento del pianoforte all’attività concertistica e di divulgazione musicale, in sinergia con le più importanti e prestigiose istituzioni culturali capitoline. L’apertura della Mostra pregerà lo spettatore di un evento suggestivo dove la pittrice mostrerà sé stessa durante l’atto creativo, ovvero il momento in cui, veicolata dall’arte, avviene la sua personale connessione con il flusso vitale infinito che muove la vita, nel generoso intento di risvegliare nello spettatore la consapevolezza di poter fare della sua vita un’opera d’arte. Ingresso gratuito Museo Tuscolano Scuderie Aldobrandini piazza Guglielmo Marconi, 6, a Frascati.

”Warhol Banksy”, geni della comunicazione a confronto al WeGil a Roma

”Warhol Banksy”, geni della comunicazione a confronto al WeGil a RomaRoma, 20 dic. (askanews) – La mostra “Warhol Banksy”, curata da Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta, al WeGil di Roma dal 20 dicembre 2024 al 6 giugno 2025, patrocinata dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea e prodotta da MetaMorfosi Eventi e Emergence Festival, documenta il percorso innovativo e rivoluzionario di due grandi artisti che hanno cambiato il modo di vivere l’arte degli ultimi 50 anni: Andy Warhol e Banksy.


Un confronto tra due artisti e due personalità apparentemente distanti: il favoloso mondo di Andy Warhol, l’artista più fotografato al mondo, famoso e onnipresente, contro l’anonimo Banksy, che ha reso la sua arte un evento mediatico mondiale. Da una parte, dunque, Warhol e le sue opere diventate un prodotto di consumo e il suo nome un vero e proprio brand, e dall’altra Banksy grande esperto di comunicazione, che continua a far parlare di sé trasformando il vandalismo di strada in un evento internazionale da prima pagina, capace di raggiungere l’intero pianeta, usando il suo anonimato per diventare icona (brand) allo stesso modo di Warhol. Il focus della mostra è proprio questo: investigare in parallelo gli obiettivi e gli intenti dei due artisti che più hanno lavorato sulla propria immagine pubblica. L’arte diventa azione e la provocazione al mercato dell’arte esplicita. Le opere esposte sono oltre 100, provenienti da famose collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte. Dalla Kate Moss sensuale di Banksy alla posa della Marylin realizzata da Warhol dopo la morte dell’attrice nel 1962, al significativo ritratto della Regina Elisabetta ritratta da Warhol con il diadema reale e a quella di Banksy con le sembianze di una scimmia (Monkey Queen). E poi il famoso ritratto di Mao, Lenin e Kennedy di Warhol e la Regina Vittoria di Banksy. Grace Kelly, Mick Jagger, Keith Haring, Joseph Beuys, Liza Minelli: due artisti geniali, capaci di creare un cocktail potente di celebrità, satira e voyerismo e che hanno saputo trasformare la loro arte in un evento straordinario. La numerosissima produzione di Banksy con un esempio delle Soup che sono considerate post-produzione di una delle opere più iconiche di Warhol e il famoso autoritratto, Self Portrait, su tela del 1967 di Warhol messo a confronto con il muro di Banksy dal titolo Computer Boy (di cui alcune interpretazioni vedono nel ragazzo accovacciato Banksy da piccolo con l’identità già nascosta). Sarà in mostra anche il famosissimo muro di Banksy dal titolo Season’s greetings realizzato in Galles a Port Talbot nel 2018, che ci invita a riflettere sulle conseguenze che l’inquinamento atmosferico ha sulla nostra salute. Si affronteranno, inoltre, i grandi temi comuni a entrambi gli artisti come la Musica, che costituiranno un faccia a faccia unico. Dischi e manifesti iconici dei due artisti – tra tutti la famosa banana del 1967 della copertina di The Velvet Underground & Nico, simbolo di una generazione musicale che sarà in dialogo con l’opera di Banksy dal titolo Pulp Fiction, in cui John Travolta anziché la pistola ha in mano la banana iconica di Warhol e oltre 50, tra vinili di Warhol firmati e cd con la copertina realizzata da Banksy.


La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19 (la biglietteria chiude un’ora prima) anche il 25 dicembre e primo gennaio 2025.

Le Guide di Repubblica, “Giubileo 2025” in uscita il 23 dicembre

Le Guide di Repubblica, “Giubileo 2025” in uscita il 23 dicembreRoma, 13 dic. (askanews) – La Guida di Repubblica “Giubileo 2025. Storie, cammini, bellezze e speranze”, in edicola dal 23 dicembre, è un lungo racconto giornalistico (288 pagine) che esplora ogni avvenimento e ogni luogo dell’Anno Santo, rivolto, anche nelle versioni digitali in italiano, inglese e spagnolo che saranno a disposizione con un QRcode nello Zaino del pellegrino, ai 35 milioni di fedeli che verranno a Roma dall’Italia e da tutto il mondo.


Si apre con un testo di Papa Francesco sull’Anno Santo della Speranza, poi una presentazione di Monsignor Fisichella, delegato del Papa per l’organizzazione, e, a seguire, un viaggio tra i principali eventi con tutte le date e gli scenari in cui si celebreranno. E arriviamo ai Musei Vaticani, dalle collezioni e la Cappella Sistina ai nuovi tesori in mostra, dalla barca di San Pietro ricostruita alle statue del Canova.


Eccoci poi ai testimonial con il Giubileo dei poveri raccontato dal Cardinal Krajewski, il Pop Giubileo di monsignor Staglianò, presidente della Pontifi cia accademia teologica, e il Giubileo della fede con la biblista Rosanna Virgili. Mentre un’altra sezione di otto articoli esplora i grandi interventi della Nuova Roma del Giubileo. Dalla meraviglia della nuova Piazza Pia, davanti a via della Conciliazione, alla riqualificazione per gli eventi delle Vele di Calatrava a Tor Vergata e del parco di Centocelle, fino alla nuova passeggiata dei Fori Imperiali. Per finire con i dieci itinerari delle Vie dei Pellegrini da San Pietro alle Basiliche, ma anche ai santuari e alle Catacombe fino alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo e poi le mete di Orvieto e Assisi, Montecassino e Subiaco.


Articoli corredati con interviste a protagonisti della cultura, dell’arte e del cinema, da Corrado Augias all’artista William Kentridge, dal premio Oscar Vittorio Storaro all’ex sindaco Francesco Rutelli, all’attrice Emanuela Fanelli, allo storico dell’arte Claudio Strinati. E per chiudere le ricette dei piatti iconici romani proposte dai grandi chef. “Le Guide di Repubblica” scrive nell’introduzione il Direttore Giuseppe Cerasa “possono dare un contributo significativo a questo evento presentandosi con un volume che vuole essere una sorta di agile vademecum per chi sceglierà di vivere con armo- nia e gioia un appuntamento atteso da 25 anni”.


“Quello che vivremo a Roma con il Giubileo del 2025 sarà un anno intenso, di straordinario valore spirituale e civile”, spiega il sindaco Roberto Gualtieri. “È quindi davvero meritevole l’iniziativa del quotidiano “la Repubblica” che con questa guida potrà aiu- tare i tantissimi visitatori attesi”. Infine il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e l’assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura, Giancarlo Righini: “Il Lazio apre le sue porte all’Anno Santo. È con questo spirito che la Regione è pronta ad accogliere i milioni di fedeli che arriveranno a Roma per il Giubileo 2025, occasione di profonda riflessione spirituale, così come straordinaria opportunità per un territorio”.

Domani alla Fiera del libro di Roma focus su “Ombre adolescenziali”

Domani alla Fiera del libro di Roma focus su “Ombre adolescenziali”Roma, 7 dic. (askanews) – Nell’ambito della Fiera del Libro di Roma “Più liberi, più libri”, presso il Centro Congressi Nuvola, si terrà un evento dedicato al libro “Ombre adolescenziali”, Armando Editore, scritto dalla criminologa Antonella Cortese. Il firmacopie, che si svolgerà dalle ore 15 alle 16.30, offrirà l’occasione per incontrare l’autrice e i coautori di quest’opera, che affronta con competenza e sensibilità il delicato tema delle devianze giovanili e della criminalità minorile.


Il libro analizza le sfide e i rischi legati al mondo adolescenziale, esplorando le cause profonde che portano i giovani a comportamenti devianti e offrendo spunti di riflessione per prevenire e affrontare queste problematiche. Grazie al contributo di esperti di alto profilo, “Ombre adolescenziali” si configura come un testo di riferimento per genitori, educatori, professionisti e chiunque voglia comprendere meglio le dinamiche legate alla criminalità minorile. Un gesto di solidarietà per chi ha sacrificato tutto. Un aspetto particolarmente significativo dell’iniziativa è che il ricavato della vendita del libro sarà interamente devoluto all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri (ONAMAC), un’organizzazione che si dedica al sostegno e al futuro dei figli di coloro che hanno dato la vita per il dovere e per la sicurezza del nostro Paese. Con questo gesto, “Ombre adolescenziali” non è solo un’opera di denuncia e di riflessione, ma diventa anche un simbolo di speranza e di amore verso chi, in giovane età, si è trovato ad affrontare il dolore della perdita.


All’evento saranno presenti, insieme all’autrice Antonella Cortese: • Antonio Pignataro, Questore e rappresentante del Dipartimento Politiche Giovanili e Antidroghe della Presidenza del Consiglio; • Tenente Colonnello Stilian Cortese, Guardia di Finanza; • Domenico Scali, già dirigente generale della Polizia di Stato e docente universitario presso Sapienza di Roma, UniMarconi e Università della Tuscia di Viterbo; • Rita Cavallaro, giornalista del quotidiano Il Tempo; • Maria Antonietta Spadorcia, Vice Direttore del Tg2; • Stefania Doronso, psicologa; • Alessandra D’Alessio, psicoterapeuta. Un’opera che fa luce su un tema attuale e urgente. Attraverso un approccio multidisciplinare, il libro affronta temi cruciali quali il disagio giovanile, l’attrazione verso le devianze, le influenze sociali e familiari, con l’obiettivo di offrire soluzioni e percorsi per un recupero positivo dei giovani a rischio.