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”Le meccaniche celesti”, i segreti vecchio proiettore Zeiss Mark II

”Le meccaniche celesti”, i segreti vecchio proiettore Zeiss Mark IIRoma, 17 lug. (askanews) – Nella data in cui si ricorda l’anniversario del primo allunaggio che avvicinò l’umanità al cielo (21 luglio 1969), il Planetario di Roma dedica una serata a celebrare lo strumento che, viceversa, avvicinò il cielo all’umanità: lo storico proiettore Zeiss Mark II, capolavoro dell’ottica e della tecnologia degli anni ’20 del secolo scorso, che fu protagonista e artefice delle meravigliose notti stellate nella prima sede del Planetario, l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, dal 1928 fino agli anni Ottanta.


L’evento, dal titolo “Le Meccaniche Celesti: i segreti dell’antico Proiettore Zeiss Mark II”, si svolgerà domenica 21 luglio alle 21 nell’attuale sede del Planetario presso il Museo della Civiltà Romana all’EUR, nel cui atrio è esposto il proiettore Zeiss Mark II. L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, fa parte del ciclo di appuntamenti con i quali il Planetario di Roma, già dallo scorso anno, ha aderito e partecipa alle celebrazioni internazionali per il Centenario dei Planetari, iniziate alla fine del 2023 e in corso fino a maggio 2025, per ricordare l’invenzione del planetario moderno.


Durante la serata, si potrà studiare da vicino l’antico strumento per comprenderne tutti i segreti meccanici e ottici che gli permettevano di realizzare sulla cupola dell’Aula Ottagona una straordinaria riproduzione dell’intero cielo stellato – il modello Mark II fu il primo a proiettare entrambi gli emisferi celesti – e dei suoi fenomeni: la rotazione della volta celeste, i movimenti del Sole, della Luna e dei pianeti, i corpi celesti diffusi come la Via Lattea e le galassie più luminose, e ancora i colori delle stelle e la precessione degli equinozi. Grazie a un servizio fotografico di dettaglio, realizzato dagli astronomi Gianluca Masi e Gabriele Catanzaro, sotto la cupola digitale si farà rivivere virtualmente il “vecchio Zeiss”, mettendo in luce aspetti, a prima vista incomprensibili, dell’imponente struttura del proiettore, per poterne capire la funzionalità e apprezzare le ingegnose soluzioni tecnologiche adottate dai suoi costruttori.


Si avrà inoltre la possibilità, grazie alla partecipazione speciale di Ettore Perozzi, dell’Agenzia Spaziale Italiana, di ascoltare il racconto di uno degli ultimi testimoni che ebbero l’opportunità di studiare l’utilizzo dell’antico proiettore Zeiss per animare il cielo nell’Aula Ottagona, per ricordare come funzionava la macchina e scoprire “come faceva” a evocare ogni volta nei visitatori la meraviglia di quello che fu battezzato come il “Miracolo di Jena”, dal nome della cittadina tedesca dove nel 1923 fu inventato il primo planetario moderno. A completare la serata sarà una visita guidata in cui gli astronomi del Planetario condurranno il pubblico di fronte al grande proiettore Mark II per esplorare da vicino i suoi magnifici segreti.

Festival della Sostenibilità, tra foto, mostre e opere di riciclo

Festival della Sostenibilità, tra foto, mostre e opere di ricicloRoma, 13 lug. (askanews) – Al via oggi e fino al 15 settembre 2024 la quinta edizione di “Fai la differenza c’è… il Festival della Sostenibilità”: il contenitore di eventi e progetti che – attraverso l’arte, l’intrattenimento, il gioco, l’informazione, e molto altro ancora – si propone di diffondere i concetti di “sviluppo sostenibile” e rendere i cittadini di ieri, oggi e domani più consapevoli. L’iniziativa si svolge in diverse location della Capitale e si inaugura nel Centro Commerciale Euroma2.


Si parte sabato 13 luglio con l’inaugurazione dell’esposizione fotografica “Obiettivo Terra – Il meraviglioso patrimonio geologico e le geodiversità delle Aree Protette Italiane”, in collaborazione con la Fondazione UniVerde e la Società Geografica Italiana e con il Patrocinio di Federparchi e dalla Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) – APS. L’esposizione delle immagini resterà visibile da sabato 13 luglio a domenica 15 settembre tutti i giorni presso la Galleria IperCoop, al piano 0 (zero) del Centro Commerciale Euroma 2. Sempre nel Centro Commerciale Euroma 2, è già in mostra l’esposizione delle opere finaliste di Contesteco 2024 – free press Metro Awards, il concorso e l’esposizione di arte e design + eco del web dal concept “E se dopo il Covid-19 e le guerre in corso, arrivassero gli alieni?”. Tanti gli artisti professionisti e gli appassionati d’arte e di riciclo creativo che hanno voluto partecipare e, attraverso la loro creatività, i diversi linguaggi dell’Arte, il loro cuore e le loro emozioni, raccontare, interpretare e realizzare opere che potessero dare risposta a questa domanda.


Come ogni anno, ci sarà anche Contesteco Exhibition, l’esposizione di opere d’arte di riciclo creativo di artisti fuori concorso, legati anche loro al concetto di transizione ecologica, tra cui Norberto Cenci, Mauro Pispoli, Laura Buffa, Madia Cotimbo, Patrizia Genovesi, Fabio Ruggeri e, presenza speciale, il Movimento Riarteco; e l’esposizione di fotografie e podcast e fumetti, realizzati da alcune scuole del territorio laziale, nei comuni di Bracciano e Civitavecchia, per raccontare gli stereotipi di genere, affrontati nel progetto “E Tu di che genere sei?”, le rappresentazioni del maschile e del femminile nelle nuove generazioni. Sabato 13 e domenica 14 luglio c’è “L’Eco-Festa” del Festival, un weekend dedicato alla sostenibilità, in cui verranno presentate idee, soluzioni, aziende, organizzazioni e realtà del territorio legate al mondo della della cultura sostenibile. Special Guest Salvatore Magri, navigatore oceanico e l’Alien/Attore GPS venuto da lontano per la gioia di tutti i bambini che incontreranno Mila Cataldo di MareVivo, Aldo Pergjergji di MindSharing.Tech APS che ci racconterà della divulgazione del Coding e della robotica.


Inoltre saranno con noi Ilaria Marini e Elisa Vergnani per promuovere l’Impresa Sociale KORE e tante altre Associazioni che si occupano di sostegno ai bambini, tra cui SOS Villaggi dei Bambini, Save The Children e Emergency. A settembre si svolgerà poi l’atto conclusivo del Festival, con l’incontro workshop “Le buone re-azioni” e al consegna dei riconoscimenti agli artisti partecipanti a Contesteco 2024 – Il concorso d’arte e design + eco del web.

Scenari voto Usa alla presentazione del “Ritmo della Libertà”

Scenari voto Usa alla presentazione del “Ritmo della Libertà”Milano, 9 lug. (askanews) – Marta Dassù, Paolo Guerrieri e Andrew Spannaus discutono al Centro Studi Americani con gli autori del libro “Il Ritmo della Libertà”, che propone una originale piattaforma di interpretazione, basata sul fattore tempo, delle dinamiche sociali nella politica e nell’economia delle società complesse.


La presentazione del libro edito da Rubbettino (2024), “Il ritmo della libertà”, scritto da Roberto Menotti e Maurizio Sgroi, diventa un’occasione per applicare il metodo di indagine dei fenomeni politici ed economici proposto nel testo a un case study di stretta attualità – le prossime elezioni americane – grazie al contributo di tre acuti osservatori: Marta Dassù, Paolo Guerrieri e Andrew Spannaus. L’appuntamento è per giovedì 11 luglio alle 17.30 nella sede del Centro Studi Americani, in via Michelangelo Caetani 32, a Roma.


Il “Ritmo della libertà” analizza l’influenza e l’importanza del fattore tempo all’interno dei processi politici ed economici della società contemporanea. Nel testo si delinea un percorso multidisciplinare capace di elaborare una piattaforma sulla base della quale si sviluppa un modo originale di gestire i processi complessi. Un libro che mescola storia, filosofia e scienza per sviluppare una prasseologia, a disposizione dei policymaker, che valorizzi le straordinarie potenzialità intrinseche nell’azione umana. L’idea di fondo è che il futuro va immaginato e costruito, piuttosto che previsto, con creatività e ottimismo per non cadere nella trappola delle visioni distopiche e perfino apocalittiche. Roberto Menotti è Editor-in-Chief di Aspenia Online e Deputy Editor di Aspenia. Maurizio Sgroi è un poligrafo che studia la globalizzazione, e membro del Comitato Editoriale di Aspenia online.


I relatori sono Marta Dassù, Editor-in-Chief di Aspenia e Senior Director Europe di Aspen Institute. Paolo Guerrieri, che insegna alla Paris School of International Affairs, Sciences-Po e alla Business School dell’Università di San Diego, California. Andrew Spannaus, giornalista e analista politico.

Certosa di Trisulti, in mostra le ceramiche di Riccardo Monachesi

Certosa di Trisulti, in mostra le ceramiche di Riccardo MonachesiRoma, 30 giu. (askanews) – La Direzione regionale Musei nazionali Lazio dedica a Riccardo Monachesi, artista che usa la ceramica come suo principale mezzo espressivo, la mostra Elementa (aperta fino al 28 settembre 2024), a cura di Simona Ciofetta, negli spazi della Certosa di Trisulti: l’intero percorso dell’artista è tracciato da 26 installazioni, composte da oltre 400 pezzi realizzati dal 1990 ad oggi, create per questa occasione in dialogo con la Certosa: un allestimento in ambienti carichi di storia e di memorie, alcuni dei quali aperti per la prima volta al pubblico.


L’esposizione si inserisce nel programma di arte contemporanea della Direzione, che promuove la relazione tra i suoi siti e gli artisti, chiamati a interpretare lo spirito dei luoghi con installazioni che ricomprendono alcune opere appositamente ideate. Una mostra antologica della produzione di Monachesi, promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio per la Certosa di Trisulti, che trova, in una pacifica invasione dei suoi percorsi, un rapporto preciso con la sede monumentale, la sua storia e la sua memoria.


L’opera di Riccardo Monachesi dialoga naturalmente con lo spazio architettonico: interno o esterno, nudo o arredato, purché sia capace di rispettare la natura delicata e la cromia iridata delle sue ceramiche. Un incontro fortunato, quello tra gli spazi diffusi della Certosa di Trisulti e lo scultore, sollecitato dagli stalli silenziosi del coro della chiesa, dai giardini e dagli orti, dalla farmacia ricca dei vasi e delle vetrine settecentesche, introdotta dal fantastico salottino in cui la sapienza farmaceutica si unisce al puro divertimento nelle decorazioni, dai lunghi corridoi in penombra, dall’ampiezza meditativa del grande chiostro, dalla serie di bianche celle silenziose ormai vuote, pronte ad accogliere nuova vita grazie alle ceramiche di Monachesi. (segue)

Certosa di Trisulti, la mostra Elementa di Riccardo Monachesi

Certosa di Trisulti, la mostra Elementa di Riccardo MonachesiRoma, 24 giu. (askanews) – La Direzione regionale Musei nazionali Lazio dedica a Riccardo Monachesi, artista che usa la ceramica come suo principale mezzo espressivo, la mostra Elementa (28 giugno – 28 settembre 2024), a cura di Simona Ciofetta, negli spazi della Certosa di Trisulti: l’intero percorso dell’artista è tracciato da 26 installazioni, composte da oltre 400 pezzi realizzati dal 1990 ad oggi, create per questa occasione in dialogo con la Certosa: un allestimento in ambienti carichi di storia e di memorie, alcuni dei quali aperti per la prima volta al pubblico.


L’esposizione si inserisce nel programma di arte contemporanea della Direzione, che promuove la relazione tra i suoi siti e gli artisti, chiamati a interpretare lo spirito dei luoghi con installazioni che ricomprendono alcune opere appositamente ideate. Una mostra antologica della produzione di Monachesi, promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio per la Certosa di Trisulti, che trova, in una pacifica invasione dei suoi percorsi, un rapporto preciso con la sede monumentale, la sua storia e la sua memoria.


L’opera di Riccardo Monachesi dialoga naturalmente con lo spazio architettonico: interno o esterno, nudo o arredato, purché sia capace di rispettare la natura delicata e la cromia iridata delle sue ceramiche. Un incontro fortunato, quello tra gli spazi diffusi della Certosa di Trisulti e lo scultore, sollecitato dagli stalli silenziosi del coro della chiesa, dai giardini e dagli orti, dalla farmacia ricca dei vasi e delle vetrine settecentesche, introdotta dal fantastico salottino in cui la sapienza farmaceutica si unisce al puro divertimento nelle decorazioni, dai lunghi corridoi in penombra, dall’ampiezza meditativa del grande chiostro, dalla serie di bianche celle silenziose ormai vuote, pronte ad accogliere nuova vita grazie alle ceramiche di Monachesi. Elementa è il titolo che nasce pensando all’essenza delle opere di Monachesi spesso composte di più pezzi, in un modo che l’autore stesso varia come componesse con caratteri tipografici una pagina stampata, con elementi dotati ciascuno di autonomia espressiva ma capaci di richiamare i propri simili in composizioni multiple cariche di significato, che possiamo leggere in successioni organizzate o del tutto libere, come i Cubi o i Titoli.


L’arte ceramica è portata da Riccardo Monachesi a un altissimo livello di ricerca tecnica che coinvolge nel processo creativo quella casualità legata all’essenza stessa della creta: sostanza cedevole e reattiva che quasi mai l’artista costringe del tutto in rigide formature o in cromie prefissate, in un processo che diviene costante contesa tra l’azione dell’uomo e la risposta della materia. In una successione annunciata dal risuonare leggero delle Conchiglie mosse dal vento, per fare solo alcuni esempi, si passa dagli Pneumi, forme organiche che includono l’esigenza del respiro a Dona di memoria morandiana, dalle Ali, pensiero di libertà, alle Semilune, segno architettonico in contraddizione con l’architettura reale che si trasforma in corpo celeste, fino a soggetti propriamente religiosi quali una Via Crucis di personale interpretazione e il San Sebastiano, identificato con la colonna, simbolo architettonico per eccellenza e simbolo al contempo del martirio: di nuovo una scultura unica ma scomponibile, dal cui stesso processo creativo hanno origine anche le Carte, opere pittoriche, che ne recano le tracce quali altrettanti sudari.


Il catalogo della mostra è edito dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio e contiene la prefazione di Elisabetta Scungio, dirigente della Direzione, l’introduzione di Ursula Piccone, direttrice della Certosa di Trisulti, il saggio critico della curatrice Simona Ciofetta con le schede di tutte le opere esposte, un dialogo tra curatrice e artista e gli apparati bio-bibliografici.

Il critico d’arte Daniele Radini Tedeschi davanti a Caravaggio

Il critico d’arte Daniele Radini Tedeschi davanti a CaravaggioMilano, 20 giu. (askanews) – L’azione di Daniele Radini Tedeschi (critico d’arte e scrittore) si è svolta oggi, a Palazzo Barberini in Roma davanti l’opera di Caravaggio dal titolo “Giuditta e Oloferne” (dipinto a olio su tela realizzato circa nel 1602 dal sommo pittore italiano). L’intellettuale si è inginocchiato davanti ai visitatori che incuriositi ne ascoltavano le parole destinate a descrivere le emozioni di quel momento: “In questo quadro c’è una donna che rifiuta il ruolo di vittima, si chiama Giuditta e lei riesce a reagire ad un tiranno, il condottiero Oloferne. Da sola, trova la forza di decapitare l’oppressore suo e del suo popolo, dando così un futuro a se stessa e agli altri. Caravaggio va all’osso della vicenda, ci fa vivere il momento fatidico in cui inizia la libertà dalla violenza, la libertà dalla persecuzione. Nel quadro c’è tutto, inizio e fine, luce e ombra. E solo ora, dopo una vita intera, Oloferne si accorge, con lo sguardo scioccato, che la luce non è solo per gli uomini ma anche per le donne”. Daniele Radini Tedeschi è tra gli studiosi del Merisi avendo pubblicato ben due monografie di cui una nel 2011 “Caravaggio. Il corpus filologico completo indagato attraverso simboli e ideali” e poi quella del 2012 “Caravaggio o della Vulgata”.


“La contemplazione di un’opera può portare a una forte commozione, persino a inginocchiarsi vedendo in essa un’icona. In questo tempo piegato alla logica dell’utile e del profitto certi gesti vengono giudicati estremi o folli, semplicemente perché si è perso il senso profondo della vita. Guardare un’opera – come questa di Caravaggio – richiede una sorta di iniziazione, un’educazione dello spirito a ideali di grandezza, amore e eternità; significa non ridurla a prodotto, non subordinarla all’interesse. A tal proposito Carlo Levi diceva: “Se gli occhi guardano con amore, se amore guarda, essi vedono”, così dovrebbe essere percepito il nostro patrimonio culturale, considerandone la fragilità e al contempo la grande forza consolatoria del vivere. Allora l’arte può cambiare la vita di un paese, di una Nazione intera, anche laddove né politica, né religione riescano ma a patto che coinvolga direttamente il riguardante, la sua esperienza di abbandono e quindi la sua salvezza. Da ora in poi mi inginocchierò sempre davanti alle opere sperando che questo gesto sia a beneficio di tutti coloro che vedono in un luogo d’arte lo scenario di turismo, intrattenimento o vandalismo” (Daniele Radini Tedeschi)

Matteo Cateni presenta a Roma il romanzo “La scimmia”

Matteo Cateni presenta a Roma il romanzo “La scimmia”Roma, 19 giu. (askanews) – L’attore e musicista livornese si mette a nudo per raccontare una storia di narcotraffico e dipendenza, carcere e rinascita Il prossimo 20 giugno l’autore Matteo Cateni presenterà a Roma, alle 19:30, presso il Teatro Torpignattara il suo esordio letterario, con il romanzo “La scimmia”, tratto da una storia vera, in libreria per Paesi Edizioni. La presentazione avviene nell’ambito della rassegna “Libri in Teatro” che propone una stagione di interviste letterarie. Serata tutta da scoprire quella condotta da Alessandro Conte e Chiara Buoni che ospiteranno sul palco l’autore, attore e musicista Matteo Cateni. L’ingresso per il pubblico in sala è gratuito e si può prenotare il posto a teatro sul sito www.teatrotorpignattara.it. Il Teatro Torpignattara è in via Amedeo Cencelli, 64.


“Ogni ovulo deve pesare al massimo otto grammi, non di più. C’è chi li fa da dieci, ma io no. Per il mio esofago sono troppo grandi e rischio di farmi male. Devono essere chiusi accuratamente, il pericolo è alto. Per questo ogni corriere ha la sua tecnica. Io li confeziono personalmente, uno a uno, senza fretta. Posso metterci anche tutta la notte. Il cellophane deve essere tiratissimo, aderente come una guaina. Indosso mascherina e guanti, non tocco la merce con le mani. Rischierei di spargere molecole che potrebbero attirare i cani antidroga. E poi l’odore della cocaina mi ha sempre fatto schifo…”. Inizia così “La scimmia”, il romanzo-rivelazione di Matteo Cateni, al suo esordio letterario con questo libro edito da Paesi Edizioni, disponibile in tutte le librerie dal 10 maggio. Una lettura vivace e potente, dallo stile avvincente e scorrevole, che narra una vicenda grottesca e paradossale eppure vera come i fenomeni della tossicodipendenza e del narcotraffico: la discesa agli inferi di un ragazzo che, caduto nel tunnel dell’eroina, diventa parte di un traffico internazionale di stupefacenti da cui uscirà completamente trasformato. Nel mezzo, l’amore, la violenza, il carcere duro, le disillusioni, il Sudamerica e la ricerca disperata di scrollarsi di dosso la “scimmia” della dipendenza dalla droga. La narrazione adrenalinica di Cateni proietta il lettore in un saliscendi di emozioni, fino alla ricerca spasmodica della catarsi. Una vicenda mirabolante che attraversa tre anni e mezzo spesi tra Italia, Olanda, Ecuador e Colombia, in situazioni allucinanti e al limite della realtà.


Matteo Cateni Livorno, classe 1980, attore e musicista, è stato condannato a 8 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti tra Europa e Sudamerica. Ha scontato la pena prima nel carcere di Ibarra, Ecuador, e poi di Rebibbia, Roma.

Letterature Festival di Roma, al via il 7 luglio con Silvia Avallone

Letterature Festival di Roma, al via il 7 luglio con Silvia AvalloneRoma, 18 giu. (askanews) – Torna il Letterature Festival Internazionale di Roma, storica manifestazione dell’Estate Romana che si terrà allo Stadio Palatino, all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, con un format di cinque serate: 7, 9, 11, 13 e 16 luglio. Il titolo scelto per questa edizione è ‘Questa è la Storia – Omaggio a Elsa Morante’, un tributo a una delle più grandi scrittrici del Novecento italiano, a cinquant’anni dalla pubblicazione del romanzo.


Elsa Morante e il suo libro saranno ricordati con la lettura di due passi molto coinvolgenti de La Storia da parte di due presenze straordinarie della scena teatrale contemporanea, Carlo Cecchi e Iaia Forte. Ad aprire la prima serata, domenica 7 luglio, dopo la lettura di Carlo Cecchi, saranno la scrittrice Silvia Avallone, autrice di romanzi tradotti in tutto il mondo e vincitrice di numerosi premi, tra cui il Campiello Opera Prima e il Premio Elsa Morante 2024 con il suo ultimo romanzo ‘Cuore nero’, e la londinese Anna Metcalfe, selezionata al Sunday Times Short Story Award e nominata nel 2023 dalla rivista Granta tra i venti migliori giovani scrittori britannici per il suo romanzo d’esordio Crisalide. Chiuderà la serata l’attore e scrittore Ascanio Celestini, voce tra le più note del teatro di narrazione in Italia, che, per gli ottant’anni dalla liberazione di Roma, leggerà brani dal suo libro Storie di uno scemo di guerra, ripubblicato in occasione di questo importante anniversario. Il secondo appuntamento, martedì 9 luglio, vedrà la partecipazione della tunisina Amira Ghenim, scrittrice e docente di Linguistica e Traduzione, vincitrice del premio Sheikh Rashid bin Hamad, entrata nella rosa dei finalisti dell’International Prize for Arabic Fiction con il romanzo La casa dei notabili e insignita del premio speciale della giuria del Comar d’Or, del francese Laurent Petitmangin che con il suo romanzo d’esordio Quello che serve di notte, tradotto in dieci paesi, ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari quali il Prix Femina, il Prix Stanislas, il Prix littéraire Georges Brassens, il Grand Prix du premier roman della Societé des Gens des Lettres, il Prix Littéraire dell’ENS-Paris Saclay, il premio dei lettori del Livre de Poche, della vincitrice o del vincitore del Premio Strega 2024 e infine dello scrittore Maurizio de Giovanni, autore delle serie del Commissario Ricciardi, dei Bastardi di Pizzofalcone, di Mina Settembre e di Sara, dai romanzi del quale, sempre in vetta alle classifiche e tradotti in tutto il mondo, sono state tratte fortunate fiction televisive.


La terza serata, giovedì 11 luglio, ospiterà la scrittrice e giornalista moldava Tatiana Tibuleac che con il suo secondo romanzo ‘L’estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi’, selezionato in Italia tra i sette finalisti del Premio europeo Rapallo BPER banca 2023, ha ricevuto il Premio dell’Unione degli Scrittori di Romania, i premi spagnoli Las librerías recomiendan e Cálamo al miglior libro dell’anno. Sarà poi la volta del grande scrittore statunitense, tradotto in tutto il mondo, Peter Cameron, Premio PEN/Faulkner per la narrativa, autore di romanzi di successo, molti dei quali diventati film, quali ‘Un giorno questo dolore ti sarà utile’, ‘Cosa fa la gente tutto il giorno?’, ‘Andorra’, ‘Coral Glynn’ e ‘Cose che succedono la notte’. Chiuderà la serata la scrittrice ebrea residente a Brooklyn Temim Fruchter, autrice del romanzo d’esordio ‘Città che ride’, scelto dagli editori del New York Times. Protagonisti della quarta serata di sabato 13 luglio saranno la grande scrittrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett, creatrice dei polizieschi con Petra Delicado e autrice anche di numerose opere di narrativa non di genere tra cui ‘Una stanza tutta per gli altri’, ‘Vita sentimentale di un camionista’, ‘Segreta Penelope’, ‘Giorni d’amore e inganno’, ‘Dove nessuno ti troverà’, ‘Exit’ e ‘Uomini nudi’ (Premio Planeta 2015), vincitrice del Premio Piemonte Grinzane Noir, del Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera e del Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival, lo scrittore Premio Strega e saggista Alessandro Piperno che con il romanzo ‘Persecuzione’ è stato finalista, in Francia, ai premi Médicis e Femina e ha vinto il Prix du meilleur livre étranger, e che, insieme a ‘Inseparabili’ (Premio Strega 2012), ha dato vita al dittico dal titolo ‘Il fuoco amico dei ricordi’ e la scrittrice statunitense Claire Messud, autrice pluripremiata di numerosi romanzi quali ‘La donna del piano di sopra’, Miglior Libro dell’Anno per The New York Times Book Review, The Huffington Post, The Boston Globe e The Washington Post, La ragazza che brucia, finalista al Los Angeles Times Book Prize, I figli dell’imperatore, finalista al Man Booker Prize 2006 e scelto come Miglior Libro dell’Anno dal New York Times, dal Los Angeles Times e dal Washington Post, L’ultima vita, Miglior Libro dell’Anno per Publishers Weekly e per The Village Voice, ‘Quando tutto era in ordine’, suo romanzo d’esordio e finalista al PEN/Faulkner Award. Il suo ultimo romanzo, in uscita alla fine di giugno, è ‘Questa nostra strana storia’.


L’ultimo appuntamento di martedì 16 luglio vedrà salire sul palco del Palatino il vincitore del Booker Prize 2023 con il romanzo ‘Il canto del profeta’ Paul Lynch, considerato tra i migliori scrittori irlandesi della sua generazione, spesso accostato dalla critica a Cormac McCarthy. Tra le sue opere, ‘Cielo rosso al mattino’, accolto dalla stampa come un caso letterario, ‘Neve nera’, candidato in Francia al prix Femina e vincitore del prix des lecteurs Privat e del prix Libr’à Nous come miglior romanzo straniero, ‘Grace’, premiato come miglior romanzo irlandese dell’anno con il Kerry Group Irish Fiction Award e finalista al premio Walter Scott. Seguirà la scrittrice inglese A. K. Blakemore il cui romanzo d’esordio ‘Le streghe di Manningtree’ ha vinto numerosi riconoscimenti quali il Desmond Elliot Prize 2021, è stato selezionato per il Betty Trask Award, è stato finalista al Costa First Novel Award 2021, al 2022 Author’s Club First Novel Prize e al Blogger’s Book Prize 2022, e annoverato fra i migliori romanzi dell’anno per Evening Standard, The Times, The Sunday Times e The Guardian. La serata si concluderà con la partecipazione dello scrittore e traduttore israeliano Roy Chen, drammaturgo stabile del Teatro Gesher, vincitore del premio Shai Agnon per la letteratura. Chiuderà il Festival la lettura di Iaia Forte. Le cinque serate saranno tutte accompagnate da musiche composte ed eseguite dal vivo dalle compositrici e performer Ginevra Nervi e Rita Marcotulli, due grandi sperimentatrici musicali, pioniere di una ricerca musicale che, pur arrivando da ambienti completamente diversi, interpretano entrambe lo spirito del tempo e la forza femminile incarnata da Elsa Morante. La serata inaugurale del Festival sarà aperta dalla Rustica X Band di Pasquale Innarella che con i suoi giovanissimi musicisti renderà omaggio ad Elsa Morante e al suo mondo salvato dai ragazzini.


Il programma è curato da Simona Cives, con il contributo di un comitato scientifico composto da protagonisti di grande rilievo del panorama letterario, quali Paolo Di Paolo, Melania Mazzucco, Davide Orecchio, Igiaba Scego e Nadia Terranova, e il coordinamento artistico di Fabrizio Arcuri. I testi delle scrittrici e degli scrittori ospiti della manifestazione richiameranno tutti, liberamente, il medesimo tema: la Storia, giocata, secondo Morante, come eterno ciclo di sopraffazione dei forti sui deboli e nella quale, però, i veri protagonisti sono i “Felici Pochi”, gli unici testimoni della realtà, negli occhi dei quali ricorre “sempre l’unica eterna domanda, che è la domanda della vita stessa”. L’immagine di questa edizione, a cura di Zètema Progetto Cultura, è costruita a partire dall’incipit del romanzo: una strada fatta dalle prime parole del manoscritto de La Storia e percorsa da un ragazzo in bicicletta in uno spazio inondato di sole. ‘Celebrare l’anniversario della pubblicazione di un’opera letteraria tanto significativa del nostro Novecento come ‘La Storia’ di Elsa Morante e spingere a riflettere sui mali della guerra ritornata a bussare con forza alle porte dell’Europa sono i principali intenti di questa 23a edizione del Festival Internazionale di Roma – Letterature”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor. ‘Un’edizione che accoglierà per cinque serate molti grandi nomi della letteratura contemporanea italiana e internazionale nella meravigliosa e affascinante cornice dello Stadio Palatino, in grado di regalare atmosfere uniche’, ha aggiunto. ‘In questa ventitreesima edizione del Festival vogliamo dare voce alla nostra migliore letteratura e rendere omaggio, nel cinquantenario della pubblicazione de La Storia, a Elsa Morante, scrittore, come lei stessa desiderava essere definita, poeta, protagonista indiscussa del Novecento letterario italiano, prima donna a vincere Il Premio Strega. Lo faremo anche attraverso la lettura di alcuni passi del romanzo da parte di Carlo Cecchi e Iaia Forte. Le cinque serate allo Stadio Palatino saranno, come sempre, all’insegna della grande letteratura internazionale: tante voci diverse si rincorreranno tra loro lungo il filo della Storia e delle storie con la lettura di testi dal vivo. Protagonista del romanzo e di questa edizione è anche la città di Roma, della quale ricorre l’anniversario degli ottant’anni della liberazione, che ricorderemo con una lettura di Ascanio Celestini”, ha dichiarato la curatrice Simona Cives. “Siamo onorati di ospitare, anche quest’anno, il Letterature Festival all’interno dello Stadio Palatino, un luogo di grande importanza storica. E la Storia in tutte le sue declinazioni quest’anno riveste un ruolo centrale dal momento che il Festival celebra la figura di Elsa Morante, una scrittrice che ha saputo raccontare l’animo umano con una sensibilità unica, oggi più che mai rilevante. Attraverso iniziative come il Letterature Festival, l’obiettivo del Parco archeologico del Colosseo è continuare a promuovere dialoghi contemporanei che intrecciano arte e letteratura, stimolando riflessioni significative sul passato e sul presente’, ha commentato Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo. “Esattamente mezzo secolo fa, nel giugno del 1974, Elsa Morante pubblicava La Storia, un romanzo che gettava uno sguardo accorato sulle ferite della guerra, che aveva devastato l’esistenza degli individui e della società italiana. Quest’anno il nostro Festival non vuole solo celebrare un importante anniversario della letteratura italiana contemporanea, ma intende – a partire dalle voci più autorevoli del panorama letterario – richiamare tutti noi a una riflessione sugli orrori dei conflitti che continuano a lacerare il continente europeo e il mondo intero”, ha dichiarato Giovanni Solimine, Presidente Biblioteche di Roma. Il programma completo è sul sito www.culture.roma.it/festivaldelleletterature e sui social della manifestazione. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito senza prenotazione fino ad esaurimento posti e verranno trasmessi in diretta streaming sulle pagine Facebook di Biblioteche di Roma e di LETTERATURE Festival Internazionale di Roma e sul canale YouTube di Biblioteche di Roma. Le serate avranno inizio alle 21, con accesso allo Stadio Palatino alle 20.30. Letterature Festival internazionale di Roma è una manifestazione promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, curata dall’Istituzione Biblioteche di Roma Capitale, con il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Parco Archeologico del Colosseo, SIAE-Società Italiana degli Autori ed Editori, LEA-Liberi Autori Editori, Biblioteca nazionale centrale di Roma, sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura e con il patrocinio di AIE-Associazione Italiana Editori e ADEI-Associazione degli Editori Indipendenti, ALI-Associazione Librai Italiani, AICI-Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane. Anche quest’anno Rai Cultura è Media Partner della manifestazione.

Comunità “Nuovi Orizzonti” ospita presentazione libro Giovanni Grasso

Comunità “Nuovi Orizzonti” ospita presentazione libro Giovanni GrassoRoma, 15 giu. (askanews) – Domenica 23 giugno, alle ore 18:00, presso la Sede dell’Associazione internazionale “Nuovi Orizzonti”, presso la Cittadella Cielo in Via Tommaso Landolfi, 300, a Frosinone, si terrà la presentazione del libro “L’amore non lo vede nessuno” scritto da Giovanni Grasso, Portavoce del Presidente della Repubblica Italiana, edito da Rizzoli.


L’iniziativa vede la collaborazione tra Nuovi Orizzonti e la Camera di Commercio di Frosinone e Latina, con l’obiettivo di promuovere appuntamenti ad elevato valore culturale e sociale. Modera il direttore dell’Agenzia di stampa nazionale Askanews, Gianni Todini. A margine della presentazione si terrà un momento conviviale con l’autore.

A festival “Ebraica” ospiti Sangiuliano, Molinari, Raiz e molti altri

A festival “Ebraica” ospiti Sangiuliano, Molinari, Raiz e molti altriRoma, 14 giu. (askanews) – Si rinnova anche questo anno l’appuntamento con “Ebraica – Festival Internazionale di Cultura”, giunto alla sua XVII edizione. Promosso dalla Comunità Ebraica di Roma e curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Marco Panella, il festival animerà da domenica 23 giugno a mercoledì 26 giugno 2024 il quartiere ebraico di Roma con una seria di appuntamenti che prevedono incontri, spettacoli teatrali e concerti.


“Visionari” è il tema scelto per questa edizione di Ebraica, donne e uomini con uno sguardo rivolto al futuro, necessari per indicare direzioni nuove e tracciare strade ancora mai percorse. Il Visionario è una figura imprescindibile e in grado di lasciare il segno in ogni ambito della conoscenza, intuendo l’innovazione e la sua possibile realizzazione. Ed è proprio seguendo questo filo che interverranno gli ospiti di Ebraica, spaziando in diversi ambiti, come la cultura, la religione, la scienza la musica e il teatro. Moltissimi gli ospiti di questa edizione, tra cui il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e Maurizio Molinari, direttore de La Repubblica, che inaugureranno il festival con l’incontro Cultura e Innovazione, dialogo sui pionieri, Raiz e i Radicanto con il concerto Yam Musica Mediterranea Immaginaria, Raffaele Morelli in dialogo con Rav. Roberto Della Rocca sul tema della profezia, Pamela Villoresi con lo spettacolo teatrale Golda, scritto da Elisabetta Fiorito, Gabriele Coen con il concerto Visioni in Musica, Yarona Pinhas, studiosa di mistica e Cabbalà. E ancora Ernesto D’Argenio, protagonista del reading Il dromedario bianco, tratto da un’opera di Gerard Journò, la scrittrice, fisica e attrice Gabriella Greison, con uno spettacolo teatrale dedicato a Hedy Lamarr.