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Lollobrigida: al via nuovo bando Agrisolare, 800 mln in più

Lollobrigida: al via nuovo bando Agrisolare, 800 mln in più

Roma, 24 feb. (askanews) – Ottocento milioni di euro in più per la competitività e la sostenibilità delle imprese del settore primario e della trasformazione di prodotti agricoli. Con la pubblicazione del nuovo “Bando Agrisolare” le imprese potranno ridurre la loro bolletta energetica senza sottrarre un metro quadro di suolo ad uso agricolo. Le imprese interessate potranno presentare i nuovi progetti a partire dalle 12 del 10 marzo e fino alle 12 del 9 aprile 2026. Lo annuncia in una nota il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sottolineando che il successo dell’iniziativa “Parco Agrisolare” ha indotto la Commissione europea a finanziare a più riprese la misura. Si è passati da una dotazione originaria di 1,5 miliardi di euro a 2,3 miliardi dopo la prima rimodulazione. Con quest’ultima, che prevede 800 milioni di euro aggiuntivi, la dotazione arriva a 3,15 miliardi di euro.

Già oggi con i 2,35 miliardi di euro sono stati finanziati oltre 23.000 progetti ed il target assegnato, in termini di potenza da fonti rinnovabili da installare, è stato addirittura quadruplicato passando da 375 MW a oltre 1.500 MW. Per il settore agricolo ciò equivale ad un aumento della potenza installata del 47,7% rispetto a quella esistente, con i progetti già realizzati la capacità solare installata aumenta la capacità del 26%. Per alcune regioni, soprattutto quelle del Sud, l’aumento della capacità è ben più consistente: Campania+ 120%, Molise +112%, Puglia + 76%. Alla data odierna oltre 15.000 imprese hanno già completato l’investimento con una potenza installata di circa 1.000 MW. Il nuovo avviso che viene pubblicato oggi per un importo di circa 800 milioni si stima possa finanziare tra 4.000 e 6.000 nuove imprese.

“La misura Parco Agrisolare dimostra il grande lavoro compiuto dal governo Meloni per rendere le imprese agricole più competitive e sostenibili. Con la dotazione originaria il Pnrr per l’agricoltura poteva contare su 3,6 miliardi di euro di risorse, oggi sono 8,9 miliardi di euro a disposizione dei nostri agricoltori e dei nostri trasformatori per diventare sempre più competitivi sui mercati e in grado di investire in qualità”, ha sottolineato Lollobrigida.

La misura finanzia l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, ivi inclusi stalle, cantine, magazzini, serre, con un contributo a fondo perduto dell’80% su tutto il territorio nazionale. Se fossero stati installati a terra avrebbero richiesto l’uso di 3.000 ettari di terra che oggi invece può essere utilizzato a scopi agricoli.

Fürstenberg Sgr rileva maggioranza dell’azienda di frutta secca Noberasco

Fürstenberg Sgr rileva maggioranza dell’azienda di frutta secca Noberasco

Milano, 24 feb. (askanews) – La famiglia Fürstenberg rileva la maggioranza di Noberasco, storica società italiana della frutta secca. La stessa Noberasco fa sapere che il fondo Icct, gestito da Fürstenberg Sgr, ha acquisito la maggioranza del capitale sociale della società. L’operazione è finalizzata a supportare il percorso di rilancio e crescita della storica azienda del settore della frutta morbida disidrata e secca, in affiancamento alla famiglia Noberasco che rimarrà azionista di minoranza.

L’operazione si inserisce in continuità con il processo di turnaround industriale e finanziario di Noberasco che ha condotto alla sottoscrizione, nel dicembre 2024, di un accordo di ridefinizione dell’indebitamento complessivo della società e alla nomina di Flavio Ferretti quale Amministratore Delegato, che resta alla guida. L’operazione è la prima effettuata dalla SGR del Gruppo Banca Ifis dopo il rebranding in Fürstenberg SGR e conferma il ruolo della società di partner di riferimento per aziende storiche del tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzate da marchi forti e solide competenze industriali.

A Sana Food birre artigianali senza glutine con Unionbirrai e Cia

A Sana Food birre artigianali senza glutine con Unionbirrai e Cia

Roma, 24 feb. (askanews) – Le migliori birre gluten free e i birrifici artigianali italiani che le producono sono protagonisti del SANA Food, il salone dedicato al mondo della sana alimentazione, della sostenibilità e del benessere, grazie alle degustazioni e all’attività di promozione di Unionbirrai, associazione dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, ospite dell’area CIA – Agricoltori Italiani.

In esposizione e in degustazione alla Fiera di Bologna, le birre senza glutine di cinque birrifici artigianali vincitori dell’edizione 2025 del World Gluten Free Beer Awards. Una selezione speciale che racconta l’evoluzione di un segmento oggi sempre più centrale nel panorama brassicolo italiano.

“Le birre gluten free sono ormai espressione di qualità, ricerca e attenzione al consumatore consapevole – spiega Simone Monetti, segretario generale Unionbirrai – Chi le acquista, ormai, non lo fa soltanto per esigenze legate ad allergie o intolleranze, ma anche a un desiderio di benessere che questo prodotto garantisce. Per questo la nostra associazione pone sempre più attenzione nella selezione di questi piccoli birrifici che quotidianamente producono birre senza glutine che non hanno nulla da invidiare a quelle classiche e che hanno ormai raggiunto un livello qualitativo e di gusto che possiamo dire eccellente”.

Dal SANA Food viene lanciata l’edizione 2026 del World Gluten Free Beer Awards, il concorso internazionale dedicato esclusivamente alle birre artigianali senza glutine. Sarà possibile candidarsi a partire da metà marzo sul sito www.wgfba.com, mentre la premiazione si terrà il 31 maggio 2026 in occasione di RiminiWellness.

“L’edizione di quest’anno si annuncia particolarmente ricca di novità e rappresenterà un momento strategico per i birrifici artigianali che vogliono posizionarsi con autorevolezza in un mercato in espansione – annuncia Alfonso Del Forno, organizzatore del concorso – Le birre senza glutine hanno raggiunto un livello ormai altissimo e un pubblico sempre più ampio ed esigente che non vuole rinunciare al gusto e a tutte le caratteristiche di una buona birra artigianale”.

Il settore, infatti, è in forte crescita. Stando agli ultimi dati ufficiali della “Relazione annuale al Parlamento sulla Celiachia” del Ministero della Salute, i celiaci diagnosticati in Italia sono quasi 270 mila. A questi si aggiunge il 18% degli italiani che, secondo il Rapporto Italia 2025 redatto da Eurispes, preferiscono il senza glutine per scelta alimentare. Una fetta di popolazione sempre più ampia ed esigente in termini di varietà e qualità del gusto.

Confcooperative: ricerca e innovazione per rafforzare biologico

Confcooperative: ricerca e innovazione per rafforzare biologico

Roma, 23 feb. (askanews) – L’innovazione è la strada obbligata per le cooperative biologiche per vincere le sfide dell’agricoltura. È quanto emerge dai primi risultati di un’indagine realizzata da Confcooperative Fedagripesca in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche dalla quale è emersa come sia molto alta presso le cooperative biologiche la propensione ad investire sull’innovazione economica ed agronomica, ma che per avere risultati significativi è fondamentale continuare a puntare con determinazione sulla leva della ricerca.

Se ne è parlato oggi al Sana di Bologna nell’ambito del convegno Innovazione e ricerca in agricoltura biologica che si è svolto alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura on. Luigi D’Eramo. Negli ultimi 5 anni, quasi il 70% delle cooperative del campione analizzato ha partecipato a progetti finalizzati alla crescita e allo sviluppo di innovazioni finanziati nell’ambito della programmazione regionale dello Sviluppo Rurale. I risultati ottenuti, in particolare nell’area agronomica e di mercato, presentano ampi margini di crescita. Emblematiche sono le criticità avvertite dalle cooperative nella disponibilità di varietà adatte alle diverse condizioni pedoclimatiche, così come l’esigenza da parte delle cooperative di approfondire l’accesso ai nuovi mercati o lo sviluppo di nuovi prodotti, così come la necessità di attivare strumenti di gestione del rischio per difendersi da avversità meteoclimatiche e perdita di reddito.

“Innovazione e ricerca hanno un ruolo fondamentale per poter, nei prossimi anni, aumentare le produzioni nazionali biologiche, permettendo di utilizzare al meglio le risorse disponibili, garantire elevati standard qualitativi e affrontare le molteplici sfide che ha davanti il settore primario, a partire dai cambiamenti climatici: “consapevoli di ciò, in questi anni abbiamo sostenuto in modo convinto proprio l’innovazione e la ricerca, istituendo anche un apposito Fondo e valorizzando il lavoro dei nostri ricercatori, con l’obiettivo di avere filiere sempre più resilienti, sostenibili e competitive”, ha detto il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo.

“Sono tante le sfide a cui le aziende agricole sono chiamate a confrontarsi – ha commentato il presidente del Settore Biologico Francesco Torriani – dalle conseguenze dei cambiamenti climatici alla ricerca da parte dei consumatori di prodotti con standard qualitativi esigenti e a prezzi sempre più competitivi, alla necessità infine di trovare un equilibro tra la giusta remunerazione della materia prima e la necessità di non scaricare sul consumatore le eventuali inefficienze della filiera attraverso prezzi non competitivi. Di fronte a tali sfide è necessario investire in ricerca e innovazione, utilizzando al meglio le diverse risorse messe a diposizione, al fine di aumentare la produttività delle filiere biologiche”.

Tra le priorità, la necessità di investire nel Biobreeding, ovvero nella selezione di nuove varietà adatte al metodo biologico in coerenza con i principi dell’agroecologia e la digitalizzazione fondamentale per migliorare l’organizzazione, tracciare le produzioni, supportare le decisioni degli agricoltori, ma soprattutto per portare maggior valore aggiunto alle ns produzioni.

D’Eramo: biologico e made in Italy sono un binomio vincente

D’Eramo: biologico e made in Italy sono un binomio vincente

Roma, 23 feb. (askanews) – “Fiere come queste rappresentano importanti vetrine delle eccellenze dei nostri territori, del patrimonio di biodiversità e di produzioni che coniugano insieme qualità e sostenibilità”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Luigi D’Eramo, presente oggi a Sana Food e a Slow Wine Fair, le due manifestazioni organizzate da BolognaFiere, con il Patrocinio del Masaf.

Il sottosegretario è intervenuto a Rivoluzione Bio, gli Stati generali del biologico, consueto appuntamento per tracciare un bilancio sullo stato del settore e indicare le strategie e le politiche nazionali per il suo sviluppo. “La fotografia complessiva del comparto – ha affermato – si conferma positiva: per superfici coltivate, con sette regioni più la Provincia autonoma di Bolzano che sono già oggi sopra il 25% di Sau bio e altre due molto vicine all’obiettivo, e per numero di operatori. Dati che consolidano la leadership dell’Italia. In questi anni abbiamo colto significativi risultati anche grazie alle misure e ai fondi messi in campo come Masaf a sostegno di associazioni, biodistretti e filiere biologiche”.

Anche per quanto riguarda i programmi della misura Pnrr che riguarda i contratti di filiera il biologico gioca un ruolo chiave, con 28 programmi su 88 totali. “Numeri che potranno aumentare grazie ai 2 miliardi di euro aggiuntivi alla dotazione Pnrr di competenza del Masaf”, ha aggiunto D’Eramo.

Il sottosegretario ha ricordato come tra gli strumenti più attesi ci sia il Marchio del biologico italiano, alla cui adozione mancano solo gli ultimi passaggi procedurali. “Biologico e Made in Italy – ha ricordato D’Eramo – rappresentano un binomio vincente e una grande opportunità di sviluppo. I dati confermano che prosegue il trend di crescita dei consumi domestici e delle esportazioni, con interessanti prospettive legate ai consumi fuori casa”.

Il Marchio Bio italiano quindi “sarà un valore aggiunto sia per i cittadini sia per i produttori e aiuterà a valorizzare e a difendere le filiere nazionali, dando ulteriore slancio a un modello di agricoltura capace di rispondere alle grandi sfide che abbiamo davanti. Basti citare un dato riportato da Nomisma: oggi i due terzi dei consumi è concentrata sul 20 per cento delle famiglie. Il Marchio del bio italiano potrà così dare maggiore forza soprattutto alle produzioni delle aree interne e di montagna. Continuiamo a puntare in modo convinto su innovazione e ricerca e su modelli virtuosi per la salute e per l’ambiente”, ha concluso D’Eramo.

Dazi Usa, Scocchia: da Ue serve risposta compatta per garantire stabilità

Dazi Usa, Scocchia: da Ue serve risposta compatta per garantire stabilità

Milano, 23 feb. (askanews) – Per Cristina Scocchia, amministratrice delegata di illycaffè, le aziende di fronte alla nuova ondata di incertezze generata dai dazi di Trump devono essere in grado di reagire in tempi brevi, cercando di cogliere opportunità alternative in altri mercati. Dal canto loro, tuttavia, le istituzioni europee devono dare una risposta compatta e responsabile, per garantire stabilità.

“La notizia dell’introduzione di nuovi dazi generalizzati da parte dell’amministrazione Usa aggiunge ulteriore instabilità a un quadro geo economico già complesso – dice in una nota – Dal punto di vista delle aziende la pianificazione strategica e lo sviluppo operativo diventano sempre più sfidanti a causa di un contesto che cambia continuamente secondo logiche difficilmente prevedibili”.

“In uno scenario internazionale così fluido, il nostro compito come imprese è quello di essere pragmaticamente strategiche e strategicamente pragmatiche – prosegue – Questo significa essere capaci di reagire in tempi brevi adattando piani e strategie al fine di minimizzare gli impatti negativi e cercare di cogliere, ove presenti, opportunità alternative in altri mercati, senza perdere di vista la strategicità del mercato americano nel lungo termine”.

“Ovviamente – conclude – dalle istituzioni europee ci aspettiamo una risposta compatta, ragionata e responsabile, volta a garantire stabilità negli accordi commerciali.”

Gruppo Callipo: fatturato a 112 mln, investe 15 mln su conserve alimentari

Gruppo Callipo: fatturato a 112 mln, investe 15 mln su conserve alimentari

Milano, 23 feb. (askanews) – Prosegue la crescita di Callipo, gruppo calabrese di conserve ittiche, che nel 2025 ha registrato un fatturato consolidato superiore ai 112 milioni di euro e che ora annuncia anche un piano di investimenti triennale da 15 milioni per le conserve alimentari.

Nel corso del 2025, la storica azienda di conserve ittiche – la principale del gruppo – ha registrato un fatturato di 93,2 milioni di euro in aumento del 4,5% rispetto all’anno precedente. Un incremento accompagnato da un aumento dei volumi complessivi, che raggiungono 9,64 milioni di chilogrammi (+5,2%).

Sul mercato italiano, la gdo rimane il principale canale, con un fatturato in aumento del 5,3% rispetto al 2024. “L’incremento è supportato anche dalla crescita dei volumi (+8,2%), principalmente riconducibile alla Linea filetti che segna un +6,9 % – si legge – A dare impulso alle vendite anche la Linea vetro (+15,4%) e le specialità (+9,1%) a conferma dell’interesse del mercato verso segmenti ad alto valore aggiunto”.

Ma sono i mercati esteri a confermarsi il principale motore di sviluppo del 2025. “L’export arriva a pesare il 21% del fatturato totale – spiega l’azienda calabrese – Un contributo particolarmente significativo per questo risultato proviene dal mercato cinese, che nel 2025 si è ulteriormente consolidato raggiungendo un fatturato di 8,7 milioni di euro, composto per il 95% da prodotti a marchio ‘Callipo’, in aumento del 39,1% rispetto all’esercizio precedente”.

Il percorso di espansione di Callipo conserve alimentari è accompagnato anche da nuovo piano di investimenti di circa 15 milioni di euro per il prossimo triennio. “Gli investimenti sono fondamentali per proseguire la nostra visione di crescita sostenibile, per continuare ad innovare ed essere competitivi. L’obiettivo è aumentare ulteriormente la capacità produttiva del nostro stabilimento di Maierato (VV) e realizzare un nuovo e moderno reparto confezionamento che sarà a San Pietro lametino di fianco al magazzino prodotto finito già operativo dal 2021 “, dichiara Giacinto Callipo, membro del cda di Callipo group.

Il 2025 è stato un anno significativo anche per Callipo gelateria che raggiunge un fatturato di 6,4 milioni di euro in aumento del 27,4% rispetto al 2024. A incidere su questo risultato sono state in particolar modo le performance sul mercato estero, che segnano un +68,2% del fatturato e +36,1% dei volumi. L’incremento è in larga parte attribuibile a un’operazione commerciale avviata sul mercato canadese, che ha generato un aumento delle forniture e rafforzato il presidio del brand su un mercato ad alto potenziale. Oltre al Canada, altri Paesi esteri rilevanti sono Australia e Cina.

Oltre alla Giacinto Callipo Conserve Alimentari e Callipo Gelateria, il Gruppo comprende anche Popilia Resort, Callipo Group, Callipo Agricoltura, Callipo Turismo, Med Frigus, e Med Cibus. Le società, che occupano oltre 400 lavoratori, sono guidate dal cavaliere del Lavoro Filippo Callipo con i due figli Giacinto e Filippo Maria che rappresentano la quinta generazione della famiglia.

“Anche quest’anno, come da tradizione, abbiamo scelto di condividere i risultati positivi raggiunti con tutti i nostri collaboratori attraverso l’erogazione, nel mese di gennaio, di un premio del valore di 950 euro in buoni carburante come risposta al caro vita – ha dichiarato Pippo Callipo, presidente del CdA di Callipo Group – Siamo una grande ‘famiglia’, oltre 400 persone tutti i giorni contribuiscono al successo aziendale non solo con impegno e passione ma condividendo i valori fondanti di qualità, rispetto e senso di appartenenza. Si cresce insieme per guardare con fiducia e ottimismo al futuro”.

Coldiretti: candidatura Martina Fao, ora da Ue posizione unitaria

Coldiretti: candidatura Martina Fao, ora da Ue posizione unitaria

Roma, 23 feb. (askanews) – Coldiretti esprime in una nota “grande apprezzamento” per la decisione del Governo italiano e dei ministri Lollobrigida e Tajani, di candidare Maurizio Martina alla guida della FAO dal 2027, una scelta che “rafforzerebbe il ruolo e la credibilità dell’Italia in un organismo centrale per le politiche agricole e alimentari globali – dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – Martina ha dimostrato con il suo lavoro di saper costruire e mantenere un rapporto proficuo nell’interesse agricolo, non solo italiano”.

“Con l’importante esperienza maturata in questi anni – sottolinea il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – In una fase segnata da tensioni sui mercati, emergenza climatica e crescenti disuguaglianze, il nostro Paese può e deve svolgere un ruolo da protagonista nelle sfide legate al cibo, alla tutela delle produzioni e al contrasto della fame nel mondo”.

“La candidatura di Martina – concludono Prandini e Gesmundo – rappresenta un’opportunità strategica e ci auguriamo che l’Europa prenda una posizione unitaria su una nomina di tale rilievo”.

In 2025 vendite bio a 6,9 mld, +6,2%; DM primo canale acquisto

In 2025 vendite bio a 6,9 mld, +6,2%; DM primo canale acquisto

Roma, 23 feb. (askanews) – Nel 2025 le vendite di biologico nel mercato italiano hanno raggiunto i 6,9 miliardi di euro. I consumi domestici pesano per 5,5 miliardi, mentre oltre 1,35 miliardi di euro sono consumi che passano per il canale fuori casa. La Distribuzione Moderna si conferma il primo canale di acquisto di biologico, pesando per il 64% del totale delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani. Nel 2025 le vendite di biologico nel canale si attestano a 3,5 miliardi di euro, con una crescita del 6,1% rispetto al 2024. Il 20% dei consumi interni passa, invece, dai negozi specializzati nel Bio, che nell’ultimo anno hanno visto un incremento del valore delle vendite del +7,5%. E’ quanto emerge dall’Osservatorio SANA che Nomisma ha presentato oggi a Bologna Fiere in occasione di Rivoluzione Bio in collaborazione con Federbio e Assobio.

Il fuori casa nel biologico rappresenta un canale strategico, non solo per il suo peso numerico e per l’ampia consumer base, ma anche perché offre al consumatore l’opportunità di scoprire e provare ingredienti innovativi o prodotti bio che difficilmente sceglierebbe per le preparazioni in cucina. L’indagine evidenzia che oltre 8 ristoranti su 10 e 7 bar su 10 utilizzano ingredienti/propongono prodotti biologici, soprattutto ortofrutta, olio extra vergine di oliva, passate, latte, miele. Estremamente diffusa anche la presenza di vini bio: l’85% dei ristoratori e dei bar propongono vini biologici. Le motivazioni legate all’inserimento del biologico sono principalmente riconducibili alla volontà di conferire al locale un posizionamento premium legato alle caratteristiche distintive di qualità del prodotto biologico (51%).

Accanto a questo driver, tra le ulteriori motivazioni il bio è visto come espressione di una scelta etica e di sostenibilità (46%), nonché di una proposta coerente con le esigenze di benessere e salute del consumatore (40%). Tra le motivazioni che spingono a introdurre prodotti biologici c’è anche la sinergia tra i diversi attori della filiera: alcuni ristoratori (38%) propongono prodotti bio proprio perché attivati dai produttori locali.

Una conoscenza approfondita del biologico rappresenta un fattore decisivo per rafforzarne la presenza nel canale fuori casa. Oggi, però, il 75% degli operatori non dispone di informazioni sufficienti sul metodo produttivo e sui suoi effetti su ambiente, salute e benessere animale. Ma il 26% degli operatori prevede infatti un incremento del valore degli acquisti di materie prime bio nei prossimi 2-3 anni, segno di una crescente fiducia nel suo potenziale. Parallelamente, il 28% si aspetta un minor numero di occasioni di consumo fuori casa come strategia delle famiglie per contenere la spesa, rendendo ogni uscita più selettiva e orientata verso locali esperienziali e proposte di qualità.

Cia: bio italiano leader in Ue, politica ora rafforzi il settore

Cia: bio italiano leader in Ue, politica ora rafforzi il settore

Roma, 23 feb. (askanews) – Il biologico italiano accelera, consolida la leadership in Ue e archivia definitivamente l’etichetta di settore di nicchia. Ora, però, serve uno scatto della politica: più risorse, meno burocrazia e una Pac realmente europea. A lanciare il messaggio, evidenziando le priorità per rafforzare il bio tricolore in una fase decisiva per il futuro dell’agricoltura è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto a “Rivoluzione Bio”, evento centrale del Sana Food, insieme ad Anabio, l’associazione dedicata della Confederazione.

I numeri confermano un comparto in piena espansione: lato consumi, le vendite alimentari bio nel 2025 hanno raggiunto 5,5 miliardi e l’export 3,9 miliardi; lato produzione, oltre 2,5 milioni di ettari sono coltivati a biologico (20,2% della superficie agricola nazionale, la quota più alta nell’Ue) con quasi 100mila operatori, di cui il 90% aziende agricole. Inolrtre, quasi il 20% delle aziende bio è guidato da giovani (contro meno del 10% nel complesso del settore) e la superficie media aziendale supera i 29 ettari, più del doppio della media nazionale di circa 12 ettari.

“E’ un comparto dinamico, capace di attrarre nuove generazioni e investimenti: sostenibilità e redditività possono andare di pari passo – ha detto Fini – L’Italia è protagonista della transizione ecologica in Europa. Ora servono scelte politiche coerenti e lungimiranti per consolidare questa leadership”.

Ma la proposta di riforma della Pac post 2027 procede, invece, in direzione opposta. “Non lo possiamo accettare. Frammentare e rinazionalizzare la Pac significherebbe indebolire il mercato unico e mettere a rischio proprio quei settori, come il biologico, che hanno bisogno di una cornice europea forte, stabile e coerente – ha avvertito il presidente di Cia – Il bio non può diventare una variabile subordinata alle decisioni di bilancio dei singoli Paesi”.

Fondamentale, per il bio, anche la semplificazione amministrativa, che è “una condizione essenziale per crescere”. In quest’ottica, ha detto Fini, “accogliamo con favore la revisione mirata del regolamento Ue 848/2018, che punta a ridurre la complessità normativa, rendere più omogenee le regole tra gli Stati membri e facilitare lo sviluppo della filiera senza abbassare gli standard di qualità e controllo”.

A livello nazionale, “bene il via libera al marchio del biologico italiano, che dà più valore alle nostre produzioni e rafforza la trasparenza nei confronti dei consumatori”, ha aggiunto il presidente di Cia. Altre priorità riguardano “la revisione necessaria del decreto legislativo 148/2023, in particolare del sistema dei controlli e del regime sanzionatorio, oggi troppo oneroso”. Al tempo stesso, “bisogna dare piena attuazione al Piano di Azione Nazionale per il biologico 2024-2026, con interventi per stimolare la domanda, sostenere nuove conversioni, investire in comunicazione, formazione e assistenza tecnica e aggiornare il sistema informativo digitale”.