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Coprob: superare momento crisi con convinzione e trasparenza

Coprob: superare momento crisi con convinzione e trasparenza

Roma, 27 feb. (askanews) – Gestire “al massimo delle nostre possibilità questa difficile fase contingente che riteniamo transitoria, convinti che il rilancio non sia solo possibile, ma debba essere doveroso. È altresì essenziale ed imprescindibile che il valore economico e sociale dell’unico zucchero italiano 100% sia ritenuto strategico su scala nazionale e chiediamo pertanto il coinvolgimento delle istituzioni regionali e soprattutto ministeriali per individuare le soluzioni più proficue per restituire vigore ad un settore storico ed identitario del territorio e del nostro paese oggi in profonda crisi”. Così il presidente di Coprob Italia Zuccheri, Luigi Maccaferri, dopo che il Consiglio di amministrazione di Coprob Italia Zuccheri ha dovuto decidere una temporanea sospensione stagionale dell’impianto di trasformazione di Pontelongo, in Veneto, alla luce della situazione complessiva maturata in questi mesi nella filiera bieticola e negli altalenanti equilibri nei mercati dello zucchero.

“Mantenere nello stabilimento di Pontelongo (Pd) l’importante settore di confezionamento dello zucchero è per noi un segnale tangibile e chiaro della rilevanza che questo sito produttivo ha per la cooperativa”, ha aggiunto.

La sospensione temporanea dell’impianto è imputabile, ha spiegato Coprob, all’andamento deficitario emerso nelle ultime due annate a causa delle ripercussioni sulla coltura di eventi estremi climatici e all’attacco da parte di parassiti infestanti: due elementi che hanno pesantemente condizionato i soci a rinunciare alla semina della barbabietola portando ad oggi una superficie contrattualizzata a barbabietola lontana dai minimi livelli necessari per garantire la sostenibilità economica dell’impianto.

“Oggi – ha evidenziato il direttore generale di Coprob Moreno Basilico – con senso di massima responsabilità, vogliamo riaffermare l’impegno che, in costante, trasparente e proficuo dialogo con le rappresentanze sindacali presenti consenta di individuare le migliori soluzioni per la forza lavoro, adoperandoci insieme per superare questo particolare momento di crisi. È altrettanto importante sottolineare che tutte le produzioni di barbabietola fin qui contratte dai nostri soci conferenti dal Veneto saranno ritirati al prezzo già fissato in precedenza e processati nell’impianto di Minerbio (Bo) che proseguirà regolarmente le proprie attività”.

“L’auspicio naturalmente è quello di poter tornare al più presto a poter contare su una quantità di ettari di coltivazione seminati a barbabietola da zucchero, sufficienti per poter mettere in funzione entrambi gli stabilimenti di trasformazione”, ha concluso.

Al via domenica Sol Expo 2026: 90 eventi dedicati a olio di oliva

Al via domenica Sol Expo 2026: 90 eventi dedicati a olio di oliva

Roma, 27 feb. (askanews) – Più di novanta appuntamenti in tre giorni tra attualità, formazione e gusto, in un viaggio che abbraccia l’Italia dell’olio d’oliva da Nord alle isole. SOL Expo si prepara a tagliare il nastro della seconda edizione, in programma a Veronafiere da domenica 1 marzo al 3 marzo 2026 con 15 regioni produttrici presenti in quartiere e la presenza di 230 aziende da Italia, Slovenia, Spagna e Ungheria, oltre alle principali associazioni di settore.

Sul fronte del programma, si parte domenica mattina con l’inaugurazione con gli interventi del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Patrizio La Pietra, e del direttore aggiunto del Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi), Abderraouf Laajimi. È atteso per la prima giornata di manifestazione anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

In evidenza tra gli appuntamenti dedicati ai temi caldi del settore il convegno previsto nella mattinata di lunedì, dedicato alle “Sfide di mercato per l’olio di oliva in un mondo che cambia”, un excursus sullo scenario globale dal cambiamento climatico ai cambiamenti produttivi e dai consumatori alle dinamiche di prezzo. Partecipano al dialogo Patrizio La Pietra, Abderraouf Laajimi, il direttore della North American Olive Oil Association, Joe Profaci, ed Evita Gandini, head of market insight di Nomisma che presenterà la nuova consumer survey realizzata dalla società di ricerche per SOL Expo. L’analisi sulla congiuntura economica e su scenari futuri e futuribili prosegue nel pomeriggio con “Dal mercato europeo a quello Mediterraneo fino al Mercosur: i venti che sferzano l’olivo e l’olio di oliva”, il talk che vedrà gli europarlamentari Dario Nardella (Commissione Agricoltura Parlamento europeo) e Stefano Cavedagna (Commissione Mercato Interno Parlamento europeo) confrontarsi con Patrizio La Pietra, Javier Olmedo, direttore della Fundation de Olivar, e Gennaro Sicolo, vicepresidente del Comitato consultivo del Coi.

È previsto invece per l’inizio della seconda giornata il Tavolo Piano Olivicolo Nazionale del Masaf, a cui seguirà “Quanta voglia di sostenibilità: dalla realtà scientifica alla narrazione per l’olio extravergine di oliva”, con il punto di vista del ministro Francesco Lollobrigida, di Abderraouf Laajimi, e di Alessia Zucchi, ad Oleificio Zucchi. Tra gli appuntamenti istituzionali, la Giunta Nazionale di Fiepet Confesercenti, in programma nel primo pomeriggio del lunedì.

Rovagnati investe sulla Scuola di salumeria, banco gastronomia vale 3,7 mld

Rovagnati investe sulla Scuola di salumeria, banco gastronomia vale 3,7 mld

Milano, 26 feb. (askanews) – Un progetto di formazione dedicato agli addetti del banco gastronomia. E’ quello che porta avanti anche nel 2026, Rovagnati con il format Scuola di salumeria. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con la grande distribuzione, spiega l’azienda, “si pone l’obiettivo di valorizzare il banco taglio rafforzandone il ruolo strategico all’interno del punto vendita. In un momento in cui la fedeltà del consumatore all’insegna diminuisce del 4,6%, mettere al centro competenze, esperienza e persone può fare la differenza nel recuperare l’attrattività del banco servito, favorendo la fidelizzazione del cliente finale”.

Il progetto si articolerà in vari appuntamenti che si susseguiranno nel corso dell’anno e coinvolgeranno vari operatori della gdo. Il primo incontro del 2026 è stato realizzato in collaborazione con Coop Lombardia lo scorso 28 gennaio nella sede Rovagnati di Biassono. Con quest’iniziativa, l’azienda spiega di voler contribuire concretamente “allo sviluppo del segmento del fresco, un settore strategico che in Italia rappresenta il secondo comparto per importanza dopo la drogheria alimentare”. Il mercato dei salumi, infatti, nel nostro Paese raggiunge un valore complessivo di circa 6,2 miliardi, di cui il 60% è generato dal banco gastronomia (3,7 miliardi).

La Scuola di salumeria, che si inserisce nel più ampio programma di iniziative formative organizzate dalla Rovagnati Academy, si configura come laboratorio multidisciplinare rivolto a giovani addetti e salumieri professionisti, e si basa sulla condivisione dell’esperienza di specialisti del settore.

Grazie alle competenze trasversali dei docenti Rovagnati, l’iniziativa mira a favorire l’apprendimento di nozioni in ambito alimentare e gastronomico, sanitario e normativo, con particolare riferimento al comparto degli affettati. I protagonisti sono i salumi: dalle competenze teoriche alla gestione quotidiana dei prodotti, passando per i comportamenti virtuosi da tenere al banco.

“Scuola di salumeria nasce per celebrare e valorizzare l’eccellenza e l’artigianalità del banco gastronomia come luogo di relazione, promuovendo la trasmissione di competenze tecniche e il savoir-faire, a dialogo sia con i professionisti più rodati del settore che con le nuove generazioni – ha dichiarato Roberto Montorfano, commercial director di Rovagnati – Con questo progetto di formazione condiviso ci impegniamo a sostenere la professionalità degli operatori per garantire continuità al comparto e consolidare il ruolo strategico della gastronomia nel fresco italiano. Avere al nostro fianco i clienti in questo percorso rafforza in noi la convinzione che la formazione e la cooperazione attiva siano due ingredienti fondamentali per il futuro della filiera”.

Lollobrigida: da ColtivaItalia 300 mln per rilancio olivicoltura

Lollobrigida: da ColtivaItalia 300 mln per rilancio olivicoltura

Roma, 26 feb. (askanews) – “Cresce l’oleoturismo. È la dimostrazione che quando valorizziamo le nostre eccellenze, l’Italia corre. Paesaggi scolpiti nei secoli dal lavoro degli agricoltori diventano sviluppo, occupazione, ricchezza. Con Coltivaitalia investiamo 300 milioni per rilanciare l’olivicoltura nazionale”. Così il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sul proprio profilo Fb.

“Più produzione, più competitività, più forza al nostro ‘oro verde’ – spiega – Difendiamo la terra, sosteniamo le imprese, rafforziamo una colonna portante della nostra tradizione e della qualità italiana che il mondo ci riconosce e sceglie ogni giorno. Avanti così”, conclude il ministro.

Lidl apre a Milano 800esimo negozio, investirà 1,5 mld in prossimi 3 anni

Lidl apre a Milano 800esimo negozio, investirà 1,5 mld in prossimi 3 anni

Milano, 26 feb. (askanews) – Lidl ha tagliato il traguardo del suo 800esimo punto vendita in Italia. Una tappa del suo percorso di crescita che punta ad alzare la serranda del negozio numero 1.000 entro il 2030. Il nuovo store ha aperto i battenti a Milano in viale Corsica, zona est della città, insieme ad altri 11 negozi nel resto d’Italia (Gorizia, Villa Guardia, Villa D’Almè, Verona, Lido Adriano, Foligno, Roma, Taranto, Barletta, Elmas), portando a 23 le aperture in meno di due mesi:

“E’ un traguardo eccezionale per noi e allo stesso tempo è il frutto di un percorso che ormai supera i trenta anni”, ha detto Emilio Arduino, amministratore delegato Sviluppo immobiliare e servizi centrali Lidl Italia, ricordando l’arrivo nel 1992 nel nostro Paese dell’insegna di discount. “La nostra è una ricetta composta da tre ingredienti: il primo è sicuramente il fatto che abbiamo creduto in questo Paese; il secondo è sicuramente è il lavoro che fa la pubblica amministrazione nel creare le condizioni per poter innovare e creare un terreno fertile per le imprese stesse, e il terzo, ovviamente, è la fiducia che i consumatori ci danno ogni giorno”.

Da inizio anno l’insegna della gdo, che oggi vanta una quota di mercato del 6%, ha investito oltre 220 milioni di euro e dato lavoro a più di 320 persone. Un impegno che rientra in un piano di investimenti a lungo termine che guarda al 2030: “Se parliamo di investimenti parliamo di due miliardi di investimento negli ultimi cinque anni più un miliardo e mezzo nell’arco dei prossimi tre anni – ha sottolineato Arduino – Noi pensiamo che questo contributo sia anche una giusta restituzione alla comunità. Noi lavoriamo e collaboriamo continuativamente con le comunità locali, proprio per cercare di fare i nostri interventi nel modo più adeguato al contesto e per rispondere alle esigenze della comunità”.

La collaborazione con il territorio rientra in un approccio più ampio che mette insieme l’interesse privato dell’insegna con l’impegno alla riqualificazione urbana. E il negozio di viale Corsica a Milano ne è un esempio, frutto di una acquisizione di un ramo d’azienda che ha incluso anche il mantenimento del contratto per 33 dipendenti: “Oggi di più del 70% dei nostri interventi avviene in contesti di rigenerazione urbana – ha spiegato – Nello specifico Milano Corsica era un esercizio esistente, attivo (dell’insegna Bennet ndr), che poi ha chiuso e abbiamo pensato di poter subentrare a questa attività, rigenerando una situazione compromessa”.

Oggi quello di viale Corsica, con i suoi 1.500 metri quadrati di superficie, è lo store più grande di Milano, che, come avviene in tutti gli altri casi, è stato rinnovato seguendo gli standard aziendali di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. La stessa direzione che, spiega Arduino, seguiranno gli investimenti da 1,5 miliardi previsti per il prossimo triennio

“Il piano di investimenti nei prossimi tre anni è ambizioso – ha detto – possiamo dire che il 70% degli investimenti sarà concentrato sull’ampliamento della rete, ma ci sarà anche un buon 20-25% legato alla logistica, che deve rifornire la nostra rete. Oggi sicuramente siamo molto forti al Nord, quindi il Centro-Sud sarà un focus e poi le grandi città”. “L’obiettivo ovviamente è diventare il discount, non essere un discount – ha concluso – un obiettivo ambizioso, ma che pensiamo con il nostro ritmo di poter raggiungere”.

Agci Agroalimentare: con dazi Usa filiere cooperative a rischio

Agci Agroalimentare: con dazi Usa filiere cooperative a rischio

Roma, 26 feb. (askanews) – AGCI Agroalimentare esprime forte preoccupazione per l’ipotesi di nuovi dazi statunitensi sui prodotti agroalimentari italiani. L’associazione avverte che un aumento delle tariffe potrebbe alterare “in modo significativo” l’equilibrio delle filiere cooperative, con effetti diretti sulla competitività, sulla programmazione produttiva e sulla sostenibilità economica delle imprese associate.

L’eventuale estensione dei dazi a comparti ad alta vocazione export, come vino, formaggi, olio e conserve, infatti arriverebbe in un momento già segnato da costi di produzione instabili, tensioni logistiche e una concorrenza internazionale sempre più aggressiva. In questo scenario, le cooperative, che operano con margini più contenuti e un forte radicamento territoriale, sarebbero tra i soggetti più esposti.

“Nuove tariffe doganali da parte degli Stati Uniti avrebbero un effetto a catena sulle nostre filiere – afferma il presidente di AGCI Agroalimentare, Antonello Capua – Le cooperative non possono assorbire aumenti improvvisi dei costi senza ripercussioni sulla redditività e sulla capacità di garantire valore ai soci produttori. Parliamo di settori che rappresentano un presidio economico e sociale per intere aree rurali. Per questo chiediamo un intervento immediato del Governo e della Commissione europea per scongiurare l’introduzione dei dazi e difendere la competitività del Made in Italy”.

Secondo AGCI Agroalimentare, l’applicazione delle misure tariffarie potrebbe tradursi in un calo della domanda statunitense, con ripercussioni sull’export e sul posizionamento competitivo; una compressione dei margini lungo la filiera, soprattutto per le cooperative di trasformazione; la perdita di quote di mercato a vantaggio di Paesi non soggetti a misure analoghe; un aumento dei costi di adeguamento legati a packaging, certificazioni e logistica e difficoltà nella programmazione agricola e nella stabilità dei redditi dei soci conferenti.

“Serve una risposta compatta e un negoziato solido – aggiunge Capua – L’Unione Europea deve presentarsi unita al confronto con Washington, evitando divisioni che indebolirebbero la posizione dei produttori europei. Le cooperative sono pronte a collaborare con le istituzioni, ma è indispensabile una strategia chiara per tutelare un settore che contribuisce in modo decisivo alla bilancia commerciale e alla reputazione internazionale dell’agroalimentare italiano”.

Diageo affida a Gruppo Montenegro distribuzione di Johnnie Walker e Bulleit

Diageo affida a Gruppo Montenegro distribuzione di Johnnie Walker e Bulleit

Milano, 26 feb. (askanews) – Da aprile Gruppo Montenegro distribuirà in Italia Johnnie Walker e Bulleit, due whisky del portafoglio di Diageo. Le due società hanno, infatti, sottoscritto un nuovo accordo strategico per la distribuzione su tutto il territorio nazionale di due brand di del gruppo inglese.

La partnership, spiga Gruppo Montenegro, “nasce dall’ambizione di rafforzare ulteriormente entrambi i brand all’interno della categoria whisky, con un forte focus sull’aumento della visibilità e sull’espansione della loro presenza su tutti i canali”. Il posizionamento strategico di Johnnie Walker e Bulleit continuerà a essere guidato da Diageo Italia, che manterrà la responsabilità di tutte le attività di marketing e comunicazione dei brand sul mercato italiano. L’accordo di distribuzione avrà inizio dal primo aprile 2026 e avrà una durata pluriennale.

“L’Italia merita il meglio di questi brand iconici, con una visibilità, una presenza e un’energia che riflettano davvero il loro posizionamento globale – ha commentato Caoimhe McCabe, Managing Director di Diageo Italia – La collaborazione con Gruppo Montenegro, uno dei principali player italiani nel settore degli spirits premium, oltre a garantire competenza e copertura del mercato, apporta una forte expertise nella distribuzione nella categoria whisky e non solo, e ci consentirà di accelerare ulteriormente la nostra crescita e rafforzare il legame con clienti e consumatori in tutto il Paese”.

“Questo accordo rappresenta un importante riconoscimento della scala, della qualità e dell’efficacia della piattaforma distributiva nazionale di Gruppo Montenegro, nonché dell’expertise senza pari che abbiamo sviluppato nel tempo nella categoria whisky e nel più ampio segmento degli spirits premium – ha sottolineato Paul Douek, membro dell’Executive board di Gruppo Montenegro – In qualità di top player nel mercato italiano, siamo pronti a mettere in campo la nostra eccellenza commerciale, la profonda conoscenza del mercato e le relazioni consolidate con i clienti per accelerare ulteriormente il potenziale di crescita di entrambi i brand in tutta Italia, in sinergia con il nostro portafoglio di spirits premium, che include alcune delle eccellenze italiane più riconosciute”.

Nestlé in Italia: premio fino a 2.900 euro ai propri dipendenti

Nestlé in Italia: premio fino a 2.900 euro ai propri dipendenti

Milano, 26 feb. (askanews) – Il gruppo Nestlé in Italia corrisponderà un premio fino a 2.900 euro ai suoi collaboratori e collaboratrici che lavorano in tutte le sue sedi e fabbriche nel Paese. Lo riporta in una nota la multinazionale svizzera che ha deciso di riconoscere per i risultati raggiunti nel 2025. In 5 anni i dipendenti hanno ricevuto premi fino a 13.925 euro.

Il premio di produzione “è il risultato di un importante accordo con le organizzazioni sindacali e rappresenta – spiega l’azienda – un aiuto concreto a favore delle persone del gruppo Nestlé in Italia”.

“Siamo contenti di poter confermare anche quest’anno un importante premio di produzione. Supporto economico, servizi e soluzioni di welfare permettono di contribuire concretamente al benessere delle persone sul luogo di lavoro e nella loro vita privata, una priorità assoluta per il gruppo Nestlé in Italia” – ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del gruppo Nestlé in Italia.

Oltre a questo contributo monetario, l’azienda prevede anche la possibilità di usufruire di diverse tipologie di servizi e di soluzioni di welfare. Tra queste, il Fab working, il modello di smart working flessibile e bilanciato sviluppato da Nestlé, e il “Nestlé baby leave”, il congedo di paternità o per il secondo caregiver della durata di 3 mesi.

Ismea e Masaf al Sol Expo per promuovere l’olio Evo italiano

Ismea e Masaf al Sol Expo per promuovere l’olio Evo italiano

Roma, 26 feb. (askanews) – Ismea sarà presente al SOL Expo 2026 di Verona con uno spazio istituzionale dedicato e un calendario di attività di informazione e divulgazione organizzato nell’ambito del Programma di promozione e valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva (EVO) italiano, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

L’Area espositiva Masaf-Ismea, dedicata al tema “L’olio extravergine d’oliva protagonista della Cucina italiana Patrimonio UNESCO”, si propone come punto di riferimento per operatori del settore, esperti e studenti. Da primo al 3 marzo si alterneranno masterclass rivolte agli Istituti alberghieri e agrari, condotte da docenti ONAOO e CREA, e momenti di approfondimento sui dati economici della filiera. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre attivo un desk informativo con personale specializzato, a disposizione per illustrare servizi, strumenti finanziari e opportunità che Ismea mette in campo a sostegno delle imprese olivicolo-olearie.

Un calendario ricco e qualificato che conferma l’impegno istituzionale nella valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva, rafforzando il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo della formazione e contribuendo alla crescita delle competenze dei futuri professionisti del mondo dell’Horeca.

Nasce in Sicilia realtà aggregata agroalimentare e turismo

Nasce in Sicilia realtà aggregata agroalimentare e turismo

Roma, 26 feb. (askanews) – E’ stata ufficializzata la fusione per incorporazione del Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in rete e del Distretto del Sud-Est Sicilia “Etna – Val di Noto che darà vita alla più grande realtà aggregativa di imprese del settore agroalimentare in Sicilia. Insieme portano in ‘dote’ un patrimonio produttivo di 7650 imprese e 17mila e 500 addetti di imprenditori agricoli con un fatturato complessivo, diretto e indiretto, legato alle produzioni di qualità che si aggira su 1miliardo di euro.

Una galassia dell’agroalimentare dell’eccellenza siciliana, di cui fanno parte le principali filiere regionali e di agricoltura sociale che grazie a questa fusione “avranno a disposizione uno strumento strutturale capace di accompagnare le imprese nei processi di transizione ecologica, digitale e internazionalizzazione”, ha detto Angelo Barone, presidente del Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in rete, nonché della Rete C.I.B.O. in Sicilia (Cultura – Identità – Biodiversità – Organizzazione) che è il soggetto attuatore del contratto di distretto.

L’operazione rappresenta una scelta di sistema, finalizzata a rafforzare in modo strutturale il comparto agroalimentare regionale, superando frammentazioni territoriali e costruendo una piattaforma integrata capace di unire dimensione locale e visione internazionale. Ne fanno parte molti distretti produttivi siciliani (Agrumi di Sicilia, Ortofrutticolo di qualità di Sicilia, Frutta in guscio, Filiera lattiero casearia, Cerealicolo siciliano, Pesca e della crescita blu, l’Associazione Produttori Olivicoli); centri di ricerca quali Corfilcarni, Corfilac, dai Biodistretti Terre degli Elimi e Valle del Simeto; più rilevanti consorzi di tutela, tra cui Pomodoro di Pachino IGP, Cioccolato di Modica IGP, Ragusano DOP, Olio Monti Iblei DOP, Cerasuolo di Vittoria DOCG, vini Etna DOC e Monte Etna DOP.

Nel corso dell’Assemblea è stato rinnovato il Direttivo del Distretto del Cibo, presieduto da Angelo Barone e con Giovanna Licitra vice presidente, Capo Area Attività Promozionali della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia. A breve sarà rinnovato anche il Comitato di Gestione della rete C.I.B.O. in Sicilia. Grazie a questa fusione, il Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in Rete consolida il proprio ruolo di piattaforma regionale di coordinamento delle filiere agroalimentari e dei territori produttivi.