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Torna Roma “Vini Selvaggi”, la fiera del vino naturale

Torna Roma “Vini Selvaggi”, la fiera del vino naturale

Roma, 2 mar. (askanews) – Roma si prepara ad accogliere la nuova edizione di Vini Selvaggi, la fiera indipendente dedicata ai vini naturali e all’agricoltura artigianale, in programma al San Paolo District dal 7 al 9 marzo 2026. Tra le novità in programma la festa di apertura “Naturalmente Selvaggi!”, in programma sabato 7 marzo dalle 16 alle 22, sempre al San Paolo District.

Nata come spazio di incontro tra vignaioli, operatori professionali e pubblico appassionato, Vini Selvaggi è diventata negli anni un punto di riferimento nazionale per chi ricerca nel vino autenticità, coerenza agricola e una visione culturale alternativa ai modelli industriali. L’edizione 2026 riunirà oltre 120 vignaioli indipendenti provenienti dall’Italia ma anche da Francia, Spagna, Slovenia, Austria con numerose e interessanti novità. La ricerca è orientata verso nuove realtà, spesso poco conosciute anche al pubblico più appassionato. In degustazione vini identitari, spesso fuori dagli schemi convenzionali, ma profondamente legati ai territori di origine.

Accanto alla parte espositiva, il programma prevede momenti di approfondimento culturale dedicati ai temi dell’agricoltura sostenibile, del vino naturale e delle trasformazioni del mondo rurale contemporaneo. L’Area Food – Artigiani del Gusto affianca la proposta vitivinicola. Il Corner Distillati & Birre Artigianali, con DrinkIt, Distillerie Capitoline, L’Ardente, Liquorificio 4.0 e Birrificio Freelions, amplia il percorso espositivo attraverso una selezione di produzioni indipendenti che interpretano la fermentazione e la distillazione in chiave artigianale, con attenzione alla ricerca, all’identità territoriale e alla qualità produttiva.

Unionbirrai: bene emendamenti su birra in Coltiva Italia

Unionbirrai: bene emendamenti su birra in Coltiva Italia

Roma, 2 mar. (askanews) – Dall’istituzione del “turismo brassicolo”, con l’estensione alla birra delle norme previste per l’enoturismo dando vita alle “strade della birra”, alle semplificazioni fiscali e amministrative per i microbirrifici, fino al rifinanziamento del fondo per le filiere strategiche che include espressamente quella brassicola. Sono questi gli obiettivi di diversi emendamenti presentati al DDL “Coltiva Italia” per sostenere il comparto della birra artigianale italiana, accolti positivamente da Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti.

Tra gli interventi di maggiore rilievo figura l’introduzione di un articolo interamente dedicato al “turismo brassicolo”, che estende al comparto della birra artigianale le disposizioni già previste per l’enoturismo. La norma definisce il turismo brassicolo come l’insieme delle attività di conoscenza della birra nei luoghi di produzione, le visite alle coltivazioni di orzo e luppolo, la degustazione e la commercializzazione della birra aziendale in abbinamento ad alimenti, oltre a iniziative didattiche e ricreative. Viene inoltre prevista l’applicazione al settore brassicolo della disciplina delle “strade del vino”, equiparando di fatto il comparto a quello vitivinicolo anche sotto il profilo della promozione territoriale.

Un ulteriore emendamento rafforza la promozione dei microbirrifici quali espressione della produzione artigianale e territoriale, consentendo loro di svolgere attività di vendita, somministrazione e accoglienza in modo funzionalmente integrato alla produzione, senza modifica della destinazione d’uso dei locali.

“Da tempo Unionbirrai promuove il turismo brassicolo come leva strategica per lo sviluppo dei territori – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai – I birrifici artigianali non sono solo luoghi di produzione, ma presìdi culturali e mete da visitare, parte integrante di itinerari turistici capaci di valorizzare le eccellenze locali. L’estensione alla birra delle norme previste per l’enoturismo rappresenterebbe un riconoscimento importante per il nostro settore”.

Sul fronte delle semplificazioni fiscali e amministrative, gli emendamenti prevedono modalità di circolazione semplificata per la birra ad accisa assolta prodotta dai microbirrifici e demandano al Ministero dell’Economia e delle Finanze l’adozione di ulteriori misure di snellimento in materia di accertamento e contabilizzazione. “Le semplificazioni proposte vanno nella direzione di ridurre il carico burocratico che grava sui piccoli produttori, consentendo loro di concentrarsi sulla qualità e sull’innovazione – prosegue Ferraris – Un quadro normativo più chiaro e coerente è fondamentale per sostenere la crescita dei microbirrifici italiani”. Unionbirrai valuta positivamente anche il rifinanziamento del fondo per la tutela e il rilancio delle filiere strategiche, tra cui quella brassicola. “Gli emendamenti presentati al DDL ‘Coltiva Italia’ rappresentano un segnale concreto di attenzione verso un settore che contribuisce in modo crescente all’economia agricola e alla valorizzazione delle produzioni locali”, conclude Ferraris.

In Lidl Italia arriva nuovo ceo Brandenburger: accelererà svuluppo insegna

In Lidl Italia arriva nuovo ceo Brandenburger: accelererà svuluppo insegna

Milano, 2 mar. (askanews) – Lidl ufficializza la nomina di Martin Brandenburger a ceo dell’insegna nel nostro Paese. Brandenburger prende il posto di Massimiliano Silvestri, che a novembre aveva lasciato la carica di amministratore delegato di Lidl Italia dopo 6 anni e 24 in azienda.

“Assumo la guida di Lidl Italia con grande determinazione e sguardo rivolto al futuro – dichiara Brandenburger – Questa azienda ha costruito una storia straordinaria, ma il nostro obiettivo oggi è scrivere un nuovo capitolo, ancora più ambizioso. Non ci limiteremo a gestire il presente: vogliamo accelerare il nostro percorso di innovazione per definire i nuovi standard della distribuzione in Italia. La nostra sfida sarà quella di evolvere il modello di business ponendo al centro le persone, la sostenibilità e la valorizzazione del made in Italy, che porteremo con ancora più forza sui mercati internazionali. Insieme a una squadra di oltre 23.000 collaboratori, siamo pronti a cogliere le nuove opportunità del mercato con coraggio e visione strategica”.

Nel suo nuovo ruolo, spiega una nota, Brandenburger avrà il compito di imprimere una forte accelerazione al percorso di sviluppo dell’insegna che ha da poco toccato il traguardo degli 800 punti vendita, rafforzando il posizionamento di Lidl non solo come punto di riferimento per la spesa, ma come motore innovativo per l’economia del Paese e per l’export del made in Italy.

Martin Brandenburger ha ricoperto per 4 anni il ruolo di Ceo di Lidl in Grecia e a Cipro, delineando la traiettoria di entrambi i mercati grazie a un pensiero strategico e a una visione chiara. Vanta una dinamica carriera di 18 anni in Lidl, dove ha ricoperto diverse posizioni strategiche in vari Paesi europei, tra cui Croazia, Svizzera, Italia e Malta, oltre ad aver consolidato le sue competenze in ambito logistico presso la casa madre.

L’azienda inoltre comunica il passaggio di Sebastiano Sacilotto, attuale chief people officer, a Chief operations officer, ruolo precedentemente ricoperto da Roberto Eretta che, in un’ottica di sviluppo professionale, andrà a svolgere la stessa funzione presso Lidl Gran Bretagna. Marco Monego subentra come nuovo chief people officer, carica sinora ricoperta in Lidl Germania. Infine, il ruolo di chief merchandising officer viene affidato a Maria Lovecchio.

Cia: subito tavolo nazionale per salvare filiera italiana zucchero

Cia: subito tavolo nazionale per salvare filiera italiana zucchero

Roma, 2 mar. (askanews) – Aprire subito un tavolo nazionale con tutti gli attori del comparto bieticolo-saccarifero per definire un piano straordinario di rilancio della produzione di zucchero 100% italiano. È la richiesta di Cia-Agricoltori Italiani, che sottolinea come la situazione critica della filiera imponga un confronto urgente con le istituzioni per individuare soluzioni condivise.

Negli ultimi vent’anni, infatti, l’Italia ha progressivamente smantellato uno dei suoi comparti storici. Prima della disastrosa riforma dell’OCM Zucchero del 2006, il Paese contava oltre 250.000 ettari coltivati a barbabietola, 19 zuccherifici attivi lungo la penisola e una produzione superiore a 1,5 milioni di tonnellate, che garantiva la piena autosufficienza nazionale. Oggi le superfici si sono ridotte a meno di 19.000 ettari complessivi e l’import copre circa l’80% del fabbisogno interno.

Non solo. Ora, ricorda Cia, con la decisione di Coprob Italia di sospendere per il 2026 il funzionamento dello stabilimento di Pontelongo, nel Padovano, resta un unico zuccherificio attivo e operativo in Italia: quello di Minerbio, in Emilia-Romagna. Per Cia, si tratta di un brutto colpo in uno degli ultimi importanti areali di produzione – il Veneto con circa 4.000 ettari – che mette in pericolo centinaia di posti di lavoro, diventando al contempo l’emblema della crisi del settore e del rischio di vedere la parola fine alla produzione di zucchero in Italia.

Eppure, la barbabietola resta una coltura strategica per l’economia di diversi territori e per l’equilibrio agronomico delle aziende, grazie al suo ruolo nelle rotazioni e nella fertilità dei suoli. A pesare, nel tempo, dinamiche globali aggressive sui prezzi, aumento dei costi energetici, regole europee stringenti sui fitosanitari e concorrenza extra-Ue senza reali condizioni di reciprocità.

Secondo Cia, però, ormai non è più tempo di interventi tampone o di gestione dell’emergenza. È necessario un confronto che coinvolga agricoltori, industria di trasformazione e istituzioni, per costruire una prospettiva credibile di rilancio. Serve una strategia strutturale: misure settoriali nazionali e regionali, regole uguali per l’import e investimenti in innovazione, anche a partire dalle Tecniche di evoluzione assistita.

“Non possiamo permettere che l’Italia esca definitivamente dalla produzione di zucchero – dichiara il presidente nazionale, Cristiano Fini – Chiediamo al governo di convocare con urgenza un tavolo di filiera per salvaguardare un comparto che significa lavoro, sostenibilità e tradizione agricola”.

Afidop: cresce visibilità formaggi Dop-Igp in menu ristoranti

Afidop: cresce visibilità formaggi Dop-Igp in menu ristoranti

Roma, 2 mar. (askanews) – Nel 2025, rispetto al 2023, è cresciuta del 20% la visibilità dei formaggi Dop-Igp nei menu dei ristoranti italiani e nel 52% dei casi le denominazioni sono citate correttamente. Alcuni formaggi arrivano quasi al 100% di correttezza. E’ il risultato delle ricerca promossa nel 2025 da Afidop per analizzare la presenza e la corretta comunicazione dei formaggi DOP e IGP nei menù online della ristorazione italiana.

Dopo il progetto pilota realizzato nel 2023, che aveva coinvolto un numero limitato di Consorzi associati Afidop (Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Quartirolo Lombardo, Taleggio, Fontina, Montasio e Provolone Valpadana), l’edizione 2025 ha esteso l’indagine a tutti e 22 i Consorzi DOP e IGP aderenti ad Afidop, offrendo una visione completa dell’universo delle Indicazioni Geografiche tutelate dall’Associazione.

L’analisi online 2025 ha rilevato la presenza di almeno una delle denominazioni oggetto di studio in 2.630 locali, pari al 24,4% del panel analizzato. Il dato è sostanzialmente in linea con l’indagine del 2023 (25,3%), ma assume un particolare rilievo considerando l’ampliamento del numero di denominazioni analizzate, che oggi comprende sia formaggi DOP sia IGP. Nel complesso sono stati individuati 8.058 contenuti, con una crescita significativa della media di riscontri per locale, passando da 2,56 a 3,06 (+20%), a conferma di una maggiore visibilità delle Indicazioni Geografiche nei menù online.

Come già emerso nel 2023, le denominazioni tutelate sono presenti in tutte le province italiane. Firenze e Bologna si confermano ai primi posti per numero di menù che riportano formaggi DOP e IGP. Tra i formaggi DOP, le denominazioni più diffuse restano Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana e Gorgonzola, che insieme rappresentano il 78% dei contenuti rilevati. L’analisi si è però concentrata anche sulla correttezza delle citazioni. In questo ambito emerge un dato significativo: il Gorgonzola registra il più alto livello di attenzione, con il 33,8% delle citazioni pienamente conformi ai disciplinari. Seguono Parmigiano Reggiano (15,4%) e Grana Padano (11,3%).

Alcune denominazioni risultano citate sempre in modo accurato, tra cui Asiago, Caciocavallo Silano, Fontina, Montasio, Piave, Strachitunt, Salva Cremasco e Taleggio. In particolare, il Gorgonzola raggiunge il 99% di correttezza, seguito da Pecorino Romano e Bitto (entrambi al 94%). Nel complesso, la corretta adesione ai disciplinari di produzione è stata riscontrata nel 52% dei casi, con un miglioramento rispetto al 2023.

Per le denominazioni già incluse nello studio del 2023, si osserva un miglioramento generalizzato nella precisione delle citazioni. Il Gorgonzola passa dal 94% al 99%, il Parmigiano Reggiano dal 23% al 37% e il Grana Padano dal 22% al 29%. Restano tuttavia alcune criticità, soprattutto nella citazione di denominazioni più articolate o molto note, che tendono a essere abbreviate o utilizzate in modo generico. Un segnale positivo riguarda l’aumento dell’utilizzo dell’acronimo DOP nei menù online, mentre l’indicazione della stagionatura resta una pratica ancora limitata, ma in crescita rispetto al 2023.

Gruppo Sparkasse e Consorzi Agrari a sostegno imprese agricole

Gruppo Sparkasse e Consorzi Agrari a sostegno imprese agricole

Roma, 2 mar. (askanews) – Accordo tra il Gruppo Sparkasse e Consorzi Agrari d’Italia per sostenere le imprese agricole italiane. Sparkasse è il primo gruppo bancario indipendente con sede nel Nord Est, composto da Sparkasse-Cassa di Risparmio di Bolzano e CiviBank-Banca di Cividale e l’intesa ha l’obiettivo di garantire agli agricoltori liquidità e supporto per l’accesso ai mezzi tecnici, ai servizi (tra cui mangimi, impiantistica, sistemi di irrigazione e soluzioni per l’agricoltura di precisione), nonché di favorire l’innovazione tecnologica e la transizione energetica. Tutto a condizioni agevolate e con modalità di rientro in linea con i flussi di cassa e con i tempi propri dell’agricoltura.

Grazie a “Risultato Sicuro”, la storica iniziativa di CAI che, dal 2022 al 2025, ha permesso di concedere fidi a tasso zero per oltre 157 milioni di euro per un risparmio complessivo che si può stimare attorno ai 6 milioni di euro di interessi, le aziende agricole, clienti del Gruppo Sparkasse, potranno attingere a un plafond dedicato e programmare annualmente gli acquisti di mezzi tecnici.

Risultato Sicuro è infatti un servizio di credito a tasso zero, esclusivo della rete Consorzi Agrari d’Italia, al quale ha aderito il Gruppo Sparkasse per la gestione delle forniture agricole. “Il finanziamento è valido per acquisti effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e CAI si farà carico della quota interessi e delle commissioni sul fido, a partire dall’apertura del rapporto fino al 31 dicembre 2026”, spiega Andrea Galliazzo, Responsabile Prodotti Finanziari per i clienti di Cai.

Leonardo Maria Del Vecchio investe sul gin giapponese a tiratura limitata

Leonardo Maria Del Vecchio investe sul gin giapponese a tiratura limitata

Milano, 27 feb. (askanews) – Leonardo Maria Del Vecchio amplia i suoi investimenti nel mondo del food and beverage puntando sul gin. Lmdv Capital, il family office del quartogenito di Leonardo Del Vecchio, insieme a Mario, Matteo e Francesco Miyakawa lancia Shirabi Gin, un gin “a tiratura volutamente ridotta, costruito attorno a un’idea di precisione, purezza e cura del dettaglio”, spiega una nota.

La ricetta, creata insieme al distiller Yoichi Motoki, valorizza botaniche giapponesi rare, selezionate e lavorate per esprimere “purezza, profondità e una silenziosa intensità”. Anche la bottiglia rispecchia questa ricerca, in acciaio inossidabile, il materiale che dà vita alla visione del designer di fama internazionale Kenya Hara.

La produzione è limitata a 5.000 bottiglie l’anno e l’assegnazione avverrà unicamente tramite prenotazione, con selezione e quantità controllate. La supervisione creativa è curata da Giovanni e Francesco Bassan, che svilupperanno l’identità creativa del progetto con un linguaggio contemporaneo ed essenziale.

Il lancio di Shirabi, spiega Lmdv Capital, si inserisce in un progetto più ampio che punta a sviluppare i concetti di “precisione ed esclusività” di questo primo prodotto dando vita ad un nuovo punto di riferimento nel mondo dei fine Japanese spirits.

Per segnare il debutto, Shirabi darà vita a una private experience a Milano il 28 febbraio e il primo marzo presso per 120 ospiti.

Il Crea a Sol Expo con masterclass e degustazioni

Il Crea a Sol Expo con masterclass e degustazioni

Roma, 27 feb. (askanews) – Il Crea partecipa a Sol Expo 2026, la manifestazione dedicata alla filiera dell’olio extravergine di oliva e degli oli vegetali made in Italy, punto di riferimento per gli operatori professionali nei mercati locali e globali, in programma a Verona dall’1 al 3 marzo. I ricercatori dei centri Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura e Politiche e Bioeconomia proporranno a visitatori e studenti assaggi e degustazioni di oli, masterclass sulle qualità sensoriali dell’olio, Trivia Game “Gioca con Oleario”, un quiz didattico per scoprire le qualità dell’Olio evo italiano e un incontro per promuovere la diffusione della cultura olivicola al femminile, in collaborazione con l’Associazione Donne dell’Olio.

“L’olio – afferma il presidente Crea, Andrea Rocchi – è il condimento principe della cucina italiana, patrimonio immateriale Unesco e riflette, attraverso una straordinaria biodiversità olivicola, unica al mondo, con ben 737 varietà di olivo registrate, la ricchezza e la molteplicità dei nostri territori. Il CREA in tal senso dà un contributo fondamentale perché custodisce una tra le collezioni di biodiversità olivicola più ampie del mondo ed è impegnato a diffondere la cultura dell’olio e l’educazione alla sua qualità a grandi e piccoli. Sul fronte della ricerca, invece, intendiamo sostenere l’olivicoltura italiana nelle numerose e complesse sfide che deve affrontare, dal cambiamento climatico al miglioramento genetico, dalla difesa fitosanitaria dell’olivo alla qualità salutistica dell’olio, fino alla valorizzazione dei prodotti secondari dell’industria olearia”.

I dati di produzione dell’olio d’oliva italiano mostrano una situazione di ripresa per la campagna 2025-2026, dopo un’annata, quella del 2024, che ha segnato un calo significativo a causa delle condizioni climatiche. Le previsioni per la nuova campagna indicano una crescita del +30% rispetto alla stagione precedente, con una produzione nazionale attesa intorno alle 300.000 tonnellate. La produzione della campagna 2024 è stata caratterizzata da un’annata in forte calo, con stime che indicano un volume tra le 200.000 e le 210.000 tonnellate, segnando una flessione del -32%/-36% rispetto all’anno precedente.

La Puglia si conferma la prima regione italiana per produzione di olio d’oliva, coprendo oltre il 45% del totale nazionale, seguita da Sicilia e Calabria. Nonostante la flessione produttiva, l’export di olio di oliva italiano ha mostrato una crescita, con un aumento del +42,6% nei primi mesi del 2024, evidenziando la forza del “Made in Italy” nonostante i minori volumi disponibili. A livello globale, per effetto dell’alternanza produttiva e dei cambiamenti climatici, l’Italia è scivolata al quinto posto tra i produttori mondiali, dopo Spagna, Turchia, Tunisia e Grecia. La ripresa nel 2025 è dovuta a un clima più favorevole, in grado di migliorare le rese, sebbene il settore continui a dover affrontare la sfida della siccità e la necessità di investimenti per l’irrigazione di precisione.

Lollobrigida: buon lavoro a Cremonini e direttivo Federprima

Lollobrigida: buon lavoro a Cremonini e direttivo Federprima

Roma, 27 feb. (askanews) – “Congratulazioni e buon lavoro a Serafino Cremonini, eletto presidente di Federprima, e ai vicepresidenti Silvio Ferrari e Andrea Valente. In un settore strategico come la prima trasformazione, la tutela delle imprese e della qualità alimentare è una priorità assoluta. Buon lavoro a tutto il nuovo direttivo nel presidiare un comparto chiave per la nostra Italia e nell’affrontare con successo le sfide del mercato”. Così in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida

Serafino Cremonini è il nuovo presidente di Federprima

Serafino Cremonini è il nuovo presidente di Federprima

Roma, 27 feb. (askanews) – Serafino Cremonini è il nuovo presidente di Federprima – Federazione italiana delle imprese dei cereali, della nutrizione animale e delle carni. L’assemblea dei soci ha eletto oggi la squadra di presidenza che guiderà la Federazione nel biennio 2026-2027. Insieme a Cremonini sono stati eletti vicepresidenti Silvio Ferrari e Andrea Valente.

Nel suo intervento programmatico, Cremonini ha indicato la linea del mandato: rafforzare e aggregare il mondo della prima trasformazione agroindustriale, valorizzandone la specificità e costruendo un perimetro rappresentativo più coeso e riconoscibile. “Federprima deve consolidarsi come il punto di riferimento della prima trasformazione industriale nel sistema Confindustria. Dobbiamo aggregare le associazioni più vicine a questo mondo, rafforzare la nostra capacità di sintesi e parlare con una voce autorevole e unitaria”.

Tra le priorità del mandato il rafforzamento della rappresentanza della prima trasformazione agroindustriale all’interno del sistema Confindustria, con l’obiettivo di consolidarne il ruolo e favorire un maggiore coordinamento tra le componenti del settore. L’ampliamento della Federazione sarà perseguito secondo criteri di coerenza settoriale e sostenibilità organizzativa, per accrescere la capacità rappresentativa senza sovrapposizioni né conflitti di ruolo.

Cremonini ha sottolineato la necessità di lavorare per una maggiore integrazione del settore alimentare nel suo complesso all’interno del sistema confindustriale. “Il settore food è tra i principali pilastri della manifattura italiana. Prima e seconda trasformazione devono collaborare per costruire posizioni comuni sui grandi temi strategici e restituire piena autorevolezza all’industria alimentare nel sistema Confindustria”.

L’obiettivo è contribuire a un assetto della rappresentanza industriale alimentare più ordinato, efficace e capace di esprimere sintesi condivise, evitando frammentazioni che indeboliscono l’interlocuzione con le istituzioni. Federprima rappresenta un comparto che integra cereali, nutrizione animale e carni, riunendo circa 300 imprese per un fatturato complessivo superiore ai 25 miliardi di euro, con un ruolo strategico nell’approvvigionamento delle materie prime, nella sicurezza alimentare e nella competitività dell’industria agroalimentare italiana, contribuendo in modo determinante alla tenuta e allo sviluppo della filiera nazionale.