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Inflazione, Istat: a gennaio cala all’1%, carrello spesa all’1,9%

Inflazione, Istat: a gennaio cala all’1%, carrello spesa all’1,9%

Roma, 23 feb. (askanews) – A gennaio i prezzi al consumo aumentano dell’1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il livello più basso registrato da novembre 2024 (+1,3%). A dicembre 2025 l’inflazione era al +1,2%. Lo ha reso noto l’Istat confermando la stima preliminare.

Nel mese di gennaio 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,4% su base mensile.

La crescita tendenziale dell’indice generale si deve prevalentemente alla dinamica dei prezzi dei Beni alimentari, non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), a quella dei prezzi dei Servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei Tabacchi (+3,3%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3%).

Nel mese di gennaio l’”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è pari a +1,7% e quella al netto dei soli beni energetici a +1,9%.

I prezzi dei beni registrano una variazione su base tendenziale del -0,2%, mentre i prezzi dei servizi risultano in crescita del +2,5%. Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, è pari a +2,7 punti percentuali.

I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell’1,9% rispetto a gennaio 2025 così come quelli ad alta frequenza d’acquisto.

La variazione congiunturale dell’indice generale (+0,4%) risente principalmente dell’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+8,9%), dei Servizi relativi all’abitazione (+1,9%), degli Alimentari, non lavorati (+1,2%) e lavorati (+0,6%), degli Energetici non regolamentati (+1,1%), dei Beni durevoli (+0,8%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%). L’unico calo su base congiunturale si registra per i prezzi dei Servizi di trasporto (-3,8%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +0,4% sia per l’indice generale (a dicembre era nulla) sia per la componente di fondo (+0,2% a dicembre).

Rogoredo, Salvini: rifarei post su poliziotto, sempre con Forze Ordine

Rogoredo, Salvini: rifarei post su poliziotto, sempre con Forze Ordine

Milano, 23 feb. (askanews) – Matteo Salvini rifarebbe il post sui social con cui si era schierato a sostegno del poliziotto che ha sparato a Rogoredo: “Assolutamente sì”, risponde ai giornalisti, a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano. “Io sto con le forze dell’ordine. Se poi si dimostrerà che questo era un delinquente, io non sto con i delinquenti”, dice commentando il fermo del poliziotto, indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim.

“Io non mi pentirò mai di stare sempre e comunque dalla parte delle forze dell’ordine. Sono centinaia di migliaia di donne e uomini in divisa che rischiano la vita per salvare le nostre vite. Se uno su 100.000 commette un reato, per me paga e paga anche il doppio. Perché manca di rispetto ai suoi colleghi che oggi stanno rischiando la vita in strada per contrastare spacciatori, ladri e delinquenti”, insiste il vice premier e segretario della Lega. “Io sto sempre e comunque con le forze dell’ordine a meno che non venga evidenziato che c’è qualche delinquente, visto che quelli che prendono a martellate i poliziotti purtroppo abbondano”.

Rogoredo, Salvini: chi sbaglia paghi, se in divisa anche di più

Rogoredo, Salvini: chi sbaglia paghi, se in divisa anche di più

Milano, 23 feb. (askanews) – “Penso soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa. Detto questo, chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come tutti gli italiani, anzi come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e stima e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, commentando – a margine di una visita al Villaggio Olimpico di Milano – il fermo del poliziotto gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni di Mansouri Abderrahim, a Rogoredo.

Chi può vincere Sanremo secondo l’intelligenza artificiale

Chi può vincere Sanremo secondo l’intelligenza artificiale

Sanremo, 23 feb. (askanews) – Una volta c’era il Polpo Paul, che con i suoi tentacoli pronosticava – con successo – l’esito dei mondiali 2010, ora per conoscere l’esito di qualsiasi competizione, dai campi di calcio al palco dell’Ariston, il nuovo oracolo è l’Intelligenza Artificiale.

L’ultimo banco di prova è proprio il Festival di Sanremo 2026, dove i sistemi di AI sono stati interrogati a più riprese per scovare il possibile vincitore. Inizialmente, gli algoritmi hanno puntato con decisione su Tommaso Paradiso e Ditonellapiaga, lanciando un guanto di sfida alle lavagne dei principali bookmaker.

Se l’ex frontman dei “The Giornalisti”, si legge su Agipronews, offerto a 7,00 su Planetwin365 e Betflag, è dall’inizio uno dei papabili vincitori, al suo esordio assoluto a Sanremo, Ditonellapiaga (16,00) è un outsider che ha scalato le gerarchie dopo i primi ascolti, con tanto di “jolly” Tony Pitony nella serata cover.

Tuttavia, il quadro continua a cambiare giorno dopo giorno. Serena Brancale, a 3,50, ha iniziato a convincere anche l’AI, al pari di Sayf, rapper italo-tunisino, possibile “crack” di questa edizione. Il suo brano “Tu mi piaci tanto” ha preso dei 10 pieni da diverse testate. Se il pubblico a casa lo percepirà quanto la sala stampa, potrebbe fare il colpaccio in pieno stile Mahmood 2019.

Mentre il pubblico italiano si interroga sui voti dei critici e sui televoti pilotati dai fandom, l’intelligenza artificiale se ne sta lì a osservare in silenzio. Se diventerà davvero il nuovo Nostradamus dell’Ariston lo farà seguendo noi spettatori. Resta però sempre la variabile umana: quel momento in cui un artista stona o incanta a sorpresa il pubblico. Sono gli imprevisti e il bello della diretta che nessuno può calcolare. Il futuro sarà scritto nei codici, ma almeno per Sanremo può ancora arrivare “l’errore di sistema”.

Tennis, aumenta il divario nel ranking tra Alcaraz e Sinner

Tennis, aumenta il divario nel ranking tra Alcaraz e Sinner

Roma, 23 feb. (askanews) – Aumenta di 300 punti il distacco di Jannik Sinner da Carlos Alcaraz nel ranking ATP. L’azzurro ne ha guadagnati solo 100, per effetto dell’eliminazione ai quarti di finale contro Jakub Mensik all’ATP 500 di Doha. Lo spagnolo, invece 400, per aver vinto il titolo in Qatar: ai 500 assegnati per il successo nel torneo vanno infatti sottratti i 100 che aveva ottenuto nell’edizione 2025.

Sinner ha ora 10.400 punti, 3.150 in meno del suo grande rivale Alcaraz, a questo punto sicuro di rimanere numero 1 del mondo anche dopo i primi due Masters 1000 della stagione, Indian Wells e Miami. E dunque almeno di eguagliare le 66 settimane da numero 1 in carriera di Sinner.

Nelle due tappe del Sunshine Double, infatti, Jannik può guadagnare fino a 2000 punti, se dovesse trionfare in entrambi i tornei, che non ha disputato l’anno scorso a causa dello stop forzato. Non abbastanza per colmare l’attuale divario con Alcaraz.

Lo spagnolo, che nel 2025 ha raggiunto la semifinale a Indian Wells, persa contro Jack Draper, ed è stato a sorpresa eliminato all’esordio a Miami dal belga David Goffin, vedrà uscire dalla sua classifica solo 410 punti. Dunque potrà aggiungerne un massimo di 1.590.

Il duello per la vetta della classifica, dunque, si accenderà nel corso della stagione sulla terra battuta, verso il Roland Garros che Sinner ha indicato come uno dei suoi grandi obiettivi per il 2026. Vincerlo, infatti, gli permetterebbe di completare il Career Grand Slam, traguardo che Alcaraz ha raggiunto all’Australian Open, diventando il più giovane a riuscirci.

Rogoredo, Procuratore: Non facciamo sconti a nessuno

Rogoredo, Procuratore: Non facciamo sconti a nessuno

Roma, 23 feb. (askanews) – “Sono qui per spiegare l’accaduto con l’amarezza di vicende come questa che vedono coinvolte le fo rze dell’ordine ma con la consapevolezza che la Procura e la Polizia di Stato hanno compiuto tutti gli accertamenti rigorosi senza fare sconti a nessuno”. Così il procuratore di Milano Marcello Viola, intervenendo alla conferenza stampa per il fermo dell’assistente capo della Polizia, Carmelo Cinturrino, con l’accusa di omicidio volontario del pusher marocchino Abderrahim Mansouri, avvenuto lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo nella periferia di Milano.

A Trieste la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”

A Trieste la mostra fotografica “Women for Women Against Violence”

Roma, 23 feb. (askanews) – La mostra fotografica “Women for Women Against Violence”, progetto di forte impatto sociale, arriva a Trieste e fino al 1° marzo 2026 sarà esposta negli spazi della Sala Xenia, affacciata su Riva III Novembre.

L’esposizione, nata per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto – divenuto da sei anni anche programma televisivo in onda su Rai (prossima messa in onda il 21 marzo in seconda serata su Rai 1) – utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due delle principali emergenze che colpiscono il mondo femminile: la violenza di genere e il tumore al seno, in un unico messaggio di vita.

L’arrivo della mostra a Trieste nasce dalla sensibilità e dall’impegno della Presidente della LILT Trieste, Sandra Dudine, che ha riconosciuto nell’esposizione un importante strumento di educazione, prevenzione e consapevolezza per il territorio. Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno all’interno di un vissuto familiare doloroso fatto di perdite importanti.

“Women for Women Against Violence” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale con la violenza o il tumore in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial del giornalismo, del cinema e dello spettacolo impegnati nella sensibilizzazione sulle tematiche e premiati con il camomilla Award, riconoscimento ufficiale della kermesse,contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio. Scatti d’autore firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi italiani. Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Riferimento prende forma nella fotografia che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Ogni opera è accompagnata da un QR code che consente ai visitatori di ascoltare direttamente la voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta.

Trieste, città di confine, di mare e di pensiero, è da sempre un laboratorio di convivenza, scambio culturale e profondità umana e ha fatto della cultura, della scienza e dell’apertura mentale la propria identità. La scelta della Sala Xenia, affacciata su Riva Tre Novembre, non è casuale. Un luogo di passaggio e di incontro diventa così spazio simbolico di un racconto che riguarda tutti, non solo le donne, ma l’intera comunità. Portare qui Women for Women Against Violence significa inserire il progetto nel tessuto vivo della città rendendolo accessibile, visibile e partecipato.

L’ingresso gratuito, la forza delle storie vere e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale, capace di stimolare empatia, riflessione e partecipazione attiva.

L’iniziativa si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica, Polizia di Stato, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Ordine dei Medici di Trieste, Fondazione Italia Giappone, Casa Internazionale delle Donne, GOAP – Centro Antiviolenza, Lions Club Duino Aurisina, AMMI – Associazione Mogli Medici Italiani. Hanno inoltre aderito la Questura di Trieste e la sezione triestina “Aliano Bracci” dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (ANPS), che in occasione dell’inaugurazione donerà una mimosa a tutte le donne presenti, gesto simbolico di vicinanza e rispetto.

Un progetto itinerante, grazie anche al supporto di Enel, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza, costruendo ponti tra generazioni e contesti sociali differenti.

Confindustria: nel 2025 bene farmaci e metalli, giù auto e moda

Confindustria: nel 2025 bene farmaci e metalli, giù auto e moda

Roma, 23 feb. (askanews) – Bene nel 2025 il settore farmaceutico e quello dei metalli. In caduta il comparto dell’auto e della moda. L’industria italiana, in aggregato, nel corso del 2025 è transitata lentamente prima a una fase di “fine caduta”, poi verso fine anno a quella di un “parziale e debole recupero”: non siamo ancora arrivati a una netta inversione di tendenza. Nella media dell’anno, inoltre, l’industria ha registrato comunque una nuova riduzione in termini di produzione, seppur molto contenuta (-0,2%), dopo l’ampia caduta del biennio 2023-2024 (-2% e -4%). E’ la fotografia scattata dal Centro Studi di Confindustria.

Ci sono indizi di un miglioramento anche a livello settoriale: il numero di settori industriali in crescita è aumentato nel 2025, rispetto al 2024: sono saliti a 9, da 4. Questo perché 6 settori hanno cambiato segno da negativo a positivo (tra cui i macchinari, a un modesto +0,04%) e solo 1 da positivo a negativo (la carta, a un moderato -0,1%).

Tuttavia, solo 3 settori manifatturieri (su 22) sono cresciuti sia nel 2024 che nel 2025, troppo pochi per una dinamica aggregata robusta. Viceversa, ben 12 settori hanno registrato cali in entrambi gli anni. Il campo di variazione, almeno, è divenuto meno ampio nel 2025, da -10% a +4%, (rispetto al “-23%, +8%” del 2024), soprattutto perché i cali maggiori nel 2025 sono stati più contenuti.

Automotive e “moda” in difficoltà. Questi due settori hanno vissuto due anni di caduta, anche se attenuata nel 2025. Per il settore auto (-10,3%), tra i motivi ci sono i prezzi in salita, l’incertezza sulle normative, l’aumento dell’import. Il tessile-abbigliamento-pelli (-5,5% in aggregato) è penalizzato dal calo dell’export e dalla fiducia delle famiglie ancora bassa, in un’economia che cresce poco. La chimica è l’unica che, in controtendenza, segna un calo nel 2025 (-2,6%) più ampio del 2024: è un settore con problematiche strutturali, perché risente dell’energia cara utilizzata anche come materia prima e registra in tutta Europa chiusure di impianti e casi di conversione a nuove produzioni (bioraffinerie, accumulo di energia).

Farmaceutica e metallurgia si rilanciano. La farmaceutica, tra i settori in crescita (+3,8%), ha visto salire fortemente l’export: +28,5% su base annua, il più elevato tra tutti i comparti, con un surplus estero di 11,4 miliardi che conferma una forte specializzazione internazionale; spicca la crescita verso gli Usa (+54%), legata all’accumulo di scorte. Anche il settore metallurgico (+4%) è stato sostenuto moderatamente nel 2025 dal canale dell’export, nonostante gli elevati dazi imposti dagli Usa (su acciaio e alluminio).

Il settore alimentare è cresciuto in entrambi gli anni (+2,6% in media la produzione nel 2024-2025), tra i pochi a non aver subito cadute, insieme agli “altri mezzi i trasporto”, nonostante entrambi rallentino nel 2025. Si conferma una caratteristica storica dell’alimentare, cioè l’essere un settore “anti-ciclico”, che va bene nei periodi difficili per l’economia. Considerata la sua stazza (15,2% dell’industria, come produzione venduta), l’alimentare dà in tali periodi un vitale supporto al resto dell’attività.

Ci sono dei fattori trasversali che frenano tutti i settori industriali, anche se con diverse intensità, così come l’intera economia italiana: l’energia cara; il dollaro debole, i dazi e quindi l’export di beni in calo; l’elevata incertezza, l’alta quota di risparmio delle famiglie e quindi i consumi fiacchi.

Viceversa, aiutano l’industria i tassi di interesse minori rispetto al 2023, il credito per le imprese che è ripartito, la buona dinamica degli investimenti, specie in macchinari, che crea domanda per vari settori.

Per l’anno appena iniziato, non sono ancora disponibili hard data di fonte Istat, ma solo alcuni indicatori congiunturali relativi al primo mese, che suggeriscono un lieve miglioramento. La dinamica che dovrebbe prevalere nel 2026, per l’aggregato della manifattura italiana, è, secondo il Centro Studi di Confindustria, di una moderata crescita, tornando quindi al segno positivo dopo tre anni negativi: si tratterebbe, in realtà, di un parziale recupero dei livelli persi negli ultimi anni. In un simile scenario, alcuni settori potrebbero smettere di perdere produzione, mentre potrebbe aumentare ancora il numero di settori che registrano un aumento. Non abbastanza, in alcuni casi, per sanare le perdite recenti, ma almeno l’inizio di un sentiero positivo.

Pil, Confindustria: peggiora scenario inizio 2026, zavorra export e consumi

Pil, Confindustria: peggiora scenario inizio 2026, zavorra export e consumi

Roma, 23 feb. (askanews) – Peggiora lo scenario a inizio 2026. In Italia, dopo il buon quarto trimestre 2025, con +0,3% per il Pil, trainato dagli investimenti del Pnrr, a gennaio migliora la fiducia delle famiglie e accelerano i servizi. La dinamica dell’industria resta volatile e la risalita lenta, penalizzata dal dollaro più svalutato e da consumi ancora fragili. Il costo dell’energia alto e in salita può scendere grazie alle norme approvate dal Governo. E’ il quadro che emerge dalla congiuntura diffusa dal Centro Studi di Confindustria.

Continua il rincaro del prezzo del petrolio: 71 dollari al barile a febbraio (63 a dicembre). Dopo la fiammata a gennaio, il prezzo del gas resta a 33 euro/Mwh (da 28 a fine 2025). Il dollaro più svalutato sull’euro (1,18 a febbraio), sull’attesa di una Fed più incline ai tagli, attenua solo in parte i rincari (e frena l’export). Il decreto varato dal governo viebne giudicato “positivo” e può ridurre il prezzo dell’energia per famiglie e imprese in modo sostanziale, se approvato dalla Commissione europea.

Risale il costo del credito. A febbraio il tasso sui Btp italiani cala di poco (3,36%), mentre si è fermato l’aumento del Bund in Germania (2,97%): lo spread si restringe ancora (+39 punti base, appena +15 in Spagna). La Bce, intanto, è ferma da metà 2025 a un tasso di riferimento del 2%, anche se l’inflazione nell’Eurozona è scesa su valori moderati (+1,7% a gennaio). In tale contesto, il tasso pagato dalle imprese italiane ha esaurito il calo e inverte la rotta (3,58% a dicembre, da 3,38% a settembre).

A dicembre la produzione industriale è tornata a calare (-0,4%, dopo +1,5%), ma il quarto trimestre è rimasto positivo (+0,9%): c’è una risalita ma fragile, perché i dati mensili sono molto volatili e la domanda (da export e consumi) rimane debole. A gennaio il Pmi migliora lievemente, restando in area recessiva (48,1 da 47,9), in lento aumento anche la fiducia delle imprese (89,2 da 88,5).

A dicembre le vendite al dettaglio sono calate (-0,9% in volume), quasi azzerando la crescita nel quarto trimestre (+0,1%); a gennaio, però, aumentano gli acquisti di autovetture. La fiducia delle famiglie migliora un po a inizio 2026, mentre il numero di occupati, pur contraendosi lievemente a fine 2025, cresce comunque di +0,3% nel quarto. Cala molto, invece, la fiducia delle imprese nel commercio, sebbene i giudizi sulle vendite restino positivi.

A dicembre la spesa dei turisti stranieri cresce poco (+2,5% tendenziale). Nel primo mese del 2026 l’Hcob-Pmi, già in zona espansiva, indica un rafforzamento del settore (52,9 da 51,5). Anche la fiducia delle imprese nei servizi segna un aumento robusto a gennaio (103,4 da 100,2).

L’export italiano di beni, seppur in crescita a dicembre (+0,6%, a prezzi costanti), cala nel quarto trimestre (-1,9%). In modesta espansione l’import (+0,1% mensile e +0,4% trimestrale).

Dinamiche molto eterogenee tra paesi e settori nel 2025 evidenziano una rapida riconfigurazione degli scambi dopo gli shock: l’export è stato trainato dai farmaci verso gli Usa, dai metalli in Svizzera; la filiera farmaceutica ha anche generato gran parte del balzo dell’import da Cina e Usa. Le prospettive a gennaio 2026 restano deboli secondo gli ordini esteri manifatturieri, seppure in lieve miglioramento.

iLMeteo.it: Settimana di stabilità diffusa con l’anticiclone

iLMeteo.it: Settimana di stabilità diffusa con l’anticiclone

Roma, 23 feb. (askanews) – L’Italia si appresta a vivere una settimana di diffusa stabilità atmosferica grazie al ritorno prepotente dell’anticiclone. Un cambio di scenario che si sta già facendo vedere in questi giorni e che garantirà tempo asciutto, ma con un’evoluzione interna che dividerà i prossimi giorni tra il sole pieno e il ritorno delle nebbie e nubi basse. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che ci attende una settimana dominata da un robusto campo anticiclonico, ma con un volto che cambierà progressivamente. La prima parte del periodo sarà caratterizzata da una spiccata stabilità atmosferica su quasi tutto il Paese, regalando ampi spazi soleggiati specialmente al Centro-Sud. Anche al Nord, nonostante qualche foschia o nebbia mattutina, il sole riuscirà a imporsi con decisione durante le ore centrali del giorno, garantendo un clima asciutto e molto gradevole.

Grazie alla protezione dell’alta pressione, le temperature subiranno un sensibile aumento, portandosi su valori quasi primaverili soprattutto nei valori massimi. Questo rialzo termico sarà avvertito con maggior vigore nelle aree interne e in collina, dove l’assenza di ventilazione e il cielo sereno permetteranno alla colonnina di mercurio di salire di diversi gradi sopra la media. Si tratta di una fase di bonaccia meteorologica ideale per lasciarsi alle spalle l’umidità delle scorse settimane, almeno per i primi giorni.

Tuttavia, il quadro meteorologico inizierà a mutare sensibilmente a partire da mercoledì e giovedì, a causa di una rotazione delle correnti. La ventilazione tenderà infatti a disporsi dai quadranti meridionali per l’avvicinamento di un debole fronte perturbato che comunque dovrebbe solo lambire il nostro Paese, richiamando aria più umida di origine marittima verso le nostre regioni.

Nella seconda parte della settimana, pertanto l’idillio soleggiato lascerà il posto a un cielo decisamente più sporco e uggioso, in particolare sulle pianure del Nord e lungo le coste tirreniche. L’aumento dell’umidità favorirà la formazione di fitte nebbie e nubi basse persistenti, che in alcuni casi potrebbero resistere per l’intera giornata oscurando il sole. Se al Sud e in alta montagna il tempo resterà più luminoso, nelle valli e in Pianura Padana il grigiore tornerà a essere il protagonista indiscusso. Nonostante l’aumento della nuvolosità e del grigiore, l’alta pressione non sembra intenzionata a mollare la presa facilmente, mantenendo le perturbazioni atlantiche a debita distanza ad eccezione di un disturbo possibile intorno a inizio marzo. Questa situazione di blocco atmosferico, infatti, ci accompagnerà molto probabilmente fino alla fine del mese, consolidando un periodo di estrema staticità.