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Al via il 15 giugno la 52esima edizione della Biennale Teatro

Al via il 15 giugno la 52esima edizione della Biennale TeatroVenezia, 14 giu. (askanews) – Inizia domani, sabato 15 giugno (fino a fine mese), Niger et Albus il 52esimo Festival Internazionale del Teatro della Biennale di Venezia, diretto da Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte). “Un’avventura straordinaria”, promettono i direttori al quarto anno di mandato, il Festival animerà la città di Venezia e Forte Marghera con 130 artisti, 55 appuntamenti, 16 prime, di cui 7 produzioni e coproduzioni della Biennale.


“Se non riusciamo a immaginare un mondo migliore e più armonioso – scrivono i direttori – non avremo mai i mezzi necessari per ricostruirlo. Niger et Albus diviene allora, in questa 52esima edizione del Festival, la promessa di una nuova luce che si fa strada: ricca di performance e spettacoli magnetici, proseguirà ad appartenere a tutti noi interfacciandosi con le nostre essenze, la curiosità, le nostre aspirazioni, le contraddizioni, le nostre vulnerabilità per stupirci raccontando la metamorfosi di un mondo in perpetuo movimento. Con energia inventiva, la poliedricità delle proposte più eterogenee, il Festival offrirà un’avventura senza uguali, rimanendo per gli spettatori uno spazio di desiderio, meraviglia, crocevia di dibattiti e confronti, irradiando risolutamente la vitalità della città di Venezia, e non solo”. La nuova creatività trova spazio nel festival con drammaturghi, registi, performer, giovani artisti selezionati per Biennale College. E’ il caso di Stefano Fortin e Carolina Balucani, autori rispettivamente di Cenere e Sleeping Beauty, testi che, dopo le letture sceniche dello scorso anno, debuttano in forma compiuta per la regia di Giorgina Pi e Fabrizio Arcuri. Sempre sul fronte della drammaturgia, quest’anno sarà la volta di Rosalinda Conti con Così erano le cose appena nata la luce, di cui si vedrà la lettura scenica curata da Martina Badiluzzi; mentre Eliana Rotella e il suo Livido verrà visto sempre sotto forma di lettura scenica per mano di Fabio Condemi.


Anche Ciro Gallorano, dopo una serie di tappe di avvicinamento da cui esce vincitore del College Registi, presenterà sul palcoscenico del festival il suo Crisalidi, “un’indagine intima attorno alle grandi domande evocative di Francesca Woodman, in risonanza con le inquietudini dell’oggi”. Fresco di nomina sul fronte della performance site specific è, infine, Elia Pangaro con Bolide | deus ex machina, “un lavoro sulla velocità che caratterizza il nostro tempo annullandone il senso”, che si vedrà in azione in Via Garibaldi.


I “game-changer” della scena contemporanea, compagnie che sono espressione di nuove forme della teatralità e un nuovo modo di essere spettatori, saranno ospiti della Biennale. Back to Back Theatre, la pluripremiata formazione australiana che trova nella disabilità uno strumento di indagine artistica, vincitrice del Leone d’oro alla carriera, sarà per la prima volta in Italia alla Biennale con un suo spettacolo, Food Court. Gob Squad Theatre, il collettivo anglo-tedesco che riceverà il Leone d’argento, sarà presente con due opere emblematiche: Creation (Picture for Dorian) ed Elephants in Rooms, installazione visiva a schermi multipli. Sulla stessa lunghezza d’onda l’ensemble lituano – costituito dalla scrittrice Vaiva Grainyté, la musicista Lina Lapelyté, la regista Rugile Barzdžiukaité e già premiato con il Leone d’oro per il miglior padiglione alla Biennale Arte 2019 – presenterà Have a Good Day!, un’opera per dieci cassiere di un supermercato e pianoforte che è un affondo sottilmente eversivo dei nostri riti consumistici. Il regista e drammaturgo iraniano Amir Reza Koohestani, da anni presente sulle maggiori scene d’Europa, sarà a Venezia con il suo ultimo spettacolo, Blind Runner, dove il corpo a corpo ad alta tensione psicologica tra un uomo e una donna si intreccia alla storia di oppressione del suo paese.


L’attore, autore, regista affermatosi sulla scena non solo britannica per la forza dei suoi testi, Tim Crouch, sarà in scena con Truth’s a Dog Must to Kennel nella parte del Fool di Re Lear, dando corpo e voce all’ultimo tassello di un ciclo di monologhi, spin-off di commedie e tragedie del Bardo che affrontano Sheakespeare dalle retrovie, ricorrendo allo sguardo dei personaggi minori. Luanda Casella, regista, scrittrice e performer brasiliana residente a Gent, riscrive l’Orestea concentrandosi su Elettra. L’artista e regista svedese Markus Öhrn che con Karol Radziszewski, fotografo e artista polacco, denuncia in Phobia la violenza e gli stereotipi attorno alle minoranze di genere. L’artista multidisciplinare Miet Warlop torna a Venezia con il suo magico mondo dove tutto, persone e oggetti, è pronto ad animarsi e trasformarsi nelle più strane creature, come in After All Springville. Reduci dal successo parigino per l’installazione Bar Luna, realizzata al Centre Pompidou con Alice Rohrwacher, la regista Claudia Sorace e il drammaturgo e sound artist Riccardo Fazi, nucleo artistico di Muta Imago, affrontano per la prima volta un classico del teatro, Tre sorelle di Cechov. Milo Rau e il suo teatro militante a Venezia riserva la prima nazionale di Medea’s Children, che prende spunto, ancora una volta, da un vero e proprio caso criminale, per intrecciare tragedia moderna e tragedia classica. Gob Squad, Vaiva Grainyté, Lina Lapelyté, Rugilé Barzdžiukaité, Davide Carnevali, Tim Crouch, Muta Imago, Gianni Staropoli saranno, inoltre, artisti in residenza per le masterclass che integrano il programma del festival. Uno sguardo approfondito su tutti gli aspetti del fare teatro oggi.

G7, Meloni vede Biden: comune impegno per accordo su M.O.

G7, Meloni vede Biden: comune impegno per accordo su M.O.Bari, 14 giu. (askanews) – Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato oggi, a margine dei lavori del Vertice G7, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. I due leader – si legge in una nota di Palazzo Chigi – hanno discusso dei principali temi dell’attualità internazionale. L’incontro, tra le altre cose, ha permesso di ribadire il comune impegno per un accordo complessivo con riferimento al conflitto a Gaza per la fine delle ostilità, la liberazione degli ostaggi e il rafforzamento del sostegno umanitario alla popolazione civile.


E’ stata anche sottolineata l’importanza di riavviare il processo di pace con l’obiettivo della soluzione dei due Stati.

Tennis, Sinner alla testa di dieci azzurri per le Olimpiadi

Tennis, Sinner alla testa di dieci azzurri per le OlimpiadiRoma, 14 giu. (askanews) – L’Italia del tennis partirà per i Giochi Olimpici di Parigi con 10 tra giocatori e giocatrici. Ci saranno Jannik Sinner e Lorenzo Musetti in singolare e doppio maschile; Matteo Arnaldi e Luciano Darderi solo in singolare maschile; Andrea Vavassori e Simone Bolelli solo in doppio maschile; Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto e Lucia Bronzetti in singolare e doppio femminile; Sara Errani solo in doppio femminile.


Complessivamente, l’Italia Team avrà quindi 4 azzurri nel tabellone del singolare maschile, 3 azzurre nel singolare femminile, 2 coppie nel doppio maschile e 2 coppie nel doppio femminile. Da questo elenco è facile intuire che le coppie di doppio saranno Bolelli/Vavassori, Sinner/Musetti, Errani/Paolini e Cocciaretto/Bronzetti. Jannik Sinner, il primo italiano numero 1 del mondo, e primo campione Slam azzurro in singolare maschile dal 1976, giocherà per la prima volta un’Olimpiade. Prima volta anche per Matteo Arnaldi (numero 34 del mondo ma fuori dai primi 900 alla chiusura delle iscrizioni per i Giochi di Tokyo) e per il neo Top 50 Luciano Darderi.


Sarà invece una seconda esperienza per Lorenzo Musetti che a Tokyo nel 2021, nell’edizione posticipata di un anno a causa della pandemia, è uscito al primo turno in singolare e al secondo in doppio. Anche per Bolelli si tratta di un ritorno: la sua unica partecipazione, nel 2008, si è conclusa senza vittorie. Questa, con Andrea Vavassori, entrato in Top 10 dopo la finale che hanno giocato insieme al Roland Garros, parte con ben altre premesse. Nel torneo femminile Jasmine Paolini, prima italiana in Top 10 dal settembre 2016, vivrà a Parigi la sua seconda esperienza consecutiva all’Olimpiade, proprio nell’impianto del Roland Garros dove ha conquistato due finali Slam in singolare e in doppio, le prime della sua carriera. La toscana ha indossato la maglia della nazionale ai Giochi anche Tokyo, perdendo al primo turno in singolare e al secondo in doppio.


In questa specialità avrà accanto Sara Errani, alla quinta Olimpiade consecutiva della sua carriera. Dopo il trionfo agli Internazionali BNL d’Italia 2024 proverà a raggiungere con Paolini quella medaglia soltanto sfiorata accanto a Roberta Vinci a Londra 2012 e Rio 2016, quando la coppia azzurra è stata eliminata ai quarti di finale. Sarà una prima volta all’Olimpiade, infine, per Bronzetti e Cocciaretto.

Budapest riconosce lo status di europarlamentare: Ilaria Salis è libera

Budapest riconosce lo status di europarlamentare: Ilaria Salis è liberaRoma, 14 giu. (askanews) – Ilaria Salis è libera e sta per rientrare in Italia. Stamane la polizia ungherese si è recata al suo domicilio a Budapest dove scontava gli arresti domiciliari e le ha comunicato il riconoscimento del nuovo status di europarlamentare, togliendole il braccialetto elettronico notificandole la rimessione in libertà. La famiglia della neoeletta Avs all’Europarlamentaro sta organizzando il viaggiol di rientro in Italia imprevisto così rapidamente. Lo si è appreso da fonti vicine alla famiglia di Ilaria Salis.

Art Basel, il mercato dell’arte vale 65 miliardi di dollari

Art Basel, il mercato dell’arte vale 65 miliardi di dollariBasilea, 14 giu. (askanews) – È la fiera d’arte più importante al mondo ed è anche il momento in cui tutti gli attori della scena contemporanea si ritrovano e in qualche modo danno il polso della situazione. Art Basel è un grande evento economico, ma anche uno spazio per progetti che vanno oltre, come per esempio il campo di grano di Agnes Denes o le grandi installazioni museali della sezione Unlimited. Ma il focus principale restano i galleristi.


“Abbiamo 285 gallerie che provengono da 40 Paesi e territori in tutto il mondo – ha spiegato Vincenzo de Bellis, direttore fiere e piattaforme espositive di Art Basel – ci sono 22 nuove partecipazioni e nella sezione Unlimited esponiamo 70 progetti”. L’atmosfera è frizzante, la città di Basilea offre, oltre la fiera, altre grandi mostre come la magnifica collettiva alla Fondazione Beyeler, che esplora i confini del presente, o l’esposizione dedicata a Dan Flavin al Kunstmusem, dove i neon dell’artista americano brillano sulle nostre percezioni. Ma Art Basel è poi l’occasione anche per misurare il valore del mercato dell’arte, che negli ultimi mesi ha sofferto soprattutto per le vicende geopolitiche.


“Il mercato ha avuto una flessione del 4 per cento all’incirca – ha detto Eric Landolt, specialista del mercato dell’arte di UBS – ma si attesta ancora sui 65 miliardi di dollari, che è una cifra molto significativa”. Così come significativa è l’attenzione globale intorno alla fiera, a testimonianza della costante, seppur complessa, vitalità del sistema dell’arte

Scuola,Treccani: libertà,memoria, solidarietà parole chiave per studenti

Scuola,Treccani: libertà,memoria, solidarietà parole chiave per studentiRoma, 14 giu. (askanews) – “Libertà, difesa della memoria, inclusione e solidarietà”. Sono queste le parole scelte da 1500 alunni della scuola secondaria di secondo grado italiana nell’ambito di un progetto del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), portato avanti durante l’anno scolastico, per la “Promozione del libro e della lettura”, promosso dalla Fondazione Treccani Cultura ETS e da Edulia Treccani Scuola, polo ed-tech del Gruppo


Oltre 1500 studentesse e studenti di 12 scuole secondarie di secondo grado, distribuite in tutta Italia, hanno scelto come parole chiave di questa epoca Libertà, Futuro, Memoria, Inclusione e Solidarietà, nell’ambito di un progetto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, portato avanti durante l’anno scolastico, per la “Promozione del libro e della lettura”, promosso dalla Fondazione Treccani Cultura ETS e da Edulia Treccani Scuola, polo ed-tech del Gruppo. Al primo posto della cinquina scelta dagli alunni la parola Libertà, votata da 500 studenti, seguita a pari voti da Futuro e Memoria, 375, e Inclusione e Solidarietà con 125 voti.


“Questa scelta – commentano Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, condirettori del Dizionario dell’italiano Treccani – dimostra quanto siano attenti i giovani all’attualità e alla realtà che ci circonda, anche dal punto di vista lessicale. Libertà, essere libero, non poter rinunciare alla libertà, in contrapposizione a schiavitù e prigionia, è un termine che ricorre sempre più spesso nel dibattito ed esprime il desiderio di pensare, operare e scegliere in modo autonomo la propria vita, tipico delle nuove generazioni. Ma il risultato della ricerca promossa dall’Istituto della Enciclopedia italiana nelle scuole conferma ancora una volta la rilevanza linguistica per i giovani di un futuro sostenibile, della conservazione della memoria storica e della diffusione di una sensibilità sociale fatta di solidarietà e inclusione”. Con il progetto “Ti Leggo. Viaggio con Treccani nelle forme della lettura”, Treccani Cultura vuole favorire la diffusione e la promozione del libro e della lettura attraverso una rassegna di iniziative culturali rivolte alle studentesse e agli studenti delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, che prevede una riflessione con alcuni dei più importanti autori delle voci dell’Istituto della Enciclopedia italiana. Libertà è stata affidata a Filippo La Porta (Intellettuali, Treccani libri)Futuro è stata affidata a Gianluca Genovese (Rinascimento digitale, Treccani libri) Inclusione a Piero Sorrentino (Seconde generazioni, Echi Treccani)Memoria a Davide Grippa (Giacomo Matteotti, Treccani) Solidarietà a Sara Sanzi (Solidarietà, Treccani libri)

Draghi: l’Europa dia risposte urgenti alle sue sfide chiave

Draghi: l’Europa dia risposte urgenti alle sue sfide chiaveRoma, 14 giu. (askanews) – L’Europa è chiamata ad adottare risposte “urgenti” sul mercato del lavoro, sulla concorrenza sleale dall’estero e sul quadro geopolitico, mentre il ritmo dell’innovazione tecnologica e del cambiamento climatico “stanno accelerando e siamo sempre più esposti al peggioramento delle relazioni internazionali. Queste decisioni saranno anche rilevanti dal punto di vista politico e finanziario. E potrebbero anche richiedere un livello di cooperazione mai visto prima tra gli Stati membri e l’Unione Europea”. Lo ha affermato l’ex presidente del Consiglio e della BCE, Mario Draghi nel suo intervento alla cerimonia in cui gli è stato conferito il premio “Carlos V” dal re di Spagna Felipe VI, presso il monastero di San Jerónimo de Yuste.


Draghi ha anticipato diversi aspetti chiave della sua relazione alla presidente della Commissione europea, Ursula Wonder Len, che gli ha conferito un mandato per analizzare il tema della competitività in Europa. “Delineerà una politica industriale che punti agli obiettivi chiave per i nostri cittadini europei”, ha spiegato. L’intervento era intitolato “una strategia industriale per l’Europa”. Il rapporto, ha proseguito Draghi, suggerirà politiche “che punteranno innanzitutto aumentare la produttività, preservando la competitività delle nostre industrie nel mondo e la concorrenza in Europa. E anche a continuare la decarbonizzazione delle nostre economie in un modo che porti a minori prezzi dell’energia e maggiore sicurezza energetica” Punterà anche a “riorientare la nostra economia in un mondo meno stabile, in particolare sviluppando capacità nel settore della difesa e una politica commerciale che possa rispondere alle nostre necessità geopolitiche, riducendo le dipendenze verso paesi su cui non possiamo fare più affidamento. E come ho detto all’inizio del mio intervento – ha proseguito Draghi – mantenere alti livelli di protezione sociale e di redistribuzione in Europa è una questione non negoziabile”.


“Voglio ribadire che combattere l’esclusione sociale sarà fondamentale, non solo per preservare l’equità i valori dell’equità della nostra opzione ma anche per rendere un successo il nostro percorso verso una società più tecnologica”. E secondo Draghi oggi la fonte maggiore di disuguaglianza è la disoccupazione. Su questo “storicamente politiche macroeconomiche ben disegnate sono state la risposta” giusta. “Oggi – ha concluso Draghi – questi passi appaiono impegnativi. Ma sono fiduciosi che abbiamo la determinazione, il senso di responsabilità e la solidarietà per compierli, per difendere la nostra occupazione, il nostro clima, i nostri valori la nostra inclusione e equità sociale e la nostra indipendenza”.

Il presidente del Pd Bonaccini: se il centrosinistra non è unito Meloni governa 30 anni

Il presidente del Pd Bonaccini: se il centrosinistra non è unito Meloni governa 30 anniBologna, 14 giu. (askanews) – “Non possiamo negare le differenze che ci sono anche nel centrosinistra”, ma “se non sapremo unirci, la destra rimarrà al governo del Paese per i prossimi trent’anni, questo è evidente”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente del Partito democratico, Stefano Bonaccini, all’inaugurazione di Repubblica delle Idee a Bologna.


“Non possiamo negare le differenze che ci sono anche nel centrosinistra – ha spiegato Bonaccini -. Ma se il centrosinistra continuerà a fare come alle politiche di un anno e mezzo fa dove, mentre la destra metteva da parte le differenze, si univa anche interpretando quella legge elettorale, mentre nel centrosinistra ognuno ha fatto per sé e nessuno per gli altri, se non sapremo unici la destra rimarrà al governo del paese per i prossimi trent’anni, questo è evidente”.

Cinema, in sala “Dall’alto di una fredda torre” con Scalera e Pesce

Cinema, in sala “Dall’alto di una fredda torre” con Scalera e PesceRoma, 14 giu. (askanews) – É al cinema, dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, “Dall’alto di una fredda torre”.


È l’opera opera di Francesco Frangipane tratto dal suo omonimo spettacolo teatrale, scritto da Filippo Gili. Il regista presenterà il film, che vede protagonisti Vanessa Scalera, Edoardo Pesce, Anna Bonaiuto e Giorgio Colangeli, nelle sale italiane. Stasera a Roma al Cinema Lux alle 21, prima della proiezione e al Cinema Giulio Cesare dopo lo spettacolo delle 21. Domani a Bologna al Cinema Roma (elenco sul sito Lucky Red). La normalità di una famiglia composta da padre, madre e due figli, viene spezzata da una terribile scoperta: entrambi i genitori sono gravemente malati ma solo uno dei due può essere salvato. Spetta ai figli decidere se comunicarglielo e, soprattutto, decidere chi tenere in vita. Una scelta drammatica, che li obbligherà a fare i conti con il loro passato e che porterà a galla i più feroci istinti.


“La cosa più entusiasmante di questo film è stata proprio questa: cercarla questa risposta impossibile, indagare l’ignoto, esplorare nell’animo più profondo dei personaggi di questa assurda vicenda e inevitabilmente in noi stessi provando il più possibile ad accomodare anche i nostri sensi di colpa e mettere a tacere i nostri fantasmi quotidiani” ha detto il regista.

Il discorso integrale di Mattarella al G7: riappaiono antichi fantasmi

Il discorso integrale di Mattarella al G7: riappaiono antichi fantasmiRoma, 14 giu. (askanews) – ‘Rispetto all’incontro del G7 che la Repubblica Italiana ha presieduto sette anni fa, a Taormina, il contesto internazionale è profondamente mutato. Oggi registriamo che il crescente processo di interdipendenza promosso dalla globalizzazione è bruscamente venuto meno, unitamente alla spinta verso valori e obiettivi globalmente condivisi. Antichi fantasmi sono riapparsi e il linguaggio della cooperazione, e della costruzione di regole di convivenza internazionali rispettose dei popoli, viene messo a dura prova, lasciando il posto a crescenti tensioni geopolitiche, quando, purtroppo, non a conflitti’. Queste le parole pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri sera al brindisi in occasione della cena offerto al Vertice dei Leader G7 in Puglia. ‘Il secondo elemento che caratterizza il G7 – evidenzia il capo dello Stato – è costituito dalla adesione convinta a un sistema di regole, che vede nella Carta delle Nazioni Unite la sua manifestazione più alta. La cura di questo sistema di regole – la prima delle quali consiste nel divieto di minaccia e uso della forza nei rapporti fra gli Stati – è un aspetto, oggi, tristemente sfidato. Si affaccia la convinzione che sia possibile sostituire alla comunità internazionale, alle sue regole, al criterio di pari dignità fra gli Stati, la violenza e la sopraffazione’.


‘Tendenza raffigurata da due date recenti. Il 24 febbraio del 2022, in cui la Federazione Russa si è assunta la responsabilità storica di riportare la guerra in Europa in un pericoloso tentativo di revanche neo-imperiale che contraddice tutti i passi avanti realizzati nel continente sin dalla Conferenza di Helsinki del 1975. Una svolta che non si può fingere di ignorare o sottovalutare come insegna la storia del ‘900. Sostenendo la indipendenza dell’Ucraina, difendiamo principi generali di convivenza fra le nazioni, sui quali poggia, dal secondo dopoguerra in poi, la libertà, la sicurezza, la prosperità dei nostri popoli nonché lo sviluppo e il ruolo crescente di quelli che allora erano, loro malgrado, spettatori della storia’, ha detto Mattarella. ‘Il 7 ottobre 2023 – ha ricordato – è un’altra data che ha segnato drammaticamente il nostro presente. Il barbaro attacco di Hamas, con l’uccisione di inermi cittadini israeliani e il disumano sequestro di ostaggi, ha riaperto una ferita che continua ad essere alimentata dal macabro conteggio delle migliaia di vittime civili palestinesi, donne e bambini, che hanno perso la vita negli oltre otto mesi di conflitto. I negoziati in corso per giungere al cessate il fuoco devono rappresentare una tappa per intraprendere un concreto percorso politico verso una pace duratura, che non può che fondarsi sulla soluzione a due Stati. Occorre la volontà di perseguirla da parte di tutti gli attori coinvolti, per non abbandonare il dialogo a metà – come già accaduto in troppe occasioni – con l’inevitabile ripresa, nel tempo, del conflitto, con violenza e vittime sempre maggiori’.


‘L’ambizione di nuovi attori di giocare un ruolo più profilato interpella la capacità della comunità internazionale – e in essa del G7 – di promuovere processi positivi orientati alla pace e allo sviluppo. Per taluno si tratta di procedere alla realizzazione comunque – spesso in modo affannoso – di nuovi assetti internazionali, nella presunzione che saranno più vantaggiosi per sè di quelli raggiunti nei decenni che hanno fatto seguito alla Seconda guerra mondiale mentre, spesso, aprono, invece, spazi a insidie di neo-colonialismi se non di neo-imperialismi’, ha detto Mattarella nella cornice del Castello Svevo di Brindisi. ‘E’ utile, allora, interrogarsi su quale sia, in questo contesto, il ruolo del G7 e vorrei prospettare tre considerazioni. Una prima risposta risiede nella constatazione che il G7 è un insieme di Paesi uniti non soltanto da un elevato livello di sviluppo e di reddito, ma anche e soprattutto da valori. Valori che hanno promosso in modo significativo la dignità delle persone e dei popoli, sulla base delle Carte e delle Dichiarazioni dell’ONU. Valori, obiettivi, regole, che vanno preservati e sviluppati nella nuova condizione della vita internazionale. Il Vertice si è così trasformato, da foro di coordinamento economico, in una piattaforma di rilevante confronto sui grandi temi del presente. Un confronto reso possibile proprio dall’essere basato anzitutto su valori condivisi’, ha osservato Mattarella.


‘Gli Stati rappresentati a questo tavolo si riconoscono nei principi dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti della persona, della cooperazione internazionale. Considerazioni tutt’altro che scontate, se si pensa al preoccupante aumento delle pulsioni autoritarie in tante parti del mondo, con le conseguenze che ne derivano: compressione dell’inviolabile sfera della persona a livello interno e condotte aggressive nella sfera internazionale’, ha aggiunto. ‘Il 7 ottobre 2023 – ha ricordato – è un’altra data che ha segnato drammaticamente il nostro presente. Il barbaro attacco di Hamas, con l’uccisione di inermi cittadini israeliani e il disumano sequestro di ostaggi, ha riaperto una ferita che continua ad essere alimentata dal macabro conteggio delle migliaia di vittime civili palestinesi, donne e bambini, che hanno perso la vita negli oltre otto mesi di conflitto. I negoziati in corso per giungere al cessate il fuoco devono rappresentare una tappa per intraprendere un concreto percorso politico verso una pace duratura, che non può che fondarsi sulla soluzione a due Stati. Occorre la volontà di perseguirla da parte di tutti gli attori coinvolti, per non abbandonare il dialogo a metà – come già accaduto in troppe occasioni – con l’inevitabile ripresa, nel tempo, del conflitto, con violenza e vittime sempre maggiori’.


‘La terza dimensione del G7 che vorrei richiamare – ha sottolineato Mattarella – è quella di una piattaforma aperta. A partire dal Vertice del 2007 in Germania veniva introdotto il cosiddetto ‘processo Heiligendamm’ che apriva il G7 al resto del mondo e coinvolgeva nell’esercizio altri cinque Paesi, rappresentativi di tutti i continenti, per un dialogo sui grandi temi globali dello sviluppo economico, dell’innovazione e del cambiamento climatico. Temi ulteriormente ampliati, a L’Aquila, nel 2009, a quelli della sicurezza alimentare e dell’energia. Il formato del G7 è, quindi, in grado di adeguarsi ai mutamenti del contesto internazionale – e lo conferma questa edizione – nella consapevolezza che non possono essere affrontati in un circuito limitato’. ‘Nuove tematiche – dallo sviluppo sostenibile del continente africano, ai flussi migratori, alla rivoluzione indotta dall’intelligenza artificiale – trovano giusto spazio nel Vertice di Borgo Egnazia e sollecitano collaborazione con gli altri attori rilevanti dello scacchiere mondiale. Le grandi economie libere raccolte nel G7 continuano certamente a esercitare una rilevante forza di attrazione e d’influenza, ma, naturalmente, in un mondo multipolare, questa esperienza si confronta con tentativi di dar vita a schemi alternativi se non contrapposti’, ha osservato. ‘La capacità di costruire partenariati con quella parte del mondo che, nelle fisiologiche differenze, è disponibile al dialogo sulle nostre opzioni, è il naturale orizzonte al quale guardare. Le indicazioni provenienti dai Capi di Stato e di Governo qui riuniti saranno, al riguardo, preziose. I Paesi G7 condividono una responsabilità accentuata nell’affrontare i problemi del presente; consapevoli, tuttavia, di non poterlo fare da soli’, ha concluso. Al Summit prendono parte, oltre ai Leader dei Paesi del G7 (Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, anche se il presidente americano Joe Biden era assente al pranzo) il Presidente del Consiglio Europeo e la Presidente della Commissione Europea, in rappresentanza dell’Unione Europea, i rappresentanti di alcuni Stati e organizzazioni internazionali invitati. È la settima volta che il nostro Paese assume la Presidenza del G7. La prima occasione fu nel 1980 a Venezia. La città lagunare ha ospitato anche il successivo Vertice nel 1987 e poi è stata la volta di Napoli nel 1994, Genova nel 2001, l’Aquila nel 2009 e Taormina nel 2017.