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Ingv: decreto ricerca chiaro segnale rinnovato impegno Paese

Ingv: decreto ricerca chiaro segnale rinnovato impegno Paese

Roma, 24 feb. (askanews) – «La creazione del nuovo Fondo per la Programmazione della Ricerca, fortemente voluto dal MUR e dalla Ministra Bernini, rappresenta un segnale chiaro del rinnovato impegno del Paese nei confronti di un settore strategico per lo sviluppo e la competitività dell’Italia. Dopo anni in cui la ricerca ha sofferto di discontinuità e frammentazione, l’introduzione di una programmazione triennale certa e di un fondo unico contribuisce a garantire maggiore stabilità, trasparenza e visione di lungo periodo”. Lo afferma in una nota il presidente dell’Ingv, Fabio Florindo.

“La scelta di riunificare in un unico strumento le principali linee di finanziamento ministeriali rafforza l’efficacia degli interventi, sostenendo in modo strutturato sia la ricerca di base sia quella applicata, oltre alla gestione e al consolidamento delle grandi infrastrutture di ricerca nazionali. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – conclude Florindo – accoglie con favore questa riforma e ribadisce il valore strategico delle Scienze della Terra per il nostro Paese: un ambito che, attraverso l’eccellenza scientifica, il trasferimento tecnologico e le ricadute sul sistema produttivo, contribuisce in modo concreto alla sicurezza, al benessere dei cittadini e alla competitività internazionale dell’Italia».

Biathlon, Giacomel, ablazione al cuore dopo malore a Olimpiadi

Biathlon, Giacomel, ablazione al cuore dopo malore a Olimpiadi

Roma, 24 feb. (askanews) – Una anomalia di conduzione elettrica atriale. E’ quanto emerso dagli accertamenti clinici effettuati da Tommaso Giacomel per individuare i motivi del malore che lo aveva costretto al ritiro quando era al comando della 15km mass start di biathlon ai Giochi ad Anterselva. Per risolvere il problema, Giacomel è stato sottoposto ad ablazione cardiaca presso l’ospedale Galeazzi di Milano. Intervento perfettamente riuscito e un paio di giorni di degenza nella struttura ospedaliera. Tra 15 giorni nuovi controlli e, in caso di esito positivo, la ripresa dell’attività agonistica.

Infn: Decreto ricerca passaggio cruciale per sistema italiano

Infn: Decreto ricerca passaggio cruciale per sistema italiano

Roma, 24 feb. (askanews) – “La firma da parte del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini del decreto che introduce un nuovo modello di programmazione triennale per il finanziamento della ricerca rappresenta un passaggio cruciale e atteso per il sistema della ricerca pubblica italiana”. Lo afferma Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN e presidente della CoPER, la Consulta dei Presidenti degli Enti di Ricerca.

“Università ed Enti di Ricerca – commenta Zoccoli – potranno ora contare su bandi pianificati secondo un calendario definito e certo, su linee di finanziamento differenziate per rispondere alle diverse esigenze progettuali, e su una dotazione economica stabile e progressivamente crescente, con una chiara previsione degli stanziamenti fino al 2031. Il provvedimento introduce inoltre nuovi strumenti, i PRIN Hybrid e i Synergy Grant, pensati per rafforzare e promuovere la capacità di innovazione e la multidisciplinarità, caratteristiche oggi sempre più determinanti per una ricerca di alto impatto, specialmente in settori strategici come quelli del calcolo e delle tecnologie quantistiche. Esprimiamo apprezzamento per l’attenzione e l’impegno con cui il Ministro Bernini e il Ministero hanno condotto l’elaborazione del Piano triennale della ricerca. La stabilità garantita dall’insieme delle misure previste consente finalmente alla ricerca pubblica di operare con visione, pianificando investimenti e attività: questo – conclude – consentirà di accrescere la qualità e la competitività del nostro sistema nazionale della ricerca nel contesto europeo e globale”.

Voghera, l’ex assessore Adriatici condannato a 12 anni

Voghera, l’ex assessore Adriatici condannato a 12 anni

Milano, 24 feb. (askanews) – Condannato a 12 anni di carcere per omicidio volontario. Si è chiuso così il processo a carico di Massimo Adriatici, ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, imputato per l’omicidio del 39enne di origine marocchina Youns El Boussettaoui. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Pavia al termine del procedimento che si è celebrato con rito abbreviato, formula che in caso di condanna comporta lo sconto di un terzo della pena. La procura aveva chiesto di condannare l’ex assessore a 11 anni e 4 mesi.

I fatti risalgono alla sera del 20 luglio 2021 nella piazza centrale di Voghera, quando Adriatici – noto avvocato penalista, docente universitario ed ex funzionario di polizia che all’epoca ricopriva l’incarico di assessore comunale alla sicurezza in quota Lega – esplose un colpo di pistola uccidendo il 39enne al culmine di un colluttazione.

“Siamo molto soddisfatti – ha affermato in un’intervista a SkyTg24 l’avvocato di parte civile Marco Romagnoli, che rappresenta la famiglia della vittima insieme alla collega Debora Piazza -. Questo procedimento è partito per noi estremamente in salita, con una prima accusa di estremo favore nei confronti dell’imputato di eccesso colposo di legittima difesa che era stata già ribaltata. Oggi questo giudizio che arriva a distanza di cinque anni dal momento in cui sono accaduti i fatti restituisce un primo grado di giustizia alla famiglia”.

In una prima fase l’accusa aveva contestato ad Adriatici il reato di eccesso colposo di legittima difesa, salvo poi riqualificare il reato in quello più grave di omicidio volontario. Ma per il legale della famiglia El Boussettaoui, non ci sono mai stati dubbi: “Abbiamo sempre detto fin dall’inizio che questo era un omicidio volontario e che la condotta non lasciava spazio a dubbi interpretativi. E’ stata confermata la nostra impostazione: Massimo Adriatici ha ucciso volontariamente El Boussettaoui sparandogli un colpo di pistola al petto”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il commento della collega Debora Piazza: “Non esistono persone di serie A e di serie B, anche se viviamo in un momento storico molto complesso, in cui cercare la verità è sempre molto difficile – afferma la legale ad askanews -. Avevano parlato di legittima difesa, qui come nel caso di Rogoredo. La sentenza di oggi ci ha detto che siamo tutte persone uguali davanti alla legge. Questo mi consente di credere nella giustizia”.

Golf, Alps Tour: Andrea Romano vince il Red Sea Little Venice Open

Golf, Alps Tour: Andrea Romano vince il Red Sea Little Venice Open

Roma, 24 feb. (askanews) – Primo successo stagionale azzurro sull’Alps Tour. Lo ha firmato Andrea Romano che ha concluso con 199 colpi (71 62 66, -17) il Red Sea Little Venice Open, giunto alla 14ª edizione e disputato sul percorso del Sokhna Golf Club (Course B&C, par 72) a Suez in Egitto. L’azzurro, 25enne capitolino, si è reso autore di una grande rimonta iniziata dal 66° posto e proseguita per il quarto grazie a un ottimo 62 (-10, dieci birdie) nel secondo round, miglior parziale assoluto del torneo, e poi ha operato il sorpasso decisivo con un 66 (-6, sette birdie, un bogey). Nelle ultime 36 buche ha realizzato diciassette birdie (di cui 16 di fila nell’arco di 29) e un bogey.

Romano ha lasciato a un colpo il francese Nicolas Calvet e lo spagnolo Mario Galiano Aguilar, secondi con 200 (-16), e a due il transalpino Benjamin Kedochim e l’iberico Alvaro Hernandez Cabezuela, quarti con 201 (-15). Bella prestazione anche di Filippo Grossi, sesto con 202 (64 69 69, -14), che ha condiviso la posizione con l’austriaco Christoph Bleier, lo spagnolo Josep Maria Serra Busquet, in vetta nel primo giro, e con i francesi Hermes Ferchaud, Maxime Legros e Nathan Legendre. Solo 15° con 205 (-11) l’olandese Lars Keunen, leader nel secondo turno e penalizzato da un 74 (+2).

Sono andati a premio Elia Dallanegra, Carlo Maria Asti e Alessandro Radig, 29.i con 209 (-7), Luca Cavalli, 35° con 210 (-6), Leonardo Rigotti, 38° con 211 (-5), e Nicolò Severa, 39° con 213 (-3).

E’ il terzo successo sul circuito di Romano dopo quelli ottenuti lo scorso anno nell’Alps de Andalucia-Roquetas de Mar e nel Fred Olsen Alps de La Gomera. Per lui anche nove top ten (in due occasioni runner up). Tra le sue vittorie in una bella carriera da dilettante, dove ha vestito a lungo la maglia azzurra, il prestigioso Junior Orange Bowl (2019). Per il titolo ha ricevuto un assegno di 6.200 euro su un montepremi di 42.500 euro ed è salito in prima posizione nell’ordine di merito che, a fine stagione, assegnerà cinque ‘carte’ per l’HotelPlanner tour ai migliori. E’ il terzo italiano a imporsi in questo evento dopo Stefano Mazzoli (2020) e Luca Cianchetti (2021).

Gb, dal 25 febbraio obbligatorio il visto anche per turismo

Gb, dal 25 febbraio obbligatorio il visto anche per turismo

Roma, 24 feb. (askanews) – Dal 25 febbraio 2026, gli italiani che intendono recarsi nel Regno Unito per turismo o per soggiorni di breve durata (fino a un massimo di 6 mesi) dovranno essere in possesso di una Autorizzazione Elettronica di Viaggio (#ETA, #ElectronicTravelAuthorisation).

L’ETA è associata al proprio passaporto italiano e ha una durata di due anni o fino alla scadenza del passaporto, qualora la validità residua del passaporto sia inferiore a due anni. Si ricorda che la carta di identità, cartacea o elettronica, non consente di entrare nel Regno Unito. Le compagnie aeree verificheranno i documenti prima della partenza, e potranno impedire l’imbarco ai viaggiatori sprovvisti di ETA.

Richiedere un’ETA è rapido e semplice, tramite l’app ufficiale UK ETA o sul sito www.Gov.UK/ETA, al costo attuale di £16 sterline. La maggior parte delle richieste riceve una decisione automatica in pochi minuti, ma si consiglia di prevedere tre (3) giorni lavorativi per i pochi casi che dovessero richiedere verifiche supplementari. È opportuno fare attenzione a numerosi siti non istituzionali online che forniscono il servizio con una maggiorazione del prezzo, a volte anche notevole.

Per gli italiani che si recano in UK per studio o lavoro, continua a essere invece indispensabile fare richiesta di un relativo Visto elettronico (eVisa). Tutti i titolari di eVisa, inclusi i minori, dovranno creare un account UKVI per controllare il proprio eVisa e aggiornare i dati del passaporto.

Non hanno bisogno di un’Eta: i cittadini italiani con uno status di immigrazione o un’esenzione per il sistema di immigrazione nel Regno Unito.

I cittadini italiani in possesso di uno status di immigrazione nel Regno Unito o di un’esenzione per l’immigrazione nel Regno Unito, tramite ad esempio l’EUSS (EU Settled Status o EU Pre-Settled Status) o se già in possesso di un visto di lavoro o di studio nel Regno Unito, non hanno l’obbligo di procurarsi un’ETA ma sono invitati a mantenere aggiornati i propri dati sul proprio account UKVI (UK Visas and Immigration)

Sempre a partire dal 25 febbraio 2026, i cittadini con doppia cittadinanza italiana-britannica, e anche i loro figli se con la stessa doppia cittadinanza (è possibile verificare la cittadinanza britannica a questo link), e i cittadini britannici, anche se in possesso di altre nazionalità, non sono idonei a ottenere l’ETA e potranno accedere nel Regno Unito solo tramite: – Un passaporto britannico valido oppure – Un passaporto italiano valido con un Certificato di diritto di residenza (Certificate of Entitlement).

Destra, Vannacci sbarca anche nella “rossa” Scandicci che lo aveva contestato

Destra, Vannacci sbarca anche nella “rossa” Scandicci che lo aveva contestato

Roma, 24 feb. (askanews) – Futuro Nazionale con Vannacci nasce anche a Scandicci, comune alle porte di Firenze, che dal dopoguerra ad oggi non è mai stato governato da una giunta di centrodestra. E nasce grazie a militanti che hanno lasciato i due partiti di centrodestra, Fratelli d’Italia e Lega, che, a conti fatti, faranno un po le spese dell’uscita di Roberto Vannacci e della creazione di un nuovo partito di destra.

E dire che tre anni fa, quando il generale Vannacci approdò nella cittadina per presentare il suo libro “Il mondo al contrario” al teatro Aurora, quella presenza scatenò un vespaio di polemiche e la protesta della sezione locale dell’Anpi, che organizzò una contromanifestazione. “La Scandicci democratica, antifascista e antirazzista si indigna e farà sentire la sua voce di protesta”, scrissero gli attivisti dell’Associazione nazionale partigiani.

Ora Futuro Nazionale sbarca a Scandicci grazie anche ai delusi della destra di governo. Basta guardare le biografie politiche dei fondatori. Per dire, aderisce alla nuova avventura politica con Vannacci Leonardo Batistini, entrato in consiglio comunale nel 2009 con il Pdl e, addirittura, candidato sindaco di Scandicci, proposto dalla Lega e sostenuto da tutto il centrodestra (raccolse poco più del 25% dei consensi), nel 2019. Batistini, attualmente consigliere del Quartiere 4 per il centrodestra, ha lasciato il Carroccio a fine gennaio senza celare la sua delusione, ammettendo, tra l’altro, di “ricordare con malinconia gli anni del partito della ruspa” perchè con il tempo “la ruspa è diventata un decespugliatore e questo non può bastare per risolvere i problemi di sicurezza che ogni giorno affliggono Firenze”.

Il Comitato Costituente locale è presieduto da Riccardo Trallori e coordinato da Gregorio Sammarco, due esponenti locali di Fratelli d’Italia passati con Vannacci per costruire “una destra identitaria, pragmatica e fortemente orientata all’interesse nazionale”. “Futuro Nazionale nasce per dare una casa politica a chi crede in una destra capace di coniugare identità e concretezza – spiega Trallori -. Il nostro impegno sarà riportare al centro l’interesse nazionale, seguendo con coerenza la linea indicata da Roberto Vannacci. A Scandicci vogliamo costruire una presenza seria, competente e realmente radicata nei bisogni quotidiani della nostra comunità”. “Questo percorso offre finalmente voce a chi chiede una politica più diretta, più coraggiosa e più vicina ai cittadini – aggiunge Sammarco -Futuro Nazionale si propone come movimento identitario ma pragmatico, in grado di ascoltare le persone e avanzare soluzioni concrete. A Scandicci intendiamo aprire un vero laboratorio di partecipazione e responsabilità condivisa”.

All’atto costitutivo del comitato scandiccese di Futuro Nazionale sono intervenuti anche Leonardo Batistini e Andrea Cuscito, neo segretario provinciale di Futuro Nazionale e consigliere comunale di centrodestra a Greve in Chianti, che hanno sottolineato come “la sicurezza sia una priorità assoluta per Futuro Nazionale”.

Antimafia, Colosimo: c’è stato un grave attacco alle istituzioni

Antimafia, Colosimo: c’è stato un grave attacco alle istituzioni

Roma, 24 feb. (askanews) – “I fatti dicono che questa relazione è chiara, innanzitutto perché anche chi non ha seguito e non ha potuto leggere le 66mila pagine della Procura si può fare un’idea. In questo modo si offre al Parlamento un quadro riguardo “un attacco alle istituzioni della democrazia”. Così ha detto la presidente della commissione antimafia, Chiara Colosimo, aprendo la seduta dell’organismo parlamentare e ricordando che oggi è in programma il voto sulla relazione di maggioranza rispetto al caso dei dossieraggi. Altre due relazioni “alternative” sono state presentate dal gruppo M5S e unitamente dai gruppi Pd, Avs e altri.

“Laddove dovesse trovarsi un unico filo conduttore che lega gli accessi abusivi avvenuti nella direzione nazionale antimafia e gli altri fatti di cronaca come Equalize o Paragon, sappiate che io me ne occuperò esattamente come mi sono occupata di questi”, ha continuato la presidente Colosimo.

Ue, Meloni il 18 Marzo in aula in Parlamento alla vigilia del Consiglio Ue

Ue, Meloni il 18 Marzo in aula in Parlamento alla vigilia del Consiglio Ue

Roma, 24 feb. (askanews) – La premier Giorgia Meloni tornerà a parlare in aula in Parlamento mercoledì 18 marzo, per le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo a Bruxelles dove è attesa l’indomani. Meloni farà le comunicazioni la mattina per prima in Senato, depositando in aula a Montecitorio il testo del suo discorso intorno alle 11. Alla Camera tornerà poi dopo il voto del Senato alle 16,15, per un secondo confronto e voto su risoluzioni per i quali la Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio che si è riunita oggi ha stabilito un massimo di durata di 4 ore e 15 minuti: per le 21 il Parlamento dovrà aver finito la giornata di confronto con la Premier.

Imprenditoria femminile: non basta che ci siano le risorse, serve conoscerle. Al via 7ma edizione di DonnaLab

Imprenditoria femminile: non basta che ci siano le risorse, serve conoscerle. Al via 7ma edizione di DonnaLab

Roma, 24 feb. (askanews) – Avviare un’impresa oggi è una sfida complessa, che richiede non solo coraggio e determinazione, ma anche conoscenza degli strumenti finanziari e delle opportunità di sviluppo disponibili. In Italia, sempre più donne scelgono di mettersi in gioco affrontando però ostacoli concreti: accesso al credito limitato, difficoltà a orientarsi tra bandi pubblici e europei e un contesto economico competitivo possono ostacolarne lo sviluppo.

Le imprese femminili attive sono circa 1.309.096, pari al 22,2 % del totale delle imprese italiane (dati al 30 giugno 2025). La maggior parte sono microimprese con meno di dieci addetti (oltre il 96%), contro il 79% delle imprese maschili nella stessa fascia. Solo l’11% delle imprese femminili è guidato da under 35, rispetto al 16% delle maschili. La produttività media resta circa il 60% di quella delle imprese maschili, evidenziando ritardi strutturali sia nell’avvio sia nello sviluppo delle imprese femminili. In questo scenario si inserisce la settima edizione di DonnaLab, l’unico evento nazionale interamente dedicato all’imprenditoria femminile, previsto per il prossimo 7 marzo a Roma, dalle 9:30 alle 18, presso l’Hotel The Building (zona Stazione Termini). Visto l’impatto sociale che questa iniziativa ha avuto e continua ad avere nel tessuto imprenditoriale nazionale, per la terza volta consecutiva ha ottenuto il patrocinio della regione Lazio, un riconoscimento che rappresenta l’apprezzamento delle istituzioni. L’iniziativa affronta le sfide reali che le donne incontrano sia per avviare sia per far crescere un’impresa: finanziamenti bancari, accesso ai Fondi Europei, risorse del PNRR e percorsi di formazione economico-finanziaria, strumenti indispensabili per trasformare opportunità in risultati concreti.

«Siamo ancora lontani dagli obiettivi di parità economica indicati dall’Unione Europea», spiega Giancarlo Barbarisi, ideatore di DonnaLab. «Eppure, le opportunità esistono: i fondi ci sono, ma non sempre vengono utilizzati perché molte imprenditrici non sanno come accedervi».

Quali sono, però, i reali fattori che impediscono alle imprenditrici, e a chi vorrebbe diventarlo, di cogliere appieno queste occasioni nonostante la disponibilità di risorse? «Un elemento che frena lo sviluppo è una generalizzata barriera nel credito, a cui va associata una discriminazione che tutt’ora persiste e blocca chi vuole mettersi in gioco», chiarisce Barbarisi. Eppure, paradossalmente, la componente femminile dovrebbe rappresentare un vantaggio competitivo, dato che i bandi nazionali ed europei tendono a privilegiare le compagini costituite in maggioranza da donne.

Cosa manca allora, in concreto, per potersi imporre con successo su mercati sempre più competitivi? «Oltre a una maggiore informazione, serve formazione finanziaria. Conoscere gli aspetti principali della gestione economica è una competenza ormai imprescindibile, sia per chi guida un’azienda consolidata, sia per chi sta scrivendo oggi il proprio business plan con l’obiettivo di iniziare a fare impresa».

Esiste poi il nodo del “rischio d’impresa”, ovvero il timore di erodere il capitale investito. È possibile mitigare questo pericolo per chi decide di lanciare una nuova attività? «Certamente. Come in ogni ambito professionale, l’esposizione può essere gestita acquisendo metodologie specifiche. È un po’ come la patente per l’auto: all’inizio servono le nozioni base per imparare a guidare e, una volta ottenute, è possibile muoversi in piena autonomia e sicurezza, sia che si tratti di lanciare un’idea da zero che di potenziare un’attività esistente».

Sostenere l’imprenditoria femminile significa dunque facilitare l’accesso delle donne a risorse e strumenti essenziali per fare impresa, sviluppando competenze manageriali e finanziarie fondamentali per rafforzare la competitività e la sostenibilità dell’intero ecosistema imprenditoriale italiano. DonnaLab si inserisce in questo percorso, offrendo alle donne l’opportunità di conoscere concretamente le possibilità, spesso poco note, a sostegno della loro attività, stimolando un confronto dialettico, nuove idee e sinergie virtuose.