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Trump minaccia di alzare i dazi ai Paesi che vogliono rinegoziare gli accordi

Trump minaccia di alzare i dazi ai Paesi che vogliono rinegoziare gli accordi

Roma, 23 feb. (askanews) – Il presidente americano minaccia i Paesi che cercheranno di rinegoziare i termini degli accordi commerciali siglati con gli Stati Uniti dopo la decisione della Corte Suprema di bocciare i cosiddetti dazi ‘reciproci’ imposti dagli Usa. “Fate attenzione”, Donald Trump ha scritto in un post su Truth Social. In esso ha spiegato che “qualsiasi paese che voglia ‘giocare’ con la decisione ridicola della Corte Suprema, specialmente quelli che hanno ‘ingannato’ gli Stati Uniti per anni, e persino decenni, sarà soggetto a un dazio molto più alto, e peggiore, di quello che hanno appena recentemente accettato”.

La Corte Suprema il 20 febbraio ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.

Ma il presidente Usa, che all’indomani della decisione della Corte ha annunciato anche l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, insiste sulla sua strada. Come sostenuto venerdì scorso in conferenza stampa, il presidente americano è convinto di non dovere passare dal Congresso per imporre dazi. In un post su Truth Social, Trump ha scritto che “da Presidente, non devo tornare al Congresso per ottenere l’approvazione dei dazi. È già stata ottenuta, in molte forme, molto tempo fa! Sono stati anche appena riaffermati dalla ridicola e mal elaborata decisione della Corte Suprema!”.

Huawei lancia Watch GT Runner 2, progettato col maratoneta Kipchoge

Huawei lancia Watch GT Runner 2, progettato col maratoneta Kipchoge

Milano, 23 feb. (askanews) – Huawei ha annunciato un evento di lancio a Madrid il 26 febbraio 2026, dove presenterà una lineup di prodotti tra wearable, smartphone, soluzioni audio e tablet. Tema centrale è “Now is Your Run”, con focus sul lancio del Huawei Watch GT Runner 2, il nuovo smartwatch professionale per corsa che segna il ritorno di Huawei in questo segmento dopo cinque anni di sviluppo.

Co-progettato con la leggenda della maratona Eliud Kipchoge – recordman mondiale, oro olimpico e autore della maratona sotto le due ore – e il dsm-firmenich Running Team, il dispositivo integra feedback di oltre 100 corridori. Huawei funge da partner tecnologico ufficiale del team, affinando il prodotto attraverso test in contesti professionali. Il Watch GT Runner 2 introduce una modalità maratona professionale per simulare scenari di gara con tracking real-time, un sistema GPS ultra-preciso per maggiore accuratezza su percorsi complessi e stabilità di passo, oltre a un monitoraggio fisiologico avanzato che copre frequenza cardiaca, HRV (variabilità della frequenza cardiaca), qualità del sonno, affaticamento e carico di allenamento. Algoritmi personalizzati e adattivi ottimizzano le sessioni di training, rendendolo adatto sia ad atleti élite che a runner amatoriali, con enfasi su comfort, durata della batteria e intelligenza algoritmica derivata dall’integrazione tra dati atletici e ingegneria Huawei.

Con questo nuovo smartwatch Huawei punta a rafforzare la sua posizione di leader nei wearable: nel 2025 ha conquistato la prima quota di mercato globale, spedendo oltre 200 milioni di unità entro metà anno. Il portafoglio include fitness band e smartwatch per salute e sport. L’evento di Madrid mostrerà tutto l’ecosistema Huawei per sport, fitness, salute e fotografia avanzata.

Dal 18 marzo il Watch GT Runner 2 sarà disponibile in Italia.

Confcooperative: ricerca e innovazione per rafforzare biologico

Confcooperative: ricerca e innovazione per rafforzare biologico

Roma, 23 feb. (askanews) – L’innovazione è la strada obbligata per le cooperative biologiche per vincere le sfide dell’agricoltura. È quanto emerge dai primi risultati di un’indagine realizzata da Confcooperative Fedagripesca in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche dalla quale è emersa come sia molto alta presso le cooperative biologiche la propensione ad investire sull’innovazione economica ed agronomica, ma che per avere risultati significativi è fondamentale continuare a puntare con determinazione sulla leva della ricerca.

Se ne è parlato oggi al Sana di Bologna nell’ambito del convegno Innovazione e ricerca in agricoltura biologica che si è svolto alla presenza del Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura on. Luigi D’Eramo. Negli ultimi 5 anni, quasi il 70% delle cooperative del campione analizzato ha partecipato a progetti finalizzati alla crescita e allo sviluppo di innovazioni finanziati nell’ambito della programmazione regionale dello Sviluppo Rurale. I risultati ottenuti, in particolare nell’area agronomica e di mercato, presentano ampi margini di crescita. Emblematiche sono le criticità avvertite dalle cooperative nella disponibilità di varietà adatte alle diverse condizioni pedoclimatiche, così come l’esigenza da parte delle cooperative di approfondire l’accesso ai nuovi mercati o lo sviluppo di nuovi prodotti, così come la necessità di attivare strumenti di gestione del rischio per difendersi da avversità meteoclimatiche e perdita di reddito.

“Innovazione e ricerca hanno un ruolo fondamentale per poter, nei prossimi anni, aumentare le produzioni nazionali biologiche, permettendo di utilizzare al meglio le risorse disponibili, garantire elevati standard qualitativi e affrontare le molteplici sfide che ha davanti il settore primario, a partire dai cambiamenti climatici: “consapevoli di ciò, in questi anni abbiamo sostenuto in modo convinto proprio l’innovazione e la ricerca, istituendo anche un apposito Fondo e valorizzando il lavoro dei nostri ricercatori, con l’obiettivo di avere filiere sempre più resilienti, sostenibili e competitive”, ha detto il sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo.

“Sono tante le sfide a cui le aziende agricole sono chiamate a confrontarsi – ha commentato il presidente del Settore Biologico Francesco Torriani – dalle conseguenze dei cambiamenti climatici alla ricerca da parte dei consumatori di prodotti con standard qualitativi esigenti e a prezzi sempre più competitivi, alla necessità infine di trovare un equilibro tra la giusta remunerazione della materia prima e la necessità di non scaricare sul consumatore le eventuali inefficienze della filiera attraverso prezzi non competitivi. Di fronte a tali sfide è necessario investire in ricerca e innovazione, utilizzando al meglio le diverse risorse messe a diposizione, al fine di aumentare la produttività delle filiere biologiche”.

Tra le priorità, la necessità di investire nel Biobreeding, ovvero nella selezione di nuove varietà adatte al metodo biologico in coerenza con i principi dell’agroecologia e la digitalizzazione fondamentale per migliorare l’organizzazione, tracciare le produzioni, supportare le decisioni degli agricoltori, ma soprattutto per portare maggior valore aggiunto alle ns produzioni.

Al Trianon Viviani quattro appuntamenti tra opera, jazz, comicità

Al Trianon Viviani quattro appuntamenti tra opera, jazz, comicità

Roma, 23 feb. (askanews) – Si apre la settimana del Trianon Viviani, il teatro della Canzone napoletana. Il primo appuntamento è giovedì 26 febbraio, alle 21, con Stand up Opera di Luca De Lorenzo. L’istrionico cantante lirico e attore trasporta il pubblico in un viaggio che va dai maggiori maestri del passato ai più’ imbarazzanti influencer del presente. Lo accompagnano Fabrizio Romano al pianoforte e l’attrice-cantante Lalla Esposito, con cui ha lavorato in scena per la Cantata dei pastori.

Ancòra opera, venerdì 27, alle 21, con una versione particolare de Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini: l’esecuzione in forma semiscenica, in prima moderna, della revisione del libretto di Cesare Sterbini che fece Filippo Cammarano per il teatro la Fenice di Napoli (14 ottobre 1818), trasformando in napoletano i dialoghi di don Bartolo, tutore di Rosina, e riscrivendo recitativi da interpretare in prosa, secondo pratiche diffuse al tempo. I cantanti William Hernandez (Figaro), Angela Schisano (Rosina), Brayan Avila Martinez (conte d’Almaviva), Giovanni Romeo (don Bartolo), Arturo Espinosa (don Basilio), Emanuela de Rosa (Berta) e Pasquale Petrillo (Fiorello), con il coro e l’orchestra dell’Ensemble Mercadante, sono diretti da Benedikt Sauer.

Ultimo appuntamento musicale della settimana, sabato 28, alle 21, Frida Bollani Magoni è in concerto accompagnata dal percussionista e compositore britannico Mark Glentworth. Il suo concerto è un caleidoscopio di colori musicali: non c’è un genere unico, ma un intreccio armonioso di linguaggi sonori che attraversa il pop, il jazz, la musica d’autore, con richiami alla musica classica, arrangiamenti più complessi e suggestioni elettroniche, impreziosite anche da effetti vocali.

Domenica 1° marzo, alle 19, Antonella Stefanucci, in L’artista incompresa, chiude la settimana del Trianon Viviani. In questo spettacolo di comicità e satira, scritto e diretto da Domenico Ciruzzi, l’attrice partenopea richiama i suoi celebri personaggi.

Emergency: da 5 a 17 marzo a Milano torna rassegna “Trovare le parole”

Emergency: da 5 a 17 marzo a Milano torna rassegna “Trovare le parole”

Milano, 23 feb. (askanews) – Dal 5 al 17 marzo torna a Casa Emergency la rassegna culturale “Trovare le parole” che con una serie di incontri e dibattiti animerà la sede dell’associazione, in via Santa Croce 19, a Milano.

Possono le parole costruire la pace? È possibile ricreare una società fondata sui valori del vivere comune a partire dal ripudio della guerra? Da queste domande traggono spunto i quattro appuntamenti in programma, durante i quali in compagnia di autori, docenti, professionisti del mondo dell’informazione e operatori di Emergency:, si proverà ad ispirare l’impegno che ciascun individuo può mettere nel costruire una società più giusta e senza guerra.

La rassegna prenderà il via giovedì 5 marzo alle ore 19.00 con la presentazione del libro Empatia selettiva di Roberto De Vogli, professore all’Università di Padova. Il libro racconta la crisi morale dell’Occidente di fronte a Gaza. Attraverso un’analisi critica, ricerche e testimonianze, l’autore smaschera i doppi standard dell’informazione e del discorso pubblico, dove Gaza emerge come punto cieco morale e specchio delle gerarchie della compassione. L’incontro sarà moderato da Bianca Senatore, giornalista freelance e, oltre alla presenza dell’autore, vedrà la partecipazione in collegamento di Safwat Kahlout, giornalista Al Jazeera e Giorgio Monti, coordinatore medico di Emergency: a Gaza.

Nel secondo appuntamento della rassegna, martedì 10 marzo alle 19, si parlerà di Sudan e di una guerra che continua a restare ai margini del dibattito pubblico. Parteciperanno all’incontro Itala Vivan, prof.ssa dell’Università degli Studi di Milano, Rossella Miccio, presidente di Emergency: e Michele Collareta, già anestesista di Emergency: che, con Irene Panozzo, giornalista freelance, dialogheranno sul ruolo che possono avere il giornalismo, la letteratura e il pensiero postcoloniale nel restituire memoria e dignità a quegli aspetti dell’informazione globale che vengono rimossi dallo sguardo occidentale.

Si prosegue giovedì 12 marzo alle 19 con la presentazione del libro Disarmati di Riccardo Bottazzo, giornalista e scrittore, che percorre un viaggio tra i Paesi che hanno scelto di vivere senza esercito. Attraverso esempi concreti, il libro mostra come il disarmo possa essere una scelta politica consapevole e sostenibile. La nonviolenza emerge come strategia reale, capace di generare stabilità, diritti e benessere sociale. Insieme all’autore, interverranno all’incontro Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e Jacopo Mocchi, giornalista freelance, moderatore dell’incontro.

A chiudere la rassegna, martedì 17 marzo alle ore 19:00 sarà la presentazione del libro Architetture del Noi di Raul Pantaleo, architetto cofondatore dello studio di architettura TAMassociati che ha collaborato alla realizzazione di diversi centri sanitari di Emergency:. Di fronte alla distruzione, il costruire è un gesto primordiale, è la risposta naturale dell’uomo al vuoto lasciato dalla guerra: secondo l’autore, anche l’architettura può essere un balsamo per lenire le ferite della guerra. Un tetto che protegge, l’odore dell’intonaco fresco, sono piccoli segni che parlano di ciò che troppo spesso diamo per scontato: la possibilità di contare su un luogo da abitare, su uno spazio che custodisca la vita e restituisca dignità al quotidiano L’incontro con l’autore sarà moderato da Valentina Lonati, giornalista freelance, con il contributo di Roberto Crestan, area director ANME di Emergency.

Per tutto il periodo della rassegna il giardino di Casa Emergency ospiterà l’installazione “Un nome, un bambino. Un nome, una bambina” di La scuola per la Palestina. L’esposizione è stata realizzata, come opera collettiva, da genitori, insegnanti, bambini e bambine di diversi servizi per l’infanzia della città di Brescia e della provincia, che hanno scritto su strisce bianche di tessuto i nomi e le età dei 20mila bimbi e bimbe uccisi a Gaza.

”Figli di Napoli milionaria”, 64 ragazzi riscrivono Eduardo

”Figli di Napoli milionaria”, 64 ragazzi riscrivono Eduardo

Roma, 23 feb. (askanews) – Un ponte tra l’eredità artistica di Eduardo De Filippo e lo sguardo delle nuove generazioni. Prende vita ‘Figli? di Napoli Milionaria! Tu, quanno nasce, allora è primmavera!’, il progetto teatrale extracurricolare promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito del programma ‘Cultura, che classe!’, che coinvolge 64 studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo grado dei territori di Scampia, Secondigliano e Poggioreale.

L’iniziativa, ideata e realizzata dall’Associazione Primo Aiuto in collaborazione con Liberaimago, con la partnership della Fondazione Eduardo De Filippo e la direzione artistica di Fabio Pisano, si propone di avvicinare i giovani al mondo delle arti sceniche attraverso un percorso di formazione e riscrittura creativa. Testimonial d’eccezione il critico teatrale Giulio Baffi.

Avviato lo scorso ottobre e in corso fino a fine marzo, il progetto ha visto gli studenti dell’IC 61 Sauro E. Pascoli (VII Municipalità), IC Pertini 87° D. Guanella (VIII Municipalità) e I.C. Radice Sanzio Ammaturo (IV Municipalità) impegnati in laboratori di recitazione, movimento, voce, scrittura creativa e analisi del testo. Dopo la prima fase, conclusa a gennaio, i partecipanti hanno preso parte a seminari specialistici su maschera, costume, fotografia di scena e musica, oltre ad attività multimediali con realizzazione di podcast e video-interviste.

Tappa significativa il 27 febbraio con la visita guidata al Teatro San Ferdinando, storico luogo eduardiano. Il percorso culminerà venerdì 27 marzo 2026 con l’evento finale di restituzione pubblica: non una tradizionale rappresentazione, ma una riscrittura per quadri, un’installazione performativa che, abbandonando la narrazione cronologica, costruirà una “porta spazio-temporale” tra ieri e oggi attraverso un linguaggio rapido e contemporaneo.

“L’obiettivo – spiegano gli organizzatori – è quello di trasformare i ragazzi da spettatori passivi a protagonisti attivi, investendo sulla creatività giovanile e rileggendo un classico senza tempo come ‘Napoli Milionaria!’ in forme nuove e originali”.

Un podcast per Rachele Padovan, che cucinava per gli scrittori

Un podcast per Rachele Padovan, che cucinava per gli scrittori

Milano, 23 feb. (askanews) – Esiste una Cortina quasi dimenticata, soprattutto quando i riflettori olimpici sono accesi, che è stata al centro del fermento culturale del ‘900 facendo incontrare per decenni tradizioni culinarie locali e grandi intellettuali nella cucina di casa di una donna: Rachele Padovan. La cuoca ampezzana, nata nel 1916 e scomparsa nel 1999, trasformò infatti la propria abitazione in una sorta di home restaurant ante litteram, frequentato da figure quali Andrea Zanzotto, Dino Buzzati, Giovanni Comisso, Ernest Hemingway, Goffredo Parise, Neri Pozza, Filippo de Pisis, Franco Zeffirelli e Vittorio Gassman. La sua storia e quella del suo cenacolo prendono nuovamente vita nel 2026 in occasione del 110 anniversario della sua nascita, con l’uscita dei primi cinque episodi del podcast “Parole nel Ven(e)to. Rachele Padovan e la Cortina dei letterati buongustai”, tra memoria, aneddoti, ricette, identità e tradizione.

Il podcast, realizzato da Madagascar Communication con il contributo di Regione del Veneto, è articolato in dieci episodi e prende avvio dalla storica stagione olimpica del 1956 per raccontare una donna che fece della propria cucina uno spazio di dialogo e scambio intellettuale. Attorno al focolare di Rachele si sono seduti scrittori, editori, registi e attori che a Cortina trovavano non solo ospitalità, ma anche un luogo di confronto autentico accompagnato dai sapori della tradizione locale: dai casunziei alla selvaggina, dalle zuppe allo strudel. Un itinerario gastronomico che la stessa Rachele raccolse nel volume “La Cucina Ampezzana”, oggi pubblicato da Tarka Edizioni, e che accompagna quello letterario, restituendo le suggestioni di un Veneto narrato anche attraverso stagioni, territorio e altri piatti e prodotti tipici come il radicchio trevigiano, i bigoli padovani, il bacalà vicentino, lo storione in umido del Polesine, fino al lesso con pearà veronese e le frittole veneziane. A guidare il racconto è la voce di Silvia Fiore Scarabello, che intreccia i ricordi di Mina Buscicchio Balsamo, nipote di Rachele e custode della memoria familiare.

I primi cinque episodi, disponibili sulle principali piattaforme di streaming, saranno seguiti dal rilascio della seconda parte il 5 marzo, inserendosi nel clima culturale che caratterizza i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. L’impianto ricostruisce la formazione di Rachele, gli incontri giovanili, la grande stagione letteraria di Cortina nel ‘900 e il dialogo costante con le province venete attraverso la cucina e la memoria gastronomica. A Rachele Padovan, infatti, si deve la codificazione in patrimonio condiviso di un sapere domestico tramandato prima quasi solo oralmente. Dalla Treviso del poeta Andrea Zanzotto alla Padova del gastronomo e scrittore Giuseppe Maffioli, dalla Vicenza narrata da Goffredo Parise al Polesine raccontato da Giovanni Comisso e Gian Antonio Cibotto, passando per la Venezia amata e frequentata da Ernest Hemingway, fino alla Verona avventurosa di Emilio Salgari e alla Belluno sospesa e visionaria di Dino Buzzati, ogni episodio intreccia biografia, paesaggio e tradizioni culinarie venete, costruendo un itinerario che unisce parole e sapori. Ne emerge un racconto corale in cui la tavola diventa luogo di relazione, la montagna dialoga con la pianura e la storia culturale del territorio si compone attraverso voci, ricette e incontri.

“Parole nel Ven(e)to. Rachele Padovan e la Cortina dei letterati buongustai” è scritto da Anna Ferrarese e Silvia Fiore Scarabello. Sigla, musiche, sound design e post-produzione audio sono di Andrea Ascani per Globe Studio; creative producer è Giada Chervatin; fonico di presa diretta Michele Bacelle. Intervengono, inoltre, Francesco Chiamulera, giornalista e curatore di “Una Montagna di Libri”; la Consultrice dell’Accademica Italiana della Cucina ed esperta di tradizioni locali Paola Franco; il giornalista esperto di enogastronomia Renato Malaman, lo chef Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini del ristorante SanBrite.

La Ue ha sanzionato 8 persone per violazioni dei diritti umani in Russia

La Ue ha sanzionato 8 persone per violazioni dei diritti umani in Russia

Roma, 23 feb. (askanews) – L’Unione europea ha imposto oggi sanzioni ad altre otto persone che ritiene responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, repressione della società civile e dell’opposizione democratica e di indebolimento della democrazia e dello Stato di diritto in Russia. La decisione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, mentre i 27 continuano a cercare di raggiungere un accordo politico sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca per la sua invasione dell’Ucraina.

Per quanto riguarda le persone designate oggi, i loro beni saranno congelati e ai cittadini e alle aziende dell’Ue sarà vietato mettere a loro disposizione fondi, ha dichiarato il Consiglio dell’Unione europea in una nota, aggiungendo che sarà loro vietato anche l’ingresso o il transito nel territorio dell’Ue. Le nuove aggiunte alla lista nera riguardano membri della magistratura – due giudici, un pubblico ministero e un investigatore – coinvolti in processi a sfondo politico e responsabili della condanna degli attivisti russi Dmitry Skurikhin e Oleg Belousov. Inoltre, le misure concordate oggi riguardano i direttori delle colonie penali e di un centro di detenzione preventiva.

D’Eramo: biologico e made in Italy sono un binomio vincente

D’Eramo: biologico e made in Italy sono un binomio vincente

Roma, 23 feb. (askanews) – “Fiere come queste rappresentano importanti vetrine delle eccellenze dei nostri territori, del patrimonio di biodiversità e di produzioni che coniugano insieme qualità e sostenibilità”. Lo ha detto il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Luigi D’Eramo, presente oggi a Sana Food e a Slow Wine Fair, le due manifestazioni organizzate da BolognaFiere, con il Patrocinio del Masaf.

Il sottosegretario è intervenuto a Rivoluzione Bio, gli Stati generali del biologico, consueto appuntamento per tracciare un bilancio sullo stato del settore e indicare le strategie e le politiche nazionali per il suo sviluppo. “La fotografia complessiva del comparto – ha affermato – si conferma positiva: per superfici coltivate, con sette regioni più la Provincia autonoma di Bolzano che sono già oggi sopra il 25% di Sau bio e altre due molto vicine all’obiettivo, e per numero di operatori. Dati che consolidano la leadership dell’Italia. In questi anni abbiamo colto significativi risultati anche grazie alle misure e ai fondi messi in campo come Masaf a sostegno di associazioni, biodistretti e filiere biologiche”.

Anche per quanto riguarda i programmi della misura Pnrr che riguarda i contratti di filiera il biologico gioca un ruolo chiave, con 28 programmi su 88 totali. “Numeri che potranno aumentare grazie ai 2 miliardi di euro aggiuntivi alla dotazione Pnrr di competenza del Masaf”, ha aggiunto D’Eramo.

Il sottosegretario ha ricordato come tra gli strumenti più attesi ci sia il Marchio del biologico italiano, alla cui adozione mancano solo gli ultimi passaggi procedurali. “Biologico e Made in Italy – ha ricordato D’Eramo – rappresentano un binomio vincente e una grande opportunità di sviluppo. I dati confermano che prosegue il trend di crescita dei consumi domestici e delle esportazioni, con interessanti prospettive legate ai consumi fuori casa”.

Il Marchio Bio italiano quindi “sarà un valore aggiunto sia per i cittadini sia per i produttori e aiuterà a valorizzare e a difendere le filiere nazionali, dando ulteriore slancio a un modello di agricoltura capace di rispondere alle grandi sfide che abbiamo davanti. Basti citare un dato riportato da Nomisma: oggi i due terzi dei consumi è concentrata sul 20 per cento delle famiglie. Il Marchio del bio italiano potrà così dare maggiore forza soprattutto alle produzioni delle aree interne e di montagna. Continuiamo a puntare in modo convinto su innovazione e ricerca e su modelli virtuosi per la salute e per l’ambiente”, ha concluso D’Eramo.

Napoli, mamma Domenico: Fondazione per mantenere viva memoria

Napoli, mamma Domenico: Fondazione per mantenere viva memoria

Roma, 23 feb. (askanews) – “La Fondazione è importante per mantenere viva la memoria di Domenico, per aiutare tutte quelle persone che sono state vittime di malasanità. E poi vorrei ricordare anche tutto questo sciacallaggio che c’è stato, stanno usando il nome di mio figlio per soldi cosa che io non accetto. Io non ho mai avuto un euro, mai voluto un euro da nessuno”. Lo ha detto Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto a seguito di un trapianto di cuore con un organo danneggiato all’ospedale Monaldi di Napoli. La donna è stata intervistata dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante.

“Ho saputo dai giornali che l’intervento non era andato come doveva, dopo un mese e mezzo. Mi avevano detto solo che il cuore non era partito e che ne dovevamo aspettare un altro. È arrivata l’ora della verità. Me lo devono e lo devono a mio figlio. Chiedo solo giustizia”, ha aggiunto la signora, ricordando i fatti principali della vicenda.

È intervenuto anche Francesco Petruzzi, il legale della famiglia, che oggi insieme alla mamma di Domenico si è recato in Procura. “Vorrei fare una precisazione, io credo che alla fine di questa storia dove gli indagati sono passati da sei a sette, le nostre accuse – anche quelle relative alla volontà di insabbiare – sono rivolte alle persone che hanno materialmente commesso il fatto, non all’ospedale Monaldi quindi non alla vicedirettrice sanitaria, non alla direttrice generale. Però credo che la riprova della loro estraneità la avremo nel momento in cui nel procedimento penale li vedremo costituirsi parte civile. Se il Monaldi non si costituirà parte civile o parte lesa, mi dovrò ricredere”. “Noi oggi abbiamo chiesto alla Procura di modificare il titolo di reato in omicidio volontario e l’applicazione di misure cautelari nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili”, ha spiegato il legale.

“Avrò la risposta quando verrà fatta giustizia. Ora non accuso nessuno”, ha aggiunto la mamma di Domenico.