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Sardegna punta a Einstein Telescope, progetto da 1,5 mld di euro

Sardegna punta a Einstein Telescope, progetto da 1,5 mld di euroRoma, 7 mar. (askanews) – È pari ad almeno un miliardo e mezzo di euro l’investimento per l’Einstein Telescope, che coinvolgerà in fase di costruzione oltre 2.500 persone, e sul lungo termine sarà un grande polo scientifico di valore internazionale, destinato ad attrarre risorse da investire alla frontiera della scienza e della tecnologia. Determinante è il ruolo della Regione Sardegna che ha preso un impegno formale con il governo per stanziare 350 milioni di euro da aggiungere al finanziamento statale che sarà di circa 1 miliardo una volta che sarà definita la miniera di Sos Enattos quale luogo deputato a ospitare ET. Un impegno partito da lontano, quello della Regione, dato che ammontano a circa 3,5 milioni di euro le risorse già investite in questi anni dalla RAS per la realizzazione dei Laboratori SarGrav, precursore dell’Osservatorio ET).
“Il progetto Einsten Telescope porterà l’Isola al centro della scienza mondiale consentendo all’intero Paese di mantenere la leadership scientifica e tecnologica nel settore di ricerca della fisica”, ha spiegato il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, secondo cui “il nuovo rivelatore gravitazionale rappresenta un’opportunità di sviluppo unica nel suo genere, un motore di sviluppo, innovazione e crescita per la Sardegna, l’Italia e l’Europa intera”.
Come sede dell’infrastruttura, la Sardegna beneficerà di una parte rilevante del volume d’investimenti calcolato in oltre 4,5 miliardi, per 36mila posti di lavoro in nove anni. “L’Einstein Telescope è una grande opportunità non solo per la ripartenza economica della zona che lo ospiterà, ma di tutta l’Isola – spiega l’Assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino – Al di là del grande valore scientifico e culturale, la realizzazione di Et nel nuorese avrebbe quindi un significativo impatto socio-economico: dei 4,5 miliardi stimati come volume d’investimenti, il 65-70% saranno infatti di ricaduta regionale, circa 3 miliardi”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

Terapie avanzate, eccellenza clinica e sfida all’accesso

Terapie avanzate, eccellenza clinica e sfida all’accessoRoma, 7 mar. (askanews) – Il valore delle terapie avanzate che rappresentano la nuova frontiera della cura e opportunità uniche per i pazienti, ma anche la sfida dell’accesso alle terapie genetiche e cellulari. Si è parlato di questo all’incontro “Unlocking Innovation: come preparare il sistema salute alla sfida delle Terapie Avanzate”, organizzato dall’Ambasciata americana e da Vertex Pharmaceuticals.
L’evento ha rappresentato l’occasione per clinici, farmacoeconomisti e rappresentanti delle istituzioni per riflettere sul valore delle terapie avanzate e sulle sfide per il Sistema Sanitario Nazionale, con un focus su come pubblico e privato possano collaborare per costruire insieme il “sentiero” per garantire l’accesso a queste innovazioni per i pazienti italiani.
“Compito dei clinici – ha spiegato Franco Locatelli, Direttore Dipartimento Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – è quello di sfruttare queste opportunità sia contribuendo alle sperimentazioni internazionali che vengono sviluppate dalle industrie, sia sviluppandone all’interno delle istituzioni accademiche, dei progetti mirati a rendere questi approcci applicabili a un numero sempre maggiore di malati e a un numero sempre maggiore di differenti patologie”.
A oggi i prodotti medicinali di terapia avanzata approvati in Europa sono 25, di cui 18 attivi; 10 hanno ricevuto la rimborsabilità da parte dell’Aifa. Si stima che entro il 2030 potrebbero essere lanciate fino a 60 nuove terapie cellulari e geniche, che potrebbero trattare circa 350mila pazienti.
“Il Convegno di oggi – ha aggiunto Federico Viganò, Country Manager di Vertez per Italia e Grecia – è particolarmente importante perché per la prima volta mette insieme stakeholders differenti: il mondo politico, il mondo medico e delle aziende. L’obiettivo è di avere un dialogo fra i diversi attori per poter pensare a metodologie per rendere queste terapie avanzate disponibili il più presto possibile per i pazienti italiani”.
Su questa scia è nato il progetto #VITA: Valore e Innovazione delle Terapie Avanzate, supportato anche da Vertex Pharmaceuticals: un gruppo di lavoro composto da clinici, pazienti, farmacoeconomisti, legali impegnati a promuovere il valore delle terapie avanzate.

Lollobrigida: pronti a investire sulla ristorazione autentica

Lollobrigida: pronti a investire sulla ristorazione autenticaMilano, 7 mar. (askanews) – Il made in Italy agroalimentare può crescere solo se fa squadra: ne sono convinti tutti, dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida fino ai ristoratori che sono coloro che portano attraverso i propri piatti il meglio della nostra produzione sulle tavole italiane e del mondo. Il tema è stato al centro della seconda giornata di Futura l’evento organizzato a Cavalese in provincia di Trento dall’associazione Ambasciatori del gusto.
“Noi potremo imporci sui mercati non con la quantità ma con il valore aggiunto di cui siamo capaci – ha detto Lollobrigida – Quel valore aggiunto è quello che dobbiamo difendere. Come? Noi siamo la nazione dei Comuni, delle differenze, dei piccoli e medi imprenditori che spesso hanno immaginato la concorrenza col proprio vicino, con il comune di fianco. Ma non avevano percepito che in epoca di globalizzazione occorre una visione più ampia, e quindi quello che serve non solo per difenderci ma per valorizzare il potenziale unico della nostra nazione è fare sistema. È di questo che ha bisogno il brand Italia che è il più affermato in questo settore”.
E la ristorazione in questo gioca un ruolo chiave, di promozione e diffusione delle nostre materie prime agroalimentari. Proprio per sostenere il comparto il ministro ha confermato che è già pronto il documento per “distribuire 72 milioni di euro di fondi”. “Noi siamo pronti e vogliamo investire sul sistema Italia” ha detto annunciando un modello “che difenda la ristorazione autentica che significa raccontare questo valore aggiunto attraverso un marchio e un disciplinare che il governo può dare dopo averli costruiti con operatori di sistema, giornalisti esperti, ambasciatori del gusto, chef ed enologi. È un modello di ristorazione che deve corrispondere al modello Italia”. Un modello che porta avanti quello “di una collega pugliese, la Bellanova perché penso che non ci sarebbe nulla di male se i ristoranti italiani avessero un riconoscimento come quelli giapponesi”. Non solo “anche i nostri ambasciatori devono avere un riconoscimento come nel modello francese”. E qui imprescindibile è il tema della formazione partendo dagli istituti alberghieri con cui “faremo una convenzione come già abbiamo fatto con gli istituti agrari” per proseguire nel progetto di valorizzazione di quello che è uno dei comparti chiave della nostra economia – 60 miliardi solo l’export nel 2022 – ma anche estremamente copiato visto che il danno derivante dall’italian sounding ci costa circa 120 miliardi.
Le parole del ministro sono state apprezzate dagli ambasciatori del gusto – il cui simbolo non a caso sono tre uomini che infornano insieme una pagnotta di pane a simboleggiare il bisogno di fare sistema – che da tempo lavorano per mantenere un dialogo aperto con la politica, e il ministero nello specifico, per dare supporto concreto alla ristorazione. “Da tempo vorremmo che il ministero creasse un ufficio direzionale che possa parlare con la ristorazione – ha ricordato il direttore generale dell’associazione Gianluca De Cristofaro – Questo è un settore che ha una rappresentanza molto frammentata e il covid ha messo a nudo questo limite. Noi per questo abbiamo realizzato il progetto Fare rete che ha riunito 30 associazioni per oltre 100mila partite Iva: era la prima volta che in Italia tutte le associazioni parlavano a una sola voce. Passato il periodo pandemico si è di nuovo riproposta questa criticità ma come Ambasciatori vogliamo continuare a parlare alla politica non fare politica nel tentativo di allargare la base e fare un’azione comune”.

Consorzio Vini Oltrepò Pavese: 5 tappe negli Usa con Slow Wine Tour

Consorzio Vini Oltrepò Pavese: 5 tappe negli Usa con Slow Wine Tour

Per promuovere le DOC e la DOCG. Poi Prowein, Vinitaly e London W.F.

Milano, 7 mar. (askanews) – Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese è volato negli Sati Uniti per partecipare al tour in cinque tappe di Slow Wine Usa 2023, con incontri, masterclass di approfondimento, banchi di degustazione e walk around tasting con esperti e professionisti del settore che operano in America, per riproporsi su un mercato fondamentale per l’export del vino italiano. Il tour prevede San Francisco (6 marzo, City Vieuw at Metreon), Seattle (7 marzo, Block 41), Dallas (9 marzo, Eataly Dallas), Miami (13 marzo, Rubell Museum) e New York (14 marzo, Eataly NCY Downtown).
La promozione è concentrata “sul lancio dei prodotti che rappresentano le identitarie DOC e la DOCG d’Oltrepò, quest’ultima fiore all’occhiello con il suo Metodo Classico da Pinot nero, sempre più apprezzato in Italia e all’estero, con la consapevolezza di un livello qualitativo eccellente raggiunto e conclamato dalle guide più importanti e anche dai recenti eventi di degustazione qualificati ed esigenti”.
Sono oltre cento i produttori selezionati da Slow Wine Guide nelle tappe dello Slow Wine Tour. Il Consorzio Oltrepò porta in degustazione le seguenti etichette: Berté & Cordini, Bruno Verdi, Cà Di Frara, Cà Montebello, Calatroni, Cantine Montagna, Castello di Cigognola, Castello di Luzzano, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Defilippi, Frecciarossa, Giorgi, La Travaglina, La Versa, Losito & Guarini, Manuelina, Quaquarini, Tenuta Mazzolino, Terre d’Oltrepò, Torti Eleganza del Vino e Vanzini.
“Le attività 2023 del Consorzio sono iniziate ufficialmente in Italia già da alcune settimane con un primo evento di grande successo come quello dedicato a ‘Oltrepò terra di Pinot nero’ con AIS Milano, che ha richiamato all’assaggio 450 sommelier ed esperti” – ha ricordato il direttore del Consorzio, Carlo Veronese, aggiungendo “un’iniezione di fiducia che fa ben sperare in questo nuovo tour americano, mercato sempre più interessante, anche perché attento al racconto autentico del vino, di chi lo fa, del territorio, dell’identità e tipicità che rappresenta le varie aree vitivinicole”. “Il mondo del vino, come tutto il mondo agroalimentare, si trova a fronteggiare una crisi importante e bisogna rimboccarsi le maniche e frequentare i grandi eventi all’estero dove abbiamo da qualche tempo aperto nuovi canali con effetti già positivi” ha proseguito Veronese, aggiungendo che “dobbiamo inoltre cercare di supportare quelle aziende che possono fare il salto di qualità complessivo, non solo per la bontà del prodotto nel calice ma anche un salto organizzativo e di sviluppo sostenibile per molte piccole aziende che possono aspirare a diventare medie e contribuire in modo decisivo al successo e valore complessivo delle Denominazioni”. “Solo portandole nei radar internazionali – ha concluso – si può iniziare un percorso determinante per il loro futuro”.
Dopo lo Slow Wine Tour, il Consorzio parteciperà a Prowein a Dusseldorf con Ascovilo-Grana Padano, Vinitaly a Verona, London Wine Fair e Vinoforum a Roma. Sta inoltre programmando una serie di attività dedicate al settore della ristorazione e della sommellerie sia portando sul territorio dell’Oltrepò operatori e opinion leader, sia proponendo degustazioni su piazze importanti come Roma (FIS-Hilton Cavalieri), Ais Monza e Ais Sicilia.

Pmi, IR Top Consulting presenta nuovo progetto “Global Finance”

Pmi, IR Top Consulting presenta nuovo progetto “Global Finance”

Iniziativa per raggiungere obiettivi Consiglio europeo per Unione mercato capitali

Roma, 7 mar. (askanews) – IR Top Consulting, boutique finanziaria specializzata sui Capital Markets e nell’Advisory per la quotazione, IPO Partner di Borsa Italiana, presenta nell’Innovation Hub di Banca Generali, il “Modello Global Finance” progetto tailor-made di Academy per affiancare le aziende in un processo di crescita favorito da uno sviluppo delle competenze finanziarie, organizzative e manageriali. L’iniziativa, che può contare sulla partnership con Banca Generali -e quindi l’accesso alle sue competenze e alle soluzioni corporate esclusive-, si colloca nel percorso di competitività delle imprese per raggiungere gli obiettivi del Consiglio Europeo per l’Unione del mercato dei capitali: migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese UE, in particolare PMI; sostenere la transizione verso economie sostenibili; abbracciare il progresso tecnologico e la digitalizzazione.
Solo un mercato dei capitali dell’UE ben funzionante può fornire l’entità dei fondi necessari per alimentare le transizioni digitale e climatica. In questo contesto il ruolo delle imprese diventa fondamentale per contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei incrementando la propria competitività.
In linea con l’evoluzione del contesto europeo si aprono nuove opportunità per utilizzare capitali in diverse forme, dalle più tradizionali alle fonti alternative quali finanziamenti bancari, Minibond, Green Bond/Social Bond, quotazione in Borsa. IR Top Consulting garantisce l’execution dei processi e la formazione delle figure interne coinvolte, tra cui il Presidente, l’Amministratore Delegato, il Direttore Finanza, il Direttore Generale, il Responsabile Affari Societari e il Responsabile ESG, mettendo a disposizione delle PMI un team di professionisti con esperienze complementari maturate in oltre 20 anni di track record sui capital markets e nel confronto con gli imprenditori volto a qualificare l’azienda durante il percorso di quotazione in Borsa.
Questo percorso permetterà alle imprese di ottenere finanza per il sostegno della crescita attraverso le forme di finanza tradizionale quali un migliore accesso al credito bancario e alternativa quali IPO ed emissione di MINIBOND / GREEN BOND e SOCIAL BOND.
Anna Lambiase, CEO di IR Top Consulting: “Per agevolare la crescita dimensionale e la capacità di competere a livello internazionale, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi del Consiglio Europeo per l’Unione del mercato dei capitali, le PMI sono chiamate oggi a colmare il gap di competenze apportando knowledge specialistico rafforzando la propria struttura manageriale. Attraverso il Modello Global Finance dedicato alle PMI che in Italia sono stimate pari a oltre 160.000, vogliamo supportare insieme ai servizi corporate offerti da Banca Generali, le aziende affiancandole in un percorso di crescita e sviluppo e consentendo alle stesse di ottenere un vantaggio competitivo sul mercato dei capitali, in tutte le sue forme. Un progetto integrato di sostenibilità e finanza in cui le imprese verranno accompagnate dal team interdisciplinare di IR Top Consulting, che vanta una pluriennale esperienza sulla finanza straordinaria, tecniche di valutazione del mercato azionario e finanza sostenibile, in collaborazione con gli esperti di Banca Generali. Il Modello Global Finance risponde alle specifiche esigenze delle realtà imprenditoriali italiane il cui valore strategico risiede nell’implementazione ed integrazione di know-how manageriale in tre aree trasversali quali sostenibilità, amministrazione finanza e controllo e corporate governance”.
Maria Ameli, Head of Equity Private Investments e Head of Corporate, Real Estate&Art Advisory di Banca Generali: “Le PMI costituiscono il tessuto imprenditoriale del nostro paese e vengono riconosciute, soprattutto in alcuni ambiti, come vere e proprie eccellenze nel mondo. Le nostre aziende, non sempre però, sono in grado di fare un “salto di qualità” che può voler dire competere a livello internazionale, intraprendere un percorso verso la quotazione o raccogliere capitali da investitori istituzionali. Per operare, oggi più che mai in un contesto di mercato complesso, è di fondamentale importanza acquisire competenze specialistiche, investire in formazione, dotarsi di una struttura manageriale in grado di rispondere alle sfide del mercato e includere tematiche ESG tra i driver della strategia aziendale per consentire una crescita sostenibile. Per questo il Modello Global Finance è un progetto chiave che, facendo leva sulla collaborazione e l’introduzione di risorse e strumenti innovativi, mira al supporto delle aziende nel loro percorso di crescita rispondendo ad un bisogno di mercato che deve necessariamente essere colmato se vogliamo portare le nostre aziende a fare la differenza”.
Il Modello “GROWTH” Il modello permette alla PMI di crescere sui 3 pilastri implementando un percorso aziendale costruito sulle specifiche esigenze dell’impresa e volto a posizionare la società sui mercati finanziari e ad ottenere maggiori risorse per la crescita attraverso: – Investimenti in ricerca e sviluppo – Ampliamento della capacità produttiva – Sviluppo di specifici progetti di innovazione – Operazioni di M&A – Espansione internazionale – Talent attraction & Retention – Rafforzamento della struttura di governance Struttura formativa del Modello Il modello si declina su tre pilastri verticali e sinergici tra loro: ò ESG: la Sostenibilità e i principi ESG assumono un’importanza crescente come vantaggio competitivo nella supply chain, nel rapporto con le istituzioni finanziarie e nel contesto di mercato. ò Amministrazione, Finanza e Controllo (AFC): La funzione Amministrazione Finanza e Controllo svolge un ruolo fondamentale nella pianificazione strategica e nel monitoraggio delle performance facilitando il confronto con le istituzioni finanziarie e il reperimento di capitale. ò Governance: La Governance dell’impresa è la variabile chiave per orientare e monitorare la corretta applicazione delle regole aziendali facilitando il controllo dei rischi finanziari e non finanziari.
Le fonti di capitale per la crescita delle PMI Il modello permetterà alle PMI di ottenere capitale attraverso: ò Finanziamenti bancari ò Minibond ò Green/Social Bond ò Quotazione in Borsa (IPO) ò Translisting da Euronext Growth Milan al mercato principale L’evento di presentazione del nuovo “Modello Global Finance” – www.modelloglobalfinance.com, tenutosi presso l’Innovation HUB di Banca Generali, ha visto la partecipazione di professionisti e accademici ad elevato standing, quali Maria Ameli – Head of Equity Private Investments, Head of Corporate, Real Estate, Art Advisory Banca Generali, Marco Giorgino – Professore di Istituzioni e Mercati finanziari e Direttore scientifico dell’Osservatorio Fintech e Insurtech del Politecnico di Milano ed Anna Lambiase – CEO di IR Top Consulting. La conference è stata anche l’occasione per presentare una delle case history di successo del mercato EGM: Fope, azienda orafa italiana player del settore della gioielleria di alta gamma guidata dall’Amministratore Delegato, Diego Nardin.
CALL to action (info@irtop.com): gli step del tuo percorso personalizzato: 1. assessment sulle 3 dimensioni ESG, Finance, Governance 2. assessment sugli obiettivi Growth della Società 3. studio e condivisione con l’imprenditore del progetto Academy Tailor Made 4. implementazione delle attività volte ad apportare competenze in azienda 5. coinvolgimento di Banca Generali nell’Advisory Board.

Una Cina più centralizzata: governo presenta piano riforma esecutivo

Una Cina più centralizzata: governo presenta piano riforma esecutivoRoma, 7 mar. (askanews) – L’esecutivo cinese – Consiglio di stato – ha presentato oggi al Congresso nazionale del popolo – il “parlamento” cinese – un piano per riformare il funzionamento del governo che dà indicazioni abbastanza chiare su alcune delle traiettorie che Pechino intende percorrere in termini di politica economica e in relazione al mondo dell’impresa nei settori chiave delle tecnologie, della finanza e della protezione della proprietà intellettuale. I due trend più evidenti sono la spinta verso l’”autosufficienza”, una delle parole d’ordine lanciate dal presidente Xi Jinping, e verso l’accentramento delle funzioni.
Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Xinhua, uno dei punti principali è la riforma del Ministero della Scienza e della Tecnologia, che dovrà fare da volano nella spinta cinese verso l’”autosufficienza”. Il ministero dovrà seguire pratiche più snelle nell’allocazione delle risorse, in modo da affrontare le sfide poste nello sviluppo di tecnologie chiave per raggiungere l’autosufficienza tecnologica. La Cina ha registrato problemi negli ultimi tre anni nella catena di forniture dei chip ad alta tecnologia, settore in questo momento dominato da Taiwan e in cui gli Stati uniti stanno rafforzando decisamente la loro presa.
Il ministero ristrutturato svolgerà un ruolo importante – scrive l’agenzia di stampa – “nel mobilitare la nazione per compiere scoperte tecnologiche, ottimizzare l’innovazione sci-tech, facilitare l’applicazione dei progressi sci-tech e coordinare la scienza e la tecnologia con lo sviluppo economico e sociale”.
Secondo il piano, continua l’agenzia, “saranno inoltre rafforzate le sue macro-funzioni di gestione nella pianificazione strategica relativa a scienza e tecnologia, riforme istituzionali, allocazione delle risorse, coordinamento globale, formulazione di politiche e regolamenti, supervisione e ispezione”.
Una seconda leva della riforma del governo sarà l’istituzione di una nuova amministrazione nazionale di regolamentazione finanziaria, sotto il controllo diretto del Consiglio di Stato, che dovrà regolamentare il settore, con la significativa eccezione del mercato dei titoli mobiliari. Sarà istituito sulla base della China Banking and Insurance Regulatory Commission, che verrà sciolta, afferma il piano, e avocherà alcune delle funzioni oggi appannaggio della banca centrale e della commissione di regolamentazione del mercato dei titoli mobiliari.
Il settore finanziario cinese non gode di buona salute, alla luce della crisi del settore immobiliare che ha mandato segnali sinistri in termini di liquidità. L’esposizione di alcuni giganti immobiliari – come, per esempio, China Evergrande – ha reso per Pechino sempre più importante accendere un faro su questo tema.
Un altro punto critico, per quanto riguarda la situazione finanziaria, è quello delle finanze locali. Il piano presentato dal Consiglio di Stato, a quanto spiega la Xinhua, interviene sul punto “con lo sviluppo di un meccanismo di regolamentazione finanziaria locale che prevede la costituzione di agenzie le quali faranno riferimento ai regolatori finanziari centrali”.
Il principale regolatore cinese nel settore dei valori mobiliari, China Securities Regulatory Commission, diventerà un’agenzia governativa direttamente sotto il Consiglio di Stato, mentre la Banca del popolo cinese, la banca centrale, riarticolerà le proprie filiali nel paese e verrà migliorato “il meccanismo di regolamentazione sul capitale finanziario di proprietà statale”.
Verrà inoltre istituito un ufficio nazionale per i dati, amministrato dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC), e sarà responsabile di “promuovere lo sviluppo di istituzioni fondamentali relative ai dati, coordinare l’integrazione, la condivisione, lo sviluppo e l’applicazione delle risorse dati e portare avanti la pianificazione e la costruzione di una Cina digitale, dell’economia digitale e di una società digitale, tra gli altri”. Alcune delle funzioni dell’attuale Commissione centrale per gli affari del cyberspazio e dell’NDRC saranno trasferite al nuovo ufficio.
Il piano prevede ancora un miglioramento del “meccanismo di gestione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) per ottimizzare la creazione, l’applicazione, la protezione e la gestione dei diritti di proprietà intellettuale”. Le funzioni attualmente svolte dall’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato in termini di protezione della proprietà intellettuale passeranno in un’amministrazione alle dirette dipendenze del Consiglio di Stato.

ONTM con Assiterminal: futuro sostenibile per i terminal portuali

ONTM con Assiterminal: futuro sostenibile per i terminal portualiMilano, 7 mar. (askanews) – Le attività nei terminal portuali e il rispetto dell’ecosistema marino sono al centro del Protocollo d’Intesa che l’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare – ONTM ha sottoscritto con Assiterminal – Associazione Italiana Port & Terminal Operator. L’intesa punta allo sviluppo congiunto di nuove iniziative di ricerca, innovazione e divulgazione in campo Blue Economy e tutela dell’ecosistema marino.
“Siamo onorati che un primario soggetto dell’ecosistema italiano della Blue Economy, quale è Assiterminal, abbia deciso di abbracciare e far propri gli obiettivi di sostenibilità e innovazione che ONTM si pone sin dalla propria costituzione”, ha detto Roberto Minerdo, Presidente di ONTM. “Per dare concretezza e effettività alla nostra attività, che non è solo divulgativa e comunicativa, ma soprattutto tecnico propositiva, riteniamo essenziale coinvolgere tutti i principali stakeholder di riferimento: i porti e i relativi terminal portuali, nonché, il loro indotto, sono un interlocutore privilegiato per noi, necessario al fine di raccogliere contenuti concreti e sviluppare di progetti con alto valore tecnico e innovativo”.
Luca Becce, Presidente di Assiterminal, ha spiegato che “il protocollo di intesa con ONTM vuole valorizzare anche l’approccio culturale di Assiterminal verso i suoi associati e il diffuso panorama degli stakeholder. Un approccio sui temi della Blue Economy non solo business-oriented è una delle caratteristiche del nostro modo di fare associazione e ONTM ci può aiutare in questo senso”.
A rafforzare l’importanza dell’accordo Federico Ottavio Pescetto, Segretario Generale & Vicepresidente di ONTM: “L’unione operativa e di intenti tra l’Osservatorio e Assiterminal è resa ancor più forte dalla presenza dello stesso Alessandro Ferrari, Direttore di Assiterminal, tra le file del Comitato Strategico ONTM, il nostro gruppo di lavoro che riunisce rappresentanti di importanti realtà italiane attive in diversi settori italiani e internazionali”.
Alessandro Ferrari, Direttore di Assiterminal, ha concluso sottolineando che “la collaborazione con ONTM può favorire la diffusione di un approccio culturale alla transizione verso i plurimi asset della sostenibilità nella Blue Economy con pragmatismo e progettualità condivise insieme a più attori, anche in funzione alle specifiche necessità delle nostre aziende e dei territori in cui insistono”.

8 marzo, donne sempre più indipendenti su risparmio creativo

8 marzo, donne sempre più indipendenti su risparmio creativoDoha, 7 mar. (askanews) – Tre anni fa la pandemia cambiava le nostre vite in modo improvviso e da alcuni punti di vista irreversibile, portando nuove sfide e nuove consapevolezze. Secondo il Rapporto Edufin-Doxa del 2020, il 40% delle donne dopo il Covid-19 non riusciva a far fronte a una spesa imprevista di 2000 euro. A Distanza di due anni, l’inflazione e il caro vita mettono alla prova ancora una volta le famiglie e in particolare le donne.
Secondo un’indagine Revolut però, molte donne hanno continuato a coltivare la propria indipendenza e hanno sviluppato delle abilità di risparmio diverse da quelle più maschili, per contrastare il caro prezzi. La super app finanziaria con oltre 27 milioni di clienti nel mondo e più di un milione in Italia, ha condotto delle indagini insieme alla società di ricerche Dynata su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne.
Conti separati? Si grazie, per quasi 4 donne su 10 Il 36% delle donne preferisce tenere i conti separati durante la convivenza con il partner, mentre tra gli uomini solo il 30% la pensa allo stesso modo. Anzi, il 42% degli uomini preferirebbe avere un conto in comune, aspetto su cui è d’accordo solo il 33% delle donne. Più di 1 donna su 4 (26%) vorrebbe invece una soluzione ibrida: un conto unico per le spese comuni e conti separati per le spese individuali, una scelta che rimarca la volontà di preservare la propria autonomia finanziaria in un Paese in cui – secondo i dati di Global Thinking Foundation – la violenza economica colpisce circa il 25% delle donne, arrivando persino al 40% in alcune regioni italiane.
Per quanto riguarda la divisione delle spese, il 43% delle donne pensa sia giusto pagarle a metà, rispetto al 37% degli uomini. Per il 22% invece non esiste una regola fissa su chi paghi quanto nella coppia, pagano entrambi senza divisioni di spesa particolari. C’è poi un 19% di donne che ritiene sia preferibile che i partner paghino più o meno in base a quanto guadagnano (la pensa cosí il 22% degli uomini) e solo nel 3% dei casi (e per entrambi i sessi) si reputa giusto che chi guadagna di più paghi per tutte le spese della convivenza.
Meno vizi e consumi. più mezzi pubblici, oggetti usati e vestiti durevoli Se l’inflazione ha influito totalmente o consistentemente sulla vita quotidiana del 18% degli uomini, tra le donne tale impatto sale al 26%: più di 1 su 4 afferma infatti di aver dovuto apportare cambiamenti significativi o radicali al proprio stile di vita.
Con il costo della vita in aumento, che si aggiunge ad altre oggettive difficoltà nella vita di molte donne – come il gender pay gap, solo per citarne una – è necessario trovare delle soluzioni di risparmio che possano permettere di dare sollievo in un momento in cui l’inflazione, seppure in discesa, si attesta al 10%. E in questo, le donne, si distinguono in modo evidente: il 76% evita di acquistare oggetti di cui non ha davvero bisogno (rispetto al 68% degli uomini) Il 59% limita il consumo di elettricità/gas/acqua (rispetto al 55% degli uomini). Il 46% compra oggetti di seconda mano (rispetto al 39% degli uomini). Il 31% acquista vestiti sempre più durevoli (rispetto al 28% degli uomini). Il 23% usa di più i mezzi pubblici invece di guidare (rispetto al 19% degli uomini).
Conti di risparmio e app per gestire le spese Oltre a consumi e acquisti, la situazione economica sfavorevole ha anche cambiato il modo in cui le persone pensano – o ripensano – il modo di risparmiare. Infatti, se il 24% degli uomini dice di risparmiare quanto risparmiava prima, solo il 18% delle donne afferma lo stesso. Per questa ragione, il 24% ha un conto di risparmio e sta cercando anche altri modi per mettere da parte denaro aggiuntivo, mentre il 26% ha intenzione di farlo prossimamente.
Il 14% delle donne utilizza una app finanziaria per tracciare e gestire le spese, in modo da poter risparmiare di più. Il 28% vorrebbe provarla in quanto ritiene che gli strumenti automatizzati e di analisi possano essere di buon aiuto, mentre il 24% delle donne dice di essere curiosa e vorrebbe provarla se davvero potesse ricavarne dei reali benefici. Per necessità di questo tipo, Revolut offre una serie di funzionalità che assicurano maggiore visibilità sulle proprie spese e finanze in tempo reale – come gli strumenti per il controllo e l’analisi del budget -, strumenti per mettere da parte denaro in modo automatizzato, ma anche servizi per ottenere cashback e sconti con diversi brand e retailer.
Come le donne si attivano per migliorare la propria situazione economica Il 37% delle donne afferma di saper gestire con sicurezza le spese domestiche, ma vorrebbe migliorare nel gestire i budget e gli investimenti per affrontare al meglio la situazione attuale, mentre il 10% si affida a un consulente finanziario/partner/familiare che la aiuti a gestire meglio le proprie finanze proprio perchè non si sente sicura di sè. C’è poi un 27% che dice di essere molto preoccupata che le proprie finanze personali siano influenzate dall’inflazione, ma non sa esattamente cosa fare.
Oltre l’80% delle donne concorda nel dire che una migliore alfabetizzazione finanziaria potrebbe migliorare la qualità della loro vita. Considerando questo aspetto, e la situazione economica più sfidante con cui il genere femminile si trova a interfacciarsi, non sorprende che le donne considerino di acquistare/investire in prodotti meno rischiosi rispetto agli uomini nel 2023: il 31% afferma di essere interessata ai prodotti di risparmio (contro il 29% degli uomini), il 10% a un’assicurazione medica (contro il 9% degli uomini), mentre prodotti come la carta di credito e i prestiti ottengono rispettivamente il 18% e il 5% delle preferenze, ma sono inferiori di 2 punti percentuali rispetto alle scelte degli uomini.
Chiedere un aumento di stipendio: tabù per quasi 3 donne su 10 Da migliorare non è solo l’educazione finanziaria, esiste anche una difficoltà generale, estesa quindi anche agli uomini, a parlare di denaro. Solo il 32% delle donne non ha problemi a parlarne. L’ambito di discussione più arduo è la richiesta di un aumento di stipendio, indicato dal 28% delle donne contro il 23% degli uomini, per cui invece l’aspetto più difficile da affrontare sono le conversazioni sui propri risparmi (lo indica il 23% delle donne). Segue il 24% delle donne con difficoltà a chiedere sconti nei negozi o per un servizio che intendono acquistare e il 17% che trova complicato parlare di come spende il suo denaro (contro il 13% degli uomini).

Un libro racconta l’eccellenza vitivinicola dei Colli Euganei

Un libro racconta l’eccellenza vitivinicola dei Colli EuganeiMilano, 7 mar. (askanews) – “Una guida alla lettura e alla scoperta dei Colli Euganei e delle eccellenze enologiche che qui vengono prodotte da centinaia di anni. Un testo che vuole raccontare la storia della viticoltura nel territorio euganeo e l’origine dei vitigni che nel corso del tempo sono arrivati nell’areale influenzando e modificando il paesaggio e il territorio in un gioco di interazione sinergica che ritroviamo in bottiglia”. Questo il senso del libro “Colli Euganei: nati dal fuoco, plasmati dalla viticultura” che sarà presentato l’8 marzo nella spettacolare Villa Selvatico a Battaglia Terme (Padova).
Promosso dal Consorzio Tutela Vini Colli Euganei come primo di una serie di quaderni scientifici che raccontano le peculiarità della denominazione padovana, questo volume è scritto a quattro mani da Attilio Scienza, già presidente del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia e titolare del corso di Miglioramento genetico della vite e di Viticoltura di territorio all’Università di Milano, e la ricercatrice Serena Imazio.
Gli autori disegnano la storia di un territorio in cui il vino traccia una linea continua di riferimento sociale, antropologico e culturale: dalle prime testimonianze dell’utilizzo del vino presso i Veneti antichi in epoca preromana, dimostrate dalla “Situla Benvenuti” rinvenuta ad Este (Padova), passando per la romanizzazione della viticultura, l’impatto della Chiesa nell’agricoltura medievale e l’epoca della Serenissima, arrivando poi ai Conti Corinaldi (che nei Colli Euganei piantarono per primi le varietà bordolesi, nel 1870).
“La nuova comunicazione del vino – soprattutto in un territorio ricco, complesso e dalla storia millenaria come quello italiano, deve essere basata su una strategia che allarghi i confini e che cominci a includere paesaggio e suoi trascorsi storici e preistorici non per dare un’età al vino o alla presenza dei vitigni che lo producono sul territorio, ma per fare l’esatto opposto: definirne il carattere atemporale, inimitabile e riconoscibile”.
La presentazione a Villa Selvatico vedrà l’intervento del presidente del Consorzio, Marco Calaon, e un’introduzione della guida naturalistica Francesco Loreggian. A seguire, Attilio Scienza racconterà storia, mito e pedigree dei vitigni dei Colli Euganei, mentre Gianni Borin presenterà un focus sulla Docg Fior d’Arancio. In chiusura, un contributo del Parco Letterario Francesco Petrarca e Colli Euganei da parte della guida turistica e docente Claudia Baldin e un approfondimento enoturistico di Giorgio Salvan.

Patto stabilità, Gentiloni fiducioso in accordo a Ecofin martedì

Patto stabilità, Gentiloni fiducioso in accordo a Ecofin martedìBruxelles, 7 mar. (askanews) – Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha sostanzialmente confermato a Bruxelles le anticipazioni pubblicate oggi dal quotidiano “La Stampa” riguardo a un accordo già raggiunto fra gli Stati membri sul testo della riforma del Patto di Stabilità, che dovrebbe essere formalizzato dai ministri durante l’Ecofin di martedì prossimo.
Rispondendo a un giornalista che chiedeva se pensi che ci sarà l’accordo, Gentiloni ha affermato: “Sono fiducioso, ‘I’m confident’; è un auspicio, ma è un auspicio fondato”. Il commissario ha parlato al termine di un evento di presentazione del libro di Lucia Annuziata “l’Inquilino”, al Parlamento europeo nel pomeriggio a Bruxelles.
In particolare, la riforma dovrebbe modificare profondamente e rendere più flessibili le regole Ue sul percorso di riduzione del debito pubblico per gli Stati membri che, come l’Italia, superano la soglia di Maastricht del 60% rispetto al Pil. Il nuovo Patto si applicherà a partire dall’inizio dell’anno prossimo, quando scadrà la clausola di sospensione delle attuali regole, attivata per aiutare i paesi a far fronte alla pandemia di Covid-19.