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Ad agosto a Livorno la quarta edizione del “Mascagni Festival”

Ad agosto a Livorno la quarta edizione del “Mascagni Festival”Milano, 27 lug. (askanews) – Sono tanti gli spettacoli e le iniziative che animeranno la città di Livorno nel mese di agosto per la quarta edizione del Mascagni Festival in programma dal 4 al 27 agosto. Tra i cui protagonisti Giuliana De Sio, Alessandro Haber, Nicola Piovani, Daniele Silvestri e la Banda Musicale dell’Aeronautica Militare.

La rassegna si aprirà il 4 agosto con lo spettacolo interpretato da Giuliana De Sio: “Callas@100 -Tramontata è la luna” nel centenario della nascita di Maria Callas e nel giorno della sua ultima interpretazione del ruolo di Santuzza. Lo spettacolo sarà parte integrante della manifestazione estiva “Effetto Venezia”, che quest’anno sarà dedicata al tema del cinema, organizzata da Fondazione Lem, e che per la prima volta collabora con il Mascagni Festival in tre eventi: Callas@100, il 5 agosto La musica è pericolosa con il maestro Nicola Piovani, e il 6 agosto Sabbia Rusticana da un’idea di Marco Voleri. Anche quest’anno l’incantevole panorama della Terrazza Mascagni farà da sfondo dal 23 al 27 agosto agli eventi principali del Festival. Si parte il 23 agosto con il dramma marinaresco in due atti “Silvano”, con i Solisti della Mascagni Accademy diretti dal maestro Lorenzo Tazzieri; il 24 agosto il reading “Mascagni incontra D’Annunzio” una produzione in prima nazionale del Mascagni Festival, che vedrà la partecipazione di Alessandro Haber nei panni di Pietro Mascagni. Altro appuntamento da segnalare quello del 26 agosto con la Banda Musicale della Aeronautica Militare diretta dal Maggiore Pantaleo Leonfranco Cammarano, che renderà omaggio alla città di Livorno e al suo compositore attraverso alcune tra le più note composizioni liriche del periodo verista con originali arrangiamenti bandistici; fu, tra l’altro, lo stesso Pietro Mascagni a dirigere il concerto inaugurale della compagine il 10 luglio 1937. L’evento celebra inoltre il centenario della nascita dell’Aeronautica Militare Italiana. Infine il 27 agosto serata dedicata alla danza con il “Dancing Mascagni”, con le coreografie di Luciano Cannito, e la partecipazione straordinaria della ballerina Rossella Brescia, accompagnati dalle musiche dell’Ensemble strumentale Virtuosi Kiev.

Il Festival, promosso a Livorno a partire dal 2020 dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, con la collaborazione del comune di Livorno, vuole diventare una preziosa opportunità nel panorama culturale nazionale ed internazionale. E questo l’obiettivo di un’iniziativa parlamentare promossa dal deputato del Pd Marco Simiani “per sostenere, valorizzare e dare continuità a questo appuntamento – osserca Simiani, primo firmatario della proposta di legge per la concessione di un contributo al comune di Livorno e alla Fondazione ‘Teatro della città di Livorno – Carlo Goldoni’ per la realizzazione del Mascagni Festival. – è opportuno lo stanziamento di contributi pubblici stabili finalizzati a garantire una organizzazione efficace degli eventi in occasione del 160° anniversario della nascita di Mascagni. Il suo capolavoro Cavalleria rusticana fu la prima di altre quindici opere per cui Mascagni ebbe una popolarità mondiale, insieme a pochi altri compositori. Nel secondo dopoguerra, motivi ideologici connessi ad una sua presunta adesione al fascismo e difficoltà tecniche di esecuzione hanno determinato la scomparsa delle opere di Pietro Mascagni dalle stagioni operistiche e teatrali, producendo un grande impoverimento culturale che va oggi superato definitivamente, riscattando dall’immeritato oblio la quasi totalità delle composizioni di uno dei maggiori rappresentanti della cultura italiana ed europea del ‘900”. Mascagni, sottolineato Marco Voleri direttore artistico del Festival, fu “innovatore, artista visionario, sperimentatore, poliedrico. Non mi viene in mente un compositore di tale caratura che, in una sola vita, abbia ricoperto tanti ruoli diversi ed importanti in ambito artistico. Compositore di chiara fama, direttore d’orchestra acclamato in tutto in mondo. E, ancora, direttore artistico al Teatro Costanzi di Roma, dal 1909 al 1911. Direttore, per alcuni anni, del Conservatorio di Pesaro. Fu uno tra i primi a sperimentare la composizione per il cinema. Un Mascagni protagonista assoluto dei suoi tempi, un uomo che amava la vita, le relazioni, che faceva tendenza con il suo modo di essere. Prendendo ispirazione da questa identità mascagnana, così definita nel suo spirito innovatore, in questi anni abbiamo provato a determinare le condizioni affinché il Mascagni Festival potesse diventare una manifestazione in grado di destare attenzione, con la volontà di approfondire la conoscenza di Pietro Mascagni e cercare di rendere innovativo il festival a lui dedicato. Credo che questa iniziativa parlamentare che parte da Roma, città che tanto ha amato e lo ha amato e dove si spense il 2 agosto 1945, possa costituire un momento fondamentale per fare assumere al Festival una dimensione pertinente all’importante personalità e figura artistica del Maestro livornese. Un Festival, mi preme sottolineare, che ha già il patrocinio del Comitato Promotore Pietro Mascagni”.

Il Mascagni Festival da quattro anni è diventato uno degli appuntamenti culturali più importanti della città labronica, come ha ricordato anche il sindaco Luca Salvetti: “In questi anni abbiamo puntato molto sul rilancio culturale della nostra città – ha sottolineato – e il Mascagni Festival rappresenta un po’ il nostro biglietto da visita più esclusivo. Infatti la nostra manifestazione, oggi si va ad inserire tra i sei grandi Festival dedicati ai più importanti compositori italiani. Arrivare ad ottenere questi contributi, vuol dire garantire anche un lavoro sicuro alle tante maestranze che lavorano ogni anno per realizzare questo importante evento”.

La Bce alza ancora i tassi (+25 punti base), rifinanziamento al 4,25%, top dal 2008

La Bce alza ancora i tassi (+25 punti base), rifinanziamento al 4,25%, top dal 2008Roma, 27 lug. (askanews) – La Banca centrale europea ha deciso un nuovo aumento da 25 punti base sui tassi di interesse ufficiali dell’area euro, con cui al 4,25% il riferimento sulle principali operazioni di rifinanziamento segna il massimo dal luglio del 2008. La mossa, ampiamente attesa dagli operatori di mercato, anche perché sostanzialmente prennunciata dalla stessa istituzione, segue un rialzo di portata analoga deciso ieri dalla Federal Reserve, la banca centrale Usa, che ha portato i tassi sul dollaro a una forchetta del 5,25%-5,50%.

In entrambi i casi queste strette monetarie puntano a favorire un calo dell’inflazione, creando un freno all’attività economica tramite condizioni di finanziamento meno convenienti e espansive. Nel comunicato diffuso a seguito del direttorio, la Bce spiega che nonostante i continui cali dell’inflazione “ci si attende tuttora che rimanga troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato” e che “il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare” il suo ritorno tempestivo all’obiettivo del 2%. Il tasso Bce sulle operazioni marginali sale al 4,50% (massimo dal dicembre 2006), quello sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa istituzione sale al 3,75% (in questo caso per trovare un valore analogo bisogna risalire al massimo storico del dicembre del 2000).

Sulle future decisioni, la Bce ribadisce che “assicureranno che i tassi di interesse di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario a conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine”. E che continuerà a seguire “un approccio guidato dai dati”, in particolare le prospettive di inflazione, la dinamica dell’inflazione di fondo e l’intensità della trasmissione della politica monetaria. La prosecuzione della stretta monetaria nell’area euro si accompagna da continue polemiche a causa del timore di caduta in recessione, che viene accentuato da questa manovra. Le ultime indagini sul manifatturiero hanno segnalato i valori di produzione più bassi dal 2020. Parallelamente la Bce sta anche riducendo la mole del suo bilancio, e indirettamente della quantità di liquidità disponibili nel sistema, sia dismettendo parte dei titoli di Stato accumulati negli anni scorsi, quando giungono a scadenze (parziale non rinnovo), sia riducendo i finanziamenti ultra agevolati che aveva erogato alle banche negli anni scorsi.

Da segnalare, poi, che la Bce ha deciso di azzerare la remunerazione delle riserve obbligatorie che le banche devono detenere presso la stessa istituzione. “Questa decisione preserverà l’efficacia della politica monetaria, mantenendo l’attuale grado di controllo sulla sua intonazione e assicurando la completa trasmissione delle decisioni sui tassi ai mercati monetari. Allo stesso tempo, migliorerà l’efficienza della politica monetaria, riducendo l’ammontare complessivo degli interessi da corrispondere”, si legge. Archiviata come da attese la decisione sui tassi, ora l’attenzione si sposta sulla conferenza stampa esplicativa della presidente Christine Lagarde.

Bce alza ancora tassi (+25 pb), rifinanziamento al 4,25%, top da 2008

Bce alza ancora tassi (+25 pb), rifinanziamento al 4,25%, top da 2008Roma, 27 lug. (askanews) – La Banca centrale europea ha deciso un nuovo aumento da 25 punti base sui tassi di interesse ufficiali dell’area euro, con cui al 4,25% il riferimento sulle principali operazioni di rifinanziamento segna il massimo dal luglio del 2008. La mossa, ampiamente attesa dagli operatori di mercato, anche perché sostanzialmente prennunciata dalla stessa istituzione, segue un rialzo di portata analoga deciso ieri dalla Federal Reserve, la banca centrale Usa, che ha portato i tassi sul dollaro a una forchetta del 5,25%-5,50%.

In entrambi i casi queste strette monetarie puntano a favorire un calo dell’inflazione, creando un freno all’attività economica tramite condizioni di finanziamento meno convenienti e espansive. Nel comunicato diffuso a seguito del direttorio, la Bce spiega che nonostante i continui cali dell’inflazione “ci si attende tuttora che rimanga troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato” e che “il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare” il suo ritorno tempestivo all’obiettivo del 2%. Il tasso Bce sulle operazioni marginali sale al 4,50% (massimo dal dicembre 2006), quello sui depositi che le banche commerciali parcheggiano presso la stessa istituzione sale al 3,75% (in questo caso per trovare un valore analogo bisogna risalire al massimo storico del dicembre del 2000).

Sulle future decisioni, la Bce ribadisce che “assicureranno che i tassi di interesse di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario a conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine”. E che continuerà a seguire “un approccio guidato dai dati”, in particolare le prospettive di inflazione, la dinamica dell’inflazione di fondo e l’intensità della trasmissione della politica monetaria. La prosecuzione della stretta monetaria nell’area euro si accompagna da continue polemiche a causa del timore di caduta in recessione, che viene accentuato da questa manovra. Le ultime indagini sul manifatturiero hanno segnalato i valori di produzione più bassi dal 2020. Parallelamente la Bce sta anche riducendo la mole del suo bilancio, e indirettamente della quantità di liquidità disponibili nel sistema, sia dismettendo parte dei titoli di Stato accumulati negli anni scorsi, quando giungono a scadenze (parziale non rinnovo), sia riducendo i finanziamenti ultra agevolati che aveva erogato alle banche negli anni scorsi.

Da segnalare, poi, che la Bce ha deciso di azzerare la remunerazione delle riserve obbligatorie che le banche devono detenere presso la stessa istituzione. “Questa decisione preserverà l’efficacia della politica monetaria, mantenendo l’attuale grado di controllo sulla sua intonazione e assicurando la completa trasmissione delle decisioni sui tassi ai mercati monetari. Allo stesso tempo, migliorerà l’efficienza della politica monetaria, riducendo l’ammontare complessivo degli interessi da corrispondere”, si legge. Archiviata come da attese la decisione sui tassi, ora l’attenzione si sposta sulla conferenza stampa esplicativa della presidente Christine Lagarde.

Ai mondiali di scherma l’ucraina Olga Kharlans qualificata per non aver stretto mano alla russa

Ai mondiali di scherma l’ucraina Olga Kharlans qualificata per non aver stretto mano alla russaRoma, 27 lug. (askanews) – E’ stata squalificata l’ucraina Olga Kharlan, campionessa del mondo di scherma in carica, che nel match di primo turno ai mondiali di Milano si era rifiutata di stringere la mano alla russa Anna Smirnova, offrendole soltanto l’arma. La decisione è arrivata dopo la protesta della Smirnova, battuta in pedana 15-7, ma che per oltre un’ora aveva impedito la disputa di altri match inscenando una protesta in pedana e chiedendo la squalifica dell’avversaria come da regolamento.

L’arbitro a fine match aveva assegnato la vittoria alla Kharlan, ma i giudici, un’ora e mezzo dopo la fine della gara, sono stati costretti a rivedere il video e a comminare la squalifica all’atleta ucraina per violazione dell’articolo 122 del codice di condotta della scherma internazionale. Secondo il regolamento, nel momento in cui la russa ha teso la mano all’avversaria questa non poteva rifiutarsi di stringerla e di qui la decisione di squalificarla (pur omologando il risultato della pedana). Di conseguenza, al secondo turno avanti la bulgara Ylieva che avrebbe dovuto affrontare la Kharlan. L’esclusione di Kharlan dalla gara individuale di sciabola dovrebbe portare anche all’esclusione dell’intera squadra dell’Ucraina dalla competizione a squadre, come previsto da regolamento. Si attende ora l’ufficialità da parte della Federazione internazionale, con il via al torneo a squadre femminile previsto per sabato.

Giornate degli Autori, l’edizione 20 dedicata a Purgatori e Maselli

Giornate degli Autori, l’edizione 20 dedicata a Purgatori e MaselliRoma, 27 lug. (askanews) – Presentata la ventesima edizione delle Giornate degli Autori che si svolgerà dal 30 agosto al 9 settembre 2023, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sarà la prima senza Andrea Purgatori, il presidente, e senza Citto Maselli che le fondò nel 2004 insieme a Emidio Greco. A loro è dedicata. Sotto la direzione artistica di Gaia Furrer saranno presentati 10 film in concorso, 7 eventi speciali nella selezione ufficiale, 8 titoli alle “Notti Veneziane”, una serata dedicata a Jean-Marc Vallée e al cinema del Québec, 4 Proiezioni Speciali in Sala Laguna alla “Casa degli Autori”. Apre “Oceans Are The Real Continents” di Tommaso Santambrogio, in Concorso e chiude “Coup!” di Austin Stark e Joseph Schuman, Fuori Concorso, entrambi in prima mondiale.

Promosse dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura per iniziativa di Anac e 100autori, le Giornate riaffermano il loro ruolo di voce indipendente e autonoma in accordo con la Fondazione La Biennale di Venezia e si realizzano grazie al sostegno della Siae, che assegnerà il Premio al talento creativo e il Premio alla carriera, da quest’anno intestato ad Andrea Purgatori su iniziativa del presidente Salvatore Nastasi; di Miu Miu, cui si deve il progetto “Women’s Tales”; del Parlamento europeo con il programma “27 Times Cinema” e le attività del Lux Audience Award; del nuovo main media partner The Hollywood Reporter Roma; di partner e sponsor tecnici che oggi rappresentano una esemplare realtà di collaborazione tra pubblico e privato a favore della cultura. La ventesima edizione è una sorta di “rito di passaggio”, rappresentato dall’immagine dell’anno, tratta dalla performance “Doposole” di Anna Franceschini, in cui il passato dialoga con il presente, il tempo viene interrogato alla ricerca di una identità. Un’indagine che si accompagna alla scelta di autrici e autori che hanno il coraggio di uscire dalla loro comfort zone; registi che partono alla scoperta del mondo, spesso un mondo lontano da quello in cui vivono, ma che serve a meglio definire la costruzione di un’identità adulta. Autrici affermate che, come Céline Sciamma o Teona Strugar Mitevska, si ribellano al sistema produttivo vigente regalando film liberi, personali, auto-prodotti.

Sono molti gli esordienti e molte sono le donne (dietro e davanti alla macchina da presa). Alle prese con vampiri e fantasmi, come nel caso della canadese Ariane Louis-Seize (con Vampire humaniste cherche suicidaire consentant) o del malese Chong-Keat Aun di Wu Yue Xue. E risaltano nella selezione storie che raccontano di scelte coraggiose, di come possiamo vivere in modo migliore grazie all’attenzione all’altro, all’empatia, alla decisione di donare qualcosa di sé. Si va dal bianco e nero dell’unico film italiano in concorso (Los océanos son los verdaderos continentes di Tommaso Santambrogio) al colore; dal documentario alla finzione, da narrazioni con tratti sperimentali a richiami (seri o divertiti) decisamente più pop, dalla storia intima a quella collettiva, mescolando le arti, dalla letteratura alla danza e al teatro. Ci sarà spazio per il glamour, con Isabelle Huppert, musa di Elise Girard in Sidonie au Japon – e per la gioiosa provocazione del greco Zacharias Mavroeidis con To kalokairi tis Karmen. Resta viva l’attenzione su temi tristemente attuali del presente: dalla rivolta in Iran (l’evento speciale della giornata inaugurale, Aftab mishavad di Ayat Najafi) alla guerra in Ucraina, dalla diaspora palestinese alle problematiche legate al cambiamento climatico. Né mancherà il segno di un cinema italiano che non ha paura di assumere identità internazionale mescolandosi con culture diverse come nel caso di Edoardo Morabito che porta L’avamposto nel cuore della foresta amazzonica o di Gianluca Matarrese che, in L’expérience Zola, affronta in modo originale un totem della letteratura francese. “Il carattere della selezione di quest’anno – ha detto Gaia Furrer – è modellato intorno all’idea di scelta, al momento in cui la vita ci obbliga a decidere se andare in una direzione piuttosto che in un’altra. La parola chiave, il fil rouge che lega i film di questa selezione, è bivio, parola quanto mai appropriata per definire il lavoro delle autrici e degli autori presentati e per definire anche il nostro, da proiettare oltre i primi vent’anni. I film scelti, pur nel loro eclettismo tematico e formale, dialogano e si intrecciano portando avanti un discorso comune”.

Tra le principali novità dell’anno, l’impegno a favore della sostenibilità ambientale nel quadro dell’attività Festival Green promossa da AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema); la pre-apertura con “BookCiak, Azione!” in accordo con il SNGCI; la presentazione della versione restaurata di C.R.A.Z.Y. che nel 2005 consacrò alle Giornate il talento di Jean-Marc Vallée; le masterclass realizzate con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di cui saranno protagonisti – tra l’altro – l’attrice e regista del Québec Monia Chokri, il presidente della giuria João Pedro Rodrigues, l’artista e regista Shirin Neshat cui quest’anno Cinematografo e l’accademia NABA attribuiscono il Premio per le Arti della Visione “Le vie dell’immagine”. “La vera ricchezza delle Giornate – ha detto il Delegato Giorgio Gosetti – è sempre stata la varietà delle proposte e lo spirito conviviale, amichevole, inclusivo, in cui il sostegno a talenti coraggiosi e indipendenti si collega a momenti d’incontro, ricerca, dialogo tra voci creative. Andrea Purgatori ha saputo fare proprie queste caratteristiche e nutrirle della sua umanità, di un sorriso giocoso e vitale, della sua curiosità e passione per la scoperta. Ringrazio il Consiglio direttivo e Francesco Ranieri Martinotti che oggi si fanno carico della sua eredità e ci sostengono nel proseguire al meglio il lavoro fatto. L’edizione del ventennale vuole essere il manifesto identitario di un cinema contemporaneo che guarda al nuovo e tutela la memoria”.

Secondo Kiev “Wagner cerca soldati bielorussi per attaccare la Polonia”

Secondo Kiev “Wagner cerca soldati bielorussi per attaccare la Polonia”Roma, 27 lug. (askanews) – Il Centro per la resistenza nazionale, istituito dalle Forze per le operazioni speciali ucraine per promuovere le attività partigiane sull’altro lato del fronte, ha denunciato oggi che il gruppo Wagner starebbe cercando di reclutare soldati regolari bielorussi disposti ad attaccare la Polonia o la Lituania. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Mundo.

Questi tentativi di ingrossare le fila del gruppo di mercenari russi sarebbero avvenuti nel quadro dell’addestramento che i membri di Wagner offrono ai soldati bielorussi sul suolo bielorusso, dove si sono stabiliti dopo il fallimento della tentata rivolta del loro capo, Evgeny Prigozhin, contro lo Stato maggiore dell’esercito russo. Secondo i soldati bielorussi contrari al presidente Alexander Lukashenko che sarebbero in contatto con il Centro ucraino per la resistenza nazionale e parteciperebbero all’addestramento, una delle condizioni per entrare in Wagner sarebbe “la disponibilità a partecipare ad azioni militari sul territorio dei Paesi vicini”.”In particolare Polonia e Lituania”, si legge in un comunicato.

Prada: ricavi semestre a 2,23 miliardi (+20%), utile vola a 305 milioni

Prada: ricavi semestre a 2,23 miliardi (+20%), utile vola a 305 milioniMilano, 27 lug. (askanews) – Il gruppo Prada ha chiuso il primo semestre 2023 con ricavi netti a 2,23 miliardi di euro, in crescita del 20% su anno, e un utile netto a 305 milioni (+62%).

In miglioramento la profittabilità, con l’Ebit margin al 22% dei ricavi, nonostante i maggiori investimenti, ed Ebit a 491 milioni. A fine giugno la posizione finanziaria netta è positiva per 283 milioni. Continua la ripresa in Asia Pacifico con vendite retail in aumento del 25%. L’Europa fa segnare +24%, le Americhe -1%, il Giappone +49%, il Medio Oriente +14%. Crescita a doppia cifra in tutte le categorie di prodotto: pelletteria +12%, abbigliamento +36% e calzature +20%.

“Il gruppo Prada chiude il primo semestre con risultati solidi, grazie all’elevata desiderabilità dei marchi e all’esecuzione attenta della strategia”, ha commentato Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo del gruppo. “La nostra presenza equilibrata a livello globale ci permette di catturare la crescita anche in contesti di mercato in continua evoluzione. Siamo soddisfatti dalla qualità e continuità della crescita di Prada e dall’eccellente performance di Miu Miu. Ciò nonostante, dobbiamo rimanere attenti e agili, pronti ad affrontare differenti scenari macroeconomici e di domanda che si potrebbero presentare nei prossimi mesi. I nostri marchi confermano di avere un grande potenziale di crescita; la nostra strategia è chiara e l’organizzazione rafforzata e ben equipaggiata per eseguirla”. “Siamo ancora agli inizi del nostro percorso strategico – ha commentato l’AD Andrea Guerra -, dobbiamo agire con un’ottica di lungo periodo, continuando ad investire nei marchi, mantenendo massimo focus sulla produttività del canale Retail. Per l’anno in corso, manteniamo la nostra ambizione di generare crescita solida, sostenibile e superiore alla media di mercato, considerando la base di confronto sfidante del terzo trimestre, e un quarto trimestre 2022 con restrizioni Covid in alcune aree”.

La Corte Costituzione: e-mail e whatsapp sono corrispondenza

La Corte Costituzione: e-mail e whatsapp sono corrispondenzaMilano, 27 lug. (askanews) – La Corte costituzionale ha accolto il conflitto di attribuzione proposto dal Senato nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, nella parte in cui era diretto a contestare la legittimità dell’acquisizione di corrispondenza del senatore Matteo Renzi in violazione dell’art. 68, terzo comma, Cost. Respinto invece per quel che riguarda l’acquisizione dell’estratto conto bancario dell’ex premier.

Con sentenza n.170 del 2023 (red. Franco Modugno), la Corte “ha dichiarato che la Procura non poteva acquisire, senza preventiva autorizzazione del Senato, messaggi di posta elettronica e whatsapp del parlamentare, o a lui diretti, conservati in dispositivi elettronici appartenenti a terzi, oggetto di provvedimenti di sequestro nell’ambito di un procedimento penale a carico dello stesso parlamentare e di terzi”. Tali messaggi infatti “sono stati ritenuti riconducibili alla nozione di ‘corrispondenza’, costituzionalmente rilevante e la cui tutela non si esaurisce, come invece sostenuto dalla Procura, con la ricezione del messaggio da parte del destinatario, ma perdura fin tanto che esso conservi carattere di attualità e interesse per gli interlocutori. Gli organi investigativi – ha precisato la Corte – sono abilitati a disporre il sequestro di ‘contenitori’ di dati informatici appartenenti a terzi, quali smartphone, computer o tablet: ma quando riscontrino la presenza in essi di messaggi intercorsi con un parlamentare, debbono sospendere l’estrazione di tali messaggi dalla memoria del dispositivo e chiedere l’autorizzazione della Camera di appartenenza per poterli coinvolgere nel sequestro. Ciò a prescindere da ogni valutazione circa il carattere ‘occasionale’ o ‘mirato’ dell’acquisizione dei messaggi stessi”.

La Consulta non ha invece accolto il ricorso nella parte in cui veniva contestata l’acquisizione da parte della Procura, senza autorizzazione, dell’estratto del conto corrente personale del Senatore Renzi, “in quanto non era stato spedito dalla banca al parlamentare, ma allegato a segnalazioni di operazioni bancarie provenienti da uffici della Banca d’Italia”.

L’arcivescovo di Palermo: la responsabilità degli incendi in Sicilia è della politica

L’arcivescovo di Palermo: la responsabilità degli incendi in Sicilia è della politicaPalermo , 27 lug. (askanews) – “Il volto della Città e dell’intera Sicilia è sfigurato. Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza. Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni. La responsabilità di questo disastro ricade certo su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica; sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane; ricade su di noi, su di noi in quanto popolo”. Così l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice sull’emergenza incendi che ha colpito la città.

“Non abbiamo fatto abbastanza – sottolinea Lorefice – per cambiare la nostra Casa comune, la Terra; per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie; per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali; per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte. Il panorama desolato delle nostre città in fiamme, riscaldate da un vento infernale, avvolte dal fumo, prive di acqua e di elettricità, è lo specchio di tutto questo. Voglio dirvi però, in nome del Vangelo, che la speranza non è finita. Che ci sono attorno a noi e dentro di noi energie di riscatto e di novità. Miei cari e amati Palermitani, miei cari figli e figlie della Chiesa di S. Mamiliano, S. Rosalia, S. Benedetto il Moro e del Beato Pino Puglisi, alziamoci in piedi! Riprendiamo il filo della nostra storia, il flusso fecondo della nostra fede sostenuto dalla preghiera”.

Ambiente: con “cappotto verde” su edifici 1 grado in meno in città

Ambiente: con “cappotto verde” su edifici 1 grado in meno in cittàMilano, 27 lug. (askanews) – D’estate il “cappotto verde” sugli edifici riduce di oltre 1 grado la temperatura dell’aria in città. È quanto emerge dal nuovo studio Enea, pubblicato su Energy and Buildings, che ha valutato l’efficacia di un impiego diffuso di tetti e muri esterni ricoperti di vegetazione contro le isole di calore in zone urbane densamente abitate a Roma e Torino, prendendo in considerazione principalmente una tipica giornata estiva.

I ricercatori Enea del Dipartimento di Efficienza energetica hanno simulato tre scenari di mitigazione caratterizzati da varie combinazioni di soluzioni green. A Roma, lo scenario più favorevole all’abbattimento delle temperature prevede 12mila m2 di tetti verdi in combinazione con 60mila m2 di facciate verdi, con cui è stata calcolata una riduzione media della temperatura di 0,33 °C, con punte fino a 1,17 °C alle ore 15. “Il merito di questo abbattimento della temperatura deve essere attribuito soprattutto alle pareti verdi che aumentano la loro efficacia in modo proporzionale all’altezza dell’edificio; i tetti verdi estensivi, invece, risultano inefficaci nel mitigare direttamente il riscaldamento urbano quando sono installati su edifici alti dai 20 metri in poi, ma sono molto utili per ridurre la temperatura interna dell’abitazione e, di conseguenza, l’uso della climatizzazione”, spiega la ricercatrice Enea Tiziana Susca, che ha lavorato allo studio insieme ai colleghi Fabio Zanghirella e Vincenzo Del Fatto.

A Torino si è registrata una riduzione della temperatura esterna dell’aria di circa 0,5 gradi in due scenari che prevedevano rispettivamente 6mila m2 di living wall e altrettanti di facciate verdi sugli edifici. In entrambi i casi le abitazioni si trovavano lungo un canyon urbano, parallelo alla direzione principale del vento, condizione in grado di dissipare il calore accumulato. “Quando le stesse soluzioni green vengono impiegate in canyon urbani orientati perpendicolarmente alla direzione principale del vento, la loro efficacia si riduce sensibilmente. Infatti, l’entità della mitigazione dell’isola di calore dipende da tanti fattori come clima, meteo, geometria urbana, scala di applicazione, tecnologie e specie vegetali utilizzate”, spiega Fabio Zanghirella. “A proposito di specie vegetali, in questo studio abbiamo considerato per i tetti verdi il sedum, che raggruppa varie piante perenni in grado di crescere senza problemi in ambienti caldi, aridi e rocciosi, l’edera per le facciate e la felce comune per i living wall”, aggiunge Vincenzo Del Fatto.

La ricerca Enea ha evidenziato che durante le ondate di calore, le diverse forme di cappotto green abbiano un’efficacia leggermente inferiore a quella registrata durante una tipica giornata estiva, in quanto questo fenomeno climatico estremo riduce il potenziale di raffrescamento delle piante a causa della chiusura degli stomi, le piccole ‘bocche’ presenti sulle foglie che consentono lo scambio gassoso fra interno ed esterno del vegetale, favorendo in particolare l’entrata di anidride carbonica utilizzata per la fotosintesi e la fuoriuscita di ossigeno e vapore acqueo. Nel 2016 le aree urbane coprivano quasi 60 milioni di ettari (l’1,29% della superficie terrestre occupata per aree edificate, pascoli e terreni coltivati) e la popolazione urbana era il 54,4% rispetto a quella globale. Ma secondo le stime Onu questa percentuale raggiungerà il 68,36% entro il 2050, comportando ulteriore urbanizzazione che modificherà l’equilibrio termico naturale dando luogo a un ulteriore aumento delle temperature urbane superficiali. Previsioni relative agli scenari di espansione urbana rivelano che, nell’ambito dell’attuale percorso di sviluppo basato sull’utilizzo di combustibili fossili, l’Europa sarà interessata da un ulteriore riscaldamento superficiale medio pari a 0,12 gradi in estate entro il 2100.