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Calcio femminile, Bertolini: “Chiedo entusiasmo e senso di realtà”

Calcio femminile, Bertolini: “Chiedo entusiasmo e senso di realtà”Roma, 28 lug. (askanews) – L’Italia si avvicina a passo spedito verso la seconda partita del suo Mondiale, un match che alla luce del 2-2 tra Argentina e Sudafrica potrebbe già regalare alle Azzurre il pass per gli ottavi di finale. Una vittoria contro la Svezia nella gara in programma domani (ore 9.30 italiane, diretta su Rai 1) al Regional Stadium di Wellington consentirebbe all’Italia di festeggiare la qualificazione con 90′ di anticipo, ma anche in caso di pareggio la squadra di Milena Bertolini si presenterebbe all’appuntamento del 2 agosto con le Banyana Banyana avendo a disposizione due risultati su tre.

“C’è grande entusiasmo dopo la vittoria di lunedì – ha dichiarato in conferenza stampa il ct Bertolini – ma deve esserci anche un senso di realtà. La Svezia è la favorita del girone, è una squadra completa con grande intensità fisica e tecnica, l’affronteremo con rispetto ma anche con tanta voglia di fare bene. È vero che il pareggio di oggi è un risultato favorevole, ma dobbiamo puntare solo su di noi e pensare alle nostre partite e al nostro gioco cercando di conquistare i tre punti e fare più gol possibili. Siamo fiduciosi”. La selezione scandinava è una potenza del calcio mondiale e con Kurt Peter Gerhardsson in panchina ha ottenuto il terzo posto nell’edizione del 2019 del torneo iridato e il secondo posto nell’Olimpiade dell’anno successivo. Numeri e traguardi che non spaventano però le Azzurre, che nell’era Bertolini si sono aggiudicate due dei tre confronti, perdendo quello più recente (finale dell’Algarve Cup 2022) solo ai calci di rigore. “Loro tengono i ritmi molto alti e hanno giocatrici che possono spostare gli equilibri – ha aggiunto la Ct – dovremo essere brave a stare dentro questo tipo di partita. Lunedì abbiamo fatto bene, ma stiamo continuando a lavorare su vari aspetti tattici per arrivare preparate all’appuntamento di domani. Affrontiamo una squadra completa e dovremo quindi migliorare nella gestione del pallone”. Nelle ultime due edizioni della competizione la Svezia ha segnato cinque gol dopo l’80’, una chiara dimostrazione di forza e tenuta mentale. Servirà un’Italia perfetta e pronta ad affidarsi all’esperienza delle sue leader, in campo ma anche fuori. “In questa Nazionale ci sono giocatrici esperte e molto importanti, penso ad esempio a Girelli, Bartoli e Cernoia. Loro sanno di avere un ruolo importante, a prescindere dal minutaggio. Sono estremamente positive dentro il gruppo e stanno guidando le più giovani. C’è grande positività e sono contenta dello spirito che si è creato”.

Mafia, Salvini: querelo Provenzano. Il dem: Ci vediamo in tribunale

Mafia, Salvini: querelo Provenzano. Il dem: Ci vediamo in tribunaleMilano, 28 lug. (askanews) – Botta e risposta via Twitter tra il vicepremier Matteo Salvini e l’esponente Pd Giuseppe Provenzano sul tema della lotta alla mafia, col leghista che annuncia querela e il dem che ribatte: “Pronto a rispondere anche in Tribunale”. Il segretario della Lega risponde ad alcune dichiarazioni di ieri di Provenzano: “Dopo essermi preso del ‘Ministro della Mala Vita’, da sinistra insistono con dichiarazioni deliranti: ‘Salvini mandante’, ‘da Salvini segnali molto preoccupanti sul fronte della lotta alla mafia’… Ma come si permette questo ‘signore’?! Vergogna. Querela subito, e poi vediamo se ci riprovano”, scrive in un tweet con la foto di Provenzano che lo aveva accusato di essere “il mandante politico del caso Saviano” e di mandare “segnali preoccupanti” sul fronte della lotta alla mafia, citando le frasi contro don Ciotti e la riforma del Codice degli appalti.

Dopo poche ore arriva la risposta di Provenzano, sempre via tweet: “Se avesse non dico il coraggio, ma il senso delle istituzioni di venire in Parlamento a discutere di lotta alla mafia, le potrei elencare ad una ad una tutte le ragioni. Pronto a farlo anche in Tribunale, comunque, Ministro… E si ricordi che governa, non comanda”, ribatte il deputato e componente della segreteria Pd.

Puglia, aperto dopo 53 anni un nuovo palasport a Fasano

Puglia, aperto dopo 53 anni un nuovo palasport a FasanoRoma, 28 lug. (askanews) – “Dopo 53 anni Fasano si è guadagnata sul campo il suo palazzetto dello sport. È stato possibile grazie all’iniziativa congiunta di Coni, Regione Puglia e Comune di Fasano, sulla base di un bando “sport e periferie”, e in considerazione della presenza di una squadra vincitrice di ben 4 scudetti a cui serviva una casa dove poter proseguire la sua attività. La Regione Puglia ha collaborato in maniera importante con un milione di euro; due milioni li ha investiti il CONI e 2,5 il Comune di Fasano. Un’impresa cominciata non molto tempo fa e realizzata in tempi estremamente ristretti. A Fasano, in mezzo agli ulivi, non ci sarà solo il nuovo ospedale, ma anche il nuovo palazzetto. In una terra che in passato ho frequentato per il contrasto alle mafie e ai traffici illeciti, è una soddisfazione oggi poter assistere ai gol della pallamano o alle schiacciate del volley e ai tiri liberi del basket”. Così ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, partecipando questa mattina all’inaugurazione del Palasport comunale di Vigna Marina, esteso su una superficie di 2350 metri quadri e dotato di 2200 posti a sedere.

A margine della cerimonia, a cui hanno partecipato tra gli altri anche il presidente nazionale del Coni Giovanni Malagò, il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria e il direttore generale di Asset Elio Sannicandro, il presidente Emiliano ha risposto anche a domande dei giornalisti sui Giochi del Mediterraneo in programma a Taranto nel 2026: “Questa edizione dei Giochi se l’è inventata Taranto, con l’aiuto della Regione Puglia e di Asset. Il CONI ha condiviso da subito questa iniziativa, e siamo felicissimi che il Governo italiano voglia imprimere una ulteriore spinta. Ne ho parlato ieri con il vice premier Antonio Tajani , spiegando che si tratta di un’iniziativa utilissima per la coesione sociale di Taranto e per il rilancio della città. Ma utilissima anche all’Italia per consentire un dialogo con tutti i paesi del Mediterraneo. Un’azione di politica estera attraverso lo sport, in questo momento così difficile di guerra, è molto importante”.

Meloni: con Biden ribadita amicizia e discusso interessi strategici

Meloni: con Biden ribadita amicizia e discusso interessi strategiciWashington, 28 lug. (askanews) – Seconda giornata di visita a Washington per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra circa un’ora sarà al cimitero monumentale di Arlington dove presenzierà al cambio della guardia e renderà omaggio alla tomba del milite ignoto.

Intanto su Twitter Meloni torna sull’incontro di ieri alla Casa Bianca con il presidente americano Joe Biden. Il colloquio, scrive, “è stata un’occasione importante per ribadire la profonda amicizia che unisce Italia e Usa e per discutere dei comuni interessi strategici”.

A2A: il presidente Marco Patuano ha rassegnato le dimissioni

A2A: il presidente Marco Patuano ha rassegnato le dimissioniMilano, 28 lug. (askanews) – Marco Patuano ha rassegnato le dimissioni dalle cariche di consigliere di amministrazione e presidente di A2A, “a seguito di ulteriori incarichi di lavoro che non gli consentono di garantire l’impegno e la concreta presenza operativa richiesta dal ruolo”. Lo comunica una nota della multiutility lombarda. Lo scorso 1 giugno l’assemblea degli azionisti di Cellnex ha nominato Patuano nuovo Ceo del gruppo, con decorrenza 4 giugno.

Patuano, spiega A2A, cessa conseguentemente anche dalla carica di presidente del Comitato Esg e Rapporti con i Territori. Il cda e il Collegio sindacale “ringraziano Patuano per il fondamentale contributo assicurato alla società”.

International Childfree Day: come la lingua può aiutare ad essere più inclusivi

International Childfree Day: come la lingua può aiutare ad essere più inclusiviRoma, 28 lug. (askanews) – Il termine “childfree” esiste già dall’inizio del 1900 ma è stato solo negli anni ’70 che le femministe hanno iniziato ad utilizzarlo più ampiamente, in modo da identificare – come un gruppo distinto – le donne che sceglievano di non avere figli. “Il suffisso “free” (“libero”) è stato scelto proprio per cogliere il senso di libertà e la mancanza di obblighi provati da coloro che avevano deciso volontariamente di non avere figli” spiega Sara Grippo, Principal Learning Content Strategist di Babbel, la piattaforma per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni su app e live.

In occasione dell’International Childfree Day che ricade ogni anno il 1° agosto, si legge in una nota, gli esperti e le esperte di Babbel invitano a conoscere i termini legati allo stile di vita childfree e ad essere più consapevoli in merito ai pregiudizi linguistici da evitare. Sebbene la pressione sociale sia ancora elevata e manchi talvolta la sensibilità nei confronti di un argomento così delicato e intimo, la normalizzazione del vivere una vita senza figli si sta diffondendo tra Millennials e Gen Z, sempre più consapevoli che la genitorialità non deve per forza essere una tappa obbligata della propria vita. Sono in aumento, infatti, le persone che aderiscono al movimento “childfree”: secondo i dati dell’indagine Istat “Famiglie, soggetti sociali e ciclo di vita” , il 45,4% delle donne di età compresa tra 18 e 49 anni è senza figli; di queste il 22,2% dichiara che non intende averne nei 3 anni successivi né in futuro e mentre il 17,4% è childfree, ovvero afferma di non volere figli perché la maternità non rientra nei propri progetti di vita. Questa tendenza viene confermata anche a livello internazionale: negli Stati Uniti nel 2021 uno studio ha evidenziato che circa il 44% dei non genitori di età compresa tra 18 e 49 anni non aveva intenzione di avere figli, in aumento rispetto al 37% nel 2018; più della metà ha indicato come motivo principale la scelta di non voler avere dei figli piuttosto che fattori più circostanziali come problemi di salute o il non voler crescere un figlio senza un partner al proprio fianco. Da uno studio YouGov del 2020 , inoltre, emerge che in Inghilterra e Galles oltre la metà (51%) dei britannici tra i 35 e i 44 anni che non hanno avuto figli non hanno intenzione di averne in futuro.

“L’analisi linguistica permette di identificare i cambiamenti sociali in atto in altri Paesi e può essere un’occasione per riflettere sulle eventuali “lacune sociali” della propria cultura, contribuendo in parte a sensibilizzare nei confronti dell’importanza di riconoscere e rispettare la pluralità di stili di vita delle persone. Lo sviluppo di neologismi e di distinzioni semantiche come, per esempio, tra i termini inglesi “childfree” e “childless”, è segno infatti di una “maturazione” culturale che si rispecchia anche nella lingua” ha affermato Sara Grippo, Principal Learning Content Strategist di Babbel. Le parole da sapere relative alla sfera childfree – Childless: traducibile come “senza figli”, il significato di questo termine è da distinguere rispetto a “childfree”; se quest’ultimo va ad indicare la scelta di non concepire o adottare figli, “childless”, invece, sottolinea l’assenza oggettiva di figli (che può essere volontaria o di circostanza). Anche il tedesco (con “kinderfrei” e “kinderlos”) e alcune lingue scandinave (per esempio, lo svedese con “barnfri” e “barnlös/a”) si comportano allo stesso modo a livello linguistico (le coppie sono infatti assimilabili a “childfree” e “childless”). Tuttavia, questa differenza non è ancora resa in numerose lingue europee che ricorrono ad un’unica parola per entrambe le sfumature di significato (come, per esempio, il polacco “bezdzietny” e il finlandese “lapseton”). Infine le lingue romanze, invece, non utilizzano la singola parola ma la costruzione “senza” seguita da “figli” (oltre all’italiano, ad esempio, anche il francese “sans enfants” e lo spagnolo “sin hijos”). – Permanent postponer: collegato al termine childless vi è poi “permanent postponer” con cui si indica le persone che tendono a posticipare la decisione di diventare genitori poiché non hanno ancora deciso se questo obiettivo rientra nelle loro priorità di vita. – DINK: acronimo che sta per “dual income no kids” (“doppio stipendio senza bambini”), è un’espressione colloquiale che si riferisce ad una famiglia senza figli e con doppio stipendio. Un’altra espressione simile è DINKWAD che sta per “dual income no kids with a dog” (“doppio stipendio senza bambini con un cane”) mentre il contrario è DEWKS, “dually employed with kids” (“doppio stipendio con figli”). -GINK: con questo termine – che sta per “green inclinations, no kids” (“tendenze green, senza figli”) – si indicano tutte le persone che scelgono di non avere figli perché reputano che questa sia la scelta più green e rispettosa dell’ambiente. -Nullipara: con questo termine scientifico si fa riferimento alle donne che non hanno mai partorito figli. Derivato dal latino moderno, è costituito da “nullus” (“senza, non”) e “parere” (“partorire”) e si è mantenuto tale nella maggior parte delle lingue europee (come, per esempio, l’inglese “nulliparous” e il tedesco “nullipar”).

La guida alle domande da evitare: gli esperti di Babbel, al fine di favorire la comprensione reciproca attraverso il linguaggio, hanno raccolto alcune frasi da evitare per garantire una comunicazione più inclusiva: “E un figlio quando lo fate?”: è una delle domande più frequenti, a volte posta in modo automatico ma sicuramente da evitare. Ogni persona è infatti libera di decidere se avere figli o meno e non dovrebbe essere costretta a spiegare e giustificare la propria scelta. “È un’occasione persa: non ti realizzerai mai come persona”: la realizzazione personale viene molto spesso ancora associata alla maternità o alla paternità, non riconoscendo invece che alcune persone possano avere degli obiettivi di vita differenti. “Non proverai mai l’amore vero”: questa affermazione presuppone, erroneamente, che esista solo un tipo di amore “puro” e che i non-genitori non possano amare veramente. Si tratta di una generalizzazione romantica delle relazioni genitoriali e, come qualsiasi stereotipo, può essere errato e fuorviante. “Quando vorrai figli, sarà ormai troppo tardi”: ciascuna persona vive nel proprio tempo, con i propri ritmi ed esigenze, e deve essere libera di affrontare una scelta così complessa quando si sente pronta; inoltre, non si considera troppo spesso la possibilità che la persona con cui si parla abbia deciso che non vorrà mai dei figli oppure sia soffrendo perchè non riesce ad averne. “Saresti un ottimo genitore”: l’abilità a relazionarsi con i bambini non implica automaticamente il desiderio di genitorialità. “Pensi solo a te stessa/stesso”: i non genitori sono spesso ‘accusati’ di essere egoisti perché si suppone siano intenzionati soltanto a mantenere la propria libertà e le proprie abitudini, senza voler accettare compromessi; al di là del fatto che ognuno sia legittimato ad avere le proprie motivazioni, a volte la decisione può derivare proprio da considerazioni lungimiranti ed altruistiche, come nel caso di chi sceglie di non avere figli a causa della crisi climatica e del futuro incerto del pianeta.

Biennale Danza, 11.800 presenze per l’edizione 2023 (+26%)

Biennale Danza, 11.800 presenze per l’edizione 2023 (+26%)Milano, 28 lug. (askanews) – Si conclude domani, sabato 29 luglio, la terza edizione della Biennale Danza diretta da Wayne McGregor, che ha saputo calare ancora di più il festival entro i gangli del contemporaneo. Per una degna conclusione sul palcoscenico del Teatro Malibran i Tao Dance Theater, Leoni d’argento, porteranno in scena altri due “episodi” delle loro Numerical Series: 13 e 14.

La Biennale Danza del 2023 ha realizzato 11.800 presenze (+26% rispetto allo scorso anno) nell’arco di due settimane di programmazione che hanno visto a Venezia oltre 150 artisti da tutto il mondo per 24 titoli con 19 novità, di cui 7 mondiali, 3 europee, 9 italiane. Il Leone d’oro alla carriera è stato destinato a Simone Forti, che con la sua attività pionieristica ha regalato echi più vasti e ricchi alla danza e all’arte contemporanea. Accanto alla coreografa e artista italo-americana, nomi rilevanti come Carlos Acosta, Pontus Lidberg, Rachid Ouramdane, Oona Doherty, Lucy Guerin, fra gli altri, e i giovani danzatori e coreografi di Biennale College, vera “linfa vitale” del festival nelle parole del direttore Wayne McGregor. Intitolata “Altered States”, stati di alterazione, questa edizione del festival ha ancora una volta ragionato intorno all’idea del corpo, della sua presenza, anche politica, sulla scena dell’oggi Sul modo in cui restituire visibilità, cittadinanza e, soprattutto, visioni alternative, magari frutto di alterazioni, ma comunque vive, diverse possibili. E ancora una volta per chi ha potuto seguirla con lo sguardo del cronista è stata una somma di voci, pratiche, posture diverse – da quelle più classicheggianti a quelle più radicali e radicalizzanti – che, tutte insieme, restituiscono una fotografia imperfetta, mossa, ma consapevole, della scena contemporanea. Davvero nel solco della lezione di Simone Forti, il cui sorriso nel giorno del collegamento dagli Stati Uniti per l’inaugurazione del festival resta una delle immagini più significative di questa Biennale. Che è anche un laboratorio continuo, un cantiere aperto che si muove alla velocità – notevole – del pensiero di Wayne McGregor, direttore brillante e capace di visione e visionarietà.

Se il sipario cala sulla Biennale Danza 2023, il lavoro alla futura edizione, assicurano da Ca’ Giustinian, è già cominciato. Da domani, sabato 29 luglio, fino a martedì 12 settembre saranno on line sul sito della Biennale di Venezia (www.labiennale.org) il terzo Bando nazionale e il secondo Bando internazionale per la realizzazione di due nuove coreografie. La Biennale Danza prosegue il programma pluriennale che destina risorse alla creazione coreografica delle nuove generazioni e dopo Diego Tortelli, Luna Cenere, Andrea Peña, vincitori dei precedenti bandi, rinnova l’invito ad artisti e compagnie di danza italiane e straniere di età inferiore ai 35 anni a proporre progetti coreografici originali e inediti. Nella più ampia libertà di proposta – dall’assolo alla composizione d’ensemble – i progetti che perverranno entro il 12 settembre, rispondendo alle richieste dei bandi, verranno selezionati da Wayne McGregor, direttore artistico del Settore Danza. I due progetti selezionati debutteranno al 18esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea e saranno sostenuti dalla Biennale di Venezia con un premio di produzione fino a un massimo di 30.000 euro, contributo che potrà autonomamente o insieme ad altri partner produttori concorrere alla realizzazione del progetto coreografico. Oltre al premio di produzione la Biennale di Venezia coprirà le spese di allestimento necessarie per il debutto a Venezia – dai cachet artistici a viaggio e alloggio e alla scheda tecnica. L’esito della selezione sarà comunicato il 10 ottobre.

A2A: utile +32% nel semestre a 257mln, in rialzo le stime dell’anno

A2A: utile +32% nel semestre a 257mln, in rialzo le stime dell’annoMilano, 28 lug. (askanews) – Calano a 7,989 miliari di euro i ricavi di A2A nel primo semestre del 2023, -18% rispetto allo stesso periodo del 2022, “a seguito principalmente della contrazione dei prezzi di energia elettrica e gas sui mercati”. Ma il margine operativo lordo di A2A sale del 26% a 880 milioni di euro e l’utile netto ordinario aumenta a 257 milioni di euro: +32% rispetto al primo semestre 2022 (195 milioni di euro). Lo fa sapere la multiutility che ha pubblicato i conti della prima parte dell’anno.

Risultati che permettono ad A2A di rivedere al rialzo le stime del 2023 “con un Ebitda atteso compreso tra 1,74 e 1,78 miliardi di euro” ha detto l’ad, Renato Mazzoncini, e con utile netto di gruppo tra 450 e 470 milioni di euro. “A2A cresce ancora, consolidando il suo ruolo di protagonista nella transizione energetica del Paese”, ha detto il top manager. “I risultati raggiunti nei primi sei mesi del 2023 confermano performance di Gruppo estremamente positive. Una crescita resa possibile, in particolare, dalla diversificazione dei business, da un’attenta disciplina finanziaria, dall’accelerazioni degli investimenti e dalle operazioni M&A realizzati negli ultimi anni nelle rinnovabili. Nel corso del semestre è stato inoltre completato il parco eolico da 30 MW di Matarocco in Sicilia. Questi importanti obiettivi raggiunti ci hanno consentito di rivedere al rialzo le previsioni 2023”.

Intesa Sanpaolo: 4,2mld di utile nel semestre, balzo dell’80%

Intesa Sanpaolo: 4,2mld di utile nel semestre, balzo dell’80%Milano, 28 lug. (askanews) – Intesa Sanpaolo archivia il primo semestre del 2023 con un utile netto di 4,2 miliardi di euro, +80% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, “trainato dagli interessi netti e previsto a ben oltre 7 miliardi nell’intero anno”. Lo si legge in un nota. Gli interessi netti sono attesi a oltre 13,5 miliardi nel 2023 e in ulteriore crescita nel 2024 e nel 2025.

“I risultati del primo semestre 2023 – spiega la banca – confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di generare una redditività sostenibile anche in contesti complessi grazie al modello di business ben diversificato e resiliente”. Nella prima metà dell’anno Intesa Sanpaolo registra un risultato corrente lordo in crescita del 61% a 6,744 miliardi di euro, da 4,188 miliardi del primo semestre 2022. Il risultato della gestione operativa è in aumento del 28,5% rispetto al primo semestre 2022 mentre i proventi operativi netti sono in crescita del 15,3%, a 12,4 miliardi, rispetto al primo semestre 2022 (quando furono 10,7 miliardi). Nella prima parte del 2023 i costi operativi crescono dello 0,9% rispetto al primo semestre 2022, con una “elevata efficienza” che vede un cost-income al 42% nel primo semestre 2023, “tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee”, evidenzia la stessa banca.

“I risultati solidi e positivi dei primi sei mesi dell’anno ci consentono di aumentare la previsione di un utile netto 2023 ben superiore a 7 miliardi di euro”, ha sottolineato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. “Quest’anno – ha aggiunto – potremo distribuire ai nostri azionisti 5,8 miliardi considerati il dividendo di maggio, la seconda tranche del buy back, e l’acconto dividendo di novembre”. Per il top manager, “si tratta di risorse importanti, non solo per i nostri azionisti ma per l’economia del Paese. Per il 2024 e il 2025 prevediamo un utile netto in ulteriore crescita, grazie ai maggiori ricavi da interessi e commissioni, al rafforzamento dell’efficienza operativa e a un costo del rischio molto contenuto. Grazie alla prospettiva di una maggiore redditività – ha concluso Messina – accelereremo ulteriormente i progetti a favore di chi si trova in situazioni di particolare disagio sociale”.

E’ come se in Italia fossero stati incendiati 73mila campi di calcio

E’ come se in Italia fossero stati incendiati 73mila campi di calcioRoma, 28 lug. (askanews) – In Italia è emergenza incendi: dalla Sicilia alla Calabria passando dalla Puglia all’Abruzzo alla Sardegna le fiamme stanno divorando ettari ed ettari di terreno minacciando centri abitati, la vita delle persone e della biodiversità. In Italia da inizio anno al 27 luglio sono andati in fumo ben 51.386 ettari percorsi dal fuoco equivalenti a oltre 73.408 campi da calcio. Impressionati i dati degli ultimi tre giorni, dal 25 al 27 luglio, sono bruciati ben 31.078 ettari di vegetazione. È quanto denuncia Legambiente che oggi diffonde i dati che ha elaborato analizzando quelli satellitari EFFIS (European Forest Fire Information System), che monitorano solo gli incendi superiori ai 30 ettari di superficie interessata, per fare un punto della situazione. La gran parte degli ettari andati in fumo, ben 41.365 (pari all’80%), è bruciata in Sicilia, seguita da Calabria, 7.390 ettari, Puglia 1.456 ettari e Abruzzo 284 ettari. Nella sola provincia di Palermo, negli ultimi tre giorni, sono stati percorsi dalle fiamme quasi 15.000 ettari. Il più delle volte, sottolinea Legambiente, si tratta di incendi dolosi appiccati da persone senza scrupoli che non guardano in faccia a nessuno come ben evidenziano anche i dati dell’ultimo rapporto Ecomafia.

Nel 2022 nella Penisola sono stati 5.207 i reati accertati per incendi dolosi, colposi e generici. Calabria e Sicilia restano saldamente al comando della classifica 2022 delle regioni più colpite dalle azioni incendiarie, rispettivamente con 611 e 544 reati contestati. Segue al terzo posto il Lazio con 479, la Toscana con 441 e la Lombardia, che dal decimo passa al quinto con 415. Se si guarda indietro degli anni dal 2018 al 2022 in Sicilia sono stati 2.938 i reati accertati per incendi dolosi, colposi e generici, 191.386 gli ettari di superficie boscata e non andati in fumo. Palermo (677), Messina (605) e Catania (444) le città con più illeciti. In Calabria dal 2018 al 2022 sono stati 2.709 i reati accertati di questo tipo, 63.196,30 gli ettari di superficie boscata e non percorsi dalle fiamme. Cosenza (1652), Catanzaro (454) e Crotone (412) le città dove si sono registrati più illeciti di questo tipo. Rispetto alla situazione degli incendi è una fotografia preoccupante quella tracciata da Legambiente su cui è importante che le istituzioni preposte intervengano senza ulteriori ritardi. Dieci le priorità di intervento che l’associazione ambientalista indica oggi al Governo Meloni e che riguardano, in sintesi, prevenzione su più livelli e in maniera continuativa, gestione, rafforzamento delle attività investigative e norme più severe. In primis, tra le azioni da mettere in campo, occorre definire un soggetto unico come la Protezione Civile nazionale per gestire gli incendi boschivi in maniera integrata, garantire un maggiore coordinamento tra le istituzioni e gli attori coinvolti e vigilare sull’applicazione della legge quadro sugli incendi boschivi (L. 353/2000) e le sue modifiche introdotte con la legge 155/2021. Allo stesso tempo è fondamentale prevedere pene più severe estendendo quelle previste dal Codice Penale per il reato di incendio boschivo a qualunque tipologia di incendio di vegetazione. Va inoltre migliorato il sistema di raccolta, analisi e condivisione dei dati sugli incendi in Italia attraverso investimenti tecnologici e le semplificazioni normative. L’analisi delle statistiche sugli incendi è essenziale per la comprensione ed il governo del fenomeno.

“In Italia – spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – l’emergenza incendi, aggravata dalla crisi climatica in corso, è ormai cronica come dimostrano le immagini apocalittiche che in questi giorni stanno arrivando dalla Sicilia, da Palermo a Catania, e da altre regioni della Penisola. Puntualmente ogni estate e nello stesso periodo nel nostro Paese scoppiano roghi, il più delle volte di origine dolosa. Una piaga che va assolutamente fermata con azioni di prevenzione e politiche mirate su cui Governo, Regioni e Comuni devono intervenire in maniera sinergica, perché gli incendi si possono prevedere e possono essere evitati, più difficile è spegnerli. Senza contare i danni che provocano, in termini, purtroppo, di vite umane, ambientali ed economici. Per questo oggi abbiamo indirizzato al Governo Meloni dieci proposte di intervento chiedendo, tra l’altro, anche un inasprimento delle pene estendendo quelle previste dal Codice Penale per il reato di incendio boschivo a qualunque tipologia di incendio di vegetazione. Infine, non va dimenticato che è fondamentale responsabilizzare e coinvolgere cittadini, preziosa parte attiva nella lotta agli incendi ma anche e soprattutto nella partita della prevenzione e informazione”. In Sicilia da inizio anno al 27 luglio 2023, nella provincia di Palermo sono bruciati 17.957 ettari di vegetazione (pari al 35% del totale nazionale), in quella di Agrigento 6.592 ettari bruciati, di Messina 3.963 e di Siracusa 3.957. Se guardiamo invece alla Calabria, nello stesso periodo in provincia di Reggio Calabria sono andati in fumo 6.388 ettari e nella provincia di Cosenza 591 ettari. In Puglia la provincia più colpita è quella di Foggia dove sono bruciati nello stesso periodo 1282 ettari, mentre in Abruzzo nella provincia dell’Aquila 284 ettari.

Legambiente ricorda che dal punto di vista degli strumenti normativi, la legge 68/2015 che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale può dare un importante contributo. Infatti, nei casi più gravi si può configurare, per le conseguenze che hanno i grandi incendi boschivi, il delitto di disastro ambientale, introdotto con la legge 68/2015 e che prevede fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti.