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Vino, il 17 settembre a Sandrigo (Vicenza) torna “Bacco e Baccalà”

Vino, il 17 settembre a Sandrigo (Vicenza) torna “Bacco e Baccalà”Milano, 24 ago. (askanews) – Domenica 17 settembre a Villa Mascotto di Ancignano di Sandrigo (Vicenza) torna “Bacco & Baccalà”, l’appuntamento dedicato all’abbinamento di vini con pietanze a base di baccalà con lo stoccafisso norvegese di Lofoten Igp. Dalle 17.30 alle 22 il grande parco e i porticati della villa ospiteranno un banco d’assaggio con oltre 80 etichette e, per la prima volta, una selezione di Champagne.

Saranno protagoniste aziende vinicole di varie regioni d’Italia, tra cui Ferrari, Donnafugata, Casali Maniago, Fratelli Berlucchi, Cantina Tramin, Marco Felluga, Anselmi, Tenutefosca, Maculan, Ca’ Biasi, Selezioni Roberta Moresco, Tenuta Natalina Grandi, Cantina Beato Bartolomeo Breganze e Boscodivino. Gli Champagne in degustazione saranno quelli dei produttori Mallol-Gantois della Côte des Blancs, Casters Louis e Jean Noel Haton della Vallée de la Marne, Larnaudie-Hirault, Monmarthe e Luoise Nicaise della Montagne de Reims. L’evento offre anche la possibilità di visitare la mostra “Artisticamente donna” a cura di Marzia Rigo, allestita a Villa Mascotto. “Bacco & Baccalà” è organizzata dalla Pro Sandrigo in collaborazione, tra gli altri, con la Confraternita del Bacalà alla vicentina ed è parte integrante del ricco programma della 36esima Festa del Bacalà alla vicentina che si terrà sempre a Sandrigo (Vicenza) dal 14 al 25 settembre.

Hyundai avvia produzione Kona Electric in Repubblica Ceca

Hyundai avvia produzione Kona Electric in Repubblica CecaMilano, 24 ago. (askanews) – Hyundai ha inziato la produzione della nuova Kona Electric presso lo stabilimento in Repubblica Ceca (Hmmc). Durante il primo anno, l’obiettivo è produrre 21mila unità di Kona Electric per arrivare a 50mila nel 2024. Hyundai punta a vendere solo auto a zero emissioni in Europa entro il 2035.

La seconda generazione del B-suv Hyundai è stata progettata partendo dalla versione elettrica, in linea con l’accelerazione nella strategia di elettrificazione del brand (annunciata a marzo 2022) che avrà 11 nuove EV in gamma entro il 2030. “Per Hyundai, l’Europa è un mercato chiave. Più del 70% dei modelli commercializzati in Europa viene anche prodotto nel Continente. In un momento in cui la domanda di EV sta aumentando sensibilmente e i tempi di consegna sono un aspetto chiave, poter contare su una produzione di auto elettriche in Europa è fondamentale”, afferma Michael Cole presidente e Ceo di Hyundai Motor Europe.

La produzione di Kona Electric rappresenterà il 15% della produzione dello stabilimento entro fine 2023. Hyundai punta ad estendere la distribuzione di Kona Electric a ulteriori 20 mercati in Europa, fra cui Turchia e Israele, rispetto agli attuali 20. Lo stabilimento Hmmc produrrà entrambe le versioni della Nuova Kona con batterie da 65,4 kWh (motore da 160 kW e 514 km di autonomia) e da 48,4 kWh (114,6 kW e 377 km di autonomia) e la versione con guida a destra per i mercati UK, Irlanda e Cipro. Le batterie di Kona Electric sono prodotte nello stabilimento LG Energy Solution a Breslavia, in Polonia. Le batterie vengono poi assemblate nella sezione dello stabilimento Hmmc che fino a fine 2021 era dedicata ai cambi manuali.

Cosa è emerso sulla manovra dal Meeting di Rimini, con l’incognita risorse

Cosa è emerso sulla manovra dal Meeting di Rimini, con l’incognita risorseRoma, 24 ago. (askanews) – Una manovra tutta concentrata sul sostegno ai redditi di fronte all’inflazione e al rallentamento del Pil che con realismo consegna al prosieguo della legislatura le misure “bandiera” più onerose. E’ quella che emerge dai dibattiti del Meeting di Rimini e che può essere sintetizzata mettendo in fila le parole pronunciate l’anno scorso dal palco da Mario Draghi e quest’anno del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti. “L’Italia ce la farà anche questa volta” anche se “non si potrà fare tutto”.

A circa un mese dall’avvio ufficiale dei lavori sulla legge di bilancio, con la pubblicazione della Nadef, proprio dal Meeting che si chiuderà domani sono emersi con una certa chiarezza diversi elementi che caratterizzeranno la prossima manovra e alcune linee, per la verità non molte, che il governo intende perseguire per assicurarne la copertura. Confermata a Rimini la volontà di rendere stabile il taglio del cuneo, o quantomeno di prorogarlo per il 2024. “Dovremo intervenire a favore dei redditi medio-bassi, come abbiamo fatto con la decontribuzione” ha detto Giorgetti con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto. Anche il titolare del Mimit, Adolfo Urso, ha sottolineato che “la via maestra è rendere strutturale i due tagli al cuneo fiscale che abbiamo realizzato”, strada confermata anche dal vicepremier Antonio Tajani. Solo questa misura, se confermata negli stessi importi attuali, assorbirebbe intorno ai 9 miliardi di euro, più o meno tutte le risorse finora accertate (tra cui extradeficit, tassa sulle banche, tagli ai ministeri) per la manovra 2024. Le priorità, ha sintetizzato a Rimini l’altro vicepremier Matteo Salvini, “sono aumentare stipendi e pensioni” mettendo “quello che riusciremo a ricavare, ad esempio risparmiando sul reddito di cittadinanza per chi non ne ha diritto, e confermando il prelievo sui guadagni milionari delle banche, in aumento di stipendi e pensioni”.

Confermato quindi al Meeting il pacchetto di interventi che il governo prepara per sostenere i salari. Il ministro del Lavoro Marina Calderone dal palco ha parlato di “detassazione dei premi di produttività e di tassazione agevolata di alcune forme di welfare” che “credo debbano essere dei punti di riferimento delle analisi che faremo per la manovra di bilancio”. Anche Tajani ha riferito che al centro degli interventi a sostegno del lavoro ci saranno “il tema del welfare, l’abbattimento delle tasse sugli stipendi dei dipendenti, detassando tredicesime, straordinari e premi di produzione. Questa è la strada che dobbiamo seguire”. Sollecitato nel corso di un dibattito sul fisco, il viceministro all’economia Maurizio Leo da parte sua ha anticipato un pacchetto di misure per le famiglie numerose, che troverebbe spazio nel bilancio perchè “quando parliamo di famiglie con tre figli parliamo di numeri contenuti”.

Il governo, ha annunciato, sta anche valutando la possibilità di “dare un periodo di benefici alle imprese che assumono delle donne che hanno nuclei familiari consistenti” mentre per “valutare l’ipotesi del quoziente familiare dovremo assolutamente tenere conto delle risorse che si possono mettere a terra”. Leo a Rimini ha confermato anche possibili interventi fiscali anche sugli straordinari ed un’estensione della platea dei benefici per i fringe benefit. Dal Meeting arriva anche qualche elemento utile a capire cosa invece con ogni probabilità non entrerà nella prossima manovra. Sicuramente una riforma organica delle pensioni.

Se, in generale “non c’è nessuna riforma previdenziale che tiene nel medio e lungo periodo con i numeri della natalità che vediamo oggi in questo Paese”, come ha sottolineato Giorgetti, nel particolare le rivalutazioni e la conferma sell’aumento a 600 euro delle minime (FI chiede di arrivare a 1.000) assorbiranno tutti gli spazi finanziari possibili per questo capitolo. Escluso che si arrivi quindi a quota 41 per tutti, come riconosciuto dallo stesso Salvini. “Non possiamo fare tutto e subito” ha detto spiegando che il superamento della legge Fornero sarà fatto “nell’arco dei 4 anni”. Possibile una proroga di quota 103 o una “mini-quota 41” per l’anno prossimo legata però al ricalcolo contributivo dell’assegno. Sembra poco probabile anche la possibilità che possa partire dal primo gennaio la parte onerosa della riforma fiscale ed in particolare la riduzione da quattro a tre delle aliquote Irpef “Molte misure non richiedono risorse, come le procedure di accertamento e di riscossione ma anche gli adempimenti, e pertanto potranno entrare in vigore già nel 2024” ha detto il vceministro Leo dal palco di Rimini “altri, come i tributi in particolare, Irpef, Ires, Iva, Irap invece richiedono coperture e per questo dovremo verificare se ci saranno queste coperture con la Nadef”. Governo meno loquace al Meeting sulle coperture che dovranno accompagnare la manovra. A parte la tassa sugli extraprofitti delle banche che dovrebbe garantire 2-2,5 miliardi. Su questa Salvini ha assicurato che “non si torna indietro” mentre Tajani ha annunciato “emendamenti” in primis per escludere “le banche di prossimità” e poi per “prevedere la deducibilità della tassa che viene pagata”. Deducibilità sulla quale Bruxelles potrebbe avere qualcosa da ridire visto che trasformerebbe la tassa in una sorta di debito fuori bilancio se si decidesse di restituirla negli anni sotto forma di crediti fiscali. E proprio all’Unione Europea ci si rivolge per scongiurare un ritorno alle vecchie regole del Patto che scatterebbero dal 1 gennaio, senza un accordo sulla riforma, e che renderebbero ancora più stretto il sentiero del bilancio. Dall’esecutivo si auspica una intesa entro ottobre ma la Nadef, da chiudere per fine settembre, dovrà inevitabilmente tenere conto della fine delle deroghe sui conti pubblici decise per il Covid. “Dobbiamo impedire che il Patto di stabilità e crescita diventi un Patto che porti alla recessione e al blocco dell’economia europea” ha avvertito Tajani chiamando in causa il commissario Gentiloni che “mi auguro faccia la sua parte per tutelare l’interesse italiano” e anticipando che per “trovare altri fondi per la crescita, si possono privatizzazione alcuni servizi, anche i porti”. Sullo sfondo l’andamento del Pil che da elemento confortante, in vista della manovra, sta diventando un’incognita dopo il calo inatteso del secondo trimestre e mentre si dispiega l’effetto restrittivo degli aumenti dei tassi della Bce. Il “prudente” +1% previsto dal governo nel Def di aprile per il 2023 potrebbe diventare un risultato da festeggiare. Mentre si profila un 2024 meno brillante dopo il taglio delle stime di Bankitalia e Upb. Ma se ne parlerà al prossimo Meeting.

Volkswagen riorganizza l’acquisto di chip: la crisi non è finita

Volkswagen riorganizza l’acquisto di chip: la crisi non è finitaMilano, 24 ago. (askanews) – Volkswagen riorganizza le operazioni di acquisto di chip, aprendo a trattative dirette con i dieci principali player globali, fra cui Nxp, Infineon e Renesas. “Le conseguenze della pandemia da Covid-19 e della relativa crisi dei chip continuano a farsi sentire”, afferma il gruppo tedesco. Volkswagen non ha ancora stretto accordi di fornitura diretta con il principale produttore, la Tsmc di Taiwan. Fino ad oggi per l’acquisto di componenti elettronici come le centraline i fornitori di primo livello (Tier 1) avevano le mani libere, mentre in futuro dovranno coordinarsi con il dipartimento Acquisti del Gruppo Volkswagen, semplificando le catene di fornitura.

“Questo approccio sarà esteso a tutti i Brand del Gruppo attraverso un apposito Comitato, il Semiconductor Sourcing Committee (SSC), che include rappresentanti dei reparti Acquisti e Sviluppo dei brand Volkswagen e di Cariad”, afferma Karsten Schnake, a capo della task force, trasversale a tutti i brand, Compass (Cross Operational Management Parts & Supply Security), istituita nel 2022 per garantire le forniture e ottimizzare la produzione. Il forte aumento della domanda di semiconduttori è legato all’elettrificazione dei veicoli e all’aumento delle funzioni di assistenza alla guida. Nel 1978, nella centralina di una Porsche 911 erano installati 8 semiconduttori. Oggi, una Skoda Enyaq ha 90 centraline, per un totale di circa 8mila componenti elettronici. Fra le conseguenze c’è l’aumento del costo dei componenti elettronici per veicolo, che entro il 2030 sarà più che raddoppiato rispetto all’attuale media di circa 600 euro. Anche il peso del settore automotive come cliente dell’industria dei semiconduttori è in crescita. Oggi, il settore è al quinto posto tra i principali acquirenti, con un volume di acquisti globali di semiconduttori pari a circa 47 miliardi di dollari. Entro il 2030 si prevede che salirà al terzo posto, con un volume di mercato di circa 147 miliardi di dollari.

Consorzio Asti Docg: vendemmia al via con ottime uve, quantità come ’22

Consorzio Asti Docg: vendemmia al via con ottime uve, quantità come ’22Milano, 24 ago. (askanews) – Qualità nel complesso ottima con rese in linea con gli anni precedenti. Sono queste le previsioni per la vendemmia 2023 dell’Asti Docg, con la raccolta al via oggi dall’Acquese seguita nei prossimi giorni dalle zone a maturazione precoce di media collina, per poi estendersi a quelle intermedie a fine mese e chiudersi a settembre in alta collina. Secondo le elaborazioni del Consorzio dell’Asti Docg, attualmente le uve Moscato Bianco si presentano in buone condizioni fitosanitarie con una pressione contenuta degli agenti patogeni quali peronospora e oidio che non ha particolarmente influito sul livello produttivo. Sul fronte quantitativo la produzione dovrebbe attestarsi intorno al milione di quintali (circa 750mila ettolitri), un valore simile a quello raggiunto negli anni precedenti per un corrispettivo di circa cento milioni di bottiglie.

“Il 2023 è stato un anno complesso dal punto di vista metereologico, caratterizzato da periodi di caldo estremo e prolungata siccità alternati a fenomeni avversi come le grandinate di luglio e di agosto che hanno per fortuna colpito solo marginalmente la denominazione” ha spiegato il vicepresidente del Consorzio, Stefano Ricagno, sottolineando che si tratta di “una complessità a cui però imprese e produttori hanno fatto fronte con tecniche sempre più raffinate che hanno contribuito a fronteggiare nel migliore dei modi le avversità del clima. Il potenziale produttivo – ha concluso – resta in linea con gli scorsi anni con l’allegagione proceduta regolarmente tranne in pochi casi estremi dove lo stress idrico e il calo termico legato alle piogge di maggio e giugno si è fatto sentire”.

Stupro di Palermo, torna in carcere il minorenne indagato

Stupro di Palermo, torna in carcere il minorenne indagatoPalermo, 24 ago. (askanews) – Torna in carcere il minorenne accusato, insieme ad altri sei ragazzi, della violenza di gruppo ai danni di una 19enne avvenuta il 7 luglio scorso a Palermo. Si tratterebbe di un aggravamento della misura cautelare che nei giorni scorsi il Gip gli aveva revocato, affidandolo a una comunità e sostenendo che il giovane avesse compiuto una rivisitazione critica del suo comportamento. Contro il provvedimento di scarcerazione aveva presentato ricorso la Procura per i minorenni. Sulla posizione del minorenne sarebbero emersi elementi che avrebbero aggravato le esigenze cautelari a suo carico.

Brics, Guterres: bisogna riformare le strutture di governance mondiale

Brics, Guterres: bisogna riformare le strutture di governance mondialeRoma, 24 ago. (askanews) – “Le strutture di governance mondiale di oggi riflettono il mondo di ieri”, per questo è necessario che vengano riformate, in modo che siano “veramente universali”. Lo ha detto oggi il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ricordando nel suo intervento al vertice Brics in Sudafrica che le istituzioni multilaterali sono state create all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, “quando molti paesi africani erano ancora governati da potenze coloniali e non erano nemmeno presenti al tavolo”.

“Questo è particolarmente vero per il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e per le istituzioni di Bretton Woods”, ha aggiunto Guterres, secondo cui, in assenza di riforme, “la frammentazione è inevitabile”. E “non possiamo permetterci un mondo con un’economia globale e un sistema finanziario divisi, con strategie divergenti sulla tecnologia, compresa l’intelligenza artificiale, e con ambiti di sicurezza contrastanti”, ha ammonito il segretario Onu, spiegando che stime del Fondo monetario internazionale indicano che “una frattura simile potrebbe costare il 7% del Pil globale, un costo che sarebbe sostenuto in modo sproporzionato dai paesi a basso reddito, principalmente in Africa”. Guterres ha quindi lanciato un appello perchè “venga ripristinata con urgenza la fiducia e rafforzato il multilateralismo per il XXI secolo”. Impegno che “richiede il coraggio di scendere a compromessi nelle riforme necessarie per il bene comune”, che “richiede il pieno rispetto della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale, dei valori universali e di tutti i diritti umani: sociali, culturali, economici, civili e politici. E che richiede una solidarietà molto maggiore”, ha concluso.

Vino, nel Trevigiano tre eventi con noti scrittori in spendide Cantine

Vino, nel Trevigiano tre eventi con noti scrittori in spendide CantineMilano, 24 ago. (askanews) – “Contrappunti in Cantina” è un nuovo ciclo di eventi realizzato da “CartaCarbone Festival” e Consorzio Prosecco Doc: tre serate con protagonisti i più interessanti autori e autrici del panorama nazionale che daranno vita a conversazioni inedite, tra aneddoti personali, racconti e scambi con il pubblico, nella cornice delle più belle Cantine vitivinicole del Trevigiano.

Ad aprire la manifestazione, venerdì 8 settembre, nella magnifica Cantina del Castello di Roncade, saranno la celebre scrittrice, traduttrice e saggista di origine armena Antonia Arslan, lo scrittore Alessandro Mezzena Lona e la psicoanalista e scrittrice veneziana Elisabetta Baldisserotto, presentati da Michela Fregona. Il Castello di Roncade è un maestoso complesso Rinascimentale, una delle uniche ville venete pre-palladiane cinta da mura. Venerdì 15 settembre sarà la volta del filosofo, autore e performer teatrale Rick DuFer e dell’autore-attore Roberto Mercadini presentati da Elena Sbrojavacca, ospiti dei suggestivi spazi della Tenuta Giol, maestosa villa veneta sorta sui resti di un forte e poi modificata nei secoli sino ad assumere l’attuale stile Neogotico inglese. Per il suo terzo appuntamento di venerdì 22 settembre, la manifestazione farà tappa da Giusti Wine, con il famoso divulgatore scientifico Piergiorgio Odifreddi, l’autrice e performer Lucia Valcepina e il compositore e performer Massimo Giuntoli presentati da Francesco De Filippo. Le Tenute Giusti Wine circondano il territorio dell’Abbazia di Nervesa della Battaglia, si tratta di una splendida costruzione ipogea, ispirata dai dolci pendii e dalle doline che caratterizzano questa collina. Le serate prevedono la visita alla Cantina accompagnata da degustazione e brindisi e, a seguire, lo show multimediale con gli autori, con la possibilità di incontrarli a fine evento per il tradizionale “firmacopie”. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito con prenotazione consigliata.

“Questo ciclo di eventi arricchisce il numero di iniziative speciali avviate con successo dal Consorzio Prosecco Doc in collaborazione con altre realtà, come ‘Cinema in Cantina’ e ‘Pordenonelegge in Cantina’” ha commentato il presidente del Consorzio, Stefano Zanette, dicendosi “certo che questo format sarò recepito dal pubblico con grande favore e auspico a questa iniziativa tutto il successo che merita”.

”ShowRUM”, festival a Roma dedicato ai distillati di canna da zucchero

”ShowRUM”, festival a Roma dedicato ai distillati di canna da zuccheroRoma, 24 ago. (askanews) – Il più grande parterre di produttori di rum e cachaça nazionali e internazionali torna nella Capitale. Una opportunità per intenditori, appassionati e addetti ai lavori di scoprire le mille sfaccettature dei distillati di canna da zucchero. “ShowRUM – Italian Rum Festival” (https://www.showrum.it/), la manifestazione nazionale giunta alla nona edizione, è in programma domenica 1 ottobre e lunedì 2 ottobre presso il Centro Congressi dell’A.Roma Lifestyle Hotel in via Giorgio Zoega 59.

Il festival è diretto dal fondatore della rassegna Leonardo Pinto, uno dei maggiori esperti di rum in Europa e operante in Italia e all’estero come consulente e trainer per il mercato del Rum e dei distillati a tutti i livelli (brand building, import/export, consulenze di marketing, consulenze per imbottigliatori e brokers, start up). Pinto, conosciuto come “The Rum Searcher”, ha aperto nel 2004 il suo blog Isla de Rum (www.isladerum.com) che in pochi anni è diventato un punto di riferimento del settore trasformando Isla de Rum in una vera e propria azienda. La due giorni di festival presenta, come tutte le edizioni, un numero elevato di brand ed etichette in degustazione. Sono previste masterclass gratuite. Sarà allestita un’area miscelazione interna a cura del Singita Miracle Beach e capitanata da Paolo Sanna. Come ogni anno durante il Festival avrà luogo la premiazione della STC – ShowRUM Tasting Competition, sfida che si svolge tutti gli anni in occasione di ShowRUM. La competizione è la prima al mondo in cui i prodotti vengono divisi per tipologia di alambicco, per invecchiamento e per tipologia di materia prima.

Turchia, banca centrale aumenta drasticamente tassi ufficiali

Turchia, banca centrale aumenta drasticamente tassi ufficialiRoma, 24 ago. (askanews) – La banca centrale turca ha aumentato drasticamente i tassi di interesse in uno dei segnali più chiari che il suo nuovo team economico ha decisamente rotto con anni di politica non ortodossa nel tentativo di arginare l’inflazione galoppante. Il comitato di politica monetaria della banca ha aumentato il tasso repo a una settimana di 7,5 punti percentuali, portandolo al 25%, superando di gran lunga il 20% previsto dagli economisti in un sondaggio FactSet.

Il terzo aumento dei tassi in altrettanti mesi – rileva il Financial Times – sottolinea il drammatico cambiamento nelle politiche economiche della Turchia da quando il presidente Recep Tayyip Erdogan è stato rieletto a maggio. Il governatore della banca centrale Hafize Gaye Erkan ha quasi triplicato i tassi di interesse dalla sua nomina a giugno nel tentativo di raffreddare l’inflazione. “L’aumento dei tassi da parte della banca centrale turca, molto più ampio del previsto, contribuirà notevolmente a rassicurare gli investitori sul fatto che il ritorno all’ortodossia politica è sulla buona strada”, ha affermato Liam Peach di Capital Economics a Londra. “Per quanto riguarda le prospettive macroeconomiche della Turchia, questo potrebbe rappresentare un punto di svolta”.

La decisione di giovedì è stata la prima presa da quando Erdogan ha nominato tre nuovi vice governatori delle banche centrali. Come Erkan, il trio ha ricevuto una calorosa accoglienza da parte degli investitori grazie alle loro forti credenziali professionali e accademiche nel campo della finanza. La forte stretta segna un cambiamento rispetto all’insistenza di lunga data di Erdogan nel mantenere bassi i tassi di interesse, che secondo gli analisti ha causato il surriscaldamento dell’economia turca e ha contribuito a far crollare la lira. Dopo la decisione odierna la valuta è rimbalzata di circa il 2% in più rispetto al dollaro USA a TL26,77, ma rimane ancora vicino ai minimi storici.

La banca centrale ha inoltre avvertito che la debolezza della lira, i recenti aumenti delle tasse e gli aumenti dei salari minimi contribuirebbero ad un ritmo più elevato di crescita dei prezzi. Il mese scorso aveva previsto che l’inflazione avrebbe raggiunto quasi il 60% entro la fine dell’anno rispetto al 48% di luglio. Intanto sono alcuni segnali che le nuove politiche stanno cominciando a dare i loro frutti. Le riserve lorde in valuta estera della banca centrale, scese a livelli insolitamente bassi prima delle elezioni generali, sono aumentate a 69 miliardi di dollari dai 48 miliardi di dollari di maggio. Gli investitori stranieri hanno anche investito 1,7 miliardi di dollari nelle azioni turche su base netta dall’inizio di giugno, secondo i dati della banca centrale.