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Il marketing non va in vacanza, cosa dice Fabio De Lucia (Deraweb)

Il marketing non va in vacanza, cosa dice Fabio De Lucia (Deraweb)Roma, 20 lug. (askanews) – Ne riparliamo a settembre”. Quante volte avete sentito questa frase? Oppure: “ne riparliamo dopo le feste di Natale”. Si sa, tendenza molto italiana è quella di fermare la nazione nei mesi di agosto e dicembre, nonostante il mondo, oggi, preveda un business attivo 365 giorni l’anno, 7 giorni su 7, 24 h su 24. Ma la mentalità italiana è quella di procrastinare ai mesi di settembre e gennaio decisioni, investimenti, azioni che per un’impresa sono vitali. Niente di più sbagliato perché ogni impresa, anche piccola, dovrebbe comprendere che il servizio al cliente e soprattutto l’attività di acquisizione clientela non va mai in vacanza. Mai”, spiega Fabio De Lucia, Ceo di Deraweb, società specializzata in marketing digitale per imprese e liberi professionisti.

“Non fraintendiamoci, il lavoro nella vita non è tutto e il riposo è importante ma per essere competitivi gli imprenditori italiani devono comprendere che bisogna tenere sempre attivi i sistemi di acquisizione e sviluppo clientela”. Questo significa che con una corretta programmazione è possibile avere sempre in attività gli strumenti utili a una perfetta “customer journey”, ossia, al “viaggio del cliente” che parte dalla semplice interazione, sino all’acquisto e i processi post acquisto. “Posso confermare – prosegue De Lucia – che purtroppo la legge di Pareto è valida anche in questo caso: l’80% delle imprese italiane non ha consapevolezza degli strumenti digitali di cui dispone per poter vincere la sfida del mercato moderno. E quel 20% che le attua, detiene l’80% del mercato”. Il principio di Vilfredo Pareto, per quanto si basi su valutazioni empiriche è confermato da un sondaggio svolto proprio da Deraweb che ha intervistato oltre 2000 titolari d’impresa italiani. Bene, non più di 400 di essi hanno attivo un sistema di marketing online, mentre i restanti 1600 lasciano al caso il loro sistema di acquisizione clienti e soprattutto, non sono attivi tutto l’anno per sviluppare affari. Nel 2022 in Italia, secondo Confesercenti, hanno abbassato definitivamente la saracinesca 43.000 imprese, circa 120 al giorno: ma dovremmo chiederci, quante di queste hanno trascurato l’importanza del marketing? “Ciò che non si comprende – chiarisce l’esperto – è che il sistema informatico – digitale, oggi supportato anche da sistemi di avanguardia di intelligenza artificiale, a differenza dell’uomo, lavora costantemente: infatti un sito web lavora 24 h al giorno, 7 giorni su 7: un circuito di newsletter e automazione, una volta programmato viaggia in autonomia. I sistemi moderni permettono un’interazione relazionale di base col cliente”.

Buona parte dei titolari d’impresa italiani (il famoso 80% della legge di Pareto), utilizzano gli strumenti digitali quasi per “moda” o “perché lo fanno tutti” e così, anziché comprendere che dietro un sistema di marketing attivo si cela lo sviluppo di un’impresa, purtroppo la mancanza di programmazione, visione e metodo porta a sterili tentativi che non permettono di raggiungere risultati. “La colpa non è solo dei titolari d’impresa: buona parte della colpa è anche delle stesse web agency o degli addetti di settore i quali, anziché guidare i clienti con piani di marketing strategici, agiscono o con fare esclusivamente creativo o eseguendo con fare ‘zerbiistico’ le richieste delle aziende. Un piano di marketing vero ha delle basi, tra le quali il posizionamento nel mercato, la definizione di una strategia e un’altissima attenzione al ROI (ritorno dell’investimento): ecco perché chi davvero crea un percorso specifico, sa, che il marketing non va mai in vacanza ed è un alleato fondamentale di crescita. Aggiungo un elemento importante: gran parte degli acquisti online avvengono nei festivi e nelle ore serali. Gran parte della richiesta di informazioni verso un’azienda, brand o prodotti avvengono nelle ore di pausa pranzo o in orari prettamente post lavoro. E sapete perché? Perché gli utenti sono rilassati e quando siamo in una fase di rilassatezza siamo più propensi all’acquisto”. Qual è dunque il consiglio? “È triplice: il primo, è quello di creare un piano di marketing online e offline attivo per tutto l’anno. E non si può improvvisare, né abbozzare: bisogna rivolgersi a consulenti d’impresa che abbiano competenze nell’asse marketing – comunicazione – vendite. Il secondo, è quello di fare in modo che l’impresa sia operativa ad agosto: programmando una rotazione del personale (anche se in azienda si è pochi) permette di avere sempre un servizio pronto a soddisfare i clienti e ad acquisirne di nuovi. Il terzo – conclude Fabio De Lucia – è che il mondo è cambiato: il business non va mai in vacanza. Gli esseri umani sì, ed è giusto si godano il periodo di vacanza e riposo ma i sistemi informatici e digitali devono lavorare per noi 365 giorni l’anno”.

Offerti a Corona file segreti su Messina Denaro, arrestati politico e carabiniere

Offerti a Corona file segreti su Messina Denaro, arrestati politico e carabinierePalermo, 20 lug. (askanews) – Volevano vendere al fotografo catanese Fabrizio Corona documenti segreti sulle indagini sulla cattura del boss Matteo Messina Denaro, per questo per un carabiniere e un politico di Mazara del Vallo sono stati disposti gli arresti domiciliari. Uno dei protagonisti di questa storia è un maresciallo dei carabinieri, Luigi Pirollo, in servizio al nucleo Operativo della Compagnia di Mazara del Vallo: ha trafugato più di 700 file dal server dell’Arma. Complice, Giorgio Randazzo, di ricettazione.

L’indagine è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido. Secondo la ricostruzione dei pm, il carabiniere, in servizio al N.O.R. della Compagnia di Mazara del Vallo, si è introdotto illegalmente nel sistema informativo dell’Arma, ha estratto copia di 786 file riservati relativi alle indagini sulla cattura del padrino, arrestato dal Ros il 16 gennaio scorso, e li ha consegnati a Randazzo. Quest’ultimo, secondo le accuse, ha contattato Corona e ha cercato di vendergli i documenti top secret. I carabinieri hanno perquisito la casa milanese di Corona, indagato per ricettazione.

Usa avranno sei nuove basi a Papua, in funzione anti-Cina

Usa avranno sei nuove basi a Papua, in funzione anti-CinaRoma, 20 lug. (askanews) – Gli Stati uniti puntano a continuare a rafforzare la loro presenza militare nel Pacifico. I militari americani avranno accesso a sei ulteriori siti in Papua Nuova Guinea, inclusa una base navale, per 15 anni sulla base di un accordo di difesa raggiunto tra i due paesi. Lo scrive Nikkei Asia.

Si tratta di un’ulteriore svolta nella vera e propria corsa che si è innescata tra Pechino e Washington per realizzare alleanze e convergenze nel Pacifico. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato martedì che il segretario alla Difesa Lloyd Austin visiterà la Papua Nuova Guinea e l’Australia alla fine di questo mese. Riferendosi all’accordo di difesa firmato con la Papua Nuova Guinea a maggio, il Pentagono ha sottolineato che Austin “discuterà i prossimi passi” come metterlo in pratica.

Secondo il Nikkei ha ottenuto il testo completo dell’accordo, i governi di entrambi i paesi rilasceranno ufficialmente il testo dell’accordo dopo che sarà stato ratificato dal Parlamento nazionale della Papua Nuova Guinea. Il testo afferma che l’accordo ha l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni di difesa e affrontare le “sfide di sicurezza condivise”. Sarà valido per 15 anni e prorogato se non ci sono obiezioni da nessuna delle parti. L’esercito americano utilizzerà la base navale di Lombrum e l’aeroporto di Momote nel nord della Papua Nuova Guinea, così come i porti e gli aeroporti della capitale Port Moresby e Lae nel centro del paese.

L’isola di Manus, sede della base navale di Lombrum, è strategicamente situata nell’Oceano Pacifico ed è stata teatro di feroci battaglie tra Stati Uniti e Giappone durante la seconda guerra mondiale. L’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump ha annunciato nel 2018 che gli Stati Uniti avrebbero partecipato all’espansione della base. In collaborazione con l’Australia, gli Stati Uniti hanno esplorato l’uso della base nel medio-lungo termine. L’accordo prevede che la base venga utilizzata per “operazioni di emergenza”, oltre che per la risposta ai disastri naturali e per gli aiuti umanitari. Gli Stati Uniti potrebbero utilizzare la Papua Nuova Guinea come base operativa in caso di scontro con la Cina nello Stretto di Taiwan o nel Mar cinese meridionale.

La Cina, dal canto suo, sta stringendo legami più forti con le Isole Salomone. A luglio, Manasseh Sogavare, il primo ministro del paese, ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. La nazione insulare del Pacifico ha aperto un’ambasciata a Pechino e ha firmato un accordo di cooperazione di polizia con la Cina. Pechino e le Isole Salomone hanno firmato un patto di sicurezza nell’aprile 2022. Sebbene i contenuti non siano stati divulgati, gli Stati uniti sono diventati sempre più preoccupati che l’esercito cinese possa utilizzare le Isole Salomone come base operativa a medio-lungo termine.

Al Cern prima osservazione di neutrini prodotti dal collisore LHC

Al Cern prima osservazione di neutrini prodotti dal collisore LHCRoma, 20 lug. (askanews) – Sfruttare il Large Hadron Collider (LHC) del Cern come sorgente per lo studio di neutrini, particelle elementari caratterizzate da una scarsissima interazione con la materia, emessi a seguito delle collisioni tra protoni all’interno del super acceleratore. Questo l’obiettivo della collaborazione internazionale SND@LHC, che vede un fondamentale contributo dell’Infn, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Dopo aver portato a termine la realizzazione del proprio apparato sperimentale nel marzo dello scorso anno, le ricercatrici e i ricercatori di SND@LHC, insieme ai colleghi della collaborazione Faser – altro esperimento al Cern che studia neutrini – hanno pubblicato ieri, mercoledì 19 luglio, sulla rivista “Physical Review Letters”, i primi risultati dell’analisi dei dati acquisiti nel corso del 2022, da cui emerge la prima osservazione di neutrini muonici di alta energia prodotti da LHC.

Oltre ad aprire una nuova finestra utile a indagare le proprietà dei neutrini, la misura, la prima del suo genere, – evidenzia l’Infn – rappresenta un importante successo tecnologico, confermando la capacità del sistema di rivelazione adottato da SND@LHC di individuare particelle tanto elusive. Al risultato, indicato come “editors’s suggestions” da “Physical Review Letters”, è stato dedicato anche un “Viewpoint article” nel Physics Magazine della Società Americana di Fisica. Approvato nel marzo del 2021, l’esperimento Scattering and Neutrino Detector (SND@LHC) è stato installato a 480 metri dall’esperimento Atlas in un in un tunnel in disuso che collega LHC all’SPS e ha come scopo l’individuazione e lo studio dell’elevato numero di neutrini di tutti e tre i sapori (elettronico, muonico e tauonico) che un collisore come LHC è in grado di produrre, finora sfuggiti a un’osservazione diretta a causa della loro bassa probabilità di interazione e della loro traiettoria parallela all’asse di collisione, che rende questi neutrini ‘invisibili’ agli altri esperimenti di LHC.

“Gli esperimenti a LHC hanno sinora associato la presenza di neutrini alla rivelazione di energia mancante nella ricostruzione dei prodotti delle interazioni”, spiega Giovanni De Lellis, responsabile internazionale della collaborazione SND@LHC, ricercatore Infn e professore all’Università “Federico II”. “SND@LHC è stato progettato con l’obiettivo di rivelare queste particelle, di grande interesse per la fisica in quanto caratterizzate da energie molto elevate e non ancora esplorate, estendendo il potenziale scientifico degli altri esperimenti di LHC”. SND@LHC presenta dimensioni ridotte rispetto alle altre tipologie di esperimenti dedicati allo studio dei neutrini attualmente in corso. Esso è costituito da due regioni. In quella più a monte ci sono lastre di tungsteno, per un peso complessivo di circa 800 kg, intervallate da film di emulsioni nucleari, in grado rivelare con estrema precisione l’interazione dei neutrini, e da sistemi traccianti elettronici basati su fibre scintillanti per la misura dell’instante in cui avvengono gli eventi di interazione e della loro energia elettromagnetica. La regione finale dell’esperimento è invece dotata di calorimetro adronico e un sistema di riconoscimento dei muoni.

“Il motivo che ha consentito la realizzazione di un apparato sperimentale di dimensioni contenute è legato all’elevato numero di collisioni di LHC, che si traducono in un altrettanto elevato flusso di neutrini nella direzione in avanti. L’ingente numero di neutrini, insieme alle loro alte energie, alla cui crescita corrisponde una maggiore probabilità di interazione, rendono possibile la loro rivelazione anche con apparati più compatti di quelli oggi impiegati nell’indagine sui neutrini grazie anche alla relativa vicinanza dell’apparato alla sorgente”, prosegue Giovanni De Lellis. Grazie alle sue caratteristiche, SND@LHC è stato in grado di discriminare i soli eventi dovuti all’interazione tra l’apparato sperimentale e i neutrini prodotti dall’acceleratore nel campione di dati acquisiti nel 2022, costituito da diversi miliardi di muoni. SND@LHC ha osservato 8 eventi candidati interazioni di neutrino muonico, con una significatività statistica superiore a quella necessaria in fisica per confermare un’osservazione.

“Con questi primi risultati dell’analisi dei dati raccolti nel 2022, l’esperimento SND@LHC ha aperto una nuova frontiera nello studio dei neutrini e nella ricerca di materia oscura”, illustra Giovanni De Lellis. “Abbiamo osservato neutrini dal collider con una significatività superiore alle 5 sigma. Alla luce del fatto che una buona parte dei neutrini è originata dai decadimenti di quark pesanti, essi costituiscono un modo unico per studiare la produzione di questi quark, inaccessibile ad altri esperimenti. Queste misure sono anche rilevanti per predire il flusso di neutrini di altissime energie prodotti nei raggi cosmici, sicché l’esperimento fa da ponte tra la fisica degli acceleratori e quella delle astroparticelle”. L’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare svolge un ruolo centrale all’interno della collaborazione con i gruppi delle Università e dell’Infn di Bari, Bologna e Napoli. L’Infn ha infatti costruito il bersaglio dei neutrini e il sistema di identificazione dei muoni, ed è attualmente responsabile dell’analisi dati. “Questo risultato apre una nuova era, quella della fisica dei neutrini da collisionatore, un nuovo filone di ricerca che l’INFN, sulla base delle proprie riconosciute competenze in questo settore di ricerca, ha contribuito a inaugurare. Questo è il primo risultato: l’indagine proseguirà con lo studio di neutrini muonici a più alta statistica e con la rivelazione di neutrini elettronici e del tau, nonché con la ricerca di materia oscura, grazie alle caratteristiche uniche dell’apparato sperimentale”, conclude De Lellis.

Kissinger vede Xi, viaggio “privato” ma con accoglienza da leader

Kissinger vede Xi, viaggio “privato” ma con accoglienza da leaderRoma, 20 lug. (askanews) – La sorprendente visita di Henry Kissinger in Cina, che è culminata oggi con un colloquio “a cuore aperto” con il presidente Xi Jinping, ha avuto una lunga e accurata preparazione, come è ovvio quando si tratta di protocollo cinese e di un viaggio d’un uomo che ha ormai compiuto 100 anni. Lo racconta oggi il South China Morning Post.

L’ex segretario di stato americano si è recato a Pechino per un “viaggio privato”, ma in realtà ha ricevuto onori da capo di stato e ha potuto avere un accesso alla leadership cinese che gli ultimi esponenti dell’amministrazione Biden che si sono affacciati a Pechino – la segretaria al Tesoro Janet Yellen e l’inviato speciale per il clima e a sua volta ex segretario di stato John Kerry – non hanno ottenuto. Segno del grande prestigio personale di cui Kissinger gode in Cina, che gli consente un approccio informale al pensiero dei vertici della seconda potenza economica del mondo. Non a caso – secondo quanto hanno riferito i media cinesi – Xi ha ricevuto oggi Kissinger nella guesthouse per gli ospiti di stato Diaoyutai a Pechino, come se fosse appunto un alto funzionario ufficiale di una nazione straniera. “Kissinger ha appena festeggiato il suo centesimo compleanno e lei ha visitato la Cina più di 100 volte. La combinazione di queste due ‘centinaia’ rende la sua visita in Cina di particolare significato”, ha affermato Xi. “I cinesi apprezzano l’amicizia e non dimenticheremo mai il nostro vecchio amico, il suo contributo storico alla promozione dello sviluppo delle relazioni Usa-Cina e al rafforzamento dell’amicizia tra cinesi e americani”, ha continuato il presidente cinese, facendo un riferimento al ruolo avuto da Kissinger nella diplomazia che portò al riconoscimento americano della Repubblica popolare cinese, nella costruzione della storica visita dell’allora presidente Richard Nixon a Pechino, nel 1972, quando fu ricevuto dal fondatore della Cina comunista Mao Zedong.

“Il mondo sta attualmente subendo grandi cambiamenti nella struttura internazionale. Cina e Stati Uniti sono ancora una volta al bivio e le due parti si trovano a dover fare un’altra scelta. Guardando al futuro, la Cina e gli Stati Uniti possono raggiungere il successo reciproco e la prosperità comune. La chiave è seguire i tre principi del rispetto reciproco, della coesistenza pacifica e della cooperazione vantaggiosa per tutti”, ha detto inoltre il leader cinese, volgendo lo sguardo a temi più internazionali. Su questa base ha proseguito – “la Cina è disposta a discutere con gli Stati Uniti su come i due paesi possono andare d’accordo e promuovere il costante sviluppo delle relazioni sino-americane, il che è vantaggioso per entrambe le parti e anche per il mondo”. Kissinger – a quanto risulta dal resoconto fornito dal ministero degli Esteri cinese – ha espresso la sua gratitudine al presidente Xi Jinping per aver scelto di incontrarlo nell’edificio 5 della Diaoyutai State Guesthouse, dove incontrò i leader cinesi – Mao e l’allora primo ministro Zhou Enlai – durante la sua storica prima visita in Cina, nel 1971. “La relazione Usa-Cina – ha detto ancora l’anziano ex segretario di Stato – è di vitale importanza per la pace e la prosperità di entrambi i paesi e del mondo. Nella situazione attuale, dovremmo rispettare i principi fissati nel ‘Comunicato di Shanghai’, comprendere l’estrema importanza del principio dell”Unica Cina’ per la Cina e promuovere lo sviluppo delle relazioni Usa-Cina in una direzione positiva. Sono disposto a continuare a compiere sforzi per migliorare la comprensione reciproca tra il popolo degli Stati Uniti e della Cina”

Secondo il SCMP, che ha sentito una fonte a conoscenza dei dettagli della visita, il viaggio di Kissinger era stato pianificato almeno due mesi fa. Questo farebbe tacere una serie di speculazioni che vertono sul fatto che il viaggio di Kissinger abbia coinciso – di datto oscurandolo – con il viaggio di Kerry. In realtà l’andata di Kissinger sarebbe stata pianificata prima dell’annuncio della visita dell’inviato di Joe Biden per la decarbonizzazione. Kissinger, oltre a Xi, ha incontrato anche il ministro della Difesa cinese Li Shangfu – una personalità sottoposta a sanzioni da parte degli Stati uniti – e il capo della politica estera del Partito comunista cinese Wang Yi. Non ha visto invece il ministro degli Esteri Qin Gang che non fa uscite pubbliche da almeno tre settimane e questo continua ad alimentare speculazioni.

Su quanto la visita dell’anziano ex segretario di stato sia apprezzata a Washington non c’è chiarezza. Due giorni fa il Dipartimento di Stato ha precisato che Kissinger non è in Cina in rappresentanza degli Stati uniti e che il segretario di Stato Antony Blinken è stato informato della possibilità di una visita del centenario un mese fa, quando a sua volta è stato in Cina e ha incontra anche Xi. Ieri Wang ha definito Kissinger un “vecchio amico”, ma ha chiarito che, se Washington punta a contenere l’ascesa cinese si illude. “La Cina mantiene un alto grado di continuità nella sua politica nei confronti degli Stati Uniti e segue fondamentalmente i principi di rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione vantaggiosa per tutti, come propost dal presidente Xi Jinping”, ha affermato. “Lo sviluppo della Cina – ha proseguito – ha un forte slancio endogeno e un’inevitabile logica storica. È impossibile cercare di trasformare la Cina, ed è ancora più impossibile accerchiare e contenere la Cina”. Kissinger, dal canto suo, ha affermato cdi essere preoccupato per lo stato dei rapporti Usa-Cina e di essere favorevole agli sforzi per migliorare le relazioni tra i due paesi. “Non importa quanto sia difficile, entrambe le parti dovrebbero trattarsi alla pari e mantenere i contatti. È inaccettabile cercare di isolarsi o separarsi gli uni dagli altri”, ha detto Kissinger, secondo un resoconto fornito dal ministero degli Esteri dell’incontro con Wang.

Eso, trovato possibile gemello di un pianeta con la stessa orbita

Eso, trovato possibile gemello di un pianeta con la stessa orbitaRoma, 20 lug. (askanews) – Usando ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), alcuni astronomi hanno trovato il possibile “gemello” di un pianeta in orbita intorno a una stella lontana. L’equipe ha rilevato una nuvola di detriti che sembra condividere l’orbita del pianeta e che, ritengono gli scienziati, potrebbe rappresentare il materiale costitutivo per un nuovo pianeta oppure i resti di uno formato in precedenza. Se confermata, – informa l’Eso – questa scoperta sarebbe la prova più stringente finora che due esopianeti possono condividere la stessa orbita.

“Vent’anni fa era stato previsto in teoria che coppie di pianeti di massa simile potessero condividere la stessa orbita intorno alla propria stella, i cosiddetti pianeti troiani o co-orbitali. Per la prima volta, abbiamo trovato prove a favore di questa idea”, afferma Olga Balsalobre-Ruza, una studentessa del Centro di astrobiologia di Madrid, in Spagna, che ha guidato l’articolo pubblicato su “Astronomy & Astrophysics”. I Troiani, corpi rocciosi nella stessa orbita di un pianeta, sono comuni nel Sistema Solare: l’esempio più famoso sono gli asteroidi troiani di Giove – più di 12.000 corpi rocciosi che condividono la stessa orbita intorno al Sole del gigante gassoso. Gli astronomi prevedono che i troiani, in particolare i pianeti troiani, potrebbero esistere anche intorno a una stella diversa dal Sole, ma le prove di questo sono scarse. “Gli ‘esotroiani’ – i pianeti troiani al di fuori del sistema solare – sono stati finora come unicorni: in teoria possono esistere, ma nessuno li ha mai visti”, afferma il coautore Jorge Lillo-Box, ricercatore senior presso il Center for Astrobiology.

Adesso, un gruppo internazionale di scienziati ha utilizzato ALMA, di cui l’ESO è partner, per trovare la prova osservativa più forte dell’esistenza dei pianeti troiani, nel sistema PDS 70. Si sa che questa giovane stella ospita due pianeti giganti simili a Giove, PDS 70b e PDS 70c. Analizzando le osservazioni ALMA d’archivio del sistema, l’equipe ha individuato una nube di detriti nella posizione dell’orbita di PDS 70b in cui si prevede si possano trovare i troiani. I troiani occupano le cosiddette zone lagrangiane, due regioni estese nell’orbita di un pianeta dove la materia può rimanere intrappolata grazie all’attrazione gravitazionale combinata della stella e del pianeta. Studiando queste regioni dell’orbita di PDS 70b, gli astronomi hanno rilevato un segnale debole da una di esse, che indica la possibile presenza di una nube di detriti con una massa fino a circa due volte quella della Luna.

L’equipe ritiene che questa nube di detriti potrebbe indicare un mondo troiano o un pianeta in via di formazione in questo sistema. “Chi potrebbe immaginare due mondi che condividono la durata dell’anno e le condizioni di abitabilità? Il nostro lavoro è la prima prova che questo tipo di mondo potrebbe esistere”, afferma Balsalobre-Ruza. “Possiamo immaginare che un pianeta possa condividere la sua orbita con migliaia di asteroidi come nel caso di Giove, ma per me è strabiliante pensare che due pianeti possano condividere la stessa orbita”. “La nostra ricerca è il primo passo per cercare pianeti coorbitali in epoche molto iniziali di formazione”, afferma la coautrice Nuria Huélamo, ricercatrice senior presso il Center for Astrobiology. “Apre nuove domande sulla formazione dei troiani, su come si evolvono e quanto sono frequenti nei diversi sistemi planetari”, aggiunge Itziar De Gregorio-Monsalvo, capo dell’Ufficio dell’Eso per la scienza in Cile, che pure ha contribuito alla ricerca.

Per confermare definitivamente la scoperta, l’equipe dovrà attendere fino a dopo il 2026, quando mireranno a utilizzare ALMA per vedere se sia PDS 70b che la sua nube gemella di detriti si sono mossi in modo significativo lungo la loro orbita comune intorno alla stella. “Questo sarebbe un notevole passo avanti nel campo esoplanetario”, afferma Balsalobre-Ruza. “Il futuro in questo campo si mostra molto entusiasmante e attendiamo con impazienza le capacità della schiera estesa di ALMA, pianificata per il 2030, che miglioreranno notevolmente la possibilità dello strumento di caratterizzare i trioani in molte altre stelle”, conclude De Gregorio-Monsalvo.

In Italia il 2022 l’anno più caldo e meno piovoso dal 1961

In Italia il 2022 l’anno più caldo e meno piovoso dal 1961Roma, 20 lug. (askanews) – Il 2022 in Italia è risultato l’anno più caldo dal 1961 superando di 0,58°C il precedente record assoluto del 2018 e di 1,0°C il valore del precedente anno 2021. Il 2022 è stato anche l’anno meno piovoso dal 1961 segnando un -22% rispetto alla media climatologica 1991-2020, con precipitazioni inferiori alla norma (-39%) da gennaio a luglio.

É quanto emerge dal Rapporto “Clima in Italia nel 2022”, pubblicato dall’Ispra con cadenza annuale dal 2006 e che quest’anno, grazie al coinvolgimento del Sistema nazionale per la protezione ambientale (SNPA), si arricchisce di approfondimenti sul clima anche a scala regionale e locale, nonché su aspetti idro-meteo-climatici e meteo-marini più rilevanti dell’anno in esame. Mentre a scala globale, sulla terraferma, il 2022 è stato il quinto anno più caldo della serie storica, in Italia con un’anomalia media di +1,23°C rispetto al valore climatologico 1991-2020, il 2022 è risultato l’anno più caldo dal 1961, superando di 0,58°C il precedente record assoluto del 2018 e di 1°C il valore del precedente anno 2021. Tutti i mesi dell’anno sono stati più caldi della media, a esclusione di marzo e aprile: anomalie superiori a 2°C si sono registrate a giugno (con il picco di +3,09°C) e nei mesi di luglio, ottobre e dicembre. L’anomalia più marcata in estate (+2,18°C), seguita dall’autunno (+1,38°C) e dall’inverno (+0,58°C).

Il 2022 è stato l’anno meno piovoso dal 1961, segnando un -22% rispetto alla media climatologica 1991-2020, con precipitazioni inferiori alla norma (-39%) da gennaio a luglio. Le anomalie sono state più marcate al Nord (-33%), seguite dal Centro (-15%) e dal Sud e Isole ( 13%). A scala nazionale i mesi relativamente più secchi sono stati ottobre (-62%) e gennaio (-54%), mentre il mese relativamente più piovoso è stato agosto (+69%). Le prolungate condizioni di siccità, associate alle alte temperature, – rileva il Rapporto – hanno determinato una forte riduzione della disponibilità naturale di risorsa idrica: stimata per l’Italia una disponibilità annua di 221,7 mm (ca. 67 km3), che rappresenta il minimo storico dal 1951 a oggi, e delinea una riduzione di circa il 50% rispetto alla disponibilità annua media di risorsa idrica stimata per l’ultimo trentennio climatologico 1991-2020. Nel 2022 non sono mancati eventi estremi di precipitazione, in alcuni casi eccezionali. Particolarmente rilevante è stato il tragico evento che il 15 settembre ha investito le Marche, dove un sistema temporalesco autorigenerante e stazionario ha causato fenomeni intensi e localizzati, con precipitazioni giornaliere che hanno superato localmente i 400 mm. A fine novembre 2022, l’Alto Adriatico è stato interessato da un evento meteo-marino eccezionale, connesso al fenomeno della ciclogenesi alpina, che ha fatto temporaneamente registrare valori di innalzamento del livello del mare sotto costa anche superiori a 200 cm (tra i più alti delle serie storiche esistenti), che hanno reso necessaria l’attivazione delle barriere del MOSE di Venezia.

Da ricordare anche l’evento drammatico del 26 novembre a Ischia, con precipitazioni intense e massimi di 176,8 mm in 24 ore, presso la stazione di Forio d’Ischia e 13,4 mm in 10 minuti, presso la stazione di Monte Epomeo, che ha innescato colate di fango e causato la perdita di vite umane e ingenti danni al territorio. L’inverno 2022 è stato caratterizzato da una copertura nevosa esigua rispetto agli ultimi decenni e che si è fusa velocemente nei mesi primaverili ed estivi a causa delle alte temperature: nel mese di maggio è stata stimata una superficie inferiore a 5.000 km2, paragonabile a una situazione tipica di fine giugno-luglio. Il protrarsi nel corso dell’anno di questa, finora rara, combinazione di precipitazioni nevose molto scarse e temperature decisamente sopra le medie climatologiche, – rileva il Rapporto – ha contribuito ad alimentare le condizioni di forte siccità, oltre ad avere pesanti conseguente sui ghiacciai alpini che già a partire dai primi giorni di giugno si sono ritrovati in gran parte scoperti da neve: la fusione glaciale 2022 nel settore nord-occidentale delle Alpi è stata quattro volte più intensa rispetto alla media degli ultimi 20 anni.

Agricoltura e rinnovabili insieme per transizione ecologica in Puglia

Agricoltura e rinnovabili insieme per transizione ecologica in PugliaMilano, 20 lug. (askanews) – La siccità dello scorso anno, le catastrofiche alluvioni di quest’estate e le ondate di calore che stanno uccidendo migliaia di persone e danneggiando il comparto agroalimentare italiano, non lasciano più margini al dubbio. Occorre un’alleanza tra il mondo delle rinnovabili e il mondo agricolo per abbandonare definitivamente i combustibili fossili in favore di energie pulite, come quella solare o eolica, per abbattere le emissioni all’origine dei cambiamenti climatici. Una transizione energetica ed ecologica è possibile attraverso un approccio sistemico. È questo il focus del convegno “Agricoltura e rinnovabili insieme per la transizione ecologica della Puglia. Le best practice amiche del paesaggio e del mare”, promosso da Fondazione UniVerde, Società Geografica Italiana, Coldiretti Puglia con la main partnership di Renexia, in programma a Taranto venerdì 28 luglio, al Jonian Dolphin Conservation (Ketos Centro euromediterraneo del mare e dei cetacei, Palazzo Amati – Vico Vigilante snc).

L’obiettivo condiviso è quello di avviare un percorso che consenta al settore primario e all’industria delle rinnovabili di creare sinergie e disegnare nuovi modelli di sostenibilità amici del paesaggio, delle tradizioni agricole e del mare. Così come l’eolico offshore si sta impegnando a rispettare gli ecosistemi marini, il fotovoltaico può collaborare con le imprese agricole anche per una multifunzionalità sostenibile. La Puglia è una regione di opportunità, caratterizzata da un comparto agricolo di altissima qualità e apripista nella diffusione di nuove tecnologie per la produzione di energia rinnovabile. Una delle best practice che saranno presentate è infatti il lavoro svolto per il rispetto dei cetacei da Renexia insieme allo Jonian Dolphin Conservation proprio a Taranto nella realizzazione di Beleolico, il primo impianto eolico marino offshore d’Italia e dell’intero Mediterraneo. Allo stesso modo i sistemi agrivoltaici possono rappresentare un efficace strumento della transizione ecologica nel rispetto e nella valorizzazione delle attività e delle imprese agricole. Il dibattito sarà introdotto dai saluti di benvenuto di Rinaldo Melucci (Sindaco di Taranto) e Carmelo Fanizza (Presidente Jonian Dolphin Conservation). A seguire, si terrà l’introduzione dei lavori a cura di Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente Fondazione UniVerde e componente Consiglio Direttivo della Società Geografica Italiana) e Savino Muraglia (Presidente Coldiretti Puglia). Si proseguirà con la presentazione della best practice di Renexia a cura di Riccardo Toto (Direttore Generale Renexia). Faranno seguito gli interventi di Vannia Gava (Viceministro dell’ambiente e della sicurezza energetica), Patty L’Abbate (Vicepresidente Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, Camera dei Deputati), Mario Turco (Componente commissione permanente finanze e tesoro, Senato della Repubblica), Giacomo Aiello (Capo di Gabinetto del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste), Giuseppe Catalano (Capo di Gabinetto della Regione Puglia), Fabrizio Manzulli (Vicesindaco e Assessore allo sviluppo economico e all’innovazione, Comune di Taranto).

Fabrizio Venturi premiato al “Marateale” per la missione in Ucraina

Fabrizio Venturi premiato al “Marateale” per la missione in UcrainaMilano, 20 lug. (askanews) – Sarà il cantautore Fabrizio Venturi, direttore artistico del Festival della Canzone Cristiana di Sanremo, a ricevere il premio al premio “Marateale” nell’ambito della quindicesima edizione di “Marateale – Premio internazionale Basilicata”, in programma al Teatro sul mare dell’Hotel Santavenere di Matarea dal 25 al 29 luglio. Il riconoscimento è stato assegnato a Venturi per l’impegno sociale profuso nella realizzazione della sua missione di Pace in Ucraina e come primo artista italiano foriero di un messaggio di speranza al popolo ucraino devastato dalla guerra.

“Il Cinema contro la guerra” sarà uno dei temi principali che saranno affrontati durante la XV edizione del Festival Maratale. Il Direttore Nicola Timpone, infatti, è reduce dalla missione di Pace in Ucraina del Festival della Canzone Cristiana, condotta da Fabrizio Venturi e dal giornalista Biagio Maimone, in occasione della Festa della Repubblica Italiana tenutasi a Kiev, il 2 giugno, organizzata da l’Ambasciata d’Italia. Timpone, dopo aver incontrato alcuni Sindaci ucraini, ha avuto modo di visitare l’Ospedale Pediatrico Nazionale Kyiv Regional Children’s Hospital. “Grazie al vostro Paese molti bambini ucraini sono stati curati in Italia. Nel nostro Centro Pediatrico lavorano 100 chirurghi e 160 infermieri. Stiamo aprendo diversi reparti, tra cui quello di oncologia e chiediamo sostegno” ha dichiarato il Ceo dell’Ospedale Kateryna Savinova. Erano presenti all’incontro diversi primari di Ospedali, tra cui anche il Direttore di un Ospedale civile devastato dagli attacchi militari dell’esercito russo. Alcuni di essi emozionati hanno raccontato le atrocità subite dalla popolazione a causa della guerra ed il loro straziante dolore. “La visita in Ucraina, in occasione della Festa della Repubblica italiana, mi ha fatto capire il forte legame esistente tra il nostro Paese e il popolo ucraino. L’Italia riveste un ruolo fondamentale nella missione di Pace, per quanto attiene la diplomazia. L’Ucraina è una nazione che ha voglia di rinascere, di ricostruire, di tornare a vivere. Osservando le atrocità della guerra sono stato profondamente colpito dagli occhi smarriti dei bambini innocenti, i quali sono costretti a subire l’atroce devastazione della guerra, strappati dai magici sogni dell’infanzia, da cui è lontano il male e la sofferenza. Ad essi mi sono sentito molto vicino ed ho voluto esprimere il mio affetto profondo”, ha commentato Nicola Timpone. Nicola Timpone e il giornalista Biagio Maimone, anch’egli in visita a Kiev, hanno chiesto la candidatura dell’Area Sud della Basilicata a Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ottenendo il sostegno del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e della Regione Basilicata Vito Bardi.

Tra le altre celebrità annunciate per la XV edizione della kermesse si annoverano Giancarlo Giannini, Carlo Verdone, Liz Hurley, Barbara d’Urso, Fabrizio Venturi, Francesca Fagnani, Edoardo Leo, Rocco Papaleo, Paolo Genovese, i ragazzi della fiction “Mare fuori”, Pio & Amedeo, Laura Chiatti, Marco Bocci, Ema Stokholma, Ermal Meta, Enzo Abitabile e i produttori Tarak Ben Ammar e Gianluca Corti.

Spagna, ultimo dibattito, ‘vince’ la sinistra, leader PP assente

Spagna, ultimo dibattito, ‘vince’ la sinistra, leader PP assenteRoma, 20 lug. (askanews) – A tre giorni dal voto, la sinistra ‘unita’ spagnola – Partito Socialista e Sumar – ‘vince’ l’ultimo dibattito secondo gli analisti dando una buona prova di coesione davanti a una coalizione di destra in difficoltà. Il premier Sanchez (socialista) e la sua vice, la leader di Sumar Yolanda Diaz si sono ritrovati assieme contro il solo leader dell’estrema destra di Vox Santiago Abascal. Assente – “si vergognava di presentarsi assieme a Vox” ha ironizzato Sanchez – il leader dei popolari Alberto Nunez Feijo. “Un’assenza molto presente”, commenta El Mundo, mentre su La Vanguardia l’analista Enric Juliana è anche più esplicito: un’assenza che è un clamoroso “errore” e “un’imprecisione” dal punto di vista della democrazia, scrive. A pochi giorni dal voto, l’esito del dibattito ribadisce dunque una sensazione di grande incertezza. Tutti i sondaggi vedono di fatto un testa a testa tra le due coalizioni e la differenza, secondo gli analisti, la faranno dieci, quindici seggi che potranno andare da una parte o dall’altra. Ma significativamente – questo in particolare si è visto dal dibattito – mentre la sinistra non è mai apparsa così unita, tra i Popolari e Vox ci sono ancora differenze e problemi.

Pedro Sánchez, Yolanda Díaz, Santiago Abascal e un assente molto presente: Alberto Núñez Feijóo. L’ultimo dibattito della campagna su RTVE, scrive El Mundo, è stato un faccia a faccia tra il candidato socialista e il candidato di Sumar, rispettivamente presidente e vicepresidente del governo, contro il leader Vox e contro il candidato PP, assente. Durante buona parte del duello, la leader di Sumar ha dominato con proposte e dati e ha monopolizzato la discussione scagliandosi contro Santiago Abascal mentre Pedro Sánchez ha mantenuto un profilo più istituzionale. Il candidato socialista ha detto chiaramente di andare alle urne con la speranza di poter governare con l’appoggio di Sumar e ha ipotizzato che il Pp lo farà con Vox anche se Feijóo, ha detto, “non ha partecipato al dibattito perché si vergogna di apparire insieme ad Abascal». Yolanda Díaz ha confermato le parole del socialista e ha assicurato che il suo partito aspira ad essere il sostegno del PSOE per rilanciare il governo di coalizione e impedire così alle politiche di destra di “danneggiare gli spagnoli”. Sánchez e Díaz sono sembrati in grande sintonia, per tutto il dibattito si sono chiamati direttamente per nome e non hanno avuto alcun momento di disaccordo.

Sulla difensiva, il leader di Vox Santiago Abascal ha criticato Sánchez dicendo che le sue decisioni di governo sono nate da “una menzogna sovrana” perché frutto di patti con partiti separatisti o indotte da “burocrati internazionali”. E ha ribadito che “governare sulla base della menzogna è illegittimo”. Messo alle strette, il leader di Vox ha dovuto però anche lamentarsi contro i Popolari che almeno in teoria continuano a ripetere di non voler guidare un governo assieme a Vox. Su La Vanguardia, l’analista Enric Juliana, assegna la ‘vittoria’ nel dibattito ai due leader della sinistra, e in particolare a Yolanda Diaz. Feijo, scrive, non presentadosi voleva sminuire la rilevanza dell’ultimo dibattito preelettorale ma ha sbagliato: “l’appuntamento di ieri sera, perfettamente condotto dal giornalista Xabier Fortes, non è stato di seconda divisione. Non è stata una perdita di tempo, visto che la partita non è ancora del tutto risolta, per quanto i sondaggi concordino su un possibile vincitore. Dieci o quindici deputati in una direzione o nell’altra possono creare nella notte del 23 scenari politici molto diversi. La decisione di Núñez Feijóo di non partecipare al dibattito può essere considerata sbagliata, a prescindere da considerazioni tattiche. L’uomo che oggi ha le migliori possibilità di presiedere il futuro Governo aveva l’obbligo di presentarsi in tribuna. Come democratico, ieri sera Feijóo ha commesso una “imprecisione”.

“Santiago Abascal ha avuto momenti incisivi. Molto istituzionale, Sánchez per la prima volta ha difeso in modo molto esplicito la continuità della coalizione. La vera vincitrice – conclude Juliana – è stata Yolanda Díaz, con la sua grande verve”.