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Consiglio nazionale Fi: impegno unitario per continuare opera Berlusconi

Consiglio nazionale Fi: impegno unitario per continuare opera BerlusconiRoma, 7 lug. (askanews) – “Il consiglio nazionale di Forza Italia rende un commosso omaggio alla memoria del nostro fondatore e del nostro leader Silvio Berlusconi e ribadisce l’impegno di tutte le donne e gli uomini di Forza Italia a continuare nell’opera, nello spirito di unità che il presidente ha sempre voluto, e sulla base dei suoi insegnamenti e delle sue intuizioni politiche, che costituiscono un grande progetto per il futuro del nostro paese”. E’ quanto si legge nel documento politico-programmatico che il Comitato di Presidenza ha approvato oggi per il Consiglio Nazionale di Forza Italia – al quale hanno contribuito tutti i dirigenti – e nel quale ha proposto la candidatura del coordinatore nazionale Antonio Tajani alla guida del partito.

Sudcorea: piano rilascio acque Fukushima rispetta standard

Sudcorea: piano rilascio acque Fukushima rispetta standardRoma, 7 lug. (askanews) – Il governo della Corea del Sud ha detto oggi che il piano del Giappone di rilasciare acqua trattata della centrale nucleare Fukushima Daiichi soddisferebbe gli standard internazionali, compresi quelli stabiliti dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), se venisse realizzato nei termini previsti. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.

Il governo ha presentato la propria valutazione tecnico-scientifica del piano di rilascio, basata sui dati forniti da un’ispezione in loco e dal rapporto recentemente diffuso dall’Aiea. “Dopo una revisione del piano di trattamento delle acque contaminate presentato dal Giappone, il livello di concentrazione totale di materiali radioattivi del piano giapponese soddisferebbe gli standard per un rilascio nell’oceano”, ha detto il ministro per il coordinamento delle politiche governative Bang Moon-kyu. Secondo una simulazione basata su uno standard di emissione stabilito dalla Tokyo Electric Power Co., l’operatore dell’impianto, l’impatto delle radiazioni sulle coste della Corea del Sud è stimato in circa 1/100.000 del livello medio.

Il governo ha inoltre affermato che la tecnologia del sistema di purificazione dell’impianto, noto come ALPS, è gradualmente migliorato, portando i livelli di radionuclidi entro i limiti consentiti dalla metà del 2019. “Il risultato della simulazione mostra che ci vorranno dai quattro ai cinque anni e fino a 10 anni affinché l’acqua trattata raggiunga la nostra acqua di mare e abbia un effetto”, ha detto Bang, aggiungendo che “non avrebbe alcun impatto significativo”. Man mano che le correnti oceaniche disperdono l’acqua contaminata, i materiali radioattivi diventerebbero quasi impercettibili sulle coste sudcoreane, ha affermato il governo, sottolineando che il livello di concentrazione rimarrebbe entro il limite accettabile.

In particolare, il livello di concentrazione del trizio, un radioisotopo dell’idrogeno che il sistema ALPS non riesce a smaltire, rientrerebbe nel limite in quanto l’acqua di mare lo diluirebbe a sufficienza. “La revisione – ha detto ancora Bang – è stata effettuata con la premessa che il piano di scarico di Tokyo Electric Power venga eseguito nei termini previsti”, Nella sua valutazione, Seoul ha chiesto al Giappone una serie di modifiche, come una maggiore frequenza delle ispezioni.

Nonostante la valutazione positiva, Bang ha però affermato che il governo non revocherà il divieto di importazione di frutti di mare dalla regione di Fukushima. La Corea del Sud ha vietato tutte le importazioni di pesce da otto prefetture giapponesi vicine a Fukushima nel 2013 a causa delle preoccupazioni per i loro livelli di radiazioni a seguito dell’incidente del 2011. Martedì il direttore generale dell’Aiea Rafael Mariano Grossi ha annunciato una valutazione positiva del rilascio delle acque di Fukushima da parte dell’agenzia Onu. La Cina ha espresso la sua contrarietà, mentre la Corea del Sud – che con la presidenza di Yoon Suk-yeol ha riaperto il dialogo con il Giappone – ha dato una valutazione più aperta. Questo approccio pragmatico, però, ha provocato l’alzata di scudi dell’opposizione e ci sono state anche manifestazioni di protesta.

La Cooperativa che gestisce la Rsa di Milano: collaboriamo per accertare la dinamica del rogo

La Cooperativa che gestisce la Rsa di Milano: collaboriamo per accertare la dinamica del rogoMilano, 7 lug. (askanews) – “Siamo profondamente addolorati per quanto è accaduto la scorsa notte nella struttura di via dei Cinquecento a Milano ed esprimiamo profondo cordoglio alle famiglie degli ospiti vittime del tragico incidente. Proges è impegnata con tutte le sue persone a supportare i soccorritori, che ringraziamo per la loro dedizione, e le autorità nell’accertamento della dinamica dell’evento prestando loro la massima collaborazione”. Così in una nota Giancarlo Anghinolfi, direttore generale di Proges, la società cooperativa che gestisce la Rsa Casa dei coniugi, dove questa notte è divampato un incendio che ha provocato la morte di sei ospiti e il ferimento di altri 81, di cui due in gravi condizioni.

“Agli altri ospiti – prosegue il dg – viene garantita fin dal primo momento tutta l’assistenza per il pronto rientro dall’ospedale e la sistemazione temporanea in altre strutture gestite dalla nostra società cooperativa”.

Sindaci sud Basilicata per Maratea Capitale cultura 2026

Sindaci sud Basilicata per Maratea Capitale cultura 2026Milano, 7 lug. (askanews) – L’Area sud della Basilicata Patrimonio mondiale dell’Umanità. E Maratea Capitale italiana della Cultura 2026. E’ attorno a queste due iniziative di promozione culturale sostenute dal Gal, “La cittadella del Sapere”, che i sindaci dell’area sud della Basilicata hanno espresso la propria adesione, in un incontro che si è tenuto nella sede del gruppo di azione locale.

Le due proposte, si legge in una nota, puntano ad un rafforzamento del sistema territoriale attraverso diversi progetti di carattere extra regionale. La prima proposta concerne la candidatura – su iniziativa anche del giornalista originario di Maratea Biagio Maimone – dell’Area Sud a Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che è già all’attenzione dei Ministeri preposti, dopo aver ottenuto il sostegno del Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. La seconda proposta riguarda la candidatura di Maratea, il cui Sindaco è Daniele Stoppelli, a Capitale italiana della cultura per il 2026. “La città tirrenica – è emerso durante l’incontro – ha già dimostrato, in occasione del Capodanno Rai di qualche anno fa, ed ogni anno dimostra in occasione della kermesse cinematografica Marateale, organizzata da Nicola Timpone (direttore generale della Cittadella del Sapere, ndr) di avere tutte le carte in regola per i grandi eventi e di possedere caratteristiche ambientali che ne denotano l’unicità, che possono essere linfa di sviluppo per l’intera area”.

Puntare su un sistema territoriale molto vasto, che abbraccia i due Parchi nazionali del Pollino e della Val d’Agri e arriva fino al mare, è la filosofia del Gal, che, attraverso le due iniziative, intende promuovere “un lavoro sinergico di coesione istituzionale per ottenere ricadute concrete”.

Come verrà gettata in mare l’acqua della centrale nucleare di Fukushima

Come verrà gettata in mare l’acqua della centrale nucleare di FukushimaRoma, 7 lug. (askanews) – Il rilascio di acque trattate dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi, teatro dal 2011 del più grave incidente atomico della storia dopo Chernobyl, inizierà in questa estate, dopo che Tokyo ha ottenuto anche un sostanziale avallo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).

L’operazione, mai effettuata in precedenza in queste dimensioni, sta provocando alzate di scudi da parte di paesi vicini – a partire dalla Cina – o comunque affacciantisi sul Pacifico, ma anche l’opposizione all’interno dalle popolazioni locali delle aree limitrofe alla centrale, che vedono rischi per la salute e per l’economia, incentrata in particolare sull’agricoltura e sulla pesca. Ma, nel dettaglio, come avverrà questa operazione e quali rischi comporta?

L’ACQUA DI FUKUSHIMA L’incidente nucleare di Fukushima è conseguenza del devastante terremoto-tsunami dell’11 marzo 2011, che provocò qualcosa come 20mila vittime concentrate lungo le coste nordorientali del Giappone. Il sistema di raffreddamento della più vecchia centrale nucleare giapponese fu danneggiato e nei nuclei di tre reattori ci fu il meltdown, lo scioglimento del nocciolo. Va chiarito che l’incidente di Fukushima, a 12 anni dagli eventi, è ancora in corso. Questo perché nei reattori permane il materiale fissile disciolto ad altissima concentrazione di radioattività, inavvicinabile dall’uomo e anche da gran parte dei robot. Questo va continuamente raffreddato e per tale operazione è necessaria molta acqua, che entra a contatto con il materiale radioattivo, contaminandosi a sua volta. Inoltre a questa va aggiunta l’acqua piovana che arriva nella centrale e quella che scorre naturalmente al di sotto da sottoporre a loro volta al trattamento.

L’acqua viene stoccata – dopo essere stata trattata – in una selva di silos, che ha sostituito il bosco che circondava precedentemente la centrale. Attualmente ci sono più di 1,3 milioni di metri cubi di acqua trattata e i 1.000 serbatoi sono praticamente pieni: ci si attende che non vi sia più spazio entro la fine del 2024. COME SI ELIMINA LA RADIOATTIVITA’ L’acqua di raffreddamento esce dai reattori fortemente contaminata. Per “ripulirla” è stato realizzato un sistema denominato ALPS (Advanced Liquid Processing System). Si tratta di un sistema di pompaggio e filtraggio dell’acqua che, attraverso una serie di reazioni chimiche, è in grado di eliminare 62 radionuclidi dall’acqua contaminata. Tuttavia, ALPS non ha la capacità di purificare pienamente l’acqua, perché non rimuove il trizio (idrogeno-3), un isotopo radioattivo dell’idrogeno, che è anche naturalmente prodotto in natura nell’atmosfera quando i raggi cosmici entrano in collisione con le molecole d’aria. Oltre a essere ovviamente un sottoprodotto delle centrali nucleari.

Il trizio ha il più basso impatto radiologico tra tutti i radionuclidi presenti in maniera naturale nell’acqua di mare. Ha un’emivita radioattiva – cioè il tempo necessario perché la metà venga smaltita – di poco più di 12 anni. Assorbito con l’acqua nel corpo umano, invece, ha un’emivita che va da sette a 14 giorni. E’ considerato dall’Aiea pericoloso per l’uomo solo a dosi molto elevate e – sempre secondo l’agenzia Onu – diverse centrali in tutto il mondo smaltiscono acqua contenente trizio a bassa quantità nelle loro normali operazioni. Comprese le centrali atomiche della Cina, che si oppone con più veemenza al rilascio delle acque di Fukushima. COME FUNZIONERA’ LO SMALTIMENTO A FUKUSHIMA? Non dobbiamo pensare a un’operazione a breve termine: secondo la Tepco (proprietaria dell’impianto), lo stoccaggio di acqua trattata arriverà a zero soltanto nel 2051 e verranno rilasciati 500 metri cubi di acqua al giorno. L’acqua che verrà gettata in mare sarà sottoposta a misurazioni della radioattività per due mesi, dopo essere stata inviata a un gruppo di serbatoi intermedi da 30mila metri cubi. Da lì verrà trasferita via tubi a un impianto di diluizione situato a un chilometro di distanza. In questa struttura verrà miscelato ad acqua marina, creano una diluizione che, secondo il piano giapponese, dovrebbe provocare un’esposizione al trizio per l’uomo pari a 0,00003-0,00004 millisievert/anno, rispetto ai 2,1 millisievert/anno della radiazione naturale (media giapponese per persona). In seguito, l’acqua verrà trasferita in un tunnel di un chilometro posto sul fondo marino fino a un punto di scarico, che si trova più di 10 metri sotto il livello dell’acqua. All’uscita si troverà un ulteriore punto di controllo dei livelli di trizio. PERCHE’ SERVE LIBERARE LO SPAZIO DAI SERBATOI La Tepco ha urgenza di liberare quanto più spazio possibile, oggi occupato dai silos per l’acqua, perché lì dovrà essere stoccato il materiale proveniente dalla rimozione dei residui del meltdown provenienti dall’interno dei reattori. Sostanzialmente, saranno necessari 81mila metri quadri. E’ questa l’operazione più difficile e del tutto inedita che occuperà i tecnici e gli esperti nei prossimi anni. Questi residui sono presso i reattori 1-2-3 della centrale, quelli andati in fusione con l’incidente, si parla di 880 tonnelate di melma radioattiva. Tokyo vuole iniziare i lavori entro quest’anno fiscale. Questi residui nei reattori presentano livelli di radioattività insostenibile, letale per l’organismo umano anche a esposizioni molto limitate. Per rimuoverli, la Tepco intende utilizzare un braccio robotico. Questa operazione sarà molto lunga e ormai è chiaro che il progetto di chiudere in un trentennio il decommissionamento della centrale è saltato.

La Figc riammette il Lecco in serie B e boccia la Reggina

La Figc riammette il Lecco in serie B e boccia la RegginaRoma, 7 lug. (askanews) – Il Consiglio della Federcalcio ha ammesso nella sua seduta di oggi il Lecco al prossimo campionato di Serie B. Reggina e Siena fuori rispettivamente dalla B e dalla C. Ora ci sono 48 ore per fare ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport con possibile udienza il 20-21 luglio. E’ invece fissata per il 2 agosto la data dell’eventuale udienza al Tar sui casi. Quanto alle criticità per l’iscrizione la Reggina avrebbe presentato una documentazione carente per quanto riguarda i pagamenti; per il Lecco il problema sarebbe legato allo stadio e alla “perentorietà” del termine dei documenti da presentare entro lo scorso 20 giugno per poter giocare all’Euganeo di Padova. Documenti poi arrivati nelle ore successive. Dei rilievi sono stati inviati anche al Siena per l’iscrizione alla Serie C che avrebbe presentato invece una documentazione incompleta.

La Covisoc e la commissione infrastrutturale aveva mandato dei rilievi a Reggina e Lecco, le cui domande di iscrizione al campionato di Serie B hanno presentato delle criticità. I due club hanno avuto tempo fino al 5 luglio di presentare ricorso, e così è stato. A quel punto ci sono state ulteriori relazioni degli organi tecnici, poi girate al Consiglio Federale. Reggina passata di mano nelle settimane scorse con la cessione del 100% delle quote a Guild Capital, società inglese con sede a Londra costituita da una rete di gestori patrimoniali specializzati nell’investment banking.

Tecnologie ispirate alla natura: Genova ospita “Living Machine”

Tecnologie ispirate alla natura: Genova ospita “Living Machine”Milano, 7 lug. (askanews) – La conferenza internazionale “Living Machines” dedicata alle tecnologie ispirate alla natura torna in Italia e si svolgerà , per la prima volta a Genova, dal 10 al 13 luglio. Organizzata dall’Istituto Italiano di Tecnologia, la conferenza si svolgerà all’Acquario di Genova: sono attesi un centinaio gli esperti provenienti da tutto il mondo per presentare i risultati ottenuti nel campo della scienza e della tecnologia bioispirata.

La conferenza “Living Machines” è l’evento di riferimento per la comunità scientifica internazionale che fonda le proprie ricerche sugli esseri viventi, quali l’essere umano e le altre specie animali – terrestri, marine e aeree -, le piante, i funghi e i batteri, per realizzare le cosiddette “macchine viventi”, ovvero tecnologie capaci di replicarne la struttura e i meccanismi di funzionamento. Organizzatrice scientifica dell’evento è Barbara Mazzolai, associate director per la Robotica e responsabile del Bioinspired Soft Robotics Lab di IIT, affiancata da Fabian Meder, ricercatore del gruppo Bioinspired Soft Robotics Lab e co-ideatore del programma della conferenza. La conferenza prevede due momenti aperti al pubblico: uno spazio espositivo, che si terrà dall’11 al 13 luglio e sarà visitabile dalle 14.00 alle 16.30; e un caffè scientifico, che avrà luogo il 12 luglio alle ore 17. L’evento sarà l’occasione per fare apprezzare agli ospiti internazionali le bellezze e i talenti regionali, con anche la partecipazione degli allievi del Conservatorio di Musica Niccolò Paganini. Inoltre, iniziativa satellite della conferenza sarà la mostra ISPA, Italian Sustainability Photo Award, che aprirà a Palazzo Ducale il 10 luglio, alle ore 18.

“La conferenza fonda le proprie radici nell’unione tra robotica e neuroscienze, prendendo a modello l’uomo e altre specie animali per lo studio dell’intelligenza e dei sistemi di controllo – dice commenta Barbara Mazzolai -cQuest’anno la conferenza vuole porre l’accento sul ruolo della biomimetica nella realizzazione di robot più sostenibili e utili alle sfide legate alla salvaguardia dell’ambiente e alla salute dell’uomo. La discussione verterà sulla realizzazione di robot a minor impatto energetico, realizzati con materiali riciclabili e biodegradabili, e utili in situazioni di emergenza o ambienti estremi, come le profondità marine, il suolo, lo spazio, o i disastri ambientali, ma anche per l’agricoltura di precisione, il monitoraggio ambientale, il monitoraggio delle infrastrutture, la cura dell’uomo e l’assistenza medico-chirurgica”. Il programma della conferenza vedrà gli esperti impegnati in una prima giornata di sessioni parallele di workshop e di tutorial (il 10 luglio), durante la quale saranno affrontati i temi della bioispirazione e delle tecnologie bioibride nei campi della medicina e dell’ambiente marino. A questa prima giornata seguiranno tre giorni di sessioni plenarie, caratterizzate da interventi di scienziati e scienziate di fama internazionale.

Nello specifico: Oussama Khatib, uno dei pionieri della robotica e direttore del Laboratorio di Robotica presso l’Università di Stanford; Marco Dorigo, professore presso l’Université Libre de Bruxelles e uno dei pionieri dell’intelligenza collettiva; Peter Fratzl, direttore presso il Max Planck Institute of Colloids and Interfaces, impegnato nella ricerca contro l’osteoporosi e nella rigenerazione dei tessuti; Eleni Stavrinidou, coordinatrice del gruppo “Piante Elettroniche” presso l’Università di Linköping ed esperta di sistemi bioelettronici e bioibridi; Olga Speck, Ricercatrice Principale presso l’Università di Friburgo, specializzata in materiali biomimetici e nelle capacità rigenerative delle piante; e Kyu-Jin Cho, direttore del Centro di Ricerca per la Robotica Morbida e del Laboratorio di Biorobotica presso l’Università Nazionale di Seoul, uno dei principali esperti mondiali di robotica morbida. Il programma prevede per i soli partecipanti alla conferenza: una visita all’Acquario, guidati dallo staff scientifico della struttura che mostrerà il lavoro e le attenzioni necessarie alla tutela e alla conservazione delle specie marine e i progetti di ricerca in corso; uno spazio espositivo per prototipi e prodotti di gruppi di ricerca e aziende attivi nel campo; una cena a Villa Lo Zerbino, con il contributo in musica da parte degli allievi del Conservatorio Niccolò Paganini.

Aperta al largo pubblico, il 12 luglio dalle ore 17:00 alle ore 18:00, sarà la tavola rotonda dal titolo “Living Machines: The Origin and the Future” moderata dal giornalista scientifico Nicola Nosengo, Chief Editor of Nature Italy. Interverranno Cecilia Laschi National University of Singapore, Vickie Webster-Wood della Carnegie Mellon University, Thomas Speck dell’Università di Friburgo e Paul Verschure della Radboud University Nijmegen. Iniziativa satellite della conferenza sarà la mostra ISPA, Italian Sustainability Photo Award, che aprirà a Palazzo Ducale il 10 luglio alle ore 18. ISPA è il premio fotografico ideato dall’agenzia Parallelozero in collaborazione con il main sponsor PIMCO, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della sostenibilità ambientale, sociale e di governance, sintetizzati dall’acronimo ESG. In mostra a Genova saranno esposti i lavori dei fotografi vincitori e finalisti delle ultime tre edizioni: una selezione di immagini che racconta le storie emblematiche di un’Italia in transizione verso un futuro più sostenibile, un racconto visivo che aiuta a capire meglio il cammino del Paese nella ricerca e nell’innovazione. Tra gli enti che supportano l’evento, oltre all’Istituto Italiano di Tecnologia che è il principale ente organizzatore, sono da menzionare la rete internazionale Convergent Science Network, l’Office of Naval Research, l’Università Radboud di Nimega, e il Cluster di Eccellenza Living, Adaptive and Energy-autonomous Materials Systems di Friburgo. Tutte le notizie e il programma dell’evento sono accessibili al sito https://livingmachinesconference.eu/2023/

Al via la visita ufficiale di Mattarella in Paraguay

Al via la visita ufficiale di Mattarella in ParaguayRoma, 7 lug. (askanews) – Questa mattina, ora locale, inizierà la visita ufficiale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Paraguay. Mattarella, dopo aver deposto una corona al Pantheon Nazionale degli Eroi di Asunción, la capitale del Paese sudamericano, incontrerà, al palazzo Presidenziale, il Presidente della Repubblica del Paraguay, Mario Abdo Benítez.

Al termine dei colloqui – fa sapere il Quirinale -, sono previste dichiarazioni alla stampa e una colazione offerta in onore del Capo dello Stato italiano.Il presidente della Repubblica Mattarella visiterà quindi la Scuola italiana di Asunción, accompagnato da una rappresentanza della Società Dante Alighieri. Nel pomeriggio il Capo dello Stato avrà un colloquio con il Presidente eletto della Repubblica del Paraguay, Santiago Peña e, successivamente, incontrerà i Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati al Palazzo Legislativo. Sempre oggi pomeriggio, il Presidente Mattarella visiterà anche il Centro Culturale “El Cabildo” e il Museo del Barro.

Domani, sabato 8 luglio, prima di far rientro a Roma, il Capo dello Stato visiterà, accompagnato dal Presidente della Repubblica del Paraguay, la Diga Idroelettrica di Itaipu a Ciudad del Este.

Rogo Rsa, Bertolè: al lavoro per ricollocazione ricoverati

Rogo Rsa, Bertolè: al lavoro per ricollocazione ricoveratiMilano, 7 lug. (askanews) – Il Comune di Milano è al lavoro per la ricollocazione delle persone coinvolte nell’incendio che si è sviluppato la scorsa notte nella Rsa Casa dei coniugi, in via dei 500 a Milano. Il rogo, limitato a una stanza, ha provocato la morte di sei persone. Il fumo si è diffuso in altre aree della struttura. Circa ottanta le persone ricoverate, di cui circa sessanta in codice verde, una quindicina in codice gialle e due in codice rosso.

“Stiamo lavorando in questo momento per la ricollocazione delle persone – ha affermato l’Assessore al Welfare e salute del Comune di Milano Lamberto Bertolè – perché soprattutto i codici verdi potranno essere ricollocate presto. E quindi stiamo capendo quanti potranno rientrare qui e quante saranno ricollocate in altre strutture cittadine”. Bertolè ha confermato che Procura e Vigili del fuoco stanno esaminando la situazione ma sulle cause al momento “non abbiamo elementi”.

Ecco come verrà gettata in mare l’acqua della centrale di Fukushima

Ecco come verrà gettata in mare l’acqua della centrale di FukushimaRoma, 7 lug. (askanews) – Il rilascio di acque trattate dalla centrale nucleare Fukushima Daiichi, teatro dal 2011 del più grave incidente atomico della storia dopo Chernobyl, inizierà in questa estate, dopo che Tokyo ha ottenuto anche un sostanziale avallo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).

L’operazione, mai effettuata in precedenza in queste dimensioni, sta provocando alzate di scudi da parte di paesi vicini – a partire dalla Cina – o comunque affacciantisi sul Pacifico, ma anche l’opposizione all’interno dalle popolazioni locali delle aree limitrofe alla centrale, che vedono rischi per la salute e per l’economia, incentrata in particolare sull’agricoltura e sulla pesca. Ma, nel dettaglio, come avverrà questa operazione e quali rischi comporta?

L’ACQUA DI FUKUSHIMA L’incidente nucleare di Fukushima è conseguenza del devastante terremoto-tsunami dell’11 marzo 2011, che provocò qualcosa come 20mila vittime concentrate lungo le coste nordorientali del Giappone. Il sistema di raffreddamento della più vecchia centrale nucleare giapponese fu danneggiato e nei nuclei di tre reattori ci fu il meltdown, lo scioglimento del nocciolo.

Va chiarito che l’incidente di Fukushima, a 12 anni dagli eventi, è ancora in corso. Questo perché nei reattori permane il materiale fissile disciolto ad altissima concentrazione di radioattività, inavvicinabile dall’uomo e anche da gran parte dei robot. Questo va continuamente raffreddato e per tale operazione è necessaria molta acqua, che entra a contatto con il materiale radioattivo, contaminandosi a sua volta. Inoltre a questa va aggiunta l’acqua piovana che arriva nella centrale e quella che scorre naturalmente al di sotto da sottoporre a loro volta al trattamento. L’acqua viene stoccata – dopo essere stata trattata – in una selva di silos, che ha sostituito il bosco che circondava precedentemente la centrale. Attualmente ci sono più di 1,3 milioni di metri cubi di acqua trattata e i 1.000 serbatoi sono praticamente pieni: ci si attende che non vi sia più spazio entro la fine del 2024.

COME SI ELIMINA LA RADIOATTIVITA’ L’acqua di raffreddamento esce dai reattori fortemente contaminata. Per “ripulirla” è stato realizzato un sistema denominato ALPS (Advanced Liquid Processing System). Si tratta di un sistema di pompaggio e filtraggio dell’acqua che, attraverso una serie di reazioni chimiche, è in grado di eliminare 62 radionuclidi dall’acqua contaminata. Tuttavia, ALPS non ha la capacità di purificare pienamente l’acqua, perché non rimuove il trizio (idrogeno-3), un isotopo radioattivo dell’idrogeno, che è anche naturalmente prodotto in natura nell’atmosfera quando i raggi cosmici entrano in collisione con le molecole d’aria. Oltre a essere ovviamente un sottoprodotto delle centrali nucleari. Il trizio ha il più basso impatto radiologico tra tutti i radionuclidi presenti in maniera naturale nell’acqua di mare. Ha un’emivita radioattiva – cioè il tempo necessario perché la metà venga smaltita – di poco più di 12 anni. Assorbito con l’acqua nel corpo umano, invece, ha un’emivita che va da sette a 14 giorni. E’ considerato dall’Aiea pericoloso per l’uomo solo a dosi molto elevate e – sempre secondo l’agenzia Onu – diverse centrali in tutto il mondo smaltiscono acqua contenente trizio a bassa quantità nelle loro normali operazioni. Comprese le centrali atomiche della Cina, che si oppone con più veemenza al rilascio delle acque di Fukushima. COME FUNZIONERA’ LO SMALTIMENTO A FUKUSHIMA? Non dobbiamo pensare a un’operazione a breve termine: secondo la Tepco (proprietaria dell’impianto), lo stoccaggio di acqua trattata arriverà a zero soltanto nel 2051 e verranno rilasciati 500 metri cubi di acqua al giorno. L’acqua che verrà gettata in mare sarà sottoposta a misurazioni della radioattività per due mesi, dopo essere stata inviata a un gruppo di serbatoi intermedi da 30mila metri cubi. Da lì verrà trasferita via tubi a un impianto di diluizione situato a un chilometro di distanza. In questa struttura verrà miscelato ad acqua marina, creano una diluizione che, secondo il piano giapponese, dovrebbe provocare un’esposizione al trizio per l’uomo pari a 0,00003-0,00004 millisievert/anno, rispetto ai 2,1 millisievert/anno della radiazione naturale (media giapponese per persona). In seguito, l’acqua verrà trasferita in un tunnel di un chilometro posto sul fondo marino fino a un punto di scarico, che si trova più di 10 metri sotto il livello dell’acqua. All’uscita si troverà un ulteriore punto di controllo dei livelli di trizio. PERCHE’ SERVE LIBERARE LO SPAZIO DAI SERBATOI La Tepco ha urgenza di liberare quanto più spazio possibile, oggi occupato dai silos per l’acqua, perché lì dovrà essere stoccato il materiale proveniente dalla rimozione dei residui del meltdown provenienti dall’interno dei reattori. Sostanzialmente, saranno necessari 81mila metri quadri. E’ questa l’operazione più difficile e del tutto inedita che occuperà i tecnici e gli esperti nei prossimi anni. Questi residui sono presso i reattori 1-2-3 della centrale, quelli andati in fusione con l’incidente, si parla di 880 tonnelate di melma radioattiva. Tokyo vuole iniziare i lavori entro quest’anno fiscale. Questi residui nei reattori presentano livelli di radioattività insostenibile, letale per l’organismo umano anche a esposizioni molto limitate. Per rimuoverli, la Tepco intende utilizzare un braccio robotico. Questa operazione sarà molto lunga e ormai è chiaro che il progetto di chiudere in un trentennio il decommissionamento della centrale è saltato.