Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Tag: askanews

Istat: in Italia un giovane su cinque tra i 15 e i 19 anni non studia e non lavora, è un Neet

Istat: in Italia un giovane su cinque tra i 15 e i 19 anni non studia e non lavora, è un NeetRoma, 7 lug. (askanews) – I giovani rappresentano la risorsa chiave per progettare il futuro e per la crescita del Paese. Per questo “è particolarmente preoccupante” la quota prossima al 20 per cento di giovani tra i 15 e i 29 anni che in Italia, nel 2022 non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione. Si tratta dei cosiddetti Neet, dall’acronimo inglese di Not in employment, education or training. Sono quasi 1,7 milioni di ragazzi e ragazze. Il tasso italiano di Neet è di oltre 7 punti percentuali superiore a quello medio europeo (11,7 per cento) e, nell’Ue27, secondo solo alla Romania. A lanciare l’allarme è l’Istat nel rapporto annuale 2023 sulla situazione del Paese.

Il fenomeno interessa in misura maggiore le ragazze (20,5 per cento) e, soprattutto, i residenti nelle regioni del Mezzogiorno (27,9 per cento), in particolar modo la Sicilia, e gli stranieri, che presentano un tasso (28,8 per cento) superiore a quello degli italiani di quasi 11 punti percentuali; questa distanza raddoppia nel caso delle ragazze straniere, per le quali il tasso sfiora il 38 per cento. Secondo l’Istituto di statistica, “favorirne l’ingresso nel sistema formativo e nel mercato del lavoro potrebbe contribuire a ridurre la dissipazione del capitale umano dei giovani, risorsa sempre più scarsa nel prossimo futuro”.

In Italia l’alta incidenza di Neet si associa a un tasso di disoccupazione giovanile elevato (il 18 per cento, quasi 7 punti superiore a quello medio europeo), con una quota di giovani in cerca di lavoro da almeno 12 mesi tripla (8,8 per cento) rispetto alla media europea (2,8 per cento). Confrontati con la media europea, i giovani italiani tra i 15 e i 29 anni presentano una quota di partecipazione al lavoro (33,8 per cento) più bassa di oltre 15 punti percentuali, e una scarsa diffusione degli studenti-lavoratori, che nel nostro Paese rappresentano il 6 per cento dei giovani di questa classe di età, mentre nella media europea sono il 16,7 per cento. La quota di Neet, in linea con quanto osservato a livello europeo e con le dinamiche del mercato del lavoro, registra una crescita di 7 punti percentuali tra il 2007 e il 2014, seguita da una riduzione – interrotta solo dalla crisi pandemica nel 2020 – che nel 2022 ha finalmente fatto tornare il livello prossimo al minimo del 2007.

Circa un terzo dei Neet (559 mila) è disoccupato, nella metà dei casi da almeno 12 mesi (il 62,5 per cento nel Mezzogiorno, contro il 39,5 per cento nel Nord). Un ulteriore 28,9 per cento (482 mila) è disponibile a lavorare ma non cerca attivamente un’occupazione oppure non è disponibile a lavorare immediatamente (in prevalenza scoraggiati o in attesa dell’esito di passate azioni di ricerca). Infine, quasi il 38 per cento dei Neet (629 mila) non cerca lavoro né è disponibile a lavorare immediatamente. Quest’ultimo gruppo si divide in proporzioni simili tra chi è in attesa di intraprendere un percorso formativo (il 47,5 per cento tra i ragazzi), chi dichiara motivi di cura dei figli o di altri familiari non autosufficienti (il 46,2 per cento tra le ragazze) e chi indica problemi di salute; solo il 3,3 dichiara di non avere interesse o bisogno di lavorare. Oltre i tre quarti dei Neet (76,5 per cento) vivono da figli ancora nella famiglia di origine e solo un terzo (33,7 per cento) ha avuto precedenti esperienze lavorative, valore che varia tra il 6,8 per cento per chi ha meno di 20 anni, il 46,7 per cento per chi ha 25-29 anni.

L’incidenza dei Neet è di circa il 20 per cento tra i giovani diplomati o con al più la licenza media, mentre si ferma al 14 per cento tra i laureati.

Von der Leyen: con il Chips Act l’Ue inventa il futuro

Von der Leyen: con il Chips Act l’Ue inventa il futuroBruxelles, 7 lug. (askanews) – L’Unione europea punta sulla ricerca, l’innovazione e lo sviluppo della capacità di produzione nel campo dei semiconduttori avanzati nel proprio territorio, con una rete di collaborazione transnazionale e con i fondi comunitari del programma di ricerca “Horizon” e del suo nuovo “Chips Act”, il regolamento che getta le basi di una politica industriale dell’Unione nel settore dei semiconduttori, approvato definitivamente nell’aprile scorso, che entrerà in vigore in autunno.

Lo ha sottolineato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante un punto stampa con il primo ministro belga, Alexander De Croo, in occasione di una visita alla sede dell’Imec (“Interuniversity Microelectronics Centre”) a Lovanio, la città della più antica e prestigiosa università del Belgio. L’Imec è un centro di ricerca e sviluppo attivo nel campo delle tecnologie digitali e in particolare della nanoelettronica. Von der Leyen ha definito il Belgio come “potenza dell’innovazione nel cuore dell’Europa” e l’Imec “campione dell’innovazione digitale, unico al mondo, nato nel cuore delle Fiandre, in una delle università più antiche d’Europa”.

L’Imec, ha aggiunto, significa “inventare il futuro”, perché “da tempo ha capito come costruire una leadership tecnologica di livello mondiale, attraverso l’innovazione ma anche attraverso la collaborazione”, ed è diventato “un partner indispensabile per l’industria globale dei semiconduttori, sempre alla ricerca della prossima frontiera”. L’Unione europea ha contribuito a quest’impresa, ha ricordato la presidente della Commissione, fornendo nell’ultimo decennio oltre 300 milioni di euro di investimenti dai programmi di riecerca “Horizon”. Ma ora, ha sottolineato von der Leyen, “stiamo sostanzialmente aprendo un nuovo capitolo con il ‘Chips Act’. Vogliamo fare dell’Europa un leader globale nella ricerca, nella progettazione, nel collaudo e nella produzione di semiconduttori”.

“Il Chips Act – ha rilevato la presidente della Commissione – entrerà formalmente in vigore solo questo autunno, ma sta già generando uno slancio straordinario” nella mobilitazione degli investimenti. “Da quando lo abbiamo, nel febbraio dello scorso anno, sono stati annunciati oltre 90 miliardi di euro di investimenti industriali in Europa; ad esempio, 12 miliardi di euro per un impianto di confezionamento e collaudo di semiconduttori in Polonia, 30 miliardi di euro per due fabbriche uniche nel loro genere a Magdeburgo, in Germania. Ma vediamo anche investimenti a Dublino, Catania, Grenoble e Dresda”. Il riferimento a Catania è alla StMicroeletronics, che produrrà wafer di carburo di silicio e che ha ricevuto una sovvenzione diretta di 292,5 milioni di euro dal Pnrr per sostenere un investimento pari a 730 milioni di euro.

Secondo von der Leyen, “il Chips Act sta inviando un messaggio molto potente: fornisce opportunità concrete di finanziamento per costruire capacità lungo l’intera catena del valore. E si basa sui punti di forza europei, come la ricerca e la sperimentazione leader a livello mondiale condotte presso l’Imec”, che è “un’attrazione chiave per gli investitori che hanno bisogno di ricercare e testare le loro innovazioni prima della produzione di massa”. Ma l’Imec costituisce un modello anche per la collaborazione europea, con “una solida rete che si estende in tutta l’Unione e in effetti in tutto il mondo”, e che è in fase di rafforzamento, “dalla Spagna alla Romania, dall’Irlanda alla Finlandia”. Ad esempio, è in corso una collaborazione con partner tedeschi, francesi e finlandesi sui semiconduttori d’avanguardia per l’intelligenza artificiale”. Nel contesto geopolitico, ha sottolineato infine la presidente della Commissione, “i chip sono essenziali per le nostre transizioni verdi e digitali e per le nostre economie. La nostra economia non funzionerebbe senza chip. Quindi dobbiamo ridurre la nostra dipendenza da troppo pochi fornitori dall’Asia orientale. Dobbiamo attivamente ridurre i rischi delle nostre catene di approvvigionamento per i chip: è fondamentale. E dobbiamo promuovere la progettazione, i test e la produzione qui in Europa. Per questo, il Chips Act è il punto di svolta. E i campioni dell’innovazione come Imec – ha concluso von der Leyen – sono una risorsa vitale per la nostra sicurezza economica”.

Addio ad Arnaldo Forlani, il leader della Dc protagonista del “Caf”

Addio ad Arnaldo Forlani, il leader della Dc protagonista del “Caf”Roma, 7 lug. (askanews) – E’ morto a Roma a 97 anni (nato l’8 dicembre 1925) Arnaldo Forlani: uomo simbolo dell’ultima stagione della Democrazia Cristiana di cui è stato a lungo segretario e presidente. E anche presidente del Consiglio, vicepresidente del Consiglio, ministro. Oltre a esserne s Uomo di mediaziioni e lodi interni alla Balena Bianca e fra i partiti di governo, tessitore e capo della corrente dorotea del partito di piazza del Gesù è stato da sempre avversario di ogni alleanza con il Partito Comunista. Ha inventato il “preambolo” come metodo di accordo politico per realizzare maggioranze interne alla Dc e formare governi. Suo anche il copy right delle “convergenze parallele” fra forze politiche E’ stato fra i protagonisti con Bettino Craxi e Giulio Andreotti del “Caf” (Craxi-Andreotti-Forlani): il patto di potere che negli anni ’80 ha governato il Paese con una formula di governo pentapartita (Dc-Psi-Psdi-Pri-Pli) che teneva il Pci all’opposizione, dopo l’avvicinamento Dc-Pci prima del rapimento e dellpassassino di Aldo Moro. Forlani fu travolto in pieno da Tangentopoli che ne segnò la fine politica. Difese fino ad avere la bava alla bocca in Tribunale il suo operato di segretario e quello del suo segretario amministratrivo Severino Citaristi dalle accuse di tangenti di Antonio Di Pietro e del pool Mani pulite. “Coniglio Mannaro” lo aveva definito Pansa: perchè ai modi dimessi, ai toni e gli sguardi bassi, le parole spesso vuote per non rivelare nulla, ha sempre unito una determinazione e un piglio felini traditi da una frequente espressione a denti stretti e digrignati. Nato a Pescara l’8 dicembre 1925, dopo si era nuovamente ritirato per anni dopo le dimissioni da segretario Dc in seguito alle accuse per Tangentopoli, Forlani con i suoi 97 anni suonati risulta essere stato finora il presidente del Consiglio più longevo della storia della Repubblica italiana. Non gli sono sopravissuti nessuno dei suoi fratelli-coltelli di Democrazia Cristiana (Giulio Andreotti, Ciriaco De Mita, Antonio Gava) e di pentapartito (Bettino Craxi, Giovanni Spadolini, Renato Altissimo ) che con lui condivisero il potere poliitco in Italia negli anni ’80.

Forlani nella Dc era cresciuto nel dopo guerra alla scuoladi Amintore Fanfani, di cui era più giovane braccio esecutivo nella corrente delle “Nuove Cronache”. Da lui con clamore abbandonata e di fatto svuotata agli inizi degli anni ottanta, con la confluenza insieme ad Antonio Gava e Vincenzo Scotti nella corrente del “Grande Centro” che divenne fulcro del potere interno alla Dc in equilibrio ma soprattutto in contrapposizione alla sinistra Dc di Zaccagnini De Mita Martinazzoli Bodrato Mancino e del più giovane Mattarella, rimasta tragicamente orfana di Aldo Moro. E’ stato segretario della Dc in due diversi cicli: una prima volta nel quadriennio 1969-1973; una seconda nel triennio 1989-1992. Fra l’una e l’altra è stato presidente del Consiglio nazionale del partito: la delicata carica ricoperta da Aldo Moro quando fu rapito e ucciso dalle Brigate Rosse Nei Governi italiani repubblicani, poi, Forlani ha fatto en plein di tutte le principali cariche: presidente e vicepresidente del Consiglio; ministro degli Esteri, ministro della Difesa, ministro delle Partecipazioni statali. Non è riuscito invece, al pari dei suoi alleati-rivali Bettino Craxi e Giulio Andreotti, a diventare Presidente della Repubblica. Nel tragico 1992 dopo le dimissioni dal Quirinale di Francesco Cossiga, veti incrociati fra lui Andreotti e Craxi esercitati da rispettivi e reciproci franchi tiratori impallinarono tutte e tre le candidature. E paralizzarono l’elezione del successore di Cossiga. Sbloccate solo dalle bombe della tragedia di Capaci che fece eleggere al Quirinale in meno di 24 ore il da poco presidente della Camera ed ex ministro della Camera senza correnti Oscar Luigi Scalfaro, inviso a tutti e tre i contendenti ma proprio per questo unico nome di possibile rapida convergenza a fronte dell’attacco al cuore dello Stato portato dalla mafia a Capaci. Il combinato disposto degli avvisi di garanzia di Tangentopoli e l’elezione fratricida di Scalfaro portarono alla fine prima del Caf e poi del sesto governo Andreotti che ne era stato l’ultimo prodotto dopo i due di Bettino Craxi e quello di Giovanni Spadolini, primi presidenti del Consiglio non dc della storia repubblicana.

Era nato nel 1981 a Milano in un camper (passato appunto alla storia come “patto del camper”) parcheggiato nel piazzale delle ex fabbriche ex Ansaldo dove Craxi riuniva il 45esimo congresso Psi e Forlani e Andreotti erano ospiti. Formalmente serviva a sancire la “pari dignità” nel pentapartito fra Dc e partiti laici nelle alleanze di governo isnieme, Politicamente segnava la fine della premiership nel Paese e della leadership nella Dc di Ciriaco De Mita e del centrosinistra. Lo stesso Ciriaco De Mita con il quale, invece, una decina di ani prima (1969) Forlani in nome del ricambio generazionale interno alla Dc aveva realizzato il “patto di san Ginesio” dando vita al primo storico “preambolo”: per fissare nero su bianco i punti di intesa fra posizioni poliiche storicamente diverse se non alternative. La più pura essenza politica dc, insomma, che Arnaldo Forlani ha incarnato come pochi altri. “Apprendo con commozione la notizia della scomparsa di Arnaldo Forlani, e desidero esprimere ai figli e ai familiari i sentimenti della mia solidarietà e vicinanza”. È quanto ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione diffusa dopo la morte dell’ex leader della Dc.

“Forlani – ha dichiarato Mattarella – è stata una personalità di spicco della Repubblica per una lunga stagione, e la sua azione nel governo e nel partito di maggioranza relativa ha contribuito all’indirizzo del Paese, alla sua crescita democratica, allo sviluppo economico e al consolidamento del ruolo italiano in Europa, nell’Alleanza Atlantica, nel consesso internazionale. Lascia un segno di grande rilievo nella storia repubblicana”. Forlani “è stato presidente del Consiglio in una fase di profondi cambiamenti, ha ricoperto diversi e rilevanti incarichi ministeriali, è stato eletto in Parlamento per oltre 35 anni e ha concluso l’attività parlamentare al Parlamento europeo”, ha ricordato il presidente Mattarella. “La formazione cattolico democratica lo ha spinto fin da giovanissimo all’impegno politico, prima nella sua Pesaro, poi assumendo funzioni sempre più rilevanti nella Democrazia Cristiana di cui è stato protagonista e leader in passaggi cruciali, non solo per il suo partito ma per l’intro Paese. La fermezza delle posizioni si univa in lui con stile di cortesia e con atteggiamento rispettoso con gli interlocutori anche di posizioni contrapposte, atteggiamenti che assumevano essi stessi un valore politico e democratico.”

Vino, Primavera Prosecco Superiore: torna la Notte bianca del gusto

Vino, Primavera Prosecco Superiore: torna la Notte bianca del gustoMilano, 7 lug. (askanews) – Venerdì 7 luglio Conegliano (Treviso) ospiterà la “Notte bianca del gusto”, celebrazione conclusiva della 18esima edizione della “Primavera del Prosecco Superiore”. A partire dalle 19 la centralissima piazza Cima sarà la cornice di una serata che parlerà di vini, tipicità e cultura del territorio.

Aprirà il programma il Gran Gala della Primavera del Prosecco Superiore (solo su invito) con le premiazioni della nona edizione del Concorso enologico Fascetta d’oro, primo ed unico concorso nazionale dedicato al Conegliano Valdobbiadene e alle sue eccellenze vitivinicole, istituito dal Comitato provinciale Unpli Treviso, d’intesa con Assoenologi. In gara per conquistare la Gran Fascetta d’Oro, ci saranno oltre 200 delle migliori etichette presentate in degustazione nelle 17 Mostre del vino della Primavera del Prosecco Superiore. Per la prima volta, inoltre, verrà assegnato il Premio Unesco Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, in collaborazione con l’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, menzione “Rive”, che ha ottenuto il punteggio più elevato.

Momento clou della serata saranno i festeggiamenti per il quarto anniversario della nomina delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio dell’Umanità Unesco che daranno ufficialmente il via alla Notte Bianca del Gusto (aperta a tutti), un vero e proprio viaggio culinario tra i sapori locali: i vini vincitori con i formaggi di Latteria Soligo, lo spiedo preparato dal Gruppo Alpini di Ogliano, il Risotto al Prosecco di Osteria Cima, il gelato al Prosecco (con variazione analcolica per i più piccoli) di Longarone Fiere Dolomiti in collaborazione con Contaminazioni Stellate.

Economia del Mare: presidente di Assonautica incontra Musumeci

Economia del Mare: presidente di Assonautica incontra MusumeciMilano, 7 lug. (askanews) – Il presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina Giovanni Acampora ha incontrato il ministro per le politiche del mare Nello Musumeci per confrontarsi sulle progettualità 2023 – 2025 che il sistema camerale, attraverso il suo braccio operativo Assonautica Italiana, l’Osservatorio nazionale Ossermare e il Blue Forum Italia Network, vuole mettere in campo sull’Economia del Mare.

Tra queste: la prima indagine nell’Unione Europa rivolta agli utenti del mare italiani in collaborazione con Ioc-Unesco, gli Stati Generali delle Camere di Commercio Euro-Mediterranee, con particolare riferimento all’armonizzazione nell’osservazione dei dati , il 3 Summit Nazionale sull’Economia del Mare Blue Forum e l’avvio della campagna di adesioni nazionale del Manifesto Blue. Due i principali punti di condivisione emersi. Da un lato la necessità di proseguire sul lavoro comune per riportare l’Italia alla sua vocazione di nazione di mare. Dall’altro, la possibilità di far emergere la naturale leadership del nostro Paese nel contesto euro-mediterraneo, anche attraverso un più stretto rapporto tra istituzioni e imprese dell’Economia del Mare.

“Parallelamente al prezioso lavoro – ha sottolineato il presidente Acampora – che con gli esperti e la struttura di missione del ministro Musumeci stiamo portando avanti per scrivere il primo Piano del Mare italiano, riteniamo essenziale proseguire sulla programmazione triennale 2023-2025 che favorisca la crescita complessiva del Sistema Mare del nostro Paese”.

Secondo il Ministero della Giustizia “l’imputazione coatta è irragionevole, è da riformare”

Secondo il Ministero della Giustizia “l’imputazione coatta è irragionevole, è da riformare”Milano, 7 lug. (askanews) – “Secondo fonti ministeriali, l’imputazione coatta nei confronti dell’On. Delmastro Delle Vedove, come nei confronti di qualsiasi altro indagato, dimostra l’irrazionalità del nostro sistema. Nel processo che ne segue, infatti, l’accusa non farà altro che insistere nella richiesta di proscioglimento in coerenza con la richiesta di archiviazione. Laddove, al contrario, chiederà una condanna non farà altro che contraddire se stesso”. Lo scrive il ministero della Giustizia in una nota.

“Nel processo accusatorio – prosegue il comunicato – il Pubblico Ministero, che non è nè deve essere soggetto al potere esecutivo ed è assolutamente indipendente, è il monopolista dell’azione penale e quindi razionalmente non può essere smentito da un giudice sulla base di elementi cui l’accusatore stesso non crede. La grandissima parte delle imputazioni coatte si conclude, infatti, con assoluzioni dopo processi lunghi e dolorosi quanto inutili, con grande spreco di risorse umane ed economiche anche per le necessarie attività difensive. Per questo è necessaria una riforma radicale che attui pienamente il sistema accusatorio”.

Dell’Utri: Berlusconi non mi doveva nulla, ma a lui ho dato la mia vita

Dell’Utri: Berlusconi non mi doveva nulla, ma a lui ho dato la mia vitaMilano, 7 lug. (askanews) – “Non me lo aspettavo perché nulla mi doveva il mio amico Silvio. Io ho dato tutto a lui, la mia vita, tutto”. Marcello Dell’Utri si dice “sorpreso” in una intervista al Corriere del lascito da 30 milioni ricevuto nelle disposizioni testamentarie dall’amico di sempre, Silvio Berlusconi, visto l’ultima volta “qualche giorno prima della fine”.

Afferma di non averne “mai parlato” prima con il Cavaliere. “Lui – dice – mi parlava sempre di futuro. Mi parlava di Forza Italia, di nuovi assetti, di come rifondarla” e respinge il “sospetto” che così il Cavaliere abbia pagato il suo silenzio sui presunti rapporti con personaggi mafiosi con un “cose dette dai seminatori dell’odio”. Nel concreto una parte dei 30 milioni “servirà anche per un progetto al quale lavoro da un anno. Una biblioteca di libri di letteratura siciliana nel cuore della Valle dei Templi”, una nota passione dell’ex senatore di Forza Italia. “Sarà il mio dono e anche quello del mio amico Silvio per Agrigento Capitale della Cultura 2025. Sarà pronta per quella data”. Il nome? “Bibliteca Utriana”.

Covisian lancia la società hi-tech Cometa e porta ChatGpt nel metaverso

Covisian lancia la società hi-tech Cometa e porta ChatGpt nel metaversoMilano, 7 lug. (askanews) – Covisian, multinazionale di servizi di customer management e tecnologie, ha costituito Cometa, nuova società digital del gruppo, e lanciato per primo la tecnologia ChatGpt nel metaverso. Cometa, si legge in una nota, si occuperà di realizzare progetti e offrire servizi interattivi che includono metaverso, realtà virtuale, aumentata, mista e intelligenza artificiale, tra cui il primo Avatar Gpt.

Avatar Gpt rappresenta una sinergia tra avatar gestiti da personale specializzato e l’intelligenza artificiale di ChatGpt, la quale viene addestrata e personalizzata per ogni cliente. Questo sistema di intelligenza artificiale, si legge nella nota, è in grado di interpretare le domande e le esigenze degli utente e grazie all’apprendimento continuo, la consulenza è personalizzata avvicinandosi all’interazione umana. Avatar Gpt non necessita dell’impiego di visori ma può essere utilizzato anche solo con il monitor. “Il Dna di Cometa affonda le radici nell’esperienza del customer management di Covisian che, con i suoi 23 mila operatori in Europa e America Latina, ogni giorno fornisce servizi di assistenza ai clienti di oltre 200 multinazionali – dichiara Gabriele Moretti, presidente del gruppo Covisian e di Cometa – La realtà virtuale è il nuovo strumento di sviluppo della customer experience, per questo è fondamentale sapere precorrere i tempi per potere essere competitivi sul mercato. Con la nascita di Cometa e l’introduzione della tecnologia Gpt nel Metaverso, Covisian prosegue nella sua mission di mettere l’innovazione al servizio delle persone. Questo è un ulteriore passo in avanti che ci consente di rivoluzionare il modo con cui gli utenti interagiscono con il mondo digitale, ampliando il potenziale delle loro esperienze all’interno del metaverso”.

“Siamo determinati a trasformare il modo in cui le aziende si relazionano con i loro clienti, offrendo una customer experience coinvolgente e personalizzata attraverso avatar gestiti da personale specializzato Covisian o da intelligenze artificiali addestrate ad hoc. Per questo continueremo a investire nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie – commenta Andrea Fileccia, Ceo di Cometa – Tutto ciò è possibile grazie al lavoro di un pool di professionisti esperti e qualificati che ogni giorno si impegnano per progettare nuove soluzioni”.

Stock Spirits celebra in Italia i 100 anni di House of Suntory

Stock Spirits celebra in Italia i 100 anni di House of SuntoryMilano, 7 lug. (askanews) – Stoke Spirits porta in Italia i festeggiamenti per i cento anni di House of Suntory, la celebre azienda giapponese di liquori pregiati e pluripremiati, nota in particolare per i suoi whisky. Fino al 18 luglio tutte le vetrine de La Rinascente di piazza Duomo a Milano saranno dedicate ad alcune sue referenze, allestite con ideogrammi (“Kanji”) realizzati a mano su un grande telo da un maestro di “shodo” (arte giapponese della calligrafia) e con giochi di luce e di suoni che richiamano il legame della casa giapponese con la natura. Al settimo piano, è stato inoltre allestito un “pop-up store” dove si possono scoprire diverse etichette, alcune delle quali approdano per la prima volta in Italia, come i whisky in edizione limitata dedicata all’anniversario dei cento anni.

Si tratta del single malt “Yamazaki” e della cuvee di malto “Hakushu” entrami nelle versioni 12 e 18 anni, a cui si aggiungono “Hibiki”, prodotto con miscela di malto e grano provenienti dalle distillerie Yamazaki, Hakushu e Chita, da cui arriva anche la miscela che dà vita a “Whisky Toki”. Al loro fianco il “Roku Gin” prodotto con sei botaniche giapponesi, e “Haku Vodka” realizzata con riso bianco giapponese (“hakumai”) e filtrata attraverso il carbone di bambù. House of Suntory fu fondata da Shinjiro Torii nel 1923 con la distilleria Yamazaki, la prima e più antica distilleria di whisky di malto nella storia del Giappone. Oggi l’azienda è guidata dal nipote di Shinjiro, Shingo Torii.

“Come distributori ufficiali di Beam Suntory, terzo produttore mondiale di distillati, che per House of Suntory produce i whisky artigianali Yamazaki, Hakushu, Hibiki e Toki, siamo davvero orgogliosi di dare il via anche in Italia ai festeggiamenti di questo importante traguardo” ha dichiarato la direttrice marketing di Stock Italia, Valentina Simonetta, sottolineando che “House of Suntory è diventata oggi sinonimo dei migliori whisky giapponesi al mondo e ha senza dubbio costruito un’eredità degna di essere celebrata: crediamo fortemente nel connubio tradizione-innovazione e pensiamo che le sue esclusive referenze, di rara qualità, possano rispondere efficacemente alle esigenze del mercato del fuoricasa italiano, fatto di consumatori sempre più attenti ed esigenti, in cerca di esperienze sensoriali e culturali profonde”. In occasione del centenario, l’azienda giapponese ha prodotto il un video-manifesto “Suntory Anniversary Tribute” con la partecipazione dell’attore Keanu Reeves, e la regia del premio Oscar Sofia Coppola, che aveva contribuito alla fama del brand inserendo il whisky Suntory come elemento narrativo nel suo celebre film “Lost in Translation”. Il video precede la docu-serie “The Nature and Spirit of Japan”, sempre con Reeves, che sarà girata questa estate da Roman Coppola per offrire un’esplorazione più profonda di House of Suntory e della cultura giapponese in generale.

Ferrarelle: nel 2022 migliora la performance sostenibile

Ferrarelle: nel 2022 migliora la performance sostenibileMilano, 7 lug. (askanews) – E’ migliorato di 6,3 punti nell’ultimo anno il Benefit impact assessment, la valutazione dell’impatto di Ferrarelle in quanto società benefit. E’ quanto emerge dal bilancio di sostenibilità 2022 dell’azienda delle acque minerali che da quest’anno diventa annuale (era biennale).

Oltre all’attenzione imprescindibile verso la materia prima, l’acqua, l’azienda, che conta 400 dipendenti in Italia, è impegnata a ridurre il consumo di materiali di imballaggio, in particolare della plastica (PET incluso nelle preforme e HDPE dei tappi) e la relativa corretta gestione e smaltimento dei rifiuti. Nel 2022 ha impiegato una quota crescente di R-Pet che tra il 2022 e il 2021 ha subito un incremento del 17% toccando le 9.833 tonnellate. Attenzione anche alla corretta gestione dei rifiuti, ispirandosi ai principi dell’economia circolare. Oltre all’utilizzo di Pet riciclato e l’avvio a recupero dell’89% dei rifiuti, il gruppo sta portando avanti il progetto “Flora cacao”, con cui si è posta l’obiettivo di riutilizzare le bucce di cacao utilizzate nei processi produttivi di Amedei Toscana per la produzione di carta da imballaggio destinata anche alle confezioni di cioccolata Amedei, contando circa 10.340 chili di bucce di cacao e circa 6.000 chili di carta “Flora cacao” generati. Sul fronte del benessere aziendale, crescono del 98% le ore di formazione erogate rispetto al 2021, passando da 4.700 a 8.000. Sempre nell’ultimo anno, l’azienda ha lavorato anche per appianare il gender gap al suo interno con il 31% di donne nelle categorie di dirigenti, quadri, impiegati con un incremento del 40% rispetto all’anno precedente. Chiude il cerchio l’impatto sulle comunità e sul territorio. In quest’ottica Ferrarelle promuove e sostiene progetti di ricerca scientifica e arricchimento intellettuale, con partner come Telethon e si impegna a sostenere il patrimonio culturale affiancandosi a realtà come il Fai, Fondo ambiente italiano.

Il valore quello prodotto da Ferrarelle viene reinvestito e distribuito non sono tra gli stakeholder (circa 232 mln euro), ma anche alla comunità, con oltre 290 mila euro di valore. A questo, si affianca un modello di approvvigionamento responsabile. Nel 2022, infatti, il numero totale dei fornitori si è attestato a 1.311, con una spesa complessiva di quasi 205 milioni di euro, per più dell’85% realizzata su aziende italiane. “Con questo nuovo bilancio di sostenibilità, rinnovato nella struttura e nella metodologia di reporting, abbiamo voluto raccontare con ancora più attenzione e trasparenza i frutti del lavoro che da anni portiamo avanti nell’essere gestori responsabili di una risorsa preziosa che va custodita e che deve generare un benessere condiviso a 360 gradi: dai dipendenti, alla comunità locale, alle associazioni del terzo settore ai nostri partner di business – dichiara Michele Pontecorvo Ricciardi, vicepresidente di Ferrarelle società benefit – La sostenibilità è un aspetto non derogabile e una priorità che deve diventare fondante per qualsiasi impresa, soprattutto nell’ottica più ampia del sistema Pianeta di cui tutti condividiamo la responsabilità: noi abbiamo intrapreso da anni questo cammino e non intendiamo fermarci, speriamo che la nostra storia possa essere una conferma che un modo responsabile ed etico di fare impresa con successo è possibile”.

Il bilancio 2022 è stato realizzato secondo lo standard di rendicontazione internazionale Gri – livello referenced. Nel 2024, fa sapere l’azienda, l’analisi delle performance aziendali rispetto alle indicazioni della Direttiva europea sul corporate sustainability reporting, avverrà attraverso un bilancio di sostenibilità, GRI – in livello accordance.