”Un presepe POP”, l’arte di Cristoforo Russo in mostra a NapoliTorre del Greco (Na), 6 lug. (askanews) – L’unicità del diverso, dell’altro, del paradossale in mostra all’Ekklesia di Torre del Greco (Na), fino al 31 luglio 2023.
Dopo la tappa primaverile di Roma, la personale “Un Presepe POP” del pittore Cristoforo Russo esposta nella cappella gentilizia della metà del ‘700, alle falde del Vesuvio, con un vernissage, venerdì 7 Luglio alle 19, nella corte esterna, sotto la direzione artistica di Toto Toralbo. “‘Un presepe POP’, apparentemente fuori stagione natalizia – spiega l’artista – è alla ricerca delle nostre radici e per una rinascita autentica del nostro ‘puer aeternus’. Una sorta di luogo in cui gli adulti ritornano bambini e i bambini si sentono adulti. Considero simbolicamente il presepe attraverso una visione fantastica e, ben venga, Pop”.
L’interattività di un “Presepe POP”, spiegano i curatori della mostra, attraverso i colori e le immagini, allontana la malinconia dei tempi post-pandemici; Russo analizza le opere dei grandi Maestri e la cronaca del proprio tempo, attraverso il caleidoscopio della commedia dell’arte (Rugantino, Meo Patacca, Pulcinella, Arlecchino, Pantalone) e delle maschere da tutto il mondo (i Supereroi, le maschere asiatiche, africane)”.
Assunzioni senza concorso, medici Puglia: a rischio meritocraziaMilano, 6 lug. (askanews) – Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha annunciato di voler assumere medici senza concorso, valutando esclusivamente il curriculum degli aspiranti dipendenti del Servizio sanitario pugliese, per far fronte ad una carenza di personale sanitario che nella Regione risulta particolarmente grave. Una proposta accolta con sconcerto e incredulità dal sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED: “È la Costituzione a sancire il principio per cui nella pubblica amministrazione si accede mediante concorso – dichiara Guido Quici, Presidente nazionale della Federazione CIMO-FESMED -. Una norma sacrosanta per garantire il rispetto della trasparenza e della meritocrazia nelle procedure di seleziodne, che in questo modo verrebbero altamente compromesse. E ne è consapevole Emiliano stesso, che non a caso ha parlato di ‘misura estrema al limite della formalità giuridica’”.
“Vorremmo far presente al Presidente della Regione che non sono le procedure concorsuali a far scappare i medici dagli ospedali pugliesi – aggiunge -. È la precarietà che li allontana; sono le condizioni di lavoro costantemente ai limiti che li spingono nel privato; sono gli stipendi non competitivi rispetto al resto d’Europa che li portano a cercare lavoro all’estero o nelle cooperative, dove bastano tre turni di lavoro per guadagnare più di quanto guadagna un dipendente; è l’attuale contratto collettivo di lavoro nazionale che rende i professionisti prigionieri degli ospedali, ed il prossimo rischia di essere addirittura peggiore di quello vigente, considerate le bozze presentate nella trattativa in corso per il rinnovo del CCNL”. “Ci auguriamo che questa proposta sia solo una provocazione, e che si inizi invece a lavorare per risolvere le vere cause della fuga dei medici dalla sanità pubblica. A partire dal rinnovo di un contratto di lavoro realmente migliorativo che la Puglia e le Regioni dovrebbero sostenere in seno al Comitato di settore della Conferenza delle Regioni”, conclude Quici.
Delmastro-Santanchè, Governo: parte magistratura fa campagna per EuropeeRoma, 6 lug. (askanews) – “In un processo di parti non è consueto che la parte pubblica chieda l’archiviazione e il giudice dell’udienza preliminare imponga che si avvii il giudizio. In un procedimento in cui gli atti di indagine sono secretati è fuori legge che si apprenda di essere indagati dai giornali, curiosamente nel giorno in cui si è chiamati a riferire in Parlamento, dopo aver chiesto informazioni all’autorità giudiziaria. Quando questo interessa due esponenti del governo in carica è lecito domandarsi se una fascia della magistratura abbia scelto di svolgere un ruolo attivo di opposizione. E abbia deciso così di inaugurare anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee”. Lo affermano fonti di Palazzo Chigi riferendosi ai casi Delmastro e Santanchè.
Storia, arte, cultura di massa: la pittura di Yan Pei-MingMilano, 6 lug. (askanews) – Dal 7 luglio al 3 settembre 2023 Palazzo Strozzi a Firenze presenta Yan Pei-Ming. Pittore di storie, la più grande mostra mai dedicata in Italia all’artista franco-cinese, parte del progetto Palazzo Strozzi Future Art sviluppato con la Fondazione Hillary Merkus Recordati. A cura di Arturo Galansino, l’esposizione propone un percorso di oltre trenta opere che permettono di esplorare la potente e originale ricerca dell’artista sulla relazione tra immagine e realtà, in un cortocircuito tra vita personale e storia collettiva, simboli e icone della cultura e della storia dell’arte tra Oriente e Occidente.
Celebre per una profonda e appassionata riflessione sulla pittura nell’arte di oggi, Yan Pei-Ming invita a ripensare il rapporto tra storia e contemporaneità, memoria e presente. Esplorando generi come il ritratto, il paesaggio, la natura morta e la pittura di storia, i suoi dipinti prendono vita a partire dal modello di immagini fotografiche estrapolate da fonti diverse, come immagini personali, copertine di giornali, still cinematografici o celebri opere della storia dell’arte. Yan Pei-Ming ci porta a riflettere sulla contraddizione tra realtà e rappresentazione, verità e costruzione delle immagini, tema sempre più centrale nell’era della riproduzione e della condivisione digitale della storia pubblica e delle nostre vite private. È così che in mostra si alternano monumentali autoritratti e ritratti della madre e del padre o di personaggi storici come Mao Zedong e Adolf Hitler insieme a originali reinterpretazioni di opere come la Monna Lisa di Leonardo o l’Innocenzo X di Velázquez o di due copertine della rivista Time dedicate rispettivamente nel 2008 al presidente russo Vladimir Putin e nel 2022 a quello ucraino Volodymyr Zelensky. In diretta connessione con l’Italia l’esposizione ospita inoltre una sequenza di dipinti legati a celebri immagini fotografiche che hanno documentato drammatici momenti della storia italiana del Novecento, in una sorta di trilogia di deposizioni laiche: l’esposizione a testa in giù dei corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci a Piazzale Loreto a Milano nel 1945; il corpo riverso di Pier Paolo Pasolini all’idroscalo di Ostia nel 1975; il ritrovamento di Aldo Moro nel bagagliaio di un’auto a Roma nel 1978.
Nato a Shanghai nel 1960, Yan Pei-Ming si trasferisce nel 1980 in Francia, dove oggi vive e lavora. Come egli stesso afferma: “Presumo di essere un artista cinese ed europeo, ma sono prima di tutto un artista”. Cresciuto in Cina durante la Rivoluzione Culturale, si è infatti formato sulla storia dell’arte europea fondendo insieme tecniche, fonti e temi che ibridano Oriente e Occidente. Fondamentali per l’artista sono modelli iconografici della cultura visiva occidentale, ma a questi si uniscono anche soggetti che rimandano in maniera diretta alla Cina come le figure della tigre e del dragone o quelle di Mao e Bruce Lee, mito della sua infanzia e iconico anello di congiunzione tra Ovest ed Est, Hollywood e Hong Kong. Yan Pei-Ming è pittore di storia e di storie: “pittore di storia” quando rilegge momenti iconici del passato anche recente, ma anche “pittore di storie” personali. Come egli stesso afferma: non sono un pittore romantico, sono un pittore del nostro tempo. Ritraendo sé stesso e i propri familiari o celebri figure o momenti storici, Yan Pei-Ming esalta un rapporto diretto e quasi brutale con i propri modelli attraverso uno stile basato su pennellate vigorose e ampie stese direttamente senza disegni preparatori. Egli stesso si definisce “pittore d’assalto”: Yan Pei-Ming attacca la tela con grande energia, quasi in un corpo a corpo con la materia pittorica. La tavolozza è spesso bicolore: nera e bianca, rossa e bianca, blu e bianca. Il colore diviene un modo per amplificare la forza espressiva dei suoi quadri, spesso creati in formati monumentali, in cui lo spettatore sembra poter “entrare”. Le immagini diventano quasi astratte a distanza ravvicinata, macchie di colore che si intrecciano e sovrappongono, acquisendo nitidezza solo da lontano. La stessa nitidezza che si può percepire per avvenimenti di un passato prossimo, che necessitano di un distacco cronologico per essere compresi e analizzati.
“La pittura di Yan Pei-Ming è potente e diretta, come dice lui stesso: “non è una carezza”, afferma Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi e curatore della mostra. “Con questa mostra Palazzo Strozzi prosegue la sua missione nel creare un dialogo tra passato e presente, coinvolgendo artisti che sanno interpretare il nostro tempo. Yan Pei-Ming riflette sulla condizione umana, fondendo insieme fonti diverse tra realtà e immaginazione, vita privata e storia pubblica. È pittore di storie e non solo di Storia perché nella sua pittura si ritrovano immagini che hanno segnato il passato recente assieme a capolavori della storia dell’arte e al racconto intimo della propria vicenda personale. L’artista esplora le potenzialità della pittura e la capacità di questo mezzo di essere attuale, accessibile e coinvolgente per tutti”.
Tennis, a Wimbledon Berrettini vince il derby con SonegoRoma, 6 lug. (askanews) – Matteo Berrettini aveva lasciato Wimbledon dopo la finale del 2021, la prima di sempre per un italiano. A due anni di distanza, nella sua prima prima partita ai Championships, si è rivista la sua versione più vicina a quella finale da almeno un anno e mezzo a questa parte.
Il romano ha battuto 67(5) 63 76(7) 63 l’amico Lorenzo Sonego e vinto il settimo derby sugli undici giocati nel circuito ATP, al termine di un incontro spalmato su tre giorni a causa della pioggia. Al prossimo turno l’azzurro, numero 38 del mondo, affronterà Alex De Minaur, numero 17, che ha rimontato un set di svantaggio al belga Kimmer Coppejans. Si incontreranno per la quarta volta a tutti i livelli. L’australiano ne ha vinte due, al Challenger di Segovia del 2017 e in ATP Cup l’anno scorso, sempre sul duro. Berrettini, però, ha vinto l’unico giocato sull’erba, in semifinale al Queen’s nel 2021.
Yvonne Reiner, la danza come arte del gesto quotidianoBologna, 6 lug. (askanews) – La danza è una di quelle forme d’arte che, oggi come oggi, danno più senso alla parola “contemporaneo”, sia per la capacità di sommare molto aspetti delle altre pratiche, sia per la naturalezza con cui sa inserirsi nel contesto della vita. Per questo è importante osservare i momenti in cui questa transizione è avvenuta e uno di essi è legato alla figura di Yvonne Reiner, cui il MAMbo di Bologna dedica una retrospettiva curata da Caterina Molteni. “Yvonne Reiner – ha detto la curatrice ad askanews – è una danzatrice, cineasta, teorica e poeta americana, una delle figure più importanti della storia dell’arte recente che negli anni 60 ha rivoluzionato il mondo della danza cercando l’origine dei suoi movimenti nel quotidiano, quindi il movimento ordinario, con un approccio minimalista che coincideva con il movimento minimalista delle arti visive americane”.
Alla base del gesto di Reiner c’è il movimento cinetico naturale del corpo, che poi si arricchisce di versi e brevi frasi, che assumono a mano a mano sempre maggiore importanza, tanto da portare l’artista a creare video e quindi a diventare regista e a realizzare, a partire dal 1972, una serie di film che trasformano la Sala delle Ciminiere del MAMbo in un vero e proprio cinema. “La mostra – ha aggiunto Caterina Molteni – è proprio dedicata a questa transizione dalla danza al cinema, e cerca di trovare delle linee di contatto, sia a livello formale, quindi sul modo in cui le performance erano state concepite, sia a livello tematico, quindi sull’impegno politico che dagli anni 70, con la guerra in Vietnam, fino all’adesione al movimento femminista, diventa un po’ il carattere distintivo della sua ricerca”. Una ricerca che, basta osservare i video delle performance, mantiene grande attualità e ci parla di come noi possiamo essere in grado di abitare questo presente frammentato e sfuggente.
Vino, i Sauternes di Chateau de Fargues in Italia grazie a PartesaMilano, 6 lug. (askanews) – Partesa, società del Gruppo Heineken Italia specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Horeca, ha firmato un accordo di importazione e distribuzione con Chateau de Fargues, antica e celebre realtà vinicola francese celebre per i suoi Sauternes.
La Tenuta, fondata nel XIV secolo, appartiene dal 1472 alla famiglia Lur Saluces , oggi rappresentata da Alexandre e dal figlio Philippe. Château de Fargues non mette mai sul mercato annate ritenute imperfette (ad esempio quelle del 1972, 1974, 1992 e 2012) ma solo vini di grande eleganza, complessità e longevità, che ora si potranno gustare anche in Italia in una selezione di annate speciali, dalla 1994 alla 2016. “La famiglia Lur Saluces lavora con la massima ambizione possibile per produrre un vino unico. Dopo importanti investimenti in vigna, nelle cantine e nella storica fortezza del XIV secolo, è giunto il momento di dare al vino di Château de Fargues la distribuzione che merita. Il mercato italiano è particolarmente importante per noi, per la vicinanza culturale che ci lega agli italiani ma soprattutto per le origini piemontesi della nostra famiglia: discendiamo dall’ultimo marchese di Saluzzo, i cui titoli e armi portiamo orgogliosamente con la Corona di ferro che adorna ciascuna delle nostre bottiglie” ha affermato spiega Philippe de Lur Saluces, titolare di Château de Fargues, sottolineando che “siamo lieti di aver trovato in Partesa un partner dinamico e di primordine a cui affidare il nostro vino per la distribuzione sul territorio italiano, e di aprire a tutti i suoi clienti le porte delle nostre cantine, dando loro accesso alle ultime annate commercializzate ma anche ai tesori che conserviamo gelosamente da molti anni”.
“Siamo estremamente orgogliosi di accogliere nella famiglia di Partesa for Wine un produttore di così grande prestigio e di portare in Italia i suoi sublimi Sauternes” ha dichiarato Alessandro Rossi, National category manager wine di Partesa, aggiungendo che “questa partnership, fondata sul valore condiviso della qualità, produttiva da un lato e distributiva dall’altro, consentirà al mercato italiano di scoprire e apprezzare gli straordinari vini della famiglia Lur Saluces, che, siamo certi, saranno accolti con entusiasmo da tutto il canale Horeca e da tutti i wine lovers italiani”.
Caso Cospito, il Gip ordina alla Procura di procedere all’imputazione. Delmastro: chiarirò davanti al giudiceRoma, 6 lug. (askanews) – “Prendo atto della scelta del Gip di Roma che, contrariamente alla Procura, ha ritenuto necessario un approfondimento della vicenda giuridica che mi riguarda. Avrò modo, davanti al Giudice per l’udienza preliminare di insistere per il non luogo a procedere per insussistenza dell’elemento oggettivo, oltre che di quello soggettivo. Sono fiducioso che la vicenda si concluderà positivamente, convinto che alcun segreto sia stato violato, sia sotto il profilo oggettivo che sotto il profilo soggettivo”. È quando dichiara il sottosegretario FdI alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove, per il quale il Gip di Roma ha ordinato alla Procura di non archiviare – come da lei proposto- l’inchiesta sulla fuga di notizie sul caso Cospito, procedendo invece a formulare l’imputazione e procedere all’udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio.
Assocarni: bene ok emendamento su uso denominazioni carneRoma, 6 lug. (askanews) – “Accogliamo con favore questa importante decisione”: così il presidente di Assocarni Serafino Cremonini commenta l’approvazione avvenuta ieri in IX Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, nell’ambito del disegno di legge che vieta la commercializzazione in Italia di alimenti sintetici, dell’emendamento che vieta l’uso di denominazioni tipiche della carne per definire prodotti contenenti invece solo ingredienti vegetali.
Secondo Assocarni “si tratta di un passo decisivo per la tutela dell’intero comparto zootecnico in quanto la commercializzazione di prodotti a base vegetale, che utilizzano denominazioni usuali e descrittive riferite alla carne, può chiaramente indurre i consumatori italiani a pensare, erroneamente, che queste imitazioni siano sostituti uguali alla carne”. “La questione – ha proseguito Cremonini – non è impedire il consumo dei surrogati vegetali della carne, ma semplicemente chiamare i prodotti con il loro nome. È evidente che questi prodotti non hanno affatto lo stesso valore nutrizionale rispetto alla carne naturale. Anche se i consumatori sanno che in un hamburger vegano non c’è carne – ha concluso Cremonini – potrebbero essere indotti a credere che si tratti di un prodotto con equivalente valore nutrizionale, mentre sono cibi vegetali ultra trasformati con l’aggiunta di additivi chimici per alterarne sapore e consistenza”.
Delmastro: prendo atto incolpazione Gip,chiarirò davanti al GupRoma, 6 lug. (askanews) – “Prendo atto della scelta del Gip di Roma che, contrariamente alla Procura, ha ritenuto necessario un approfondimento della vicenda giuridica che mi riguarda. Avrò modo, davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare di insistere per il non luogo a procedere per insussistenza dell’elemento oggettivo, oltre che di quello soggettivo. Sono fiducioso che la vicenda si concluderà positivamente, convinto che alcun segreto sia stato violato, sia sotto il profilo oggettivo che sotto il profilo soggettivo”. È quando dichiara il sottosegretario Fdi alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove, per il quale il Gip di Roma ha ordinato alla Procura di non archiviare – come da lei proposto- l’inchiesta sulla fuga di notizie sul caso Cospito, procedendo invece a formulare l’imputazione e procedere all’Udienza preliminare per decidere sul rinvio a giudizio.