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Politecnico Mi: da impianti eolici offshore vantaggi per ambiente

Politecnico Mi: da impianti eolici offshore vantaggi per ambienteRoma, 6 lug. (askanews) – Gli impianti eolici offshore portano vantaggi ambientali per tutto il loro ciclo di vita. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Sustainable Production and Consumption in cui i ricercatori del Politecnico di Milano hanno analizzato i potenziali impatti ambientali di un impianto eolico offshore galleggiante in fase di autorizzazione al largo della Sicilia.

“Dai risultati emerge che gli impatti ambientali del parco eolico offshore con turbine galleggianti sono principalmente associati al ciclo di vita della turbina eolica e della struttura galleggiante, e in particolare alla produzione di acciaio – spiega Mario Grosso, docente di Gestione e Trattamento Rifiuti al Politecnico di Milano -. Le altre fasi del ciclo di vita, invece, hanno contributi nettamente più ridotti rispetto alla fase di approvvigionamento”. Nell’analisi sono state incluse le fasi di approvvigionamento dei materiali, trasporto dei componenti, assemblaggio e installazione con imbarcazioni specializzate, manutenzione durante la fase operativa, smontaggio e fine vita. “L’analisi include anche gli altri componenti necessari alla realizzazione di un parco eolico in mare, con particolare attenzione per il sistema elettrico necessario per la trasmissione dell’energia prodotta, al fine di valutare quanto la complessità del sistema da implementare per installazioni lontane dalla costa, contribuisca ad aumentare gli impatti complessivi dell’impianto” spiega Lucia Rigamonti, docente di Metodologie per il life cycle thinking. Dal confronto dei risultati, per 1 GWh di energia prodotta dal parco eolico con la medesima quantità di energia prelevata dalla rete elettrica nazionale, gli impatti complessivi dell’eolico risultano significativamente ridotti per quasi la totalità delle categorie di impatto analizzate: rispetto alla categoria “cambiamento climatico” il beneficio è pari ad una riduzione degli impatti del 92%, mentre si osserva un peggioramento solo per la categoria “esaurimento delle risorse abiotiche” (+95%). Inoltre, i risultati dimostrano che gli investimenti in termini di emissioni di gas a effetto serra ed energia verrebbero ripagati velocemente dall’evitata generazione di energia da fonti fossili, rispettivamente in 2 e 3 anni. “Complessivamente, i risultati dell’analisi forniscono un’indicazione di massima, utile a prendere consapevolezza sui carichi ambientali di un sistema di generazione di elettricità da fonte rinnovabile e confrontarlo con altre fonti energetiche- spiega Gaia Brussa, ricercatrice al Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’ateneo milanese- tuttavia, deve essere tenuto in considerazione il fatto che, attualmente, si tratta una stima preliminare basata sulle scelte progettuali presentate per la fase di scoping (verifica preliminare) della Valutazione di Impatto Ambientale”. La letteratura scientifica è ancora carente quando si tratta di analisi del ciclo di vita (LCA) di parchi eolici offshore, con turbine di grande taglia (oltre 15 MW) installate su strutture galleggianti, che rispecchiano i recenti sviluppi del settore e le attuali tendenze di mercato. Tuttavia, per valutarne la reale sostenibilità ambientale, è significativo analizzare le tecnologie di generazione elettrica da fonti rinnovabili anche in ottica di ciclo di vita.

Inaugurato il Ponte di Braila, costruito da consorzio a guida Webuild

Inaugurato il Ponte di Braila, costruito da consorzio a guida WebuildRoma, 6 lug. (askanews) – Il Governo italiano, rappresentato dal Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Tullio Ferrante, accompagnato dall’Ambasciatore a Bucarest Alfredo Durante Mangoni, ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione del ponte di Braila, che collega due sponde del Danubio nel sud-est della Romania.

L’opera è il frutto dell’ingegno e delle competenze ingegneristiche di un consorzio internazionale di imprese altamente specializzate, guidato dal gruppo italiano Webuild che ne detiene il 60%. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito anche altre imprese italiane (Fincantieri e ITR) in una vera e propria azione di sistema. Quello di Braila è il secondo ponte sospeso più lungo dell’Europa continentale per lunghezza della campata centrale: 1.120 metri che attraversano il letto del fiume (per una lunghezza totale di 1.975 metri), con una larghezza di 31,7 metri e due torri alte 192,4 metri sul livello del mare.

Qualche dato ulteriore aiuta a comprendere la complessità dell’opera: i 18.000 cavi d’acciaio che sorreggono la campata raggiungono una lunghezza complessiva di 38.000 chilometri, di poco inferiore alla circonferenza terrestre; i blocchi di ancoraggio hanno un diametro di 47 metri e una profondità di 31 metri; il progetto contiene al suo interno anche la costruzione di 36 ponti minori, due viadotti di accesso e 21 chilometri di strade a scorrimento veloce; sono 7.000 i veicoli attesi sul ponte ogni giorno. I costruttori hanno dedicato grande attenzione all’innovazione e alla sostenibilità nella realizzazione dell’infrastruttura, valutando la sismicità dell’area, scegliendo accuratamente il calcestruzzo e optando per tecniche costruttive speciali, come il ricorso a pali di grande diametro per le fondazioni, lo scavo di pozzi estesi e profondi e l’utilizzo di impianti all’avanguardia per l’estrazione dell’acqua dalle falde sotterranee.

Il significato dell’opera è molteplice. Il ponte sospeso sul Danubio, finanziato tramite il PON europeo per le grandi infrastrutture, costituisce un importante volano per sviluppare l’economia dei distretti sud-orientali della Romania e per contribuire al consolidamento della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), ossia al rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale dell’UE. Esso inoltre rappresenta un progetto coerente con l’impostazione dell’Iniziativa dei Tre Mari – di cui Bucarest ospiterà il prossimo Vertice nel settembre 2023 – che si concentra proprio sull’interconnettività nei trasporti, nell’energia e nel digitale dei Paesi collocati lungo il corridoio dell’Europa centro-orientale tra l’Adriatico e il Mar Nero.

Ancora, l’infrastruttura riveste una precisa dimensione politica e strategica, proponendosi come piattaforma per sostenere attività industriali e manifatturiere, connettività e mobilità sostenibile che si proiettano verso la Repubblica di Moldova e verso l’Ucraina, anche nell’ottica della ricostruzione del Paese. Sotto il profilo bilaterale, il ponte di Braila riconferma la vocazione di Webuild e di tutte le imprese italiane presenti nel Paese a offrire un contributo qualificato allo sviluppo e alla modernizzazione della Romania sul versante delle infrastrutture abilitanti per la crescita e la prosperità, un ambito che presenta un vasto potenziale per le relazioni bilaterali in campo economico, industriale e commerciale.

Banche, ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario -31% in 2022

Banche, ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario -31% in 2022Roma, 6 lug. (askanews) – Nel 2022 si è verificata una consistente flessione dei ricorsi presso l’Arbitro Bancario Finanziario (Abf), il sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie tra clienti e gruppi finanziari: un meno 31 per cento a quota 15.400 ricorsi. E secondo quanto riporta lo stesso organismo nella sua relazione annuale, presentata oggi a Roma. Contemporaneamente si è assistito a una significativa ridistribuzione delle controversie per materia, con un notevole aumento del peso dei ricorsi in tema di servizi e strumenti di pagamento, anche per effetto della maggiore diffusione dei pagamenti digitali.

L’Abf è un organismo indipendente, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia. Il contenzioso sui finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio e sui buoni fruttiferi postali, come nel 2021, ha continuato a diminuire in relazione alla complessità del quadro normativo: su queste materie gli intermediari tendono a non adempiere alle decisioni dell’Arbitro, rileva la relzione, e i clienti sono disincentivati dal presentare ricorso. Lo scorso anno le decisioni dei Collegi sono state oltre 17.300, in calo rispetto al 2021 coerentemente con la riduzione del numero dei ricorsi ricevuti. Nel 34 per cento dei casi l’esito è stato favorevole ai clienti con l’accoglimento totale o parziale delle richieste; per il 18 per cento dei ricorsi è intervenuta la dichiarazione della cessazione della materia del contendere per accordo intervenuto tra le parti. Nei restanti casi, si legge, il Collegio ha respinto le istanze in quanto infondate.

La complessità del quadro normativo di riferimento connesso con la sentenza Lexitor della Corte di giustizia dell’Unione europea e con la disciplina applicabile ai buoni fruttiferi postali ha continuato a incidere sull’aumento degli inadempimenti alle decisioni dei Collegi da parte di intermediari, che spesso sottopongono la questione all’Autorità giudiziaria. Al di fuori di queste materie, dice l’Abf, il tasso di adesione alle decisioni dei Collegi è stato del 92 per cento. Nel 2022 sono stati riconosciuti ai clienti 19,6 milioni di euro (31 nel 2021), di cui 17,3 già restituiti alla clientela.

Sempre nel 2022 la durata media della procedura, al netto delle sospensioni, è stata di 120 giorni (in diminuzione rispetto al 2021). La durata è di molto inferiore ai 180 giorni previsti dalla normativa, termine entro il quale si è concluso il 93 per cento dei procedimenti. La durata media al lordo delle sospensioni è stata pari a 140 giorni. La tendenziale uniformità degli orientamenti viene favorita dalla sottoposizione delle questioni più rilevanti al Collegio di coordinamento nonché alla Conferenza dei Collegi, importante forum di discussione. Resta in ogni caso fondamentale l’analisi condotta dai singoli Collegi sulle concrete fattispecie sottoposte alla loro attenzione sulla base della documentazione prodotta dalle parti.

L’Abf riferisce che con l’utilizzo di tecniche di machine learning e text mining nel procedimento – attualmente allo studio nell’ambito del progetto AbefTech, il cui avvio è previsto per la fine del 2023 – verrà agevolata la ricerca di decisioni su casi analoghi, attraverso l’individuazione tempestiva dei precedenti e di eventuali contrasti tra gli orientamenti dei Collegi, migliorando così il servizio offerto ai clienti. Inoltre, in attuazione del protocollo d’intesa siglato nel marzo 2020 tra la Banca d’Italia e la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), è continuato il confronto tra l’Abf e l’Arbitro per le Controversie Finanziarie, per prevenire l’insorgenza di conflitti interpretativi o incertezze nella delimitazione delle rispettive competenze. È proseguita inoltre la collaborazione con l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), in vista della costituzione dell’Arbitro Assicurativo, anche attraverso scambi lavorativi tra il personale della Banca d’Italia e quello dell’Ivass stesso. Passando al confronto con la magistratura, gli orientamenti espressi dall’Abf hanno continuato a essere oggetto di interesse da parte dei giudici ordinari, oltre che del mondo accademico. Il confronto con la Magistratura si è rafforzato, grazie alla proficua collaborazione con la Scuola superiore della magistratura su questioni oggetto di comune interesse. La cooperazione internazionale. Il 2022 è stato un anno di intensa cooperazione anche sul piano internazionale. Oltre alla consueta partecipazione alla rete Fin-Net istituita presso la Commissione europea – che rappresenta un’importante sede di confronto tra l’Arbitro e gli altri organismi europei attivi nel settore bancario, finanziario e assicurativo – è stato organizzato un convegno internazionale, conclude la relazione, cui hanno partecipato diversi Adr e autorità di tutela operanti in Europa e negli Stati Uniti.

Ecco cosa prevede il nuovo pacchetto Ue su Ogm, suoli, rifiuti alimentari e tessili

Ecco cosa prevede il nuovo pacchetto Ue su Ogm, suoli, rifiuti alimentari e tessiliBruxelles, 6 lug. (askanews) – La Commissione europea ha presentato a Bruxelles un pacchetto di nuove proposte nel quadro del Green Deal, che riguardano le procedure di autorizzazione degli Ogm di nuova generazione (le cosiddette “nuove tecniche genomiche”), nuove norme sulle sementi (“materiale riproduttivo per le piante e le foreste”), la riduzione della produzione di rifiuti alimentari, una nuovo sistema per ridurre e riusare o riciclare i rifiuti da prodotti tessili, e infine una direttiva “sul monitoraggio e la resilienza dei suoli”.

La proposta più importante e controversa del pacchetto, ufficialmente presentato ieri, è quella sulle “nuove tecniche genomiche” – che, al contrario dei “vecchi” Ogm, ottenuti attraverso la “transgenesi”, sono basate sulla “cisgenesi”, ovvero l’inserimento di geni non provenienti da specie estranee – consiste, in pratica, in due diversi approcci, che risulteranno in due diverse categorie di piante “Ngt”. Innanzitutto, vi sarà una sostanziale deregolamentazione delle piante biotech ottenute con meno di 20 modificazioni genetiche, che verranno considerate “equivalenti” alle piante ottenute con selezione genetica naturale (“convenzionale”). Unica differenza rispetto alle piante convenzionali, i semi delle piante di questa prima categoria dovranno comunque essere registrati come Ngt.

Nella seconda categoria rientreranno le piante che hanno subito più di 20 mutazioni (ma sempre attraverso cisgenesi), per le quali sarà confermata dell’applicazione di quasi tutti gli obblighi e le procedure attualmente applicate ai “vecchi” Ogm: autorizzazione Ue solo dopo valutazione dei rischi, tracciabilità e obbligo di etichettatura, obbligo di misure di “coesistenza” (distanze minime da piantagioni convenzionali o bio per evitare contaminazioni). Non sarà invece applicata, in questo caso, la possibilità, attualmente esistente, di divieti nazionali di coltivazione per gli Ogm autorizzati a livello Ue. Viene confermato, infine, il divieto di usare le piante Ngt nell’agricoltura biologica.

Riguardo ai rifiuti alimentari, la Commissione propone di dimezzare entro il 2030 gli sprechi di cibo pro capite nell’Ue, che ammontano oggi a 131 Kg all’anno (58,5 milioni di tonnellate in totale, di cui il 53% generato dalle famiglie e il 20% dall’industria della trasformazione). La riduzione dovrà essere assicurata per il 10% dal settore della trasformazione e per il 30% da ristoranti, distribuzione e famiglie. I rifiuti del settore del tessile e dell’abbigliamento (comprese le calzature) generati nell’Ue ogni anno ammontano a 12,6 milioni di tonnellate, di cui solo il 22% è sottoposto a raccolta separata.

La Commissione propone un nuovo sistema di responsabilità estesa dei produttori (simile a quanto già esiste per il settore degli elettrodomestici) riguardo alla gestione dei rifiuti, incentivi per una maggiore circolarità del settore e una definizione di “rifiuti” in quest’area con l’obiettivo di impedire l’attuale pratica dell’esportazione fuori dall’Ue di prodotti tessili, ufficialmente destinati al riuso o riciclo, e che finiscono poi in discariche, sulle spiagge e nei mari nei paesi in via di sviluppo. Sui suoli, infine, la proposta della Commissione indica solo l’obiettivo di massima di non avere più aree degradate nel 2050, ma non presenta alcun obiettivo intermedio. La direttiva punta a definire e attuare nei prossimo 5 anni un sistema di “governance” dei suoli basato sul monitoraggio da parte delle autorità nazionali, ma con criteri armonizzati, con la mappatura delle aree degradate e inquinate, e interventi per migliorarne le condizioni nei casi più gravi. Entro sei anni dall’entrata in vigore della direttiva si deciderà su una eventuale sua revisione, possibilmente con la fissazione di nuovi obiettivi intermedi.

Ceev: bene proposta direttiva Ue su monitoraggio del suolo

Ceev: bene proposta direttiva Ue su monitoraggio del suoloRoma, 6 lug. (askanews) – Positivo il parere del Comitato europeo delle aziende vinicole (Comité Vins – Ceev) sulla proposta della Commissione Europea di una legge sul monitoraggio e la resilienza del suolo, che rappresenterebbe un primo passo fondamentale verso una migliore protezione e rigenerazione del suolo dei vigneti in Europa. Tuttavia, per il Ceev, “sarà necessaria più ambizione per avere un vero impatto a lungo termine”.

Nell’ambito della strategia dell’Ue per il suolo per il 2030, l’Unione europea ha infatti fissato un obiettivo a lungo termine per avere tutti i suoli in condizioni sane entro il 2050, rendendo la protezione, il ripristino e l’uso e il trattamento sostenibili dei suoli la norma. Il Ceev ritiene che “i suoli sani siano una priorità assoluta per adattarsi al nostro clima in continua evoluzione e garantire che i vigneti siano resistenti a condizioni meteorologiche estreme senza influire sulla fertilità del suolo”. Secondo Mauricio González-Gordon, presidente del Ceev, “la proposta recentemente pubblicata per una direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo è un passo importante in quanto è la prima legislazione dell’Ue che definisce il concetto di salute del suolo”.

La gestione del suolo nei vigneti è stata e rimane una priorità per il settore. L’introduzione dell’obbligo per gli Stati membri di istituire “distretti del suolo” riflette bene la necessità di sviluppare un approccio di gestione basato sui distretti per un’efficiente protezione e rigenerazione del suolo. Per il Ceev però la proposta di legge “non fornisce linee guida chiare, strumenti innovativi per l’uso e il ripristino del suolo e finanziamenti adeguati per la transizione della viticoltura verso pratiche più sostenibili. Un sostegno adeguato è fondamentale per mitigare l’impatto negativo sul reddito e sulla produttività”.

Visita in Bulgaria del capo di Stato maggiore Cavo Dragone

Visita in Bulgaria del capo di Stato maggiore Cavo DragoneRoma, 6 lug. (askanews) – Accolto dal Comandante della Brigata Pinerolo l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, ha assistito, attraverso l’utilizzo dei sistemi di comunicazione dei posti comando digitalizzati di Forza NEC (Network Enabled Capability), a tutte le fasi della manovra a fuoco condotta in modo sincronizzato da due unità di livello gruppo tattico pluriarma simultaneamente addestrate in due distinte aree distanti tra loro circa 200 chilometri, pinnacolo dell’intera attività.

Nel rivolgersi al contingente italiano, dopo aver riportato la vicinanza da parte del Ministro della Difesa, l’Ammiraglio Cavo Dragone si è detto “particolarmente orgoglioso di essere il Capo della Difesa quando le Forze Armate sono rappresentate da donne e uomini come voi” aggiungendo che oggi “voi avete dato un messaggio verso i nostri Alleati estremamente forte, significativo, profondo di professionalità ed efficienza”. Il Capo di Stato Maggiore ha poi concluso rinnovando il proprio plauso per quanto visto nel corso dell’esercitazione odierna affermando che la task force italiana ha “dimostrato che l’Italia dispone di una Difesa che non è seconda a nessuna”. All’attività conclusiva hanno preso parte i vertici politici e militari italiani e bulgari e della NATO. l’Ambasciatrice d’Italia a Sofia, il Ministro della Difesa della Repubblica di Bulgaria, il Capo di Stato Maggiore della Difesa di Bulgaria, il Capo di Stato Maggiore del NATO Allied Land Comand e l’Addetto Militare d’Italia.

La complessa attività eVA ’23 ha raggruppato al suo interno le esercitazioni di Deployment/Redeployment iniziata il 30 maggio e che si concluderà il 25 luglio; dal 19 giugno al 07 luglio sono state condotte in modo consequenziale una Command Post Exercise (CPX) che ha portato alla Live Fire Exercise (LFX) condotta in ambiente digitalizzato. Nell’esercitazione multinazionale sono stati schierati oltre 1800 militari tra componente logistica e operativa. Sette le nazioni partecipanti Albania, Bulgaria, Grecia, Italia, Macedonia del Nord, Montenegro e USA.

I gruppi tattici esercitati sul terreno sono stati costituiti dal Multinational Battle Group Bulgaria, su base 7° Reggimento Bersaglieri, e il 38mo Battaglione della 2^ Brigata Meccanizzata delle Forze Armate Bulgare. Le due unità sono state supportate da un Aviation Battalion con elicotteri CH 47 del 1° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares”. Il Comando della Brigata Pinerolo, integrato con assetti ad alta connotazione specialistica provenienti da tutta la Forza Armata, ha dato dimostrazione di essere in grado di esercitare tutte le funzioni operative simultaneamente su cinque Battle Group conducendo operazioni full spectrum.

Di particolare rilevanza sono stati i risultati prodotti sul campo che hanno evidenziato come la grande Unità da combattimento di Forza Media Digitalizzata (FOMED), grazie alla sinergia tra i sistemi e i mezzi permetta di ottenere un flusso di comunicazioni tra Posti Comando Digitalizzati (navigazione geolocalizzata, messaggi formattati, gestione dell’osservazione, identificazione e ingaggio dei bersagli), con la conseguente conoscenza in tempo reale della situazione tattica amica e nemica.

Wang Yi: relazioni tra Cina e Giappone a un momento critico

Wang Yi: relazioni tra Cina e Giappone a un momento criticoRoma, 6 lug. (askanews) – Le relazioni tra Cina e Giappone si trovano in un “momento critico”. L’ha detto oggi il capo della politica estera del Partito comunista cinese, Wang Yi, ricevendo a Pechino l’ex ministro degli Esteri nipponico Yohei Kono alla guida di una delegazione dell’Associazione per la promozione del commercio internazionale.

Secondo un resoconto del ministero degli Esteri cinese, ripreso dal South China Morning Post, Wang ha affermato che nella costruzione di legami entrambi i paesi devono eliminare “l’interferenza esterna” e vedersi l’un l’altro come partner e non come una minaccia. Inoltre esortato la parte giapponese a opporsi agli sforzi di “disaccoppiamento” e a dare un contributo a migliorare e sviluppare i legami, segnalando che il Giappone ha fatto “mosse negative” sulla questione di Taiwan. Le relazioni tra Giappone e Cina si sono inasprite alla luce del contesto geopolitico, con gli Usa che hanno tirato le fila dei loro alleati regionali di fronte alla crescente potenza cinese, e per la disputa territoriale che oppone i due giganti asiatici.

All’inizio di questa settimana, Wang ha attaccato velatamente gli Stati Uniti per aver alimentato un sentimento anti-cinese in Giappone e Corea del Sud, dicendo che “una certa grande potenza al di fuori della regione” cerca di seminare discordia. In un incontro trilaterale, inoltre, nel chiedere a Tokyo e Seoul di non seguire le sirene americane, ha anche fatto una dichiarazione che è stata piuttosto criticata perché giudicata apertamente culturalista. “Non importa quanto biondi siano tinti i nostri capelli o quanto rendiamo affilato il nostro naso, non potremo mai diventare europei o americani, non potremo mai diventare occidentali”, ha detto Wang. “Dobbiamo sapere dove affondano le nostre radici”.

Il Giappone a marzo ha annunciato l’imposizione di controlli sulle esportazioni su alcuni tipi di apparecchiature avanzate per la produzione di semiconduttori cinesi, insieme a Stati Uniti e Paesi Bassi. La Cina ha chiesto a Tokyo di porre fine alle restrizioni, affermando che danneggerebbero i legami commerciali tra i due paesi.

La salute multidimensionale fra gli elementi della natura

La salute multidimensionale fra gli elementi della naturaRoma, 6 lug. (askanews) – Acqua, terra, aria e fuoco sono elementi fortemente connessi con il benessere e da secoli hanno attratto l’interesse di ricercatori e scienziati. Hanno caratteristiche intrinseche fisiche, biologiche ed energetiche che possono determinare situazioni discordanti come la malattia da un lato e la guarigione dall’altro. Se conosciuti, studiati e vissuti in modo consapevole ci possono condurre a una lunga vita di salute e gioia. Questo, spiega una nota, lo scopo del convegno esperienziale formativo e informativo dal titolo “La Salute Multidimensionale fra gli elementi della natura”, aperto a tutti, che si svolgerà sabato 8 luglio dalle 9.30 alle 17 nella Conference Area Pineta di Pinzolo (Tn), nell’ambito del Dolomiti Wellness Festival.

Sarà una giornata di condivisione e formazione con momenti esperienziali, in cui si parlerà di salute, longevità, sani stili di vita e dell’approccio mentale e culturale al benessere, che sta conoscendo un’evoluzione. Negli stessi ambienti sanitari e nell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) si parla da anni della salute come di uno stato dinamico di benessere fisico, mentale, sociale, nonché anche spirituale e ambientale, non mera assenza di malattia. In questo caso, in particolare, i partecipanti saranno guidati a comprendere la relazione tra il nostro corpo e gli elementi della natura. Elementi in cui l’acqua è parte integrante del nostro corpo e del nostro Pianeta, come sarà approfondito da Simona Santini, ricercatrice, naturopata e tutor omeosinergetico; l’aria è elemento vitale che respiriamo ogni istante della nostra vita, secondo quanto racconterà Cristiano Verducci, esperto e specialista del respiro energetico consapevole; la terra, accoglie e nutre la vita, come spiegheranno Luca Apicella, naturopata, counselor, esperto facilitatore in medicina forestale e Forest Therapy, e Giovanna Borriello, neurologa, ricercatrice dell’Università La Sapienza di Roma, presidente del Comitato Scientifico AIMEF (Associazione Italiana di Medicina Forestale) e responsabile del Centro di riferimento per la Sclerosi Multipla Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma; il fuoco è energia che purifica e trasforma, secondo l’intervento di Luigi Marcello Monsellato, ortopedico, traumatologo, psicoterapeute, presidente della SIM (Società Italiana di Medicina), e ideatore della Medicina Omeosinergetica.

Sul tema longevità interverranno Enzo Parianotti, life coach e scrittore, che racconterà del suo progetto “Longebility”, e il Prof. Francesco Landi, direttore del Dipartimento Scienze dell’Invecchiamento, Ortopediche e Reumatologiche della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, che concluderà gli interventi. L’appuntamento, coordinato da Paola Rizzitelli, esperta di Wellness Economy e Wellness Marketing, fra i co-fondatori di La Medicina Olistica, referente per i Forest Bathing Center dell’Associazione di Medicina Forestale e partner dell’Istituto Italiano di Bioetica, darà 5 crediti formativi Ecm ai medici e a tutte le professioni sanitarie.

“Al Dolomiti Wellness Festival gli elementi della natura possono finalmente prendere la scena nell’ambito di un concetto di ‘medicina olistica’ – ha dichiarato Rizzitelli – Un concetto che coinvolge tutti gli aspetti della vita dell’essere umano, mirando alla prevenzione e alla cura della malattia, nel passaggio da un approccio che era reattivo (agisco solo in reazione alla malattia, ndr) ad uno proattivo (agisco per il mantenimento della salute, ndr), che mette tutti in gioco e allarga possibilità e responsabilità. Abbiamo così organizzato un convegno innovativo e unico, alla sua seconda edizione, dedicato a consolidare la multidimensionalità della salute, in una forma didattica particolarmente stimolante poiché vivremo sia momenti di formazione scientifica sia attività esperienziali all’aperto, al fine di facilitare l’apprendimento”. Il Dolomiti Wellness Festival è promosso da Treventur – Trentino Eventi Turismo, in collaborazione con l’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio, con la collaborazione e il patrocinio della Società Italiana di Medicina (SIM), dell’Associazione Italiana di Medicina Forestale, (A.I.Me.F) e di A.I.R.O.P., l’Associazione Italiana rivolta a tutti i Professionisti Sanitari e Socio-Sanitari con particolare attenzione alla promozione, diffusione e conoscenza delle Medicine Complementari e delle Discipline Olistiche e Bionaturali, oltre a quello della Provincia Autonoma di Trento e dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari.

Santanchè, Silvestri: mozione di sfiducia M5a anche alla Camera

Santanchè, Silvestri: mozione di sfiducia M5a anche alla CameraMilano, 6 lug. (askanews) – “Anche alla Camera Il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione di sfiducia alla ministra Santanchè. Abbiamo chiesto più volte che la ministra venisse in Aula a fornire le opportune spiegazioni sulle gravi accuse ed evidenze che la riguardano, ma ha provato a sottrarsi in tutti i modi e così facendo ha mancato di rispetto a un ramo del Parlamento e a una delle istituzioni che dovrebbe essere in grado di rappresentare”. Lo afferma Francesco Silvestri, capogruppo M5S alla Camera.

“La non difesa della ministra Santanché, gli attacchi alla stampa, le sue evidenti responsabilità politiche, etiche e pubbliche, impongono che lasci rapidamente il ministero. Per questo andiamo avanti e depositiamo una mozione di sfiducia nei suoi confronti anche alla Camera”, conclude.

Al via iscrizioni per formazione giovani agricoltori in Piemonte

Al via iscrizioni per formazione giovani agricoltori in PiemonteRoma, 6 lug. (askanews) – E’ partito il 3 luglio il corso di formazione di 150 ore per giovani agricoltori e nuovi agricoltori organizzato da Regione Piemonte in collaborazione con Inipa Nord-Ovest, Cia Consulenze Piemonte e Agripiemonteform. Il corso ha lo scopo di formare i giovani che si insediano in agricoltura per sviluppare competenze e conoscenze di alto livello e migliorare la loro capacità tecnica ed imprenditoriale.

“Anche la formazione è un aspetto importante della vita di un agricoltore perché permette di essere più preparati nel cogliere le novità in campo produttivo e ambientale e nell’adeguare la propria azienda agricola alle normative, così da poter partecipare all’assegnazione dei contributi europei tramite i bandi regionali”, sottolinea in una nota l’assessore all’agricoltura e cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa. La necessità di questa formazione specifica nasce da un Decreto del Ministero dell’Agricoltura che impone ai nuovi insediati una qualifica professionale che, in mancanza di specifici titoli di studio agricoli, si ottiene tramite un corso di 150 ore con esame finale su tematiche riferibili al settore agroalimentare, ambientale e della dimensione sociale.

Questa specifica formazione, insieme agli altri requisiti previsti dal Decreto, consentirà ai giovani che si insediano di accedere all’assegnazione dei diritti all’aiuto previsti per i nuovi agricoltori dalla Comunità europea.