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Pnrr, Gualtieri: attuiamo 279 progetti per 1 mld e 150 milioni

Pnrr, Gualtieri: attuiamo 279 progetti per 1 mld e 150 milioniRoma, 5 lug. (askanews) – “Come Roma Capitale siamo soggetti attuatori diretti di 279 progetti nel Pnrr per 1 miliardo e 150 milioni di euro con 250 milioni di co-finanziamento. Un quadro molto significativo a cui per Roma si aggiunge il Giubileo, che ha scadenze ancora più ravvicinate. Siamo in linea con il cronoprogramma, tutti gli anticipi sono stati richiesti ma ha ragione Antonio: abbiamo bisogno di un aumento segli anticipi per coprire l’aumento dei costi legato all’inflazione”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri intervenuto alla seconda edizione dell’evento “Missione Italia 2021-2026- Pnrr dei Comuni e delle città” organizzato dall’Anci.

“C’è il tema dei prezzi, dei rincari, e c’è il tema del personale, non è sufficiente, abbiamo vincitori di concorso che scelgono di andare altrove dove hanno retribuzioni più solide”, ha aggiunto Gualtieri: “Io vedo il bicchiere mezzo pieno perché i Comuni stanno facendo la loro parte”, ha concluso.

Le forze israeliane si ritirano: conclusa l’operazione a Jenin (il bilancio)

Le forze israeliane si ritirano: conclusa l’operazione a Jenin (il bilancio)Roma, 5 lug. (askanews) – Lanci di razzi palestinesi dalla Striscia di Gaza, almeno cinque, sono stati rilevati dalle forze israeliane che hanno colpito anche una postazione di Hamas, mentre i militari dello Stato ebraico si ritiravano da Jenin – in Cisgiordania – dopo aver realizzato una delle più pesanti operazioni in Cisgiordania da anni.

I razzi da Gaza sono stati per lo più intercettati, secondo fonti militari, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime. Israele ha detto che, come reazione, i suoi aerei hanno colpito un impianto di produzione di armi sotterraneo a. I media israeliani hanno citato un portavoce militare israeliano il quale ha affermato che tutte le truppe hanno lasciato Jenin e che l’operazione è stata completata.

Dodici palestinesi, la maggior parte dei quali non combattenti, sono stati uccisi nell’operazione, che secondo l’esercito israeliano mirava a distruggere le infrastrutture e le armi dei militanti nel campo profughi di Jenin. Quando l’esercito ha iniziato la ritirata, ha annunciato che un soldato israeliano è stato ucciso a colpi di arma da fuoco.

Pnrr, Decaro: chiediamo il 30% di anticipi a fronte dei progetti

Pnrr, Decaro: chiediamo il 30% di anticipi a fronte dei progettiRoma, 5 lug. (askanews) – “Abbiamo un problema di anticipi, che oggi sono del 10%. Dove c’è un progetto esecutivo chiediamo il 30%, che è quello che ci chiedono le aziende per procedere con i lavori. Storicamente i Comuni spendono in investimenti il 25% delle loro risorse, se otteniamo ulteriori risorse le spenderemo”. Lo ha detto il presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, a margine della seconda edizione dell’evento “Missione Italia 2021-2026- Pnrr dei Comuni e delle città” organizzato dall’Anci.

Pd presenta interrogazione su Santanchè: è giusto che chiarisca

Pd presenta interrogazione su Santanchè: è giusto che chiariscaRoma, 5 lug. (askanews) – “Il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione per sapere se il ministro Santanchè sia debitrice nei confronti dello Stato italiano di 2 milioni e 700 mila euro. Vi pare possibile che un ministro della Repubblica sia debitrice nei confronti dello Stato che essa stessa rappresenta? Lo dico da garantista ma è giusto e corretto che la ministra chiarisca quanto prima”. Lo scrive su twitter Stefano Graziano, deputato del Pd, nel giorno in cui la ministra Santanchè sarà in Senato alle 15 per un’informativa sulla vicenda.

Pnrr, Gualtieri: segnalato a Meloni e Fitto più capacità di spesa

Pnrr, Gualtieri: segnalato a Meloni e Fitto più capacità di spesaRoma, 5 lug. (askanews) – “Ho scritto a Fitto e ho parlato anche con Meloni segnalando che abbiamo anche una capacità aggiuntiva di realizzazione in un paio di ambiti. Siamo disponibili ad aiutare l’Italia a raggiungere i suoi obiettivi, che non sono solo quantitativi aiutando la crescita dell’Italia, ma qualitativa. Ma se adesso la Fase tre manca, non riusciremmo ad aggiungere i risultati qualitativi”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri intervenuto alla seconda edizione dell’evento “Missione Italia 2021-2026- Pnrr dei Comuni e delle città” organizzato dall’Anci.

“Abbiamo il dovere di spendere, spendere bene, ma se vogliamo che questi investimenti siano veramente trasformativi vanno accompagnati da una spesa corrente adeguata – ha aggiunto Gualtieri -. Altrimenti avrò i treni e rimarranno nei magazzini, avrò gli asili ma non avrò gli insegnanti. Non dobbiamo disperdere tempo e risorse in dibattiti inutili”.

Visco: Pil I trim tornato a crescere, possibile superi +1% in 2023

Visco: Pil I trim tornato a crescere, possibile superi +1% in 2023Roma, 5 lug. (askanews) – Nel primo trimestre di quest’anno il Pil dell’Italia “è tornato a crescere, sospinto dal recupero dei consumi e dall’ulteriore espansione degli investimenti. Come nel resto dell’area dell’euro, all’indebolimento dell’attività manifatturiera si sono contrapposti i buoni risultati dei servizi privati; in questo settore al vigore della domanda, in particolare nel comparto turistico e ricreativo, si associano non trascurabili rialzi dei prezzi finali”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco che nel suo intervento all’Assemblea annuale dell’Abi si è richiamato alle previsioni pubblicate dall’istituizione a metà giugno.

“Date le condizioni di finanziamento più restrittive e il rallentamento del commercio globale ci attendiamo che il Pil aumenti in misura moderata nei prossimi trimestri. Nell’anno – ha detto – la crescita del prodotto potrebbe superare l’1 per cento, si manterrebbe in media intorno a questo valore nel prossimo biennio”. Si tratta di previsioni “ancora caratterizzate da elevata incertezza e da rischi orientati prevalentemente al ribasso”. Oltre a quelli sulla guerra, “si aggiungono i timori connessi con l’evoluzione dell’attività economica globale, che potrebbe risentire della restrizione monetaria in atto nelle maggiori economie in misura maggiore delle attese, nonché quelli derivanti dal rischio di un eccessivo irrigidimento delle condizioni di offerta del credito”.

Secondo Visco in Italia “la robusta ripresa del prodotto indotta dalla piena riapertura delle attività economiche dopo la fine della fase di emergenza sanitaria si sta attenuando. Nel contesto di un indebolimento della congiuntura internazionale, di una restrizione monetaria volta a contrastare l’inflazione e della necessaria riduzione dei sostegni assicurati dalla politica di bilancio, il conseguimento di un adeguato, stabile, ritmo di sviluppo richiederà un elevato livello di investimenti, pubblici e privati, e l’efficace attuazione di riforme strutturali”. “La capacità di reazione di imprese e famiglie di fronte a shock inattesi e particolarmente violenti, quali quelli degli ultimi tre anni, deve costituire la base per un’azione pubblica volta a rendere la nostra economia meno rigida e lenta”, ha avvertito.

Bce, Visco: tenere alta la guardia ma con prudenza e pazienza

Bce, Visco: tenere alta la guardia ma con prudenza e pazienzaRoma, 5 lug. (askanews) – Sui tassi di interesse e la linea monetaria della Bce “se occorre tenere alta la guardia e dritta la barra, sono altresì necessarie buone dosi di prudenza e pazienza nel valutare e anticipare gli effetti della restrizione monetaria in atto dallo scorso anno, pure giustificata e da mantenere”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nel suo intervento all’Assemblea annuale dell’Abi.

“Non comprendo e continuo a non condividere, a questo riguardo, osservazioni anche di recente avanzate che spingerebbero a preferire il rischio di essere più, anziché meno, restrittivi”, ha detto, apparentemente in riferimento a coloro che nel Consiglio Bce spingono invece per una linea più aggressiva e intransigente. “Ritengo che si debba essere cauti quanto basta; un atteggiamento simmetrico, in linea con le conclusioni della revisione della strategia di politica monetaria della Bce, mi sembra adeguato alle circostanze – ha detto Visco – permetterebbe anche di contenere le ricadute sul credito e preservare la stabilità finanziaria, di cui ho trattato in questo intervento e che, come ho osservato, è essa stessa condizione necessaria per la stabilità dei prezzi e la tenuta delle nostre economie”.

Secondo il governatore, infatti, pur intervevendo contro l’alta inflaizone “è certamente possibile limitare le conseguenze negative sull’attività economica e sulla domanda aggregata ed evitare che esse – ha avvertito – possano finire per riflettersi in pressioni eccessive al ribasso sui prezzi nel medio termine”. “Ora che i tassi sono in territorio restrittivo, calibrare la durata della stretta monetaria, piuttosto che aumentarne eccessivamente l’ampiezza, avrebbe il vantaggio di agevolare un’analisi più informata degli effetti dell’azione fin qui condotta”, ha suggerito. Finora nell’area euro “la qualità dei prestiti ha risentito in misura contenuta del peggioramento del quadro congiunturale”. Ma “il maggiore onere del debito innescato dai notevoli rialzi dei tassi potrebbe però determinarne un progressivo deterioramento”. E “la restrizione sarebbe inoltre accentuata se il riassorbimento della liquidità da parte dell’Eurosistema portasse a un aumento del costo della raccolta bancaria più rapido e ampio di quanto oggi previsto”, ha spiegato.

Abi, Patuelli: banche garantiscono liquidità a imprese e famiglie

Abi, Patuelli: banche garantiscono liquidità a imprese e famiglieRoma, 5 lug. (askanews) – In Italia “le banche non hanno rendite di posizione e vengono da anni difficilissimi per crisi di imprese e del debito sovrano, recessioni, epidemie, catastrofi naturali, cui hanno fatto e fanno fronte con grandi aumenti di capitale, accantonamenti e ristrutturazioni sempre socialmente rispettose e realizzate con costruttivi accordi con le Rappresentanze Sindacali”. Lo ha rivendicato il presidente dell’Abi, nella sua relazione all’Assemblea annnuale a Roma.

“Salvo nel caso di una banca nazionalizzata, le banche in Italia hanno dovuto farsi carico delle forzate risoluzioni e degli altri oneri delle crisi e dei salvataggi di banche concorrenti. Le banche sono impegnate nel progressivo rafforzamento degli indici patrimoniali – ha ricordato – indeboliti dagli aumenti dei tassi che riducono i valori dei portafogli innanzitutto di Titoli di Stato, e in preparazione dell’entrata in vigore di Basilea 3+, anche se ne abbiamo ottenuto dei significativi miglioramenti”. E proprio guardando agli accordi internazionali per il rafforzamento dei livelli patrimoniali delle banche “chiediamo che le regole ‘di Basilea’ siano applicate ugualmente in America e in Europa”, ha detto Patualli.

“Le banche sono impegnate nel garantire cospicui livelli di liquidità anche a medio e lungo termine, sempre più preziosa e costosa dopo le decisioni della Bce, quando stanno esaurendosi i divenuti più onerosi programmi europei di finanziamento Tltro, con rischi – ha avvertito – che le banche combattono, di razionamento del credito. Le banche in Italia mantengono quasi i due terzi dei mutui a tasso fisso, con tassi di raccolta in continuo aumento, e, su richiesta, possono allungare la durata dei mutui per chi è in regola con i pagamenti o realizzare surroghe”. “Le banche in Italia non hanno mai applicato tassi negativi sui depositi – ha detto – e remunerano crescentemente i risparmiatori con condizioni di mercato competitive anche con quelle offerte dagli Stati europei e da operatori non bancari, propongono ai risparmiatori, anche in difesa dall’inflazione, investimenti per la liquidità a medio e lungo termine, indispensabile, dopo la fine delle Tltro, per finanziare imprese e famiglie”.

“Le banche combattono i rischi di crescita dei crediti deteriorati, previsti dalla Bce, dal Fondo Monetario Internazionale e dal Centro studi di Confindustria, di fronte ai problemi della Germania, ai recenti cali della produzione industriale e delle esportazioni italiane e per devastanti eventi climatici. Fondamentali sono i sistemi di garanzia dei crediti – ha avvertito il presidente dell’Abi – che debbono proseguire assieme alla legislazione agevolativa per le imprese, il Mezzogiorno e per l’acquisto della prima casa soprattutto, ma non solo, per i giovani”.

Seoul: satellite-spia Nordcorea inutile dal punto di vista militare

Seoul: satellite-spia Nordcorea inutile dal punto di vista militareRoma, 5 lug. (askanews) – Il tanto propagandato satellite-spia nordcoreano, che Pyongyang ha provato a lanciare non riuscendovi più di un mese fa, non acvrebbe avuto “alcuna utilità militare”, L’ha sostenuto lo Stato maggiore congiunto sudcoreano, dopo che Seoul è riuscito a recuperarne i detriti in mare con la collaborazione degli Stati uniti.

“A seguito dell’analisi esaustiva degli esperti sudcoreani e statunitensi, abbiamo valutato che non ha alcuna utilità militare come satellite da ricognizione”, ha affermato lo stato maggiore in un comunicato. Lo Stato maggiore di Seoul non ha voluto fornire specifici dettagli sui ritrovamenti, perché ritiene che rivelare troppe notizie sull’operazione di recupero avrebbe fornito informazioni utili alle forze nordcoreane. .

Il satellite-spia è stato lanciato il 31 maggio, ma la stessa Corea del Nord – con un’insolita ammissione – ha dato notizia del fallimento del lancio.

Rilascio acque Fukushima, cresce opposizione interna ed esterna

Rilascio acque Fukushima, cresce opposizione interna ed esternaRoma, 5 lug. (askanews) – Cresce l’opposizione interna ed esterna al controverso piano giapponese di scaricare in mare l’acqua di raffreddamento dei reattori della centrale nucleare Fukushima Daiichi, teatro dal 2011 del peggiore incidente nucleare della storia dopo Chernobyl. E se, a sancire il nuovo corso nelle relazioni Tokyo-Seoul, dalla Corea del Sud arriva una sostanziale apertura ai piani nipponici, è invece dura la presa di posizione di Pechino.

Nella consueta, quotidiana conferenza stampa, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha affermato che il rapporto dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea), che ha dato ieri un sostanziale via libera al progetto giapponese, non può essere usato come un “passaporto” usato dal Giappone per conurre un’operazione che ha, a suo dire, l’unico scopo di “ridurre al minimo i costi e rischi (per Tokyo) e lasciare che il mondo intero sopporti i pericoli evitabili dell’inquinamento nucleare”. Tokyo si trova di fronte a un problema importante. Dall’incidente nucleare, innescato dal devastante tsunami dell’11 marzo 2011, si sta accumulando acqua utilizzata per raffreddare in reattori andati in meltdown. Questo liquido viene trattato con un metodo definito ALPS, che però non è in grado di eliminare tutte le sostanze radioattive dall’acqua. Secondo il governo giapponese, il livello di contaminazione residua in queste acque è minimo e consente di diluire in sicurezza il liquido nell’oceano. Ma la cosa non convince né le popolazioni locali, né i paesi limitrofi.

Intanto però l’acqua viene stoccata in grandi silos, che stanno ormai saturando l’area attorno alla centrale. I serbatoi al momento hanno superato quota mille e le autorità ritengono non sostenibile ancora questa pratica. Ieri il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, ha presentato un rapporto positivo rispetto al piano nipponico. “Sulla base della sua valutazione completa, l’Aiea ha concluso che l’approccio e le attività per lo scarico delle acque trattate ALPS adottate dal Giappone sono coerenti con gli standard di sicurezza internazionali pertinenti”, ha scritto Grossi nella prefazione al rapporto. “L’Aiea – ha proseguito Grossi – continuerà a fornire trasparenza alla comunità internazionale, consentendo a tutte le parti interessate di fare affidamento su fatti e scienza verificati per informare la loro comprensione della questione durante tutto il processo”. Per il capo Aiea il rilascio delle acque di Fukushima avrà un “impatto trascurabile” sull’ambiente.

L’Aiea ha deciso da oggi l’apertura un ufficio a Fukushima per monitorare eil processo “per i decenni a venire”, ha detto Grossi, aggiungendo che visiterà l’area intorno all’impianto per parlare con i leader locali e i pescatori. Questi ultimi, però, non sembrano meno arrabbiati della Cina rispetto al progetto. “Io sono estremamente preoccupato, perché non so fino a quale livello di rilascio dell’acqua trattata influirà sul mio lavoro e sulla vita marina”, ha detto Eitatsu Kikuchi, un pescatore di Soma all’agenzia di stampa Kyodo. Si tratta di popolazioni che hanno sofferto prima lo tsunami, poi gli effetti dell’incidente nucleare sia in termini di sgomberi forzati, sia in termini economici a causa del danno reputazionale alle attività agricole e di pesca di una regione che un tempo viveva principalmente di queste. Le cooperative di pescatori di tre prefetture hanno già annunciato che presenteranno una petizione questa settimana al governo centrale e all’operatore della centrale, la TEPCO, sottolineando la loro opposizione al rilascio delle acque trattate.

Un altolà rispetto al piano giapponese, inoltre, è arrivato anche dalle nazioni insulari del Pacifico. Il Forum delle Isole del Pacifico, un gruppo regionale guidato dall’ex primo ministro delle Isole Cook Henry Puna, ha sottolineato in un comunicato di giugno che il forum è “pienamente impegnato ad affrontare le forti preoccupazioni per il significato della potenziale minaccia di contaminazione nucleare per la salute e la sicurezza della sua gente e delle sue prospettive”. Più articolata, invece, appare la posizione del governo sudcoreano di Yoon Suk-yeol, che ha aperto una nuova stagione di dialogo e di relazioni amichevoli con Tokyo dopo anni di freddo tra i due principali alleati regionali degli Stati uniti. “E’ da sempre una posizione del governo il fatto di riconoscere l’Aiea come prestigiosa agenzia su cui c’è consenso e noi manteniamo il nostro rispetto per le sue scoperte”, ha detto uno dei portavoce dell’esecutivo, Park Ku-yeon. Non è ancora un appoggio, anche perché Seoul intende presentare un proprio rapporto basato sulle analisi Aiea sul quale definire la sua posizione, ma è un’apertura come non se ne erano mai viste da parte di uno dei paesi che si era opposto i maniera più dura al rilascio. Il cambio di posizione, tuttavia, non costa poco politicamente a Yoon. Il presidente e il suo governo sono stati già fortemente attaccati dall’opposizione per la loro accondiscendenza al progetto giapponese e ci sono state anche manifestazioni di protesta.