Dal commissariamento dell’Inps alla proroga della garanzia per i mutui. Le misure della legge sugli EntiRoma, 28 giu. (askanews) – Commissariamento di Inps ed Inail per i quali viene anche riorganizzata la governance; revisione delle norme sulle fondazioni lirico-sinfoniche che prevede, tra l’altro, la decadenza del sovrintendente al compimento del settantesimo anno di età; proroga al 30 settembre 2023 della garanzia dell’80% sui mutui del Fondo di garanzia prima casa che si applica ai giovani under36, alle giovani coppie, ai nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, ai conduttori di alloggi Iacp, in possesso di Isee non superiore a 40.000 euro. Queste alcune delle novità previste nel decreto recante disposizioni urgenti in materia di amministrazione di enti pubblici, termini legislativi e iniziative di solidarietà sociale, che con il voto di fiducia al Senato è diventato legge. I voti a favore sono stati 100, quelli contrari 74, una astensione.
All’interno del provvedimento anche un pacchetto riguardante la sanità, con misure che vanno dal sostegno al sistema della regione Calabria, all’acceso ai concorsi per gli specializzandi, alla proroga della sospensione delle sanzioni per i no-vax. Nel decreto vi è anche la riapertura fino al 30 settembre dei termini per aderire alla rottamazione-quater e lo slittamento della scadenza per il pagamento della prima o unica rata dal 31 luglio al 31 ottobre 2023.
Nel provvedimento sono entrate anche le disposizioni sul sistema di premialità negli appalti pubblici per le imprese in possesso della certificazione della parità di genere e lo sblocco del fondo da 660 milioni di euro per creare nuovi alloggi e residenze per studenti universitari. Con un emendamento approvato alla Camera è stato disposto lo slittamento di un mese, dal 30 giugno al 31 luglio 2023, il pagamento da parte delle aziende fornitrici del SSN delle somme derivanti dal meccanismo del payback sanitario. Rinviato anche il termine per il versamento dell’imposta sostitutiva del 14 per cento sulle criptoattività che passa dal 30 giugno al 30 settembre 2023.
Via libera anche alla stabilizzazione dei lavoratori precari impegnati presso gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e presso gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali.
Meloni in Parlamento: politica Bce rischia far danni. Stop polemica su MesRoma, 28 giu. (askanews) – Una dura critica alla Bce per la politica di rialzo dei tassi e un invito a evitare la “polemica interna” sul Mes. Giorgia Meloni è intervenuta questa mattina alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo in programma domani e venerdì a Bruxelles, un summit che ha in agenda “sfide cruciali per il futuro dell’Europa”.
Ma a preoccupare la premier è l’inflazione, con la politica di rialzo dei tassi portata avanti dalla presidente della Bce Christine Lagarde. Sicuramente la “odiosa tassa occulta” dell’inflazione, che “colpisce soprattutto i meno abbienti” deve essere combattuta “con decisione”. Ma la Bce, attacca, sta portando avanti una “semplicistica ricetta” che “non appare agli occhi di molti la strada più corretta da perseguire, considerato che nei nostri Paesi l’aumento generalizzato dei prezzi non è figlio di una economia che cresce troppo velocemente ma di fattori endogeni, primo fra tutti la crisi energetica causata dal conflitto in Ucraina”. Il “rischio”, per la premier, è che “l’aumento costante dei tassi finisca per colpire più le nostre economie che l’inflazione, e cioè che la cura si riveli più dannosa della malattia”. E dirlo, precisa in replica, non è un “attacco all’autonomia” della Banca centrale europea ma un “dovere” della politica. Sull’economia, sottolinea, l’Ue deve garantire “un vero sostegno, con parità di condizioni, alle imprese del nostro continente”. La piattaforma “Step” presentata dalla Commissione “è un importante punto di partenza” ma Roma lo considera “un primo passo per arrivare ad un Fondo Europeo per la sovranità”. Sul tema più generale della riforma della governance economica, per il governo italiano deve avere come “principale obiettivo il sostegno alla crescita” garantendo “la protezione degli investimenti nei settori strategici”. L’obiettivo è “porre fine una volta per tutte alla stagione dell’austerità, pur senza venir meno a quella disciplina di bilancio sulla quale il governo italiano ha dimostrato serietà fin dalla manovra finanziaria, con buona pace dei gufi che preconizzavano catastrofi di ogni sorta”. A questo tema è legata la questione della ratifica del Mes. “Non reputo utile all’Italia – scandisce – alimentare in questa fase una polemica interna su alcuni strumenti finanziari, come ad esempio il Mes. L’interesse dell’Italia oggi è affrontare il negoziato sulla nuova governance europea con un approccio a pacchetto, nel quale le nuove regole del patto di stabilità, il completamento dell’Unione bancaria e i meccanismi di salvaguardia finanziaria si discutono nel loro complesso nel rispetto del nostro interesse nazionale. Prima ancora di una questione di merito c’è una questione di metodo su come si faccia a difendere l’interesse nazionale”.
Altra priorità per l’Italia è quello delle migrazioni. Dopo aver espresso “cordoglio” per il naufragio sulle coste greche, Meloni ribadisce l’impegno a “stroncare il disumano traffico di esseri umani che continua a mietere vittime nel Mediterraneo”. Il Consiglio di febbraio, “grazie all’azione dell’Italia” ha riconosciuto “che la migrazione è una sfida europea e dunque richiede risposte europee” con un “approccio che mira a superare la storica contrapposizione tra movimenti primari e movimenti secondari e tra paesi di primo arrivo e paesi di destinazione”. Di fronte a una “immigrazione irregolare di massa” che “non ha niente di umano e di solidale e colpisce i più deboli, i più fragili, a partire da coloro che avrebbero diritto ad essere accolti” l’Ue deve avere un “cambio di passo” che significa soprattutto “tenere alta l’attenzione dell’Unione Europea della sponda sud del Mediterraneo e dell’Africa coniugando la lotta ai trafficanti con politiche di sviluppo”. “Chi ha dato fiducia a me e a questo Governo si aspetta risultati concreti nel contrasto all’immigrazione irregolare, e li avrà”, assicura la presidente del Consiglio. Nel dibattito, a proposito di migranti, Laura Boldrini (Pd) la accusa di trattare con il presidente “autocrate” tunisino Saied. Un’accusa a cui la premier risponde con veemenza: “Non accettiamo lezioni da chi andava a braccetto con la Cuba comunista di Fidel Castro e i dittatori comunisti”. Per quanto riguarda l’Ucraina, Meloni ribadisce il “convinto sostegno al popolo ucraino” per difendersi dall’aggressione Russa, mentre si lavora per “giungere il prima possibile a una pace giusta e duratura, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. A questo proposito, sottolinea, l’Italia e il governo “hanno fatto tutto quello che era possibile per aiutare e sostenere la missione che il cardinale Zuppi ha portato avanti su indicazione di papa Francesco” ma “poi però io credo e resto convinta del fatto che il modo più serio, al di là della propaganda, per favorire la pace e l’apertura tra le parti sia mantenere l’equilibrio tra le stesse”.
La premier si sofferma anche su quanto avvenuto in Russia nei giorni scorsi, con la ‘rivolta’ poi rientrata, della Wagner. Un episodio, dice, che ha fatto “emergere in maniera evidente le difficoltà che sta attraversando il sistema di potere di Putin e a smontare la narrazione russa secondo la quale in Ucraina stia andando tutto secondo i piani”. All’ordine del giorno del Consiglio anche il rapporto con la Cina. Roma vuole avere con Pechino “un rapporto che – lungi dall’essere ostile – vuole però essere maggiormente equilibrato”, spiega, con l’intento di evitare di “cadere in nuovi, deleteri, legami di dipendenza”. Parole che sembrano lasciar intendere la volontà di non rinnovare l’accordo sulla Via dell Seta.
“In tutti i consessi europei e internazionali – conclude – viene oggi riconosciuto all’Italia il ruolo di una nazione solida, credibile, affidabile. Forte delle sue ragioni e dei suoi interessi, forte della sua tradizione di dialogo e del suo ruolo geopolitico. E lo dico con orgoglio, anche pensando ai molti che, strumentalmente, preconizzavano o scommettevano su un’Italia a guida centrodestra che sarebbe stata isolata a livello internazionale. I risultati, ancora una volta, smentiscono i pronostici”.
Simest: inaugurato nuovo ufficio a BelgradoRoma, 28 giu. (askanews) – Simest, la società del Gruppo CDP per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, comunica che è stato inaugurato oggi, a Belgrado, il primo ufficio estero della Società. Individuata in coordinamento con il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e in stretta sinergia col Ministero degli affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Belgrado è infatti al centro della Regione dei Balcani Occidentali, area dalle grandi potenzialità per la crescita internazionale del tessuto produttivo italiano.
L’azione di Simest in supporto dello sviluppo degli investimenti nei Balcani occidentali, si legge in una nota, si completerà inoltre con l’implementazione di una misura ad hoc di finanziamenti agevolati con anche una parte in conto capitale nell’ambito del Fondo 394 – di prossima apertura – che riserverà un plafond di 200 milioni per le PMI che intendano crescere nella Regione. La misura sarà disponibile per la prima volta, anche per le imprese delle filiere produttive. All’inaugurazione odierna seguiranno una serie di nuove aperture nei mercati strategici per il Made in Italy, così come previsto dal Piano Strategico SIMEST 23-25 “ImPatto d’Impresa. Si, un Patto per la crescita”. Nel corso del triennio, si prevedono nuove sedi Simest in Africa, America Latina, Stati Uniti e Singapore.
Il Presidente di SIMEST, Pasquale Salzano, ha dichiarato: “Annunciata dal Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso del Business Forum Italia-Serbia dello scorso marzo, l’apertura del nuovo ufficio a Belgrado è il frutto di un’importante azione di sistema che abbiamo realizzato grazie alla stretta sinergia con la Farnesina e l’Ambasciata d’Italia in Serbia, e alla proficua collaborazione con tutti gli attori istituzionali italiani. Si tratta di un risultato ambizioso, grazie al quale SIMEST si affianca alle altre istituzioni presenti nella regione balcanica per favorire la crescita internazionale delle imprese italiane e la promozione delle migliori eccellenze del Made in Italy”. Per l’amministratrice delegata Regina Corradini D’Arienzo, “Simest, in cooperazione sistemica con gli altri attori coinvolti nell’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha strutturato un piano di sviluppo per permettere al Made in Italy di sfruttare pienamente le opportunità offerte dalla regione balcanica e di rafforzare l’integrazione tra i due sistemi economici”. “In tale direzione, abbiamo avviato un programma di azioni concrete rivolte alle aziende italiane a vocazione internazionale, di cui l’apertura dell’ufficio a Belgrado rappresenta il primo step. L’ufficio punta infatti a diventare un vero e proprio punto di riferimento per gli imprenditori italiani presenti nella regione per individuare opportunità e facilitare l’accesso al mercato locale grazie anche a finanziamenti agevolati dedicati”, ha commentato.
Musica, Vasco chiude il suo mega tour a Salerno: 450mila fan in 11 dateRoma, 28 giu. (askanews) – Undici date, cinque città, oltre 450mila spettatori: Vasco Rossi conclude il suo tour negli stadi a Salerno, il 28 e 29 giugno. “E’ il tour della Vera Rinascita. Finalmente siamo pronti davvero, abbiamo rodato con il primo rientro ai live l’anno scorso e adesso siamo allenati per correre forte”, ha detto Vasco.
Vasco Live, il tour di tutte doppie date e del poker calato a Bologna, si chiude a Salerno, allo stadio Arechi sold-out per due sere, il 28 e il 29 giugno. Scaletta perfetta, fuochi d’artificio dappertutto e un brindisi a questo tour da emozioni a mille e soddisfazioni enormi. Sul palco NO STOP al divertimento con la band perfetta: scorribande tra le tre chitarre, il basso, la ‘pacca’ di Matt, batterista eccezionale, i fiati e i cori perfettamente sincronizzati che vanno a creare l’incredibile mix di rock’n’ roll e puro divertimento che Vasco ha voluto creare quest’anno.
“Con il mio popolo – li chiamo cosi i fan che sono cresciuti con le mie canzoni e che ora affollano gli stadi – condividiamo insieme una strada, la percorriamo insieme”, ha scritto il Kom sui suoi social. “Quest’anno l’autostrada mi ha fortunatamente fatto uscire a Rimini, stadio Romeo Neri, dove abbiamo portato un po’ di gioia per l’Emilia Romagna, la mia Terra cosi sorridente e ferita, è stato un orgoglio per me, l’Emilia Romagna rinascerà”.
Poi i 4 concerti a Bologna, dove ha giocato in casa, 4 sere allo Stadio dall’Ara, non scontato profeta. E ancora Roma, per due notti di fuoco allo stadio Olimpico, una grande storia d’amore che dura da oltre 30 anni. E ancora Palermo, allo stadio Barbera, riaperto alla musica dopo moltissimi anni, e concesso a Vasco per primo, per due serate splendide, un’esplosione di energia, con tanto affetto e calore, ricambiato abbondantemente. Infine, Salerno, che nel lontano 1978 lo vide militare per qualche giorno: “Chiudo qui nella città a cui sono affettivamente legato da allora”. Salerno chiama, Vasco risponde con la doppia data allo stadio Arechi, dove mancava da 15 anni.
Il Cremlino sostiene di non aver mai violato i diritti dei bambini in Ucraina, “noi li salviamo”Roma, 28 giu. (askanews) – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha negato oggi le accuse secondo cui la Russia ha violato i diritti dei bambini in Ucraina, osservando che le forze armate russe salvano i minori, rischiando la vita.
All’inizio di giugno, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha presentato al Consiglio di sicurezza dell’Onu il suo rapporto annuale che includeva la Russia nell’elenco globale dei violatori dei diritti dei bambini, facendo riferimento al bilancio delle vittime in Ucraina. “Respingiamo fermamente tali formulazioni”, ha commentato Peskov, citato dalla Ria Novosti. “In effetti, i nostri militari hanno ripetutamente adottato misure per salvare i bambini, rischiando la propria vita, per portarli fuori dai bombardamenti, che, tra l’altro, sono stati effettuati dalle forze armate dell’Ucraina contro infrastrutture civili”, ha aggiunto il portavoce presidenziale russo.
Giuseppina Di Foggia (Terna) è il nuovo vice presidente di GO15Milano, 28 giu. (askanews) – Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna, ha assunto la carica di vice presidente di GO15, l’associazione mondiale dei cosiddetti Very Large Power Grid Operators per la trasmissione dell’energia elettrica, che rappresenta circa il 50% della domanda mondiale di elettricità. Lo si apprende da un comunicato di Terna.
In tale ruolo, l’ingegner Di Foggia “contribuirà, insieme agli altri vertici dell’associazione, alla definizione degli indirizzi strategici di GO15 che includono tematiche fondamentali della transizione energetica e della sicurezza dei sistemi elettrici, quali il ruolo delle interconnessioni, la resilienza delle reti per un sistema elettrico sempre più efficiente, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo per raggiungere i target di decarbonizzazione”. Terna rafforza, quindi, il proprio “impegno nel percorso di integrazione e di coordinamento delle grandi reti elettriche internazionali, nonché il suo ruolo di regista e abilitatore della transizione energetica”. Nell’ambito di GO15, oltre a essere presente nello Steering Board e nel Governing Board, il gestore della rete di trasmissione italiana co-presiede anche il gruppo di lavoro strategico su “Resilience, infrastructure development and interconnections”.
Nata nel 2004 da un’iniziativa di Terna e di altri transmission system operator a seguito dei blackout che colpirono vari Paesi in tutto il mondo, GO15 si occupa di definire gli indirizzi strategici per la sicurezza, la stabilità e la sostenibilità delle reti di trasmissione elettrica. L’associazione è “costantemente impegnata a favorire la collaborazione internazionale bilaterale e multilaterale per un futuro pienamente decarbonizzato e sostenibile, attraverso la condivisione di studi e ricerche oltre che lo scambio di best practice e conoscenze specifiche sulla gestione delle infrastrutture in alta tensione, al fine di individuare soluzioni tecnologiche e indicazioni a livello internazionale che permettano di incrementare l’efficienza e la resilienza delle infrastrutture di rete di fronte a fenomeni climatici estremi sempre più intensi e frequenti”.
Ucraina, Meloni: sostegno a Zuppi ma per pace serve equilibrioRoma, 28 giu. (askanews) – L’Italia e il governo “hanno fatto tutto quello che era possibile per aiutare e sostenere la missione che il cardinale Zuppi ha portato avanti su indicazione di papa Francesco” ma “poi però io credo e resto convinta del fatto che il modo più serio, al di là della propaganda, per favorire la pace e l’apertura tra le parti sia mantenere l’equilibrio tra le stesse”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella replica alla Camera dopo il dibattito sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue.
Diritto acqua, Pecoraro Scanio (UniVerde): urgente una soluzioneMilano, 28 giu. (askanews) – “Sui temi dei processi sostenibili di dissalazione, del diritto all’acqua potabile e di qualità per i cittadini delle isole minori e della tutela del mare, la Fondazione UniVerde e Marevivo hanno da sempre coinvolto le istituzioni per ottenere norme adeguate. Si tratta di una questione urgente di carattere sanitario e ambientale che deve trovare una soluzione”. Lo ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, intervenendo ieri a Roma al convegno “Agenda 2030 e il diritto all’acqua delle Isole minori. Le alternative sostenibili per un rifornimento idrico di qualità e amico del mare” realizzato da Fondazione UniVerde, Marevivo, Città Metropolitana di Roma Capitale, con il patrocinio di Ancim – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori.
“Sui temi dei processi sostenibili di dissalazione, del diritto all’acqua potabile e di qualità per i cittadini delle isole minori e della tutela del mare, la Fondazione UniVerde e Marevivo hanno da sempre coinvolto le istituzioni per ottenere norme adeguate – ha aggiunto Pecoraro Scanio -. Si tratta di una questione urgente di carattere sanitario e ambientale che deve trovare una soluzione. Occorre una regolamentazione chiara e univoca sulla diffusione e sulla gestione dei dissalatori a terra e direttive più stringenti sugli scarichi di salamoia sulla costa, altamente inquinanti. L’ipotesi di adottare dissalatori mobili marini rappresenta una valida risposta sia al consumo di suolo da parte degli impianti fissi che alla necessità di tutelare flora e fauna marina. Questo è il senso dell’iniziativa di oggi e dell’appello che rivolgiamo a Governo e Parlamento per una efficace funzione di indirizzo, realizzando una Valutazione Ambientale Strategica ma anche per sostenere un’innovazione tecnologica ‘made in Italy’”, ha concluso il presidente della Fondazione Univerde.
Ambiente, Pichetto: dissalatori mobili marini? Attenti sul temaMilano, 28 giu. (askanews) – Attenzione e impegno nell’affrontare il tema della dissalazione, le sue implicazioni e l’alternativa rappresentata dai dissalatori mobili per il rifornimento delle isole minori. E’ quanto ha assicurato Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, intervenendo ieri in collegamento video al convegno “Agenda 2030 e il diritto all’acqua delle Isole minori. Le alternative sostenibili per un rifornimento idrico di qualità e amico del mare” realizzato da Fondazione UniVerde, Marevivo, Città Metropolitana di Roma Capitale, con il patrocinio di Ancim – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori.
Più in generale, il Ministro ha posto l’accento sulla necessità di create le giuste condizioni per ottimali infrastrutture idriche, al fine di “trovare un punto di equilibro, la via giusta”, a un tema importante e urgente come quello della gestione della risorsa idrica.
Meloni dice che discutere adesso del Mes “non è nell’interesse dell’Italia”Roma, 28 giu. (askanews) – Sul Mes “non è un tema di merito ma di metodo, che prescinde dall’idea che abbiamo sull’utilità di questo strumento”. Il punto che ho posto “è capire se per il Parlamento sia questo il momento per discutere questa materia, cioè se è giusto che si proceda a una ratifica senza sapere il contesto, senza conoscere il quadro generale. Secondo me è corretto porre sul tavolo i problemi nella loro interezza”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle sue repliche dopo le comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue di domani e dopodomani a Bruxelles.
“Voglio cercare di interesse di difendere l’interesse italiano, discutere adesso di quest’argomento non è nell’interesse italiano”, ha ribadito Meloni.