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Tag: Sanremo 2023

Meloni chiama la madre del bimbo di Napoli con il cuore bruciato: tutto il possibile per aiutarvi

Meloni chiama la madre del bimbo di Napoli con il cuore bruciato: tutto il possibile per aiutarvi

Roma, 17 feb. (askanews) – Una telefonata per esprimere la “vicinanza” delle istituzioni e ribadire che si sta facendo “tutto il possibile, per quanto di competenza” perché si possa mantenere viva la speranza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha telefonato a Patrizia, la madre del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver subito un trapianto di cuore con un organo lesionato, bruciato dal ghiaccio secco. La premier, viene spiegato, avrebbe anche detto di condividere l’obiettivo che sia fatta chiarezza e giustizia quando verranno accertate le responsabilità.

Intanto il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno avuto un colloquio oggi a Roma. Un incontro programmato nelle scorse settimane per un confronto su temi sanitari. “Il ministro e il presidente – si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia – hanno rivolto massima attenzione a quanto avvenuto all’ospedale Monaldi di Napoli. Nell’esprimere la più sentita e sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente ricoverato, sottolineano il forte impegno sinergico e la collaborazione istituzionale, perché venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto”.

Allo scopo sono stati attivati nei giorni scorsi i poteri ispettivi e conoscitivi in capo sia al ministero che alla Regione, per poter assumere i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze. Nella giornata di oggi sarà, inoltre, trasmessa al ministero la relazione predisposta dagli uffici regionali su impulso del presidente Fico.

Meloni a madre bimbo Napoli: istituzioni vicine, il possibile per aiutarvi

Meloni a madre bimbo Napoli: istituzioni vicine, il possibile per aiutarvi

Roma, 17 feb. (askanews) – Una telefonata per esprimere la “vicinanza” delle istituzioni e ribadire che si sta facendo “tutto il possibile, per quanto di competenza” perché si possa mantenere viva la speranza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha telefonato a Patrizia, la madre del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver subito un trapianto di cuore con un organo lesionato.

La premier, viene spiegato, avrebbe anche detto di condividere l’obiettivo che sia fatta chiarezza e giustizia quando verranno accertate le responsabilità.

Obesità, come migliorare lo stile di vita e risparmiare 550 mln

Obesità, come migliorare lo stile di vita e risparmiare 550 mln

Roma, 17 feb. (askanews) – In Italia 6 milioni di persone soffrono di obesità, l’11,8 per cento degli adulti. Le malattie cardiovascolari sono tra le principali e più gravi complicanze nelle persone con obesità. Se con interventi sullo stile di vita e trattamenti farmacologici si riducono gli eventi cardiovascolari si possono risparmiare fino a 550 milioni di euro in due anni. È quanto emerge dallo studio condotto dal Ceis della facoltà di Economia dell’Università di Tor Vergata di Roma, presentato all’evento “Obesità e salute cardiovascolare”, realizzato con il contributo non condizionante di Novo Nordisk, che si è svolto a Palazzo Baldassini a Roma, martedì 17 febbraio. Lo studio, coordinato da Paolo Sciattella, ricercatore del Ceis, si basa sui risultati del trial SELECT — primo studio sugli esiti cardiovascolari (CVOT) specificamente dedicato alla riduzione del rischio cardiovascolare nei pazienti con obesità.

In Italia, riferisce una nota, tra il 2015 e il 2019 si stimano 1,4 milioni di pazienti ospedalizzati per Mace (eventi cardiovascolari avversi maggiori) con una spesa annua media di 2 miliardi a carico del Servizio sanitario nazionale. L’incidenza di questi eventi (infarto miocardico non fatale, ictus non fatale, morte per cause cardiovascolari) è maggiore nella popolazione con obesità, che ha un rischio di insorgenza del 67-85 per cento, rispetto alle persone in sovrappeso (21-32%). In Italia è sovrappeso il 34 per cento della popolazione. A un mese dal primo ricovero per Mace le persone con obesità tornano in ospedale con una frequenza 1,4 volte superiore rispetto ai pazienti in sovrappeso. Le malattie cardiovascolari assorbono circa l’85 per cento (6,6 miliardi di euro) dei costi diretti legati all’obesità.

Roberto Pella, Deputato e Presidente Intergruppo Parlamentare Obesità, Diabete e Malattie Croniche non Trasmissibili, ha dichiarato che “l’Italia si è dotata della prima legge al mondo per la prevenzione e la cura dell’obesità, riconoscendola come malattia progressiva e recidivante”. Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Professore Emerito di Endocrinologia presso l’Università La Sapienza di Roma, ha sottolineato: “Il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica, complessa e multifattoriale rappresenta un traguardo storico che colloca l’Italia all’avanguardia. Ora è fondamentale proseguire nel percorso avviato, dotandosi di strumenti adeguati alla complessità della patologia per garantire ai pazienti la stessa dignità clinica e assistenziale riconosciuta ad altre patologie croniche”. Pasquale Perrone Filardi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia AOU “Federico II” di Napoli, ha affermato: “Lo studio SELECT è stato il primo studio CVOT dedicato alla riduzione di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con obesità, dimostrando la superiorità rispetto all’attuale standard di terapia in termini di efficacia e sicurezza di semaglutide nella riduzione del rischio di Mace in più di 17.000 pazienti con obesità o in sovrappeso e malattia cardiovascolare accertata, non diabetici”. Paolo Sbraccia, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna – Centro Medico dell’Obesità, Policlinico Universitario “Tor Vergata”, ha concluso: “L’obesità è una malattia cronica, multifattoriale e associata allo sviluppo di moltissime altre malattie croniche non trasmissibili, come tumori, malattie renali e del fegato, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari, principale causa di morte nel nostro Paese. Farmaci in grado di ridurre il rischio cardiovascolare, come semaglutide 2,4 mg, rappresentano strategie terapeutiche essenziali, in quanto non agiscono solo sul peso, ma sono efficaci nel ridurre le ospedalizzazioni, migliorare gli esiti clinici e limitare l’insorgere di eventi fatali in questa popolazione ad alto rischio”.

M.O., risoluzione unitaria opposizioni: Italia non legittimi Board of peace

M.O., risoluzione unitaria opposizioni: Italia non legittimi Board of peace

Roma, 17 feb. (askanews) – La risoluzione unitaria delle opposizioni “impegna il Governo a non aderire, né a partecipare in qualunque forma al ‘Board of peace’ o ai suoi lavori, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall’articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale”. E’ quanto si legge nel testo firmato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte, i leader Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il capogruppo di Azione Matteo Richetti, la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi, e il segretario di +Europa Riccardo Magi.

Nella risoluzione, c’è quindi l’impegno a “non delegittimare il ruolo dell’Onu che va rafforzato e sostenuto”. Occorre, scrivono, “scongiurare, in ogni caso, qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, diretta o indiretta, al ‘Board of Peace’.

Burger battle, Salvatore Diodato vince la gara degli hamburger

Burger battle, Salvatore Diodato vince la gara degli hamburger

Roma, 17 feb. (askanews) – Si è chiusa ieri a Rimini nell’ambito di Beer&Food Attraction 2026, la finalissima di Burger Battle Italia, il talent nato nel 2018 che ogni anno incorona il Re dell’hamburger gourmet perfetto e seleziona il volto della manifestazione per l’anno in corso. A conquistare il titolo 2026 è stato Salvatore Diodato, di Unico Smash (Latina). Il burger vincitore, “Bad bacon jam”, era composto da arancia alla base, cheddar, carne di manzo/burger di salmone panato e bacon jam, condito con salsa Teriyaki e accompagnato da patatine Scoops.

Giunta alla sua ottava edizione, Burger Battle racconta il lato più creativo e ricercato di un grande classico dello street food, mettendo al centro ingredienti di qualità, tecnica e personalità degli chef. Il tour 2026 è stato articolato in tre tappe di show cooking live tenutesi a Roma (Fine Food), Venezia (Cattel SpA) e Napoli (fiera Gustus), e i migliori burger chef si sono poi dati battaglia “all’ultimo morso” nella giornata conclusiva di Rimini .

Protagonisti della finale 2026 sono stati sei concorrenti provenienti da tutta Italia: Salvatore Diodato (Unico Smash, Latina), Antonio Contino (Hungry Dogs di Dafa Marjola, Ravenna), Tiziana Coroni (Nino’s Pub, Mandela – Roma), Stefano Gauzzi (Pulp s.r.l.s., Roma), Tatiana Maccacaro (Il Burgerino – Tredese, Verona) e Marco Agrusta (Symposium Cafe srls, Crispiano – Taranto).

Al termine degli assaggi, la giuria ha selezionato i tre finalisti che si sono giocati il titolo nella prova conclusiva “Out of the box”: Tatiana Maccacaro, Salvatore Diodato e Stefano Gauzzi. Nella finalissima, ai tre concorrenti è stato chiesto di ideare un panino sul momento partendo da una combinazione obbligata: un ingrediente personale portato con sé e tre ingredienti scelti dalla mystery box, tra amarene sciroppate, parmigiano, timo fresco, mistrà, marsala secco, arance, mele Granny Smith e cioccolato di Modica. La ricetta doveva essere eseguibile sia con burger di carne sia con burger di salmone, senza variazioni negli altri ingredienti. Per tutto il 2026, Salvatore Diodato sarà Burger Battle Ambassador e rappresenterà il volto della manifestazione.

Tajani: il governo accetta l’invito Usa alla prima riunione del Board of Peace

Tajani: il governo accetta l’invito Usa alla prima riunione del Board of Peace

Roma, 17 feb. (askanews) – “Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di paese osservatore alla prima riunione del board offfice in programma giovedì a Washington. Questo è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell’Aula della Camera sul “Board of Peace”.

“L’Unione Europea – ha proseguito Tajani – ha già confermato la partecipazione con la presidenza di turno e con un rappresentante della commissione. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione, penso all’Egitto, alla Giordania, l’Arabia Saudita, al Qatar, anche all’Indonesia, il più grande paese musulmano al mondo. Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in
Medio Oriente, la presenza di tutti i principali attori regionali”.

“Per questo parteciperemo alla riunione di Washington, forti dell’importante contributo che il nostro paese ha messo in campo sin dal primo momento per il cessate il fuoco e per l’assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia attraverso Food for Gaza”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.

Calcio, Giudice sportivo Inter-Juve, una giornata a Kalulu

Calcio, Giudice sportivo Inter-Juve, una giornata a Kalulu

Roma, 17 feb. (askanews) – Giorgio Chiellini inibito fino al 27 febbraio e Damien Comolli fino al 31 marzo (con l’aggravante di un’ammenda di 15 mila euro). È questa la decisione del Giudice Sportivo nei confronti dei dirigenti della Juventus protagonisti di “un atteggiamento aggressivo gravemente intimidatorio” e di “espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara” per le proteste verso l’arbitro, La Penna, dopo la simulazione di Bastoni e l’espulsione di Kalulu. Quest’ultimo, ma è una beffa attesa, è stato squalificato per un turno (“doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”) perché vittima di un clamoroso abbaglio.

La sanzione nei confronti di Damien Comolli è più severa, come si apprende dalla nota ufficiale del Giudice Sportivo: “Inibizione a tutto il 31 marzo 2026 e ammenda di 15.000,00 euro a Comolli Damien Jacques (Juventus): per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, assunto un atteggiamento aggressivo gravemente intimidatorio nei confronti del Direttore di gara, cercando il contatto fisico con il medesimo, evitato grazie all’intervento dell’allenatore della soc. Juventus e di altri tesserati e collaboratori, proferendo inoltre espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara e reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro”.

Decisione abbastanza simile anche per che riguarda Giorgio Chiellini: “Inibizione a tutto il 27 febbraio per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, contestato in modo concitato ed irriguardoso l’operato del Direttore di gara, reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro; per avere inoltre, nel medesimo contesto, rivolto critiche offensive indirizzate agli Ufficiali di gara; infrazione quest’ultima rilevata da un Assistente”.

L’umbro Birra dell’Eremo è il Birrificio dell’Anno 2026

L’umbro Birra dell’Eremo è il Birrificio dell’Anno 2026

Roma, 17 feb. (askanews) – Alla 21esima edizione di Birra dell’Anno 2026 vince il birrificio umbro Birra dell’Eremo di Assisi. Il riconoscimento è stato assegnato a Rimini, durante Beer&Food Attraction, nell’ambito del concorso organizzato da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, punto di riferimento nazionale per il comparto. Il birrificio umbro si è imposto su 212 produttori in gara grazie a 8 podi complessivi, 4 ori, 2 argenti e 2 bronzi, ottenuti in 6 categorie differenti, risultato che ne ha determinato la proclamazione.

Fondato nel 2012, Birra dell’Eremo è cresciuto fino a diventare una realtà strutturata e riconosciuta per la ricerca tecnica e la sperimentazione sui lieviti, elemento distintivo della propria identità produttiva, che nel tempo gli ha permesso di affermarsi tra le eccellenze del panorama artigianale nazionale, sino al riconoscimento odierno.

Nel trentennale della birra artigianale italiana, il concorso ha visto la partecipazione di 212 birrifici, con 1.746 birre iscritte e valutate in 46 categorie, numeri che confermano Birra dell’Anno tra le competizioni brassicole indipendenti più rilevanti a livello internazionale. A decretare i vincitori sono stati 73 giudici italiani e internazionali, provenienti da 19 Paesi, attraverso degustazioni rigorosamente alla cieca, che hanno premiato tecnica, coerenza stilistica e capacità espressiva.

Il premio Best Collaboration Brew è stato assegnato a Panatè Saison del Birrificio La Piazza di Torino, realizzata in collaborazione con La Granda di Lagnasco (Cuneo). Il premio Best 100% Italian Beer è andato a Real IGA Gose de Il Mastio di Belforte del Chienti (Macerata), produzione ottenuta con materie prime interamente coltivate in Italia.

Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai, spiega che “in un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto”.

Tra le 46 categorie, significativa è stata la nuova sezione dedicata alle birre low e no alcohol (fino a 1,2% vol.), segmento in forte crescita anche nel panorama artigianale. A imporsi è stata Hop Gainer del Birrificio Birranova di Conversano (Bari). Il medagliere 2026 conferma la Lombardia tra le regioni più premiate, ma evidenzia una distribuzione ampia e trasversale lungo tutta la penisola. In particolare, la Lombardia conquista 10 ori e 57 riconoscimenti complessivi, seguita da Piemonte (7 ori, 29 premi), Marche (6 ori, 23 premi), Emilia-Romagna (5 ori, 16 premi) e Umbria (4 ori, 17 premi). Seguono Abruzzo (3 ori, 9 premi), Lazio (3 ori, 11 premi), Veneto (2 ori, 17 premi), Toscana (2 ori, 11 premi), Puglia (2 ori, 5 premi), Trentino-Alto Adige (1 oro, 13 premi), Sardegna (1 oro, 3 premi), Friuli-Venezia Giulia (8 premi), Campania (3 premi), Calabria (3 premi) e Sicilia (1 premio).

Distretto biologico Sardegna punta su promozione e marchio bio

Distretto biologico Sardegna punta su promozione e marchio bio

Roma, 17 feb. (askanews) – Promozione e valorizzazione del nuovo marchio bio italiano: sono le linee guida del 2026 per il Distretto Biologico Regionale Sardegna Bio, che ha appena calendarizzato una serie di attività promozionali in Europa e in Italia, utili alla crescita di un comparto che, in Italia, proprio qualche giorno fa ha ricevuto l’ok all’utilizzo e attribuzione del nuovo marchio biologico italiano, in sede di Conferenza Stato Regioni.

Una novità accolta con favore dai rappresentanti della realtà distrettuale sarda che promuove il biologico regionale e raggruppa le aziende primarie, secondarie e terziare che operano nel Bio (circa 2700 in Sardegna) presenti nei giorni scorsi a Norimberga al salone del biologico Biofach che si è svolto dal 10 al 13 febbraio. Il 2026 sarà quindi un anno cruciale nel rafforzamento delle filiere del biologico italiano e sardo: da una parte perché il marchio, il cui utilizzo e modalità di attribuzione è stato appena approvato in sede di conferenza Stato Regioni, va proprio a rafforzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy, “e in secondo luogo perché si sta assistendo a un aumento delle importazioni di prodotto straniero biologico dall’estero, che hanno registrato un incremento del 7,1 percento – spiega in una nota Andrea Campurra, presidente del Distretto Biologico Regionale Sardegna Bio e presidente della La Rete Nazionale dei Distretti Biologici d’Italia – Per questo la promozione, anche all’estero attraverso queste fiere, è fondamentale per rendere più solido il nostro mercato anche all’interno dei confini nazionali, davanti ai nostri stessi buyer”.

Nella fiera di Norimberga, a cui seguirà poi durante i prossimi mesi la partecipazione ad altre fiere come la Sana di Bologna tra il 22 e 24 febbraio, o al Vinitaly a Verona nelle prime due settimane di aprile, o gli eventi B2C, come il Salone internazione dell’Agricoltura di Parigi, dal 21 febbraio al 1 marzo prossimo, il messaggio che si veicola “è quello di una Regione – conclude Campurra – al centro del Mediterraneo che sta investendo nelle produzioni sostenibili anche come forma di contrasto ai cambiamenti climatici e come forma di contrasto alle importazioni di prodotti che spesso sono lontani dalla nostra capacità di garantire qualità e controllo delle filiere”.

Nel vicentino in calo la domanda di campi per semine di cereali

Nel vicentino in calo la domanda di campi per semine di cereali

Roma, 17 feb. (askanews) – Per cereali e colture industriali è crisi nera. Quotazioni di mercato ai minimi storici e rese stagnanti stanno portando gli agricoltori ad una sfiducia totale, tanto che nel vicentino si sta registrando una contrazione degli affitti dei campi per seminare mais e soia, le principali colture dei seminativi per il territorio.

Sarà questo il punto di partenza per parlare delle Tea, le tecniche di evoluzione assistita che potrebbero permettere di superare molte difficoltà, nell’assemblea invernale di Confagricoltura Vicenza che si svolgerà giovedì prossimo al Viest Hotel di Vicenza. Oltre alla presidente Anna Trettenero, interverranno Gianni Barcaccia, professore ordinario di Genetica all’Università di Padova; Cesare Soldi, presidente dell’Associazione italiana maiscoltori (Ami) e il senatore Luca De Carlo, presidente della Nona Commissione permanente del Senato.

“Siamo in un momento nero – conferma Anna Trettenero – Le quotazioni di soia, mais e frumento sono ridicole, gli aiuti comunitari in caduta libera e i costi di produzione in costante aumento. Il quadro è, quindi, molto difficile per gli agricoltori vicentini, tanto che fatichiamo a vedere un futuro perfino a breve termine. Non abbiamo mezzi tecnici per contrastare fitopatie, infestanti e attacchi di insetti, oltre ai cambiamenti climatici, dato che l’Unione Europea riduce il numero di fitofarmaci e i principi attivi a disposizione. Siamo, insomma, nell’impossibilità di difendere e nutrire le nostre colture. Perciò abbiamo deciso di incentrare la nostra assemblea annuale sulle Tea, biotecnologie già applicate in molte regioni del mondo, che hanno portato a un miglioramento delle produzioni e della sostenibilità”.

Sulle Tea anche il ministero dell’Agricoltura sta investendo ingenti risorse, considerandole un punto di svolta nella produzione di varietà più resilienti alle malattie e ai cambiamenti climatici. A livello legislativo, negli ultimi anni, sono stati compiuti importanti passi in avanti. Nel 2023 il decreto legge Siccità ha sbloccato la sperimentazione in campo, mentre nell’autunno scorso il Trilogo dell’Unione Europea (Parlamento, Consiglio, Commissione) ha approvato un accordo provvisorio, riconoscendo le Tea (specialmente sulla categoria NGT1) come equivalenti alle piante convenzionali. L’accordo è visto come un passo decisivo per la competitività agricola nazionale ed europea.